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Archivi: Santo del giorno

Pietro primo catholicos di Georgia

San Pietro fu il primo catholicos di Georgia. Egli guidò la Chiesa di Kartli dagli anni 460 fino all’inizio del VI secolo. Secondo la volontà di Dio, san Pietro inaugurò la dinastia dei supremi pastori della Georgia.

È scritto nella biografia del Santo Re Vakhtang IV Gorgasali che il re fu presentato a Pietro, un discepolo di san Gregorio il Teologo, durante una delle sue visite a Bisanzio, e che divenne molto legato a lui. In quel periodo fu presentato anche a Samuele, il futuro catholicos.

Lo stretto legame spirituale del santo re e del catholicos, unito ai loro sforzi congiunti a favore della Chiesa, contribuì immensamente alla stabilizzazione di amichevoli relazioni politiche tra la Georgia e Bisanzio e alla proclamazione dell’autocefalia della Chiesa Apostolica Georgiana.

Tornato nella propria capitale, il re Vakhtang inviò un ambasciatore a Bisanzio per trovargli una sposa. Egli inviò anche una richiesta che il gerarca Pietro fosse elevato a catholicos e che il sacerdote Samuele fosse consacrato vescovo. Supplicò il patriarca di affrettare l’arrivo del catholicos Pietro e dei dodici vescovi con lui.

Il patriarca di Costantinopoli approvò la richiesta del re Vakhtang di istituire il grado di catholicos di Georgia. Poiché la Chiesa georgiana era ancora sotto la giurisdizione di Antiochia, Pietro e Samuele furono inviati allo stesso patriarca di Antiochia per essere elevati. L’autocefalia della Chiesa georgiana fu proclamata all’arrivo dei santi padri in Georgia.

San Pietro governò la Chiesa secondo il principio dell’autocefalia e stabilì una forma di autogoverno che in seguito avrebbe contribuito ad accrescere l’autorità della Chiesa Apostolica Ortodossa Georgiana.

Il rispetto reciproco e la collaborazione tra il catholicos e il santo re posero le basi per future e armoniose relazioni tra le autorità secolari e quelle ecclesiastiche in Georgia. Il loro esempio definì l’autorità della Chiesa e un amore e rispetto nazionali per il re.

Pietro accompagnò il Santo Re Vakhtang Gorgasali in guerra contro i Persiani nel 502. È scritto che «il re Vakhtang, ferito a morte, fece chiamare il catholicos, la regina, i suoi figli e tutta la nobiltà». San Pietro ascoltò l’ultima confessione del re, concesse la remissione dei suoi peccati, presiedette al suo funerale e benedisse il principe Dachi (502-514) a succedergli come re di Kartli.

Il Santo Catholicos Pietro guidò la Chiesa georgiana con grande sapienza fino alla fine dei suoi giorni.

Il Santo Sinodo della Chiesa Apostolica Ortodossa Georgiana canonizzò il santo catholicos Pietro e il santo catholicos Samuele il 17 ottobre 2002.

Profeta Abacuc

Il Santo Profeta Abacuc, l’ottavo dei Dodici Profeti Minori, discendeva dalla tribù di Simeone e profetò attorno al 650 a.C.

Il Profeta Abacuc previde la distruzione del Tempio di Gerusalemme, la cattività babilonese e il successivo ritorno dei prigionieri nella loro terra natale. Durante la guerra con i Babilonesi il profeta si ritirò in Arabia, dove avvenne il seguente miracolo. Mentre portava il pranzo ai mietitori, incontrò un angelo del Signore e, all’istante, per la forza del suo spirito, fu trasportato in Babilonia, dove in quel momento il Profeta Daniele languiva in prigione. Il cibo destinato ai mietitori saziò la fame del profeta Daniele sfinito (Dan. 14, 33-37).

Alla fine della guerra con i Babilonesi, il Profeta Abacuc tornò nella sua patria e morì in tarda età. Le sue reliquie furono ritrovate al tempo dell’imperatore Teodosio il Giovane (408-450), insieme alle reliquie del Profeta Michea (14 agosto).

La Quarta Ode del Salterio («Signore, ho udito il tuo annuncio e ho avuto timore…») è basata su Abacuc 3, 2-19.

San Teodoro ieromonaco, arcivescovo di Alessandria

Il Santo Ieromartire Teodoro, vescovo di Alessandria, nacque in Egitto, nella città di Alessandria. Questa città era famosa per i suoi numerosi martiri e confessori: dal santo Evangelista Marco, Protomartire di Alessandria (25 aprile), fino a Sant’Atanasio il Grande (18 gennaio e 2 maggio), colonna e confessore dell’Ortodossia.

