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Giorno: Martedì

Plagale IV – Martedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PL. 4 Martedì Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia del salterio.

Kathìsmata catanittici despotikà. Tono pl. 4.

Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione, perché a poco a poco la mia vita si consuma e non mi viene salvezza dalle opere; perciò supplico: Con occhio pietoso, Signore, guarda la mia umiliazione e salvami.

Come la prostituta mi getto ai tuoi piedi per ottenere la remissione delle colpe e al posto dell’unguento, ti offro lacrime dal fondo del cuore, o Cristo Dio, affinchè tu abbia compassione di me come di lei, o Salvatore e mi conceda il perdono dei peccati, perché anch’io come lei a te grido: Riscattami dal fango delle mie opere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Magnifichiamo con inni, o fedeli, lo stabile sostegno della fede, l’augusto dono fatto alle nostre anime, la Madre di Dio: salve, tu che accogliesti nel tuo grembo la pietra della vita; salve, speranza dei confini della terra, soccorso dei tribolati; salve, sposa senza nozze.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata catanittici

Il Giudice è vicino, dattene pensiero, o anima e rifletti al momento di quel giorno tremendo: perché, il giudizio è senza misericordia per chi non avrà usato misericordia; grida dunque prima della fine: Risparmiami, Salvatore, perché tu solo sei filantropo.

Ineffabilmente concepita in grembo.

Osserva, o anima, la gioia delle vergini sagge e la durezza di cuore delle stolte; soccorri gli affamati e accogli gli stranieri, facendo risplendere la tua lampada, con l’olio della beneficenza e non coltivare vani sentimenti per piccole osservanze: perché il compassionevole Sovrano preferisce la misericordia al sacrificio e ricambia la bontà al centuplo, donando il divino talamo della sua gloria a tutti quelli che sulla terra distribuiscono bene le loro ricchezze.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Sei risorto dai morti.

Caduto nell’oceano pauroso dello scoraggiamento, per la moltitudine delle mie opere malvagie ed empie, sono ridotto allo smarrimento e ormai stretto dalla disperazione. Sovrana Madre di Dio, salvami tu con la tua amorosa compassione: perché dei peccatori tu sei l’aiuto e la purificazione salutare.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Sei risorto dai morti.

Anima mia, che consumi la vita nella negligenza, risollevati ormai, volgiti alla conversione, piangi amaramente dal profondo, perché tu non debba stoltamente gemere nell’aldilà; trema, pensando alla seconda venuta del Sovrano e prima del giudizio, giudica te stessa e sfuggirai al giusto giudizio.

Martyrikòn. Diveniste astri spirituali, o santi martiri; dileguaste infatti con la fede la caligine dell’inganno, illuminaste le lampade delle vostre anime ed entraste con gloria con lo sposo nel talamo celeste: supplicate ora, vi preghiamo, per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ineffabilmente concepita.

Come la vedova i due spiccioli ti offro, quale debitore, una lode grata, o Sovrana, per tutte le tue grazie: ti rivelasti, infatti, rifugio e aiuto insieme, liberandomi sempre da tentazioni e afflizioni; perciò, strappato a chi mi tribola, come dal mezzo di una fornace ardente, a te grido dal fondo del cuore: Aiutami, Madre di Dio, pregando tuo Figlio e Dio di donarmi remissione delle colpe, poiché del tuo servo tu sei la speranza.

Canone catanittico. Acròstico: La piena delle mie lacrime accetta, o Cristo. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 4. Irmòs.

A colui che stritola le guerre col suo braccio e guidò Israele nel Mar Rosso cantiamo come Dio nostro liberatore, perché si è glorificato.

Colma il mio cuore di pentimento, o Cristo, affinché venga penitente alla tua dimora e ti offra una lode che mi liberi dai debiti.

Scioglimi da mali e pericoli senza numero, o Verbo, affinché nella penitenza percorra le tue giuste vie, che guidano al divino riposo delle delizie eterne.

Martyrikà. E’ giunta solennemente a grande altezza la magnificenza dei tuoi martiri, o Cristo: e infatti lottando per essa, furono magnificati con i tuoi carismi soprannaturali.

Con l’effusione del sangue dei santi atleti cessò il sangue vivo offerto al maligno e la terra fu santificata dalla grazia dello Spirito.

Theotokìon. Mostrami le vie della penitenza, o Vergine e fammi tornare dalla strada che porta al peccato, affinché inneggi a te, celebratissima e beatissima.

Canone del venerabile precursore. Colui che nel mare.

Oprecursore, predicatore della penitenza, supplica in ogni tempo il Sovrano e Signore di convertirmi nell’anima, illuminando il mio intelletto e il mio cuore, perché ti onoro con fede.

Come splendido germoglio del deserto, con la tua divina intercessione, o precursore e martire di Cristo, guida sulla via della salvezza me, che ora dimoro nel deserto delle passioni.

Con la tua mediazione, sapiente precursore, liberami, ti supplico, dalla tirannia del peccato e interrompi la bufera dei demòni contro di me sollevata.

Theotokìon. Salvami, pura Madre della verità, dalla tempesta delle passioni che mi assale pericolosamente e di continuo mi sommerge e dirigimi, o venerabile, verso il porto sereno della salvezza.

Ode 3. Irmòs.

Si è rafforzato nel Signore il mio cuore e la mia forza nel mio Dio, si è dilatata la mia bocca contro i miei nemici, ho esultato per la tua salvezza.

Allontanando la sozzura del male dal mio cuore, fammi degno di comparire puro al tuo cospetto nel giorno tremendo, o mio Cristo, sommamente buono.

Tentò con inganno di uccidermi Beliar col pungiglione del peccato, o Verbo, ma tu sanami con i vivificanti farmaci della penitenza, o Cristo.

Martyrikà. Resistiamo con valore, gridavano gli atleti lottando, nessuno diserti, il Sovrano è vicino e ci aiuta se lottiamo con intelletto generosissimo.

Le pietre preziosissime della Chiesa, le divine torri della religione, i distruttori dell’errore, i martiri con inni veneriamo, o fedeli tutti.

Theotokìon. Madre di Dio, che rialzi i caduti, traimi dal baratro dei miei mali e stabiliscimi sulla pietra dei precetti di Dio.

Canone del precursore. Rendi stabile.

Piovi anche su di me gocce di penitenza, tu che in un fiume battezzasti l’abisso di compassione, il Signore di tutti, o precursore, martire degnissimo.

Con l’intelletto sempre tribolato dalle agitazioni della vita, mi rifugio sotto la tua protezione, o precursore del Salvatore; affréttati ad aiutare il tuo servo.

Nelle preghiere notturne invoco te, splendore del mondo, o precursore divinamente beato: illumina i sensi del mio cuore.

Theotokìon. Pura Vergine, Madre di Dio, tu che generasti la luce dalla luce, illumina, la mia anima e mostrami partecipe della sorte dei salvati affinché inneggi te, o inneggiatissima.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, poiché per tuo volere ineffabile, tu che sei Dio eterno sei venuto incarnato da una Vergine. Gloria alla tua condiscendenza, o Cristo, gloria alla tua potenza.

Il nemico bugiardo mi sviò con il gusto del peccato e mi allontanò troppo da te, o Buono e mi rese cibo per i suoi denti; o unico Salvatore affréttati a liberarmi.

Le cose occulte e i miei segreti tu conosci, Signore: ho peccato molto, ma tu, unico Salvatore, come compassionevole, abbi misericordia per la tua grande misericordia e dammi tempo purificatore di penitenza.

Martyrikà. Avvolti dalle torture come onde, guidati da Cristo, o martiri, approdaste ai porti del regno dei cieli, insigniti realmente da lui delle corone di vittoria.

Rinnovando con la pietà la terra del cuore, o martiri, spargeste in essa il seme della confessione e del martirio e con sapienza raccoglieste il centuplo della spiga di Dio, o illustrissimi.

Theotokìon. Sovrana lodatissima, a gran voce a te grido: colma di ogni grazia la mia mente, concedendomi buon pentimento e possibilità di conversione e conoscenza salvifica.

Canone del precursore.

Ho udito, Signore.

Piango su me stesso, ho una vita incorreggibile; ti supplico, salvami, o santo, abbi compassione di me, perso nei peccati.

Fa’ che nelle preghiere e nelle supplichi trovi, o beato, soccorso e vigore per la mia anima, illuminando il mio pensiero.

Sono immerso nella bufera dei peccati e dei pericoli: battista di Cristo, guidami alla quiete della divina conoscenza.

Theotokìon. O purissima, che generasti colui che ha innalzato la natura umiliata, salva me, umiliato per i pensieri orgogliosi.

Ode 5. Irmòs.

Dilegua la tenebra della mia anima, Cristo Dio, datore di luce, tu che scacciasti il buio primordiale dell’abisso e donami la luce dei tuoi precetti, o Verbo, affinché vegliando ti glorifichi.

Tu che purificasti la prostituta, per tuo ordine, o Creatore, purifica la mia anima dal peccato ripugnante, tu che solo sei misericordioso e abbelliscila con splendide vesti, ti prego.

Liberandomi dai legami dei miei molti peccati, Cristo Dio, fa’ che possa percorrere senza intralci le tue vie, affinché sciolto dalla carne dimori nella tua pace santa glorificandoti.

Martyrikà. Avendo tessuto per se stessi con le pene una veste di gloria ed essendosi splendidamente, i martiri abitano con gioia il regno superno, insigniti di magnifiche corone di vittoria.

Cambiaste divinamente ciò che passa con ciò che resta, o illustrissimi: sopportando infatti l’afflizione di molte pene, giungeste alla vera libertà del regno celeste, o sapienti.

Theotokìon. Santa Madre di Dio, che generasti nella carne il Verbo santo, che solo riposa nel santuario, santifica il mio intelletto, sempre occupato in opere maligne.

Canone del precursore. Tu che illuminasti.

O glorioso precursore, lucerna del Sole di giustizia, rischiara me, smarrito nella notte della vita.

Stabilisci sulla pietra dei divini voleri me, tribolato e in pericolo per l’assalto dei demòni, o illustre.

Nell’imminente giudizio, mentre starò per esser giudicato, fa’ che trovi te come avvocato presso il Signore per liberarmi dal tremendo giudizio.

Theotokìon. Come superiore a tutte le creature, mostrami superiore alla trappole del nemico, Madre di Dio sempre Vergine.

Ode 6. Irmòs.

Come strappasti il profeta dall’abisso profondo, o Dio, strappa anche me dalle mie colpe, come filantropo e dirigi la mia vita, ti supplico.

Accoglimi penitente come un tempo i niniviti, obbedienti alla divina predicazione del tuo profeta, o Cristo e dirigi la mia vita, ti supplico.

Gemo come il pubblicano, piango come la prostituta, o Cristo e come Pietro grido, avvolto dal gorgo di molti peccati: tendimi la mano, soccorrimi e salvami.

Martyrikà. Come astri recentemente apparsi, con lo splendore delle vostre lotte avete illuminato tutta la terra e respinto il buio profondo dell’errore, o martiri.

Beatissima è la fine che avete trovato, beati martiri e senza sosta voi celebrate la beatitudine di Dio, rivestiti dei suoi raggi.

Theotokìon. Il vaso contenente la manna un tempo ti prefigurò, Madre di Dio: producesti infatti Cristo, manna spirituale, che fa piovere su quanti con affetto ti onorano.

Canone del precursore. Una tunica luminosa.

Trattenuto nel ventre del pesce delle tentazioni, grido a te, Precursore dal profondo del cuore: liberami da terribili dolori.

Con l’accetta della vera penitenza, purifica la materia del mio cuore, o sapiente, rendendolo fruttuoso con opere buone.

Péntiti con ardore, anima mia, il giudizio è arrivato, svegliati gridando: Gesù, Dio mio, abbi pietà di me.

Theotokìon. Supplichiamo te, l’unica che con un verbo concepisti nella carne il Verbo: scampa le nostre anime dalle insidie dei nemici.

Ode 7. Irmòs.

Tu che salvasti per mezzo di un angelo i fanciulli e mutasti in refrigerio la fornace ardente, sei benedetto, Signore Dio dei nostri padri.

Poiché sono stato concepito nei peccati e dopo esser nato ho peccato più di tutti gli uomini, abbi pietà e dammi tempo per tornare ed esser giustificato.

Stoltamente esaltandomi come un tempo il fariseo, sono caduto come un cadavere e l’avversario, vedendomi, si rallegra. Dio Verbo, non disprezzarmi.

Martyrikà. La folla dei venerati martiri, esercito invincibilissimo, santa assemblea, avendo eccelso sulla terra, fu iscritta nei cieli.

Per ottenere l’immortalità subiste una passione volontaria: fate scorrere onde di guarigioni per calmare le pene dei mortali.

Theotokìon. Generi oltre ogni causa la causa di tutto, divenuto per bontà esagerata mortale, perciò a una voce, o pura, ti diciamo beata.

Canone del precursore.

Tu che stabilisti la terra.

Tu che preparasti le vie del Signore, guida anche i miei sentieri a Dio, affinché gridi: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Araldo della luce, illumina la mia anima e libera dalla terribile tenebra e dalla geenna ardente me, che mi rifugio a te con anima che non dubita.

Sapiente Battista di Cristo, germoglio fertilissimo della sterile, con le tue preghiere rendi fertile la sterilità del mio cuore.

Theotokìon. Agnella eletta del Verbo, supplica il Dio incarnato da te di annoverarmi tra le pecore elette nell’ora tremenda.

Ode 8. Irmòs.

Tu che stabilisti sulle acque le tue dimore, o Cristo, tu che hai posto al mare sabbia come confine, tutto reggendo, a te inneggia il sole, la luna ti glorifica e tutto il creato a te offre l’inno come plasmatore e Creatore nei secoli.

Tutte le mani sporcasti nell’impurità, o anima e come le sollevi verso l’alto rivolgendoti a Dio? Insozzasti i piedi camminando su vie vergognose: affréttati a camminare su vie di salvezza mediante la penitenza.

Non sono mai rimasto nei tuoi precetti, nemmeno un giorno ho fatto la tua volontà, o Buono; con quali occhi allora ti guarderò giudicare e giustificare e mandare al castigo i responsabili?

Martyrikà. Per amore del Creatore spegneste col vostro sangue, ingiustamente versato come acqua, o sapienti atleti, le fornaci accese del politeismo che ardevano assai, perciò ereditaste il torrente delle delizie.

Superaste, o santi, l’umiltà del corpo terrestre subendo torture come fossero altri a soffrire; vi amputarono mani e piedi, perciò diveniste degni ora della vita superna nei secoli.

Theotokìon. Sballottato dalla tempesta del peccato, o pura, per la tua mediazione presso il Salvatore, guidami a porti sereni, a te grido, Sovrana, affinché veda la luce della salvezza, io che sono sempre ottenebrato dalla pigrizia.

Canone del precursore.

Il Re della gloria.

Supplica l’Agnello di Dio, che ha tolto i peccati del mondo e che hai mostrato a tutti, o Battista, di annientare le mie passioni e salvare la mia anima.

Ti allontanasti fuggendo, o profeta e dimorasti nel deserto inaccessibile, perciò ti supplico: rendi presto deserte le passioni della mia anima.

Allieva le catene della mia anima, contrasta quanti mi contrastano, o Battista del Signore e rendimi illeso dalla loro malvagia azione.

Theotokìon. O vite che generasti il grappolo maturo, fa’ cessare per me l’ebbrezza dei mali, dissetandomi ora con la bevanda dell’umiltà, o Vergine.

Ode 9. Irmòs.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha suscitato per noi una potenza di salvezza nella casa di Davide suo servo, grazie alle sue viscere di misericordia, per cui ci visitò il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Perché anch’io, ricevendo la salvezza, ti magnifichi grato, o Cristo, volgiti a me, che ho ricevuto sul dorso tante ferite e risanami, versando su di esse vino e olio, i segni, o Salvatore, della tua amorosa compassione.

Come liberasti dai delitti e da miriadi di mali il buon ladrone che ti aveva invocato, come hai avuto compassione della prostituta piangente, di Pietro, il grande discepolo, di Davide profeta, abbi misericordia anche di me, nella mia disperazione.

Martyrikà. Vi conformaste alla passione di colui che patì per noi, o vittoriosi e per questo con lui siete glorificati: divinizzati ora per la partecipazione alla vita divina, più risplendenti dei raggi del sole sensibile, voi illuminate i cuori di tutti.

E’ rifulsa la virtù dei santi atleti; ogni città si arricchisce, grazie alla fede, di questi tesori veramente inviolabili, che fanno straordinariamente splendere la grazia abbondante dei prodigi: e noi celebriamoli come comuni protettori.

Theotokìon. Con i raggi luminosi del Figlio e Dio, che dal tuo seno procede, o purissima, rischiara noi che ti cantiamo con fede e liberaci con la tua mediazione dalla tenebra sinistra e dall’eterno castigo.

Canone del precursore. Colui che al legislatore.

Quando starò presso il tuo tremendo trono, o Verbo e sarò condannato per le mie azioni, che giustificazione troverò io, miserabile? Signore Dio mio, abbi pietà di me allora.

O voce del Verbo, raddrizza la mia voce a Dio, o sapiente Battista e liberami dalla malvagità dei demòni e dei danni degli uomini, affinché degnamente ti dica beato.

Nutrimi col cibo immortale dei comandamenti di Cristo, abbeverami con bevanda vivificante, o Battista e profeta e metti salvo davanti al Signore me, che ricorro alla tua protezione.

Theotokìon. Sovrana Vergine pura e gloriosissima, supplica con il Precursore il tuo Figlio e Re di salvare da ogni sventura quanti con fede ti dicono beata.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Quando penso alla moltitudine dei mali commessi e vado col pensiero a quel tremendo esame, preso da tremore, mi rifugio in te, Dio filantropo. E tu non mi disdegnare, ti prego, o solo senza peccato: prima della morte, dona compunzione alla mia povera anima e salvami.

Dammi lacrime, o Dio, come un tempo alla peccatrice e rendimi degno di irrorarne i tuoi piedi, che mi hanno liberato dalla via dell’errore e di offrirti come unguento profumato, uria vita pura che mi sia edificata nel pentimento, perché oda anch’io la tua voce desiderata: La tua fede ti ha salvato, va’ in pace.

Martyrikòn. Avete grandemente lottato, o santi, sopportando generosamente i tormenti degli iniqui e confessando Cristo davanti ai re; e ancora una volta usciti da questa vita, compite opere di potenza nel mondo e risanate gli infermi dai loro mali, o santi; intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Io accorro sotto la tua protezione, Vergine santa, Madre di Dio: so che otterrò la salvezza, perché, o pura, tu puoi aiutarmi.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di noi Cristo, Salvatore del mondo, come ti sei ricordato del ladrone sul legno e facci tutti degni, o solo misericordioso, del tuo regno celeste.

Cristo, oceano di misericordia, prosciuga l’oceano dei miei peccati e lavandomi con lacrime di umiltà, purificami del tutto, o misericordioso.

O divino Battista, che un tempo battezzasti Cristo in acqua, con le tue preghiere guida me, tormentato nelle onde delle mie passioni, al porto della penitenza.

Martyrikòn. Spegnendo il fuoco della follia degli idoli col vostro sangue, o santi atleti, fate scaturire sempre fiumi di guarigioni, sanando ogni sorta di passione.

Gloria.

Padre senza principio, Figlio e divino Spirito, per le preghiere del Battista, placa le passioni inveterate della mia anima, ti supplico e salva me, tuo servo.

E ora. Theotokìon.

Purissima Genitrice di Dio, con le tue preghiere libera dalle passioni vergognose e dalla terribile pena dell’ade noi, che piamente ti diciamo beata.

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Plagale IV – Martedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PL. 4 Lunedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

A chi ti paragonerò, o anima, che passi la vita in tanta noncuranza e gravata dal profondissimo sonno di opprimente prostrazione? Affréttati a correre, gettati ai piedi di colui che tutto sa: piangi e chiedi per te tempo di penitenza, prima che tu divenga preda, o infelice, del fuoco inestinguibile.

O Cristo, tu conosci l’infermità della carne umana e ti è nota l’inconsistenza della nostra natura, o Sovrano, perché tu sei nostro Creatore e Dio; ferma la burrasca del mio cuore, donando la bonaccia alla mia povera anima; concedimi di correggere le mie opere sconvenienti e strappami al fuoco inestinguibile, come unico compassionevole.

Tutta la vita e l’esistenza ho trascorso malamente da dissoluto, o filantropo, senza preoccuparmi affatto dei castighi dell’aldilà, ma tu, Dio mio, accoglimi mentre ora torno a te come il dissoluto, per le sante suppliche del tuo precursore e di tutti i tuoi santi e di colei che ti concepì e salvami, o Cristo.

Stichirà del precursore. Uguali.

Rampollo della sterile, germoglio della purezza, decoro dei mortali, precursore del Sovrano, celebratissimo Giovanni, divino custode della mia povera anima, concedimi la tua intercessione e il tuo aiuto, riscattandomi dalle macchinazioni del serpente, dalla malvagità della sua oppressione e della sua aggressione.

Affinché glorifichi, veneri, onori, inneggi, celebri con fede il tuo divino nome luminoso, tu che hai il nome della grazia, non abbandonare mai il tuo servo, non separarti da me, divino precursore, ma da ogni male e pericolo custodiscimi e proteggimi per sempre con le ali della tua venerabile intercessione.

Sei tutto dolcissimo e pieno di divina dolcezza e allieti tutti coloro che con fede a te accorrono, addolcendo i sensi dell’anima e del corpo, liberandoci sempre da infermità, afflizioni, turbamenti, mali, insulti e rovina spirituale.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Salve, casta Madre di Dio Sovrana, salve, pura residenza di Dio, salve, carro divino del Verbo, piena di grazia, salve, palazzo dell’incarnazione, salve, divino tesoro, talamo di Dio animato, divina mensa e arca e dimora del divino Spirito.

Apòstica catanittici.

Senza sosta gli angeli ti celebrano, Re e Sovrano: e io mi getto ai tuoi piedi, gridando come il pubblicano: O Dio, siimi propizio e salvami.

Essendo immortale, anima mia, non lasciarti sommergere dalle onde della vita: torna sobria gridando al tuo benefattore: O Dio, siimi propizio e salvami.

Martyrikòn. Martiri del Signore, supplicate il nostro Dio e chiedete per le nostre anime molta compassione e il perdono per le tante colpe: vi preghiamo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

La tua protezione, Vergine Madre di Dio, è spirituale luogo di cura: rifugiandoci in essa, veniamo liberati dalle malattie dell’anima.

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Grave – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Lunedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono grave. Oggi Giuda veglia.

Sovrano e Dio pieno di compassione, secondo i giudizi che sai, dammi di avere in cuore il tuo timore, dammi di amarti con tutta l’anima, dammi di detestare le azioni dello spirito maligno e di compiere la tua volontà salvifica; poiché tu sei il nostro Dio che ha detto: Chiedete e riceverete.

Sono divenuto riso dei demòni, onta degli uomini, lamento dei giusti, lutto degli angeli, contaminazione dell’aria, della terra e delle acque, perché ho contaminato il corpo e macchiato l’anima e l’intelletto, sono divenuto nemico di Dio con le mie azioni contro ragione. Ahimè, ahimè, ho peccato, contro di te ho peccato, Signore, perdonami.

