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Modo: Modo 7

Grave

Grave – Venerdì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Venerdì Mattina

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono grave.

Tu che per me accettasti di essere inchiodato alla croce, accogli la mia lode insonne, o Cristo Dio e salvami, nella tua filantropia.

Tu che governi le schiere incorporee e conosci l’indolenza della mia anima, salvami per la tua croce, o Cristo Dio, nella tua filantropia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Sempre Vergine Madre di Dio, vedendo tuo Figlio pendere dalla croce, facendo lamento come madre, magnificavi la sua tremenda condiscendenza, o Sovrana ignara di nozze.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Più luminoso del fuoco, più efficace della fiamma hai reso, o Cristo, l’albero della tua croce, che consuma i peccati degli infermi e illumina i cuori di quanti inneggiano la tua volontaria crocifissione: o Cristo Dio, gloria a te.

Tu che per noi accettasti la volontaria crocifissione, abbatti i nemici che non ti riconoscono come vero Dio e salvaci.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Quando per tuo volere fosti inchiodato e innalzato sulla tua croce, la Madre di Dio stando lì accanto diceva: Signore, Signore, a nessuna donna è sopraggiunto il mio dolore; ti so Dio per i tuoi prodigi ed ecco, ti vedo pendere morto da un legno. Ma tu, come hai detto, risorgi, affinchè piena di gioia io acclami: Gloria a te.

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata.

Tu che col legno della croce risanasti Adamo dalla condanna, risana le ferite dei nostri cuori e salvaci.

Martyrikòn. Intercedete, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e siamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara, vi preghiamo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Senza seme concepisti in seno, o Vergine Madre di Dio, colui che hai visto appeso in croce: imploralo dunque senza posa per le nostre anime.

Canone stavròsimo. Poema di Giuseppe. Acròstico: Cristo con un legno interruppe il danno del legno. Canto di Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

Al Dio che nel Mar Rosso annegò il faraone cantiamo un’ode di vittoria perché si è glorificato.

Cristo esaltato in croce attirò a sé tutti i fedeli e abbatté il nemico, che aveva fatto cadere tutti.

Un’onda di vita, o Gesù, hai fatto scaturire dal tuo vivificante fianco e, divenuto morto, uccidesti il nemico, o Sovrano.

Martyrikà. Una supplica continua presentate per noi a Cristo, affinché siamo scampati dal tremendo giudizio, o atleti.

Umiliandovi per Cristo, sapienti martiri, voi abbatteste l’insuperbito nemico con la divina grazia.

Stavrotheotokìon. Vedendo in croce lo splendido sole sorto da te per immensa compassione, gemevi glorificandolo, o Sovrana.

Un altro canone, della Theotòkos.

Colui che distrusse le guerre.

Come il più dolce dei canti a te, pura, offriamo una divina ode gradita di ringraziamento il salve, poiché ci hai salvato da gravi pericoli.

Liberati da svariate tentazioni e calamità per le tue materne preghiere, o inneggiatissima, con fervore salmeggiamo un canto di vittoria con voci grate.

Mostrandoti adorna come gioielli d’oro delle virtù e delle grazie dello Spirito e delle tue grazie, o purissima, ti rivelasti davvero sposa del Padre, o Madre di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Si consolidò per la fede la Chiesa di Cristo e infatti senza sosta con inni grida cantando: santo sei tu, Signore e il mio spirito t’inneggia.

Impassibile per essenza, come hai subito passione? Tu che infondi la vita, come muori in croce? Grande la tua misericordia e la tua magnanimità!

In croce in mezzo a criminali, o Verbo, ingiustamente fosti innalzato e per fede giustificasti colui che riconobbe in te il Creatore dell’universo, che pativa volontariamente.

Martyrikà. Soffrendo mutilazioni fisiche, l’amputazione di mani, piedi e di tutte le membra, o atleti, otteneste gloria, intercedendo per noi.

Risplendendo per l’immensità delle torture, avete ora ereditato immensa gloria, o sapienti, sempre pregando per la salvezza delle nostre anime.

Stavrotheotokìon. Concedici remissione delle colpe per le tue materne preghiere, tu che concepisti il Dio Verbo divenuto uomo e sospeso in croce.

Canone della Theotòkos. Tu che col verbo.

Alla magnificenza della divina gioia, a colei che ci procura saggezza, con voci grate andiamo incontro piamente ringraziandola come nostra protezione.

Per te scampati dai pericoli e ottenendo per te la gioia, Madre senza sposo, come benefattrice buona e benevola protezione tutti glorifichiamo.

Arricchiti dalla tua divina intercessione, che ci riscatta da colpe e pericoli, o Madre di Cristo Dio, con fede ti inneggiamo con voci grate come causa dei beni.

O fonte di gioia immortale, tu fai scorrere i torrenti di gioia delle guarigioni per quanti sono in pericolo e salvi tutti come dispensatrice di Dio per noi inesauribile.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito, Signore, il tuo annunzio e ho temuto, ho compreso le tue opere e mi sono turbato.

Come bellissimo grappolo fosti innalzato in croce, stillando il succo della letizia, o Sovrano filantropo.

Interrompesti le vergognosissime passioni degli uomini, o Verbo Sovrano, accettando volontaria passione nella tua carne.

Martyrikà. Gli atleti subendo ferite ferirono il nemico e apparvero medici delle nostre passioni.

Gli atleti marciarono contro i tiranni e vincendo furono incoronati con diademi vittoriosi.

Stavrotheotokìon. Concepisti senza seme il Verbo che sulla croce annientò con la bontà la corruzione, o Vergine.

Canone della Theotòkos. Ha coperto i cieli.

Scampati dai pericoli per le tue preghiere, pura Vergine, con gioia ti rivolgiamo un’ode degna: Salve!

I peccati delle passioni ci espongono a molti pericoli, ma con la tua divina protezione scampaci, o pura.

Scampati da molte afflizioni, con le mani di cuore ti esprimiamo un’ode grata, o Vergine, esultando con inni divini.