Purtroppo, le fonti storiche non ci forniscono dettagli precisi sulla vita e sulle opere di Sant’Teodoro, ma la Chiesa di Cristo ha conservato per sempre il nome di questo ieromartire nei suoi dittici.

Predicatore infuocato, potente nella parola e nell’attività ecclesiale, il vescovo Teodoro suscitò un odio furioso nei turbolenti pagani di Alessandria, ai quali non piaceva la sua predicazione. Durante uno dei suoi sermoni essi circondarono e catturarono il santo. Lo picchiarono e lo schernirono, ma egli non oppose resistenza. Gli posero sul capo una corona di spine e lo condussero per la città.

Poi lo condussero sulla costa del mare e lo gettarono da una scogliera nel mare, ma il vento e le onde lo riportarono a terra asciutta. I pagani, stupiti, condussero Sant’Teodoro dal prefetto della città, il quale comandò che fosse sottoposto a crudele tortura. I torturatori non udirono dalla bocca del confessore tormentato alcuna parola, se non la sua preghiera al Signore. Allora il santo martire fu consegnato ai soldati romani ed eseguirono su di lui la stessa pena inflitta all’Apostolo Paolo: fu decapitato con la spada.

Sergio

San Timoteo era un vescovo che fu imprigionato da Giuliano l’Apostata (331-363) insieme al suo confratello vescovo Teodoro; ai presbiteri Timoteo, Pietro, Giovanni, Sergio, Teodoro, Nikephóros; ai diaconi Basilio e Tommaso; ai monaci Ieroteo, Daniele, Chariton, Socrate, Comasio; ed Etymasio. Tutti subirono il martirio a Tiberiopolis nel 361.

Acacio b di Sinai

San Acacio del Sinai visse nel VI secolo ed era un novizio in un certo monastero in Asia. Il monaco umile si distinse per la sua paziente e indiscussa obbedienza al suo Anziano, un uomo duro e dissoluto. Questi costringeva il suo discepolo a faticare eccessivamente, lo lasciava morire di fame e lo percuoteva senza misericordia. Nonostante tale trattamento, San Acacio sopportò mansuetamente l’afflizione e ringraziava Dio per tutto. San Acacio morì dopo aver sopportato questi tormenti per nove anni.

Cinque giorni dopo che Acacio fu sepolto, il suo Anziano raccontò a un altro Anziano della morte del suo discepolo. Il secondo Anziano non credette che il giovane monaco fosse morto. Andarono alla tomba di Acacio e il secondo Anziano chiamò: “Fratello Acacio, sei morto?” Dalla tomba una voce rispose: “No, Padre, come è possibile che un uomo obbediente muoia?” Lo sbigottito Anziano di San Acacio cadde in lacrime davanti alla tomba, chiedendo perdono al suo discepolo.

Dopo di ciò si pentì, dicendo continuamente ai Padri: “Ho commesso un assassinio.” Visse in una cella vicino alla tomba di San Acacio, e terminò la sua vita nella preghiera e nella mansuetudine. San Giovanni Climaco (30 marzo) menziona San Acacio nella Scala (Gradino 4:110) come esempio di perseveranza e obbedienza, e delle ricompense per queste virtù.

San Acacio è commemorato anche il 7 luglio.

Pietro conf mm.

I Santi Martiri Stefano, Basilio, Gregorio, un altro Gregorio, Giovanni, Andrea, Pietro e molti altri soffrirono per la venerazione delle sante icone insieme al monaco martire Stefano il Nuovo, con il quale languirono insieme in prigione.

Dopo la sua morte da martire, essi furono messi a morte.

Valeriano m.

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Samuele secondo catholicos di Georgia.

San Samuele salì sul trono della Chiesa Apostolica Ortodossa di Georgia nel VI secolo, dopo il santo catholicos Pietro.

Come San Pietro, Samuele era originario di Bisanzio. Giunse in Georgia insieme al catholicos Pietro come vescovo, su invito del re Vakhtang Gorgasali e con la benedizione del patriarca di Costantinopoli.

A quel tempo Svetitskhoveli a Mtskheta era la residenza del catholicos.

Dopo il beato riposo del catholicos Pietro, Samuele gli succedette, e il re Dachi «gli donò la città di Mtskheta, secondo la volontà del re Vakhtang». San Samuele guidò la Chiesa georgiana durante i regni del re Dachi e di suo figlio Bakur. Diede inizio alla costruzione della chiesa di Tsqarostavi nella regione di Javakheti.

Ciò che sappiamo dell’operato di San Samuele ce lo presenta come un pastore che dimostrò grande lungimiranza e si prese profondamente cura del suo gregge. Fu anche stretto conoscente della santa martire regina Shushanik.