Ti supplico per me, che sono sterile: sii longanime, Sovrano e non tagliarmi come l’albero senza frutti con il taglio della morte, buttandomi nel fuoco, ma rendimi fertile, dammi tempo di penitenza come filantropo, affinché cancelli i miei molti peccati, o Cristo Salvatore.

Stichirà del precursore. Disprezzando tutte le cose.

Ornando santamente con le tue parole la Chiesa di Cristo, tu l’hai introdotta, o sapiente, come sposa senza macchia e l’hai presentata ubbidiente al Sovrano; ma siccome ora ne hai il potere, proteggila e mostrati suo difensore, liberandola, o beatissimo, da ogni malizia del diavolo.

Riflettendo luce intellettuale sulla mia misera anima, o precursore, scaccia da essa tutta la caligine dei piaceri mortali per l’anima e delle passioni del corpo e siccome ora ne hai il potere, anche a me mostrati guardiano e difensore, liberando da ogni necessità e difficile situazione.

O cima dei profeti e sigillo dell’ordinamento della Legge, o più santo di tutti i mortali, o divino araldo e precursore della venuta di Cristo, o maestro di penitenza, o effigie di purezza, salva i tuoi servi, liberandoci da ogni necessità e situazione.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, o pura, venerato gioiello della verginità. Salve, pura dimora divina. Salve, Vergine, salvezza dei fedeli. Salve, Sovrana, sposa non sposata.

Apòsticha catanittici.

Come il figlio dissoluto, anch’io sono venuto a te, o pietoso: accoglimi, prostrato ai tuoi piedi, come uno dei tuoi mercenari, o Dio e abbi pietà di me.

Come colui che si era imbattuto nei ladroni e ne era stato ferito, cosi anch’io vi sono incappato per i miei peccati e la mia anima ne è rimasta ferita; da chi mi rifugerò per essere curato, io, il debitore, se non presso di te, misericordioso e medico delle anime? Riversa su di me, o Dio, la tua grande misericordia.

Martyrikòn. Martiri santi, che avete valorosamente lottato e siete stati incoronati, intercedete presso il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per le preghiere della Theotòkos, pacifica e nostra vita, perché a te gridiamo: Misericordioso Signore, gloria a te.

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Grave – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici.

Tono grave.

Poiché possiedi, anima mia, il rimedio della penitenza, accòstati, gettandoti ai piedi del medico delle anime e dei corpi e grida con gemiti: Liberami, o filantropo, dalle mie colpe; associami alla prostituta, al ladrone e al pubblicano, dammi, o Dio, il perdono delle mie iniquità e salvami.

L’oceano della vita infuria contro di me, Signore, i flutti delle mie iniquità mi sommergono, o Sovrano: ma tu stendi la tua mano e, come Pietro, salvami, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei fervida protettrice e soccorso dei cristiani, Madre di Dio ignara di nozze; con il precursore implora dunque tuo Figlio, perché troviamo misericordia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Non ho emulato il pentimento del pubblicano e non ho le lacrime della prostituta; non sono capace, per il mio indurimento, di tali segni di correzione, ma nella tua compassione, Cristo Dio, salvami come filantropo.

Tu che, per le sue lacrime, purificasti Pietro dal rinnegamento e al pubblicano, per il suo gemito, perdonasti le colpe, Signore filantropo, abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Signore, siamo tuo popolo e pecore del tuo pascolo; smarriti, tu come pastore facci tornare; dispersi dalla corruzione, tu raccoglici; abbi pietà del tuo gregge, o filantropo, abbi compassione del tuo popolo, per le preghiere della Theotòkos, o unico senza peccato.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Lava, Signore, la sozzura dell’anima mia con l’issopo della tua misericordia, muovendoti a compassione, per la tua bontà, o Salvatore; purificandomi dalla bruttura del fango delle passioni, abbi pietà di me, Sovrano: salva la creatura da te plasmata, per le preghiere del tuo precursore, o unico misericordiosissimo.

Martyrikòn. I tuoi santi, Signore, lottando sulla terra, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: perciò hanno ricevuto le corone da te, Sovrano filantropo e Dio misericordioso, che concedi al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei pronta a compatire la nostra umiliazione e proteggi gli abitanti della terra, abbi pietà del popolo inerme, o benedetta Madre di Dio: continua a intercedere, perché non periamo crudelmente; tu che sei pura, supplica il Dio incline al perdono per la salvezza delle nostre anime, o Vergine santissima.

Canone catanittico.

Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A colui che frantuma le guerre col suo braccio e sommerge cavalieri comandanti, a lui, come nostro Dio liberatore cantiamo poiché si è glorificato.

Ogni giorno pecco e non ti temo, o Cristo, che chiedi con magnanimità la mia penitenza, dammi un pensiero di conversione come benevolo e non disprezzarmi.

Sono completamente abbandonato nei peccati, o Cristo, me misero; o Salvatore, unico buono e senza peccato, sii compassionevole e abbi pietà di me.

Martyrikà. Valorosamente i nobili atleti gridavano: Ecco lo stadio pieno di lotte, corriamo, Cristo arbitro presiede incoronando i vincitori del nemico.

Vi siete spogliati del corpo attraverso multiformi tormenti e avete cinto una veste di incorruttela, o sapienti martiri e siete divenuti figli del Padre delle compassioni.

Theotokìon. Cura la mia anima ammalata per i molti peccati, o Genitrice di Dio Vergine, affinché con voci grate di continuo sempre ti glorifichi.

Canone del precursore. Acròstico: Anche questa melodia accetta, dunque, o glorioso. Giuseppe.

Irmòs. A un tuo cenno.

Ornamento splendido della Chiesa ti sei rivelato, o felice precursore; in ogni tempo con le tue preghiere salvala illesa da ogni persecuzione degli eretici.

Ti sei offerto come sacrificio senza macchia al creatore, immolato, o divino precursore, come agnello innocente: perciò ti supplico con fede di liberarmi da ogni cattiveria.

Guarisci i mali dei nostri corpi e delle nostre anime, illustre precursore, implorando ogni giorno il Verbo che toglie compassionevolmente i mali e le infermità di tutti.

Theotokìon. Generasti, o santissima, il Verbo illimitato, unito secondo ipòstasi alla carne; imploralo in ogni tempo di salvare quanti con fede sempre ti dicono beata.

Ode 3. Irmòs.

Tu che col verbo hai stabilito i cieli e hai fondato la terra su molte acque, rendi stabile il mio intelletto nella tua volontà, o unico filantropo.

Tu che per grande filantropia, o Cristo, perdoni i peccati degli uomini, non considerare la moltitudine dei mali, o unico Salvatore affinché ti glorifichi, o sommamente buono.

Per fare la volontà della carne ho trasgredito i tuoi comandamenti, pazzo che sono e temo la punizione della fiamma: liberami da essa, o Verbo.

Martyrikà. Consegnati alle pene, gli atleti, contemplavano la vita senza pena e senza dolore, che con gioia hanno avuto poi in sorte in cielo, attutendo le pene degli uomini.

Avete dissolto la notte del perfido errore con gli splendori delle lotte, o teofori e vi siete trasferiti alla luce senza sera, togliendo sempre la tenebra dei dolori.

Theotokìon. Il profeta ti previde come la porta attraverso cui Dio è passato come lui solo sa, o pura Vergine; perciò ti imploro, aprimi le porte della penitenza.

Canone del precursore. Tu che in principio.

Con raggi solari illumini tutto il creato: del sole spirituale, infatti, ti rivelasti stella luminosa, o precursore; supplicalo con insistenza di scacciare la tenebra delle passioni da tutti i nostri cuori dolorantissimi.

Stando in mezzo fra la Legge e la grazia, o divino profeta, a tutti chiaramente indichi la fine dell’una e lo splendore sopraggiunto puramente dell’altra, per rinnovare perfettamente quanti erano invecchiati nei peccati.

Dalle sciagure diaboliche, dagli scandali della vita, da ogni tribolazione liberaci, o Battista di Cristo, a te gridiamo, implorando il benevolo di liberarci dalle punizioni nel giorno del giudizio.

Theotokìon. O benedetta, che inesplicabilmente generasti Dio, col divino suo precursore, supplica senza sosta, o Sovrana pura, per tutti noi, che cadiamo nelle sciagure della vita e siamo trattenuti nel peccato.

Ode 4. Irmòs.

Credendo nella tua venuta nella carne, il profeta Avvacùm acclamava: gloria alla tua potenza.

Ho deviato dal cammino della vita e sono caduto nell’abisso del peccato; non disprezzarmi, o Salvatore.

Mandami piogge di lacrime, o Verbo di Dio per lavare il fango delle mie molte colpe, o Salvatore.

Martyrikà. Condotti come agnelli al macello, i martiri, degni di gloria, dilaniarono il nemico ostile.

I torrenti di sangue versato, o illustri, ha procurato a tutti il godimento di fiumi di delizia.

Theotokìon. Dal tuo sangue puro si incarna il Signore, che dona ai mortali la penitenza per la tua mediazione, o fanciulla.

Canone del precursore.

Tu che senza lasciare.

Tu che sbaragli la schiera dei nemici e riporti magnificamente vittoria su di loro, per le tue preghiere, ti supplico, o Battista, sconfiggi il peccato che mi domina.

Sei apparso ai mortali lucerna spirituale, o felice, indicando Gesù, grande sole di giustizia: imploralo di irraggiare i cuori di tutti.

Concepito e nato nelle iniquità, vivo con negligenza e temo i castighi dell’aldilà; strappami da essi, o Battista, rendendomi propizio Cristo.

Presenta una supplica a Dio per noi che ti onoriamo, affinché siamo scampati da ogni difficile situazione e pericolo dei demòni, o beatissimo.

Theotokìon. Le ombre della Legge in molti modi hanno mostrato che avresti generato Dio; imploralo, o purissima, di liberarmi da ogni iniquità e dalle passioni del corpo.

Ode 5. Irmòs.

Dileguando la notte delle passioni, fa’ risplendere per me luce intelligibile tu, che allontanasti la tenebra dell’abisso del principio e rifulgesti nel mondo la luce plasmata al principio, o Creatore di tutto.

Liberami dalla tua giusta ira quando giudicherai la terra, o Verbo e purificami dai miei molti peccati con penitenza, rendendomi dimora della tua bontà, solo Creatore di tutto.

Per la cupa tenebra delle passioni il mio intelletto si è accecato e il mio cuore si è ottenebrato e non so che cosa faccio; fammi tornare, o Cristo e donami penitenza purificatrice della corruzione.

Martyrikà. Accorrendo con coraggio allo stadio delle lotte, o atleti, raggiungeste il confine celeste e riceveste le ricompense per la vittoria dalla mano principio di vita, perciò ora esultate.

Con i tendini forti delle vostre sacre pene, o atleti, strozzaste realmente il serpente, principe della malvagità e foste resi degni della delizia del paradiso, perciò vi lodiamo.

Theotokìon. O nube luminosa del Sole, fa’ risplendere a me la luce intelligibile della vera metania e allontana la tenebra dei miei cattivi pensieri, affinché ti lodi con fede come salvatrice dei fedeli.

Canone del precursore. Signore, mio Dio.

Sorgesti, o sapientissimo come voce di colui che grida nel deserto delle anime senza conoscenza di Dio, perciò ti supplico, rinnova la mia anima resa deserta da ogni trasgressione della Legge.

Profeta di Dio, venerabile vaso del Sovrano, con le tue preghiere liberami dalle azioni vergognose e supplica il datore dei beni affinché io ottenga onore eterno.

Dall’ingresso della pigrizia mi sono arrivate le empietà; rendimi migliore con la condotta della penitenza, o beato Precursore, affinché io cammini con tutto il cuore sulle vie del Signore.

Theotokìon. Uccidi il pensiero terreno della mia carne, o Theotòkos, che concepisti la Vita, che con potere divino annientò la morte con la morte, o casta e pura.

Ode 6. Irmòs.

Cadendo nell’abisso dei peccati, come Giona grido a te, o Buono: strappa dalla corruzione la mia vita e salvami, o filantropo.

Mi sono rivelato un nuovo dissoluto, vivendo impuramente sulla terra e sottomettendomi agli impulsi dei piaceri; fammi tornare, o Cristo mio Dio e salvami come filantropo.

Gemi, anima mia per liberarti dai gemiti; piangi per non ricevere in quel luogo la sofferenza nel dolore e lacrime incessanti del tutto inutili.

Martyrikà. Vi siete rivelati perle preziose incastonate splendidamente nella corona della Chiesa di Cristo, o venerabili megalomartiri, divenendo lieto ornamento di essa.

Resi degni della fine conveniente a Dio, o sapienti, ereditate le ricompense senza fine, perciò supplicate affinché la nostra fine avvenga nella penitenza.

Theotokìon. Strappami dall’abisso della pigrizia delle innumerevoli passioni, o buona, che hai generato l’abisso della misericordia e donami fonte di molte lacrime.

Canone del precursore.

Giona dal ventre dell’ade.

Illuminando chiaramente coi raggi delle opere buone e rifulgendo con il luminoso martirio, o intimo amico dell’Oriente spirituale, illumini tutto il creato.

Germogliasti da vecchia sterile, o beato, perciò a te grido: con le tue preghiere rinnova me, invecchiato in molti peccati con le buone azioni della penitenza.

Divino profeta, lampada della luce senza tramonto, accendi la fiamma spenta del mio cuore con le tue preghiere e rendimi partecipe alla divina luce.

Theotokìon. Il Verbo scese come pioggia nel tuo grembo; supplicalo, o Santissima Vergine di prosciugare lo scorrimento dei miei innumerevoli mali, ti prego.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli nella fornace non furono bruciati, né danneggiati dal fuoco: allora i tre fanciulli a una voce lodavano e benedicevano dicendo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Sono caduto in passioni vergognose, o Salvatore, assimilandomi alle bestie e ottenebrato non riconosco, o Verbo, la tolleranza della tua magnanimità; dammi tempo per la conversione e salvami.

Ho sprecato pigramente la mia vita facendo cose indegne e ora ecco, mi avvicino già alle porte dell’ade senza accorgermi; non disprezzarmi, o Cristo, unico buono.

Martyrikà. Bramando la vita eterna, siete morti al mondo, o sapienti e uccidendo definitivamente il nemico, siete volati al cielo sempre pregando per noi, o atleti.

Sciolti dai bisogni del corpo, scioglieste i legami dell’inganno, o martiri e legaste le vostre anime all’amore del Cristo che, legato nella carne, sciolse la corruzione.

Theotokìon. Il profeta ti previde come nuovo libro in cui era scritto il Verbo del Padre, perciò ti supplico, o pura: prega affinché anch’io venga scritto nel libro dei vivi, rendendo propizio Gesù rinnovatore di tutti.

Canone del precursore. Un tempo i fanciulli.

Dammi piogge di lacrime con le tue preghiere, o Precursore, che lavasti nelle onde del fiume l’abisso della misericordia; purifica anche me da ogni macchia della carne e dell’anima.

O beato, reca una supplica al nostro Dio che tutto regge, affinché abbia pietà come misericordioso anche di me, che ho peccato molto e ora non ho coraggio.

Sterile anima, affrettati a pentirti per non essere sradicata dal divino giudizio come fico sterile e grida al Sovrano: O Dio, purificami e salvami.

Theotokìon. Con l’anima morta per le malvagie trasgressioni del comandamento prego te, Sovrana che uccidesti l’ade con il tuo parto: risvegliami con la condotta della penitenza.

Ode 8. Irmòs.

Il Dio glorificato senza sosta dagli angeli negli eccelsi, beneditelo con inni, voi cieli dei cieli, terra e monti, colli e abisso e tutta la stirpe umana come Creatore e Redentore.

Deliziandomi oltremisura nei piaceri dannosi io, insensato, ho superato follemente tutti i peccatori, ma tu, che hai molta compassione, purificami dai peccati.

Ora lo Sposo è alle porte, anima mia, acconcia la tua lampada, riforniscila dell’olio di tutte le opere buone e, prima che sia chiusa la porta, sforzati di entrare con Cristo nella gioia ineffabile.

Martyrikà. Non temendo le pene, i coraggiosi atleti gridavano: Ecco il tempo propizio, stiamo tutti con intelletto saldo per ottenere con piccole pene la vita senza pena e la delizia che non invecchia.

Irrigati sempre dalle divine acque, o atleti del Salvatore, irrigate tutta la terra con i risultati delle vostre lotte, rendendola fertile con le buone opere in Cristo nei secoli.

Theotokìon. Genitrice di Dio, benefattrice forte e speranza dei fedeli, nel giorno del giudizio soccorri me, che ho molto peccato e liberami dalla tremenda geenna, annoverandomi con le pecore del lato destro.

Canone del precursore. Il Re della gloria.

Non smettere di supplicare il Redentore che fu incatenato e ha donato liberazione agli incatenati di liberarmi dalle catene delle mie molte colpe affinché sempre ti lodi, o profeta.

Mi sono ferito con la spada dei piaceri e nella pena del cuore grido a te, Precursore: guarisci il dolore della mia anima, supplicando Cristo, unico medico delle anime e dei corpi.

Non smettere di supplicare sempre il Verbo che battezzasti con la tua mano, o Precursore, affinché liberi dalla mano del peccato me, che molto ho mancato e mi sono umiliato e condannato.

Siccome ho sepolto insensatamente nella terra il talento affidatomi da Dio, aspetto amare pene; con fede ti supplico, o Battista: liberami con le tue preghiere.

Theotokìon. Sei rimasta incombusta ricevendo in grembo il fuoco insoffribile, o Vergine, perciò strappami dal fuoco inestinguibile, rinfrescandomi ora con la bella condotta della vera penitenza.

Ode 9. Irmòs.

Chi tra i mortali spiegherà il concepimento per un parto senza seme? Chi non stupirà tra i figli della terra per una nascita da parto senza corruzione? Perciò, Madre di Dio, noi, tribù della terra, ti magnifichiamo.

Per ereditare i beni futuri, o fedeli, facciamo lutto, gemiamo, imploriamo Cristo, finché abbiamo tempo per la penitenza e la supplica.

Come la cananea a te grido: Pietà di me, o Cristo; come un tempo la donna curva, raddrizzami, Gesù e salvami, perché affondo per i molti peccati, o mio Salvatore.

Martyrikà. Dalla strettoia delle tribolazioni, delle prigioni e delle pene, i martiri vittoriosi sono passati all’ampiezza del refrigerio e riscattano noi dalla strettoia delle nostre colpe.

La terra ha ricoperto ora i vostri corpi, ma il cielo possiede per sempre, o santi, i vostri spiriti, che stanno davanti al trono della gloria ed esultano con gli angeli.

Theotokìon. Rivestitosi di me, il Signore è uscito da te, o pura: imploralo dunque perché mi adorni di una veste di luce, o Vergine e mi spogli del pesantissimo sacco delle passioni.

Canone del Precursore. Senza sperimentare.

Da sacratissima radice, o profeta, sei germogliato e tutte le radici del male hai divelto; visita me, soffocato e logorato, o beato e dammi di produrre frutti di divina penitenza.

La Chiesa ti riconosce bellissima tortora e usignolo, o sommo precursore, perché hai fatto risuonare la melodia della penitenza per le anime divenute deserto e rese dai vizi terra incolta: perciò con fede ti diciamo beato.

Tu hai indicato a tutti le vie che conducono alle porte della salvezza, o santo precursore: dammi di incamminarmi in esse, a me che erro per tutte le vie impervie della vita, per l’inganno dell’artefice del male.

Il giorno terribile è vicino, alle porte e io gemo per le mie opere degne di condanna: pietoso Signore, solo misericordioso, per le preghiere del precursore e di tutti i santi, dichiarami libero da condanna in quel giorno.

Theotokìon. Tu che hai partorito la luce divina, o favorita dalla grazia di Dio, illumina, ti prego, la mia anima, oscurata dalle trasgressioni e liberami dalla tenebra eterna, perché io ti magnifichi e ti glorifichi, o eternamente beata.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Non recidere me peccatore come il fico sterile, o Salvatore, ma per un lungo anno concedimi il perdono, irrigando la mia anima con le lacrime della penitenza, affinchè anch’io possa offrirti il frutto della tua misericordia.

Poiché sei sole di giustizia, guida con la tua luce i cuori di coloro che a te acclamano: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. In mezzo allo stadio degli empi, esultanti i vittoriosi acclamavano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon. Oggi Giuda veglia.

Ottenne di proclamare da grembo sterile la divinità del Dio Verbo che era nelle tue viscere, o Vergine, la voce del Verbo che al tuo saluto ne aveva ottenuto la grazia: perciò con la lingua della madre ti acclamava Madre di Dio, colmando per suo mezzo l’insufficienza naturale e la mancanza degli organi con cui si esprimono i pensieri.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Sana le ferite incurabili del mio cuore, Signore, medico delle anime e dei corpi e raddrizzami per camminare sempre rettamente sulle vie della salvezza.

O Battista di Cristo, tu che precedevi il Sole della giustizia, con le tue divine preghiere accendi la fiamma della mia anima spenta per molta malvagità, affinché salvato, io ti dica sempre beato.

Martyrikòn. Patendo e incoronati, o sapienti martiri, svergognaste il nemico e ora vivete dei cieli colmi della luce perenne e pregando per le nostre anime.

Gloria.

O Trinità divina, piamente glorificata in una sola Divinità, guarisci le passioni incurabili della mia anima e liberami dalla geenna e dalle tentazioni e donami il regno eterno.

E ora. Theotokìon.

Contenesti in grembo senza angustia l’incircoscritto; supplicalo sempre, Madre pura, di liberare da ogni tribolazione e assalto delle passioni i tuoi servi, che con affetto ti glorificano.

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Plagale II – Martedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici.

Penso al giorno terribile e gemo sulle mie azioni turpi: quale difesa presenterò al Re immortale Con quale fiducia guarderò al Giudice, io, il dissoluto? Padre pietoso, Figlio unigenito, Spirito santo, abbi pietà di me.

Quando tu siederai, o misericordioso, per fare il giusto giudizio, nella valle del pianto, nel luogo che hai stabilito non pubblicare i miei mali nascosti e non svergognarmi davanti agli angeli, ma usami indulgenza, o Dio e abbi pietà di me.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Speranza buona del mondo.

Il Figlio e Verbo di Dio, generato dal Padre prima dei secoli, senza madre, negli ultimi tempi tu lo hai generato incarnato dal tuo sangue puro, o Madre di Dio, senza conoscer uomo: pregalo perché prima della fine ci doni la remissione dei peccati.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Pietà di noi, Signore, pietà di noi, perché noi peccatori privi di ogni scusa, rivolgiamo questa supplica a te come Sovrano: Abbi pietà di noi.

Signore, pietà di noi, perché in te abbiamo confidato non adirarti troppo con noi e non ricordarti delle nostre iniquità ma anche ora guarda a noi nella tua compassione e liberaci dai nostri nemici: perché tu sei il nostro Dio e noi siamo il tuo popolo, siamo tutti opera delle tue mani e il tuo nome abbiamo invocato.

Gloria. E ora. Theotokìon. Autòmelo.

Speranza buona del mondo, Madre di Dio Vergine, noi chiediamo la tua e sola temibile, protezione: lasciati impietosire dal popolo senza difesa, implora il Dio misericordioso perché siano strappate a ogni minaccia le nostre anime, o sola benedetta.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Speranza buona del mondo.

