Archivi: Santo del giorno
San Teofilatto di Bulgaria, il Calcidese
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congedo della festa del Natale
I materiali per il Congedo della Natività sono tratti dal servizio del giorno della Festa stesso nel Menaion. Le letture della Scrittura alla Divina Liturgia, tuttavia, sono del giorno, non della Festa. Il Prokeimenon, i versetti dell’Alleluia e l’inno alla Comunione sono tutti della Festa.
Santa Teodora “di Cesarea”
Santa Teodora di Cesarea, che visse durante l’VIII secolo, era figlia del patrizio Theophilos e di sua moglie Theodora. I suoi genitori per molto tempo erano stati senza figli e ne soffrivano. Pregavano e fecero voto che, se fosse nato loro un figlio, sarebbe stato consacrato a Dio. Quando la figlia fu in età, la madre la condusse al monastero di Sant’Anna a Cesarea, dove la fanciulla entrò sotto la guida di un’igumena. Lì si familiarizzò con la letteratura spirituale.
L’imperatore Leone l’Isaurico (716-741), eretico iconoclasta, volle dare in moglie la fanciulla Teodora a uno dei suoi collaboratori. La presero dal monastero contro la sua volontà e la portarono a Costantinopoli, dove tutto era già preparato per la celebrazione del matrimonio.
Ma durante il banchetto nuziale gli Sciti attaccarono la capitale, e il marito di Santa Teodora, mandato ad aiutare a respingere l’attacco del nemico, perì nella primissima scaramuccia. Approfittando della confusione generale, Santa Teodora salì su una nave e tornò al suo convento. Quando un emissario imperiale la seguì fin lì, vide che era già stata tonsurata monaca. Perciò non poteva essere costretta a lasciare il monastero femminile. Trascorse gli anni rimanenti della sua vita in digiuno, veglia e preghiera. Portava pesanti catene di ferro sul corpo, senza toglierle fino alla morte.
San Macario, metropolita di Mosca
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San Daniele il Taumaturgo.
Nel 1652, dopo l’apparizione del Venerabile Daniele al novizio John Daurov, le sue sante reliquie furono rinvenute e si scoprirono incorrotte. Furono quindi deposte nel Monastero, vicino all’altare della Cattedrale della Santa Trinità. Le sue reliquie furono riportate alla luce il 18 novembre 1653, e furono autenticate dal Metropolita Jonah di Rostov e Yaroslavl il 30 dicembre.
Molti miracoli e guarigioni avvennero davanti alle sante reliquie di San Daniele. La sua icona taumaturga, dipinta da un iconografo guarito di nome Demetrios, era conservata nel Monastero. Vi era un pozzo che lo stesso Santo aveva scavato, e la sua acqua è miracolosa. I pellegrini la bevevano, vi si immergevano, e i malati ricevevano guarigione dalle loro infermità.
Santa Melania la Romana
Santa Melania nacque a Roma in una devota famiglia cristiana. I suoi genitori, persone agiate e possidenti, speravano che la loro figlia si sposasse e avesse dei figli che ereditassero le loro ricchezze.
A quattordici anni Melania fu data in moglie al giovane e illustre Apinianus. Fin dall’inizio della loro vita coniugale, santa Melania chiese al marito di vivere con lei in castità, oppure di scioglierla dal matrimonio. Apinianus rispose: «Non posso acconsentire a questo adesso. Quando avremo due figli che ereditino i beni, allora rinunceremo entrambi al mondo».
Presto Melania diede alla luce una figlia, che i giovani genitori dedicarono a Dio. Continuando a vivere insieme nel matrimonio, Melania portava di nascosto un cilicio e trascorreva le notti in preghiera. Il secondo figlio, un maschio, nacque prematuro e con gravi complicazioni. Lo battezzarono, ed egli partì per il Signore.
Vedendo le sofferenze della moglie, Apinianus chiese al Signore di preservare la vita di santa Melania, e fece voto di trascorrere il resto della loro vita insieme in castità. Una volta ristabilitasi, santa Melania smise di indossare i suoi splendidi abiti e i suoi gioielli. Ben presto morì anche la loro figlia. I genitori di santa Melania non appoggiavano il desiderio dei due giovani di dedicarsi a Dio. Solo quando il padre di santa Melania si ammalò gravemente, egli chiese loro perdono e permise che seguissero il cammino che avevano scelto, chiedendo loro di pregare per lui.
I santi lasciarono allora la città di Roma e iniziarono una nuova vita completamente dedicata al servizio di Dio. In quel tempo Apinianus aveva ventiquattro anni e Melania venti. Cominciarono a visitare i malati, ad accogliere i viandanti e ad aiutare gli indigenti. Visitavano gli esiliati, i condannati alle miniere e i poveri che si trovavano nelle prigioni per debiti. Dopo aver venduto i loro beni in Italia e in Spagna, aiutarono generosamente monasteri, ospedali, vedove e orfani in Mesopotamia, Siria, Egitto, Fenicia e Palestina.
