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Momento: Vespero

Vespro del 13 Agosto

13 AGOSTO

Memoria del nostro santo padre Massimo il confessore. Conclusione della festa della Trasfigurazione. Si canta l’ufficiatura del 6 agosto, eccetto le letture del vespro, la litì e il polyèleos.

Se il 13 agosto è domenica, il sabato sera al vespro: Beato l’uomo. Al Signore a te ho gridato: 4 stichirà del tono e 6 della festa. Gloria: della festa. E ora: Theotokìon dogmatico del tono. Apòstica dall’Oktòichos. Gloria. E ora: della festa. Apolytìkion della domenica e della festa.

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Vespro del 12 Agosto – Memoria dei santi martiri Fozio e Anìkitos

12 Agosto

Memoria dei santi martiri Fozio e Anìkitos.

AVVERTENZA. Oggi si celebra anche l’ufficiatura del nostro santo padre Massimo il confessore, perché il 13 si conclude la festa della Trasfigurazione.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia dei santi martiri.

Tono 4. Hai dato come segno.

Non vi terrorizzò il fuoco, né gli strumenti taglienti, né il furore del tutto irrazionale di chi follemente giudicava, né gli assalti dei leoni, né il ribollire delle caldaie, né l’amputazione delle membra, né l’amara sentenza di morte che vi rendeva immortali e gloriosamente vi accompagnava a Dio immortale, o generosissimi atleti.

Avete ottenuto la fine beatissima, in tutto venerabile e desiderata da chi ne è degno, avete ottenuto le speranze eterne, o generosi e fate scaturire per noi fonti di prodigi, che tolgono il bruciore delle passioni dell’anima e del corpo in quanti sempre celebrano piamente la vostra festa annuale, o illustrissimi.

Fozio glorioso e Anìkitos di mente divina, coppia eccelsa, rifulgente degli splendori della Trinità, variamente ornati dalle bellezze delle ferite, sempre esultano con gli angeli e dispensano illuminazione e misericordia a quanti festeggiano con fede la loro lotta sacra e gloriosa.

Altri 3 di san Massimo.

Lo stesso tono. Come generoso fra i martiri.

Predicavi conosciuto con due volontà e due energie colui che per compassione si è compiaciuto di diventare uomo, o beato Massimo, chiudendo le bocche sempre aperte degli empi, che per calunnia del diavolo, artefice della malizia, lo ritengono dotato di una sola volontà e una sola energia.

Con le corde dei tuoi dogmi soffocasti, o padre Massimo, il loquace e insensato Pirro; sopportasti anche persecuzioni e tribolazioni, o illustrissimo: molto flagellato, ti furono tagliate la lingua e la divina mano sempre levata a Dio, con cui, scrivendo, fissavi gli eccelsi dogmi.

La tua santa lingua, padre, divenne come stilo di scriba veloce, acuminato dallo Spirito, scrivente in bella grafia con la grazia, sulle tavole dei nostri cuori, il libro delle virtù divine, l’esattezza dei dogmi e l’incarnazione di colui che in due nature e in una sola ipòstasi volle manifestarsi agli uomini.

Gloria. Del santo. Tono pl. 4.

Noi, folle di monaci, ti onoriamo come guida, o nostro padre Massimo, perché per te imparammo a camminare per la via veramente retta; beato sei tu, che servisti Cristo e sconfiggesti la potenza del nemico, o compagno degli angeli, consorte dei santi e dei giusti: con loro prega il Signore di aver misericordia delle nostre anime.

E ora. Lo stesso tono. Della festa.

La nube luminosa della trasfigurazione seguì l’oscurità della Legge: Mosè ed Elia, venendone avvolti e fatti degni della gloria più che luminosa, dicevano a Dio: Tu sei il nostro Dio, o Re dei secoli.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Accostiamoci con animo pronto al monte Tabor per contemplare la gloria del Re dell’universo, Cristo, nostro Redentore.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua e la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Con Mosè ed Elia, mio Salvatore, sei apparso brillante più del sole sul monte Tabor, davanti ai discepoli prescelti.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

I discepoli udivano la voce del Padre che testimoniava la tua gloria, o mio Salvatore e per il timore caddero proni a terra.

Gloria. Tono pl. 2. Del santo.

Padre santo, per tutta la terra uscì la voce delle tue belle azioni: perciò nei cieli trovasti ricompensa delle tue fatiche; annientasti le falangi dei demòni, raggiungesti le schiere degli angeli, di cui, irreprensibile, emulasti la vita; poiché hai dunque confidenza col Signore, chiedi pace per le nostre anime.

E ora. Tono pl. 4. Della festa.

Scoprendo, o Cristo, per quanti erano saliti con te sul monte, un pallido bagliore della tua divinità, li hai resi partecipi della tua gloria ultramondana: essi perciò ispirati gridavano: E’ bello per noi stare qui! Con loro anche noi per i secoli a te inneggiamo, Cristo Salvatore trasfigurato.

Apolytìkion del santo. Tono pl. 4.

Guida d’ortodossia, maestro di pietà e decoro, astro del mondo, ornamento dei monaci divinamente ispirato, sapiente Massimo, con le tue dottrine illuminasti tutti, o lira dello Spirito: prega Cristo Dio di salvare le nostre anime.

Apolytìkion della festa. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fa’ risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

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Vespro del 11 Agosto – Memoria del santo Diacono e Martire Euplo

11 Agosto

Memoria del santo Diacono e Martire Euplo.

Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi con 3 stichirà prosòmia della festa e 3 del santo.

Della festa. Tono pl. 2. Il terzo giorno.

Prendendo, o Cristo, nella tua pietà, la forma del primo uomo Adamo, dalla Vergine apparisti nuovo Adamo e sul monte Tabor ti trasfigurasti svelando la tua divinità, o Salvatore.

Sbigottirono gli eletti testimoni della grazia e della Legge, vedendo la tua trasfigurazione sul monte Tabor: con loro ti adoriamo col Padre tuo e lo Spirito.

Risplende radiosa la natura, o Cristo, per la tua trasfigurazione; di essa tu, Dio, hai fatto spettatori sul Tabor i divini apostoli, Mosè ed Elia, ineffabilmente sfolgorando più del sole.

Del santo. Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

Euplo celebratissimo, abbattesti con grande vigore le macchinazioni dell’ostile nemico, sconfiggendolo con la tua forte lotta; ti consacrasti a Cristo tuo Creatore come sacrificio puro e accetto e ora esulti in eterno con il Re dell’universo.

Euplo celebratissimo, muniti i sensi della tua anima con la croce di Cristo, ti gettasti con forza contro l’avversario di tua spontanea volontà e dopo averlo pubblicamente respinto, regni ora con il Re dell’universo, esultando in eterno.