San Samuele servì fedelmente la Chiesa autocefala di Georgia e si adoperò per rafforzare fino alla fine dei suoi giorni la fede cristiana del popolo georgiano.

Il Santo Sinodo della Chiesa Apostolica Ortodossa di Georgia canonizzò il santo catholicos Pietro e il santo catholicos Samuele il 17 ottobre 2002.

Profeta Sofonia

Il Profeta Sofonia (Sophonias) fu contemporaneo del Profeta Geremia e della Profetessa Oldama. Egli proveniva dalla tribù di Simeone ed era il nono dei Dodici Profeti Minori dell’Antico Testamento. Il profeta viveva alla corte reale, dove predicava la conversione e aiutò il re Giosia a eliminare il culto degli idoli.

Egli profetizzò sulle calamità che dovevano colpire il popolo di Giuda e le regioni circostanti: Gaza, Ascalon, Creta, e contro i Moabiti, gli Ammoniti e i Niniviti.

Fedro m.

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San Porfirio il Kavsokalyvita, profeta e taumaturgo

Il santo Anziano Porfirio (nel secolo Evangelos Baϊraktaris) nacque il 7 febbraio 1906 in Euboia, 1 nel villaggio di Agios Ioannis nella provincia di Karystia. I suoi genitori erano persone pie, amanti di Dio. Suo padre era Leonidas Baϊraktaris, e sua madre Eleni era figlia di Antonios Lambros, che era psalti nel villaggio e aveva incontrato San Nektarios (9 novembre). La famiglia del Santo era numerosa e i suoi genitori erano poveri agricoltori, che trovavano difficile mantenersi. Così suo padre fu costretto a partire per l’America, dove lavorò alla costruzione del Canale di Panama.

Il giovane Evangelos era il quarto figlio della famiglia. Pascolava le pecore su una montagna e frequentò solo un anno di scuola elementare, quando fu costretto ad andare a Chalkida per lavorare, a soli sette anni. Lavorò per due o tre anni in un negozio, poi più tardi andò al Pireo, dove lavorò per due anni nella drogheria di un parente.

All’età di dodici anni partì di nascosto per il Monte Athos, desiderando emulare San Giovanni il Bruciacapanna (15 gennaio), che amava moltissimo, dopo aver letto la sua Vita. La grazia di Dio lo condusse all’eremo di San Giorgio di Kavsokalyvia, dove visse in obbedienza a due Anziani, Panteleimon (che era anche Padre Spirituale) e Ioannikios (suo fratello secondo la carne), che era sacerdote. Evangelos si dedicò a questi due Anziani con grande amore e obbedienza assoluta, ed essi avevano fama di essere insolitamente austeri.

Fu tonsurato monaco all’età di quattordici anni e ricevette il nome Nikḗtas. Dopo due anni fu tonsurato nel Grande Schema. Poco dopo, Dio gli concesse il dono della chiaroveggenza.

All’età di diciannove anni, l’Anziano si ammalò gravemente, il che lo costrinse a lasciare il Monte Athos. Tornò allora in Euboia, dove visse nel Monastero di San Charalambos a Leuka. Nel 1926, all’età di vent’anni, fu ordinato sacerdote presso San Charalambos di Kymi da Porfirio III, l’Arcivescovo del Sinai, che gli diede il nome Porfirio. All’età di ventidue anni diventò Padre Spirituale e confessore. Poco dopo, fu elevato al grado di archimandrita. Quindi servì per un certo periodo come parroco a Tsakaioi, un villaggio dell’Euboia.

Padre Porfirio visse per dodici anni nel Santo Monastero di San Charalambos, servendo il popolo come loro Padre Spirituale e confessore; e poi per tre anni ad Ano Bathia, nel deserto Monastero di San Nicola.

Alla vigilia dell’entrata della Grecia nella Seconda Guerra Mondiale, nel 1940, l’Anziano Porfirio fu mandato ad Atene, dove assunse i suoi doveri di sacerdote e Padre Spirituale presso la Policlinica di Atene. Come egli stesso disse, visse lì per trentatré anni come se fosse stato un solo giorno, dedicandosi completamente alla sua opera spirituale di alleviare il dolore e la malattia dei suoi pazienti.

Nel 1955 si stabilì a Kallίsia, dove aveva preso in affitto il Monastero di San Nicola dal Santo Monastero di Penteli, insieme all’area rurale che lo circondava, che coltivò con grande cura. Allo stesso tempo, gioiva della sua prolifica opera spirituale.