Beati davvero quanti ti onorano, Theotòkos santissima, perché in te siamo scampati da peccati e afflizioni.

Ode 5. Irmòs.

Il mio spirito veglia davanti a te, o Dio, perché tu sei luce e i tuoi precetti sono guarigione per i tuoi servi, filantropo.

Esaltato in croce nella carne, Sovrano, hai attirato tutto il creato dai tremendi baratri dell’ignoranza alla tua conoscenza, filantropo.

Una popolo fuorilegge chiedeva che fosse crocifisso nel luogo del Cranio Gesù, colui che schiaccia la testa del serpente.

Martyrikà. Fermaste le onde dell’empietà, o martiri di Cristo, col vostro divino sangue, nel quale annegaste il faraone tiranno.

Straziati crudelmente con uncini, o atleti, dilaniaste i cuori empi dei vostri giudichi, riportando vittoria.

Stavrotheotokìon. Santificò il tuo grembo, o santa venerabile, il Dio che dimorò in te ed esaltato in croce risollevò il creato.

Canone della Theotòkos.

Dileguando la notte.

Generando, o Vergine, l’abrogazione del peccato, dei pericoli e delle pene dei fedeli, il cosmo fu salvato, perciò anche noi, scampati dall’afflizione a te gridiamo: Salve!

Presi da molteplici tentazioni, casta Sovrana, disperati, scoraggiati e afflitti da difficili situazioni, abbiamo te come letizia, speranza e ricchezza.

Come custode della salvezza dei fedeli e dei tuoi servi, o pura, allontani i pericoli e custodisci illesi, perciò quanti partecipiamo ai tuoi molti beni ti ringraziamo con canti.

Per te liberati da molti peccati, malattie, pene e gravi pericoli, Ringraziamo te, Sovrana pura, sicura speranza dei tuoi servi fedeli.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: fa’ risalire dalla corruzione la mia vita e noi a te gridiamo: onnipotente Salvatore, abbi misericordia di noi.

Mostrandoti per la misericordia della pietà, con la croce e la tua passione hai guarito la natura umana che giaceva malata, o medico degli infermi.

Un tempo Adamo fu condannato per il legno e ora per il legno della croce è giustificato, ricevendo l’ingresso nel paradiso e la dolcezza della delizia.

Lodiamo te, che fosti elevato nella carne sulla croce, magnifichiamo te, che fosti incoronato con spine e incoronasti di gloria gli uomini, o Re più che buono.

Martirikòn. Per aver confutando il danno distruttivo della follia idolatrica, partecipando ai supplizi e morendo, ora gli atleti regnano con Cristo.

Né persecuzione, né fame, né nudità, né pericoli, né morte separarono i divini atleti dall’amore di Cristo.

Stavrotheotokìon. Inneggi l’incarnato da te e gemi vedendolo elevato sulla croce, o Madre Vergine pura e illibata.

Canone della Theotòkos.

Nell’abisso dei peccati.

Le potenze con lingue celesti non possono predicare le tue lodi, Purissima e noi ora ti offriamo come servi la parola di Gabriele: salve.

Caduti per i nostri peccati nell’abisso della tristezza e delle tribolazioni, grazie a te, Genitrice di Dio pura, siamo stati liberati dalla sventura dei pericoli.

Tutto il mondo, o purissima, è tenuto a ringraziarti e a lodare e glorificare piamente il tuo dono, perché per te veniamo liberati da pericoli e afflizioni.

Notte e giorno, apertamente e di nascosto, tutti bramiamo il tuo aiuto, o santissima Madre di Dio e con onore ti magnifichiamo.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli resero la fornace ardente fonte di rugiada, lodando l’unico Dio e dicendo: Inneggiatissimo e glorificato Dio dei padri.

Per alleggerire il fardello delle mie iniquità fosti appeso sulla croce in mezzo ai criminali, o Gesù più che buono, Dio dei padri sovresaltato e sommamente buono.

Trafitto da una lancia nel tuo divino fianco, allontani la deviazione del fianco, o Salvatore e ordini alla spada di fuoco di lasciarmi sempre entrare in paradiso.

Martirikòn. Divenuti astri nel firmamento della Chiesa, i santi illuminano il creato con il fulgore delle lotte e la gioia delle guarigioni.

Il libro dei viventi porta sempre scritti dentro i martiri del Signore che con tutto il cuore hanno osservato i decreti scritti di Dio e hanno patito molto.

Stavrotheotokìon. Vedendo il santissimo Verbo sorto da lei santificare i terrestri elevato sulla croce, la Santissima gemeva.

Canone della Theotòkos. Dei giovani dalla fornace.

Salve, ti diciamo grati, o Madre di Dio, poiché per te siamo stati liberati da tutto il peso e gridando a una voce con gioia ed esultanza ti magnifichiamo.

Abbiamo trascorso la sera nel pianto delle afflizioni per l’assalto dei mali, ma invocando la tua protezione divina, o Vergine, abbiamo trovato la gioia, poiché ci hai liberato da ogni tribolazione, o pura.

Avendo tutti come divino rifugio la tua protezione presso Dio nei pericoli, nelle persecuzioni e nei peccati a te ci prostriamo e per te otteniamo liberazione, o pura.

Proclamiamo sempre con la bocca e lo spirito la grazia della tua intercessione per cui siamo liberati dalle tentazioni, dalla tirannia, dalla pesante afflizione e dalle passioni.

Ode 8. Irmòs.

Il Re della gloria, uno senza principio che le potenze celesti benedicono e per cui tremano le schiere degli angeli, sacerdoti, lodate, popoli, sovresaltate per tutti i secoli.

L’albero della conoscenza mi uccise e tu, Cristo mio, morendo sul legno mi hai risuscitato e illuminato per cantarti: sacerdoti, lodate, popoli, sovresaltate per tutti i secoli.

