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Momento: Vespero

Vespro del 31 Agosto – Memoria della deposizione della preziosa cintura della santissima Madre di Dio

31 AGOSTO

Memoria della deposizione della preziosa cintura della santissima Madre di Dio.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi e 3 stichirà prosòmia, ripetendoli due volte.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

L’urna contenente la tua cintura, o Theotòkos, si fa ogni giorno conoscere ai tuoi servi come arca di santità, come sacra cinta fortificata, gloria e vanto e fonte di guarigioni: per questo oggi, in sacra assemblea, celebriamo le tante tue magnificenze e l’oceano dei tuoi prodigi.

Ci rallegriamo di avere questa festa della santa deposizione della tua cintura, o Theotòkos: perché oggi ti sei degnata di donare alla tua città una sacra muraglia, un asilo inviolabile, un dono prezioso, un’inalienabile ricchezza di guarigioni, un fiume ricolmo dei carismi dello Spirito.

Ecco il luogo gloriosissimo, ecco la casa piena di luce, nella quale fu deposta la cintura della divina fanciulla, preziosa in virtù della grazia; venite, uomini, ad attingerne visibilmente illuminazione e perdono e con cuore grato gridate: Ti benediciamo, Vergine santissima, noi salvati dal tuo parto.

Gloria. E ora. Tono 2.

La Chiesa di Dio ha cinto la tua santa cintura, o Theotòkos purissima, come fulgidissima corona e risplende oggi gioiosa e misticamente danza, o Sovrana, acclamando a te: Salve, prezioso diadema e corona della divina gloria. Salve, sola gloria e gioia eterna dell’intero popolo cristiano. Salve, porto, protezione e salvezza di quanti a te accorrono.

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Hai dato alla tua città la tua cintura, o gloriosissima, come sicurissimo vincolo che con divine energie la custodisce da ogni pericolo e la conserva inespugnabile per i nemici, mentre essa acclama: Mia forza e mio vigore e mia degna esultanza è solo il tuo Figlio e Signore, lui che è misericordioso.

Stico. Ha santificato la sua dimora l’Altissimo.

Quanti piamente regnano, o purissima, gioiosamente cinti della tua cintura come di prezioso diadema, si gloriano nelle tue magnificenze e si rendono temibili per i nemici che sempre ci combattono; celebrandoti, gridano a colui che oltre ogni comprensione da te nacque: O Gesù onnipotente, salva tutti, come misericordioso.

Stico. Gli impeti del fiume rallegrano la città di Dio.

Cingici di potenza, o Vergine, con la tua cintura, rafforzandoci contro i nemici, sottomettendo le passioni che ci tiranneggiano e ci fanno guerra e sempre elargendoci con l’impassibilità i premi della vittoria, perché puramente ti glorifichiamo e gridiamo con ardore al Figlio tuo: O Gesù onnipotente, salva tutti, come misericordioso.

Gloria. E ora. Tono 2.

Con i sensi e la mente purificati, anche noi celebriamo gioiosi con gli angeli una festa solenne, intonando il canto di Davide per la Vergine sposa di Cristo Re, nostro Dio e diciamo: Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità: tu l’hai infatti adornata come piacevole palazzo e l’hai data in eredità alla tua città, o Sovrano, per preservarla e proteggerla con la tua possente forza dai barbari avversari, grazie alle sue preghiere.

Apolytìkion. Tono pl. 4.

Theotòkos sempre vergine, protezione degli uomini, hai donato alla tua Città, come potente riparo la veste e la cintura del tuo corpo immacolato, rimaste incorrotte per il tuo parto senza seme: in te infatti natura e tempo sono rinnovati; noi dunque ti supplichiamo di donare pace alla tua città e alle nostre anime la grande misericordia.

Conclusione.

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Vespro del 30 Agosto – I santi nostri padri Alessandro, Giovanni e Paolo il Nuovo, arcivescovi di Costantinopoli

30 Agosto

I santi nostri padri Alessandro, Giovanni e Paolo il Nuovo, arcivescovi di Costantinopoli.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi e 3 stichirà prosòmia del precursore.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

O divino mediatore tra l’antico e il nuovo patto, profeta e precursore, angelo incarnato, accusatore dell’iniquità, germoglio di grembo sterile, bocca di fuoco, tu rimproverasti Erode che faceva ciò che è illecito, ma egli, non sopportando il rimprovero, ordina che ti sia recisa la testa: e questa, divina delizia della continenza, fu portata su un vassoio come una vivanda, per accusare ancor di più l’intemperante.

Spinta da iniqua madre, l’iniqua figlia chiede la tua testa celebrata, oggetto di venerazione anche per gli angeli: non ne sopportava infatti i rimproveri; portandola così sul vassoio e con i piedi danzando, volse in lutto l’allegria dei convitati; ma ora ancor più tu condanni l’odiosità della dissolutezza, o beato, supplicando Cristo di salvare le nostre anime.

Delirante per l’ubriachezza, Erode è colto di sorpresa dalle false parole di una frenetica danzatrice, e, davanti al giuramento, ordisce l’iniqua uccisione del giusto, o glorioso profeta; ma la tua morte chiaramente mostrò l’immortalità a quanti già erano morti: poiché divenisti annunciatore e primo messaggero anche per gli abitanti dell’ade, preannunziando l’avvento salvifico di Cristo nostro Dio: supplicalo di salvare e illuminare le nostre anime.

Altri 3 stichirà, dei santi.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Beatissimo Alessandro, fosti pastore della Chiesa, difensore dell’ortodossia, abbattendo l’arroganza di Ario grazie alle intense preghiere con cui supplicavi il Redentore di tutti; prega dunque perché siano donate alle nostre anime pace e grande misericordia.

Nobile Giovanni, hai mostrato odio per la corruzione della carne: con la continenza e la fede, con la veglia e la confessione sei divenuto angelo terrestre e uomo celeste. Supplica Cristo perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Davvero hai manifestamente ubbidito ai divini insegnamenti di Paolo, col quale sei salito al terzo cielo, o venerabile, alle vette della virtù e hai udito le ineffabili e divine parole dello Spirito. O beato Paolo, inconcusso fondamento degli ortodossi, supplica senza sosta il Salvatore.

Gloria. Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.

Mentre si celebrava il giorno natalizio dello spietato Erode fu adempiuto quanto disposto dal giuramento fatto alla licenziosa danzatrice: infatti la testa recisa del precursore fu portata su un piatto ai commensali, come una vivanda. O detestabile simposio, pieno di sacrilegio e di sete di sangue! Ma noi, onorando degnamente il battista, come il più grande tra i nati di donna, lo proclamiamo beato.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con il precursore e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Del precursore. Tono 4.

Erode celebrò uno scellerato giorno natalizio e un orrido simposio: affascinato da femminile impudicizia ed eccitato da empia mania per le donne, recise la testa del precursore, ma non la lingua profetica che accusava la sua stoltezza. Versava sangue innocente con l’intenzione di coprire un peccato infame, ma non coprì con ciò la voce di colui che a tutti proclamava la penitenza. Erode si rallegrava per il crimine, mentre noi festeggiamo con amore la beata immolazione di Giovanni battista, che infatti precedette la vita nell’ade annunziando a quanti sedevano nella tenebra e nell’ombra di morte l’oriente dall’alto, Cristo nostro Dio, il solo misericordiosissimo.

E ora. Theotokìon.

Custodisci da ogni sorta di pericoli i tuoi servi, o benedetta Madre di Dio, affinché ti glorifichiamo come speranza delle nostre anime.

Apolytìkion del precursore. Tono 2.

Del giusto si fa memoria tra le lodi: ma a te, o Precursore, basta la testimonianza del Signore. Fosti infatti dichiarato più venerabile dei profeti, perché sei stato reso degno di battezzare tra i flutti colui che annunciavi. Perciò, dopo aver combattuto per la verità, con gioia hai annunciato anche nell’ade Dio manifestato nella carne, colui che toglie il peccato del mondo e a noi elargisce la grande misericordia.

Gloria. Dei santi. Tono 4.

O Dio dei nostri Padri, che sempre agisci con noi secondo la tua clemenza, non distogliere da noi la tua misericordia, ma per le loro preghiere dirigi la nostra vita nella pace.

E ora. Theotokìon.

Conclusione.

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Vespro del 29 Agosto – Memoria della recisione del prezioso capo del santo glorioso profeta e Precursore Giovanni il Battista

29 Agosto

Memoria della recisione del prezioso capo del santo glorioso profeta e Precursore Giovanni il Battista.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo introduttivo, Beato l’uomo, la prima stasi del primo kàthisma del salterio (ss. 1-3).

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 4 stichirà idiòmela, ripetendo i primi 2.

Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.

Mentre si celebrava il giorno natalizio dello spietato Erode, fu adempiuto quanto disposto dal giuramento fatto alla licenziosa danzatrice: infatti la testa recisa del precursore fu portata su un piatto ai commensali, come una vivanda. O detestabile simposio, pieno di sacrilegio e sete di sangue! Ma noi, onorando degnamente il battista, come il maggiore tra i nati di donna, lo proclamiamo beato (2).

Danzò la discepola del malvagio diavolo e si prese la tua testa come mercede, o precursore. O simposio pieno di sangue! Se almeno non avessi giurato, iniquo Erode, figlio della menzogna! O se, pur avendo giurato, tu non avessi mantenuto il giuramento: avresti fatto meglio infatti a mentire per salvare una vita, piuttosto che, mantenendo la parola, recidere la testa del precursore. Ma noi, degnamente onorando il battista come il maggiore tra i nati di donna, lo proclamiamo beato (2).