Come mostrasti le vie della vita ai popoli o Giovanni, gridando: Raddrizzate i vostri cuori per il Signore così salva la mia anima piena di peccati, compungi la mente indurita e strappami al futuro castigo con le tue preghiere, o precursore del Salvatore.

Martyrikòn. Le potenze angeliche.

Resistenze di atleti nell’arena, tormenti inflitti ai martiri dai tiranni, mentre i cori degli incorporei assistevano, tenendo i premi della vittoria; i sapienti hanno sbigottito tiranni e re e hanno abbattuto Beliar confessando Cristo: o tu che hai dato loro la forza, Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Grande è la moltitudine delle mie colpe, o Madre di Dio: in te mi rifugio, o pura, cercando salvezza. Visita la mia anima inferma e chiedi al Figlio tuo e Dio nostro che mi sia donata remissione per tutto ciò che ho fatto di male, o sola benedetta.

Canone catanittico. Acròstico: Redentore Cristo, sollevami dalle sventure. Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Aiuto e scudo egli è stato per me a salvezza: è il mio Dio, lo voglio glorificare, è il Dio di mio padre, lo voglio esaltare: perché si è reso grandemente glorioso.

Gesù, mio Redentore, come un tempo liberasti da molti peccati la prostituta pentita, ti supplico: libera anche me dai miei mali senza numero, o misericordioso.

Nuotando nel mare di questa vita con la vanità dell’intelletto molte volte sono annegato; o Gesù, scampami e salvami.

Martyrikà. Glorifichiamo con gioia i valorosi atleti distruttori dell’alieno, che hanno patito con pazienza e hanno ricevuto la corona di vittoria da Dio.

Proclamando con sapienza e franchezza il verbo di Dio, vinceste i terribili rètori e avendo sopportato ogni sorta di supplizio penoso, siete stati molto glorificati.

Theotokìon. Ti sei rivelata porta della vita dissolvendo col tuo parto le porte della morte, o pura: ti sei rivelata terra eletta per cui l’impasto umano è stato innalzato dalla terra ai cieli.

Canone del precursore. Acròstico alfabetico. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Il faraone visibile.

Il divino angelo preannunziò la tua nascita al tuo padre, o angelo di Dio; con lui ricordati di noi, o Precursore, affinché troviamo misericordia nel giorno de giudizio.

O Precursore di Cristo, bel germoglio del deserto, sradica la pigrizia che germoglia sempre in me e fammi portare frutti di penitenza.

Il grembo sterile generò gloriosamente te, che rendesti fertili i cuori prima sterili; con fede grido a te, o Battista: strappa i miei pensieri sterili.

Theotokìon. Il nemico maligno con astuzia mi da la caccia senza sosta; strappami dalle sue insidie, o Purissima e guidami a fare solo la volontà di Dio, o Theotòkos.

Ode 3. Irmòs.

Conferma, Signore, sulla roccia dei tuoi comandamenti il mio cuore scosso, perché solo tu sei santo e Signore.

Quando starò davanti a te e mi giudicherai, guardami col tuo occhio pietoso, o longanime Signore.

Accogli me, che gemo dal profondo dell’anima come il pubblicano, o Salvatore e donami penitenza, liberandomi da ogni peccato.

Martyrikà. Con l’effusione del vostro sangue, o santi, cessò il sangue impuro sacrificato un tempo sugli altari dei demòni.

Rafforzati dal santissimo Spirito, o santi, annientaste il culto della perdizione, rafforzando tutti nella fede.

Theotokìon. Concepisti colui che regge l’universo, o Purissima, perciò ti supplico: liberami da ogni pena che mi avvolge.

Canone del precursore. Fondando il pensiero.

O beato Precursore, fammi tornare ora dalla via sbagliata e stendi la mano a me, che nuoto sempre nel mare delle sventure.

Vivo con negligenza e si avvicina la recisione: déstami con le tue preghiere, o Precursore, affinché non venga inviato come sterile nel fuoco inestinguibile.

Il tremendo giorno è alle porte e sono appesantito da terribili pesi; alleviami con le tue preghiere, o Battista del Signore.

Theotokìon. Ti rivelasti il trono su cui si assise il Dio incarnato, rialzando dalla caduta antica gli uomini che ti lodano con voci grate, o Madre di Dio.

Ode 4. Irmòs.

Ha udito il profeta della tua venuta, o Signore ed ebbe timore, ha udito che nascerai dalla Vergine e ti mostrerai agli uomini e diceva: Ho udito il tuo annunzio e ho temuto; gloria alla tua potenza, Signore.

Compassionevole Signore, dammi fiumi di lacrime che prosciughino le fonti delle mie passioni, lavino tutto il fango del peccato e plachino la fiamma inestinguibile del fuoco dell’eterna geenna.

Non smetto di fomentare le ferite della mia anima con l’amore dei piaceri. Se io stesso, insensibile, non voglio controllare i sensi, che ne sarà di me e che cosa farò? O Cristo compassionevole, guariscimi e salvami.

Martyrikà. Navigando con la divina guida della fede nel mare instabile, nelle acque della perdizione e nelle ondate dei mali, o illustri martiri, raggiungeste il porto del regno celeste.

Rifulgendo per la pietà, splendenti per la verità, o martiri, con la luce delle lotte annientaste la tenebra penosissima dell’ateismo e con i raggi dei prodigi dileguaste la tenebra delle passioni.

Theotokìon. Il profeta ti previde un tempo, o purissima Vergine, come la lampada a sette fiamme recante il fuoco della conoscenza di Dio, che illumina quanti pericolano nella tenebra dell’ignoranza, perciò a te grido: illuminami, ti prego.

Canone del precursore. Ho udito, Signore.

Ti supplico, o Precursore, guarisci la mia anima ferita dagli assalti dei ladroni col farmaco efficace della tua divina preghiera.

Abbatti, o Precursore, il peccato che vive ancora nella mia anima e risveglia ora me, che scivolo nei piaceri.

Mostrati porto per noi, tribolati nel mare della vita, o beatissimo, convertendo ogni tempesta in quiete.

Theotokìon. Non giudicarmi secondo le mie azioni, Signore, ti prego, mostrati misericordioso con me; ti supplica con il Battista la tua genitrice.

Ode 5. Irmòs.

Quando ai primi albori a te mi volgo, o filantropo, illuminami, ti prego e guida anche me nei tuoi precetti: insegnami a fare la tua volontà, o Salvatore.

Ecco, o Cristo, io sono il tuo servo negligente che ho nascosto il tuo talento e mi sono dedicato alla cattiva pratica delle passioni, perciò non inviarmi nel fuoco.

Compassionevole Signore, io, tuo figlio secondo la grazia mi sono reso servo del nemico e vivendo in dissolutezza, mi sono allontanato da te, perciò fammi tornare e salvami.

Martyrikà. I martiri stavano in tribunale portando lo scudo della fede, perciò il terribile Beliar non ha potuto ferirli con le frecce dell’inganno.

Morti nel corpo, i martiri mortificarono tutte le insidie del nemico e si sono trasferiti con gioia alla vita eterna, prendendo la corona della gloria.

Theotokìon. Ti supplico, Pura, porta inviolata, aprimi le porte della vera penitenza e guidami sulla via della salvezza, o guida di tutti.

Canone del precursore. Veglio davanti a te.

Divenisti dimora della Trinità, o beato ed ecco, riunendoci nella tua casa ti preghiamo con fervida fede: liberaci da tentazioni e tribolazioni, o Precursore.

Avendo estraniato il mio intelletto da ogni buona azione, ora supplico te, beato, che camminasti su una via estranea nella vita: rendimi famigliare del Dio di tutti per diventare migliore con i migliori progressi.

O profeta, che immergesti nelle onde del Giordano l’abisso della misericordia, prosciuga le fonti dei miei mali con le tue preghiere, donandomi rivi di lacrime.

Theotokìon. Adorna di divini raggi, generasi colui che è adorno di bellezza, o Vergine; supplicalo sempre di salvare dalla corruzione quanti con fede e affetto ti magnificano.

Ode 6. Irmòs.

Ho gridato con tutto il cuore al Dio pietoso ed egli mi ha udito dal profondo dell’ade e ha tratto dalla corruzione la mia vita.

Non rendermi gioia dei demòni nel tremendo giorno, o Cristo, fa’ che non oda allora la voce che invia nel fuoco della geenna.

Il nemico dei giusti mi ha sprofondato nell’abisso delle colpe: accoro all’oceano delle tue compassioni, o Cristo, raddrizzami al porto della vita.

Martyrikà. Arando il campo delle vostre anime con l’aratro delle molte pene, o sapienti, col divino seme della fede lavoraste la spiga fertilissima del martirio.

Feriste con ferite colui che feriva voi, o pii soldati, perciò, trasferiti alla vita, ora guarite le passioni degli uomini.

Theotokìon. Ti rivelasti, o Purissima, tempio di Dio: dimorandovi santamente, egli divinizzò la natura dei mortali, mirabilmente rendendo i fedeli sue dimore.

Canone del precursore. Mi ha circondato l’abisso.

Virgulto germogliato da radice sterile, o profeta, rendesti i cuori sterili fertilissimi di tutta la conoscenza divina per la lode del Signore.

Frantuma presto, sotto i nostri piedi, il malvagio e raddrizza i nostri piedi spirituali sulla via della pace con le tue protezioni, o Precursore.

Circonda il tuo gregge, o profeta della giustizia, liberandoci da ogni insidia dei demòni e dalla condanna eterna.

Theotokìon. Ti offriamo, o Vergine, un canto di ringraziamento noi, per te salvati dall’antica maledizione, accogliendo tutta la benedizione, o Pura.

Ode 7. Irmòs.

Abbiamo peccato, abbiamo commesso iniquità e ingiustizia davanti a te; non abbiamo osservato i tuoi comandamenti, né agito secondo i tuoi comandi: ma tu non ci consegnare fino in fondo, o Dio dei padri.

Guardo alla tua misericordia oltre misura io, che ho peccato oltre misura; conosco la tua compassione, conosco la tua magnanimità e longanimità; donami, o Compassionevole, frutti di penitenza e salvami.

Guarisci, o Compassionevole le passioni incurabili del mio cuore, donami la remissione dei miei debiti, allevia il mio pesante fardello, affinché con umiltà ti glorifichi sempre, o Dio dei padri.

Martyrikà. Torturati, frantumati, bruciati dal fuoco materiale, gettati in pasto ai leoni e stesi sulla ruota, i divini e santi atleti non rinnegarono te, nostro Dio vivente.

Separandovi dal corpo, vi rivelaste inseparabili da Cristo, o martiri, grazie al divino legame con colui che si unì a noi senza corruzione; supplicatelo sempre di salvarci da ogni sventura.

Theotokìon. Germogliasti senza seme il nato dal Padre senza corruzione, rimanesti vergine dopo il parto come prima del parto, perciò sei proclamata beata e glorificata senza sosta, o Purissima Madre di Dio.

Canone del precursore. I fanciulli a Babilonia.

O Battista, voce del Verbo, accogli ora le nostre voci e libera il tuo popolo da passioni e pericoli, da sventure e dalla condanna eterna.

Indicasti con la mano l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, o profeta; supplicalo sempre di togliere le mie colpe terribili e inveterate e di rendermi degno della vita.

Affréttati, anima mia e lasciando la tenebra delle opere irrazionali, grida: Per le preghiere del Battista, abbi pietà di me, o Gesù e liberami dal fango delle mie azioni.

Theotokìon. Generasti unito per benevolenza agli uomini, o Pura, colui davanti al quale stanno le schiere celesti; supplicalo con fervore di avere pietà dei tuoi servi.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli eserciti dei cieli glorificano, di fronte al quale tremano i cherubini e i serafini, lo celebri ogni spirito e ogni creatura lo benedica e sovresalti per tutti i secoli.

Guardo alla grande misericordia delle tua compassioni come Davide e avendo peccato più di lui, grido con lui: o solo misericordioso, abbi presto pietà di me.

Prego per una buona fine, ma non mi affretto mai a i mettere fine alle mie cattive opere, poiché ho il cuore indurito; o Verbo di Dio, abbi pietà di me.

Martyrikà. Vi offriste come sacrifici preziosi e innocenti al Verbo Unigenito sacrificato volontariamente per voi, annientando tutti i sacrifici dei demòni, o atleti.

Sopportaste valorosamente la recisione dei tendini, lo sradicamento dei denti, l’amputazione delle mani, la frantumazione delle membra e tutti gli altri supplizi, o martiri, lodando Cristo arbitro.

Theotokìon. Partoristi per noi, come piccolo bimbo, l’Antico di anni, che mostrò nuove vie sulla terra e rinnovò la natura invecchiata, o benedetta Sposa ignara di nozze.

Canone del precursore. Per obbedire alla legge.

Vedesti sul Verbo che si battezzava lo Spirito Santo scendere come colomba, o beato e fosti reso degno di udire la voce del Padre: questo è mio Figlio coregnante al quale tutto il creato: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Brucia l’aridità delle passioni del mio pensiero col fuoco delle tue preghiere, o profeta e riaccendi la fiamma spenta del mio cuore, affinché comprendendo chiaramente la luce dei precetti del Creatore, io canti: lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Sono io misero il servo che nascose il talento preso da Dio per adoperarlo. Che cosa farò quando verrai al giudizio vagliando le opere di ciascuno? Previenimi, o profeta, perché a te grido con fede: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Theotokìon. Custodisci il mio pensiero nell’umiltà, o Vergine piena di grazia, che col tuo parto abbattesti la boria dei demòni, alzami dal letamaio delle passioni e sazia con la tua grazia me, affamato che canto: Lodate, opere il Signore e sovresaltatelo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Di un concepimento senza seme incomprensibile il parto, di una madre senza sposo senza corruzione la gravidanza: la nascita di Dio, infatti, rinnova le nature; perciò, da tutte le generazioni, come Madre sposa di Dio, in modo ortodosso ti magnifichiamo.

O Gesù filantropo, tu che solo conosci la nostra debolezza, perché tu stesso l’hai portata volendo misericordiosamente purificarla, purifica dunque le brutte macchie e le ferite delle mie passioni e salvami.

Come la prostituta ti offro le lacrime, o filantropo; come il pubblicano gemendo a te grido: Siimi propizio e salvami come la cananea, perché a te esclamo: pietà di me, dammi il perdono come a Pietro pentito.

Martyrikà. Scontrandovi nella vostra carne col dominatore del mondo privo di carne, lo avete abbattuto con i colpi delle vostre lotte e avete degnamente ricevuto la corona della vittoria: pregate dunque senza sosta per tutti quelli che con fede vi acclamano, o santi.

Hai santificato, Signore, la terra col santo sangue dei tuoi santi e congiunto, o santissimo, i loro spiriti agli spiriti delle sante potenze, di continuo santificando tramite loro quanti con fede verace ti proclamano santo.

Theotokìon. Ti presentiamo, o purissima benedetta, la parola dell’angelo: Salve, tu che hai accolto Dio incircoscrivibile; salve, liberazione dalla maledizione e ingresso della benedizione; salve, tu che sola hai aperto la porta del paradiso.

Canone del precursore. Venite, fedeli.

Risana il mio intelletto paurosamente ferito dai piaceri della vita, placa i marosi, che con violenza mi sconvolgono e mostrami le rette vie della penitenza, o precursore del Signore.

Ti sei mostrato in mezzo tra l’antico e il nuovo testamento, segnando la fine del primo, o profeta e manifestando la luce del secondo: a questa luce guidaci felicemente perché vi camminiamo con sacra consapevolezza e siamo così liberati dalla tenebra perpetua.

Sei stato congiunto alle schiere celesti, tu che hai divino sentire: con loro implora Cristo di salvare quanti sulla terra ti onorano in questa tua sacra casa, o battista Giovanni, precursore del Signore.

Giorno pieno di sdegno, giorno di tenebra, per quelli che hanno opere di tenebra, il tremendo giudizio. O battista e precursore di Cristo, con le tue preghiere libera in quell’ora da ogni condanna quanti ti onorano.

Theotokìon. Tu che sei apparsa più santa dei cherubini, o Vergine, perché hai partorito il Dio più che santo, santifica tutti noi, che con sante voci, con fede, giorno e notte ti proclamiamo santa.

Apòsticha delle lodi, catanittici

Le ferite che il mio cuore ha ricevuto da tanti peccati, curale tu, Salvatore, medico delle anime e dei corpi, che sempre doni il perdono delle colpe a chi lo chiede: concedimi lacrime di conversione, donandomi, Signore, la remissione dei miei debiti e abbi pietà di me.

Trovandomi spoglio di virtù, il nemico mi ha ferito con la freccia del peccato: ma tu, come medico delle anime e dei corpi, cura le ferite della mia anima, o Dio e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Signore, se non avessimo i tuoi santi come intercessori e la tua bontà che ci compatisce, come oseremmo cantarti, o Salvatore, te che gli angeli benedicono senza sosta? O conoscitore dei cuori, risparmia le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Nessuno che accorra a te se ne va confuso, o pura Vergine, Madre di Dio, ma chiede la grazia e ottiene il dono, secondo ciò che conviene alla sua richiesta.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Ricordati di me, Dio mio Salvatore, quando verrai nel tuo regno e salvami, o unico filantropo.

Tu, che accogliesti il pianto di Pietro, accogli anche la mia penitenza, o Cristo e collocami nella schiera dei salvati.

Battista e Precursore del Signore, che predicasti agli uomini la penitenza, prega affinché io mi penta dal profondo dell’anima.

Martyrikòn. Avendo sopportato l’ondata violenta degli supplizi, o atleti, ora guarite le malattie degli uomini, perciò vi diciamo beati.

Gloria.

Dio glorificato dai profeti nella Trinità semplice e senza fusione, per le preghiere del Precursore salvami.

E ora. Theotokìon.

Ti prego, protezione dei tribolati, soccorri me, preso dalle passioni della vita e salvami.

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Plagale II – Martedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE SECONDO Lunedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Fin dalla giovinezza mi sono reso del tutto schiavo dei piaceri, sono divenuto ricettacolo di passioni carnali e subisco la loro tirannia; senza far alcun conto della mia anima.

O Salvatore, ho disprezzato i tuoi comandamenti; ma tu che mi hai plasmato e conosci la nostra debolezza, tu, solo senza peccato, donami il perdono, o pietoso, per tutti i peccati commessi dalla giovinezza inconsciamente o consapevolmente, con i sensi o col pensiero, o tu che solo sai compatire.

Chi mi libererà dalla morte della mia misera carne e serberà incolume e libera da tentazioni la mia anima? Perché quando la mia carne sta bene, mi tiranneggia con violenza e si ribella all’anima e quando poi è debole, ahimè, mi tribola, me misero! Non so dunque affrontare la sua infermità, o Salvatore: ma tu, mio Creatore, non permettere che sia vinto dalla polvere lo spirito che tu hai infuso in me, come tu stesso ti sei compiaciuto.

Altri stichirà, del precursore.

Degna di essere ignorata.

Condannato per la mia dissolutezza, mi prostro a te, glorificato oltre ogni dire e prego dal profondo del cuore: Vedi la tribolazione della mia anima, tu che in anticipo hai fatto brillare la gioia; vedi le ferite del mio cuore, o araldo della conversione e donami la salvezza grazie alla tua divina intercessione, o precursore, per le tue suppliche al Signore.

Colpevole del tutto di malvagità, sprofondato completamente nella disperazione, sono troppo cattivo e ottenebrato, tutto ferito, tutto corrotto dai piaceri empi e tutto misero; mi prostro ai tuoi piedi, o beato: non rigettarmi, ma salvami, o Giovanni, amico e Precursore del Signore.

Scampa la mia anima dalla morte amara del peccato e delle colpe, o lodatissimo Precursore e risvegliami alle divine azioni dei comandamenti di Cristo col potere delle tue preghiere; ferma gli assalti invisibilmente scatenati contro di me, guidami alle vie rette del riposo eterno e salvifico con le tue preghiere a Dio.

Gloria. E ora.

Theotokìon, Riposta nei cieli.

Il segno della collera è il ricordo del male e l’ira è la manifestazione della collera con cui gli empi rimproveri escono senza vergogna dalla miserabile bocca, rendendo condannabile al fuoco della geenna colui che commette questo. Veglia dunque, o anima, fuggi dall’amara ira, da collera, invidia, ingiurie e da ogni impulso abietto e grida alla Theotòkos: Sovrana mia, salvami.

Apòsticha catanittici.

Non ho né pentimento, né lacrime e per questo supplico te, Salvatore, di convertirmi prima della fine e di darmi compunzione, per essere strappato al castigo.

Alla tua tremenda parusia, o Cristo, non ci accada di udire: Non vi conosco, perché noi abbiamo riposto in te, Salvatore, la speranza: anche se per la nostra negligenza non eseguiamo i tuo comandi, tu dunque risparmia, ti preghiamo, le nostre anime.

Martyrikòn. Quanti per te hanno subito il martirio, o Cristo, hanno sopportato molti tormenti e nei cieli hanno ricevuto, integra, la corona, perché intercedano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei sollievo dei tribolati, liberazione degli infermi, o Madre di Dio Vergine, salva città e popolo, tu, pace di chi è combattuto, bonaccia di chi è sbattuto dai marosi, sola protezione dei fedeli.

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Plagale I – Martedì – Vespero

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Lunedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono pl. 1. Salve, tu che sei veramente.

Libera il mio cuore, o Salvatore, dall’indurimento causato dai demòni e dammi piogge di lacrime di pentimento, così che faccia lamento sulle mie molte colpe e sia lavato da tutto ciò che contamina il mio pensiero, liberato dall’oscuramento dell’oblio e sollevato all’intelligenza del bene: volgiti a me ed esaudiscimi, sii propizio, Signore e libera la mia misera anima dalle passioni tiranne, affinchè trovi in te riposo e compia i tuoi voleri.

Labbra contaminate e mani sordide levo a te, o più che buono e un cuore ostruito dai cattivi pensieri; ho occhi di cieco, nella mia miseria, mi porto un’anima oscurata dalle passioni, sono avvolto dalle indegne voluttà, nella mia abiezione e non posso rialzarmi; stendi le tue palme immacolate, o filantropo; salvami, Salvatore, a te grido e purificami dalla contaminazione di molte colpe e maligni assalti, nel tuo grande e tenero amore.

Prosciuga, Gesù, le correnti impure e manda correnti e concedi piogge di abbondanti lacrime con anima compunta al mio cuore, o buono; ecco, mi sono allontanato da te come il dissoluto e sono stato spogliato di ogni volere della tua bontà, misericordiosissimo Signore; ho peccato, non disprezzarmi, non mi prenda tutto, essendo colpevole, il malignissimo nemico, ma affréttati a liberarmi dalla sua tirannia, o Sovrano.

Stichirà del precursore, uguale.

Le violente e funestissime correnti dell’uragano delle passioni si sono riversate sul mio cuore, lo sommergono e lo spingono nel cupo abisso della stolta disperazione: ma tu mostrati con la tua invisibile protezione e con la forza della tua sacra compassione prosciuga i flutti e falli del tutto scomparire, procurandomi tu, o insigne, i torrenti straripanti che irrorano i sensi, l’intelletto e la mente tutta e concedimi che per essi fioriscano il perdono e la salvezza, o precursore.