Il popolo fuorilegge ti incoronò di spine, o Re che sradicasti la spina della trasgressione del precetto di Adamo primo plasmato e fosti elevato sulla croce, tirando fuori tutti dall’abisso dell’inganno.

Fosti steso sul legno dal popolo ingrato tu, Salvatore, che stendesti i cieli con sapienza e che con la tua passione guarisci i nostri peccati e hai calmato i nostri dolori con i dolori dai chiodi.

Martirikòn. Le reliquie dei martiri effondono buona fragranza di prodigi per quanti vi accorrono con cuore senza dubbi, allontanano sempre il miasma delle passioni e donano a tutti salute in Dio.

Stavrotheotokìon. I cori dei santi, o Vergine, pregano il Sovrano sorto dal tuo grembo: egli rivelò sulla croce la via dell’impassibilità, o Pura e noi con canti come regina di tutti ti magnifichiamo.

Canone della Theotòkos.

Il Dio glorificato.

Liberati dalla bufera del peccato, delle passioni e delle tentazioni con le tue preghiere, o Madre di Dio, gridiamo a te con voci grate: Salve, poiché grazie a te, o buona, siamo passati dall’amarezza alla gioia.

Abbiamo gridato a te, buona, nella pana dei pericoli e tu non ci hai trascurato, ma esaudendo la nostra povera preghiera ci hai liberato da grande afflizione, perciò con fede lodiamo la tua intercessione.

L’autore dei peccati e delle colpe ha sollevato contro di noi afflizioni di pericoli, passioni e tentazioni atroci dagli uomini, ma con le tue divine suppliche, o Madre di Dio, siamo stati prodigiosamente liberati dai nemici.

La tua compassione, o Cristo, datore dei beni, arriva realmente senza sosta a tutti per le preghiere di colei che ti generò, poiché grazie a lei noi cristiani otteniamo la tua misericordia, o Salvatore.

Ode 9. Irmòs.

O lodatissima, più alta dei cieli, che senza seme concepisti il Verbo senza principio e partoristi per gli uomini Dio incarnato, tutti noi fedeli con cantici ti magnifichiamo.

Vedendoti innalzato su un patibolo, o Re di tutti, il sole si spense e il velo del tempio si squarciò nel mezzo, o Gesù onnipotente.

Ti perforarono mani e piedi, gli empi, trafissero con la lancia il tuo fianco vivificante e ti abbeverarono di fiele e aceto, o nostro Dio misericordioso, dolcezza dell’universo.

Martyrikà. Spezzati da ogni forma di tormenti, spezzarono i lacci dell’autore del male e, incoronati per la vittoria, i generosi atleti sono proclamati beati.

Con le loro reliquie in essa deposte, i vittoriosi hanno santificato tutta la terra e interrotto i vapori delle carni offerte agli idoli, passando essi per il fuoco, in mistico olocausto.

Stavrotheotokìon. O amante del bene, più alta dei cherubini, che generasti nella carne il Verbo di Dio e Dio, volontariamente innalzato nella carne sulla croce, presso di lui ardentemente per tutti intercedi.

Canone della Theotòkos. Chi tra i mortali.

Con l’angelo Gabriele giustamente ora ti offriamo il saluto: Salve, tra le acclamazioni, o Vergine, perché siamo stati liberati da multiformi tentazioni, o Madre di Dio, per la tua intercessione.

Gioia, esultanza, letizia divina ci hanno colmati da parte di Dio, o Vergine ignara di nozze, perché ecco, eravamo in tanto lutto e ora per la tua intercessione esultiamo.

Ti offro un sacrificio di lode, cantandoti con ardore, con le parole e la voce, un cantico di ringraziamento, o Vergine, perché grazie a te sono stato liberato dalla tribolazione, nel giorno in cui ti ho invocato.

Ci rallegriamo piamente con te, pura, per il tuo parto divino: hai fatto scaturire per noi la gioia, liberandoci da tribolazione e tentazione e noi rendiamo a te il cantico di grazie.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Poiché tu sei Sovrano, o datore di vita amante degli uomini, hai riscattato con la tua croce tutta la terra; Signore, gloria a te.

È stata inchiodata alla croce la vite vera, le genti hanno vendemmiato il paradiso con il ladrone. Questa è la gloria della Chiesa, questa la ricchezza del regno: o tu che hai patito per noi, Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, te noi celebriamo, o Cristo, acclamando: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Oggi Giuda veglia.

Crocifissione e immolazione accettasti come un malfattore, o longanime, per risollevare, con l’albero della tua croce, noi che per un albero eravamo caduti. Ma la Vergine tua genitrice era sconvolta al vederti morto e nell’angustia gridava: O follia iniqua! Come dunque gli empi uccidono il giusto?

Alla Liturgia

Le Beatitudini (Makarismì).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Volendo guarire il dolore di Adamo che patì per il consiglio del nemico, o Re, ti innalzasti in croce e inchiodato sopportasti dolore nelle mani e nei piedi; perciò magnifichiamo la tua magnanimità, o Verbo.

Il consesso degli ebrei ti crocifisse in mezzo agli iniqui, o Cristo, vero datore della legge e Redentore che liberasti la stirpe umana da tutta l’iniquità, perciò ti lodiamo.

Martirikòn. Portando le piaghe di molti supplizi come belli ornamenti, i divini atleti furono riconosciuti come ornamenti luminosi della Chiesa supplicando sempre per le nostre anime.

Gloria.

O, Trinità santa, salva i tuoi servi che ti inneggiano, rafforzali con il potere delle croce e guidaci tutti a camminare verso la città superna dove trovare grande misericordia.

E ora.

Stavrotheotokìon. Vedendoti la purissima Vergine, o Cristo, innalzato nella carne sulla croce senza volto e bellezza, gridava con dolore: Ahimè, Figlio, come ti hanno fatto a pezzi gli iniqui!

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Grave – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Venerdì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà martyrikà.

Tonò grave.