Non dovevi, o Erode, punire con la morte l’accusa di adulterio per il tuo amore satanico e la tua folle passione per la donna; non dovevi lasciarti andare tanto da consegnare la preziosissima testa di costui a una donna iniqua, per il giuramento fatto a causa di una danza; come osasti compiere tale omicidio? E come non venne fulminata la dissoluta danzatrice, mentre in mezzo al banchetto portava la testa sul vassoio? Ma noi, onorando degnamente il battista come il maggiore tra i nati di donna, lo diciamo beato.

A sua volta infuria Erodiade, a sua volta si agita. O danza ingannatrice e simposio unito all’inganno! Il battista veniva decapitato ed Erode si turbava. Per l’intercessione del tuo precursore, o Signore, concedi la pace alle nostre anime.

Gloria. Tono pl. 2.

Mentre si celebrava il giorno natalizio dello spietato Erode fu adempiuto quanto disposto dal giuramento fatto alla licenziosa danzatrice: infatti la testa recisa del precursore fu portata su un piatto ai commensali, come una vivanda. O detestabile simposio, pieno di sacrilegio e sete di sangue! Ma noi, onorando degnamente il battista, come il maggiore tra i nati di donna, lo proclamiamo beato.

E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, o Vergine santissima? Chi non celebrerà il tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, intemporalmente dal Padre rifulso, egli stesso, ineffabilmente incarnato uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura, non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione; imploralo, augusta beatissima, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dalla profezia di Isaia (capp. 40,41,45,48,54).

Così dice il Signore: Consolate, consolate il mio popolo, dice Dio. Sacerdoti, parlate al cuore di Gerusalemme e consolatela, perché è finita la sua umiliazione: il suo peccato infatti è stato condonato, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per i suoi peccati. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i sentieri del nostro Dio. Ogni valle sia colmata e ogni monte e colle sia abbassato; i sentieri tortuosi diverranno diritti e quelli impervi diverranno vie piane e ogni carne vedrà la salvezza di Dio. Sali su un monte alto, tu che porti buone novelle a Sion, alza la voce con forza, tu che porti buone notizie a Gerusalemme. Alzate la voce, non temete. Io sono il Signore Dio: io, il Dio di Israele, li esaudirò e non li abbandonerò. Farò scaturire fiumi dai monti e sorgenti in mezzo alla pianura; farò del deserto stagni e della terra arida canali d’acqua. Si rallegri il cielo in alto e le nubi piovano giustizia; germogli la terra e produca misericordia e insieme faccia germogliare giustizia. Annunciate un messaggio di gioia sino ai confini della terra e parlate perché sia reso noto questo: che il Signore ha liberato il suo servo Giacobbe. E se avranno sete lungo il deserto, egli farà loro scaturire acqua dalla roccia. Rallegrati sterile che non partorisci, esplodi in acclamazioni tu che non hai avuto doglie: perché saranno più i figli dell’abbandonata di quelli di colei che ha marito.

Lettura dalla profezia di Malachia

(cap. 3, passim).

Così dice il Signore onnipotente: Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà davanti a te la tua strada. E verrà nel suo tempio il Signore che voi cercate. Chi sosterrà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Perché egli entrerà come fuoco in una fornace e come la lisciva dei lavandai. Si siederà per fondere e purificare come si fa con l’argento e l’oro. Verrà a noi per giudicare e sarà pronto testimone contro i malvagi, contro le adultere, contro quanti giurano il falso nel suo nome e contro quanti non lo temono, dice il Signore onnipotente. Poiché io sono il Signore Dio vostro e non cambio, mentre voi, figli di Giacobbe, vi siete distolti dal diritto e non l’avete osservato. Ritornate dunque a me e io ritornerò a voi, dice il Signore onnipotente. Tutte le genti vi diranno beati e saprete che io, il Signore, farò distinzione tra il giusto e l’iniquo nel giorno in cui io farò di quelli che mi amano la mia proprietà. Imparate dunque e tenete a mente la legge di Mosè, mio servo, secondo gli statuti e i decreti che io gli ho ordinato sull’Oreb per tutto Israele. Ed ecco, io vi manderò Elia il tesbita, prima che venga il giorno del Signore, grande e manifesto. Egli riporterà il cuore del padre verso il figlio e il cuore di ognuno verso il suo prossimo, affinché venendo io non colpisca la terra con lo sterminio, dice il Signore onnipotente, il Dio santo di Israele.

Lettura dalla Sapienza di Salomone

(cap. 4, passim e 5,1-7).

Il giusto, quand’anche giunga a morire, sarà nel riposo. Il giusto defunto condannerà gli empi viventi: vedranno infatti la fine del giusto, ma non comprenderanno ciò che è stato deciso per lui. Il Signore abbatterà gli empi muti, a capofitto, li scuoterà via dalle loro fondamenta, resteranno fino in fondo desolati nel dolore e la loro memoria perirà. Saranno chiamati, pieni di paura, a render conto dei loro peccati e le loro iniquità staranno davanti a loro per accusarli. Allora il giusto starà ritto con grande franchezza di fronte a quanti lo avevano afflitto e avevano disprezzato le sue fatiche. Vedendolo, essi saranno sconvolti da grande timore e saranno presi da stupore per la sua inattesa salvezza. Pentìti, parleranno tra sé e nell’angustia con gemiti diranno: Questi è colui che un tempo abbiamo deriso e che, da stolti, abbiamo fatto oggetto del nostro disprezzo. Abbiamo considerato follia la sua vita e la sua morte un disonore. Come dunque è annoverato tra i figli di Dio e la sua parte è insieme con i santi? Avevamo dunque smarrito la via della verità, non ha brillato per noi la luce della giustizia, né per noi è sorto il sole. Ci siamo saziati sul sentiero dell’iniquità e della perdizione e abbiamo camminato per vie impraticabili, senza invece conoscere la via del Signore.

Alla Litì, stichirà prosòmia.

Tono 1. Di Germano patriarca.

Come ti chiameremo, o profeta? Angelo, apostolo o martire? Angelo, dal momento che sei vissuto come un incorporeo; come apostolo insegnavi alle nazioni; come martire per Cristo fosti decapitato. Pregalo di aver misericordia delle nostre anime.

Celebriamo il ricordo della decapitazione del Precursore: la sua testa su un piatto un tempo stillava sangue diffondendo sull’universo fiumi di guarigioni.

Oggi la madre sacrilega e omicida spinge a un consiglio criminale la figlia spudorata, nata dalla sua colpevole unione, contro il maggiore dei profeti offendendo anche Dio. Quando l’odioso Erode festeggiava il suo funesto anniversario con un banchetto, sotto giuramento ella fece chiedere la meravigliosa e preziosa testa del divino predicatore; ed egli, folle, per rispettare la parola data, le diede la testa come premio per lo spettacolo della danza. Ma il profeta della venuta di Cristo, nemmeno davanti alla morte cessa di riprovare l’unione che Dio stesso disapprovava. Rimproverando gridava: Non ti è permesso questo matrimonio adulterino con la donna di tuo fratello Filippo, ti dico! Anniversario omicida, festa sanguinaria! Ma noi fedeli in questo giorno in cui il profeta e Precursore è stato decapitato, celebriamo con gioia una festa in vesti bianche, supplicandolo di renderci propizia la Trinità santa, affinchè siamo liberati dall’infamia e siano salve le nostre anime.

Gloria. Tono pl. 1.

Del Monaco Giovanni.

Erode, desideroso di fuggire al rimprovero che il suo comportamento ingiusto meritava, per debolezza diede la tua testa, o Precursore, alla donna malvagia, ma non capiva, l’infelice, che egli stesso si accusava facendola portare su di un piatto. E tu, maestro di vera purezza, guida salutare al pentimento, Battista di Cristo prega per noi affinchè siamo liberati dalle ignobili passioni.

E ora. Theotokìon.

Noi fedeli ti proclamiamo beata, Madre di Dio Vergine e degnamente ti glorifichiamo come città salda, baluardo indistruttibile, protezione e rifugio sicuro per le nostre anime.

Allo stico, stichirà idiòmela. Tono 2.

O araldo della penitenza, Giovanni battista, con la tua testa recisa hai santificato la terra: poiché hai chiarificato per i credenti la legge di Dio e hai annientato l’iniquità. Ora che stai presso il trono di Cristo, Re del cielo, supplicalo di fare misericordia alle nostre anime.

Stico. Il giusto fiorirà come palma, si moltiplicherà come cedro del Libano.

Per la legge del Signore hai avuto recisa la testa, o santissimo Giovanni: rimproverasti un re empio e trasgressore con irreprensibile franchezza, perciò ti ammirano gli eserciti degli angeli, ti glorificano i cori degli apostoli e dei martiri e anche noi onoriamo la tua memoria annuale, o gloriosissimo, glorificando la Trinità santa che ti ha incoronato, o beato precursore.

Stico. Gioirà il giusto nel Signore e spererà in lui.

Il profeta nato da profeta e divenuto maggiore dei profeti, santificato dal seno della madre per il servizio del Signore, ha avuto oggi la testa recisa da un re iniquo; e accusando chiaramente, prima e dopo la decapitazione, colei che aveva danzato in modo sconveniente, ha svergognato la falange del peccato; perciò gridiamo: Giovanni battista, con la tua franchezza, supplica con fervore per le nostre anime.

Gloria. Tono pl. 4.

