15 Agosto
Dormizione della santissima Theotòkos e memoria del santo profeta Michea.
Al Piccolo Vespro.
Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.
Tono 2. Quali corone di lode.
Con quali labbra proclamiamo beata noi, umili, la Theotòkos più venerabile di tutto il creato e più santa dei cherubini e di tutti gli angeli, trono del Re immutabile, dimora in cui ha abitato l’Altissimo, salvezza dell’universo, santificazione divina, che nella sua divina memoria concede copiosamente grande misericordia ai credenti.
Quali canti frementi ti portavano allora, o Vergine? Tutti gli apostoli del Verbo, circondando il tuo letto funebre, stupivano gridando: Parte il palazzo del Re, si alza l’arca della santità; aprìtevi, porte, per far entrare nella grande gioia la porta di Dio, che chiede senza sosta grande misericordia per il mondo.
Quali canti spirituali ti offriamo ora, o Santissima? Con la tua immortale dormizione, infatti, hai santificato tutto il mondo e ti sei trasferita nella realtà sovramondana, per contemplare la bellezza dell’Onnipotente ed esultare con lui come Madre, accompagnata dalle schiere degli angeli e dalle anime dei giusti, o Pura; con loro chiedi per noi pace e grande misericordia.
Gloria. E ora. Tono 2.
La più alta dei cieli e più glorificata dei cherubini e più venerabile di tutto il creato, che per straordinaria purezza è divenuta ricettacolo dell’eterna essenza, offre oggi nelle mani del Figlio la santissima anima e con lei tutto si riempie di letizia e ci dona grande misericordia.
Allo stico, stichirà prosòmia.
Tono 2. Casa di Efrata.
L’assemblea dei discepoli, venendo dai confini, per ordine onnipotente, si è riunita per seppellire la Madre Genitrice di Dio.
Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo.
La Sposa di Dio, la Vergine Regina, la gloria degli eletti, il vanto delle vergini si trasferisce presso suo Figlio.
Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide.
Il coro dei discepoli si è riunito in modo straordinario dai confini del mondo per seppellire il tuo corpo divino e incorrotto.
Gloria. E ora. Uguale.
O Sovrana buona, alza le tue sante mani verso tuo Figlio, plasmatore e amico delle anime, affinché sia compassionevole con i tuoi servi.
Apolytìkion. Tono 1.
Nella natività hai conservato la verginità, * nella dormizione non hai abbandonato il mondo, o Madre di Dio; * sei passata alla Vita, pur essendo Madre della Vita * e con la tua intercessione riscatti, * dalla morte le nostre anime.
Piccola ectenia e conclusione.
Al Grande Vespro
La prima stasi di Beato l’uomo. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia da ripetere due volte.
Tono 1. Autòmelo.
O straordinario prodigio! La fonte della vita è deposta in un sepolcro e la tomba diviene scala per il cielo; rallegrati, Getsemani, santo sacrario della Theotòkos. Con a capo Gabriele, fedeli, gridiamo: Salve, piena di grazia, con te è il Signore che per te dona al mondo la grande misericordia (2).
Oh, i tuoi misteri, o pura! Ti rivelasti trono dell’Altissimo e oggi sei passata dalla terra al cielo, o Sovrana. La tua nobile gloria rifulge di grazie divinamente splendenti. Vergini, levatevi in alto con la Madre del Re. Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).
Glorificano la tua dormizione potestà, troni, principati, dominazioni, potenze, cherubini e i tremendi serafini; esultano gli abitanti della terra, fregiandosi della tua divina gloria; cadono ai tuoi piedi i re con gli arcangeli e gli angeli e cantano: Salve, piena di grazia, con te è il Signore, che per te dona al mondo la grande misericordia (2).
Gloria. E ora. Tono 1.
Gli apostoli teofori, portati su nubi per l’aria da ogni parte del mondo, a un cenno del divino potere, Tono pl. 1. giunti presso il tuo corpo purissimo e origine di vita, gli tributavano le più calde manifestazioni del loro amore. Tono 2. Le supreme potenze dei cieli, presentandosi con il loro Sovrano, Tono pl. 2. scortano piene di timore il corpo purissimo che accolse Dio; lo precedono in ascesa ultramondana e, invisibili, gridano alle schiere che stanno più in alto: Ecco, è giunta la Madre di Dio, regina dell’universo. Tono 3. Sollevate le porte e accogliete con onori degni del regno ultramondano la Madre dell’eterna luce. Tono grave. Grazie a lei, infatti, si è attuata la salvezza di tutti i mortali. In lei non abbiamo la forza di fissare lo sguardo ed è impossibile tributarle degno onore. Tono 4. La sua sovreminenza eccede infatti ogni mente. Tono pl. 4. Tu dunque, o pura Madre di Dio, che sempre vivi con il tuo Re e Figlio apportatore di vita, senza sosta prega perché sia preservato e salvato da ogni attacco avverso il tuo nuovo popolo: noi godiamo infatti della tua protezione, Tono 1. e per i secoli, con ogni splendore, ti proclamiamo beata.
Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.
Lettura dalla Genesi (28,10-17).
Giacobbe partì dal pozzo del giuramento e si diresse verso Carran; si imbatté in un luogo e là si mise a dormire perché era tramontato il sole. Prese una delle pietre che erano lì e se la pose sotto il capo, si addormentò in quel luogo e sognò: ed ecco, una scala appoggiava sulla terra e la sua cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa, mentre il Signore vi si appoggiava e gli disse: Io sono il Dio di Abramo tuo padre e il Dio di Isacco, non temere: la terra su cui giaci, la darò a te e alla tua discendenza. E la tua discendenza sarà come la sabbia della terra e si estenderà verso il mare, verso mezzogiorno, verso settentrione e verso oriente e saranno benedette in te e nella tua discendenza tutte le tribù della terra. Ed ecco, io sono con te per custodirti in tutto il cammino che farai; e ti farò tornare in questa terra, perché non ti abbandonerò sinché io non abbia fatto tutto quello di cui ti ho parlato. E Giacobbe si destò dal suo sonno e disse: Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo! Ebbe timore e disse: Quanto è tremendo questo luogo! Altro non è che la casa di Dio e questa è la porta del cielo.
Lettura dalla profezia di Ezechiele (43,27-44,4).
Apartire dal giorno ottavo, i sacerdoti offriranno sull’altare i vostri olocausti e i vostri sacrifici pacifici e voi mi sarete accetti, dice il Signore. E mi fece volgere per la via della porta esterna del santuario che guarda ad oriente ed essa era chiusa. E il Signore mi disse: Questa porta resterà chiusa, non verrà aperta e nessuno passerà per essa, perché per essa entrerà il Signore Dio d’Israele e rimarrà chiusa. Poiché il principe, lui siede in essa per prender cibo. Entrerà per la via del portico della porta e per la sua via uscirà. E mi introdusse per la via della porta che guarda a settentrione, di fronte al tempio: e vidi ed ecco, era piena di gloria la casa del Signore.
Lettura dai Proverbi (9,1-11).
La sapienza si è costruita una casa e ha eretto a sostegno sette colonne. Ha sgozzato i suoi animali, ha versato nel calice il suo vino e ha preparato la sua mensa. Ha mandato i suoi servi a invitare al banchetto con alto proclama, dicendo: Chi è stolto si rivolga a me. E a quelli che mancano di senno dice: Venite, mangiate il mio pane e bevete il vino che ho mesciuto per voi. Abbandonate la stoltezza e vivrete, cercate la prudenza per poter aver vita e dirigere l’intelligenza con la conoscenza. Chi rimprovera dei malvagi ne ricaverà per sé disonore e chi correggerà l’empio ne avrà biasimo, perché i rimproveri fatti all’empio sono per lui lividure. Non rimproverare dei malvagi perché non ti prendano in odio: rimprovera il saggio e ti amerà. Da’ un’opportunità al saggio e diventerà più saggio, istruisci un giusto e continuerà ad accogliere istruzione. Principio della sapienza è il timore del Signore e il consiglio dei santi è intelligenza. Conoscere poi la Legge è cosa di una buona mente. In questo modo, infatti, vivrai a lungo e ti verranno aggiunti anni di vita.
Alla liti, stichirà idiòmela. Tono 1.
Era conveniente che i testimoni oculari e ministri del Verbo vedessero anche la dormizione della Madre sua secondo la carne, l’ultimo dei misteri che la riguarda, perché non risultassero spettatori solo dell’ascensione del Salvatore dalla terra, ma anche testimoni del transito di colei che lo aveva generato. Trasportati dunque per divina potenza da ogni parte del mondo, raggiunsero il monte Sion e scortarono colei che, più elevata dei cherubini, si affrettava verso il cielo. Anche noi con loro la veneriamo come colei che intercede per le nostre anime.
Tono 2. Di Anatolio.