Tutto il mio cuore, o sapiente e la mente in te ho riposto, sii mio fervido protettore e speranza di salvezza, aiuto e custode e sostegno, sentinella sicurissima, nocchiero validissimo, porto e muro scampandomi da pericoli, strappandomi da malvagi nemici, o precursore; hai infatti forza e intercessione incontrastabile, possiedi, o beatissimo, compassione e pietà smisurata, con cui proteggi, custodisci, difendi e mi dai la grande misericordia.

Dammi di deliziarmi della tua splendidissima e luminosa bellezza, purificando sempre la sozzura della vita passionale con la penitenza e le mie lacrime; poiché tu sorvegli l’amore della mia anima, il divino affetto e il fascino immenso che ho ottenuto magnificandoti, precursore, compi il mio desiderio, anche se la richiesta è grande, anche se supera le proporzioni della mia misera dignità, supplicando Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Arresta i fiumi delle passioni, prosciuga il mare del mio peccato con la corrente della tua intercessione e fammi ormeggiare al porto dei divini voleri, sprofonda nei baratri della perdizione i nemici che ogni giorno tribolano e turbano la mia anima con piaceri disordinati, riempi di letizia e gioia il mio cuore; a te grido: o purissima, sciogli la nube della mia indolenza supplicando Cristo, che concede al mondo la grande misericordia.

Apòstica catanittici.

Signore, non cesso di peccare e onorato del tuo amore, non lo riconosco: vinci il mio indurimento, o solo buono e abbi pietà di me.

Signore, temo la tua collera, ma non cesso di fare il male; chi in tribunale non teme il giudice? O chi, quando voglia essere guarito, provoca a sdegno il medico, come faccio io? O longanime Signore, intenerisciti davanti alla mia debolezza e abbi pietà di me.

Martyrikòn. Imbracciando lo scudo della fede ed ergendosi col segno della croce, coraggiosamente i tuoi santi si consegnarono ai tormenti, Signore e annientarono l’inganno e la sfrontatezza del diavolo; per le loro suppliche, come Dio onnipotente, manda sul mondo la pace e sulle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Noi fedeli ti proclamiamo beata, Vergine Madre di Dio e com’è nostro dovere ti glorifichiamo, città inconcussa, muro inespugnabile, indistruttibile protezione e rifugio delle nostre anime.

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Plagale I – Martedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO PLAGALE I Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata catanittici. Tono pl. 1.

Quando si assiderà il Giudice, gli angeli assisteranno, la tromba suonerà e la fiamma arderà, che farai tu, anima mia, condotta al giudizio? Perché allora le tue cattive azioni saranno lì davanti, le tue colpe nascoste saranno poste sotto accusa: grida dunque al Giudice, prima della fine: Siimi propizio, o Dio e salvami.

O anima, le cose di quaggiù sono passeggere, quelle dell’aldilà eterne; vedo il tribunale e il Giudice in trono e pavento la sentenza: convertiti dunque prontamente, perché il giudizio non perdona.

Gloria. E ora. Theotokìon. Cantiamo, fedeli.

Radice che hai prodotto il fiore divino, arca e candeliere, urna tutta d’oro, mensa santa che porti Cristo, pane di vita, con il santo precursore scongiuralo come tuo Figlio e Dio, di aver compassione di quanti ti confessano Madre di Dio e li salvi.

Dopo la seconda sticologia, Kathìsmata catanittici.

Gemi, anima mia, sulla tua noncuranza: prima della morte, cerca infine di convertirti; allontanati dalle agitazioni della vita, aderisci al Dio buono ed egli ti salverà, perché, lui solo è amico degli uomini.

Cantiamo, fedeli.

Ascoltiamo tutti, noi che abbiamo peccato, la voce del Signore, pastore supremo, perché per noi apparve sulla terra nella carne, per chiamare a penitenza i peccatori come me: Coraggio, non vi turbate, perché poca è la fatica, ma dolce la ricompensa.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Di te ci è noto, o pura sempre Vergine, lo straordinario prodigio del concepimento e il modo ineffabile del parto. Sbalordisce il mio intelletto e rende attonito il mio pensiero, o Madre di Dio, la tua gloria, che a salvezza delle nostre anime su tutti si dispiega.

Dopo la terza sticologia, Kathìsmata catanittici.

Cantiamo, fedeli.

Elisabetta fu liberata dalla sterilità e la Vergine restò vergine quando alla voce di Gabriele concepì in seno, ma il precursore Giovanni esultò in grembo, riconoscendo in anticipo nel seno verginale il Dio e Sovrano, che per la nostra salvezza si incarnava.

Martyrikòn. Furono grandemente stupite le schiere dei cieli per le belle imprese dei santi martiri, poiché con un corpo mortale invisibilmente vinsero il nemico incorporeo, felicemente lottando per la potenza della croce; e intercedono presso il Signore, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Santissima Madre di Dio, baluardo dei cristiani, affréttati a liberare il tuo popolo, che con confidente fervore a te grida: Respingi i nostri pensieri turpi e vanagloriosi, affinchè a te acclamiamo: Salve, o sempre Vergine.

Canone catanittico. Acròstico senza i theotokìa: O Cristo, dammi perdono delle colpe. Giuseppe.

Ode 1. Tono pl. 1. Irmòs.

La terra su cui non splendeva il sole, l’abisso che mai vide nudo la volta celeste Israele attraversò, Signore e tu lo guidasti al monte della tua santificazione cantando e salmeggiando un canto di vittoria.

Donami, o Salvatore, espiazione dei miei atti e perdonami prima me ne vada; purificami dalla mia grande corruzione, o Signore, che purificasti i lebbrosi e rendi anche me degno di stare davanti a te, che stai per venire a giudicare vivi e morti.

Disperdi, Salvatore, la tenebra che ha oscurato gli occhi della mia anima, impedendomi di vedere i raggi che tu, Sole senza tramonto, irradiasti su di noi; e donami di contemplare la luce delle tue grazie, o Signore compassionevole.

Martyrikà. Divenuti insonni custodi dei precetti di Cristo, addormentate tutta la malvagità del nemico, o beati atleti, perciò vi supplico di svegliare me, appesantito dal sonno dei peccati, per la divina veglia della penitenza.

Incatenando il nemico lottatore con la vostra carne, o martiri, lo abbatteste con l’arma della croce e lo annegaste in flutti di sangue; e otteneste corone di vittoria da Dio, cantando e salmeggiando un inno di vittoria.

Theotokìon. Sovrana Vergine, liberami dalla cattiva abitudine, rafforza sulla pietra dei precetti me, abbattuto dall’astuzia dell’antico ingannatore, o Sovrana e rendimi gradito a Cristo, cantando salmeggiando a lui un inno di vittoria.

Canone del Precursore. Acròstico: Battista, accetta la supplica. Giuseppe.

Cavallo e cavaliere.

Trascorresti una vita senza macchia e un’esistenza incorporea in un corpo materiale, o profeta, perciò ti supplichiamo di render tuoi seguaci noi, che piamente ti diciamo beato.

Tu che immergesti nelle onde del fiume Cristo, l’abisso della compassione, pregalo, o Precursore, ti supplico, di prosciugare l’abisso del mio male e illuminare la mia mente.

O Precursore del Salvatore, ti prego, rendi propizio il Filantropo affinché mi dia occasioni di pentimento perché, reso umile, venga lavato dal fango del peccato.

Theotokìon. Lodatissima Sovrana, partoristi ineffabilmente senza dolore l’Unigenito, generato senza corruzione dal Padre prima dei secoli; supplicalo di salvare da tutti i pericoli quanti a te accorrono.

Ode 3. Irmòs.

Signore, rafforza il mio cuore sconvolto dalle onde della vita, guidandolo come Dio al porto sereno.

O Dio, ti prometto di pentirmi, ma peccando di nuovo che cosa farò? Come mi presenterò quando giudicherai il mondo?

Poiché consapevolmente e inconsapevolmente ho mancato davanti a te, che tutto sai, a te mi prostro: accoglimi come accogliesti il dissoluto.

Martyrikà. Con pensiero morto gli iniqui perseguitavano gli amanti della vita, i martiri vittoriosi, che confessavano Cristo.

Le schiere dei martiri sono state annoverate tra le schiere degli angeli intelligibili, diventando simili a loro con la grazia del divino Spirito.

Theotokìon. Vergine, porta della Luce, aprimi ora le porte della penitenza e chiudi gli ingressi delle passioni nella mia umile anima.

Canone del Precursore.

Tu che col tuo precetto.

Tu, che sempre fai scaturire guarigioni per quanti con fede si avvicinano alla tua casa, o meraviglioso profeta, ti prego, sana le passioni del mio cuore malamente cresciute con me per negligenza, o beatissimo.

Sempre gemo e mi lamento pensando al tuo incorruttibile giudizio, o giustissimo Giudice; difendimi dalla condanna per le preghiere del tuo Battista.

Divenisti mediatore tra antica e nuova alleanza per le tue divine intercessioni, glorioso precursore: a te grido: Rinnova con la penitenza anche me, invecchiato in molti peccati, affinché con lodi ti celebri.

Theotokìon. Santa Vergine Madre, unica lodatissima, ti supplichiamo: purificaci dalle macchie delle colpe, illumina il nostro pensiero, santifica il nostro cuore e liberaci tutti dalla condanna eterna.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito la tua voce, Signore e ho avuto timore; ho inteso la tua economia e ti ho glorificato, o unico amico degli uomini.

Trascurando i tuoi luminosi precetti, o Signore, ho commesso opere di tenebra e temo il tuo grande giudizio in quel luogo.

Diamo slancio alla nave dell’anima con le vele del timore di Dio e accostiamoci al porto della penitenza, fuggendo le onde della malizia.

Martyrikà. Vi rivelaste, o martiri, monti divini stillanti dolcezza e paradiso piantato da Dio, con il Signore come albero di vita.

Con le frecce della pazienza e del dolore, o santi, trafiggeste i demòni avversi, ottenendo corone di gloria.

Theotokìon. La purissima Sovrana, protettrice di quanti peccano, correzione dei caduti, è glorificata come Genitrice di Dio.

Canone del Precursore. La divina umiltà.

Dimorasti, o Precursore, nel regno superno come vero soldato di Cristo Re; supplicalo senza sosta di avere pietà di quanti ti onorano.

Dio ti santificò dal grembo di tua madre, prevedendo la bontà del tuo cuore, o insigne; ti preghiamo, supplicalo di santificarci tutti.

Annunziasti ai morti l’avvento di colui che morì per noi. Supplicalo, o Precursore, di far risorgere anche me, reso morto dai peccati e di salvarmi.

Prego te, beato, incatenato e incarcerato per Cristo: sciogli i legami del mio male e rafforzami per osservare i santi precetti.

Theotokìon. Unica lodatissima, che per grande bontà generasti ineffabilmente Dio compassionevole, abbi misericordia di me e liberami dalla condanna eterna.

Ode 5. Irmòs.

Accogli e abbi pietà della mia povera anima che sta lottando con la notte della tenebra, o celeste Sole e fa’ risplendere in me i raggi luminosi del giorno che separino la notte dalla luce.

Non c’è salvezza per me dalle mie opere, poiché molto ho peccato sulla terra io, misero e tremo pensando al tuo tremendo giudizio, quando giudicherai i trasgressori dei tuoi precetti, o Dio.

Come sono diventato folle, come mi sono ottenebrato con opere malvagie, come non ho inteso il tuo timore, o Cristo? Ho contemplato la terra, facendomi simile alle bestie mute; convertimi, o Dio dell’universo.

Martyrikà. La folla dei martiri ha disperso le nubi dei supplizi amari, ha fatto splendere il giorno della vera conoscenza, ha dileguato la tenebra dell’empietà e raggiunto la luce senza tramonto.

Ti supplico, Cristo: santifica la mia mente per le preghiere dei tuoi santi martiri e rendila piena di luce e partecipe della gloria eterna, affinché glorificandoti, ti lodi, o Salvatore.

Theotokìon. Madre Vergine, rifugio e riparo dei fedeli, generasti ineffabilmente Dio, che per la tua buona intercessione concede penitenza a tutti noi, che in molti modi manchiamo dinanzi a lui.

Canone del Precursore. Tu che ti avvolgi.

Un grembo sterile ti generò, o precursore e tu, con le tue feconde parole rendi fertili i cuori privi di bontà, perciò ti diciamo beato.

Fioristi nel deserto come giglio profumato, o indimenticabile, perciò grido a te, Precursore: allontana dalla mia anima tutta la corruzione del male.

Stavi in mezzo tra la legge e la grazia, o sapiente, perciò grido, o Precursore: pietà di me, che sono vinto dalla legge del peccato e mi trovo in pericolo per la mia miseria.

Theotokìon. O purissima, porta inviolata della gloria, aprimi le porte della penitenza, che mi mostrino le divine entrate e il riposo di lassù.

Ode 6. Irmòs.

Come strappasti il profeta dal ventre del pesce marino, o Signore, strappa anche me dall’abisso delle empie passioni, ti supplico, affinché possa guardare verso il tuo tempio santo.

Ecco il tempo propizio al pentimento, ma io giaccio ancora giù, sempre avvinto da grande stoltezza; disperdi la tenebra del mio cuore e abbi pietà di me, o Verbo.

Pietà di me, che gemo come un tempo il pubblicano e fammi degno, o Cristo, di versare lacrime con ardore come la peccatrice, affinché lavi anch’io il fango dei miei molti peccati.

Martyrikà. Ho peccato molto, o megalomartiri di Cristo: difendetemi dalla grande fiamma della geenna che mi aspetta in quel luogo, affinché anch’io glorifichi magnificamente la vostra memoria, o gloriosissimi.

Lottando bene, i tuoi atleti, o Dio e Signore, furono incoronati dalla tua destra vivificante; per le loro sante preghiere, salva tutto il tuo popolo.

Theotokìon. Tu che sei piena di grazia divina, dimora della santificazione, insigne arca, lampada della divina luce, mensa del pane della vita, palazzo animato del Verbo, rendimi dimora dello Spirito.

Canone del Precursore.

Placa, Cristo Sovrano.

Splendendo con raggi ineffabili, o Precursore di Cristo, illumina con la tua efficace preghiera i cuori di quanti piamente t’inneggiano.

Precursore di Cristo, con la grazia, illumina e rialza me, avvolto dal sonno dell’ozio, affinché compia con tutto il cuore i divini precetti.

Libera da tutte le afflizioni ostili noi, che abbiamo te come divino difensore e intercessore presso il sovrano, o beato.

Theotokìon. La bufera del peccato mi turbina, o purissima Vergine; affrettati a liberarmi e portami al riparo della penitenza, o incontaminata.

Ode 7. Irmòs.

La preghiera dei fanciulli si rivelò in grado di spegnere il fuoco e annunziare il prodigio, rinfrescando la fornace, senza infiammare o bruciare quanti inneggiavano al Dio dei nostri padri.

Rimettimi le colpe, le iniquità e i peccati senza numero e, per la moltitudine delle tue compassioni, difendimi dalla condanna imminente, o Cristo Salvatore.

Come il dissoluto ho sprecato i beni che ho ricevuto e ora sono affamato, privo del divino nutrimento; o Salvatore, accogli e salva me, penitente.

Martirikòn. Uccideste l’avverso nemico mortificando le vostre membra con tanti supplizi, o martiri di Dio degni di lode, perciò noi fedeli piamente vi lodiamo.

Colpiste le falangi dei demòni e tutta la folla dei tiranni, o martiri, con le frecce della pazienza e del coraggio e vi trasferiste alla vera vita.

Theotokìon. Ti rivelasti porto di salvezza per tutti, o Pura, calmando la bufera delle passioni e guidando alla quiete della penitenza tutti gli umiliati a terra, o insigne.

Canone del Precursore.

L’inneggiatissimo.

Con parole ti preghiamo, o Precursore del Verbo: come alla tua nascita slegasti la voce paterna, slega anche le catene delle nostre colpe.

O sole luminosissimo, fa’ splendere su me il fulgore salvifico della penitenza e liberami dalla tenebra delle passioni, che turbano il mio cuore oscurato.

Ho ottenuto un’anima infruttuosa e un cuore sterile; o divino frutto della sterile, Battista di Cristo, prega senza sosta affinché anch’io porti frutti di penitenza.

Trinitario. In uguale misura con Padre glorifichiamo il Figlio e il santo Spirito, Trinità indivisibile, divinamente cantando: O Dio, tu sei benedetto.

Theotokìon. Partoristi, o purissima, piccolo bimbo Cristo che compì il rinnovamento di noi tutti, invecchiati dall’antica trasgressione del precetto.

Ode 8. Irmòs.

O schiera degli angeli, consesso degli uomini, il Re e Creatore di tutto, sacerdoti inneggiate, leviti, benedite, popolo, esaltate per tutti i secoli.

Ecco, le ferite della mia anima sono imputridite e marcite, o Cristo e cadendo, mi sono del tutto curvato. Guariscimi, o Salvatore, con il farmaco della penitenza.

Depredato dal maligno serpente con inganno, mi sono riempito di male e grido gemendo: o Verbo, non rigettare me, umiliato e condannato.

Martirikòn. Non vi allontanaste dalla buona via, o illustrissimi e abbatteste i nemici della croce che, pensando di intralciarvi, furono vinti da voi, o sapienti.

Lodatissimi martiri di Dio, né fuoco, né spada, né belve, né fame, né ruota frantumante, né altri supplizi vi separarono dal Dio filantropo.

Theotokìon. Madre di Dio, vanto degli angeli e salvatrice degli uomini, intercedi per me, affinché torni e ottenga scioglimento dalle colpe un tempo commesse, consapevolmente e inconsapevolmente.

Canone del Precursore. A te, Onnipotente.

Una moltitudine di popoli lavi nel gorgo del Giordano, predicando la penitenza, o grandissimo Precursore. Grido dunque a te: fai seccare i rivi delle mie passioni, mandandomi fonti di lacrime.

Pensando al giudizio dell’Onnipotente, trema tutta, o anima e grida: O Misericordioso, per il tuo Battista, sii compassionevole, salvami e scampami dai supplizi.

Labbra impure e lingua macchiata porto a te in preghiera, o santo Precursore; affréttati subito a soccorrere me, sempre sconvolto.

Trinitario. Padre e Figlio e Spirito, Trinità co-nsustanziale, fa’ piovere su noi la remissione dei peccati, affinché conseguendo sicura salvezza, ti glorifichiamo nei secoli.

Theotokìon. Vergine piena di grazia divina, con il tuo sublime parto ci alzasti dal baratro della caduta: perciò con voci di ringraziamento e con fede ti lodiamo nei secoli.

Ode 9. Irmòs.

Poiché il potente ha fatto in te cose grandi, rivelandoti Vergine pura dopo il parto, perché tu sei colei che senza seme ha partorito il suo Creatore, per questo, o Madre di Dio, noi ti magnifichiamo.

Perché magnifichi la tua pazienza, o potente, sii ancora paziente con me, a te grido; non mi recidere come il fico sterile, o Verbo, affinchè ti porti frutti di penitenza.

Come sei temibile, o solo forte e potente! E chi resisterà, o Cristo, alla tua tremenda minaccia, quando tu stesso ti assiderai per il giudizio? Custodiscimi, allora, salvo da condanna.

Martyrikà. Voi togliete i dolori del corpo con i vostri divini dolori, o atleti del Signore: sanate dunque le aspre passioni della mia anima, come medici espertissimi.

L’urna delle vostre reliquie fa rifulgere più dei raggi del sole le luci della divina grazia, rende luminosi i cuori rischiara le anime di quanti vi onorano con fede, o vittoriosi.

Theotokìon. Divenisti vera nube luminosa che precede il popolo nuovo alla terra della promessa e porta che introduce alla vita, o favorita dalla divina grazia; perciò, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Canone del precursore. Danza, Isaia.

Ecco, il decoro della tua casa lo riconosciamo come il cielo sulla terra, precursore di Cristo: giungendovi, tu fai risplendere di divini fulgori quanti in esso ogni giorno ti proclamano ora beato.

Poiché sei sincero amico del Sovrano, o battista, ferisci il mio cuore perché io lo ami senza vacillare, con animo retto, o beatissimo e abbia in orrore le perniciose passioni che mi spingono alla perdizione.

Tu non sei una canna scossa dai venti contrari, o sapiente, ma sei nostro divino sostegno e inconcussa colonna della Chiesa: con le tue preghiere, custodiscila libera da agitazioni, facendo cessare ogni scandalo.

L’avvento del Creatore è alle porte: perché dunque non gemi su te stessa, anima miserabile che vivi nella negligenza? Ritorna alla sobrietà, grida al Signore: Risparmiami, Salvatore, nella tua filantropia, per le suppliche del precursore.

Theotokìon. Sei veramente apparsa come luminoso cocchio del sole rifulso dal tuo seno, o pura senza macchia dileguando la cupa tenebra dell’inganno: noi dunque, debitamente, con fede ti magnifichiamo.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Guai a me: perché sono divenuto simile al fico sterile e temo la maledizione e la recisione? Ma tu, celeste agricoltore, Cristo Dio, rendi fertile l’incolta terra della mia anima, accoglimi come il figlio dissoluto e abbi pietà di me.

Non guardare alla moltitudine delle mie colpe, Signore partorito dalla Vergine e cancella tutte le mie iniquità, donandomi, ti prego, un pensiero di conversione e abbi pietà di me, o unico filantropo.

Martyrikòn. I santi martiri sulla terra lottarono, esposti all’aria resistevano, al fuoco furono dati, l’acqua li accolse; per loro è la parola che dice: Siamo passati per il fuoco e l’acqua, poi ci hai tratti fuori al refrigerio. Per la loro intercessione, o Dio, abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Speranza di chi non spera più, vita dei disperati, soccorso di quanti a te accorrono, santa Sovrana, Vergine Madre di Dio, manda su di noi il tuo aiuto.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Il ladro, credendo sulla croce alla tua Divinità, o Cristo, ti confessò con tutto il cuore gridando: Ricordati di me, o Dio, nel tuo regno.

Come facesti tornare la peccatrice che piangeva con tutto il cuore, o Cristo, Sovrano buono, libera anche me, disperato, da ogni condanna.

A una sola voce diciamo beato Giovanni, precursore di Cristo, colui che preparò le buone vie, affinché siamo salvati dalle colpe per le sue divine preghiere.

Martirikòn. O martiri, che con tutto il cuore beveste il calice di Cristo, liberateci, o santi, dai peccati torbidi e dalle nostre infermità con le piogge delle vostre divine preghiere.

Gloria.

Dio incircoscrivibile, Triade e Monade onnipotente, per le preghiere del tuo Precursore salvami, liberandomi dalla tenebra e dalla fiamma che mi sta davanti.

E ora. Theotokìon.

Sempre insozzato da opere cattive, supplico te, Vergine Sovrana, Madre casta del Sovrano: purificami da ogni macchia.

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Modo IV – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 4 LUNEDÌ Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà catanittici.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Imitando la cananea, anima mia, aggrappati a Cristo e grida tante volte: Abbi pietà di me, o Sovrano; non ho una figlioletta indemoniata, ma una carne indisciplinata: scacciane, ti supplico, la febbre, placa i suoi sussulti sregolati e rendila morta con il tuo timore, per le suppliche di colei che in modo incontaminato ti concepì e partorì, o Cristo e per le suppliche di tutti i santi, o benefattore misericordiosissimo.