O precursore del Salvatore, dei re tu rimproverasti perché non commettessero iniquità, perciò il gioco di una donna empia persuase Erode a decapitarti: per questo è da lodarsi il tuo nome dall’oriente del sole all’occidente. Nella tua franchezza, supplica dunque con fervore il Signore per la salvezza delle nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Vergine senza nozze, che ineffabilmente concepisti Dio nella carne, Madre di Dio eccelso, ricevi le invocazioni dei tuoi servi, o purissima: tu che a tutti procuri purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.

Apolytìkion. Tono 2.

Del giusto si fa memoria tra le lodi: ma a te, o Precursore, basta la testimonianza del Signore. Fosti infatti dichiarato più venerabile dei profeti, perché sei stato reso degno di battezzare tra i flutti colui che annunciavi. Perciò, dopo aver combattuto per la verità, con gioia hai annunciato anche nell’ade Dio manifestato nella carne, colui che toglie il peccato del mondo e a noi elargisce la grande misericordia.

Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, tu sei stata riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.

Segue la conclusione.

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Vespro del 28 Agosto – Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope

28 AGOSTO

Memoria del nostro santo padre Mosè l’etiope.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.

Tono pl. 4. I tuoi martiri, Signore.

Il celebre Mosè, abbandonando saggiamente il godimento mondano, ha sottomesso le passioni della carne con le più energiche fatiche ascetiche: abbattendo così il multiforme insidiatore, ha riportato la corona della vittoria. Per le sue suppliche, o Signore, a tutti dona la grande misericordia.

Avevi continenza incomparabile, veglie di intere notti in piedi, occhio vigile e un intelletto che percepiva la bellezza divina, o beato Mosè; hai così ottenuto il dono delle guarigioni per sanare i più terribili mali; perciò ti supplichiamo: Chiedi per tutti, o padre, la grande misericordia.

Protetto dalla mano divina, o padre Mosè, sei passato incolume attraverso gli astuti intrighi, le frecce e le insidie dei demòni; reso venerabile dall’impassibilità, sei stato annoverato fra tutti i santi e intercedi perché sia donata a quanti ti onorano con fede la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

I miei pensieri sono impuri, le labbra, ingannatrici, le opere, scellerate: che farò? Come andrò incontro al Giudice? Vergine Sovrana, supplica tuo Figlio, Creatore e Signore, affinché accolga nella penitenza il mio spirito, lui che solo è compassionevole.

Oppure stavrotheotokìon.

La giovenca senza macchia, vedendo il vitello volontariamente appeso al legno, gemendo nel dolore gridava: Ahimè, Figlio carissimo! Che cosa dunque ti ha reso l’ingrato popolo degli ebrei che vuole privarmi di te, o amatissimo?

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Apolytìkion. Tono 1.

Cittadino del deserto, angelo in un corpo e taumaturgo ti sei rivelato, santo padre teoforo Mosè; con digiuno, veglia e preghiera hai ricevuto carismi celesti e guarisci i malati e le anime di quanti con fede a te accorrono. Gloria a Colui che ti ha dato forza; gloria a Colui che ti ha incoronato; gloria a Colui che per mezzo tuo opera guarigioni in tutti.

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Vespro del 27 Agosto – Memoria del nostro santo padre Pimìn

27 AGOSTO

Memoria del nostro santo padre Pimìn.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.

Tono pl. 4. Come vi chiameremo, santi?

Come ti chiameremo, ora, o Pimìn? Modello dei monaci e operatore di guarigioni, fustigatore delle passioni dell’anima con i colpi della continenza, concittadino e compagno degli angeli, abitante della metropoli celeste, casa delle virtù, ordinatore del deserto; supplica per la salvezza delle nostre anime.

Come ti acclameremo, ora, o Pimìn? Colonizzatore del deserto e amante dell’esichia, moderatore delle passioni e guida di monaci, marea di insegnamenti del divino Spirito, astro insonne del discernimento, autentico taumaturgo che guarisce mali svariati; supplica per la salvezza delle nostre anime.

Sei divenuta lampada di discernimento che rischiara le anime di quanti si accostano a te con fede e mostra loro il sentiero della vita, o sapiente: perciò tra le lodi ti diciamo beato, celebrando la tua solennità santa. O Pimìn, vanto dei padri, ornamento degli asceti, supplica per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

A chi puoi essere paragonata, anima miserabile, che in nessun modo ti volgi alla conversione e non temi il fuoco, persistendo nei vizi? Riàlzati, invoca colei che sola è pronta a soccorrere e grida: O Vergine Madre, implora tuo Figlio, nostro Dio, perché io sia strappato ai lacci dello spirito maligno.

Oppure stavrotheotokìon.

L’agnella vedendo l’agnello volontariamente disteso sul legno della croce, gridava lamentandosi nel pianto come madre: Figlio mio, che è mai questo spettacolo strano? Tu che quale Signore elargisci la vita a tutti, come dunque sei messo a morte, o longanime, per donare ai mortali la risurrezione? Io glorifico, Dio mio, la tua grande condiscendenza.

Apolytìkion. Tono pl. 4.

Col flusso delle tue lacrime hai fatto fiorire il deserto arido; coi tuoi gemiti profondi hai fatto rendere al centuplo i frutti delle tue sofferenze; coi tuoi miracoli divenisti luminosa fiaccola per l’ecumene. Pimìn beato padre nostro, prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

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Vespro del 26 Agosto – Memoria dei santi martiri Adriano e Natalia

26 Agosto

Memoria dei santi martiri Adriano e Natalia.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia di san Bartolomeo.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Vedendo la lotta nobilissima, le generose battaglie dei martiri, o glorioso, spontaneamente ti sei presentato allo stadio con animo forte, trascurando la carne per il divino amore. Hai così portato a termine lotte generose, umiliando la boria dell’avversario, o valorosissimo Adriano.

Rinchiuso in prigione, battuto a nerbate, sotto il peso delle catene, o celebratissimo, tormentato dalle sbarre con molti martiri, con loro hai raggiunto i beni celesti, avendo come allenatrice, o nobilissimo Adriano, la tua consorte Natalia, a Dio diletta.

La consorte di Adamo, lo fece esiliare dal paradiso, a causa del consiglio del serpente: Natalia, invece, con tutta sapienza ha introdotto Adriano in paradiso, ammonendolo con sacri discorsi, insegnandogli a sopportare le fatiche della lotta che dovevano procurargli le celesti ricompense e l’eterna gloria.

Gloria. Tono 1. Di Efrem Karia.

Lo zelo per un uomo pio, spinse una donna amante di Dio a una luminosa esortazione; l’ottimo Adriano, infatti, tratto dalle parole di Natalia, portò a termine la corsa della lotta. O donna cara a Dio! Non fu come Eva che portò ad Adamo la corruzione, essa che invece procurò al consorte la vita eterna. Dandole lode con il marito, gridiamo a Cristo: Dacci aiuto, per intercessione dei tuoi santi.

E ora. Theotokìon. Esultanza delle schiere.

Dalla tua santa icona, o purissima, vengono liberalmente effuse guarigioni di malattie a quanti si accostano con fede. Visita dunque anche me, nelle mie infermità: abbi pietà della mia anima, o buona e cura il mio corpo.

Oppure stavrotheotokìon.

Quando colei che puramente ti partorì, vide te, l’agnello e il pastore, sulla croce, o Salvatore, gemendo, o Dio mio, esclamava: Figlio mio, dolcissima luce del mondo, ti vedo dunque appeso al legno della croce come un malfattore?

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Tinta la tua veste, o martire, con la porpora del tuo sangue, con essa regni ora con il tuo Sovrano, secondo la sua promessa, reso magnifico dagli splendori e dalle divine bellezze delle lotte. Implora Cristo di donare alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Stico. Mirabile e Dio nei suoi santi, il Dio di Israele.

Martire Adriano, hai lasciato la via delle passioni, lasciandoti guidare alla corsa salvifica, o illustre e hai preso dimora nelle sedi incorruttibili con tutti coloro che hanno ubbidito a Cristo: con loro supplica perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Stico. Per i santi che sono nella sua terra, il Signore ha reso mirabili, in loro, tutte i suoi voleri.

O prodigio nuovo, davvero grande e straordinario! Come può la sapientissima Natalia indurre il proprio consorte a subire la spada tagliente? Chi mai ha visto o udito una cosa simile? Colui che era stato per la sua vita come pupilla dell’occhio, essa bramava consegnarlo alla morte salvifica.

Gloria. Tono pl. 2.

O coppia pura ed eletta dal Signore! O ottimi coniugi beati in Dio! O due compagni amati e desiderati da Cristo! Chi non stupirebbe udendo delle loro azioni che superano le possibilità umane? Come dunque la donna è divenuta così forte contro l’aspro tiranno e ha rinvigorito il proprio coniuge perché non soccombesse alle pene, ma per la fede preferisse la morte alla vita? Oh, i discorsi della sapiente Natalia, divinamente composti! O esortazioni divine, che avrebbero aperto i cieli e avrebbero collocato il suo glorioso congiunto, Adriano, presso il trono stesso del grande Re! O santi coniugi, pregate dunque per noi, che con affetto celebriamo la vostra memoria, affinché siamo liberati dalle tentazioni e da ogni tribolazione.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con i martiri e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Il terzo giorno.

Vedendoti crocifisso, o Cristo, colei che ti ha partorito gridava: Quale mistero strano vedo, Figlio mio? Come dunque muori nella carne, pendendo dal legno, tu che dispensi la vita?

Apolytìkion.

Tono 3. La confessione della fede.

Hai considerato ricchezza inalienabile la fede salvifica, o beatissimo; abbandonata l’empietà paterna e seguendo le orme del Sovrano, sei stato arricchito di carismi divini; o glorioso Adriano, supplica Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Conclusione.