Martiri santi, che valorosamente lottaste e foste incoronati, pregate il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Disprezzando tutte le cose della terra, o santi martiri e predicando con coraggio Cristo nello stadio, da lui avete ricevuto le ricompense dei tormenti: poiché dunque avete ottenuto franchezza, imploratelo come Dio onnipotente, vi supplichiamo, di salvare le nostre anime, poiché ricorriamo a voi.

O lodatissimi martiri, pecore spirituali, olocausti razionali, sacrificio gradito a Dio, voi non siete stati nascosti dalla terra, ma accolti dal cielo, divenendo compagni degli angeli; con loro pregate il Salvatore e nostro Dio, vi supplichiamo, di pacificare il mondo e salvare le nostre anime.

Stichirà despotikà. Non siamo più tenuti lontano.

Non mi svergognare, Salvatore, per aver fatto opere vergognose, quando verrai a giudicare tutto il mondo.

Ho peccato senza misura e aspetto pene senza misura, o mio Dio, abbi misericordia di me e salvami.

Da’ riposo nelle tue tende, o Sovrano, a quanti si sono addormentati nella fede e falli degni del tuo regno.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Fosti riconosciuta madre oltre natura, Theotòkos e sei rimasta vergine oltre ragione e pensiero: il prodigio del tuo parto nessuna lingua può spiegarlo, perché essendo straordinario il tuo concepimento, il modo del tuo partorire è inafferrabile: dove Dio vuole è vinto l’ordine della natura; riconoscendoti dunque tutti Madre di Dio, senza sosta ti preghiamo: Prega per la salvezza delle nostre anime.

Apòsticha. Despotikòn.

Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza dei martiri, che hanno annunciato la Trinità consustanziale.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te.

Necròsima. Quando in principio plasmasti l’uomo a tua immagine e somiglianza, lo collocasti nel paradiso, perché dominasse sulle tue creature, ma sedotto per invidia del diavolo, mangiò di quel cibo, divenendo trasgressore dei tuoi comandamenti: perciò tu lo condannasti a ritornare alla terra da cui era stato tratto, Signore e a pregare per il riposo.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Dona il riposo, o Salvatore nostro, datore di vita, ai nostri fratelli che hai tolto dalle realtà temporali e che gridano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Daniele ti vide come divino monte santo e il sapiente Isaia ti proclamò Madre di Dio, o venerabile, perché hai accolto in te nella carne il Dio che ha plasmato Adamo; di fronte a lui i cherubini, vedendolo incarnato, tremarono, cantandolo e glorificandolo con la voce mai silenti del trisagio; e tu pregalo per la salvezza delle nostre anime.

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Grave – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata martyrikà. Tono grave.

I tuoi martiri, Signore, hanno sbaragliato il nemico e umiliato l’inganno degli idoli, armati della potenza della croce; perciò, celebrandoti con gli angeli, cantano l’inno di vittoria, dando gloria a te, o Cristo. Per le loro suppliche, donaci la grande misericordia.

I tuoi santi, Signore, lottando sulla terra, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: perciò hanno ricevuto le corone da te, Sovrano filantropo e Dio misericordioso, che concedi al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei il tesoro da cui viene la nostra risurrezione, o lodatissima, risolleva dalla fossa e dall’abisso delle colpe quelli che in te confidano: perché hai salvato noi, soggetti al peccato, partorendo la salvezza, tu che sei vergine prima del parto, vergine nel parto e ancora vergine dopo il parto.

Intercedete, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e veniamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara, vi preghiamo.

Necròsimo. La tua morte, Signore, ha fatto fiorire per i morti la vita: tu hai infatti spogliato l’ade, richiamando quanti dormivano nella tenebra; perciò, o datore di vita, come Dio ti supplichiamo: Dona il riposo con i giusti a quanti tra di noi hai preso con te, perché trovino nel giudizio la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, tu che accogliesti in grembo colui che i cieli non possono contenere; salve, Vergine, annuncio dei profeti, tu da cui è rifulso l’Emmanuele; salve, Madre di Cristo Dio.

Canone di tutti i santi. Acròstico: Io, Giuseppe inneggio i cori dei pastori e dei martiri. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Irmòs.

Cantiamo al Dio che aiutò Mosè in Egitto e liberò Israele, poiché si è glorificato.

Vincendo tutto l’inganno dell’avversario, i cori infallibili dei martiri danzano esultando presso il loro Creatore.

I gerarchi di Cristo e tutti i santi padri che hanno faticato, sono divenuti degni della letizia eterna per grazia.

Per le preghiere dei profeti, dei santi padri e delle sante donne, o Cristo, custodiscici da ogni ira e salva le nostre anime.

Necròsimo. O Verbo che mi hai plasmato dalla terra e ordinato di tornare di nuovo nella terra, da’ riposo a quanti nella fede hai trasferito.

Theotokìon. O Santissima che partoristi il Santissimo Verbo di Dio, santifica quanti ti glorificano con fede.

Canone per i defunti. Acròstico: Il settimo canone ha lo stesso proposito.

A un tuo cenno.

Rifulgendo con divini segni, o martiri, vi offriste a Cristo Dio come divino dono abbelliti con vari ornamenti di virtù splendide.

Rendi degni, i tuoi servi defunti, di ottenere il raggio della luce inaccessibile trisolare, da cui sono fuggiti dolore, affanno e lamento, o misericordiosissimo.

Rialzasti la natura condannata a morte, o vita ipostatica, Cristo datore di vita, perciò da’ riposo a quanti sono passati a te con fede, o solo compassionevole.

Theotokìon. Raddrizzasti la caduta della progenitrice, o Santissima, partorendo il Dio Verbo che la risuscitò e insufflò la vita ai morti dei sepolcri con potere divino.

Ode 3. Irmòs.

Vegliando per glorificarti e inneggiati, o Verbo, senza sosta inneggiamo il segno della tua croce, che ci hai dato come arma e soccorso.

Spezzati con pietre e gettati nelle fosse, o santi, spezzaste ogni potere dell’ingannatore mantenendo illeso l’intelletto.