Ai niniviti d’un tempo che avevano peccato, mandasti Giona, o Cristo, a predicare; ed essi con il loro pentimento, mutarono lo sdegno in compassione, liberandosi dall’ira distruttrice. Anche a me indegno, filantropo, manda il tuo aiuto potente, perché mi converta dalle mie innumerevoli trasgressioni e sia condotto ai sentieri della penitenza e pianga, gemendo amaramente, per essere redento, per la tua misericordia, dalle mie molte colpe.

Tu che sei venuto nel mondo a salvare i peccatori, invitando al pentimento i mortali, Signore compassionevole, nella tua misericordia fammi grazia, nonostante più di tutti io ti abbia offeso; mostrami la via della penitenza e salvami per la tua bontà; dammi pensieri di compunzione, cuore umile, semplice, senza malizia e mite, o mio Salvatore per la tua grazia, come compassionevole.

Altri stichirà, del precursore. Hai dato come segno.

Illumina con la tua intercessione, beato Giovanni, la mia anima oscurata dalla malizia del serpente e conducila a camminare per i retti sentieri che conducono alla vita beata, ti scongiuro, perché, ottenuto ciò che chiedo, io, inutile tuo servo, ti glorifichi sempre con ardore, o mirabilissimo.

Tu che sei come il germoglio della sterile, venerato Precursore, con le tue preghiere rendi la mia anima, sterile di buone opere, fruttuosa davanti a Dio per la penitenza, affinché il tuo inutile servo, salvato, possa magnificarti per i tuoi prodigi e la tua fervida intercessione.

Giustissimo giudice filantropo, che scruti i cuori, Signore, che non ti ricordi dei nostri peccati, nell’ora del giudizio non svergognarmi, nonostante la mia iniquità, ma per le sante preghiere del Precursore, o Verbo di Dio, volgiti ora a me e salva me indegno, ti prego e supplico, o Gesù sommamente buono, Salvatore delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Sono divenuto un secondo Esaù, o purissima: più di tutti mi sono mostrato miserabile e passionale, io solo mi sono spogliato della virtù divina; chi non deplorerà la mia rovina, chi non piangerà la mia miseria? Perciò a te senza sosta grido: Ho peccato, Sovrana, ma tu salvami come un tempo tuo figlio salvò il dissoluto.

Apòsticha catanittici.

Vorrei cancellare con le lacrime il chirografo delle mie colpe, Signore e piacerti per il resto della mia vita con la penitenza; ma il nemico mi seduce e fa guerra alla mia anima: salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Chi accorrendo nella tempesta a questo porto non si salva? O chi, nel dolore, se trova questo luogo di cura non riceve assistenza? Creatore di tutti e medico dei malati, salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Martyrikòn. Tu che accettasti la pazienza dei santi martiri, accetta anche da noi il canto degli inni, o filantropo, donandoci per le loro preghiere la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Ti scongiuro, Vergine lodatissima, purissimo palazzo del Re: purifica il mio intelletto macchiato da tutte le colpe e rendilo gradita dimora della Trinità divinissima, affinchè io, tuo inutile servo, ottenendo salvezza, magnifichi il tuo potere e la tua immensa misericordia.

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Modo IV – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici. Tono 4.

Visita, Signore, la mia anima misera, che ha consumato tutta la vita nei peccati: accogli e salva anche me come la prostituta.

Attraversando l’oceano della vita presente, considero l’abisso dei miei molti mali e non avendo la ragione che mi guida, grido con le parole di Pietro: Salvami, Cristo Dio, salvami perché sei filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sappiamo che da te s’incarnò Cristo nostro Dio Verbo del Padre, Vergine Madre di Dio, sola pura, sola benedetta; perciò con inni senza sosta ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Considerando l’oceano delle mie molte colpe, non oso levare gli occhi a te e chiederne perdono: ma tu dammi compunzione perché io mi converta, Signore e salvami.

Stupì Giuseppe.

L’intelletto della mia anima infelice, oscurato dalla caligine di passioni e piaceri della vita, non perviene ad alcun pensiero di compunzione; ma tu, Salvatore, abbi pietà anche di me misero e dammi un pensiero di compunzione, perché prima della fine anch’io gridi, Signore, per la tua compassione: Cristo mio Salvatore, salva me indegno e disperato.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti magnifichiamo, Madre di Dio, acclamando: Salve nube della luce senza tramonto, tu che portasti in grembo il Signore stesso della gloria.

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata. Presto intervieni

La tortora amica del deserto, il sacro battista che predicò la penitenza e manifestò Cristo fatto uomo, è divenuto difensore di tutti i peccatori, soccorrendo in perpetuo quanti sono sbattuti dalla tempesta. Per le sue preghiere, o Cristo, salva il tuo mondo.

Martyrikòn. Armati della croce, i tuoi vittoriosi sconfissero le macchinazioni del nemico origine del male, o Cristo nostro Dio; rifulsero come astri guidando i mortali e concedono guarigioni a chi chiede con fede. Per le loro preghiere, o Cristo, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tu che sola generasti il Creatore di tutto, tu che sola ornasti l’umanità con il tuo parto, o illibata, strappami ai lacci del fraudolento Beliar: stabiliscimi sulla roccia dei voleri di Cristo, implorando con fervore colui a cui desti un corpo.

Canone catanittico. Acròstico senza gli irmì: Lavami con lacrime purificanti, o Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Colui che calpestò l’Egitto e annegò il faraone tiranno nell’abisso, salvò dalla schiavitù il popolo, che come Mosè canta un inno di vittoria, poiché si è glorificato.

O Signore non rimproverarmi in pubblico per aver commesso atti malvagi in segreto, non espormi allo scherno dinanzi a tutti, ma fammi risplendere di pura penitenza, o Redentore e salvami.

Accumulo peccati su peccati da dissoluto, o Sovrano e non sento mai il tuo timore, Signore: ma tu prima della fine salvami e abbi misericordia.

Martyrikà. Protetti dallo scudo della pietà e impugnando l’arma della croce come spada, siete venuti a combattere il nemico, o gloriosi, gettandolo a terra.

I divini martiri non temevano leoni assetati di sangue, né spade taglienti, ne’ ribollire di fornaci, né stridore di artigli, né percosse, né dolorose torture.

Theotokìon. Con inni onoriamo la Vergine Maria, pura dimora, arca e mensa, monte da cui fu intagliata non da mano umana la pietra, il Signore di tutto.

Canone del precursore. Acròstico: Intono un’ode composta bene con affetto per te, beato. Giuseppe.

Irmòs. Colui che è nato dalla Vergine.

Come grande stella che precede il sole hai irradiato luce sul mondo coi tuoi raggi, o Battista; perciò ti supplico: illumina il mio cuore, accecato dal buio terribile di innumerevoli colpe.

Con la tua nascita, o beato, sciogliesti le catene della sterilità, perciò ti chiedo di rendere fruttuosa di virtù con le tue preghiere la mia anima, sterile per le passioni.

Con la potenza di Elia preparasti la strada al Redentore, o precursore; dirigi verso di lui i moti della mia anima, venerato Battista, rimuovendo con le tue preghiere ogni pietra e ostacolo di passione.

Theotokìon. Nube di luce, con i tuoi radiosi riflessi disperdi le tante nuvole dannose dalla mia anima, affinché veda i raggi di colui che spuntò da te e con la luce riceva infine la luce senza tramonto.

Ode 3 Irmòs.

O Signore che creasti tuono e vento, rinsaldami affinché canti sinceramente le tue lodi e compia il tuo volere, perché non c’è santo all’infuori di te, nostro Dio.

Hai ridato la vista ai ciechi: dà luce ai miei occhi, rabbuiati dai piaceri e preoccupazioni della vita, perché non incontrino in alcun modo il tuo giudizio.

Ravvediti, è tempo di tornare al tuo discernimento, anima mia, dopo le azioni malvagie che hai commesso e con timore implora il Sovrano Redentore: Aprimi le porte della penitenza, o Cristo.

Martyrikà. Beliar, che prima si gloriava, viene sconfitto dalle battaglie divine degli apostoli e calpestato dai loro piedi appare come un’inutile cadavere.

La schiera dei santi martiri con forza divina sconfisse e annientò del tutto miriadi di etiopi spirituali, ottenendo la gloria.

Theotokìon. Dissolvesti le afflizioni dei nostri progenitori, santissima Madre di Dio, generando la gioia, il vivificante Redentore; chiedigli con insistenza di salvare le nostre anime.

Canone del precursore. L’arco dei potenti.

Ogni virtù praticasti, ogni peccato odiasti di tutto cuore e mostravi agli uomini, beato precursore, la via della penitenza.

Ti rivelasti come il più grande, o precursore del Verbo incarnato, perciò ti supplico: liberami dalle passioni irrazionali guidandomi alla penitenza.

Mentre eri ancora nel corpo mostravi la vita delle potenze incorporee, o Precursore: con la tua preghiera rendi tuoi imitatori noi che ti preghiamo.

Theotokìon. Con la tua preghiera, Madre Vergine, il mondo, infruttuoso per la trasgressione, ha trovato misericordia; perciò con inni di lode ti proclama beata.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito il tuo annunzio, o Dio e ho avuto paura, ho compreso le tue opere, disse il profeta e ho glorificato il tuo potere.

Privo d’ogni virtù e rivestito di cattiveria, come vedi, sono pieno di vergogna; Gesù filantropo, rendimi radioso con vesti di divina modestia.

Navigando nel mare del mondo con indolenza, o Verbo, sono naufragato nei piaceri del corpo: dirigimi verso il porto della penitenza.

Martyrikà. I nobili martiri realmente purificarono la corruzione del peccato con il sale del coraggio divino e ottennero la salvezza per tutti.

Rotolando sulla terra come pietre, d’improvviso gli atleti si schiantarono contro le roccaforti dell’errore; per la loro intercessione, Signore, salvaci.

Theotokìon. In ogni tempo, in ogni luogo ti supplico, o mia salvezza: non disprezzarmi, o purissima Genitrice del Dio, mio Redentore e Salvatore.

Canone del precursore.

Per amore, o compassionevole.

Sapendo che sei come la tortora che annunzia al mondo la primavera della verità, con parole davvero sincere ti diciamo beato, onorato precursore.

Come mediatore tra vecchio e nuovo testamento, con la tua intercessione rinnovami tutto, perché sono schiacciato dalle astuzie dell’ingannatore, o Battista.

Nel deserto dimoravi irreprensibile: con la tua divina intercessione rinnova la mia mente, diventata un deserto per ogni tipo di trasgressione, o Battista.

Theotokìon. Tuo figlio si è fatto conoscere come nostro perdono e redenzione: imploralo di salvare quanti con compunzione dell’anima ti dicono beato.

Ode 5. Irmòs.

Fa’ sorgere per me, Signore, la luce dei tuoi precetti, poiché il mio spirito per te veglia all’alba e inneggia, o Cristo; sei tu infatti il mio Dio e mi sono rifugiato in te, Re della pace.

Mentre con indolenza termino il percorso della vita mortale e vengo oscurato ogni giorno dagli inganni dell’ingannatore, abbi pietà di me, Gesù e guidami alla luce della penitenza e della vita.

Il mio cuore, esaltato dagli inganni del serpente, ora precipita in un profondo baratro: o Gesù, riparo dei caduti, riportami indietro, salvami per tua grande misericordia.

Martyrikà. Con le gocce del tuo sangue hai spento la fornace dell’errore politeista, benedicendo gli atleti del Salvatore e con onde di guarigione hai messo fine al bruciare delle passioni.

Stando in tribunale foste condannati ai flagelli e alla decapitazione e pur subendo una moltitudine di aspre punizioni, siete rimasti indomiti grazie alla divina ispirazione.

Theotokìon. Rendi la scintilla della tua misericordia un’alba per me nel buio delle mie colpe, Sovrana Vergine e guidami alla luce della penitenza, o pura, perché con fede t’inneggi.

Canone del precursore. La tua illuminazione.

O amico del deserto, col conforto delle tue preghiere permettimi di bruciare con le braci del deserto, gli assalti delle passioni, al sicuro dai loro danni.

La divina mano destra del Padre viene battezzata dalla tua santa mano destra e ci salva per le tue intercessioni da ogni colpa.

Tutto il mondo possiede te, Precursore, come rifugio, sicura protezione e grande muraglia: liberaci con le tue intercessioni, da disastri spaventosi.

Theotokìon. Dio ti ha amato, Vergine pura, bellezza di Giacobbe, Dio che abbellisce grazie a te tutti quelli che furono ottenebrati dal peccato originale.

Ode 6. Irmòs.

Nel mare della vita sono disceso negli abissi per le mie azioni, ma come Giona dal ventre della balena, così a te grido: riconducimi, ti prego, dall’abisso dei mali, o Figlio e Verbo di Dio.

Me misero, ho avvilito la mia anima nel torpore dell’indifferenza e sono stato trascinato giù dal sonno del peccato: conducimi alla luce della penitenza, Signore e nella tua compassione salvami.

Come ho osato, povero me, allontanarmi dal Dio della benevolenza, come ho potuto ignorare il terribile giudizio universale, nel quale sarò giudicato? O mio Creatore, abbi pietà di me.

Martyrikà. Appariste realmente una lira che risuona un canto di salvezza e delizia i cuori dei fedeli e avete allontanato del tutto l’ebbrezza dell’errore, o atleti.

Superando i limiti dell’umano, martiri di Cristo, con il vostro impulso divino verso il Creatore, sopportavate con gioia le pene delle torture come in corpi estranei.

Theotokìon. Vergine santissima, protezione di tutti i fedeli, accori, scampami dalla minaccia e dalla tenebra del terribile giudizio nell’ora dell’esame, affinchè con fede sempre t’inneggi.

Canone del precursore. Sei giunto alle profondità.

Battezzasti nelle onde del Giordano il Sovrano, che ha tolto i peccati dell’umanità: non smettere di supplicarlo di aver pietà delle nostre anime, o Precursore.

Ti rivelasti araldo della penitenza, o Precursore; trattieni in essa la mia anima, rovinata dai danni del peccato e incapace di risorgere.

Preparasti in deserti inaccessibili la venuta del Verbo alle anime, o beato: perciò con voci mai silenti tutta la Chiesa ti proclama beato.

Theotokìon. Le immagini della Legge hanno chiarificato la tua tremenda gravidanza, divina sposa: contemplandone ora il compimento, o Sovrana, degnamente te ti glorifichiamo.

Ode 7. Irmòs.

I figli di Abramo, non venerando l’immagine d’oro furono provati come l’oro nel crogiuolo; nella fornace di fuoco, infatti, come in un talamo splendente danzavano gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Come compassionevole, o Cristo, apparisti infante appena nato per redimere il mondo dall’antica condanna; perciò ti invoco: rinnova me, invecchiato per molti peccati, o Salvatore e salvami mentre a te grido: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Salvasti un tempo Manasse pentito, hai avuto pietà della prostituta che piangeva, con una parola giustificasti il ladro: accetta anche me, che ho commesso molti gravi peccati, o Salvatore e salva me, che a te grido: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Martyrikà. Mentre il tremendo naufragio del politeismo tratteneva l’ecumène, gli atleti, avendo la nave della pietà, con la guida di Cristo approdarono al porto della vita, gridando: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Scintillando come l’oro nel crogiuolo, gli atleti furono provati da molte torture, mostrando gli illustri segni della passione di Cristo, perciò ora sono depositati come tesori nella dimora celeste del tutto incorruttibile.

Theotokìon. Purissima e incontaminata Sovrana, prega il Dio, Salvatore, Redentore e Sovrano, che generasti affinché otteniamo la liberazione dai pericoli e il perdono dei molti peccati e inneggiamo alla sua compassione oltre ogni comprensione.

Canone del Precursore. I figli di Abramo.

Apparisti come il maggiore tra tutti i nati da donna, profeta di Dio: con la tua grande intercessione libera me, che ho molto peccato, dalla grande fiamma affinchè ti proclami beato.

Sembro un fico sterile pronto al taglio; migliorami con la tua mediazione e rendimi fruttuoso affinchè ti proclami beato, o precursore del Salvatore.

Con la tua incessante preghiera, Giovanni precursore del Redentore di tutti, seda ogni pericolo del nemico, che aggredisce tutti quelli che ricorrono a te con fede.

Theotokìon. Custodisci dagli attacchi malvagi, da rapimento e schiavitù del seduttore, o Vergine, i tuoi servi che con l’anima e la bocca sempre di glorificano.

Ode 8. Irmòs.

Nella fiamma ardente ti stanno attorno cherubini e serafini, Signore e tutto il creato ti canta un dolce inno di lode: Inneggiate, benedite ed esaltate Cristo, unico demiurgo per tutti i secoli.

Non mi sono fermato per timor tuo, non ho ascoltato i tuoi precetti, non ho mai fatto la tua volontà, che ne sarà di me, sventurato? Ma tu sei filantropo: abbi compassione di me, unico Salvatore e non scacciarmi.

O coltivatore dei beni, con la falce del tuo timore, strappa alla radice tutti i pensieri spinosi dalla mia anima sciagurata e col seme della penitenza, o Cristo, concedi ai tuoi germogli spighe di salvezza.

Martyrikà. Costretti dalle molte torture gli atleti furono condotti agli spazi aperti dalla grazia e chiusero le vie piene di tranelli dell’ingannatore e ora ci guidano per le strade di Dio con fede e amore.

Il seduttore venne fatto cadere e precipitò nell’abisso del vostro coraggio e della vostra grande fatica e mentre gli stolti cadono a terra, derisi da tutti, voi, martiri, venite insigniti di corone di vittoria.

Theotokìon. Il tuo grembo senza macchia si mostrò al mondo come frumento ammassato, che produce grano di vita sfamando tutti; perciò noi fedeli t’inneggiamo armoniosamente come causa di ogni bene.

Canone del Precursore. Redentore di tutto

Per la tua intercessione luminosa destami perché sono soggiogato dal sonno dell’indolenza e ottenebrato dalla nebbia della cattiveria e fammi camminare rettamente nel giorno della virtù.

Una tempesta di tentazioni mi assale e una bufera di passioni mi scuote: dammi la mano, guida la barca della mia anima sulla rotta della penitenza per le tue preghiere.

Nelle acque del fiume battezzasti colui che rimette i peccati del mondo: inaridisci l’abisso della mia malvagità con le onde delle tue intercessioni, beato precursore Giovanni.

Hai visto il santo Spirito, udito testimoniare la voce del Genitore di Gesù, mentre era battezzato in modo ineffabile da te, Precursore; supplicalo di salvarci.

Theotokìon. Come nostra fonte di rinnovamento, rinnova me, annientato dagli assalti del serpente, affinchè con fede e affetto ti proclami beta, o tutta piena di grazia, Vergine Madre di Dio.

Ode 9. Irmòs.

Ha operato potenza col suo braccio, perché ha abbattuto i potenti dai troni e innalzato gli umili, il Dio di Israele; così ci ha visitati il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Ecco, è aperto il mistico talamo: i prudenti approntano le lampade con l’olio delle virtù ed entrano radiosi. Deponi il sonno della noncuranza, o anima, per entrare con Cristo portando la tua lampada.

Come la prostituta stringo con l’anima i tuoi piedi e li lavo con lacrime, o Verbo e tu lavami, o Salvatore, dal fango delle passioni, dicendo ora anche a me: La tua fede ti ha salvato, affinchè canti la tua immensa compassione.

Martyrikà. Con cuore esultante e animo lieto, i martiri dimorano lassù, portando sempre, le ferite di Cristo come nobile ornamento e per noi chiedono pace, liberazione dalle sciagure e assoluzione dalle colpe.

Ogni luogo è santificato, o divini atleti, quando nelle sventure possiede le vostre reliquie, come Israele l’arca; ma esulta il cielo, con gli incorporei, perché possiede le vostre anime, o beati.

Theotokìon. O Vergine amica del bene, che generasti il Dio amico del bene, a te grido: Rendi buona la mia misera anima, paurosamente guastata dalle passioni e delle malvagie insidie dell’ingannatore, affinchè con fede ti canti come speranza di tutti.

Canone del precursore.

Col morbo della disubbidienza.

Mia forza e mio canto è il Cristo Signore: imploralo, beato precursore, di rafforzarmi contro le passioni e ogni assalto dello spirito maligno, per fare la volontà di Dio, affinché ti canti in un prospero cammino.

Ti rivelasti tortora leggiadra e rondine dal dolce canto, o divino precursore, primavera che manifesta Cristo Dio; imploralo dunque, ti prego, perché sia strappato alla tempesta che uccide le anime e ai flutti del peccato.

Sussultando nel seno materno, indicasti colui che rifulgeva dalla Vergine: pregalo di mortificare i sussulti della carne che mi uccidono e di colmare di gioia il mio cuore perché ti canti, o precursore divino.

Il giudizio sarà senza misericordia per quanti non usano misericordia, o anima: bada, sii attenta, prendi l’olio che può mantenere insonne la tua lampada; lo Sposo si avvicina, vigila a che il tuo proposito non sia spento.

Theotokìon. Tu che partoristi il Dio amico del bene, Madre di Dio amica del bene, chiedigli che io sia scampato da tutti i mali e che sia ferito al cuore dal suo amore, nell’odio di ogni voluttà carnale, affinchè ti canti, o lodatissima.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Sono pecora del tuo gregge razionale e mi rifugio in te, che sei il buon pastore: cercami, perché mi sono smarrito e abbi pietà di me, o Dio.

Mi avvolge la tormenta dei peccati, o Salvatore e non sostenendo la burrasca, mi getto ai tuoi piedi, unico pilota: tendi a me, come a Pietro, la mano della tua filantropia e salvami.

Martyrikòn. Diveniste consorti degli angeli, o santi martiri, predicando con coraggio Cristo nello stadio; abbandonaste infatti come inconsistenti tutte le cose piacevoli del mondo, tenendo salda come un’ancora la fede: perciò, respingendo l’inganno, fate sgorgare per i fedeli doni di guarigione. Pregate senza sosta per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, regina dell’universo, vanto degli ortodossi, confondi l’arroganza e il volto degli eretici che non venerano la tua venerabile icona, o purissima e non la onorano.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì)

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Tu che accettasti il pianto di Pietro e le lacrime della prostituta e hai avuto pietà del pubblicano che sospirava da solo, come compassionevole anche a me che mi getto ai tuoi piedi supplice dona il perdono delle colpe, Signore e liberami dalla geenna dell’aldilà, come compassionevole.

O sublime precursore, tu che sciogliesti i legami della sterilità, sciogli la sterilità della mia povera anima e beneficala perché porti opere virtuose per la tua intercessione opere virtuose con cui ottenga la vita senza fine acclamando a Cristo: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Martyrikà. Tormentati da pene, consegnati a belve feroci, crudelmente mutilati e gettati nell’abisso del mare, dati al fuoco e selvaggiamente dilaniati, non rinnegaste Dio: a lui senza sosta chiedete pace, illuminazione e grande misericordia.

Gloria.

Purificando l’intelletto alla Trinità tutti gridiamo: Padre, Figlio unigenito, Spirito santo e di uguale onore, custodisci i tuoi servi che con semplicità e affetto adorano il Regno in unica divinità e gloria acclamando: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E ora. Theotokìon.