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Vespro del 25 Agosto – Traslazione delle reliquie del santo apostolo Bartolomeo e memoria del santo apostolo Tito

25 Agosto

Traslazione delle reliquie del santo apostolo Bartolomeo e memoria del santo apostolo Tito.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo le stichirà prosòmia di san Bartolomeo.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Proclamiamo realmente beato il glorioso Bartolomeo, sole luminosissimo, astro senza tramonto, cielo vivente narrante la gloria salvifica di Dio, divino araldo, luminare delle genti, fiume che riversa flutti di conoscenza e irriga i cuori di tutti.

Apparvero in mare i tuoi sentieri, o apostolo, mostrando di trascendere ogni umana comprensione: gettato infatti in mare in una cassa, dall’oriente ti dirigesti verso occidente accompagnato da incliti martiri di entrambe le parti, che ti onoravano per ordine del Sovrano di tutti, o apostolo Bartolomeo.

Santificasti l’umido elemento passandolo prodigiosamente e giungesti all’isola di Lipari, sgorgando unguenti profumati, o illustre e curando passioni incurabili e divenendo per la gente del posto salvatore, rifugio, protettore e liberatore per condurli al Re Salvatore di tutti, o apostolo Bartolomeo.

Altri 3 di san Tito. Hai dato come segno.

Predicando la Divinità una e trisipostatica, sconvolgesti il mare politeista delle genti e facesti approdare, o beato, a tranquillissimi porti quanti nuotavano nell’abisso dell’ateismo: perciò ottenesti la celeste ricompensa e supplichi il filantropo per i tuoi cantori.

Con la mente rischiarata da divini bagliori, come raggio hai accompagnato il divino Paolo, sole che illumina luoghi tenebrosi, o Tito e con lui liberasti tutta la terra dalla profondissima notte; perciò ti diciamo beato come gerarca ispirato, come apostolo divino, come fervidissimo intercessore.

Partito da Creta e ad essa tornato come indistruttibile fondamento, con quella rettissima fede in cui si era rafforzato, edificò i fedeli sull’edificio della divina potenza celeste, il beato Tito, primo trono della patria, compagno di Paolo, conforto dei fedeli.

Gloria. Di san Bartolomeo. Tono pl. 2.

Sul mare ti lanciasti, morto ormai da tempi lontani e il tuo sentiero era sulle grandi acque, o Bartolomeo illustrissimo, quando partivi dall’oriente; i giusti infatti vivono in eterno, per provvidenza di Cristo nostro Dio, tuo Maestro: supplicalo, o apostolo, di donarci la grande misericordia.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con gli apostoli e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Allo stico, stichirà dall’oktòichos.

Gloria. Tono pl. 2. Di san Tito.

Divenuto seguace di Paolo, strumento d’elezione, divino predicatore e iniziato da lui alle dottrine divine, fosti inviato alle genti per convertirle alla fede e illuminarle con lo splendore delle tue parole; perciò corresti ai confini, apostolo Tito, predicando a tutti Dio incarnato: supplicalo di salvare quanti celebrano con fede la tua memoria sempre venerabile.

E ora. Theotokìon. Il terzo giorno sei risorto.

Vergine purissima, supplica colui che partoristi d’aver pietà della mia anima infelice e di collocarla dalla parte degli eletti nell’ora del giudizio, per sua bontà somma.

Apolytìkion. Tono 3.

Santi apostoli, pregate Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Celebriamo in te colei che fu mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Madre di Dio: poiché con la carne da te assunta, il Figlio tuo e Dio nostro, accettando di patire sulla croce, ci ha redenti dalla corruzione, lui che è filantropo.

Conclusione.

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Vespro del 24 Agosto – Memoria del santo ieromartire Eutichio, discepolo di san Giovanni il teologo

24 Agosto

Memoria del santo ieromartire Eutichio, discepolo di san Giovanni il teologo.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Beato martire Eutichio, santamente divenisti discepolo del venerabile discepolo del Verbo, dell’araldo teologo e da lui subito ricevesti ogni più sacra iniziazione e apparisti luce che illumina per grazia ogni mente con la tua teologia, perciò celebriamo la tua santa memoria.

Abbattesti la cittadella dell’errore con la leva di una ferma resistenza, o felicissimo e sopportasti catene e morte illustre: perciò ottenesti immortalità e dimori tra i cori dei martiri e le schiere degli angeli, divinamente, meravigliosamente e perfettamente divinizzato dalla superna partecipazione.

Chiuso in prigione, ricevevi dal cielo il pane di vita, o celebratissimo; gettato nel fuoco, restavi illeso e subisti battiture che ti raschiarono tremendamente; con la preghiera respingesti gli assalti delle belve; la tua testa fu recisa dalla spada e dal tuo sangue fosti sollevato al cielo come da un carro divino.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Su dunque, anima mia, gemendo e facendo scaturire dal cuore fonti di lacrime, grida alla Vergine, Madre del nostro Dio: Per la moltitudine delle tue compassioni, o pura, strappami al tremendo castigo e dammi di fissar la dimora là dov’è il riposo, l’eterna gioia e il gaudio.

Oppure stavrotheotokìon.

Il sole si oscurò, Figlio, e, cupa, la luna mutò la sua luce in manto di tenebra; la terra si scuote, si squarcia il velo del tuo tempio: e come non ne avrò cuore e occhi trafitti? Come non mi graffierò le guance, o dolcissimo, vedendoti ingiustamente morire, mio Salvatore?

Apolytìkion. Tono 4.

Divenuto imitatore della vita ed erede del trono degli apostoli, divinamente ispirato, hai posto l’ascesi a fondamento della contemplazione; perciò, insegnando il verbo della verità, lottasti fino al sangue per la fede, ieromartire Eutichio; prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

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Vespro del 22 Agosto- Memoria del santo martire Agatonico (e di San Lupo)

22 Agosto

Memoria del santo martire Agatonico.

AVVERTENZA. Oggi si celebra anche l’ufficio del santo martire Lupo, perché il 23 è la conclusione della festa.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia.

3 di sant’Agatonico.

Tono 2. Hai dato come segno.

Ricercando la bontà prima e la bellezza trascendente l’intelletto, o Agatonico, lieto ti sei accostato alle nobili lotte che ti stavano innanzi; scontrandoti con tutto il tuo vigore con l’avversario, lo abbattesti e cingesti il fulgidissimo diadema di vittoria, supplicando il filantropo per i tuoi cantori.

Adorno di sapienza, hai fatto zampillare il verbo da cui scorre la vita, convertendo gli stolti, confutando il tiranno, sedando la tempesta del politeismo, rafforzando i fedeli perché continuassero ad aderire alla divina grazia: sopportando perciò le più terribili prove, te ne andasti incoronato al regno superno.

Grondando sangue per la tua forte lotta, ti presentasti al Sovrano come sacrificio di soave odore, vittima pura, dono accetto, offerta sacratissima, sacrificio perfetto e immacolato: con le tue suppliche, custodisci dunque il corpo della Chiesa nella pace, o atleta Agatonico.

Altri 3 di san Lupo, stessa melodia.

Col calore del divino Spirito il beato Lupo ha sciolto il gelo rigidissimo dell’ateismo; fatto a pezzi dalla spada, fa sgorgare flutti di guarigioni e irrora con la grazia le anime consunte. Celebriamolo dunque piamente come nostro ottimo intercessore e fervido soccorritore, o amici dei martiri.

Hai dato all’abisso delle acque gli idoli adorati dagli ellèni e sbalordisti gli atei, che vedevano i prodigi compiuti dalla tua fede, o beatissimo; stando in mezzo a loro hai ottenuto il divino lavacro dal cielo, mentre Dio ti glorificava come martire veracissimo, nobile diamante e consorte degli angeli.

Mentre i nemici tentavano di tagliarti, si fecero a pezzi l’un l’altro; scagliando frecce si ferirono a vicenda, o Lupo vittorioso e credendo di segarti, inflissero il colpo a un albero, perché erano accecati, o beato: ti custodiva infatti il Signore, per cui avevi eletto come compagna la sofferenza, o intercessore per le nostre anime, compagno degli angeli.

Gloria. Tono 1. Di Anatolio.

A buon diritto ti fu dato il nome della ‘buona vittoria’, o Agatonico dalle grandi lotte: ferito infatti dal divino eros, hai rinnegato la seduzione idolatrica e l’errore del tiranno e sei straordinariamente passato a vita migliore. Nella tua gloriosa memoria, prega dunque per la salvezza delle nostre anime, tu che hai famigliarità con Dio.

E ora. Lo stesso tono. Della festa.

Era conveniente che i testimoni oculari e ministri del Verbo vedessero anche la dormizione della Madre sua secondo la carne, l’ultimo dei misteri che la riguarda, perché non risultassero spettatori solo dell’ascensione del Salvatore dalla terra, ma anche testimoni del transito di colei che lo aveva generato. Trasportati dunque per divina potenza da ogni parte del mondo, raggiunsero il monte Sion e scortarono colei che, più elevata dei cherubini, si affrettava verso il cielo. Anche noi con loro la veneriamo come colei che intercede per le nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Si raduna la folla dei discepoli per la sepoltura della Madre che generò Dio, giungendo dai confini della terra a un cenno onnipotente.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

La sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini, se ne va presso il Figlio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e puro.

Gloria. Tono pl. 4.