Euplo celebratissimo, avendo Cristo come soccorritore, disprezzasti le cose materiali e, consegnando per lui il corpo al persecutore e ai flagelli, lottando, o martire, hai resistito fino al sangue, perciò il Sovrano, Salvatore e Signore ti ha ornato con la corona della vittoria.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Un tempo caliginoso e fumante è ora prezioso e santo il monte su cui si posarono i tuoi piedi, Signore: poiché il mistero dall’eternità nascosto, negli ultimi tempi lo manifestò a Pietro, Giovanni e Giacomo la tua tremenda trasfigurazione: essi, non sopportando il fulgore del tuo volto e lo splendore delle tue vesti, oppressi stavano curvi col volto a terra; nell’estasi stupivano vedendo Mosè ed Elia parlare con te di ciò che stava per accaderti e una voce dal parte del Padre testimoniava dicendo: Questi è il mio Figlio diletto, in cui mi sono compiaciuto; ascoltatelo, egli donerà al mondo la grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Volendo, o Cristo, mutare la natura proveniente da Adamo, sali ora sul monte Tabor per manifestare la Divinità agli iniziati.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Facendo ineffabilmente balenare sul monte Tabor lo splendore trifulgente della tua divina gloria, o Salvatore, illuminasti l’universo.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Appena i discepoli videro la straordinarietà della tua veste e di tutto il tuo aspetto, o Verbo, subito caddero proni a terra.

Gloria. E ora. Tono 4.

Trasfigurato su un alto monte, Salvatore, avendo i corifei dei discepoli, con gloria rifulgesti, indicando che quanti risplendono per l’elevatezza delle virtù, anche della divina gloria saranno fatti degni. E Mosè ed Elia, conversando con Cristo, mostravano che egli è Signore dei vivi e dei morti e il Dio, che un tempo aveva parlato mediante la Legge e i profeti; anche la voce del Padre dalla nube luminosa testimoniava dicendo: Ascoltatelo; con la croce spoglia l’ade e ai morti dona la vita eterna.

Apolytìkion. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fa’ risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

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Vespro del 10 Agosto – Memoria del santo martire Lorenzo, l’arcidiacono

10 Agosto

Memoria del santo martire Lorenzo, l’arcidiacono.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi con 3 stichirà prosòmia della festa e 3 del santo.

Tre della festa. Tono 4. Hai dato come segno.

Venite ora, mutati dal mutamento superno, esultiamo, quanti abbiamo celeste sentire, conformandoci oggi piamente a Cristo e ascendendo dalla terra all’eccelsa vetta delle virtù: poiché il Salvatore delle nostre anime, nella sua pietà, trasfigurandosi sul Tabor ha riempito di splendore l’uomo deforme.

Voi che amate contemplare e ascoltare ciò che trascende l’intelletto, osserviamo misticamente Cristo rifulgente di raggi divini e ascoltiamo la voce del Padre, proclamante Figlio diletto colui che sul Tabor copre di splendore la fragilità umana e fa scaturire l’illuminazione per le nostre anime.

Tutto ciò che è nell’universo e oltre l’universo si muova oggi alla lode di Cristo nostro Dio, Signore dei vivi e dei morti: egli trasfigurandosi divinamente pone accanto a sé sul Tabor i prìncipi e araldi della Legge e della grazia, poiché così è piaciuto a lui, Salvatore delle nostre anime.

Tre del santo, uguali.

Il Sovrano e Signore ti diede, o martire, come aiuto il carbone ardente: da esso bruciato, deponesti presto la tenda di creta ed ereditasti la vita e il regno immortali: perciò con gioia celebriamo la tua festa gioiosa, o beatissimo Lorenzo incoronato.

Tu, o beato, lasciandoti bruciare dai carboni ardenti, spegnesti i carboni della seduzione idolatrica: dopo che essi annullarono lo spessore della tua carne, scuotesti come pesante fardello anche la polvere della mortalità dei nostri progenitori: divenisti così per noi inestinguibile carbone ardente, illuminante radiosamente quanti onorano la tua memoria.

I martiri invitti furono accesi da Dio come carboni ardenti, rifulgenti per lo splendore dello Spirito: con ardore dileguano il buio dell’inganno e dell’ateismo e accendono la fiaccola della pietà; fra costoro brilla per i prodigi Lorenzo, vero e venerabile diacono del Salvatore.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Prima della tua croce, Signore, un monte imitò il cielo: una nube lo sovrastava come tenda; mentre ti trasfiguravi e il Padre ti testimoniava, erano con te Pietro, Giacomo e Giovanni, perché, dovendo esser con te anche nell’ora del tradimento, grazie alla contemplazione delle tue meraviglie non temessero la tua passione, che noi ti preghiamo di poter adorare in pace, per la tua grande misericordia.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Sul monte Tabor il Signore ha mostrato ora la gloria divina, seppur pallidamente, agli iniziati che si era scelto.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Venite, accorriamo tutti con i discepoli alla vetta delle virtù, affinché con loro siamo fatti degni anche della grazia.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Figli tutti della terra, purifichiamo i nostri cuori, perché possa venire anche a noi la gloria della grazia trisolare.

Gloria. E ora. Tono 4.

Prima della tua croce, Signore, prendendo con te i discepoli su un alto monte, davanti a loro ti trasfigurasti, illuminandoli con bagliori di potenza, volendo mostrare loro, sia per filantropia, sia per la tua signoria, lo splendore della risurrezione: di essa rendi anche noi degni nella pace, perché sei misericordioso e filantropo.

Apolytìkion. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fà risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

Conclusione.

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Vespro del 9 Agosto- Memoria del santo apostolo Mattia

9 Agosto

Memoria del santo apostolo Mattia.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, 6 stichi con 3 stichirà prosòmia della festa e 3 del santo.

Stichirà della festa.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Festeggiando oggi la santissima e gloriosa trasfigurazione, glorifichiamo Cristo che trasformò la nostra natura col fuoco della divinità e, come all’origine, la rese splendente d’incorruttela.

Venite, saliamo al monte santo e con fede contempliamo la luminosissima trasfigurazione del Signore, adorandolo con fede e dicendo: Tu solo sei nostro Dio, che ti incarnasti e divinizzasti la stirpe umana.

Questo è il giorno venerabilissimo in cui Cristo si trasfigura sul monte Tabor, alla presenza di Mosè ed Elia e dei suoi discepoli, mentre si ode la voce divina: Questi è veramente il Figlio mio eletto.

Stichirà del santo. Stesso tono.

Martiri degni di ogni lode.

Beato Mattia, come fiume traboccante di acque divine sei scaturito dall’Eden spirituale, misticamente irrigando la terra e l’hai resa fertile: supplica dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Apostolo Mattia, completasti il divino coro da cui Giuda era decaduto e con le folgori divine delle tue parole sapienti, scacciasti, in virtù dello Spirito, le tenebre della follia idolatrica: supplica dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.

Le folgori dei tuoi dogmi balenarono per tutto il globo terrestre, o Mattia ispirato, illuminando tutti, guidando tutti alla divina conoscenza e rendendo ricettacoli della luce quanti prima dormivano nella notte della vanità e nella tenebra di ogni empietà.

Gloria. E ora. Tono 2.

Tu che con la tua luce hai santificato tutta la terra, ti sei trasfigurato sull’alto monte, o buono, mostrando ai tuoi discepoli il tuo potere, poiché tu riscatti il mondo dalla trasgressione. Perciò ti gridiamo: Misericordioso Signore, salva le nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono pl. 2. Venite, schiere angeliche.

