Memoria del santo martire Myron e del nostro beato padre Elia il Nuovo.
Al Vespro.
Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia.
Tono 4. Hai dato come segno.
Dominasti il tuo corpo, rinunciasti ai piaceri, soggiogasti i sensi con l’esercizio della castità e del sacrificio, accettasti le prove e sopportasti le tribolazioni, o sapiente in Dio; in premio ora assapori godimento interminabile, felicità inesauribile, gioia inesprimibile.
Col dominio di te e la continua preghiera inaridisti le passioni del corpo; con la pioggia delle tue lacrime annegasti il serpente ingannatore; divenisti a Dio gradito in modo perfetto, o beato, sapiente in Dio; per questo ti colmò di celesti grazie Gesù filantropo, Salvatore delle nostre anime.
Percorresti deciso il cammino dell’ascesi, conservasti intatto il dono della fede, meritasti di portare la corona di giustizia che Cristo ha preparato, come arbitro che assegna il giusto premio in ogni gara e in cambio di fatiche sopportate dona consolazione e ricompensa eterne. Supplicalo anche ora, o teòforo, perché ne diventiamo degni.
Gloria. E ora. Della festa.