Illuminando i fedeli col fulgore dei divini insegnamenti e i raggi delle opere buone, o sapienti gerarchi, dileguaste tutta la tenebra delle eresie.

Morti al mondo, i tuoi santi, o Verbo, hanno realmente ereditato la vita sovramondana; abbi dunque misericordia di noi, o Cristo.

Necròsimo. Supplichiamo il Sovrano buono di avere misericordia nell’ora del giudizio di quanti sono trapassati nella fede e nella speranza.

Theotokìon. Non lasciando il seno paterno, il Verbo senza principio ha avuto principio in te ed è apparso come bimbo nel tuo seno, o Purissima.

Canone per i defunti. Tu che in principio.

I cori dei martiri mostrarono valorosa e salda pazienza, poiché sopportarono l’assalto delle percosse e le ferite delle pene, o Salvatore, bramando la gloria e la tua bellezza incorruttibile.

Accogli, o Compassionevole le anime dei defunti nella speranza della vita eterna e annoverali nel seno desiderato e divino del divino Abramo per dimorare con Lazzaro e con i tuoi eletti.

O compassionevole Salvatore, disceso dal cielo per salvare il genere umano, per la tua misericordia rendi degni di deliziarsi della luce immateriale e della tua divina gloria e gioia quanti piamente sono trapassati.

Theotokìon. Furono sciolte in te le leggi naturali, o Pura che concepisti il Verbo inaccessibile all’intelletto e ci fu data nuova legge divina che per grazia e bontà divina dona remissione dei peccati a tutti i disperati.

Ode 4. Irmòs.

Persuaso dalla tua venuta della carne, o Cristo, il profeta Avvacùm gridava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Rinvigoriti dall’amore per il Signore, i martiri indebolirono il potere del nemico, perciò sono proclamati beati.

Come pecore e agnelli del Pastore e Agnello, o beati gerarchi, diveniste pastori del gregge razionale per divina grazia.

Con lo splendore delle buone opere guidaste come luminosissimi astri il plèroma dei fedeli, o nostri santi padri.

L’adunanza delle donne forti e l’assemblea dei santi profeti ottennero i beni celesti.

Theotokìon. Lodatissima, supplica il Dio che partoristi di liberare il tuo gregge da ogni sorta di tentazione e afflizione.

Canone per i defunti.

Tu che senza lasciare.

Sopportando con pazienza i dolori delle lotte, i martiri sono stati incoronati con le corone della tua giustizia, o Cristo e hanno glorificato il tuo potere.

Quando verrai nella tua gloria con i tuoi angeli, o Cristo, rendi degni della tua ineffabile gloria quanti sono piamente trapassati, o compassionevole e misericordiosissimo.

Rendi degni di deliziarsi del raggio trisolare e del fulgore della Divinità unica, o Buono quanti sono già defunti e ti glorificano, o filantropo.

Theotokìon. Cristo, che non lasciò il seno paterno, dimorò nel tuo seno verginale e liberò dalla morte quanti ti dicono beata, o Madre di Dio lodatissima.

Ode 5. Irmòs.

Il mio spirito veglia davanti a te, o Dio, perché tu sei luce e i tuoi precetti sono guarigione per i tuoi servi, o filantropo.

Disprezzaste le ferite della carne, o forti atleti e ora guarite le ferite e le passioni di quanti accorrono a voi.

Avete ricevuto il potere di sciogliere e legare sulla terra, o gerarchi di Cristo, perciò slegate sempre i pesi dei nostri mali.

Uniti a Dio con intelletto puro, i cori degli asceti, dei profeti, dei giusti e delle donne danzano una danza senza fine.

Necròsimo. O solo misericordiosissimo Cristo, rendi partecipi del paradiso quanti hanno lasciato questa vita, o filantropo.

Theotokìon. Santissima Vergine, che ti rivelasti dimora incorrotta di Dio, supplicalo di rendermi abitante della dimora nuziale spirituale.

Canone per i defunti. Signore, mio Dio.

Rivestiti luminosamente di morte vivificante intrecciata dalle pene, o lodatissimi martiri, chiedete divino riposo per le anime di quanti si sono già addormentati.

O Salvatore, che effondi misericordia da inesauribili tesori, concedi che le anime che hai trasferito dimorino con i tuoi primogeniti nelle tende senza corruzione.

Concedi, o Cristo che i tuoi servi, trasferiti alla vita superna lasciando il peso e ora sono liberati dai legami, si delizino dello splendore dei tuoi santi, o Salvatore.

Theotokìon. Sovrana Madre di Dio, prega che mi sia donato scioglimento dei peccati e remissione delle colpe, o Purissima che partoristi nel mondo la Vita enipostàtica.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: Fa’ risalire dalla corruzione la mia vita; e noi a te gridiamo: Onnipotente Salvatore, abbi pietà di noi.

Abbatteste la protervia del nemico elevandovi verso Dio con le pene, o gloriosissimi soldati e diveniste abitanti dei cieli.

Allontanando l’inverno delle eresie, i gerarchi di Cristo hanno trasferito la folla dei pii alla primavera della verità.

Col tuo potere, o Cristo, le folle dei santi padri, dei profeti e delle sante donne furono giustificate e ora si deliziano della tua luce senza tramonto.

Necròsimo. Hai trasferito i tuoi servi, o Compassionevole dalle realtà temporanee; rendili degni dunque della tua eterna gioia e della vera vita.

Theotokìon. Santifica i tuoi servi, o Santissima Vergine che partoristi nella carne il Santissimo Verbo lodato santamente da ogni spirito.

Canone per i defunti.

Navigando tra i flutti.

Sopportando con vigore pene tremende, difficilmente sopportabili, il coro dei martiri ereditò le delizie senza dolore e senza pene, ricevendo le corone di giustizia dalla destra vivificante.

O misericordioso, colloca i tuoi servi già addormentati con i giusti, là dove sono i cori degli angeli e gli splendori dei santi e la dolcezza della vita eterna, o Dio immortale.