Rifulso dalla Vergine santissima, trascendendo ogni pensiero, o Verbo di Dio, dopo esserti completamente rivestito di Adamo, con la divina trasformazione della tua figura hai fatto rifulgere tutta la natura ottenebrata, trasfigurandoti sul monte Tabor, o Sovrano, prima della tua croce preziosa, o Cristo nostro Dio.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Il monte un tempo coperto di caligine e fumo, eccolo ora prezioso e santo: poiché colui che un tempo guidava Israele con la colonna di fuoco e la nube, come sta scritto, Cristo, oggi su di esso ineffabilmente più del sole rifulge nella sua divinità e illumina tutto.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Cefa, vedendo sul Tabor i due uomini che parlavano col Sovrano in atteggiamento di servi, esclamò: E’ bello stare qui: facciamo tre tende, se vuoi, una per te, o Cristo, una per Mosè e una per Elia, tuoi servi. Egli, nel suo stupore, non sapeva ciò che diceva.

Gloria. E ora. Tono 2.

Tu che sul monte Tabor gloriosamente ti trasfigurasti, o Cristo Dio e mostrasti ai tuoi discepoli la gloria della tua divinità, illumina anche noi con la luce della tua conoscenza e guidaci sul sentiero dei tuoi comandamenti, come unico buono e filantropo.

Apolytìkion dell’apostolo. Tono 3.

Santo apostolo Mattia, prega il Dio misericordioso di concedere alle nostre anime la remissione delle colpe.

Altro apolytìkion, della festa. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fa’ risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

E il congedo.

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Vespro del 8 Agosto – Memoria di sant’Emiliano, vescovo di Cizico Stefano

8 Agosto

Memoria di sant’Emiliano, vescovo di Cizico.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa e 3 del santo.

Della festa. Tono 4. Hai dato come segno.

Oggi, Signore, hai mostrato la tua divinità ai tuoi venerabili apostoli, a Mosè e ad Elia, come Dio della Legge e della grazia, che ora ci libera dall’assoggettamento alla morte: con essi glorifichiamo la tua economia filantropica, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Oggi limpidamente sei rifulso, più luminoso del sole, sul monte Tabor, mostrando ai tuoi amici che sei irradiazione di gloria, tu che assumesti per compassione l’essenza dei mortali, o Signore; perciò glorifichiamo la tua economia filantropica, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Esultano oggi gli angeli del cielo festeggiando con i mortali, o Cristo, la tua tremenda e divina illuminazione sul Tabor: qui prendesti accanto a te Mosè ed Elia, o Salvatore filantropo, con Pietro, Giacomo e Giovanni, che a te inneggiavano, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Del santo. Stesso tono.

Tu che sei stato chiamato.

Tu che onorasti in pubblico l’icona di Cristo, quando l’arroganza del leone infuriava e sconvolgeva i popoli, rinnovando l’empia eresia del Coprònimo, tu, o sapientissimo, usando della tua franchezza, in pubblico lo confutasti mentre era riunito il sinodo dei vescovi. Divenisti così noto come valentissimo soldato di Cristo, o beatissimo: supplicalo dunque di salvare e illuminare le nostre anime.

Tu che ti eri stabilito nelle celesti dimore, quando l’empio rivelò il suo animo ateo e selvaggio, condannando all’esilio la tua fermezza, allora, o uomo mirabile, sapendo bene che la nostra sola patria è il paradiso dal quale siamo decaduti, gioioso sopportasti con letizia e perciò giustamente ottenesti di vedere Cristo, vita pura: supplicalo di salvare e illuminare le nostre anime.

Servendoti con tutta sapienza di una lingua di fuoco, quando il tiranno Leone promulgò la barbarica legge che ordinava di non venerare l’augusta icona di Cristo, tu gli opponesti la legge divina secondo cui, come fu detto, la venerazione dell’icona è rivolta a colui che essa rappresenta e alla tua parola l’esecrabile belva si mostrò come colpita da un fulmine, o padre venerabilissimo e sacratissimo, che divinamente parli.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 1.

Colui che un tempo, mediante simboli, aveva parlato con Mosè sul monte Sinai, dicendo: Io sono Colui che E’, trasfiguratosi oggi sul monte Tabor alla presenza dei discepoli, ha mostrato come in lui la natura umana riacquisti la bellezza archètipa dell’immagine. Prendendo a testimoni di una tale grazia Mosè ed Elia, li rendeva partecipi della sua gioia, mentre essi preannunciavano il suo esodo tramite la croce e la salvifica risurrezione.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.

Prendendo, o Cristo, nella tua pietà, la forma del primo uomo Adamo, dalla Vergine apparisti nuovo Adamo e sul monte Tabor ti trasfigurasti svelando la tua divinità, o mio Salvatore.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Sbigottirono gli eletti testimoni della grazia e della Legge, vedendo la tua trasfigurazione sul monte Tabor: con loro noi ti adoriamo col Padre tuo e con lo Spirito.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Risplende radiosa la natura, o Cristo, per la tua trasfigurazione; di essa tu, Dio, hai fatto spettatori sul Tabor i divini apostoli, Mosè ed Elia, ineffabilmente sfolgorando più del sole.

Gloria. E ora. Tono 1.

Prevedendo in Spirito la tua venuta tra gli uomini nella carne, o Figlio Unigenito, già da lungi Davide, padre di Dio, convocava il creato alla festa, esclamando profeticamente: Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno. Salito infatti su questo monte, o Salvatore, con i tuoi discepoli, trasfigurandoti hai reso di nuovo radiosa la natura oscuratasi un tempo in Adamo, facendola passare alla gloria e allo splendore della tua divinità. Perciò ti acclamiamo: O artefice dell’universo, Signore, gloria a te.

Apolytìkion. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fa’ risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

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Vespro del 7 Agosto- Memoria del santo martire il beato Domezio

7 Agosto

Memoria del santo martire il beato Domezio.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Prima della tua croce preziosa, prima della tua passione, prendendo con te quelli che avevi scelto tra i tuoi sacri discepoli, sei salito sul monte Tabor, o Sovrano, volendo mostrare loro la tua gloria: ed essi, vedendoti trasfigurato e più splendente del sole, caduti con la faccia a terra, restarono attoniti di fronte alla tua sovranità e acclamavano: Tu sei, o Cristo, la luce senza tempo e l’irradiazione del Padre, benché tu, volontariamente, ti faccia vedere nella carne, restando immutabile.

O Dio Verbo anteriore ai secoli, tu che ti rivesti di luce come di un manto, trasfigurandoti davanti ai tuoi discepoli rifulgesti più del sole, o Verbo; erano presso di te Mosè ed Elia, per indicarti Signore dei vivi e dei morti e glorificare l’ineffabile tua economia, la misericordia e la grande condiscendenza con cui salvasti il mondo rovinato nei peccati.