Accogliesti in grembo il coeterno al Padre e coregnante col santo Spirito e oltre comprensione concepisti il Verbo divenuto uomo per beneficare l’umanità, Maria divina sposa, dimora spaziosa del nostro Dio; supplicalo con insistenza di salvare i tuoi servi.

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Modo III – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Martedi al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono 3.

Finché sei pellegrina sulla terra, pentiti, anima mia: la polvere nella tomba non inneggia, non viene redenta dalle colpe; grida a Cristo Dio: O conoscitore dei cuori, ho peccato; prima di giudicarmi, risparmiami, o Dio e abbi pietà di me.

Fino a quando, anima mia, rimani nelle colpe? Fino a quando rimandi la penitenza? Considera il giudizio futuro e grida a Cristo Dio: Ho peccato, conoscitore dei cuori, Signore senza peccato abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, nostro rifugio e forza, aiuto potente del mondo, con la tua preghiera proteggi da ogni angustia i tuoi servi, o sola benedetta.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

L’abisso delle mie colpe tu conosci, Signore: porgimi la mano come a Pietro e salvami.

Quando verrà il giusto giudizio e il Giudice dell’universo siederà per giudicare, che giustificazione porterai, anima mia, a meno che prima della fine tu non gridi: Ho peccato, o Dio, abbi pietà di me?

Gloria. E ora.

Theotokìon. Attonito di fronte alla bellezza.

Madre senza nozze, in Dio beata, sana la mia anima inferma, perché io, il miserabile, sono gravemente stretto fra le colpe; per questo a te grido col gemito del cuore: Accogli, o purissima, colui che molto peccò, affinchè con fiducia a te acclami: Salve, piena di grazia.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

La confessione della fede divina.

Rifugiandoci sotto la tua protezione, gridiamo con fede dal fondo dell’anima: O profeta e precursore beatissimo in Dio, placa il tumulto delle tentazioni e dei pericoli e la tempesta dei flagelli e vanifica i disegni dei nemici malevoli, chiedendo per noi la grande misericordia

Martyrikòn. Attonito di fronte alla bellezza.

Nella tua onnipotenza, Signore, rendesti gioiosa la memoria dei tuoi vittoriosi: li rafforzasti perché imitassero la tua passione; infatti valorosamente vinsero la potenza di Beliar e per questo ottennero carismi di guarigioni; per le loro suppliche, o compassionevole, concedi pace al tuo popolo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ciascuno, dove trova salvezza, là a buon diritto accorre: e quale altro rifugio simile a te, o Madre di Dio, che proteggi le nostre anime?

Canone catanittico. Acròstico, senza Theotokìa: Sii attento ai miei gemiti, o Dio Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Tu sei il Dio sovresaltato che fece un tempo meraviglie trasformando in terra ferma l’abisso ed annegando i cavalieri per salvare il popolo che t’inneggia, o Redentore.

Prima della fine piangiamo con tutta l’anima su noi stessi, fedeli poiché lo sposo si avvicina: accendiamo le opere come lampade luminose per partecipare alle nozze dell’Agnello.

Pentendosi con tutta l’anima, Manasse fu salvato mentre, incatenato, invocava l’unico Signore: imitalo, anima mia e sarai salvata.

Martyrikà. Sopportarono l’accecamento, la perdita della lingua e delle mani, l’amputazione dei piedi, delle gambe, delle braccia, ma non smisero di ringraziare Cristo, i divini atleti.

Si rivelò farmaco, per tutti noi fedeli, l’urna delle reliquie, o martiri, da cui attingiamo forza fisica e spirituale, sempre a voi giustamente cantando.

Theotokìon. Vergine santa, vaso spirituale, portasti Cristo, manna di immortalità; liberami dall’amarezza delle funeste passioni perché t’inneggi con fede e pietà.

Canone del precursore. Colui che un tempo.

Tu che uscisti dal grembo sterile di Elisabetta, prega Dio di farmi germogliare frutti di virtù, togliendo da me l’onta della sterilità in buone azioni e dissolvendo l’oscurità della mia anima, o precursore del Signore.

Apparisti sulla terra come immensa stella che precede nella sua corsa il vero sole, la cui gloria rischiara il mondo; pregalo d’illuminare la mia anima oscurata da foschi pensieri, o precursore.

Profeta, che nello Spirito divino annunciasti l’avvicinarsi della vita, per le tue preghiere, vivifica la mia anima morta, rialzala dalla fossa del peccato, ti prego, glorioso precursore.

Theotokìon. Con gli angeli, gli arcangeli e tutti i santi, ti prego, Vergine, intercedi presso il Signore per te rivelatosi perché salvi da ogni pericolo i tuoi servi che ti riconoscono Madre di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Anima sterile e senza prole, fa’ scorrere il frutto famoso, avendo bei figli grida: In Dio si rafforzò il mio cuore; non c’è santo, non c’è giusto all’infuori del Signore.

Che farò, io che ho disprezzato la legge divina, follemente meritando la condanna? Giusto giudice misericordioso, fammi grazia, salvami per la tua compassione.

O Filantropo, eccelso sole che sorge, rialzami dalla notte del peccato; supplico te, luce della giustizia, liberami dalla bruma delle passioni e dal castigo delle tenebre eterne.

Martyrikà. Cittadini della terra dei viventi, alberi fruttiferi del paradiso, fonti da cui scaturisce l’acqua viva di Dio, vi rivelaste come coppe da cui beviamo la santità, o martiri.

I martiri lottatori come un’anima sola in tanti corpi, misero in fuga le miriadi del nemico, il principe di questo mondo, proclamando la Trinità indivisibile.

Theotokìon. Vergine Madre, Regina dell’universo, considera i nostri cuori penitenti che si rifugiano in Cristo chiedendo il perdono dei peccati; ottienici il favore di tuo Figlio.

Del precursore. Tu che hai tratto.

Divenuto voce del Verbo, dirigi, o Giovanni, sempre a lui la voce di chi ti venera, concedendo il perdono delle colpe per la tua intercessione.

Contro te peccai e commisi iniquità, trasgredendo i tuoi precetti, Salvatore: pietà della mia anima macchiata, per amore del tuo Battista ti prego, Signore.

Smarrito nel deserto dei piaceri imploro te, figlio del deserto: guida del nuovo popolo e precursore, guidami verso il sentiero della penitenza.

Theotokìon. Vergine pura, con gli apostoli, i martiri, i profeti, i vescovi, le potenze superiori, prega il tuo Figlio e Signore perché sia propizio a chi ti canta.

Ode 4. Irmòs.

Come monte adombrato Avvacùm predisse il tuo grembo senza macchia Vergine, perciò noi cantiamo: Il Signore è venuto da Teman, il santo Dio dal monte adombrato.

Tu che un tempo facesti sgorgare acqua dalla roccia per un popolo indocile e senza fede, guarendo la sete, fa’ sgorgare dalla mia anima la compunzione, Cristo, perché lavi i miei peccati in un fiume di lacrime.

Medico buono dei malati, chìnati sulle passioni del mio cuore ordinandomi il rimedio della penitenza e restituendo la mia anima al suo vigore, perché con gioia ti glorifichi.

Martyrikà. Dimentichi di ogni sollecitudine e attaccamento al corpo, grazie ai carnefici ne siete stati sciolti, o atleti, per dimostrarvi puri amici del Creatore.

Soldati di Cristo, patendo ogni genere di male, provati da svariati supplizi, riceveste dallo Spirito la grazia di scacciare le pene provocateci dalle passioni.

Theotokìon. Salve, Vergine insignita di molti onori: per te fu concepito Dio Verbo per liberarci dalle nostre opere irrazionali; salve, nube luminosa, che allontani da noi le nubi della maledizione.

Del precursore. Ci desti una prova.

O voce del Verbo apparso nella carne, ti prego, precursore del Signore, liberami dalle opere irrazionali affinché usi l’intelletto per onorarti e dirti beato.

Gemi, misera anima mia dicendo al Creatore: ho peccato, fammi grazia, o Dio, liberami dal tremendo castigo, dai pericoli e ogni afflizione per le preghiere del tuo divino precursore.

Sommerso dalla tempesta delle passioni, sballottato nella bufera delle tentazioni, dal fuoco dell’abisso ti grido: salvami dai pericoli, Battista, guidami al porto di salvezza.

Theotokìon. Superi il carro dei serafini, Madre di Dio; coi tuoi servi incorporei, con il coro di tutti i santi, prega, Purissima, il Cristo che generasti di salvarmi dall’abisso della disperazione.

Ode 5. Irmòs.

Prima dell’aurora vegliamo inneggiandoti, Verbo e unico Figlio di Dio; donaci la pace, Signore e abbi pietà dei fedeli che ti cantano adorandoti.

Lavami coll’issopo della penitenza, purificami dalle passioni perché sia trovato puro ai tuoi occhi quando verrai a giudicare l’universo, giusto giudice.

Purulente sono le piaghe della mia anima, Signore, medico dei cuori morti, Verbo dispensatore d’ogni bene, misericordiosissimo: guariscimi e salvami.

Martyrikà. Come vaso d’argilla fu spezzato sulla terra l’involucro carnale dei martiri, ma le loro anime vinsero con vigore e forza, illuminate dalla potenza di Cristo.

Il sangue sparso dai martiri santifica l’universo: disseta le anime e secca i fiumi immondi dell’idolatria.

Theotokìon. Col tuo parto divino interrompesti la maledizione dei progenitori, facendo zampillare fiumi di benedizione, o Vergine, per noi tuoi fedeli, che ti cantiamo e glorifichiamo.

Del precursore. Anche se sei invisibile.

Come angelo in terra venisti nella carne, o beato; ti prego, dunque, libera la mia povera anima dal pensiero carnale.

La mia anima precipitata nel gorgo dei peccati, insudiciata coi piaceri, nel pericolo in te si rifugia: salvala, precursore del Signore.

Ti rivelasti il maggiore dei profeti avendo visto colui del quale annunziavi la venuta; pregalo sempre, o profeta di Cristo, di illuminare le nostre anime.

Theotokìon. Ti rivelasti davvero più ampia dei cieli, Madre di Dio, Vergine, piena di grazia divina: liberami dall’angoscia del peccato.

Ode 6. Irmòs.

Il gorgo delle passioni s’è aperto davanti a me nella tempesta delle correnti avverse: ti prego, salvami, Dio Salvatore, come un tempo liberasti il profeta del mostro marino.

Inghiottito dalle tenebre del peccato, giaccio esamine; tu che un tempo fosti trafitto da una lancia, o Cristo, fammi grazia della tua compassione.

Gemo e resto nei mali, piango e non temo il giudizio, malato di insensibilità: Verbo di Dio, abbi compassione e salvami con i tuoi giudizi benevoli.

Martyrikà. Come agnelli, muti, senza alzare la voce, o atleti, foste condotti all’immolazione e durante le torture inneggiavate a Cristo.

Foste divorati dalle belve, il mare vi ricevette nelle sue profondità, ma Cristo vi donò la corona di vittoria nella gioia delle vostre anime, o atleti.

Theotokìon. Ingresso per i fedeli riscattati, porta attraversata dal solo Signore incoronato, spalanca le porte della giustizia a noi tuoi fedeli che a te inneggiamo.

Del precursore. Circondato dall’abisso

Con la tua mano battezzasti in acqua il torrente di delizie inchinato; imploralo d’inviare a me, che ho molto peccato, un’acqua di compunzione, o sapiente.

In un fiume lavi l’abisso di misericordia, che stabilì il cielo sulle acque: prega, o profeta, Gesù filantropo di far piovere su di me le onde del perdono.

Il regno di Cristo è vicino, convertitevi! Gridavi, o precursore; a chi ti canta con affetto e ricorre alla tua santa protezione concedi di entrarvi.

Theotokìon. Tu che donasti una carne al Creatore, con le potenze eccelse, i profeti, gli apostoli, i martiri, pregalo, pura Vergine, di salvarmi.

Ode 7. Irmòs.

Tu che effondesti rugiada sulla fornace di fuoco e salvasti dalle fiamme i figli di Abramo, benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Spogliato della veste della vita ho ricevuto quella delle opere infami; perciò a te grido, Dio mio: nella tua compassione rivèstimi della tunica splendida della virtù.

Con occhi intemperanti mi sono macchiato, mi sono insozzato per contatto con la sporcizia e son divenuto un orrore ai tuoi occhi, ma come il dissoluto, accoglimi, Gesù e salvami.

Martyrikà. Amando la vita più sublime, sopportavate i supplizi, divini opliti di Cristo, perciò con fede siete beatificati.

Risplendendo del bagliore delle torture, rifulgete più del sole e scacciate tutta la tenebra dell’ateismo, santi martiri.

Theotokìon. Theotòkos sempre vergine, che generasti il Creatore che regge in mano l’universo, liberami dall’azione delle tenebre dell’ignoranza e del peccato.

Del precursore. Nella fornace.

Quale candelabro del vero sole, illumina la mia anima ottenebrata dall’accidia; guidami sulla via della penitenza, Battista e precursore del Signore.

Poiché l’ora del giudizio si avvicina, tremo pensando al gran numero dei miei peccati; Battista del Salvatore, strappami al fuoco che mi sta davanti.

Riparo e protezione della mia vita, precursore, difendimi, salvami dai nemici invisibili che vogliono impedirmi d’entrare nel regno dei cieli.

Theotokìon. Vergine Madre di Dio, prega tuo Figlio, con i profeti, gli apostoli e i martiri di salvare dalla maledizione futura i fedeli che sempre ti venerano.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli angeli nel cielo senza sosta glorificano come Dio, cieli dei cieli, monti, colli e oceani, tutti gli uomini, lodatelo con inni, benedite il vostro Creatore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Senza alcun timore tuo, ho commesso ogni sorta di colpa e peccato, suggeriti dalla follia della carne e ora tremo davanti alla tua giustizia, o mio Re: non disprezzare, ora, il mio pentimento.

Permettimi d’entrare nella terra santa, possesso dei miti; purificami con la penitenza, Signore, lavami dal fango del peccato, tu che sulla terra nascesti da Vergine purissima.

Martyrikà. Con i piedi imporporati dal vostro sangue, atterraste i nemici, santamente camminando verso il cielo, illustri atleti di Cristo, Dio di tutti.

Senza opporvi foste spogliati nell’arena per le lotte più grandi, domando e svergognando il nemico; perciò ora nei cieli esultate, illustri atleti di Cristo.

Theotokìon. Bellezza di Giacobbe, il Signore d’ogni bellezza fece del tuo grembo sua dimora per amore, pura Vergine santissima per adornare la natura umana con la grazia che supera l’intelletto.

Del precursore. Gettati nel fuoco ardente.

Tu che predicasti l’Agnello di Dio che toglie il peccato degli uomini, divino profeta Giovanni, pregalo di alleviare il peso delle colpe su me gravante, perché partecipi all’eredità degli eletti.

Liberami dalla fornace ardente del fuoco, dalle oscure tenebre esteriori, poiché sono trattenuto dalla notte delle mie empietà, ti prego, Verbo eterno di Dio, per le preghiere del glorioso Battista.

Tu che predicasti alle anime aride e infruttuose il frutto della penitenza, divino profeta del Signore, strappa dalla mia anima tutti i rovi delle passioni affinché produca la spiga delle buone opere.

Theotokìon. Come Theotòkos con gli angeli e i santi, i profeti, gli apostoli, i martiri, prega perché siano liberati da pericoli e afflizioni e castighi quanti ti riconoscono Genitrice di Dio.

Ode 9. Irmòs.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha suscitato per noi una potenza di salvezza, nella casa di Davide suo servo grazie alle sue viscere di misericordia, per cui ci ha visitati il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Ecco il tempo accetto e il giorno dell’espiazione, consenti ormai, anima mia, a convertirti, facendo frutti di conoscenza, perché non ti trovi infruttuosa la temibile scure della morte e recidendoti come un tempo il fico mandi anche te in quel fuoco.

Come il ricco di un tempo, godo tra le mollezze, senza compassione alcuna per il prossimo e temo il fuoco che non dorme; purifica dunque, o Sovrano, la mia anima di pietra, perché almeno alla fine io, l’ottenebrato, risplenda per la compassione.

Martyrikà. Segnati dal sangue, o divini martiri di Cristo, con segni, per la fede, sconfiggeste nemici infedeli, resistendo inflessibili e strappaste all’empio inganno molti popoli, resi da trasformazioni divine luminosi per la luce della conoscenza di Dio.

Vi rivelaste spade affilate che fanno a pezzi le schiere del nemico, o divini vittoriosi di Cristo, vasi recanti il fulgore della Trinità santa, lampade che fanno risplendere con fede la luce della pietà e veri soldati della gloria spirituale.

Theotokìon. Il profeta ti vide da lontano quale nube luminosa dalla quale il grande sole, Cristo Dio, rifulse per noi e illuminò ciò che era nelle tenebre; supplicalo dunque, o buona, perché fughi le nubi delle mie passioni e io sia reso splendente per la luce divina.

Del precursore. Nell’ombra e nella lettera.

Affacciandoti dall’ombra della Legge hai ampiamente contemplato, o sapiente, il chiarore della grazia divina che illumina tutto ciò che riempie la terra e fuga la tenebra dell’ignoranza, o profeta: perciò ti celebriamo.

Come martire di Cristo, come divino battista, come fiaccola di metania, come aurora di pietà che unisce l’antica alla nuova alleanza, illumina la mia povera anima invecchiata del male, rinnovandola con la conoscenza divina.

Nell’ora terribile, nell’ora tremenda, nell’ora del giudizio, o sapiente, scampa me condannato dalla minaccia che là mi attende, perché tu hai il Salvatore delle nostre anime che, proprio come sposo amato esaudisce le tue preghiere.

Theotokìon. Come Madre di Dio, come Madre del Verbo Dio da te partorito, imploralo sempre con gli incorporei, gli apostoli e i profeti, i gerarchi e i martiri, Vergine Madre santissima, perché dia pace al mondo.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Raccogli, Signore, la mia mente dispersa e purifica il mio cuore, divenuto terra incolta, dando anche a me, come a Pietro il pentimento, come al pubblicano il gemito, come alla prostituta le lacrime, affinchè a gran voce ti gridi: Salvami, o Dio, come solo compassionevole e filantropo.

Spesso, mentre elevavo inni, mi sono trovato a compiere peccato: con la lingua eseguivo canti e nell’anima rivolgevo sconvenienze; ma tu correggi con la penitenza anima e lingua, o Cristo Dio e salvami.

Martyrikòn. Re e tiranni rifiutarono di temere, i soldati di Cristo: intrepidi e forti lo confessarono Signore dell’universo, Dio e Re e pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Senza seme concepisti da Spirito santo e noi glorificandoti a te gridiamo: Salve, Vergine santissima.

Alla Liturgia

Makarismì (beatitudini)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo Regno.

Con l’anima insozzata dai piaceri della vita, vengo alla tua compassione tutto svilito e sconfitto grido a te, Salvatore, che solo vedi i segreti: Purificami con la tua compassione, o Cristo.

Divenuto come mediatore tra antico e nuovo, divino Battista, rinnova la mia anima invecchiata nei peccati e dammi con le tue suppliche di salire con sicurezza i sentieri della penitenza, o illustre, guidandomi bene verso il regno di Cristo.

Martirikòn. Ingaggiando la buona lotta, valorosi atleti, subiste miriadi di dolori e per questo lenite di continuo ogni dolore e scacciate il disonore degli spiriti; per questo con fede o santi, vi glorifichiamo.

Gloria.

Davvero sei luce, vita e creatore di tutto, Monade trisipostàtica, Padre, Figlio e Spirito unico Sovrano e Signore, Dio riconosciuto uno e trino per le persone, che noi glorifichiamo.

E ora. Theotokìon.

Abbi misericordia di me, che sempre pecco e offende il buon Dio e siccome sei buona, o pura, migliorami con una vita penitente affinché eviti l’inferno imminente e sempre inneggi alla tua protezione, o Vergine.

 

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Modo III – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 3 Lunedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato, stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Grande è la potenza.

Le passioni dell’anima e del corpo, violentemente insorte, mi sommergono insieme, o mio Salvatore e mi trascinano nell’abisso della disperazione; come dunque facesti col mare, così placa anche queste e fai per me bonaccia.

Io, il condannato, non oso certo levare gli occhi e guardare all’alto dei cieli, trascinato in basso dalla moltitudine delle mie colpe; grido tuttavia come il pubblicano: Sii propizio, o Salvatore, a me infelice.

Grande e terribile la tua venuta, Sovrano: in essa sederai in giudizio per compiere giustizia; non giudicarmi allora colpevole, ma come Dio risparmiami e liberami dall’imminente bisogno.

Altre stichirà del precursore, uguale.

Sei sorto come l’aurora su tutti i confini, illuminando, o glorioso, i cuori dei tuoi cantori: illumina dunque, o profeta, le menti e le nostre anime, affinché ti onoriamo, o battista del Salvatore.

Non smettere di supplicare, beato precursore, per tutto il mondo; tutti ti supplichiamo, affinché riceviamo divina grazia dall’alto per schiacciare il capo del malizioso, quanti siamo arricchiti dal tuo patrocinio.

Quando il Signore verrà per separarmi da questo tempio di carne, possa trovare te come rifugio e riparo, Giovanni profeta e precursore per guidarmi alla luce senza tramonto.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Non smettere di supplicare per il tuo gregge, ma con le tue preghiere liberaci da ogni male imminente e incombente e dall’ira del Signore strappa tutti i tuoi servi, Madre di Dio.

Apòstica catanittici.

Ti offriamo, o Cristo, l’inno vespertino con incenso e canti spirituali. Pietà delle nostre anime, Salvatore.

Salvami, Signore mio Dio, perché sei tu la salvezza di tutti. Mi sconvolgono i flutti delle passioni e il peso delle iniquità mi inabissa: porgimi la mano soccorrevole e conducimi alla luce della compunzione, perché tu solo sei misericordioso e amico degli uomini.

Martyrikòn. Grande, o Cristo, la potenza dei tuoi martiri: giacciono nel sepolcro, eppure scacciano gli spiriti malvagi e lottando per la pietà con la fede della Trinità, annientarono il potere del nemico.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, avvocata di tutti i supplici, in te confidiamo, in te ci gloriamo, in te è tutta la nostra speranza: Prega il nato da te per i tuoi inutili servi.

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Modo II – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologìa,

Kathìsmata catanittici. Tono 2.

Considerando, anima mia, l’esame del giorno temibile, paventa il contraccambio dell’eterno castigo e

pentita grida tra le lacrime: O Dio, ho peccato, abbi pietà di me.

Scruto la mia coscienza degna di condanna e temo il tuo temibile tribunale, Signore, perché non c’è salvezza dalle opere. Ma tu, per la ricchezza della tua amorosa compassione, abbi pietà di me, o Cristo Dio e salvami.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti magnifichiamo, Madre di Dio, acclamando: Salve, virgulto da cui senza seme germogliò Dio per annientare la morte con l’albero della croce.

Dopo la seconda sticologìa, Kathìsmata catanittici

Pietà di me, disse Davide e anch’io a te grido: Ho peccato, Salvatore, cancella con la penitenza i miei peccati e abbi pietà di me.

Pietà di me, o Dio, pietà di me, gemeva Davide per due peccati commessi; e io per miriadi di colpe a te grido: Egli con le lacrime inondava il suo giaciglio, ma io non ne ho una sola stilla; nel mio sconforto ti supplico: Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Non disprezzare, o Madre di Dio, chi ha bisogno di quell’aiuto che viene da te, perché in te ha confidato l’anima mia: abbi pietà di me.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che sei sorgente di pietà.