Theotokìon. Colui che con divina volontà e col potere creatore stabilì tutto dal nulla, è sorto dal tuo grembo, o Pura e come Dio ha strappato dalla corruzione quanti erano nella tenebra della morte.

Ode 7. Irmòs.

ODio dei padri e nostro Dio, tu sei benedetto nei secoli.

Con lo scorrimento del sangue gli atleti spensero la fiamma dell’empietà.

Inneggiamo ai gerarchi, che divennero luminari del mondo.

Sia onorata con inni la santa assemblea dei profeti e dei santi padri.

Necròsimo. Libera dalla geenna, o Cristo compassionevole, i tuoi fedeli servi che hai preso.

Theotokìon. Inneggiamo alla Madre di Dio, più venerabile degli angeli.

Canone per i defunti.

Nella fornace ardente.

I cori dei martiri incoronati pubblicamente circondano spiritualmente Cristo Re, gridando con i cori degli angeli: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

O compassionevole, tu che domini la morte e la vita, rendi degni della delizia divina i tuoi servi piamente già addormentati. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Tu che hai fatto splendere la luce nelle tende eterne fa’ dimorare rifulgenti di luce immateriale che hai trasferito. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Cristo, nato prima senza madre dal Padre e ora ineffabilmente nato senza padre da te, Vergine, si impoverì volontariamente per noi uomini. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Imitando i fanciulli nella fornace, che ricevettero la rugiada dello Spirito, con fede gridiamo: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Abbatteste i tempi degli idoli, o lodatissimi atleti ed edificaste voi stessi come templi dello Spirito, terminando con coraggio la corsa.

Vi rivelaste gigli profumatissimi, o gerarchi, rallegrando le anime dei fedeli con le conoscenze della pietà, perciò degnamente vi diciamo beati.

Pellegrinando in tutta la terra, o santi padri, diveniste come profeti di Dio, mirando l’eredità superna e la gloria perenne.

Necròsimo. O Verbo, Signore dei vivi e dei morti, annovera i tuoi servi addormentati nella fede con i cori dei salvati, o unico filantropo.

Theotokìon. L’assemblea di tutte le donne, che hanno cercato il Signore con fatiche e pene, sempre intercedono presso di te, o incorrotta.

Canone per i defunti. Il Re della gloria.

Cercando la gloria celeste, i martiri disprezzavano la gloria terrena come testimoni della venuta di Cristo, lodandolo piamente come Re in tutti i secoli.

Tu che hai disfatto la dimora terrena di quanti si sono trasferiti nella speranza della vita, dona loro la dimora celeste e il riposo nelle tende dei giusti per tutti i secoli.

Tu che come Dio doni riposo ai morti e possiedi la fonte della vita, irrigali, o solo buono col rivo della delizia per tutti i secoli.

Theotokìon. O Genitrice di Dio Vergine, accogliendo ineffabilmente nel tuo grembo la luce senza tramonto, illuminasti quanti erano nella tenebra del mondo per glorificare piamente Cristo sorto da te ineffabilmente.

Ode 9. Irmòs.

Colei che oltre natura è Madre e per natura è Vergine, la sola benedetta fra le donne, con mistici canti, o fedeli, magnifichiamo.

Per le suppliche dei sacratissimi martiri, profeti e giusti, che dall’antichità vissero santamente, o Cristo, abbi pietà delle nostre anime.

Noti come iniziatori ai sacri riti, siete stati uniti ai celesti liturghi come liturghi del Sovrano: con loro presentate suppliche per noi.

Con le donne che hanno felicemente compiuto la corsa, onoriamo i santi cori degli asceti, per ottenere l’intercessione della loro santità.

Necròsimo. Rendi degni i defunti che in modo ortodosso ti hanno reso culto, o Cristo, di partecipare alla gloria di cui sono stati fatti degni i cori di tutti i santi.

Theotokìon. Io che sono attaccato al peccato, tremo di fronte al tremendo tribunale di colui che da te è stato partorito, o pura: ma tu che sei buona, salvami dalla condanna davanti al tribunale.

Canone per i defunti.

Che tu sia Madre di Dio.

Splendidamente illuminano il mondo i martiri generosi, essi che sono le colonne della fede, le inespugnabili torri delle Chiese e le fortezze della pietà: e noi, com’è degno, piamente li magnifichiamo.

Strappa al fuoco della geenna, o Sovrano, quanti tra di noi se ne sono andati, lacerando con la lancia del tuo fianco e il documento scritto del loro peccato, o unico filantropo e falli degni dello splendore dei santi.

Tu che sei buono e per natura filantropo, tu che sei compassionevole e pietoso, tu che sei tesoro inesauribile di vita immortale, o Salvatore, rendi degni del tuo gaudio ineffabile quanti prima di noi si sono addormentati nella fede.

Theotokìon. Le ombre della Legge e gli enigmi di un tempo con il tuo parto sono passati, poiché Cristo è divenuto compimento della Legge e dei profeti: cantando lui nella sua duplice natura, noi diciamo beata te, la sempre Vergine pura.

Alle lodi, quando c’è l’Alliluia, stichirà martyrikà.

In mezzo allo stadio degli empi, esultanti, i vittoriosi acclamavano: Signore, gloria a te.

Sono divenuti astri dell’universo gli illustri vincitori, che a Cristo acclamano: Signore, gloria a te.

Con un unico sentire, mirando a un unico scopo, trovata un’unica via di vita, la morte per Cristo, i martiri vittoriosi, invidiando l’uno la morte dell’altro, cosa mirabile, precedendosi nel carpire i tormenti come tesori, si dicevano l’un l’altro: Se anche non morissimo ora, in ogni caso moriremmo e pagheremmo il nostro tributo alla natura: facciamo dunque della necessità un onore, appropriamoci della sorte comune, comprando con la morte la vita. Per le loro preghiere, o Dio, abbi pietà di noi.

Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, o Cristo, t’inneggiamo acclamando: Signore, gloria a te.

Gloria. Necròsimo.

