Passa al contenuto principale

29 Agosto

Memoria della recisione del prezioso capo del santo glorioso profeta e Precursore Giovanni il Battista.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo introduttivo, Beato l’uomo, la prima stasi del primo kàthisma del salterio (ss. 1-3).

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 4 stichirà idiòmela, ripetendo i primi 2.

Tono pl. 2. Di Giovanni monaco.

Mentre si celebrava il giorno natalizio dello spietato Erode, fu adempiuto quanto disposto dal giuramento fatto alla licenziosa danzatrice: infatti la testa recisa del precursore fu portata su un piatto ai commensali, come una vivanda. O detestabile simposio, pieno di sacrilegio e sete di sangue! Ma noi, onorando degnamente il battista, come il maggiore tra i nati di donna, lo proclamiamo beato (2).

Danzò la discepola del malvagio diavolo e si prese la tua testa come mercede, o precursore. O simposio pieno di sangue! Se almeno non avessi giurato, iniquo Erode, figlio della menzogna! O se, pur avendo giurato, tu non avessi mantenuto il giuramento: avresti fatto meglio infatti a mentire per salvare una vita, piuttosto che, mantenendo la parola, recidere la testa del precursore. Ma noi, degnamente onorando il battista come il maggiore tra i nati di donna, lo proclamiamo beato (2).

Non dovevi, o Erode, punire con la morte l’accusa di adulterio per il tuo amore satanico e la tua folle passione per la donna; non dovevi lasciarti andare tanto da consegnare la preziosissima testa di costui a una donna iniqua, per il giuramento fatto a causa di una danza; come osasti compiere tale omicidio? E come non venne fulminata la dissoluta danzatrice, mentre in mezzo al banchetto portava la testa sul vassoio? Ma noi, onorando degnamente il battista come il maggiore tra i nati di donna, lo diciamo beato.

A sua volta infuria Erodiade, a sua volta si agita. O danza ingannatrice e simposio unito all’inganno! Il battista veniva decapitato ed Erode si turbava. Per l’intercessione del tuo precursore, o Signore, concedi la pace alle nostre anime.

Gloria. Tono pl. 2.

Mentre si celebrava il giorno natalizio dello spietato Erode fu adempiuto quanto disposto dal giuramento fatto alla licenziosa danzatrice: infatti la testa recisa del precursore fu portata su un piatto ai commensali, come una vivanda. O detestabile simposio, pieno di sacrilegio e sete di sangue! Ma noi, onorando degnamente il battista, come il maggiore tra i nati di donna, lo proclamiamo beato.

E ora. Theotokìon.

Chi non ti dirà beata, o Vergine santissima? Chi non celebrerà il tuo parto verginale? Perché l’Unigenito Figlio, intemporalmente dal Padre rifulso, egli stesso, ineffabilmente incarnato uscì da te, la pura: Dio per natura e per noi fatto uomo per natura, non diviso in dualità di persone, ma da riconoscersi in dualità di nature, senza confusione; imploralo, augusta beatissima, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Ingresso, Luce gioiosa, prokìmenon e letture.

Lettura dalla profezia di Isaia (capp. 40,41,45,48,54).

Così dice il Signore: Consolate, consolate il mio popolo, dice Dio. Sacerdoti, parlate al cuore di Gerusalemme e consolatela, perché è finita la sua umiliazione: il suo peccato infatti è stato condonato, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per i suoi peccati. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i sentieri del nostro Dio. Ogni valle sia colmata e ogni monte e colle sia abbassato; i sentieri tortuosi diverranno diritti e quelli impervi diverranno vie piane e ogni carne vedrà la salvezza di Dio. Sali su un monte alto, tu che porti buone novelle a Sion, alza la voce con forza, tu che porti buone notizie a Gerusalemme. Alzate la voce, non temete. Io sono il Signore Dio: io, il Dio di Israele, li esaudirò e non li abbandonerò. Farò scaturire fiumi dai monti e sorgenti in mezzo alla pianura; farò del deserto stagni e della terra arida canali d’acqua. Si rallegri il cielo in alto e le nubi piovano giustizia; germogli la terra e produca misericordia e insieme faccia germogliare giustizia. Annunciate un messaggio di gioia sino ai confini della terra e parlate perché sia reso noto questo: che il Signore ha liberato il suo servo Giacobbe. E se avranno sete lungo il deserto, egli farà loro scaturire acqua dalla roccia. Rallegrati sterile che non partorisci, esplodi in acclamazioni tu che non hai avuto doglie: perché saranno più i figli dell’abbandonata di quelli di colei che ha marito.