Avendo a buon diritto ricevuto il nome dei buoni tesori, al Re di tutti consacrasti te stesso come tempio, o martire Agatonico; e lottando secondo le regole tra i tormenti, abbattesti la potenza del terribile Beliar; ricevuto così il trofeo della vittoria, ti presentasti incoronato a Dio negli eccelsi: non smettere di intercedere presso di lui per quanti ti onorano, o decoro dei martiri.

E ora. Lo stesso tono. Della festa.

Cori verginali attorniano oggi misticamente il giaciglio della Vergine e Madre delle vergini; le anime dei giusti volano intorno alla Regina celebrandola; le prime portano in dote la verginità in luogo di unguento profumato; le altre offrono l’immateriale innodia con la virtù: conviene infatti che la Madre di Dio sia scortata come Regina dai fulgidi abbigliamenti regali delle virtù; portando con noi una vita pura, usciamo anche noi con loro per la sepoltura di colei che è vera Madre del nostro Dio e proclamiamola a una voce beata con inni e odi spirituali.

Apolytìkion della festa. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

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Vespro del 21 Agosto – Memoria del santo apostolo Taddeo e della santa martire Bassa

21 Agosto

Memoria del santo apostolo Taddeo e della santa martire Bassa.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà dell’apostolo.

Tono pl. 4. O straordinario prodigio!

Beato apostolo Taddeo, avendo comunicato con la luce suprema, sei realmente diventato per divina partecipazione luce seconda e, dileguata la notte del politeismo, portasti le anime all’Onnipotente. Noi dunque onorando gioiosi la tua memoria fulgida, propizia e luminosa, glorifichiamo Cristo.

Beato apostolo Taddeo, dopo la divina risurrezione di Cristo portatrice di luce e la santissima ascensione ai cieli, ti fu affidato il divino annunzio nella città di Edessa: colà giunto, con parole e prodigi confermasti nella verità il topàrca Abgar e quanti erano con lui.

Beato apostolo Taddeo, al tuo divino contatto è ridonata la vista ai ciechi, agli storpi l’integrità, ai malati la salute, ai paralitici è dato di drizzarsi, ai non iniziati è concessa la scienza salvifica: tu eri infatti pieno dei carismi dello Spirito onnipotente, o felicissimo e noi perciò ti celebriamo.

E 3 della martire. Tono 4. Hai dato come segno.

Amando la lotta, hai sostenuto con fermezza molti tormenti, o degna di ogni lode e sei stata perciò trasferita all’eredità esente da ogni pena, allo splendore senza tramonto, alla radiosa letizia e al divino, eterno gaudio. Noi dunque ti diciamo beata e celebriamo oggi la tua santa solennità, o vittoriosa da Dio ispirata.

Gettata in mare dopo penosissimi e svariatissimi tormenti, ti salvò Dio, Salvatore di tutti, per calpestare con la divina potenza la forza dello straniero, o Bassa, grande lottatrice. Per questo illuminasti i cuori dei fedeli, compiendo portenti trascendenti intelletto e mente.

Come uccello dal canto melodioso che chiama al sacro recinto della bella lotta, hai fatto venire a te i tuoi bei piccoli per sfuggire con loro al cacciatore fraudolento, o Bassa di mente divina, degna di ammirazione: e con loro hai anche preso dimora nei celesti nidi, o beatissima, dove sempre preghi per tutti.

Gloria. E ora. Della festa. Tono pl. 2.

Venite, festeggiamo la dormizione della purissima Madre di Dio, la festa comune a tutto il mondo. Oggi infatti gli angeli festeggiano l’augusto transito della Madre di Dio e invitano noi figli della terra al banchetto, per acclamare con voce che mai tace: Salve, tu che te ne andasti dalla terra e sei passata alle celesti dimore; Salve, tu che radunasti il coro degli apostoli per mezzo di una nube leggera; Salve, nostra speranza e difesa. Senza sosta ti proclamiamo beata, noi del popolo cristiano.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

L’assemblea dei discepoli si radunò dai confini della terra nel giardino del Getsemani, o Madre di Dio, per la sepoltura del tuo corpo che ospitò Dio.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Venite, figli della terra, componiamo oggi con gli angeli uno splendido coro, per la dormizione della sola Madre di Dio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Inaccessibile alla corruzione era il tuo corpo: per legge di natura venne dato alla sepoltura, ma permane incorrotto.

Gloria. E ora. Tono 2.

La sposa purissima e Madre del beneplacito del Padre, colei che da Dio fu prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima pura a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei e viene trasferita alla vita colei che è veramente Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime.

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Vespro del 20 Agosto – Memoria del santo profeta Samuele

20 Agosto

Memoria del santo profeta Samuele.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa e 3 del profeta.

Della festa. Tono pl. 1. Salve, tu che veramente.

Quando colui che per noi si fece come noi dal tuo purissimo sangue, si compiacque di toglierti dal mondo e portarti straordinariamente presso di sé per la tua purezza, egli radunò i suoi per la tua sepoltura mediante una nube che li accompagnava, facendoli giungere presso di te a un suo cenno, per dare onore al tuo esodo. Ed essi contemplandoti, colmati di grazia, o Vergine, ti venerarono santamente, acclamando con fede: Salve, tu che partoristi nel mondo la grande misericordia.

Come avete saputo del mio esodo dal corpo? chiese la purissima Madre di Dio ai sacri discepoli; che cos’è mai, o figli, questo spettacolo strano? Ed essi a lei: All’improvviso fummo rapiti dalle nubi e come vedi, ci siamo trovati di fronte al tuo corpo per venerarti come trono igneo, per vedere il tuo glorioso e divino transito e con le nostre mani rendere gli estremi onori alla dimora del tuo corpo che accolse Dio, o santissima tenda, grazie alla quale il mondo ha trovato la grande misericordia.

I discepoli del Redentore, stando intorno al tuo giaciglio e accompagnandoti alla sepoltura, secondo la legge della natura, o pura santissima, ti cantavano inni funebri, dicendo: Salve, venerabile reggia di Dio; Salve, sollecito aiuto degli uomini; Salve puro cocchio della Divinità. Parti e passa ai monti eterni; o dimora di gloria, prendi ormai dimora nelle divine dimore e chiedi per i fedeli la pace indefettibile e la grande misericordia.

Del profeta. Tono 4. Hai dato come segno.

Colei che ti aveva concepito ti consegnò come dono gradito con le sue stesse braccia di madre: ti aveva ereditato, o Samuele, come fertilissimo frutto di preghiera e ti rendeva al Dio benefattore, secondo il voto fatto; perciò su di te riposò, o glorioso, la grazia dello Spirito, mentre crescevi nell’innocenza, brillando per prudenza.

Avendo su di te, come sacerdote, il sacratissimo crisma e mostrandoti profeta, tu vedi in anticipo ciò che accade e per divino comando consacri dei re e manifesti ciò che avverrà, giudicando giustamente il popolo d’Israele, che di continuo peccava e si allontanava da Dio, o Samuele felicissimo, teoforo e ammirabile.

Non in enigmi e ombre come prima, ma faccia a faccia contempli ciò che hai amato, ora che sei uscito dal buio e dalla pesantezza della carne ed esultando ti aggiri per i cieli, profeta venerabilissimo, pari in dignità ai profeti, compagno dei giusti e consorte degli angeli.

Gloria. E ora. Tono pl. 2. Della festa.

Al momento della tua immortale dormizione, o Madre di Dio, Madre della vita, le nubi rapirono in aria gli apostoli e di coloro che erano sparsi per il mondo fecero un unico coro intorno al tuo corpo immacolato; seppellendolo con venerazione, essi acclamavano, cantando le parole di Gabriele: Salve, piena di grazia, Vergine Madre senza nozze, il Signore è con te. Con loro supplicalo come Figlio tuo e nostro Dio per la salvezza delle nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Scortando tra gli inni il tuo venerabile corpo che aveva accolto Dio, i divini seguaci gridavano: Dove dunque te ne vai, o Sovrana?

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Venite, figli della terra, componiamo un coro e cantiamo oggi gli inni funebri per il transito della Theotòkos.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Porte dei cieli levatevi, vedendo la porta dell’Altissimo venire con gloria al suo Figlio e Signore.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

La terra per la tua sepoltura è stata benedetta, o Vergine e l’aria santificata dalla straordinaria ascesa di una creatura morta per legge di natura.

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Vespro del 19 Agosto – Appendice Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni. Il nostro beato padre Bartolomeo di Sìmeri

19 Agosto

Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni. Il nostro beato padre Bartolomeo di Sìmeri.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Dominasti il tuo corpo, rinunciasti ai piaceri, soggiogasti i sensi con l’esercizio della castità e del sacrificio, accettasti le prove e sopportasti le tribolazioni, o sapiente in Dio; in premio ora assapori godimento interminabile, felicità inesauribile, gioia inesprimibile.

Col dominio di te e la continua preghiera inaridisti le passioni del corpo; con la pioggia delle tue lacrime annegasti il serpente ingannatore; divenisti a Dio gradito in modo perfetto, o beato, sapiente in Dio; per questo ti colmò di celesti grazie Gesù filantropo, Salvatore delle nostre anime.

Percorresti deciso il cammino dell’ascesi, conservasti intatto il dono della fede, meritasti di portare la corona di giustizia che Cristo ha preparato, come arbitro che assegna il giusto premio in ogni gara e in cambio di fatiche sopportate dona consolazione e ricompensa eterne. Supplicalo anche ora, o teòforo, perché ne diventiamo degni.

Gloria. E ora. Della festa.

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Vespro del 19 Agosto – Memoria del santo martire Andrea lo Stratilata e dei suoi 2593 compagni

19 Agosto

Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa e 3 del santo.

