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San Grigentios, vescovo d’Etiopia

12-19

San Gregorio, vescovo di Homer (Omirits), figlio di Agapio e Teodota, era ricolmo della grazia di Dio e possedeva doni di guarigione e di taumaturgia fin dalla sua giovinezza. La Provvidenza di Dio lo guidò al servizio gerarchico. Quando era ancora diacono a Mediolanum (Milano), egli udì la predizione del suo destino da un eremita, e poi ricevette conferma di queste parole da un altro Anziano portatore dello Spirito che conduceva vita ascetica sui monti.

Quando Gregorio si recò da questo santo schema-monaco per ricevere guida, avvenne un miracolo. Avvicinandosi al monte, vide una colonna di fuoco nell’aria. Ben presto comprese che quella colonna di fuoco era in realtà l’uomo di Dio che gli veniva incontro. Quella notte vide l’Anziano stare in aria, sospeso sopra il suolo. L’Anziano rivelò a san Gregorio che egli doveva andare a Roma per pregare nella chiesa dei santi Bonifacio e Aglaida. Poi sarebbe andato ad Alessandria per diventare vescovo. Quindi sarebbe giunto nella città di Negran, nella terra di Homer (nell’Arabia meridionale), per annunciare il Vangelo.

San Gregorio si sentiva indegno di ciò e desiderava rimanere con l’asceta come suo discepolo. Affinché Gregorio non avesse dubbi sulla veridicità delle sue parole, l’Anziano rivelò di conoscere un suo segreto. In una visione Gregorio aveva visto i Primi tra gli Apostoli, Pietro e Paolo, e loro avevano posto su di lui un omoforio vescovile.

San Gregorio rimase per breve tempo a Cartagine (Nord Africa) servendo come diacono, poi giunse a Roma. Si recò alla chiesa dei santi Bonifacio e Aglaida, quindi alla tomba di san Pietro. Là gli fu concessa una visione del santo Apostolo, che gli disse di percorrere la via della virtù e di vivere secondo la volontà di Dio. Quella notte vide in sogno l’Apostolo Paolo, che gli portava un calice colmo d’olio, preannunciandogli che avrebbe ricevuto la grazia del sacerdozio e dell’episcopato.

In quel tempo gli eserciti dell’imperatore etiope Elesbaan (24 ottobre) sconfissero il re himyarita Dunaan, di origine giudaica. La città di Negran fu liberata e il Cristianesimo ristabilito nella terra di Homer. Ma tutto il clero era stato crudelmente sterminato da Dunaan, e perciò Elesbaan mandò emissari al patriarca di Alessandria chiedendogli di inviare un vescovo a Negran e del clero per le chiese. Mentre pregava, il santo Apostolo Marco apparve al patriarca, ordinandogli di trovare un diacono di nome Gregorio, che doveva essere ordinato al sacerdozio, consacrato vescovo e poi inviato da Elesbaan. Il patriarca fece così. Durante il servizio avvenne un miracolo. Il volto di san Gregorio risplendé per la grazia dello Spirito Santo, e dalle sue vesti uscì un soave profumo, simile alla mirra o all’incenso, che riempì tutta la chiesa del suo odore.

Giunto a Homer, san Gregorio cominciò a mettere in ordine la Chiesa, predicando sia ai pagani che ai Giudei. Dopo tre anni Elesbaan tornò in Etiopia, lasciando il nobile Abramio come re di Homer. San Gregorio incoronò e unse Abramio come re. Ben presto egli emanò un decreto affinché tutti i suoi sudditi fossero battezzati. Allora alcuni Giudei eminenti si rivolsero all’imperatore dicendo che era meglio che la gente credesse spontaneamente piuttosto che per costrizione. Richiesero che permettesse di tenere un dibattito sulla fede tra loro e i cristiani, promettendo che, se i cristiani fossero risultati vincitori nel dibattito, i Giudei avrebbero allora accettato il Battesimo.

Ai Giudei furono concessi quaranta giorni per prepararsi al dibattito, che durò parecchi giorni. San Gregorio confutò tutti gli argomenti del capo degli anziani ebrei, il rabbino Ervan, usando soltanto testi dell’Antico Testamento. In una visione Ervan vide il santo profeta Mosè, che adorava il Signore Gesù Cristo. Il profeta disse a Ervan che egli si opponeva alla verità e che sarebbe stato sconfitto.

Per grazia di Dio la verità cristiana prevalse nel dibattito, ma Ervan non volle riconoscere la sua sconfitta. Fece un ultimo, disperato tentativo. Disse: “Se vuoi che io creda nel tuo Cristo e riconosca che il tuo è il vero Dio, allora mostrarmelo, o vescovo!” Il santo rispose: “La tua richiesta è impertinente. Ora non contendi con un uomo, ma con Dio. Tuttavia, il Signore può fare ciò che hai chiesto, per convincerti.

Tutti attendevano di vedere che cosa sarebbe accaduto. San Gregorio, avendo ferma fede in Dio e confidando in Lui, cominciò a pregare ad alta voce. Richiamò il mistero dell’Incarnazione di Dio Verbo, i miracoli della Sua vita terrena, la Risurrezione al terzo giorno e l’Ascensione al cielo, e invocò la potenza della Croce vivificante. “Manifestati a questo popolo, o Signore,” pregò, “e glorifica il tuo santo Nome!”

Quando ebbe terminato la preghiera, la terra tremò e a oriente i cieli si aprirono, e in una nube radiosa di luce il Signore Gesù Cristo discese sulla terra, e si udì la Voce del Signore: “Per le preghiere del vescovo Gregorio, Colui che i vostri padri hanno messo a morte vi guarirà.”

Come Saulo, che fu accecato dalla luce celeste sulla via di Damasco, i Giudei furono accecati. Allora credettero in Cristo e supplicarono il santo vescovo di guarirli. Ricevuto il santo Battesimo, tutti furono guariti. Il rabbino Ervan ricevette il nome cristiano Leone (che significa “leone”).

Dopo questo straordinario miracolo, san Gregorio guidò il gregge di Homer per altri trent’anni. Si addormentò nel Signore nell’anno 552 e fu sepolto in una cripta nella cattedrale di Afar.