Lettura dalla profezia di Malachia

(cap. 3, passim).

Così dice il Signore onnipotente: Ecco io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà davanti a te la tua strada. E verrà nel suo tempio il Signore che voi cercate. Chi sosterrà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Perché egli entrerà come fuoco in una fornace e come la lisciva dei lavandai. Si siederà per fondere e purificare come si fa con l’argento e l’oro. Verrà a noi per giudicare e sarà pronto testimone contro i malvagi, contro le adultere, contro quanti giurano il falso nel suo nome e contro quanti non lo temono, dice il Signore onnipotente. Poiché io sono il Signore Dio vostro e non cambio, mentre voi, figli di Giacobbe, vi siete distolti dal diritto e non l’avete osservato. Ritornate dunque a me e io ritornerò a voi, dice il Signore onnipotente. Tutte le genti vi diranno beati e saprete che io, il Signore, farò distinzione tra il giusto e l’iniquo nel giorno in cui io farò di quelli che mi amano la mia proprietà. Imparate dunque e tenete a mente la legge di Mosè, mio servo, secondo gli statuti e i decreti che io gli ho ordinato sull’Oreb per tutto Israele. Ed ecco, io vi manderò Elia il tesbita, prima che venga il giorno del Signore, grande e manifesto. Egli riporterà il cuore del padre verso il figlio e il cuore di ognuno verso il suo prossimo, affinché venendo io non colpisca la terra con lo sterminio, dice il Signore onnipotente, il Dio santo di Israele.

Lettura dalla Sapienza di Salomone

(cap. 4, passim e 5,1-7).

Il giusto, quand’anche giunga a morire, sarà nel riposo. Il giusto defunto condannerà gli empi viventi: vedranno infatti la fine del giusto, ma non comprenderanno ciò che è stato deciso per lui. Il Signore abbatterà gli empi muti, a capofitto, li scuoterà via dalle loro fondamenta, resteranno fino in fondo desolati nel dolore e la loro memoria perirà. Saranno chiamati, pieni di paura, a render conto dei loro peccati e le loro iniquità staranno davanti a loro per accusarli. Allora il giusto starà ritto con grande franchezza di fronte a quanti lo avevano afflitto e avevano disprezzato le sue fatiche. Vedendolo, essi saranno sconvolti da grande timore e saranno presi da stupore per la sua inattesa salvezza. Pentìti, parleranno tra sé e nell’angustia con gemiti diranno: Questi è colui che un tempo abbiamo deriso e che, da stolti, abbiamo fatto oggetto del nostro disprezzo. Abbiamo considerato follia la sua vita e la sua morte un disonore. Come dunque è annoverato tra i figli di Dio e la sua parte è insieme con i santi? Avevamo dunque smarrito la via della verità, non ha brillato per noi la luce della giustizia, né per noi è sorto il sole. Ci siamo saziati sul sentiero dell’iniquità e della perdizione e abbiamo camminato per vie impraticabili, senza invece conoscere la via del Signore.

Alla Litì, stichirà prosòmia.

Tono 1. Di Germano patriarca.

Come ti chiameremo, o profeta? Angelo, apostolo o martire? Angelo, dal momento che sei vissuto come un incorporeo; come apostolo insegnavi alle nazioni; come martire per Cristo fosti decapitato. Pregalo di aver misericordia delle nostre anime.

Celebriamo il ricordo della decapitazione del Precursore: la sua testa su un piatto un tempo stillava sangue diffondendo sull’universo fiumi di guarigioni.