Nella regione dei tuoi giusti, o misericordioso, colloca quanti credendo in te, se ne sono andati dalle cose temporali, o filantropo.

E ora. Theotokìon.

t

Supplica, o Vergine, con gli apostoli e i martiri, affinchè i defunti trovino in giudizio grande misericordia.

Apòsticha delle lodi, necròsima.

Poema di Teofane. Disprezzate tutte le cose.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso, Signore.

Sei apparso esanime sulla croce e deposto come un morto nella tomba, o solo immortale, per riscattare gli uomini dalla condizione mortale, dalla corruzione e dalla morte; poiché dunque sei oceano inesauribile di amorosa compassione e fonte di bontà, dona il riposo alle anime dei tuoi servi che tra di noi se ne sono andati.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Concedi, o buono, a quelli che a te sono passati, di essere illuminati dalla tua pura bellezza, dalla dolcezza del tuo splendore e dai raggi della tua luce divina, perché nell’immateriale effusione luminosa del manifestarsi della tua luce, danzino insieme agli angeli intorno a te, Sovrano Signore, Re della gloria.

Stico. La loro memoria viene glorificata nei secoli.

Tu che possiedi inesauribile magnificenza di doni, tu che sei tesoro inesausto di ricca bontà, fa’ dimorare quanti sono passati a te, che sei Dio, nella regione dei tuoi eletti, in luogo di riposo, nella casa della tua gloria, nel gaudio del paradiso, nel talamo dei vergini, per la tua amorosa compassione.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu partorisci il compimento della Legge, il Redentore fatto carne; poiché non c’è stata giustificazione nella Legge per quanti ci hanno preceduto, ma Cristo crocifisso ci ha ora giustificati. Tu che hai con lui famigliarità, o Vergine, implora il tuo Figlio compassionevole, ti preghiamo, perché dia riposo alle anime di quanti sono piamente defunti.

Alla Liturgia

Makarismì (le Beatitudini).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

O lodatissimi martiri, compiendo la buona lotta e custodendo la fede, avete ricevuto da Dio le corone dell’incorruttela e diveniste degni della sua gloria e coinquilini degli angeli.

La folla dei sacerdoti e dei santi padri e dei profeti e la sacra assemblea delle sante donne siano onorate, poiché ora vivono con gioia nelle tende dei primogeniti e dimorano con i cori degli incorporei.

Necròsimo. O Verbo di Dio, colloca nelle tende dei giusti quanti hai trasferito da noi, lasciando per la tua grande misericordia i peccati dell’anima commessi da loro consapevolmente e inconsapevolmente sulla terra.

Gloria.

O Trinità santa, i tuoi servi mortali accorrono a te, chiedendo di essere liberati dalla tremenda fiamma e di ottenere i beni della tua santa gloria nel giorno del giudizio.

E ora. Theotokìon.

Il raggio del Padre dimorò nel tuo grembo, o santissima e pura e rinnovò quanti erano abbattuti dal consiglio

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Grave – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Lunedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono grave.

Poiché possiedi, anima mia, il rimedio della penitenza, accòstati, gettandoti ai piedi del medico delle anime e dei corpi e grida con gemiti: Liberami dalle mie colpe, o filantropo, associami alla prostituta, al ladrone e al pubblicano, dammi, o Dio, il perdono delle mie iniquità e salvami.

Non ho emulato il pentimento del pubblicano e non ho le lacrime della prostituta, non sono capace, per il mio indurimento, di tali segni di correzione, ma nella tua compassione, Cristo Dio, salvami come filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Incontaminata Vergine Theotòkos, con le superne schiere supplica tuo Figlio, affinchè, prima della fine, doni il perdono delle colpe a noi che ti glorifichiamo con fede.

Dopo la seconda sticologìa, altri Kathìsmata.

Tu che, per le sue lacrime, purificasti Pietro dal rinnegamento e al pubblicano, per il suo gemito, perdonasti le colpe, Signore filantropo, abbi pietà di me.

Preparati, anima mia, in questa tua vita, per non aver turbamento nella futura; là, infatti, non vi è nessuno che aiuti, né ricchezza, né potenza, né amici, né principi, ma la prova che viene dalle opere e la filantropia divina.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sei più venerabile dei gloriosi cherubini, o Vergine santissima; quelli, infatti, non potendo fissare il divino fulgore, compiono la liturgia coprendosi il volto con le ali, ma tu porti il Verbo incarnato, guardandolo con i tuoi occhi. Supplicalo senza sosta per le nostre anime.

Dopo la terza sticologìa, altri Kathìsmata.

Tu che hai accettato le lacrime di Pietro e giustificato il pubblicano, che gemeva dal profondo, abbi compassione anche di me, che mi getto pentito ai tuoi piedi, o Salvatore e salvami.

Martyrikòn. Pregate, o santi, perché ci sia data la remissione delle nostre colpe e veniamo liberati dai mali che temiamo e da una morte amara: vi preghiamo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Theotokìon. Tu trascendi le schiere celesti, perché sei divenuta tempio divino, o benedetta Madre di Dio, avendo partorito Cristo, Salvatore delle nostre anime.

Canone catanittico. Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

Al Dio che collaborò con Mosè in Egitto a sottrarre Israele dall’Egitto, a lui solo cantiamo, poiché si è glorificato.

Annegando nel mare dei mali a te grido: Stendimi la mano, o pietoso e salvami come Pietro, o filantropo.

Da molte colpe lava me, penitente, come la prostituta, o Cristo, con il traboccare della tua misericordia affinché con fede ti glorifichi.

Martyrikà. Tu che hai fatto brillare i tuoi santi nel crogiuolo di svariati tormenti, per le loro preghiere, scampami dall’oscuramento delle passioni.

Purificandosi con la pazienza nei tormenti, i santi martiri più del sole sono rifulsi e hanno oscurato l’errore.

Theotokìon. Vergine purissima, protezione dei fedeli, ritorno a Dio dei peccatori, con la tua preghiera salvami.