La generosa fonte della compassione hai fatto scendere, o Giovanni, tra i flutti del Giordano, perciò con insistenza ti imploro: Guidami per mano al porto della vita con le tue preghiere accette, perché per le tante passioni ogni giorno vengo orrendamente sommerso dall’oceano di questa vita.

Martyrikòn. Tu che più dell’oro fai risplendere i tuoi santi e glorifichi i tuoi devoti perché sei buono, per le loro implorazioni, o Cristo Dio, governa la nostra vita: tu che sei amico degli uomini; dirigi a te come incenso la preghiera, o solo che riposi tra i santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi mai vide e udì che una madre partorisca il proprio Creatore, che ignara d’uomo allatti colui che nutre ogni carne? Che prodigio! Il tuo grembo, o Theotòkos piena di grazia, è divenuto trono di cherubini. Intercedi per le nostre anime.

Canone catanittico. Acròstico: Concedi spazio alle nostre lamentazioni, o Salvatore. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Riprendendo l’ode di Mosé, grida, o anima: aiuto e protettore per la salvezza è divenuto, egli è il mio Dio e lo glorificherò.

Piangiamo amaramente su noi stessi prima del termine di questa vita, affinchè per le nostre lacrime e il pentimento evitiamo le lacrime provocate dal castigo, che ormai non serviranno più a salvarci.

Tante volte, Cristo, sono stato esortato a cambiare vita per tornare a te, ma la mia anima è sorda e il mio spirito smarrito; abbi pietà della mia debolezza, Salvatore.

Martyrikà. Poiché avete sopportato la fornace dei supplizi grazie alla rugiada divina, vittoriosi atleti del Signore, liberatemi dal fuoco della geenna, poiché sono aggredito da crudeli passioni.

La potenza divina vi rese suoi valorosi campioni per combattere il nemico e voi annientaste il regno del demonio, incliti martiri del Signore.

Theotokìon. Tu che fosti un tempo contemplata da Isaia nelle sembianze delle molle recanti il carbone ardente, brucia al fuoco del Dio che portasti, le passioni carnali del mio cuore perché siano cancellate.

Canone del precursore. Acròstico: Battista, accetta la supplica. Giuseppe.

Ode 1. L’immane potenza.

Battista e precursore di Cristo, dirigi il mio cuore tutto immerso nei piaceri materiali e fa’ cessare la bufera delle passioni perché ti glorifichi nella quiete divina.

Come astro luminosissimo di luce ineffabile precedesti col tuo chiarore l’oriente spirituale: nel mio cuore oscurato dai demoni, Battista del Signore, fa’ discendere i suoi raggi.

Nel fiume un tempo battezzasti l’insondabile Oceano, che per grazia inghiotte la moltitudine delle nostre trasgressioni; dissecca, dunque, i torrenti dei miei peccati, sapientissimo mediatore presso Dio.

Theotokìon. Beato sei tu, precursore: fosti cugino della Vergine pura in cui s’incarnò Dio; con lei ti celebriamo: dona ai pellegrini del tempio divino a te dedicato di diventare dimora del santo Spirito.

Ode 3. Irmòs.

Il mio intelletto insterilito mostrami fruttuoso, o Dio, coltivatore e agricoltore dei beni per la tua compassione.

La mia anima è appesantita dal torpore: rialzami dal mio ozio, Cristo, risvegliami alle opere della penitenza per compiere i tuoi comandamenti.

Nel giorno terribile della tua parusia risparmiami, Signore, la disperazione, prima del termine della mia vita richiamami a te e salvami dal castigo.

Martyrikà. Atleti vittoriosi di Cristo nostro Dio, che imitaste divinamente la passione del Signore, guarite la mia anima dalle sue passioni.

Per conquistare nell’aldilà i beni celesti che la morte non può rapire, avete sofferto sulla terra, sopportando con costanza prove e tormenti.

Theotokìon. Allatti colui che nutre l’universo e reggi fra le braccia, Vergine e Madre incontaminata, colui che sempre regge il mondo nella sua mano.

Del precursore.

Sulla pietra della fede.

Risana i traumi della mia anima: con la tua divina mediazione rischiara il mio intelletto oscurato dall’indifferenza; o precursore del Sovrano, ti prego, scampami da ogni avversità e tribolazione.

Sciogliendo tua madre dalla sterilità, o sapiente profeta, sei nato per grazia del Signore; o precursore di Cristo, rendi ora fecondo di virtù il mio cuore sterile.

La divina casa preparata per amor tuo implora Cristo di concedergli l’eredità degli eletti; e tu, Battista e Precursore, per tua intercessione, rendi templi dello Spirito divino quanti ti servono nel tuo santuario.

Theotokìon. Trasalì di gioia il precursore nel grembo di Elisabetta: venerava il Cristo che portavi in grembo, o Piena di grazia; pregalo di salvarmi da ogni male.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo la tua nascita dalla Vergine, il profeta predicava gridando: Ho udito il tuo annunzio e ho temuto, poiché sei venuto da Teman e dal monte santo ombroso, o Cristo.

Vedendomi caduto in miseria e indigenza, il perfido tentatore gioisce della mia rovina; Signore della gloria, unico tesoro degli afflitti, liberami dalla sua malizia.

Mani e occhi, Signore, ho levato per compiere ciò che è vietato e ho offeso le tue compassioni, disprezzando la tua longanimità, Signore: volgiti e abbi compassione, o buono.

Martyrikà. Mirabile è il Signore tra i santi, il nostro Dio nell’assemblea dei suoi fedeli; essi spezzarono gli idoli ed ereditarono il paradiso un tempo chiuso per Adamo.

Con i rivi del vostro sangue, o beatissimi, respingeste il sangue impuro offerto ai demoni per la perdizione dei loro adoratori; perciò senza sosta vi diciamo beati.

Theotokìon. Il gloriosissimo coro dei profeti, iniziato nello Spirito al tuo inconcepibile mistero, Madre di Dio, in molti modi lo predisse in sacri simboli dei quali chiaramente noi vediamo il termine.

Del precursore. Sei venuto dalla Vergine.

Degnamente chinasti il capo di colui che china i cieli per conversare con gli uomini, o precursore: la tua mano mi protegga e conservi nell’umiltà il mio cuore.

L’inaccessibile deserto aveva te, beato precursore come cittadino; perciò ti grido: proteggi la mia anima, divenuta un deserto sterile d’ogni atto divino.

Avendo difeso la Legge di Dio, illegalmente sei stato eliminato; perciò ti imploro, raddrizza il mio spirito che in ogni tempo trasgredisce ed è deviato dagli inganni dei demòni.

Avendo preparato te stesso come palazzo reale per il Sovrano, ora sei stato trasferito nelle dimore divine; implora affinché sia accolto in esse anche colui che ti dedica la santissima dimora.

Theotokìon. Volgi il tuo sguardo sui miei mali, purissima, sana il mio male incurabile e liberami dalle passioni affinché magnifichi te, che innalzasti la stirpe umana.

Ode 5. Irmòs.

La tenebra della mia anima, mio Salvatore, dilegua e con la luce dei tuoi precetti illuminami, tu che sei il solo Re della pace.

Come un insensato accumulo peccati nei peccati e nell’ora della morte non potrò più pentirmi: ahimè, come oserò presentarmi a Cristo?

Come una nave naufragata, o Cristo, ho perduto il carico che mi avevi affidato e ora, disperato, a te grido: non scacciare il tuo servo.

Martyrikà. Disprezzando la gloria di quaggiù fino a calpestarla, foste degni della gloria celeste con Cristo Dio, o martiri.

Per fede sopportaste ogni tormento nella carne con spirito saldo: per amore avete conosciuto ogni dolore, santi martiri, amici di Cristo Dio.

Theotokìon. In ispirito, Madre di Dio, Daniele ti contemplò come monte elevato, da cui si staccò una pietra per distruggere le statue degli idoli.

Del precursore.

Illuminazione di chi è nelle tenebre.

Precursore del Signore, che nelle onde del Giordano battezzasti Cristo, fonte d’immortalità, pregalo di inaridire i flutti delle mie passioni, concedendomi torrenti di gioia con i suoi eletti.

Piango, pieno di timore, sconvolto dall’affanno al pensiero delle mie azioni e del tremendo giudizio: Tu che sei buono, o Dio, convertimi per le preghiere del tuo santo precursore.

Stabilendo per le genti la salvezza e il canone della penitenza per i peccati, o precursore, ti trovavi a metà strada tra la grazia e la Legge; rischiaraci dunque con la penitenza, ti preghiamo.

Concedi tempo per la penitenza a me, che l’ho sciupato tutto; per questo ti supplica, o benefattore il grande Giovanni precursore, predicatore universale della penitenza.

Theotokìon. Dagli inganni e trappole del tentatore sono stato ucciso, Vergine purissima: vivificami, o Madre di Dio, che concepisti l’enipostatica vita di tutti, affinché piamente t’inneggi, o purissima.

Ode 6. Irmòs.

Nell’abisso dei peccati sprofondo sempre e nel mare della vita annego, ma come Giona dal mostro, libera anche me dalle passioni e salvami, Salvatore.

Come un tempo la cananea a te grido, Signore: salvami, abbi pietà, Figlio di Dio, perché la mia anima soffre orribilmente e non vuol riconoscere il suo male.

Precipito nell’onda immensa delle passioni, ma tu che un tempo, ordinasti ai flutti di calmarsi e salvasti i tuoi discepoli tendimi la mano, Cristo e salvami.

Martyrikà. I cori degli angeli incorporei stupirono nel vedere la vostra fermezza nei tormenti; essi nei cieli inneggiano a colui che vi rafforzava, o martiri, per poi ricompensare le vostre fatiche.

Bagnati nel vostro stesso sangue, con gli occhi cavati dai carnefici, esposti al gelo, raggiungeste infine Cristo e ora lo glorificate nel calore della vita, o martiri.

Theotokìon. Come una mensa porti il mistico pane e colui che ne mangia non avrà più fame; o Vergine lodatissima, realmente ti riconosciamo come la genitrice, che nutrì il Dio di tutti.

Del precursore. Avvolto dall’abisso.

Voce del Verbo, che tu annunziasti, esaudendo le nostre voci, chiedigli di perdonare i peccati di chi ti canta con fede.

Guarisci il mio cuore contrito e umiliato, allevia il fardello dei miei peccati, procurami la salvezza che ormai dispero di ottenere, per le tue preghiere, beatissimo precursore.

Supplica colui che battezzasti con la tua mano, glorioso profeta, di salvarmi dalle unghie del peccato, poiché senza sosta levo le mie mani in preghiera.

Theotokìon. Schiavo del sonno dell’ozio, giaccio oppresso dal torpore del peccato: per la tua instancabile mediazione, svegliami e salvami, o santissima.

Ode 7. Irmòs.

Imitando i cherubini, i fanciulli nella fornace danzavano gridando: Benedetto sei tu, o Dio, poiché con verità e giudizio ha condotto tutte queste cose per i nostri peccati, o celebratissimo e glorificatissimo per tutti i secoli.

Disprezzando le tue leggi, ho seguito le mie volontà e commesso l’iniquità: follemente ho coltivato le vanità più d’ogni altro mortale; Cristo Salvatore, tu che sei buono, non permettere che mi perda del tutto.

Nel peccato mi concepì mia madre; gemo come un tempo Davide e piango come la prostituta; come il servo infedele ho te, che sei l’unico Dio buono; o Salvatore, per la tua filantropia, non permettere che mi perda del tutto.

Martyrikà. Folle di atleti lottatori sono stati incoronati come martiri dalla tua destra perché in verità amarono Dio, che tutto fece con un verbo e ora nei cieli esultando godono dell’eredità divina.

Con gli occhi strappati, mani e piedi tagliati, rettamente gli illustri marciavano verso il cielo, disprezzando le vie dell’unico nemico; per le loro preghiere salva tutti quelli che ti glorificano, o Verbo.

Theotokìon. Cherubini, serafini, troni, potenze e dominazioni senza fine cantano e glorificano il tuo ineffabile concepimento, Vergine lodatissima Maria, poiché tu sola generasti nella carne Dio; pregalo di salvare quanti con affetto ti onorano.

Del precursore. L’ordine empio.

Sradicando i nodosi arbusti delle passioni del mio cuore con la scure della penitenza, fa’ crescere in me, o precursore, l’impassibilità e il purissimo timor di Dio, liberandomi da ogni male.

Battezzasti nelle onde del Giordano il Signore, che dimora negli eccelsi: pregalo di concedere ai miei occhi lacrime di compunzione divina, o glorioso precursore.

Predicavi l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo: chiedigli, o precursore, di risparmiarmi la sorte dei capri e di annoverarmi fra le pecore alla destra di Cristo, o glorioso.

Theotokìon. Un grembo sterile ti ha portato, o Vergine e tu stessa hai partorito il Verbo incarnato, che il precursore, frutto di grembo sterile, riconobbe con gioia e divina esultanza adorandolo.

Ode 8. Irmòs.

Il prodigio della Vergine, prefigurato un tempo a Mosé nel roveto sul monte Sinai, inneggiate, benedite ed esaltate per tutti i secoli.

Per divinizzarci ti sei incarnato per compassione: pur consapevole di ciò, mi sono dato schiavo ai piaceri, ma tu che sei buono e a tutti offri la salvezza, riconducimi a te, o Cristo.

Verbo e buon Pastore, cerca la mia misera anima, smarrita come la pecora sul monte della trasgressione: riconducila e salvami perché non mi divori per sempre il nemico.

Martyrikà. Stringiamoci virilmente l’uno all’altro, esortandoci a vicenda con i valorosi martiri, che subirono spaventosi supplizi, affinchè Cristo conceda anche a noi la corona di vittoria per tutti i secoli.

Durante i supplizi con forza prodigiosa annientaste il serpente mostruoso che intendeva divorarvi ed ereditaste manifestamente le delizie del paradiso.

Theotokìon. Per farci a lui simili, Dio in persona s’incarnò nel tuo grembo immacolato per farsi mortale: Vergine santa, pregalo per quanti ti venerano come Madre di Dio.

Del precursore.

La fornace un tempo.

Stendesti la mano per immergere nelle acque il Signore immacolato, o precursore: stendi ora la mano per rialzami da terra, lavami corpo e anima, purificami con la penitenza e salvami.

Anima mia, ecco il tempo della penitenza, rigetta il torpore dell’accidia, svegliati con zelo gridando al Sovrano: Dio compassionevole, abbi pietà di me, per le preghiere del tuo Battista e precursore.

I fiumi delle passioni, le onde del maligno mi hanno sommerso fino all’anima, beatissimo profeta; ti prego, soccorrimi, tu che battezzasti nelle onde del Giordano l’oceano della compassione.

Molto ho peccato, provocando all’eccesso l’ira divina; Battista del Signore, soccorrimi, ottienimi la remissione dei peccati e la cancellazione dei miei delitti, per la tua santa mediazione.

Theotokìon. Generasti nella carne l’eccelso Dio: rialzami dal fango delle passioni, rendimi ricco di virtù divine, traendomi dalla miseria e dall’afflizione, affinché, da te salvato, ti inneggi, o santissima.

Ode 9. Irmòs.

Chi mai tra i figli della terra udì tanto? O chi mai vide che una vergine si trovasse incinta e senza dolori partorisse il bimbo? Tale è il tuo prodigio e noi, o pura genitrice di Dio, Maria, ti magnifichiamo.

Com’è terribile il tuo tribunale davanti al quale attendo di essere giudicato: eppure non ne sento il terrore appieno perché trascorro nella negligenza tutto il tempo. Convertimi, o solo Creatore, tu che hai convertito Manasse dal suo peccato.

Arresta, o Cristo, i flutti dei miei enormi peccati, a te grido: dammi piogge di lacrime che lavino la sozzura che viene dalla mia stoltezza e salvami, tu che per la tua misericordia salvasti la prostituta, che con tutta l’anima mostrava il suo pentimento.

Martyrikà. La luminosa memoria dei divini atleti, sorta per noi tutti come sole, illumina i confini della terra e fuga col divino Spirito le tenebre del furore idolatra e l’oscurità delle passioni che corrompono l’anima.

La sacra falange, l’esercito trionfante, il drappello scelto, la folla dei martiri santi, il coro beato si è unito ai cori degli incorporei. Per la loro intercessione, o Cristo, rendici tutti partecipi del tuo regno.

Theotokìon. Con i luminosi chiarori di colui che per noi dal tuo grembo è sorto e ha dileguato la notte dell’ateismo, illumina, o Vergine Madre Maria, tutti quelli che con fede ti onorano e riscattali nell’ora del giudizio dalla tenebra sinistra.

Del precursore. Il Figlio dell’eterno Genitore

O Signore, solo senza peccato e misericordiosissimo, liberami dal fango del peccato per le preghiere del battista, che ti proclamò a tutto il mondo agnello di Dio che toglie i peccati degli uomini

Come rosa profumata, come fragrante cipresso, come giglio che mai appassisce, come prezioso unguento profumato tu sei per me, profeta del Signore: e così per le tue preghiere sarò liberato dal fetore delle mie opere, io che corro a rifugiarmi sotto la tua protezione.

Rendimi sterile, o beatissimo, nelle opere infruttuose, fa’ che sempre presenti quella bella prole di virtù che mi rende figlio del Signore, partecipe del regno divino, consorte dell’assemblea dei santi.

A noi che ti amiamo, che con affetto ti veneriamo e intorno al tuo tempio divino danziamo, dona dal cielo, o precursore del Signore, liberazione dalle difficoltà, correzione della condotta e riscatto dalle colpe.

Theotokìon. Colui che col suo cenno regge l’universo, tu lo adoravi portato in grembo dalla Madre di Dio: con lei imploralo, o profeta, per la salvezza della mia povera anima, che cade ogni giorno in tante colpe.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Tutti io supero nel peccato: ma di chi mi farò discepolo per apprendere la penitenza? Se gemessi come il pubblicano mi pare che infastidirei i cieli; se piangessi come la prostituta, contaminerei con le mie lacrime la terra. Ma tu donami la remissione dei peccati e abbi pietà di me, o Dio.

Non considerare le mie iniquità, o Signore, partorito dalla Vergine: purifica il mio cuore, rendilo tempio del tuo santo Spirito; non scacciarmi con disprezzo dal tuo volto, perché la tua misericordia non ha confine.

Martyrikòn. Ricevuta la croce di Cristo come invincibile arma, i santi martiri annientarono tutta la forza del diavolo e, ottenuta la celeste corona, divennero per noi baluardo e per noi sempre intercedono.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve Maria, Madre di Dio, tempio indistruttibile, o meglio tempio santo, come acclama il profeta: Santo è il tuo tempio, mirabile nella giustizia.

Alla Liturgia

Le Beatitudini (Makarismì)

La voce del ladrone a te rivolgiamo e ti gridiamo: Ricordati di noi, Signore, nel tuo regno.

Ho superato il ladrone e la prostituta per le passioni, abbi compassione, salvatore, di me, che mio autocondanno.

Abbassasti l’abisso di compassione nell’acqua, o precursore: per le tue preghiere seda le mie passioni.

Martyrikòn. Voi che annegaste le parole dell’errore nelle onde di Cristo, siete statti degnamente glorificati, o atleti.

Gloria.

L’intelletto umano, per quanto eloquente, come sta scritto non può inneggiare un unico principio divino trisipostàtico.

E ora. Theotokìon.

Concepisti senza bruciarti il Dio preeterno e tutti noi senza sosta ti inneggiamo con inni di lode.

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Modo II – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 2

LUNEDI SERA AL VESPRO

Al Signore, a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Cristo, unico senza peccato, unico paziente, unica fonte di bontà, vedi la mia angustia, vedi la mia tribolazione e cancella tutte le cicatrici delle mie ferite; salva nella tua misericordia il tuo servo, affinchè, scacciate lontano le nubi dello scoraggiamento, io glorifichi te, il mio Salvatore più che buono.

Guarda, misera anima mia, guarda quanto sono scellerate le tue azioni; guarda la tua nudità e, ahimè, la tua derelizione: poiché stai per essere separata da Dio e dagli angeli e gettata nel tormento senza fine. Torna alla sobrietà, destati, affréttati, grida: Ho peccato, Salvatore, dammi il perdono e salvami.

Profanando il corpo gravemente, ho macchiato anima e cuore e con pensieri sporchi tutti i miei sensi ho ferito; ho insozzato gli occhi e le orecchie ho infettato la lingua con discorsi vani e ora sono tutto impuro, perciò a te grido prostrandomi: Cristo Sovrano, contro di te ho peccato, perdonami e salvami.

Altri stichirà del precursore, uguali.

Affréttati, strappami alle tentazioni, te ne imploro, o glorioso profeta del Signore; senza motivo si sono mossi contro di me quanti mi combattono, gli amari demòni che cercano di rapire l’anima del tuo servo come miserevole passero: non mi abbandonare fino alla fine, sappiano piuttosto costoro, o beatissimo, che tu sei il mio rifugio.

O santissimo frutto della sterile, dolce fiore del deserto, dolce rondine primaverile, usignolo dalla bella voce, colomba dorata, la mia povera anima sempre insterilita rendi fruttuosa di buone azioni, affinché germogliando al centuplo la spiga, divina, offra a te, beato, la lode divina.

Scampami dal fuoco eterno e dal buio profondo e dalla necessità e da ogni tribolazione e male, da ogni affanno, ti supplico, beato precursore e, anche se per le colpe condanno me stesso, per le tue preghiere rendimi partecipe dei salvati, là dove sono i cori dei santi e la gioia indicibile.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Pena e malessere mi hanno colto e ogni sorta di passioni, mettendo in pericolo la mia povera anima; o vergine senza nozze, Madre di Cristo nostro Dio, mostrati mio nocchiero nel mare della vita e calma la tempesta agitata e guida al porto sereno della penitenza e della pace colui che accorre alla tua divina protezione.

Apòstica catanittici, prosòmia.

Contro di te, Salvatore, come il figlio dissoluto ho peccato: accoglimi nel mio pentimento, o Padre e abbi pietà di me, o Dio.

A te grido, Cristo Salvatore, con le parole del pubblicano: Sii propizio anche a me, come a lui e abbi pietà di me, o Dio.

Martyrikòn. Quando i santi martiri pregano per noi e inneggiano a Cristo, ogni errore scompare e la stirpe umana viene custodita nella fede.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre della vita: custodiscimi sotto la tua protezione.

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Modo I – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 1

Lunedi Sera Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà catanittici.

Tono 1. Esultanza delle schiere.

Sommerso dall’oceano dei peccati, tutto chiuso nell’abisso delle colpe, a te grido, Sovrano: tu che sei buono, liberami dalle tremende e multiformi prove della vita e dal fuoco inestinguibile.

Caduto nell’abisso della disperazione e pieno di avversi pensieri malvagi, in te, Verbo di Dio, ho riposto le mie speranze, io, l’infelice: liberami dall’assalto dei nemici visibili e invisibili.

Hai avuto pietà dell’opera delle tue mani, Dio creatore, ti sei fatto povero in modo incomprensibile per amor nostro, Verbo di Dio, unico buono; tu che hai preso su di te i peccati del mondo, solleva anche il mio fardello alleviando il giogo che mi affligge.