Nato da nube verginale e fatto carne, trasfigurato sul monte Tabor, Signore e avvolto dalla nube luminosa, mentre erano con te i tuoi discepoli la voce del Genitore ti ha distintamente manifestato come Figlio diletto, a lui consustanziale e con lui regnante. Perciò Pietro pieno di stupore esclamava: E’ bello stare qui, non sapendo ciò che diceva, o misericordiosissimo benefattore.

Prosòmia del santo.

Tono pl. 2. Riposta nei cieli.

Lasciati tutti gli incantesimi della magia, le brutture dei persiani e le nefande imposture, sei accorso a Dio, alla sapiente provvidenza che governa i cieli: nel suo nome hai curato come gli apostoli malattie di animali e sofferenze di uomini che con ardore si rivolgevano a te, servo del Cristo, che noi ti chiediamo di supplicare con franchezza per le nostre anime.

Hai consacrato al Signore tutta la tua vita, ti sei dato con fervore alla corsa dell’ascesi, o santo, mostrandoti dedito alla preghiera pura, a veglie di notti intere, all’incessante canto di inni, a vita irreprensibile e angelica: fosti perciò arricchito di virtù taumaturgiche. Sa infatti il Signore come glorificare i suoi servi: supplicalo con franchezza per le nostre anime.

Rivestendo tutta l’armatura della croce e cingendo l’indistruttibile scudo della fede, divenisti terribile per gli schieramenti ostili dei demòni, che hai cacciato usando una sferza, grazie alla fede e a divine invocazioni; salvasti così i viandanti dai danni che subivano a causa loro, o Domezio, servo del Cristo, che noi ti chiediamo di supplicare con franchezza per le nostre anime.

Gloria. E ora. Della festa. Tono pl. 2.

Prefigurando la tua risurrezione, Cristo Dio, prendesti con te i tuoi tre discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni per salire sul Tabor e mentre ti trasfiguravi, Salvatore, il monte Tabor si ricopriva di luce; i tuoi discepoli, o Verbo, si gettarono a terra, non sopportando la vista della forma che non è dato contemplare; gli angeli prestavano il loro servizio con timore e tremore; fremettero i cieli e la terra tremò, perché sulla terra vedevano il Signore della gloria.

Ingresso, Luce gioiosa. Prokìmenon. Tono grave.

Il nostro Dio è nel cielo e sulla terra: tutto ciò che ha voluto il Signore l’ha fatto.

Stico. Nell’esodo di Israele dall’Egitto, della casa di Giacobbe da un popolo barbaro.

Stico. Il mare vide e fuggì, il Giordano si volse indietro.

Stico. Che hai, o mare, che sei fuggito e tu Giordano, che ti sei volto indietro?

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Oggi Cristo sul monte Tabor, trasmutando la natura oscurata di Adamo, l’ha divinizzata rendendola splendente.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Mosè ed Elia videro sul Tabor il Dio incarnato dalla Vergine fanciulla, per la redenzione dei mortali.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Un segno divinamente degno della sua divinità mostra Cristo agli iniziati, prima della croce, risplendendo oggi sul monte come sole.

Gloria. E ora. Tono pl. 1.

Scoprendo, o Cristo, per quanti erano saliti con te sul monte, un pallido bagliore della tua divinità, li hai resi partecipi della tua gloria ultramondana: essi perciò ispirati gridavano: E’ bello per noi stare qui. Con loro anche noi inneggiamo te, Cristo Salvatore trasfigurato, per i secoli.

Apolytìkion. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte, o Cristo Dio, facendo vedere ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto lo potevano. Fa’ risplendere anche su noi peccatori la tua eterna luce, per l’intercessione della Theotòkos, o datore di luce, gloria a te.

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Vespro del 6 Agosto – Memoria della santa Trasfigurazione del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.

6 Agosto

Memoria della santa Trasfigurazione del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo.

Al Piccolo Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo i seguenti stichirà prosòmia, ripetendo il primo.

Tono 4. Esultanza delle schiere.

Venite ora, voi di senno celeste, mutandoci oggi con il miglior mutamento, piamente conformi a Cristo e sollevandoci dalla terra al vertice sublime delle virtù; esultiamo poiché il Salvatore delle nostre anime, trasfigurandosi per compassione sul Tabor, ha reso splendente l’uomo deforme (2).

O voi, che amate contemplare le realtà sovraintellettuali e siete bramosi di ascoltare, ispirati dalla voce del Genitore, che proclama come Figlio amato colui che ha illuminato sul Tabor la debolezza umana e ha fatto scaturire luce per le nostre anime, guardiamo misticamente il Cristo rifulgente di splendore divino.

Tutta l’assemblea mondana e sovramondana si muova ora insieme per inneggiare Cristo nostro Dio, che signoreggia i morti e i vivi, poiché trasfigurandosi divinamente, il Salvatore delle nostre anime mise accanto a lui le guide e i predicatori della legge e della grazia, come si è compiaciuto.

Gloria. E ora. Tono pl. 4.

Nell’oscurità della legge si è mostrata chiaramente la nube luminosa della Trasfigurazione, in cui erano Mosè ed Elia, i quali, giudicati degni della luminosissima gloria, dicevano a Dio: Tu sei nostro Dio e Re dei secoli.

Allo stico, stichirà prosòmia.

Tono 2. Casa di Efrata.

Oggi, sul monte Tabor Cristo ha mutato la natura oscurata di Adamo, illuminandola con la divinizzazione.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua e la terra.

Splendenti della luce delle virtù, gridiamo sul monte santo, guardando la Trasfigurazione del Signore.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

La terra è realmente rischiarata dal sole, che si volta di nuovo, poiché Cristo rifulge con gloria sul monte, illuminando l’universo.

Gloria. E ora.

Mosè ed Elia videro sul Tabor te Dio incarnato da vergine Sposa per la salvezza dei mortali.

Apolytìkion. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte o Cristo Dio, * mostrando ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto potevano. * Fa’ risplendere anche a noi, i peccatori, * la tua luce eterna, * per intercessione della Madre di Dio, * o Datore di Luce, gloria a te!

Piccola ectenia e conclusione.

Al Grande Vespro.

Non c’e sticologia. Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 4 stichirà idiòmela, ripetendo i primi due.

Tono 4. Del monaco Cosma.

Prima della tua croce, Signore, un monte imitò il cielo: una nube lo sovrastava come tenda; mentre ti trasfiguravi e il Padre ti testimoniava, erano con te Pietro, Giacomo e Giovanni, perché, dovendo esser con te anche nell’ora del tradimento, grazie alla contemplazione delle tue meraviglie non temessero la tua passione; degnati per la tua grande misericordia concedici di poterla venerare in pace (2).

Prima della tua croce, Signore, prendendo con te i discepoli su un alto monte, davanti a loro ti trasfigurasti, illuminandoli con bagliori di potenza, volendo mostrare loro, sia per filantropia, sia per la tua signoria, lo splendore della risurrezione: di essa rendi anche noi degni nella pace, perché sei misericordioso e filantropo (2).