Oggi la madre sacrilega e omicida spinge a un consiglio criminale la figlia spudorata, nata dalla sua colpevole unione, contro il maggiore dei profeti offendendo anche Dio. Quando l’odioso Erode festeggiava il suo funesto anniversario con un banchetto, sotto giuramento ella fece chiedere la meravigliosa e preziosa testa del divino predicatore; ed egli, folle, per rispettare la parola data, le diede la testa come premio per lo spettacolo della danza. Ma il profeta della venuta di Cristo, nemmeno davanti alla morte cessa di riprovare l’unione che Dio stesso disapprovava. Rimproverando gridava: Non ti è permesso questo matrimonio adulterino con la donna di tuo fratello Filippo, ti dico! Anniversario omicida, festa sanguinaria! Ma noi fedeli in questo giorno in cui il profeta e Precursore è stato decapitato, celebriamo con gioia una festa in vesti bianche, supplicandolo di renderci propizia la Trinità santa, affinchè siamo liberati dall’infamia e siano salve le nostre anime.

Gloria. Tono pl. 1.

Del Monaco Giovanni.

Erode, desideroso di fuggire al rimprovero che il suo comportamento ingiusto meritava, per debolezza diede la tua testa, o Precursore, alla donna malvagia, ma non capiva, l’infelice, che egli stesso si accusava facendola portare su di un piatto. E tu, maestro di vera purezza, guida salutare al pentimento, Battista di Cristo prega per noi affinchè siamo liberati dalle ignobili passioni.

E ora. Theotokìon.

Noi fedeli ti proclamiamo beata, Madre di Dio Vergine e degnamente ti glorifichiamo come città salda, baluardo indistruttibile, protezione e rifugio sicuro per le nostre anime.

Allo stico, stichirà idiòmela. Tono 2.

O araldo della penitenza, Giovanni battista, con la tua testa recisa hai santificato la terra: poiché hai chiarificato per i credenti la legge di Dio e hai annientato l’iniquità. Ora che stai presso il trono di Cristo, Re del cielo, supplicalo di fare misericordia alle nostre anime.

Stico. Il giusto fiorirà come palma, si moltiplicherà come cedro del Libano.

Per la legge del Signore hai avuto recisa la testa, o santissimo Giovanni: rimproverasti un re empio e trasgressore con irreprensibile franchezza, perciò ti ammirano gli eserciti degli angeli, ti glorificano i cori degli apostoli e dei martiri e anche noi onoriamo la tua memoria annuale, o gloriosissimo, glorificando la Trinità santa che ti ha incoronato, o beato precursore.

Stico. Gioirà il giusto nel Signore e spererà in lui.

Il profeta nato da profeta e divenuto maggiore dei profeti, santificato dal seno della madre per il servizio del Signore, ha avuto oggi la testa recisa da un re iniquo; e accusando chiaramente, prima e dopo la decapitazione, colei che aveva danzato in modo sconveniente, ha svergognato la falange del peccato; perciò gridiamo: Giovanni battista, con la tua franchezza, supplica con fervore per le nostre anime.

Gloria. Tono pl. 4.

O precursore del Salvatore, dei re tu rimproverasti perché non commettessero iniquità, perciò il gioco di una donna empia persuase Erode a decapitarti: per questo è da lodarsi il tuo nome dall’oriente del sole all’occidente. Nella tua franchezza, supplica dunque con fervore il Signore per la salvezza delle nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Vergine senza nozze, che ineffabilmente concepisti Dio nella carne, Madre di Dio eccelso, ricevi le invocazioni dei tuoi servi, o purissima: tu che a tutti procuri purificazione delle colpe, implora per la salvezza di noi tutti, accettando ora le nostre suppliche.

Apolytìkion. Tono 2.

Del giusto si fa memoria tra le lodi: ma a te, o Precursore, basta la testimonianza del Signore. Fosti infatti dichiarato più venerabile dei profeti, perché sei stato reso degno di battezzare tra i flutti colui che annunciavi. Perciò, dopo aver combattuto per la verità, con gioia hai annunciato anche nell’ade Dio manifestato nella carne, colui che toglie il peccato del mondo e a noi elargisce la grande misericordia.

Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, tu sei stata riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.

Segue la conclusione.