19 Agosto
Il santo martire Andrea lo Stratilata e i suoi 2593 compagni.
Al Vespro
Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà della festa e 3 del santo.
Della festa. Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Memori delle parole del venerabile Gabriele, a te, pura, gridiamo: Salve! Tu dunque pura e venerabile, tu, Madre del Signore, ora che a lui te ne sei andata, ricordagli i tuoi cantori.
La sconfinata sapienza di Dio, da te, Madre di Dio, si costruì nel santo Spirito la propria dimora, trascendendo ogni pensiero: e ora, o inneggiatissima, ti ha trasferita alle tende immateriali.
Supplice mi accosto a te, Madre del Dio di tutti, per essere liberato da tentazioni d’ogni sorta: tu dunque, Genitrice di Dio, unita al Figlio tuo, proteggi il popolo cristiano.
Del santo. Tono 1. Martiri degni di ogni lode.
Dimostrandoti modello di fortezza, incoraggiasti la schiera a scendere nello stadio della lotta, precedendola come suo condottiero, o felicissimo Andrea vittorioso. E per tutti i fedeli di continuo fai scaturire fiumi di guarigioni, avendone ricevuto dal cielo la grazia.
Dimostrandoti eponimo del valore, con valore primeggiasti nell’attaccare l’avversario e lo distruggesti sommergendolo nei flutti del tuo sangue, come un secondo faraone con tutto il suo esercito, o ammirabile. Implora dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.
Indossando l’insuperabile armatura della croce, o beato, come scudo e corazza hai preso la fede e ti sei mostrato quanto mai tremendo per gli avversari, sbaragliando i loro schieramenti: supplica dunque perché siano donate alle nostre anime la pace e la grande misericordia.
Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.
Quando te ne andasti, Vergine Theotòkos, presso colui che da te ineffabilmente nacque, erano presenti Giacomo fratello di Dio e primo gerarca con Pietro, venerabilissimo e sommo corifeo dei teologi e tutto il coro divino degli apostoli: con inni teologici atti a manifestarne la divinità, essi celebravano il divino e straordinario mistero dell’economia di Cristo Dio; e seppellendo il tuo corpo origine di vita e dimora di Dio, gioivano, o inneggiatissima. Dall’alto le santissime e nobilissime schiere degli angeli guardavano con stupore il prodigio e a testa china le une alle altre dicevano: Sollevate le vostre porte e accogliete colei che partorì il Creatore del cielo e della terra; celebriamo con inni di gloria il corpo santo e venerabile che ospitò il Signore che a noi non è dato contemplare. E noi pure, festeggiando la tua memoria, a te gridiamo, o inneggiatissima: Solleva la fronte dei cristiani e salva le nostre anime.
Allo stico, stichirà prosòmia della festa.
Tono 2. Casa di Efrata.
Apritevi, porte dei cieli: ecco giungere, dopo morte, la Vergine purissima, Madre dell’Altissimo.
Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.
Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e senza macchia.
Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.
Salve, nuova città di Sion: il tuo Re è venuto nella gloria della sua forma di Dio-uomo, che immaterialmente ha foggiato.
Gloria. E ora. Tono pl. 1.
Vieni, assemblea degli amici della festa; venite e formiamo un coro, venite e coroniamo di canti la Chiesa nel giorno in cui l’arca di Dio giunge al luogo del suo riposo. Oggi infatti il cielo apre il suo grembo per ricevere colei che partorì colui che l’universo non può contenere e la terra, consegnando la fonte della vita, si abbiglia di benedizione e decoro. Gli angeli fanno coro con gli apostoli, fissando pieni di timore colei che partorì l’autore della nostra vita mentre passa da vita a vita. Veneriamola tutti pregando: Non dimenticarti, Sovrana, della comunanza di stirpe con quanti festeggiano con fede la tua santissima dormizione.
Conclusione.

