Santi Bonifacio e Aglaia la Romana
Il santo martire Bonifacio era lo schiavo di una ricca giovane romana di nome Aglaia, e viveva con lei in una iniqua coabitazione. Entrambi, tuttavia, sentivano il pungolo della coscienza e desideravano in qualche modo essere purificati dal loro peccato. Il Signore concesse loro la possibilità di lavare il loro peccato con il sangue e di terminare la loro vita nel pentimento.
Aglaia venne a sapere che chiunque custodisce le reliquie dei santi martiri nella propria casa, e le venera, riceve grande aiuto nell’ottenere la salvezza. Per la loro intercessione, il peccato viene diminuito e la virtù prevale. Ella fece in modo che Bonifacio andasse in Oriente, dove infuriava una feroce persecuzione contro i cristiani, e gli chiese di riportare le reliquie di qualche martire, che sarebbe divenuto loro guida e protettore.
Mentre partiva, Bonifacio rise e chiese: «Mia signora, se non trovassi reliquie, e se io stesso soffrissi per Cristo, accetteresti con venerazione le mie reliquie?»
Aglaia lo rimproverò, dicendo che stava partendo per una missione sacra, ma non la prendeva sul serio. Bonifacio ponderò le sue parole, e per tutto il viaggio pensò di non essere degno di toccare le reliquie dei martiri.
Giunto a Tarsi in Cilicia, Bonifacio lasciò i suoi compagni alla locanda e si recò nella piazza della città, dove stavano torturando dei cristiani. Colpito dai tormenti orribili, e vedendo i volti dei santi martiri radiosi per la grazia del Signore, Bonifacio si meravigliò del loro coraggio. Li abbracciò e ne baciò i piedi, chiedendo loro di pregare affinché fosse trovato degno di soffrire con loro.
Il giudice chiese a Bonifacio chi fosse. Egli rispose: «Sono un cristiano», e rifiutò di offrire sacrifici agli idoli. Lo spogliarono e lo sospesero a testa in giù, percuotendolo così duramente che la carne si staccò dal suo corpo, mettendo a nudo le ossa. Gli infilarono aghi sotto le unghie, e infine gli versarono in gola stagno fuso, ma per la potenza del Signore rimase illeso. La gente che fu testimone di questo miracolo gridò: «Grande è il Dio dei cristiani!» Allora cominciarono a lanciare pietre contro il giudice, e poi si diressero verso il tempio pagano, per rovesciare gli idoli.
Il mattino seguente, quando le cose si furono un poco calmate, il giudice ordinò che il martire fosse gettato in un calderone di pece bollente, ma anche questo non recò alcun danno al sofferente. Un angelo scese dal cielo e lo asperse di rugiada mentre egli entrava nel calderone. La pece traboccò dal calderone, schizzando e bruciando i torturatori. Il santo Bonifacio fu allora condannato a essere decapitato con la spada. Dal suo corpo ferito fluirono sangue e un liquido lattiginoso. Dopo aver assistito a un tale miracolo, circa cinquecentocinquanta uomini credettero in Cristo.
I compagni del santo Bonifacio lo attesero per due giorni alla locanda, ma invano, così iniziarono a cercarlo, pensando che si fosse ubriacato da qualche parte. In un primo momento la loro ricerca non ebbe successo, ma alla fine incontrarono un uomo che era stato testimone oculare della morte del martire. L’uomo li condusse anche al luogo dove giaceva il corpo decapitato. I compagni del santo Bonifacio piansero e chiesero il suo perdono per i loro pensieri sconvenienti su di lui. Dopo aver riscattato le sue reliquie, le riportarono a Roma.
Alla vigilia del loro arrivo, un angelo apparve in sogno ad Aglaia e le disse di prepararsi a ricevere il suo ex schiavo, ora fratello e conservo degli angeli. Aglaia convocò il clero, e ricevette le sante reliquie con grande venerazione. Poi edificò una chiesa sul luogo della sua tomba e la dedicò al santo martire. Lì collocò in un’arca le sue reliquie, che furono glorificate da numerosi miracoli.
Dopo aver distribuito tutte le sue ricchezze ai poveri, Aglaia si ritirò in un monastero, dove trascorse quindici anni nel pentimento, poi si addormentò nel Signore. Fu sepolta accanto al santo Bonifacio. I peccati dell’uno furono lavati dal suo sangue, mentre l’altra fu purificata dalle sue lacrime e dall’ascesi. Entrambi furono trovati degni di comparire immacolati davanti al Signore nostro Gesù Cristo, il Quale non desidera la morte del peccatore, ma che egli si converta dalla sua malvagità e viva (Ezechiele 33,11).
Preghiamo il santo Bonifacio per la liberazione dall’ubriachezza.