Stichirà prosòmia del Precursore. Tono 1.

Mirabile profeta, Battista e Precursore di Cristo, fa’ che il mio cuore inaridito dalle cattive azioni, versi in perpetuo fiumi di lacrime; imploro la tua intercessione affinché da te salvato, io, oppresso dai dolori, magnifichi colui che ti ha magnificato.

Beato profeta, a te innalzo l’anima mia e ogni mia attesa: supplica, ti prego, colui che battezzasti, Gesù Cristo, che si addossò i peccati del mondo, di purificare il mio cuore e salvarmi.

Benedetto dalla grazia di Cristo, predicasti a tutti la penitenza: fa’ che la mia povera anima perseveri nella penitenza, o divino Precursore e compia sempre la volontà del Signore, sì che con fede e affetto ti glorifichi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sola Vergine senza macchia divenisti la dimora dello splendore, che riflette l’eterno Padre, perciò a te grido: sulla mia anima oscurata dalle passioni, fa’ splendere la luce delle virtù affinché, nel giorno del giudizio, ottenga un posto nel tuo paradiso di luce.

Prokìmenon. Tono 4.

Il Signore mi ascolta quando grido a lui.

Stico. Quando t’invoco ascoltami, Dio della mia giustizia, nell’angustia mi hai fatto largo.

Apòstica. Tono 1.

Vasto è l’oceano delle mie colpe, Salvatore e sono paurosamente immerso nei miei peccati: dammi la mano come a Pietro e salvami, o Dio e abbi pietà di me.

Stico. A te ho levato i miei occhi.

Poiché per cattivi pensieri e opere sono condannato, Salvatore, donami un pensiero di conversione, o Dio, sicché gridi: Salvami, benefattore buono, anche di me abbi pietà.

Stico. Misericordia di noi, Signore.

Martirikòn. La vostra confessione nello stadio, o santi, confuse la forza dei demòni e liberò dall’errore gli uomini; perciò anche decapitati gridavate: gradisci, Signore, il sacrificio delle nostre vite, perché amando te, amico degli uomini, disprezzammo questa vita fugace.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che accogli le preghiere dei peccatori e non disprezzi il gemito degli afflitti, prega per la nostra salvezza colui che uscì dal tuo grembo puro, Vergine santissima.

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Modo I – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 1

Martedì Al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata catanittici.

Concepito nelle iniquità, io, il dissoluto, non oso fissare le altezze del cielo, ma rinfrancato dal tuo amore per gli uomini grido: siimi propizio, o Dio e salvami.

Se il giusto a stento si salva, dove mi presenterò io, il peccatore? Non ho portato il peso e il calore della giornata: annoverami tra quelli dell’undecima ora, o Dio e salvami.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Avendo la Theotòkos Maria come muro invalicabile, venite, fedeli, gettiamoci ai piedi suoi: poiché con colui che da lei è stato partorito ha familiarità per intercedere e salvare da ira e morte le nostre anime.

Dopo la seconda sticologia, altri kathìsmata.

Affrettati ad aprirmi le tue braccia paterne: da dissoluto ho sperperato tutti i miei beni, volgendo le spalle all’inesauribile ricchezza delle tue compassioni, Salvatore: non disprezzare, ora, un cuore impoverito. Compunto, a te grido, Signore: contro te ho peccato, salvami.

Tremendo è il tuo tribunale, giusto il tuo giudizio, malvagie le mie opere, ma tu, Misericordioso, previenimi con la tua salvezza e dal castigo riscattami. Toglimi, Sovrano, dalla parte dei capri e fammi degno di stare alla tua destra, giudice giustissimo.

Gloria. E ora Theotokìon.

Deponi, o anima, il sonno della noncuranza, accendi la fulgida lampada del pentimento ed esci quindi gioiosa dalle agitazioni della vita incontro allo Sposo immortale dicendo: Accoglimi, o Verbo, non mi respingere, per le suppliche di colei che ti ha partorito.

Dopo la terza sticologia, altri kathìsmata.

O Giovanni, che un tempo nei flutti del Giordano battezzasti la purificazione di tutto il mondo, traimi dall’abisso delle mie molte colpe e lavami da macchie d’ogni sorta, supplicando sempre l’amico degli uomini, come intercessore accetto.

Martyrikòn. Quali buoni soldati, concordi nella fede, senza temere le minacce dei tiranni, o santi, prontamente siete andati a Cristo portando la croce preziosa e, compiuta la corsa, dal cielo riceveste vittoria. Gloria a colui che vi ha rafforzato, gloria a colui che vi ha incoronato, gloria a colui che, per voi, guarisce tutti.

Gloria. E ora. Theotokìon

Sussultando Giovanni nel seno materno, riconobbe per divina grazia, o pura, Dio portato nel tuo grembo e lo adorò con fede. Ti prego, dunque, Vergine, implora, col Precursore, il Verbo cui donasti un corpo, affinchè il tuo servo sia salvato.

Canone catanittico. Acròstico senza i Theotokìa: Accetta, o Cristo, le mie parole. Giuseppe.

Ode 1. Tono 1. Irmòs.

Cantiamo tutti un inno di vittoria per i prodigi del nostro Dio che col suo braccio potente salvò Israele, poiché si è glorificato.

Schiavo delle passioni e del peccato Signore a te mi prostro per esserne liberato e glorificare senza sosta la tua benevolenza.

La spada del peccato mi ha ferito, il nemico esulta vedendo prossimo alla fine; o risorto dai morti, vivificami e salvami.

Martyrikà. Gloria eccelsa ai vittoriosi martiri, le cui membra glorificarono Cristo incarnato, che con la sua passione trionfò della corruzione.

Quali campioni della Chiesa i martiri, intrepidi, resistettero agli assalti del nemico: per le loro preghiere vivificaci, o Dio.

Theotokìon. Trono di fuoco, talamo nuziale, palazzo splendido per il Re, divenuto a noi simile senza mescolanza, né mutamento, tu porti il Creatore.

Un altro canone, in onore del Precursore. Acròstico: Esaudisci, o beato, la voce che ti invoca. Giuseppe.

Ode 1. Stesso Irmòs.

Divenisti voce del Verbo, o beato, per questo, o Precursore, accogli le voci che a te leviamo a te, liberandoci dai mali per la tue sante preghiere.

Sorgendo come aurora, come sole, illumini i confini e ottenebri i malvagissimi spiriti: scaccia dunque le tenebre dalla mia anima.

Ai morti predicasti la nostra vita sopraggiunta, o precursore: uccidi, dunque, le passioni mortifere, mostrandomi partecipe del divino chiarore, o beato.

Theotokìon. Tu che sola generasti nel tempo il Figlio di Dio divenuto carne, Sovrana santissima, sana la mia anima da troppo tempo sofferente.

Ode 3. Irmòs.

La pietra rigettata dai costruttori è divenuta pietra angolare; su questa pietra Cristo stabilì la sua Chiesa, radunandola da tutte le nazioni.

Considera la mia debolezza, o Cristo, tu che incarnandoti l’hai assunta; guarda la sventura della mia anima, sii attento alla mia voce e cambia la mia sporcizia nella tua bellezza, Dio Salvatore.

Salva me dissoluto, Gesù, poiché io solo trasgredii i tuoi divini precetti, commettendo l’iniquità, follemente schiavo dei miei pensieri, allontanandomi da te.

Martyrikà. O santi, le schiere degli incorporei davvero ammirarono il vostro valore, quando lottando nello stadio strenuamente e soccombendo fisicamente, sbaragliaste con forza divina tutti i nemici incorporei.

Ornati del vostro sangue, atleti vittoriosi, stillando la rugiada vermiglia, lietamente compariste davanti al Re, Signore immortale che vi assegnò la corona di vittoria.

Theotokìon. Senza conoscere uomo generasti colui che l’eterno Padre generò prima dei secoli e nutristi colui che nutre l’universo, strana meraviglia, nuovo mistero! Piena di grazia ogni fedele ti glorifica.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Santo germoglio di grembo sterile, Precursore, visibilmente producesti molto frutto con le tue molte fatiche; dal mio cuore sterile e infecondo fa uscire ricca messe perché sempre ti glorifichi.

Conforta col pane celeste, o beato, il mio povero cuore afflitto dalle tribolazioni della vita; donami lo zelo per compiere la volontà del Dio misericordioso perché sempre ti glorifichi.

Annunziasti l’Agnello di Dio, che prese su di sé il peccato del mondo, o profeta: alleggeriscimi del fardello che i miei peccati fanno gravare su me, donandomi la compunzione per purificarmi dalle mie passioni.

Theotokìon. Il Verbo uscito da te, Theotòkos, incarnandosi ha assunto tutta la mia umanità; supplica, dunque, perché mi salvi nelle tentazioni e mi risparmi dal fuoco eterno.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo spiritualmente, o profeta Avvacùm, l’incarnazione del Verbo onnipotente, dicesti: Quando s’avvicineranno gli anni sarai conosciuto; al tempo fissato ti rivelerai, gloria alla tua potenza, Signore!

Ho dilapidato nella dissolutezza il tesoro da te donatomi ed eccomi nudo, coperto d’azioni infami: rivèstimi del tuo splendore, concedendo la grazia al mio cuore.

Disperato, travolto dai mali, giaccio profondamente malato: o Cristo, risurrezione di tutti, rialzami, rinsalda il mio cuore sulla roccia della salvezza.

Martyrikà. Imitando la passione di Cristo, i martiri, flagellati, unanimi gioivano; coi rivi del loro sangue deviarono i fiumi del politeismo, divenendo fonti di guarigioni.

I divini atleti attraversarono incolumi la rabbia delle onde, salvati dal timone della speranza della salvezza, giungendo alle porte celesti splendidi di gioia e letizia.

Theotokìon. In cielo stupirono gli angeli vedendo l’invisibile manifestarsi visibilmente a noi simile, Vergine Madre, nel corpo da te ricevuto; supplicalo di rendere degni di te tutti i fedeli che ti glorificano.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Battista del Signore, che ti preparò la veste di salvezza nella nudità del tuo corpo, spoglio di buone opere, ti prego, ricoprimi di giustizia e gioia.

Nelle onde del Giordano hai battezzato la vivificante fonte della gioia: sulla mia anima inaridita dalla siccità dei piaceri, fa’ scendere l’acqua della salvezza perché sia degno di glorificarti, o Precursore.

Non un angelo, né un ambasciatore, ma il Signore ci salvò e tu raddrizzasti le sue vie, quando venne sulla terra; pregalo, o beato, di mostrarmi la via che conduce al suo regno.

Theotokìon. Sei il tempio santificato del Dio in te ospitato ineffabilmente, Madre Vergine; pregalo dunque di lavarci dalla sozzura del peccato perché diveniamo dimora dello Spirito.

Ode 5. Irmòs.

Figlio di Dio, dona la tua pace a noi, che non conosciamo altro Dio che te ed è col nome che siamo chiamati, tu sei il Dio dei vivi e dei morti.

Innumerevoli sono le mie colpe e i miei peccati: Sovrano clemente, abbi pietà di me; concedi grazia a me condannato, non allontanarmi dal tuo volto.

Giustificasti, il pubblicano che sospirava; il mio peccato sta sempre davanti a me e ti grido: fammi grazia, Signore compassionevole.

Martyrikà. I tuoi martiri, Signore, apparvero come astri non erranti: scacciarono la notte dell’errore e i loro miracoli rischiararono il mondo.

I tuoi martiri, Sovrano, quali pietre preziose, sopportarono d’essere levigati dai tormenti, distruggendo le fondamenta dell’errore.

Theotokìon. In due nature e volontà concepisti l’Uno della Trinità Santa, unica ipòstasi, Vergine senza macchia; pregalo di salvare le nostre anime.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Come un tempo Elia, Precursore, abitasti nel deserto: sul mio cuore inaridito dal peccato fa’ fiorire la grazia e l’amore di Dio.

Colonna inamovibile e saldo soccorso dei fedeli, sublime Precursore di Cristo, non permettere che il mio cuore vacillante per le macchinazioni del nemico sia traviato.

Dalla tua bocca, lieto araldo, i morti appresero che sulla terra brillava lo splendore della luce che rischiara le tenebre; al mio cuore sporco invia la tua luce.

Theotokìon. Vergine Regina, unica senza macchia, il Re Davide ti preannunciò; ti prego: rendimi partecipe del regno dei cieli per poterti magnificare.

Ode 6. Irmòs.

Imitando Giona, Sovrano, a te grido: Strappa dalla fossa la mia vita; Salvatore del mondo; salvami perché ti canti: Gloria a te.

La mia povera anima è sopraffatta come se avessi le ossa spezzate e gemo sotto il peso: Cristo, soccorrimi.

Naufragando nel mare dei mali scatenati dalle passioni, a te grido, Onnipotente: tendimi la mano, Cristo, salvami.

Martyrikà. L’innumerevole schiera dei martiri respinse lo sciame dei nemici invisibili per rallegrarsi nel cielo con miriadi di spiriti incorporei.

Avendo disseccato l’abisso dell’empietà, santi Atleti, conquistaste il fiore della benedizione nell’Eden: prosciugate le onde dei miei peccati.

Theotokìon. Vergine Maria, tu ci apparisti come dimora della santità: santifica il mio cuore macchiato dai piaceri, perché erediti la gloria di Dio.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Tu che annunziavi sulla terra la penitenza, indicami vie di penitenza guidandomi alla luce e scampami dal baratro dell’errore, o Battista.

Tu che facesti discendere nei flutti il Cristo, abisso di bontà, prosciuga in me, o Precursore, l’abisso delle passioni, apri la fontana delle mie lacrime.

Precursore di Cristo, liberami dalle infermità spirituali, dalle passioni carnali, dai mali della vita, dalle tentazioni e da ogni afflizione.

Theotokìon. Senza sosta ti supplico, tutta pura Madre di Dio: non disprezzare il tuo servo, concedimi la grazia e preservami da ogni male.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i fanciulli non furono toccati dal fuoco; tutti e tre, unanimi, ti benedicevano, Signore, cantando: Dio dei nostri padri, sei benedetto.

La pazienza serbò Giobbe stabile, sotto i colpi della sorte: come una torre, un bastione: anima mia, a sua imitazione, non piegarti nella prova.

Assecondando il piacere fisico, la mia ragione è stata confinata nell’animalità, mentre la cortigiana fu salvata dal tuo verbo; salvami dunque, Verbo di Dio, perché ringrazi la tua benevolenza.

Martyrikà. Redenti dal sangue di Cristo, che nella sua carne patì per noi, sapienti martiri per lui versaste tutto il vostro sangue e nel cielo regnate con lui.

Nello stadio edificaste voi stessi come palazzo in cui riposa Cristo, unico Re e Signore, colui che vi guidò alle dimore celesti, o sapienti.

Theotokìon. Tra tutte le generazioni te sola Cristo scelse per esser sua pura dimora e da te nascendo, Vergine, come sole rischiarò il mondo.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Glorioso Battista, mediatore tra l’antico e il nuovo, sii anche mediatore per me, tutto invecchiato nel peccato, supplicando Gesù, rinnovatore del mondo.

Precursore di Cristo, fosti l’iniziatore della penitenza, di cui sulla terra, instaurasti il canone; che la tua preghiera ci ottenga, Giovanni Battista, la forza di attuarla per la redenzione dei nostri peccati.

Seguisti la via stretta in continua astinenza e divenisti tutto luminoso, dilatato per la contemplazione: concedi anche a noi, o Dio di gioirne.

Trinitario. Glorifichiamo, fedeli, la Trinità consustanziale, Padre, Figlio, Spirito divino, uguali in potestà e signoria e vita regale vivificante.

Theotokìon. Intercedi presso Dio, pura Vergine, perché dimentichi le nostre offese e peccati e si degni di liberarci dal fuoco eterno.

Ode 8. Irmòs.

Il Signore e Creatore, che gli angeli in cielo servono con timore e tremore, sacerdoti, inneggiate, fanciulli glorificate, popolo, benedite ed esaltate per tutti i secoli.

Con un subdolo consiglio mi spogliò d’ogni virtù il serpente maligno: o mio Salvatore, tu che spogliasti la sua malizia, fammi risplendere ora in vesti di virtù.

Giusto Giudice, quando verrai a giudicare tutti i mortali, anche se in quell’ora tremenda risulterò colpevole, non mandarmi nella geenna di fuoco, ma concedimi la grazia e salvami.

Martyrikà. Beati atleti del Signore, la prova, la spada, il fuoco, il pericolo non poterono separarvi dall’amore di Cristo, che nella sua bontà ci amò per primo.

Generosi atleti del Signore, combattendo nei vostri corpi i nemici corporali, li scaraventaste a terra e in cielo con gli angeli ora esultate, guarendo anime e corpi.

Theotokìon. Come giglio nella valle di questa vita fosti trovata dal celeste Giardiniere, che volle farti sua dimora, Madre di Dio, affinchè respirassimo il profumo della tua verginità.

Del Precursore. Irmòs.

Colui che salvò i fanciulli nella fornace, trasformando in fresca rugiada l’ardente fiamma che li minacciava, Cristo, nostro Dio, inneggiate ed esaltatelo per tutti i secoli.

Solo io ho superato tutti i mortali, divenendo l’unico trasgressore delle tue leggi, Signore, ma per le preghiere del Precursore, donami la salvezza.

Apparso angelo per i costumi, Battista Giovanni, predicavi al mondo l’Angelo del Gran Consiglio: perciò t’inneggiamo per tutti i secoli.

Ingiustamente fosti decapitato, o beato, che sommergesti la testa di Cristo nel Giordano; per le tue preghiere rafforzaci tutti per calpestare la testa davvero funesta del seduttore.

Mostraci la via del paradiso celeste, o beato, affinchè camminando su di essa, diventiamo partecipi, per le tue preghiere, al convito dell’Agnello.

Theotokìon: Scampami dal peccato, dalla geenna di fuoco, dalle tenebre del castigo, dal digrignamento di denti, dal verme che rode per sempre, o sola protettrice della stirpe umana.

Ode 9. Irmòs.

Magnifichiamo tutti come pura Madre del nostro Dio la nube luminosa in cui il Re dell’universo dal cielo discese come pioggia sul vello e s’incarnò per noi facendosi uomo, lui che è senza principio.

Ecco il tempo della penitenza e delle azioni pure; ecco il giorno della luce: datti da fare, fuggi la tenebra delle passioni, scaccia, anima mia, il sonno della tua pessima negligenza per partecipare al divino splendore.

Gemo come il pubblicano, piango come la prostituta, grido come il ladrone: ricordati di me, misericordioso; e come il figlio dissoluto esclamo: ho peccato e come la cananea mi getto i ai tuoi piedi; non mi disprezzare, Cristo misericordioso.

Martyrikà. Vi mostraste davvero medici dei mali fisici e delle pene dell’anima avendo consegnato, costanti, il vostro corpo a tormenti e morte violenta, lodatissimi atleti del Signore; perciò sempre vi si proclama beati.

Risplendendo più dei raggi del sole, la costanza dei sapienti vittoriosi di Cristo ha palesemente annientato, per grazia, il principe della tenebra, dissolvendo la notte dell’ateismo e illuminando i cuori dei fedeli.

Theotokìon. Coi luminosi splendori del Verbo, sorto dal tuo grembo santo, rischiarando i confini della terra, illumina, Madre di Dio Vergine, la mia anima oscurata dal buio dei piaceri, perché con fede t’inneggi.

Del Precursore. Stesso Irmòs.

Ecco la lampada risplendente per quanti sono nelle tenebre dell’esistenza, ecco la rondine della bella e chiara voce, ecco la primavera che rivela a tutti il Cristo: l’eccelso Precursore, mediatore tra antico e nuovo patto. Dalla sua intercessione siamo sempre custoditi.

Quale amico dello sposo ti metto avanti come intercessore perché sono una moltitudine i miei peccati e a te grido, Battista: Decreta per me, beatissimo, la remissione dei debiti, accendi la lampada della mia anima che la negligenza ha del tutto spento.

Con gli angeli incorporei, con gli apostoli venerabili, coi santi martiri vittoriosi, coi profeti, o profeta, supplica sempre il Dio più che buono perché possiamo giungere ai beni eterni, noi che già siamo ricchi della tua protezione buona.

Rondine leggiadra, prezioso usignolo, colomba bellissima, tortora solitaria, Battista del Signore, germoglio del deserto, rendi feconda di bene la mia anima, divenuta deserto per la sua sterilità.

Theotokìon. Quale trono di cherubini porti colui che tutto porta e nutri colui che ci nutre: imploralo senza sosta, o pura, prediletta della divina grazia, perché il tuo gregge sia sempre liberato dalla sciagura del terremoto, da conquista nemica e da ogni angustia.

Exapostilaria.

Tono 3. Tu che il cielo.

A Giovanni, precursore e battista del Salvatore, profeta tra i profeti, Figlio del deserto, prole di Elisabetta, eleviamo tutti l’acclamazione.

Theotokìon.

Prega per me il Dio filantropo, o Vergine: non rivelare al cospetto degli angeli le azioni che ho commesso, ma degnati, ti prego, di soccorrermi.

Apòstica catanittici delle lodi. Tono 1.

Un altro mondo ti attende, anima mia e il giudice che renderà noti tutti i tuoi mali segreti. Non arrestarti dunque alle cose di quaggiù, ma previeni il giudice gridandogli: siimi propizio e salvami, o Dio.

Non respingermi, mio Salvatore, prigioniero come sono della mollezza del peccato. Solleva il mio pensiero al pentimento e rendimi operaio provato nella tua vigna, concedendomi la ricompensa dell’undecima ora e la grande misericordia.

Martyrikòn. Ecco i soldati del gran Re: si opposero ai decreti dei tiranni e disprezzarono generosamente i tormenti: calpestata ogni seduzione e degnamente incoronati chiedono al Salvatore pace per il mondo e per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Tono 1.

Vergine lodatissima, con occhi profetici Mosè vide il tuo mistero nel roveto ardente che non si consumava: il fuoco della divinità infatti non consumò il tuo grembo, o pura; ti chiediamo, dunque, quale Madre del nostro Dio, di donare al mondo la pace.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Con un cibo il nemico fece uscire Adamo dal paradiso; invece Cristo con la croce vi introdusse il ladrone che esclamava: ricordati di me, Signore, quando verrai nel tuo Regno.

Ogni giorno pecco e trasgredisco i tuoi precetti: convertimi, o Dio e strappami dall’inferno affinché glorifichi la tua ineffabile compassione, o Filantropo.

Apparisti lucerna precedente, o divino precursore, la luce inaccessibile, sorta indicibilmente per noi dalla nube luminosa. Imploralo dunque di illuminare le anime di noi che ti onoriamo.

Martyrikòn. Sopportando complesse torture, illustri martiri, diveniste degni dei beni sovraccelesti negli eccelsi, perciò siete detti beati da tutti gli uomini ogni giorno.

Gloria.

Adoriamo il Padre, o fedeli, glorifichiamo il Figlio e inneggiamo tutti ugualmente al santissimo Spirito, esclamando e dicendo: Trinità santissima, salvaci.

E ora. Theotokìon.

Dopo il parto, ti conservasti sempre vergine come prima del parto, o pura, che generasti Dio nella carne: supplicalo, o casta, di liberarci dalle passioni carnali e spirituali, ti supplichiamo.

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