Trasfigurato su un alto monte, Salvatore, avendo i corifei dei discepoli, con gloria rifulgesti, indicando che quanti risplendono per l’elevatezza delle virtù, anche della divina gloria saranno fatti degni. E Mosè ed Elia, conversando con Cristo, mostravano che egli è Signore dei vivi e dei morti e il Dio, che un tempo aveva parlato mediante la Legge e i profeti; anche la voce del Padre dalla nube luminosa testimoniava dicendo: Ascoltatelo; con la croce spoglia l’ade e ai morti dona la vita eterna.

Un tempo caliginoso e fumante è ora onorabile e santo il monte su cui si posarono i tuoi piedi, Signore: poiché il mistero dall’eternità nascosto, negli ultimi tempi lo manifestò a Pietro, Giovanni e Giacomo la tua tremenda trasfigurazione: essi, non sopportando il fulgore del tuo volto e lo splendore delle tue vesti, oppressi stavano curvi col volto a terra; nell’estasi stupivano vedendo Mosè ed Elia parlare con te di ciò che stava per accaderti e una voce dal parte del Padre testimoniava dicendo: Questi è il mio Figlio diletto, in cui mi sono compiaciuto; ascoltatelo, egli donerà al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Tono pl. 2.

Di Anatolio.

Prefigurando la tua risurrezione, Cristo Dio, prendesti con te i tuoi tre discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni per salire sul Tabor e mentre ti trasfiguravi, Salvatore, il monte Tabor si ricopriva di luce; i tuoi discepoli, o Verbo, si gettarono a terra, non sopportando la vista della forma che non è dato contemplare; gli angeli prestavano il loro servizio con timore e tremore; fremettero i cieli e la terra tremò, perché sulla terra vedevano il Signore della gloria.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dall’Esodo (24,12-18).

Disse il Signore a Mosè: Sali verso di me sul monte e stai lì; ti darò le tavole di pietra, la Legge e i comandamenti che ho scritto come loro legislazione. Alzatosi Mosè, con Gesù che era al suo servizio, salì sul monte di Dio. Agli anziani aveva detto: State fermi qui fino al nostro ritorno. Ecco, sono con voi Aronne e Cur: se a qualcuno si presentasse qualche questione, ci si rivolga a loro. E Mosè salì sul monte: la nube coprì il monte e scese la gloria di Dio sul monte Sinai e la nube lo ricoprì per sei giorni. Il Signore chiamò Mosè il settimo giorno dal mezzo della nube. L’aspetto della gloria del Signore era come fuoco fiammeggiante sulla cima della montagna, davanti ai figli di Israele. Mosè entrò nella nube e salì sul monte e stette là sul monte quaranta giorni e quaranta notti.

Lettura dall’Esodo (33,11-23 e 34,4-6.8).

Il Signore parlò a Mosè faccia a faccia, come uno parla con il suo amico; dopo egli ritornava nell’accampamento, ma il suo giovane inserviente, Gesù figlio di Navì, non si allontanava dalla tenda. Mosè disse al Signore: Ecco, tu mi dici: Conduci questo popolo; ma non mi hai manifestato chi manderai con me. Mi hai detto: Io ti conosco al di sopra di tutti e tu hai trovato grazia presso di me. Se dunque ho trovato grazia presso di te, manifestami te stesso, affinché io ti veda distintamente, così avrò trovato grazia al tuo cospetto e affinché io sappia che è popolo tuo questa grande nazione. E il Signore gli disse: Io stesso camminerò davanti a te e ti darò riposo. E Mosè rispose: Se non vieni tu stesso con noi, non mi far partire di qui. Come potrebbe essere veramente noto che ho trovato grazia presso di te, io e il tuo popolo, se non perché tu stesso cammini con noi? Allora io e il tuo popolo saremo glorificati al di sopra di tutte le genti che sono sulla terra. E il Signore disse a Mosè: Anche alla parola che hai detto io darò compimento, perché hai trovato grazia al mio cospetto e io ti conosco al di sopra di tutti. E Mosè gli disse: Mostrami la tua gloria. Ed egli disse: Io passerò davanti a te con la mia gloria e proclamerò il mio nome ‘Signore’ davanti a te; e farò misericordia a chi farò misericordia e avrò pietà di chi avrò pietà. E aggiunse: Non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo vedrà il mio volto e resterà in vita. E disse il Signore: Ecco un luogo presso di me; starai su questa roccia. Quando la mia gloria passerà, io ti porrò nel cavo della roccia e ti coprirò con la mia mano sinché io sia passato, poi toglierò la mano e allora tu mi vedrai di spalle: ma il mio volto non ti sarà mostrato. Mosè si levò presto al mattino e salì sul monte Sinai, come gli aveva ordinato il Signore. E il Signore scese nella nube e stette là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui e gridò: Signore, Dio pietoso, misericordioso, longanime, di grande misericordia e veritiero. E Mosè si affrettò a curvarsi a terra e adorò il Signore.

Lettura dal terzo libro dei Regni (3[1]19,3-16).

In quei giorni Elia giunse a Bersabea terra di Giuda e là lasciò il suo servo. Quanto a lui, fece una giornata di cammino nel deserto, arrivò presso un ginepro, si sedette là sotto, poi si sdraiò e si addormentò sotto la pianta. Ma ecco, qualcuno lo toccò e gli disse: Alzati, mangia e bevi, perché hai ancora molta strada da fare. Elia guardò ed ecco, vicino al suo capo delle focacce di spelta e una brocca d’acqua. Si alzò, mangiò e bevve e tornò a sdraiarsi. Ma l’angelo del Signore venne una seconda volta, lo toccò e gli disse: Alzati, mangia e bevi, perché hai ancora molta strada da fare. Egli si alzò, mangiò e bevve e, per la forza di quel cibo, camminò quaranta giorni e quaranta notti, fino al monte Oreb: là entrò in una grotta dove si fermò. Ed ecco, una parola del Signore a lui e disse a lui il Signore: Che fai qui? Ed Elia rispose: Sono pieno di zelo per il Signore onnipotente, perché i figli d’Israele hanno abbandonato il tuo patto, hanno abbattuto i tuoi altari e hanno ucciso di spada i tuoi profeti. Sono rimasto io solo e cercano di togliermi la vita. Il Signore gli disse: Va’, ritorna sui tuoi passi, prendi la strada del deserto di Damasco e ungi Eliseo figlio di Safat come profeta, al posto tuo.

Alla liti, stichirà idiòmela. Tono 2.

Tu che con la tua luce santificasti tutta la terra, ti trasfigurasti sull’alto monte, o buono, mostrando ai tuoi discepoli il tuo potere, poiché tu riscatti il mondo dalla trasgressione. Perciò ti gridiamo: Misericordioso Signore, salva le nostre anime.

Stesso tono.

Tu che sul monte Tabor gloriosamente ti sei trasfigurato, Cristo Dio e hai mostrato ai tuoi discepoli la gloria della tua divinità, illumina anche noi con la luce della tua conoscenza e guidaci sul sentiero dei tuoi comandamenti, o solo buono e filantropo.

Stesso tono.