Della festa. Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.

Memori delle parole del venerabile Gabriele, a te, pura, gridiamo: Salve! Tu dunque pura e venerabile, tu, Madre del Signore, ora che a lui te ne sei andata, ricordagli i tuoi cantori.

La sconfinata sapienza di Dio, da te, Madre di Dio, si costruì nel santo Spirito la propria dimora, trascendendo ogni pensiero: e ora, o inneggiatissima, ti ha trasferita alle tende immateriali.

Supplice mi accosto a te, Madre del Dio di tutti, per essere liberato da tentazioni d’ogni sorta: tu dunque, Genitrice di Dio, unita al Figlio tuo, proteggi il popolo cristiano.

Del santo. Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Dimostrandoti modello di fortezza, incoraggiasti la schiera a scendere nello stadio della lotta, precedendola come suo condottiero, o felicissimo Andrea vittorioso. E per tutti i fedeli di continuo fai scaturire fiumi di guarigioni, avendone ricevuto dal cielo la grazia.

Dimostrandoti eponimo del valore, con valore primeggiasti nell’attaccare l’avversario e lo distruggesti sommergendolo nei flutti del tuo sangue, come un secondo faraone con tutto il suo esercito, o ammirabile. Implora dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Indossando l’insuperabile armatura della croce, o beato, come scudo e corazza hai preso la fede e ti sei mostrato quanto mai tremendo per gli avversari, sbaragliando i loro schieramenti: supplica dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Quando te ne andasti, Vergine Theotòkos, presso colui che da te ineffabilmente nacque, erano presenti Giacomo fratello di Dio e primo gerarca con Pietro, venerabilissimo e sommo corifeo dei teologi e tutto il coro divino degli apostoli: con inni teologici atti a manifestarne la divinità, essi celebravano il divino e straordinario mistero dell’economia di Cristo Dio; e seppellendo il tuo corpo origine di vita e dimora di Dio, gioivano, o inneggiatissima. Dall’alto le santissime e nobilissime schiere degli angeli guardavano con stupore il prodigio e a testa china le une alle altre dicevano: Sollevate le vostre porte e accogliete colei che partorì il Creatore del cielo e della terra; celebriamo con inni di gloria il corpo santo e venerabile che ospitò il Signore che a noi non è dato contemplare. E noi pure, festeggiando la tua memoria, a te gridiamo, o inneggiatissima: Solleva la fronte dei cristiani e salva le nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Apritevi, porte dei cieli: ecco giungere, dopo morte, la Vergine purissima, Madre dell’Altissimo.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e senza macchia.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Salve, nuova città di Sion: il tuo Re è venuto nella gloria della sua forma di Dio-uomo, che immaterialmente ha foggiato.

Gloria. E ora. Tono pl. 1.

Vieni, assemblea degli amici della festa; venite e formiamo un coro, venite e coroniamo di canti la Chiesa nel giorno in cui l’arca di Dio giunge al luogo del suo riposo. Oggi infatti il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che partorì colui che l’universo non può contenere e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli fanno coro con gli apostoli, fissando pieni di timore colei che partorì l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita. Veneriamola tutti pregando: Non dimenticarti, Sovrana, della comunanza di stirpe con quanti festeggiano con fede la tua santissima dormizione.

Conclusione.

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Vespro del 18 Agosto – Memoria dei santi martiri Floro e Lauro

18 Agosto

Memoria dei santi martiri Floro e Lauro.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa e 3 dei santi.

Della festa. Tono 4. Hai dato come segno.

Non ti porta via dalla terra un carro di fuoco, come il giusto Elia, ma lo stesso sole di giustizia, prendendo tra le proprie mani la tua santissima anima, poiché essa è purissima, in se stesso l’ha fatta riposare; e portandoti via prodigiosamente, o casta, con gioia ti ha onorata oltre ogni pensiero.

Venite, amici della festa, festeggiamo oggi splendidamente il santo transito della Madre di Dio: essa infatti consegnò gioiosa la sua anima divina e purissima nelle mani di colui che, già rifulso dall’intatto Padre, negli ultimi tempi dal suo grembo rifulse, Gesù, nostro Dio, presso il quale essa intercede per la nostra salvezza.

O meraviglia quanto mai tremenda! Colei che portò in grembo il Re da nulla contenuto, è deposta in una tomba. Folle di angeli, con gli apostoli, con timore seppelliscono il suo corpo prezioso che accolse Dio: questo corpo che Gesù, Figlio suo e Salvatore delle nostre anime, sollevò in alto facendolo salire ai cieli.

Stichirà dei santi, stessa melodia.

Pietre perfettissime tagliate col martirio e lavorate con le pene si rivelarono i santi, che furono usati per costruire il tempio del Signore e scaraventarono al suolo gli altari e i santuari degli idoli. Proclamiamoli dunque beati come abitanti del paradiso, come doni votivi del tempio celeste.

Attingete grazia e raccogliete illuminazione, letizia e misericordia, toccando le reliquie dei sacri martiri Floro e Lauro, dalle quali zampilla copiosa l’energia divina delle guarigioni; e dichiarandoli beati, perché servi del Signore, con ardore gridiamo: O nostro Dio, gloria a te.

Rinchiusi in una fossa e coperti dalla terra per la crudeltà del giudice, grazie a divine ispirazioni e alla rivelazione del santo Spirito vi siete manifestati a noi come astri raggianti di segni e prodigi e grazie di guarigione, o fratelli vittoriosi, consorti degli angeli.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Venite, popoli, celebriamo la santissima Vergine pura, da cui ineffabilmente venne, incarnato, il Verbo del Padre; acclamiamo e diciamo: Benedetta tu fra le donne, benedetto il grembo che portò Cristo. Tu che hai deposto l’anima nelle sue sante mani, o pura, prega ora per la salvezza delle nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Apritevi, porte dei cieli: ecco giungere, dopo la morte, la Madre dell’Altissimo, la Vergine purissima.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e puro.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Con gli iniziati del Verbo, venuti dai confini, intonate un inno, eserciti dei cieli, per la sola Madre di Dio.

Gloria. E ora. Tono 4.

Cantiamo oggi, o popoli, il cantico di Davide a Cristo Dio: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, le sue compagne saranno condotte con gioia ed esultanza. La figlia di Davide, infatti, per cui fummo divinizzati, passa gloriosamente e ineffabilmente nelle mani del proprio Figlio e Sovrano. Celebrandola come Madre di Dio, acclamiamo dicendo: Salva da ogni sventura quanti ti confessano Theotòkos e libera dai pericoli le nostre anime.

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Vespro del 17 Agosto – Appendice Memoria del santo martire Myron e del nostro beato padre Elia il Nuovo

APPENDICE – 17 Agosto

Memoria del santo martire Myron e del nostro beato padre Elia il Nuovo.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Dominasti il tuo corpo, rinunciasti ai piaceri, soggiogasti i sensi con l’esercizio della castità e del sacrificio, accettasti le prove e sopportasti le tribolazioni, o sapiente in Dio; in premio ora assapori godimento interminabile, felicità inesauribile, gioia inesprimibile.

Col dominio di te e la continua preghiera inaridisti le passioni del corpo; con la pioggia delle tue lacrime annegasti il serpente ingannatore; divenisti a Dio gradito in modo perfetto, o beato, sapiente in Dio; per questo ti colmò di celesti grazie Gesù filantropo, Salvatore delle nostre anime.

Percorresti deciso il cammino dell’ascesi, conservasti intatto il dono della fede, meritasti di portare la corona di giustizia che Cristo ha preparato, come arbitro che assegna il giusto premio in ogni gara e in cambio di fatiche sopportate dona consolazione e ricompensa eterne. Supplicalo anche ora, o teòforo, perché ne diventiamo degni.

Gloria. E ora. Della festa.

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Vespro del 17 Agosto – Memoria del santo martire Myron e del nostro beato padre Elia il Giovane

17 Agosto

Memoria del santo martire Myron e del nostro beato padre Elia il Giovane.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa e 3 del santo.

Della festa. Tono 2. Con quali ghirlande.

Con quali labbra, noi miseri, proclameremo beata la Theotòkos, la più nobile di ogni creatura e più santa dei cherubini e di tutti gli angeli, stabile trono del Re, dimora in cui abitò l’Altissimo, salvezza del mondo, santuario di Dio, lei che in questa sua divina memoria concede copiosamente ai fedeli la grande misericordia?

Quali cantici spirituali offriremo ora a te, santissima? Poiché con la tua immortale dormizione hai santificato tutto il mondo e sei passata alle regioni sovramondane per contemplare la bellezza del Pantocrator e sempre con lui esultare come Madre; ti hanno scortata le angeliche schiere e le anime dei giusti, o pura: con loro chiedi per noi la pace e la grande misericordia.

Quali canti meravigliosi ti hanno offerto un tempo, o Vergine, gli apostoli del Verbo, stando tutti in cerchio intorno al tuo giaciglio? Alzando voci piene di stupore, dicevano: Se ne va la reggia del Re, viene innalzata l’arca della santità. Alzatevi, porte, affinché entri con grande gioia la porta di Dio, che senza sosta chiede per il mondo la grande misericordia.

Del santo. Stesso tono. Quando dal legno.

Quando l’incendio dell’empietà divorava tutta la regione, o beatissimo, acceso dal fervore dello Spirito predicasti il Verbo che, nella sua bontà, indossò la carne dalla Vergine Madre di Dio e per questo subisti il fuoco e le tremende pene delle torture, corroborato dalla forza dello Spirito.