Nell’estate del 1979 si stabilì a Milesi con il sogno di costruire un monastero. All’inizio visse in una roulotte in condizioni avverse, poi più tardi in una grande cella di blocchi di cemento, dove sopportò molte prove a causa della sua salute. Nel 1984 si trasferì in una stanza in un monastero che si stava costruendo. Benché l’Anziano fosse molto malato e cieco, lavorò incessantemente e instancabilmente per portare a termine l’opera. Quando fu posta la pietra angolare del katholikon del Monastero della Trasfigurazione il 26 febbraio 1990, egli poté vedere il suo sogno avverarsi.

Negli ultimi anni della sua vita terrena iniziò a prepararsi per il suo trapasso. Desiderava ritirarsi sul Monte Athos, nella sua amata Kavsokaliva, dove, in segreto e in silenzio, proprio come aveva vissuto, avrebbe consegnato la sua anima al suo Sposo. Molte volte la gente lo sentì dire: «Ora che sono invecchiato, voglio andare lassù a morire».

In effetti, nel giugno 1991, presentendo la sua morte e non volendo essere sepolto con onori, partì per la capanna di San Giorgio a Kavsokaliva, dove era stato tonsurato monaco 70 anni prima. Alle 4:31 del mattino del 2 dicembre 1991, consegnò la sua anima al Signore, che aveva tanto amato durante la sua vita. Le sue ultime parole furono quelle della preghiera di Cristo, che egli amava e ripeteva così spesso: «che tutti siano una sola cosa» (Giovanni 17,21).

La canonizzazione dell’Anziano Porfirio ebbe luogo durante la sessione del Santo Sinodo del Patriarcato Ecumenico il 27 novembre 2013.

1 Greco: Εύβοια. Pronuncia: EV-via.

Sant’Atanasio il Recluso “nella Grotta”

San Atanasio, eremita delle Grotte Vicine di Kiev, fu contemporaneo dell’archimandrita sant’Policarpo (24 luglio) delle Grotte di Kiev. San Atanasio fu gravemente malato per lungo tempo. Quando morì, i confratelli lo prepararono per la sepoltura, e il terzo giorno l’igumeno venne per seppellirlo. Tuttavia, tutti videro che il morto era vivo. Era seduto e piangeva. A tutte le loro domande rispose soltanto: «Cercate la salvezza, obbedite all’igumeno in ogni cosa, pentitevi ogni ora e pregate il Signore nostro Gesù Cristo, la Sua Tutta-Pura Madre e i santi Antonio e Teodosio, affinché vi permettano di compiere qui la vostra vita. Non chiedetemi nient’altro, perché devo pregare» (c’è una storia simile di sant’Esichio [3 ottobre] nella Scala di san Giovanni Climaco, Gradino 6).

Dopo di questo egli visse per altri dodici anni in solitudine in una grotta. Durante quel tempo non rivolse una parola a nessuno. Piangeva giorno e notte, e prendeva un po’ di pane e acqua solo ogni due giorni. Poco prima della sua morte, radunò i confratelli e ripeté loro le sue precedenti parole, poi si addormentò serenamente nel Signore (verso l’anno 1176).

Il monaco Babylas, che aveva sofferto per molti anni di malattia e di un’infermità alle gambe, fu guarito presso le sue reliquie. «Mentre giacevo – raccontò ai confratelli – gridavo dal dolore. All’improvviso, san Atanasio mi apparve e disse: “Vieni da me, e ti guarirò”. Volevo chiedergli come e quando fosse ritornato qui, ma divenne invisibile. Ho creduto alle sue parole e ho chiesto di essere portato alle sue reliquie. E infatti, sono stato guarito». San Atanasio fu sepolto nella Grotta di Antonio. La sua memoria è celebrata anche il 28 settembre e la seconda domenica della Grande Quaresima.

Profeta Naum

Il Santo Profeta Naum, il cui nome significa “Dio consola”, proveniva dal villaggio di Elkosh (Galilea). Visse nel VII secolo a.C. Il Profeta Naum profetizza la rovina della città assira di Ninive a causa della sua iniquità, la distruzione del regno d’Israele e la bestemmia del re Sennacherib contro Dio. Il re assiro Ashurbanipal morì nel 632 a.C. e, nei due decenni successivi, il suo impero cominciò a sgretolarsi. Ninive cadde nel 612 a.C.

Naum si differenzia dalla maggior parte dei profeti in quanto non rivolge alcun appello al pentimento, né rimprovera Israele per infedeltà a Dio.

I dettagli della vita del profeta sono sconosciuti. Morì all’età di quarantacinque anni e fu sepolto nella sua regione nativa. È il settimo dei Dodici Profeti Minori.

Il Profeta Naum e San Naum di Ochrid (23 dicembre) sono invocati per le persone con disturbi mentali.