Il Cristo, splendore anteriore al sole, stando ancora corporalmente sulla terra, compiendo divinamente prima della croce tutto ciò che attiene alla tremenda economia, oggi sul monte Tabor misticamente mostra l’immagine della Trinità. Conducendo infatti con sé in disparte i tre discepoli prescelti, Pietro, Giacomo e Giovanni, nasconde un poco la carne assunta e si trasfigura davanti a loro, manifestando la dignità della bellezza archètipa, seppure non nel suo pieno fulgore: l’ha infatti manifestata per dare loro piena certezza, ma non totalmente, per risparmiarli, perché a causa della visione non perdessero la vita ed essa si adattasse piuttosto alle possibilità dei loro occhi corporali. E prese anche i sommi tra i profeti, Mosè ed Elia, come testimoni della sua divinità, perché attestassero che egli è la vera irradiazione dell’essenza del Padre, colui che regna sui vivi e sui morti. Perciò anche la nube come tenda li avvolse e attraverso la nube risuonò dall’alto la voce del Padre, che confermava la loro testimonianza, dicendo: Questi è colui che, senza mutamento, dal seno, prima della stella mattutina, ho generato, il mio Figlio diletto; è colui che ho mandato a salvare quanti vengono battezzati nel Padre, nel Figlio e nel santo Spirito e con fede confessano indivisibile l’unico potere della Divinità: ascoltatelo! Tu dunque, o Cristo Dio filantropo, rischiara anche noi con la luce della tua gloria inaccessibile e rendici degni eredi, come sommamente buono, del regno che non ha fine.

Gloria. Tono pl. 1.

Venite, saliamo al monte del Signore e alla casa del nostro Dio e contempliamo la gloria della sua trasfigurazione, gloria come di Unigenito dal Padre; con la luce accogliamo la luce e spiritualmente sollevati in alto, in eterno cantiamo la Trinità consustanziale.

E ora. Stesso tono.

Mosè il veggente ed Elia, l’auriga di fuoco, che senza bruciare ha percorso i cieli, vedendoti nella nube al momento della tua trasfigurazione, hanno attestato che sei tu, o Cristo, l’autore della Legge e dei profeti e colui che li porta a compimento: con loro, rendi degni anche noi della tua illuminazione, o Sovrano, affinché ti inneggiamo in eterno.

Allo stico i seguenti idiòmela. Tono 1.

Colui che un tempo, mediante simboli, aveva parlato con Mosè sul monte Sinai, dicendo: Io sono Colui che E’, trasfiguratosi oggi sul monte Tabor alla presenza dei discepoli, ha mostrato come in lui la natura umana riacquisti la bellezza archètipa dell’immagine. Prendendo a testimoni di una tale grazia Mosè ed Elia, li rendeva partecipi della sua gioia, mentre essi preannunciavano il suo esodo tramite la croce e la salvifica risurrezione.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua è la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Prevedendo in Spirito la tua venuta tra gli uomini nella carne, o Figlio Unigenito, già da lungi Davide, padre di Dio, convocava il creato alla festa ed esclamava profeticamente: Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno. Salito infatti su questo monte, o Salvatore, con i tuoi discepoli, trasfigurandoti hai reso di nuovo radiosa la natura un tempo oscuratasi in Adamo, facendola passare alla gloria e allo splendore della tua divinità. Perciò a te gridiamo: O Artefice dell’universo, Signore, gloria a te.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Contemplando l’insostenibile effusione della tua luce e la tua divinità inaccessibile, i prescelti tra gli apostoli, sul monte della trasfigurazione, o Cristo senza principio, trasmutarono per l’estasi divina; e avvolti dal chiarore della nube luminosa, udivano la voce del Padre che confermava il mistero della tua incarnazione, perché anche dopo aver assunto la carne tu sei un solo Unigenito Figlio e Salvatore del mondo.

Gloria. E ora. Tono pl. 2.

A Pietro, Giovanni e Giacomo, i prescelti tra i tuoi discepoli, Signore, hai mostrato oggi sul monte Tabor la gloria della tua forma divina: vedevano infatti le tue vesti risplendenti come luce e il tuo volto più luminoso del sole; non riuscendo a guardare il tuo insostenibile splendore, caddero a terra, del tutto incapaci di fissarlo. Udivano infatti una voce che dall’alto attestava: Questi è il mio Figlio diletto, venuto nel mondo per salvare l’uomo.

Apolytìkion. Tono grave.

Ti sei trasfigurato sul monte o Cristo Dio, * mostrando ai tuoi discepoli la tua gloria, per quanto potevano. * Fa’ risplendere anche a noi, i peccatori, * la tua luce eterna, * per intercessione della Madre di Dio, * o Datore di Luce, gloria a te! (3).

Congedo.

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Vespro del 5 Agosto- Vigilia della santa Trasfigurazione del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo e memoria del santo martire Eusigno

5 Agosto

Vigilia della santa Trasfigurazione del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo e memoria del santo martire Eusigno.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della vigilia.

Tono 4. Hai dato come segno.

Venite, uniamoci a Gesù che sale al monte santo: là udremo la voce del Dio vivente, del Padre precedente l’eternità e attestante dalla nube luminosa, nel divino Spirito, la legittimità della sua eterna figliolanza; là, con l’intelletto illuminato, nella luce vedremo la luce.

Venite, apriamo la danza, purifichiamoci e con fede prepariamoci alla divina ascesa verso l’eccelsa città di Dio, così da divenire spettatori della sua magnificenza e ottenere la gloria che misticamente, sul monte Tabor, i prescelti fra gli apostoli furono resi degni di contemplare.

Venite dunque e mutati del mutamento superno, prepariamoci bene ad accostarci domani al santo monte di Dio per contemplare l’immutabile gloria di Cristo, che rifulge più raggiante del sole: e rischiarati dalla triplice Luce, in essa glorifichiamo la sua condiscendenza.

Altri 3, del santo.

Tono 4. Come generoso.

Indossasti, o glorioso, per grazia divina, la veste di porpora, tinta col sangue della tua carne; e cinto il capo con un diadema d’incorruttela e vita, recando nella destra come scettro il trofeo della croce, martire sapientissimo, con Cristo regni, in eterna letizia.

Ti sappiamo invitto guerriero, Eusigno: stringendoti infatti allo scudo della croce, uscisti per scontrarti col nemico bellicoso, lo respingesti superandolo splendidamente e ricevesti la corona della vittoria dalla mano del solo arbitro e Sovrano che regna in eterno.

Con la tua preziosa passione riproducesti, o glorioso atleta Eusigno, la preziosa passione; pervenuto alla vittoria, abiti pieno di gioia la superna metropoli con tutti i vittoriosi, divinizzato dalla divina partecipazione, perciò celebriamo la tua solennità augusta e santa.

Gloria. E ora. Della vigilia. Tono pl. 1.

Venite, saliamo al monte del Signore e alla casa del nostro Dio e contempliamo la gloria della sua trasfigurazione, gloria come di Unigenito dal Padre; con la luce accogliamo la luce e spiritualmente sollevati in alto, in eterno cantiamo la Trinità consustanziale.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Risplendenti per il fulgore delle virtù, saliamo al monte santo per vedere la divina trasfigurazione del Signore.

Stico. Tuoi sono i cieli e tua e la terra, il mondo e ciò che lo riempie tu hai fondato.