Quando l’esecrabile nemico si studiava di depredare con adulazioni la tua mente, tu, adorno di vigore, gli hai resistito con tutte le forze e hai sopportato pene che ti hanno condotto all’eredità immune da pena del regno dei cieli e dell’eterno gaudio, o Myron, martire ammirabile.

Quando il nemico colpiva con nerbate la tua sacratissima povera carne, crudelmente consumata dalle raschiature, o martire, tu tenevi fisso lo sguardo in Cristo, arbitro della lotta, che ti tendeva la mano della divina potenza: compiuta dunque la corsa, hai ottenuto grandissimi trofei, o generosissimo martire vittorioso.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 2.

Colei che è più alta dei cieli, più gloriosa dei cherubini e più venerabile di ogni creatura, colei che per la sua sovreminente purezza divenne ricettacolo dell’essenza eterna, consegna oggi la sua santissima anima nelle mani del Figlio: per essa tutto l’universo è colmato di gioia e a noi è data la grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

La schiera dei discepoli si raccolse dai confini con i venerabili angeli, o Madre di Dio, per seppellire il tuo corpo che accolse Dio.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Venite, figli della terra, componiamo oggi con gli angeli uno splendido coro, per la dormizione della sola Madre di Dio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Inaccessibile alla corruzione era il tuo corpo: per legge di natura fu dato alla sepoltura, ma permane incorrotto.

Gloria. E ora. Tono 2.

La sposa purissima e Madre del beneplacito del Padre, colei che da Dio fu prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima senza macchia a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei e viene trasferita alla vita colei che è veramente Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime.

Apolytìkion. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

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Vespro del 16 Agosto – Memoria della traslazione da Edessa dell’icona non dipinta da mano d’uomo del Signore nostro Gesù Cristo e memoria del santo martire Diomede

16 Agosto

Memoria della traslazione da Edessa dell’icona non dipinta da mano d’uomo del Signore nostro Gesù Cristo e memoria del santo martire Diomede.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della santa immagine.

Tono 2. Con quali ghirlande di lodi.

Con quali occhi guarderemo la tua icona, noi figli della terra? Nemmeno gli eserciti degli angeli possono vederla senza timore, raggiante com’è di luce divina. Oggi essa torna da una terra di infedeli e, a un cenno divino, viene alla città imperiale e al popolo pio: per il suo ingresso si rallegrano gli imperatori prostrandosi, o Cristo, con fede e timore.

Con quali mani, o Verbo, toccheremo la tua icona, noi fatti di terra? Come toccheremo, insozzati dalle colpe, il nostro Dio senza peccato, noi che siamo nelle contaminazioni, l’inaccessibile? I cherubini si velano tremanti la faccia, i serafini non tollerano la vista della tua gloria e con timore ti serve il creato. Non condannarci se per fede, o Cristo, indegnamente salutiamo la tua forma tremenda.

Ecco di nuovo un giorno divino di solennità del Signore: poiché colui che siede negli eccelsi ci ha oggi visibilmente visitati mediante la sua augusta icona. Colui che siede invisibile al di sopra dei cherubini, si mostra in effigie a coloro ai quali si è reso simile, ineffabilmente formato dal dito immacolato del Padre a sua somiglianza: e noi, venerando con fede e affetto questa icona, ne veniamo santificati.

E 3 del santo. Tono 4. Come generoso.

Ottenesti, o beatissimo, di curare le passioni, fugare le malattie, allontanare gli spiriti più malvagi per la sinergia dello Spirito, distruggendo coraggiosamente gli idoli dei greci con la tua resistenza nella lotta, o martire coronato, concittadino degli angeli, compagno dei lottatori.

Ingaggiasti la battaglia, terminasti la corsa, serbasti, o glorioso, la fede e te ne andasti a Dio per ricevere da lui in premio i prodigi che operi e la corona immarcescibile della vittoria, come martire invitto, come erede del regno celeste che prega per il mondo.

Rallegrandosi come di una ricchezza sulla via del martirio, Signore, Diomede al tuo volere, o Cristo, consegnò nelle tue mani il suo spirito, restando con la testa recisa dopo la beata fine, ma divenendo guida di verità per gli atei che, prodigiosamente accecati, per la fede avevano recuperato la vista.

Gloria. E ora. Della festa. Tono pl. 2.

Venite, festeggiamo la dormizione della purissima Madre di Dio, la festa comune a tutto il mondo. Oggi infatti gli angeli festeggiano l’augusto transito della Madre di Dio, e invitano noi figli della terra al banchetto, per acclamare con voce che mai tace: Salve, tu che te ne andasti dalla terra e sei passata alle celesti dimore; salve, tu che hai radunato il coro degli apostoli per mezzo di una nube leggera; salve, nostra speranza e difesa. Senza sosta ti proclamiamo beata, noi del popolo cristiano.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

L’assemblea dei discepoli si radunò dai confini nel podere del Getsemani, o Madre di Dio, per la sepoltura del tuo corpo che ospitò Dio.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Oh, i tuoi soprannaturali misteri, o pura! Come Genitrice di Dio, infatti, splendidamente a lui ora sei andata, Madre di Dio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Scala che porta al cielo è la tomba della Vergine e Madre di Dio per quanti con fede sempre la glorificano.

Gloria. E ora. Stessa melodia.

Quando te ne andasti al nato da te, si radunarono gli apostoli, venendo su nubi, o Vergine, per prestare al tuo corpo le ultime cure.

Apolytìkion della santa icona. Tono 2.

La tua immacolata icona veneriamo, o buono, chiedendo perdono per le nostre colpe, o Cristo Dio, perché volontariamente, nel tuo beneplacito, sei salito nella carne sulla croce per liberare dalla schiavitù del nemico coloro che avevi plasmato. Perciò ti gridiamo grati: Hai colmato di gioia l’universo, o Salvatore nostro, quando sei venuto per salvare il mondo.

Altro apolytìkion, della festa. Tono 1.

Apolytìkion. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime.

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Vespro del 15 Agosto – Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea

15 Agosto

Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.

Al Piccolo Vespro.

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 2. Quali corone di lode.

Con quali labbra proclamiamo beata noi, umili, la Theotòkos più venerabile di tutto il creato e più santa dei cherubini e di tutti gli angeli, trono del Re immutabile, dimora in cui ha abitato l’Altissimo, salvezza dell’universo, santificazione divina, che nella sua divina memoria concede copiosamente grande misericordia ai credenti.

Quali canti frementi ti portavano allora, o Vergine? Tutti gli apostoli del Verbo, circondando il tuo letto funebre, stupivano gridando: Parte il palazzo del Re, si alza l’arca della santità; aprìtevi, porte, per far entrare nella grande gioia la porta di Dio, che chiede senza sosta grande misericordia per il mondo.

Quali canti spirituali ti offriamo ora, o Santissima? Con la tua immortale dormizione, infatti, hai santificato tutto il mondo e ti sei trasferita nella realtà sovramondana, per contemplare la bellezza dell’Onnipotente ed esultare con lui come Madre, accompagnata dalle schiere degli angeli e dalle anime dei giusti, o Pura; con loro chiedi per noi pace e grande misericordia.

Gloria. E ora. Tono 2.

La più alta dei cieli e più glorificata dei cherubini e più venerabile di tutto il creato, che per straordinaria purezza è divenuta ricettacolo dell’eterna essenza, offre oggi nelle mani del Figlio la santissima anima e con lei tutto si riempie di letizia e ci dona grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

L’assemblea dei discepoli, venendo dai confini, per ordine onnipotente, si è riunita per seppellire la Madre Genitrice di Dio.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo.

La Sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini si trasferisce presso suo Figlio.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide.

Il coro dei discepoli si è riunito in modo straordinario dai confini del mondo per seppellire il tuo corpo divino e incorrotto.

Gloria. E ora. Uguale.

O Sovrana buona, alza le tue sante mani verso tuo Figlio, plasmatore e amico delle anime, affinché sia compassionevole con i tuoi servi.

Apolytìkion. Tono 1.

Nella natività hai conservato la verginità, * nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; * sei passata alla Vita, pur essendo Madre della Vita * e con la tua intercessione riscatti, * dalla morte le nostre anime.

Piccola ectenia e conclusione.

Al Grande Vespro

La prima stasi di Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia da ripetere due volte.

Tono 1. Autòmelo.

O straordinario prodigio! La fonte della vita è deposta in un sepolcro e la tomba diviene scala per il cielo; rallegrati, Getsemani, santo sacrario della Theotòkos. Con a capo Gabriele, fedeli, gridiamo: Salve, piena di grazia, con te è il Signore che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Oh, i tuoi misteri, o pura! Ti rivelasti trono dell’Altissimo e oggi sei passata dalla terra al cielo, o Sovrana. La tua nobile gloria rifulge di grazie divinamente splendenti. Vergini, levatevi in alto con la Madre del Re. Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Glorificano la tua dormizione potestà, troni, principati, dominazioni, potenze, cherubini e i tremendi serafini; esultano gli abitanti della terra, fregiandosi della tua divina gloria; cadono ai tuoi piedi i re con gli arcangeli e gli angeli e cantano: Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).

Gloria. E ora. Tono 1.