Colei che è più alta dei cieli, più gloriosa dei cherubini e più venerabile di ogni creatura, che per la sua sovreminente purezza divenne ricettacolo dell’eterna essenza, consegna oggi la sua santissima anima nelle mani del Figlio: per lei tutto l’universo è colmato di gioia e a noi è data la grande misericordia.
Stesso tono. Di Giovanni.
La sposa purissima e Madre della benevolenza del Padre, colei che da Dio fu prescelta come luogo della sua unione senza confusione, consegna oggi l’anima pura a Dio Creatore: l’accolgono in modo divinamente degno le schiere degli incorporei e viene trasferita alla vita colei che è davvero Madre della vita, lampada della luce inaccessibile, salvezza dei credenti e speranza delle nostre anime.
Tono 3. Di Germano.
Venite confini tutti della terra, proclamiamo beato l’augusto transito della Madre di Dio: nelle mani del Figlio infatti consegna l’anima pura, perciò il mondo con la sua santa dormizione è richiamato alla vita e con gioia festeggia con gli incorporei e gli apostoli, con salmi, inni e cantici spirituali.
Gloria. Tono pl. 1. Di Teofane.
Vieni, assemblea degli amici della festa; venite e formiamo un coro, venite e coroniamo di canti la Chiesa nel giorno in cui l’arca di Dio giunge al luogo del suo riposo. Oggi infatti il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che partorì colui che l’universo non può contenere; e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli danzano con gli apostoli, fissando pieni di timore colei che partorì l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita. Veneriamola tutti pregando: Non dimenticarti, Sovrana, della comunanza di stirpe con quanti festeggiano con fede la tua santissima dormizione.
E ora. Stesso tono.
Cantate, popoli, cantate alla Madre del nostro Dio: oggi infatti essa depone la sua anima tutta di luce nelle mani immacolate di colui che s’incarnò da lei senza seme: presso di lui essa senza sosta intercede perché a tutta la terra siano donate la pace e la grande misericordia.
Allo stico, stichirà idiòmela. Tono 4.
Venite, popoli, celebriamo la santissima Vergine pura, da cui ineffabilmente venne, incarnato, il Verbo del Padre; acclamiamo e diciamo: Benedetta tu fra le donne, benedetto il grembo che ha portato Cristo. Tu che hai deposto l’anima nelle sue sante mani, o pura, intercedi ora per la salvezza delle nostre anime.
Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.
Le folle degli angeli in cielo e la stirpe degli uomini in terra proclamano beata la tua augusta dormizione, santissima Vergine pura, poiché divenisti Madre di Cristo Dio, Creatore di tutti. Non smettere, ti preghiamo, di implorarlo per noi che, dopo Dio, in te abbiamo riposto le nostre speranze, Madre di Dio inneggiatissima, ignara di nozze.
Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà, del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.
Cantiamo oggi, o popoli, il cantico di Davide a Cristo Dio: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, le sue compagne saranno condotte con gioia ed esultanza poiché la figlia di Davide, grazie alla quale fummo divinizzati, passa gloriosamente e ineffabilmente nelle mani del proprio Figlio e Sovrano; inneggiandola come Madre di Dio, acclamiamo dicendo: Salva da ogni sventura quanti ti confessano Madre di Dio e libera dai pericoli le nostre anime.
Gloria. E ora. Tono 4.
Quando te ne andasti, o Vergine Theotòkos, presso colui che da te ineffabilmente è nato, erano presenti Giacomo fratello di Dio e primo gerarca, con Pietro, venerabilissimo e sommo corifeo dei teologi e tutto il coro divino degli apostoli: con inni teologici atti a manifestarne la divinità, essi celebravano il divino e straordinario mistero dell’economia di Cristo Dio; e seppellendo il tuo corpo origine di vita e dimora di Dio, gioivano, o inneggiatissima. Dall’alto le santissime e nobilissime schiere degli angeli, guardavano con stupore il prodigio e a testa china le une alle altre dicevano: Sollevate le vostre porte e accogliete colei che partorì il Creatore del cielo e della terra; inneggiamo con dossologie il corpo santo e venerabile che ospitò il Signore per noi invisibile. E noi pure, festeggiando la tua memoria, a te gridiamo, o inneggiatissima: Solleva la fronte dei cristiani e salva le nostre anime.
Apolytìkion. Tono 1.
Nel parto conservasti la verginità, nella dormizione non abbandonasti il mondo, Theotòkos. Sei passata alla vita, essendo madre della vita e con la tua intercessione riscatti dalla morte le nostre anime (3).
Segue la conclusione.