Un segno divinamente degno della sua divinità mostra il Cristo agli iniziati, prima della croce, risplendendo oggi sul monte come sole.

Stico. Il Tabor e l’Ermon nel tuo nome esulteranno.

Volendo, o Cristo, mutare la natura proveniente da Adamo, sali ora sul monte Tabor per manifestare la Divinità agli iniziati.

Gloria. E ora. Tono 2.

Tu che sul monte Tabor gloriosamente ti trasfigurasti, Cristo Dio e mostrasti ai tuoi discepoli la gloria della tua divinità, illumina anche noi con la luce della tua conoscenza e guidaci sul sentiero dei tuoi comandamenti, come solo buono e filantropo.

Apolytìkion.

Tono 4. Presto intervieni.

Andiamo incontro alla trasfigurazione di Cristo, solennizzando con gioia questa vigilia, o fedeli e acclamiamo: è vicino il giorno della divina letizia; sale al monte Tabor il Sovrano, per far sfolgorare la bellezza della propria divinità.

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Vespro del 4 Agosto – Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso

4 Agosto

Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Per ubbidire a Dio i beati fanciulli disprezzarono un ordine iniquo; legati, sciolsero i vincoli dell’inganno e rinunciando a una dignità mondana, ricevettero la dignità che li rese gloriosissimi e procurò loro il gaudio superno del regno.

Esercitandovi con costanza in vista dell’arena della lotta, o santi, stavate nascosti nella grotta, supplicando il Signore con incessanti preghiere di concedervi vigore e forza; ma per quei giudizi che il Filantropo sa, egli dispose con signoria divina che voi tutti vi addormentaste in pace.

Ai santi è proposto il mistero dei misteri: come infatti non si accorsero di morire, così anche ora sapientemente stupiscono risvegliandosi: avvenne infatti a conferma della risurrezione dai morti affinché quanti la negano, venendo a sapere questo ammutoliranno, glorificando con fede i martiri.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Riscattami dalla condanna, santissima sposa di Dio e con le tue preghiere libera la mia povera anima dalle funeste cadute e dalla morte: nel giorno in cui sarò esaminato, fa’ che ottenga la giustificazione come l’ottennero le folle dei santi, purificato dalla penitenza e dall’effusione delle lacrime, prima che giunga la fine.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendo sulla croce te, agnello e pastore, l’agnella che ti generò faceva lamento e come madre così ti parlava: Figlio amatissimo, come dunque sei appeso al legno della croce, o longanime? Come sei stato inchiodato mani e piedi da empi, o Verbo? E come hai versato il tuo sangue, o Sovrano?

Apolytìkion. Tono 4.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni: per le loro preghiere, Cristo Dio, salva le nostre anime.

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Vespro del 3 Agosto- Memoria dei beati nostri padri Isacco, Dalmato e Fausto

3 Agosto

Memoria dei beati nostri padri Isacco, Dalmato e Fausto.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.

Tono pl. 4. I tuoi martiri, Signore.

I tuoi santi, Signore, rendendosi simili agli incorporei, con la supplica e la continenza svigorirono le passioni della carne e splendenti di impassibilità, illuminarono il cuore di tutti. Per loro intercessione, dona al tuo popolo la grande misericordia.

Dalmato e Isacco, armandosi di zelo virtuoso, hanno realmente abbattuto l’eresia di Ario e di Nestorio e alleandosi agli ortodossi, da tutti hanno ottenuto gloria. Per loro intercessione, o Cristo, dona al tuo popolo la grande misericordia.

Apparendo come astri nel firmamento dell’ascesi, illuminaste, o padri santi, le anime dei monaci, fugando la tenebra dei demòni; perciò dopo la morte foste dichiarati beati e intercedete per la salvezza di tutti quelli che celebrano la vostra divina memoria.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Le mie parole sono impure, le labbra ingannatrici, le opere scellerate e che cosa farò? Come mi presenterò al Giudice? Vergine Sovrana, supplica il Creatore e Signore Figlio tuo affinché accolga nella penitenza il mio spirito, come solo compassionevole.

Oppure stavrotheotokìon.

La giovenca senza macchia, vedendo il vitello volontariamente appeso al legno, gemendo nel dolore gridava: Ahimè, Figlio carissimo! Che cosa dunque ti ha reso l’ingrato popolo degli ebrei che vuole privarmi di te, o amatissimo?

Apolytìkion. Tono 4.

O Dio dei nostri padri, che sempre agisci con noi secondo la tua clemenza, non distogliere da noi la tua misericordia, ma, per le loro preghiere, dirigi la nostra vita nella pace.

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Vespro del 2 Agosto – Ritrovamento delle reliquie del santo protomartire e arcidiacono Stefano

2 Agosto

Ritrovamento delle reliquie del santo protomartire e arcidiacono Stefano.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 stichi e cantiamo le stichirà prosòmia.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Con la mente illuminata dalla grazia dello Spirito, apparivi nell’aspetto come un angelo, o Stefano, poiché l’interiore splendore si rifletteva nel corpo e manifestava a chi vedeva la lucentezza dell’anima, per cui ottenesti la visione della luce: a te infatti prodigiosamente si aprirono i cieli, o principio e vanto dei martiri.

I nugoli di pietre divennero per te gradini e scale per la celeste ascesa: salendo su di essi contemplasti il Signore alla destra del Padre, in atto di porgerti con la sua mano vivificante la corona, da cui trai il nome: ora stai presso di lui come glorioso vincitore e primizia dei lottatori.

Brillando per segni, prodigi e dogmi, reprimesti il sinedrio degli empi e da loro messo a morte e lapidato, pregavi chiedendo perdono per i tuoi uccisori, imitando le parole del Salvatore, nelle cui mani affidasti, o Stefano, il tuo sacratissimo spirito.

Tre idiòmela. Tono 2.

Sei stato il primo dei diaconi e il primo dei martiri, o Stefano santissimo: sei divenuto strada per i santi e hai guidato al Signore molti martiri; perciò ti si aprì il cielo e ti apparve Dio; supplicalo per la salvezza delle nostre anime.

Onoriamo degnamente il protomartire, il generoso servo di Cristo, Stefano primo diacono: stando, infatti, in mezzo agli iniqui, contemplò il Figlio alla destra del Padre.

Ti sei rivestito di santità, o beato Stefano, protomartire e protodiacono, compagno degli angeli: lasciati importunare e intercedi per noi presso il Salvatore e Signore senza peccato.

Gloria. Tono pl. 2.

Fosti il primo dei martiri e dei diaconi, o beato Stefano, decoro dei lottatori, vanto dei fedeli, gloria dei giusti; poiché ora stai presso il trono di Cristo, Re dell’universo, chiedi che quanti festeggiano la tua venerabile memoria ottengano il perdono delle colpe e siano fatti degni del regno dei cieli.

E ora. Theotokìon.

Tu che sei sollievo dei tribolati, liberazione degli infermi, o Madre di Dio Vergine, salva città e popolo, tu, pace di chi e combattuto, bonaccia di chi è sbattuto dai marosi, sola protezione dei fedeli.

