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18 Agosto

Memoria dei santi martiri Floro e Lauro.

Al Vespro

Al Signore, a te ho gridato sostiamo allo stico 6 e cantiamo 3 stichirà prosòmia della festa e 3 dei santi.

Della festa. Tono 4. Hai dato come segno.

Non ti porta via dalla terra un carro di fuoco, come il giusto Elia, ma lo stesso sole di giustizia, prendendo tra le proprie mani la tua santissima anima, poiché essa è purissima, in se stesso l’ha fatta riposare; e portandoti via prodigiosamente, o casta, con gioia ti ha onorata oltre ogni pensiero.

Venite, amici della festa, festeggiamo oggi splendidamente il santo transito della Madre di Dio: essa infatti consegnò gioiosa la sua anima divina e purissima nelle mani di colui che, già rifulso dall’intatto Padre, negli ultimi tempi dal suo grembo rifulse, Gesù, nostro Dio, presso il quale essa intercede per la nostra salvezza.

O meraviglia quanto mai tremenda! Colei che portò in grembo il Re da nulla contenuto, è deposta in una tomba. Folle di angeli, con gli apostoli, con timore seppelliscono il suo corpo prezioso che accolse Dio: questo corpo che Gesù, Figlio suo e Salvatore delle nostre anime, sollevò in alto facendolo salire ai cieli.

Stichirà dei santi, stessa melodia.

Pietre perfettissime tagliate col martirio e lavorate con le pene si rivelarono i santi, che furono usati per costruire il tempio del Signore e scaraventarono al suolo gli altari e i santuari degli idoli. Proclamiamoli dunque beati come abitanti del paradiso, come doni votivi del tempio celeste.

Attingete grazia e raccogliete illuminazione, letizia e misericordia, toccando le reliquie dei sacri martiri Floro e Lauro, dalle quali zampilla copiosa l’energia divina delle guarigioni; e dichiarandoli beati, perché servi del Signore, con ardore gridiamo: O nostro Dio, gloria a te.

Rinchiusi in una fossa e coperti dalla terra per la crudeltà del giudice, grazie a divine ispirazioni e alla rivelazione del santo Spirito vi siete manifestati a noi come astri raggianti di segni e prodigi e grazie di guarigione, o fratelli vittoriosi, consorti degli angeli.

Gloria. E ora. Della festa. Tono 4.

Venite, popoli, celebriamo la santissima Vergine pura, da cui ineffabilmente venne, incarnato, il Verbo del Padre; acclamiamo e diciamo: Benedetta tu fra le donne, benedetto il grembo che portò Cristo. Tu che hai deposto l’anima nelle sue sante mani, o pura, prega ora per la salvezza delle nostre anime.

Allo stico, stichirà prosòmia della festa.

Tono 2. Casa di Efrata.

Apritevi, porte dei cieli: ecco giungere, dopo la morte, la Madre dell’Altissimo, la Vergine purissima.

Stico. Sorgi, Signore, verso il tuo riposo, tu e l’arca della tua santità.

Prodigiosamente si raduna, dai confini del mondo, il coro dei discepoli per seppellire il tuo corpo divino e puro.

Stico. Ha giurato il Signore la verità a Davide e non l’annullerà: Del frutto del tuo seno porrò sul tuo trono.

Con gli iniziati del Verbo, venuti dai confini, intonate un inno, eserciti dei cieli, per la sola Madre di Dio.

Gloria. E ora. Tono 4.

Cantiamo oggi, o popoli, il cantico di Davide a Cristo Dio: Saranno condotte al Re le vergini dietro a lei, le sue compagne saranno condotte con gioia ed esultanza. La figlia di Davide, infatti, per cui fummo divinizzati, passa gloriosamente e ineffabilmente nelle mani del proprio Figlio e Sovrano. Celebrandola come Madre di Dio, acclamiamo dicendo: Salva da ogni sventura quanti ti confessano Theotòkos e libera dai pericoli le nostre anime.