Gli apostoli teofori, portati su nubi per l’aria da ogni parte del mondo, a un cenno del divino potere, Tono pl. 1. giunti presso il tuo corpo purissimo e origine di vita, gli tributavano le più calde manifestazioni del loro amore. Tono 2. Le supreme potenze dei cieli, presentandosi con il loro Sovrano, Tono pl. 2. scortano piene di timore il corpo purissimo che accolse Dio; lo precedono in ascesa ultramondana e, invisibili, gridano alle schiere che stanno più in alto: Ecco, è giunta la Madre di Dio, regina dell’universo. Tono 3. Sollevate le porte e accogliete con onori degni del regno ultramondano la Madre dell’eterna luce. Tono grave. Grazie a lei, infatti, si è attuata la salvezza di tutti i mortali. In lei non abbiamo la forza di fissare lo sguardo ed è impossibile tributarle degno onore. Tono 4. La sua sovreminenza eccede infatti ogni mente. Tono pl. 4. Tu dunque, o pura Madre di Dio, che sempre vivi con il tuo Re e Figlio apportatore di vita, senza sosta prega perché sia preservato e salvato da ogni attacco avverso il tuo nuovo popolo: noi godiamo infatti della tua protezione, Tono 1. e per i secoli, con ogni splendore, ti proclamiamo beata.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dalla Genesi (28,10-17).

Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì e se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra e la sua cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. E Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.

Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).

Apartire dal giorno ottavo, i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente ed essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.

Lettura dai Proverbi (9,1-11).

La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e continuerà ad accogliere istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.

Alla liti, stichirà idiòmela. Tono 1.

Era conveniente che i testimoni oculari e ministri del Verbo vedessero anche la dormizione della Madre sua secondo la carne, l’ultimo dei misteri che la riguarda, perché non risultassero spettatori solo dell’ascensione del Salvatore dalla terra, ma anche testimoni del transito di colei che lo aveva generato. Trasportati dunque per divina potenza da ogni parte del mondo, raggiunsero il monte Sion e scortarono colei che, più elevata dei cherubini, si affrettava verso il cielo. Anche noi con loro la veneriamo come colei che intercede per le nostre anime.

Tono 2. Di Anatolio.

Colei che è più alta dei cieli, più gloriosa dei cherubini e più venerabile di ogni creatura, che per la sua sovreminente purezza divenne ricettacolo dell’eterna essenza, consegna oggi la sua santissima anima nelle mani del Figlio: per lei tutto l’universo è colmato di gioia e a noi è data la grande misericordia.

Stesso tono. Di Giovanni.

La sposa purissima e Madre della benevolenza del Padre, colei che da Dio fu prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima pura a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei e viene trasferita alla vita colei che è davvero Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime.

Tono 3. Di Germano.

Venite confini tutti della terra, proclamiamo beato l’augusto transito della Madre di Dio: nelle mani del Figlio infatti consegna l’anima pura, perciò il mondo con la sua santa dormizione è richiamato alla vita e con gioia festeggia con gli incorporei e gli apostoli, con salmi, inni e cantici spirituali.

Gloria. Tono pl. 1. Di Teofane.

Vieni, assemblea degli amici della festa; venite e formiamo un coro, venite e coroniamo di canti la Chiesa nel giorno in cui l’arca di Dio giunge al luogo del suo riposo. Oggi infatti il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che partorì colui che l’universo non può contenere; e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli danzano con gli apostoli, fissando pieni di timore colei che partorì l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita. Veneriamola tutti pregando: Non dimenticarti, Sovrana, della comunanza di stirpe con quanti festeggiano con fede la tua santissima dormizione.

E ora. Stesso tono.

Cantate, popoli, cantate alla Madre del nostro Dio: oggi infatti essa depone la sua anima tutta di luce nelle mani immacolate di colui che s’incarnò da lei senza seme: presso di lui essa senza sosta intercede perché a tutta la terra siano donate la pace e la grande misericordia.

Allo stico, stichirà idiòmela. Tono 4.

Venite, popoli, celebriamo la santissima Vergine pura, da cui ineffabilmente venne, incarnato, il Verbo del Padre; acclamiamo e diciamo: Benedetta tu fra le donne, benedetto il grembo che ha portato Cristo. Tu che hai deposto l’anima nelle sue sante mani, o pura, intercedi ora per la salvezza delle nostre anime.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Le folle degli angeli in cielo e la stirpe degli uomini in terra proclamano beata la tua augusta dormizione, santissima Vergine pura, poiché divenisti Madre di Cristo Dio, Creatore di tutti. Non smettere, ti preghiamo, di implorarlo per noi che, dopo Dio, in te abbiamo riposto le nostre speranze, Madre di Dio inneggiatissima, ignara di nozze.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà, del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Cantiamo oggi, o popoli, il cantico di Davide a Cristo Dio: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, le sue compagne saranno condotte con gioia ed esultanza poiché la figlia di Davide, grazie alla quale fummo divinizzati, passa gloriosamente e ineffabilmente nelle mani del proprio Figlio e Sovrano; inneggiandola come Madre di Dio, acclamiamo dicendo: Salva da ogni sventura quanti ti confessano Madre di Dio e libera dai pericoli le nostre anime.

Gloria. E ora. Tono 4.

Quando te ne andasti, o Vergine Theotòkos, presso colui che da te ineffabilmente è nato, erano presenti Giacomo fratello di Dio e primo gerarca, con Pietro, venerabilissimo e sommo corifeo dei teologi e tutto il coro divino degli apostoli: con inni teologici atti a manifestarne la divinità, essi celebravano il divino e straordinario mistero dell’economia di Cristo Dio; e seppellendo il tuo corpo origine di vita e dimora di Dio, gioivano, o inneggiatissima. Dall’alto le santissime e nobilissime schiere degli angeli, guardavano con stupore il prodigio e a testa china le une alle altre dicevano: Sollevate le vostre porte e accogliete colei che partorì il Creatore del cielo e della terra; inneggiamo con dossologie il corpo santo e venerabile che ospitò il Signore per noi invisibile. E noi pure, festeggiando la tua memoria, a te gridiamo, o inneggiatissima: Solleva la fronte dei cristiani e salva le nostre anime.

Apolytìkion. Tono 1.

Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime (3).

Segue la conclusione.

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Vespro del 14 Agosto – Vigilia della dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea

14 Agosto

Vigilia della dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi e 3 stichirà prosòmia della vigilia.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Facciamo risuonare i cembali, acclamiamo con inni, dando inizio alla festa del transito e con gioia intoniamo i canti della sepoltura, perché la Madre di Dio, l’arca tutta d’oro, si prepara ora a passare dalla terra alle regioni celesti, andandosene al divino splendore della vita rinnovata.

O apostoli, si riunisca oggi meravigliosamente la vostra schiera dai confini della terra, perché la città vivente di colui che su tutti regna si affretta a partire verso le regioni divine per regnare gloriosamente col Figlio suo; per la sua divina sepoltura cantate concordi, con le superne schiere, un inno al transito.

Sacerdoti radunati insieme, re e capi, con le schiere delle vergini, avanzate dunque e tutto il popolo accorra per elevare insieme l’inno della sepoltura: poiché colei che su tutti regna consegnerà domani la sua anima nelle mani del Figlio, passando alla dimora eterna.

E del profeta.

Stesso tono. Hai dato come segno.

Tu hai predetto che sarebbe apparso sulla cima dei monti il monte splendente e ben visibile, l’annuncio del Salvatore, o beato e hai reso nota l’altissima scienza divina: in essa si rifugiano prontamente le genti, accorrendo con fede, apprendono la via del Signore e sono salvate con salvezza eterna.

Hai predetto che un capo, proveniente da Betlemme, sarebbe venuto a pascolare il suo popolo, o Michea, mirabile tra i profeti, dalla lingua divinamente ispirata; hai detto che le sue uscite sono dal principio, dai giorni dall’eternità. E noi, vedendo oggi la tua profezia realizzata, glorifichiamo con divino sentire colui mediante il quale hai parlato.

O venerabile profeta, che stai accanto al trono di Dio e ricevi la gioia, contempli la gloria e divinamente assapori il divino diletto, saziandoti di gioia e letizia spirituali, guarda a quanti con fede celebrano ora la tua memoria e liberali dalle tentazioni con le tue preghiere incessanti.

Gloria. E ora. Della vigilia. Tono 4.

Le folle degli angeli in cielo e la stirpe degli uomini in terra proclamano beata la tua augustissima dormizione, santissima Vergine pura: tu sei stata Madre di Cristo Dio Creatore; non smettere, ti preghiamo, di implorarlo per noi che, dopo Dio, in te abbiamo riposto le nostre speranze, o Theotòkos celebratissima e ignara di nozze.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Omeraviglia nuova! O singolare portento! Come dunque la Vergine portatrice di vita ha subito la morte ed è ora celata in una tomba?

Stico. Saranno condotte al re le vergini dietro a lei, le sue compagne a te saranno condotte.

Danzi tutta la stirpe dei figli della terra, poiché ecco, la Vergine, la figlia di Adamo se ne va al cielo.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Voglio andare col pensiero al letto della Vergine, circondato in bell’ordine dai cori degli apostoli, che cantano l’inno funebre.

Gloria. E ora. Tono 2.

Colei che è più alta dei cieli, più gloriosa dei cherubini e più venerabile di ogni creatura, colei che per la sua sovreminente purezza divenne ricettacolo dell’essenza eterna, consegna oggi la sua santissima anima nelle mani del Figlio: per essa tutto l’universo è colmato di gioia e a noi è data la grande misericordia.

Apolytìkion della vigilia.

Tono 4. Presto intervieni.

Opopoli, già oggi tripudiate applaudendo con fede, riunitevi con affetto e nella gioia e radiosi acclamate tutti con letizia: perché la Madre di Dio sta per andarsene gloriosamente dalla terra alle regioni superne; lei che con inni sempre glorifichiamo come Madre di Dio.

Segue la conclusione.

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