Molte chiese e ospedali furono costruiti con il loro aiuto. Le chiese dell’Occidente e dell’Oriente ne trassero beneficio. Lasciando la loro patria, si imbarcarono per l’Africa, e mentre erano in mare si levò una forte tempesta. I marinai dissero che ciò era dovuto all’ira di Dio, ma santa Melania disse che non era volontà di Dio che si dirigessero direttamente alla loro destinazione.
Le onde spinsero la nave verso un’isola sulla quale erano sbarbari barbari. Gli assedianti esigevano un riscatto dagli abitanti, o altrimenti minacciavano di devastare la città. I santi fornirono il riscatto necessario e salvarono così la città e il suo popolo dalla distruzione.
Ripreso il viaggio, approdarono in Africa e aiutarono tutti i bisognosi che vi si trovavano. Con la benedizione dei vescovi locali, fecero offerte a chiese e monasteri. In quel periodo santa Melania continuava a umiliare la sua carne con un rigoroso digiuno, e fortificava la sua anima con la lettura continua della Parola di Dio, ricopiando i libri sacri e distribuendoli a quanti ne erano sprovvisti. Si cucì un cilicio, lo indossò e continuò a portarlo.
I santi trascorsero sette anni a Cartagine, poi decisero di visitare Gerusalemme. Ad Alessandria furono accolti dal vescovo, san Cirillo, e incontrarono in chiesa il santo anziano Nestorius, che possedeva il dono della profezia e della guarigione. Il Vecchio si rivolse a loro e disse di avere coraggio e pazienza nell’attesa della Gloria del Cielo.
A Gerusalemme i santi distribuirono il loro oro rimanente ai poveri e poi trascorsero i loro giorni nella povertà e nella preghiera. Dopo una breve visita in Egitto, dove i santi visitarono molti dei Padri del deserto, santa Melania si ritirò in una cella sul Monte degli Ulivi. Solo di rado vedeva sant’Apinianus.
Più tardi fondò un monastero, nel quale alla fine vissero in obbedienza a santa Melania novanta vergini. Per umiltà non volle acconsentire a essere igumena, e visse e pregò in solitudine come prima. Nelle sue istruzioni santa Melania esortava le sorelle a essere vigilanti e a pregare, a disprezzare le proprie opinioni e a coltivare prima di tutto l’amore per Dio e le une per le altre, a custodire la santa fede ortodossa e a mantenere pura l’anima e il corpo.
In particolare, le esortava a essere obbedienti alla volontà di Dio. Rammentando le parole dell’apostolo Paolo, le consigliava di osservare i digiuni «non con lamenti né per costrizione, ma in una disposizione virtuosa, con amore per Dio». Per sua iniziativa furono costruiti nel monastero un oratorio e un altare, dove furono deposte le reliquie dei santi: il profeta Zaccaria, il santo Protomartire Stefano e i Quaranta Martiri di Sebaste. In quel tempo sant’Apinianus si addormentò nel Signore. Santa Melania seppellì le sue reliquie e lì trascorse altri quattro anni in digiuno e in incessante preghiera.
Santa Melania desiderava edificare un monastero maschile sul Monte dell’Ascensione del Signore. Il Signore benedisse il suo intento mandandole un benefattore che provvide i mezzi per il monastero. Accogliendoli con gioia, santa Melania completò la grande opera in un solo anno. In questo monastero uomini santi iniziarono a elevare incessante preghiera nella chiesa dell’Ascensione di Cristo.
Portati a compimento i suoi compiti, la santa lasciò Gerusalemme per Costantinopoli, sperando di salvare l’anima del suo zio pagano Volusianus, che vi era giunto da Roma. Lungo il cammino pregò presso le reliquie di santo Lorenzo (10 agosto), nel luogo del suo martirio, e ricevette segni propizi. Giunta a Costantinopoli, la santa trovò lo zio ammalato. Il suo contegno e i suoi discorsi ispirati ebbero una profonda influenza sull’uomo infermo. Egli abbandonò l’empietà pagana e morì cristiano.
In quel tempo molti abitanti della capitale erano ingannati dall’insegnamento eretico di Nestorio. Santa Melania accoglieva chiunque si rivolgesse a lei per avere una spiegazione corretta, convertendone molti all’Ortodossia. Molti miracoli furono compiuti per mezzo delle preghiere della santa.
Tornata al suo monastero, la santa avvertì l’approssimarsi della morte e lo disse al sacerdote e alle sorelle. Essi ascoltarono con profonda tristezza e con lacrime le sue ultime istruzioni. Dopo aver chiesto le loro preghiere ed aver comandato loro di conservarsi nella purezza, ricevette con gioia i Santi Misteri. Santa Melania consegnò pacificamente la sua anima al Signore nell’anno 439.