Allo stico, stichirà dall’Oktòichos.

Gloria. Tono pl. 2.

Rallegrati nel Signore, Stefano incoronato, imitatore del Sovrano, perché sei divenuto protomartire di Cristo nostro Re e annullasti l’inganno degli iniqui giudei. Intercedi per noi presso il Signore.

E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, tu sei la vera vite che ha prodotto il frutto della vita. Noi ti imploriamo: intercedi, o Sovrana, con il vittorioso e tutti i santi, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Apolytìkion. Tono 4. Presto intervieni.

Il tuo capo è stato coronato di un diadema regale per le lotte che sopportasti per Cristo Dio, o primo lottatore fra i martiri: tu infatti, confutata la follia dei giudei, hai visto il tuo Salvatore alla destra del Padre. Supplicalo dunque sempre per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

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Vespro del 1 Agosto – Memoria dei sette santi martiri Maccabei, del loro maestro Eleazaro e della loro madre Salomè. Processione della preziosa e vivificante croce ita 2020

1 Agosto

Memoria dei sette santi martiri Maccabei, del loro maestro Eleazaro e della loro madre Salomè. Processione della preziosa e vivificante croce.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della croce preziosa e 3 dei santi.

Stichirà della croce preziosa.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Salutiamo la croce preziosa come comune presidio, come fonte di santificazione: essa seda le passioni, pone fine alle malattie, libera i malati da ogni sorta di dolori, riversando più ampiamente di un oceano i flutti dei prodigi su quanti con fede venerano la sua effigie e la rispettano.

Noi che siamo sbattuti dai flutti nel mare della vita, travolti dai marosi nella bufera delle passioni, rifugiamoci con fede presso il legno prezioso come su una scialuppa di soccorso: esso farà tacere i flutti e i venti, sbaraglierà le passioni e noi raggiungeremo felicemente il placido porto della salvezza.

Più del sole rifulge la santissima croce, proiettando come raggi i prodigi, come dardi le guarigioni: accostiamoci, o uomini, quanti siamo di continuo stretti dalla tenebra delle sventure e riceveremo una grazia di guarigione elargitrice di luce, magnificando Dio, che nella carne sulla croce venne confitto.

Stichirà dei santi.

Tono 1. Martiri degni di ogni lode.

La tirannide non scosse il tetto della Legge elevato su sette colonne, poiché questi giovani nobilissimi fratelli, custodi dei decreti di Mosè, virilmente hanno sostenuto la rabbia irrazionale del persecutore, consegnando il corpo a chi li faceva a pezzi.

Sollevando l’intelletto sopra le cose visibili, i piissimi e generosi fanciulli, con la loro madre di mente divina, si lasciavano recidere le membra di carne, resi forti da immense speranze: e queste hanno ora ottenuto, riposando nel seno di Abramo loro avo.

Saldamente armati di un’anima generosa e quasi puntando il loro ardore, per amore della pietà e dell’osservanza della Legge dei padri, fermamente affrontarono l’avversario, il sacratissimo Eleazaro e i sapientissimi giovani, con la madre di mente divina.

Gloria. Dei santi. Tono pl. 4. Di Giovanni monaco.

I santi Maccabei dicevano al tiranno: Nostro solo re, o Antioco, è Dio, da cui abbiamo avuto la vita e a cui torniamo; ci attende un altro mondo, più sublime e stabile di quello visibile; nostra patria è la potente e indistruttibile Gerusalemme e nostra festiva assemblea è la vita con gli angeli. Signore, per la loro intercessione, abbi pieta di noi e salvaci.

E ora. Stesso tono. Della croce.

Ciò che Mosè prefigurò un tempo nella sua persona, mettendo così in rotta Amalek ed abbattendolo, ciò che Davide cantore ordinò di venerare come sgabello dei tuoi piedi, la tua croce preziosa, o Cristo Dio, questa noi peccatori baciamo oggi con labbra indegne, celebrando te, che ti sei degnato di esservi confitto e a te gridiamo: Signore, con il ladrone, rendi degni anche noi del tuo regno.

Allo stico, stichirà prosòmia della croce.

Tono 1. Esultanza delle schiere celesti.

Venite, amici delle feste, a festeggiare la processione della croce, rallegriamoci acclamando con fede sicura: O croce di Cristo, santificaci con la grazia di colui che su te fu innalzato e liberaci da ogni male con la tua potenza.

Stico. Esaltate il Signore nostro Dio e prostratevi allo sgabello dei suoi piedi, perché è santo.

La croce preziosa prepara le vie del cielo per tutti coloro che l’adorano con timore e affetto; e colui che su di essa fu confitto annovera tra i cori delle schiere immateriali quanti di cuore la festeggiano.

Stico. Dio è il nostro Re prima dei secoli, ha operato la salvezza in mezzo alla terra.

Quanti con fede adoriamo la croce preziosa, adoriamo il Sovrano su di essa confitto: al suo cenno, anima e labbra sono purificate e noi, lodandolo, siamo illuminati dai suoi spirituali fulgori.

Gloria. Dei santi. Tono pl. 4.

Di Cosma monaco.

Le anime dei giusti sono nelle mani del Signore, come Abramo, Isacco e Giacobbe, i progenitori vissuti prima della Legge e antenati dei Maccabei, da noi oggi celebrati; prole di Abramo dall’animo saldo, emularono la fede del loro avo Abramo e lottarono per la pietà fino alla morte; allevati infatti secondo pietà e lottando secondo le regole, confutarono l’empietà dell’esecrabile Antioco e senza far conto alcuno delle cose di questa vita per amore di quella eterna, tutto rimisero a Dio: anima, forza, sensi, il corpo delicato e le ricompense dovute ai giusti nella santità cresciuti. O pia radice da cui germogliaste, o Maccabei, o madre santa che generò figli in numero pari ai giorni della settimana! Noi dunque vi supplichiamo, o Maccabei, con Salomè vostra madre e il sapiente sacerdote Eleazaro: stando presso Cristo Dio, per il quale faticaste, ricevendo da lui il frutto delle vostre pene, pregate per l’umanità con insistenza: egli infatti fa ciò che vuole e compie la volontà di quanti come voi lo temono.

E ora. Stesso tono. Della croce.

E’ compiuta, o Dio, la parola di Mosè, tuo profeta, che dice: Vedrete la vostra vita appesa davanti ai vostri occhi. Oggi la croce è innalzata e il mondo è liberato dall’inganno; oggi si inaugura la risurrezione di Cristo ed esultano i confini della terra, offrendo a te un inno con i cembali di Davide e dicendo: Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Dio, con la croce e la risurrezione: per esse ci hai salvato, o buono e filantropo. Signore onnipotente, gloria a te.

Apolytìkion. Tono 1.

Lasciati commuovere, Signore, per le sofferenze patite per te dai Santi e sana, ti preghiamo, tutti i nostri dolori, o filantropo.

Gloria. E ora. Della croce. Stesso tono.

Salva, Signore, il tuo popolo e benedici la tua eredità; concedi ai re vittoria contro i barbari e proteggi con la tua Croce la tua città.

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