Canone degli incorporei. Acròstico: Reco agli incorporei una settima lode. Poema di Teofane.

Al Dio che nel Mar Rosso.

Cristo onnipotente, con la tua luce rischiara il mio intelletto, ispirami affinché t’inneggi con gli angeli, perché ti sei glorificato.

Avendo lo stabile splendore, proveniente dalla fonte tearchica, i cori celesti celebrano con canti Cristo.

Theotokìon. Sapendoti saggiamente abbellita dagli splendori divini, o pura, noi, fedeli tutti, ti acclamiamo: Salve.

Ode 3. Irmòs.

Tu che con il tuo verbo hai consolidato l’ecumène affinché non sia scossa, rendi stabile anche la nostra mente nel tuo timore, Signore.

Sono stato preso nella notte dei peccati, con la luce della penitenza rischiarami, ora, filantropo datore di luce , affinché con fede ti glorifichi.

Tutte le vie che ho percorso nella vita mi hanno fatto precipitare nei baratri dei piaceri; mostrami, Gesù, le vie divine della penitenza.

Martyrikà. Affrontando valorosamente l’agone, foste degni dei premi celesti, o illustrissimi martiri, pregando per tutti noi.

Subendo miriadi di pene, o atleti, foste degni di miriadi di beni, riunendovi a miriadi di potenze incorporee.

Theotokìon. Tu che sola generasti il Re celeste, o Vergine, rovescia il peccato che in me regna e avendo compassione, salvami.

Canone degli incorporei.

Si consolidò per la fede.

Voi che siete mediatori dei divini splendori, o cori degli angeli, tutti immaterialmente acclamate: Santo sei tu, Signore, unico onnipotente.

Trasmettendo per legge d’amore i bagliori divini, o arcangeli, a Cristo cantate: Santo sei tu, Signore, unico onnipotente.

Imitando il secondo splendore del primo raggio, i devoti a una voce cantano a Cristo: Santo sei tu, o Cristo, che salvi le nostre anime.

Theotokìon. Il Verbo filantropo, che dal nulla trae il tutto dal nulla, da te, Vergine, riceve la carne, divenendo uomo per compassione.

Ode 4. Irmòs.

Ha coperto i cieli, Cristo Dio, nella tua economia, la virtù della tua indicibile sapienza, o filantropo.

O misericordioso, che vuoi salvare tutti, salva me, trasgressore dei tuoi precetti, o Verbo e non annientarmi.

Mi sono sottomesso a passioni irrazionali e mi sono reso simile alle bestie, me misero; o compassionevole Verbo di Dio, abbi compassione.

Martyrikà. Torturati e arsi nel fuoco, bruciaste l’errore, accesi di zelo per la pietà, o martiri.

Vi rivelaste paradiso intellettuale, o beati, voi che avevate nel mezzo l’albero della vita, Cristo coltivatore dell’universo.

Theotokìon. Pura Vergine piena di grazia, facendomi grazia, libera del tutto il mio intelletto dalla tenebra del’ignoranza.

Canone degli incorporei. Ho udito il tuo annunzio.

Risanate i traumi della mia anima stando presso Cristo come liturghi eletti, o cori degli angeli, implorandolo.

Chiaramente attorniando piamente il tuo trono, Signore, gli eserciti degli incorporei sempre gridano: Gloria alla tua potenza, Signore.

Stupirono le schiere degli angeli, vedendoti, o Cristo, sulla terra incarnato, assimilato agli uomini mortali.

Theotokìon. Inneggiatissima e pura Genitrice di Dio, che generasti Dio inesplicabilmente incarnato, ti supplichiamo, prega perché siamo salvi.

Ode 5. Irmòs.

Vegliando, o Verbo, per glorificarti e lodarti, senza sosta inneggiamo il segno della tua croce, che ci hai dato come arma e aiuto.

Ho trascorso la vita in pigrizia e temo il tribunale infallibile in cui sto per essere giudicato, io, dissoluto; abbi compassione di me, Signore.

O Verbo, che hai illuminato gli occhi del con la luce dei tuoi precetti apri le pupille della mia anima, che ho malamente ottenebrato.

Martyrikà. Confessando Cristo con mente stabile, avete subito ogni pena delle torture, o valorosi atleti, perciò siete beatificati.

Navigando in ogni tempesta delle torture, avete attraccato al molo del regno superno, colmi di vera serenità, o martiri.

Theotokìon. Per te, santissima, il Dio oltre ragione da te incarnato, ha fatto meraviglie; pregalo dunque con insistenza per tutti noi.

Canone degli incorporei.

Davanti a te veglio.

Con bocche santissime e rumorosissime i serafini, ardenti di fulgori immateriali, cantano il principio sovradivino e sovraeterno.

Con sacratissime ali i cherubini, strumenti della sapienza sovradivina, coprono il viso e i piedi, non osando guardare il divino splendore.

Deliziandovi dei bellissimi raggi, con scienza divina e santissima, o gloriosi troni, vi siete rivelati sovramondani veggenti delle cose ineffabili.

Theotokìon. Il divino intelletto si mischia con quello umano nel tuo castissimo e purissimo grembo, o purissima, unito indicibilmente senza mutamento secondo ipòstasi.

Ode 6. Irmòs.

Giona dal ventre dell’ade gridò: fa’ risalire dalla corruzione la mia vita e noi a te gridiamo: onnipotente Salvatore, abbi misericordia di noi.

L’abisso delle colpe mi ha circondato, mi ha buttato nel baratro del peccato, ma, Verbo, fammi tornare come un tempo Giona dalla corruzione alla vita.

Mi flagella la tempesta dei pensieri, guidami al porto della vera penitenza, o compassionevole, sostenendo il mio cuore nella pace.

Martyrikà. I santi, difesi dallo scudo della verità, respinsero le false lusinghe dei tiranni e morendo, regnano con Cristo.

Innalzandosi verso Dio con amore, i martiri odiarono l’amore per il mondo e divennero amici del creatore di tutti.

Theotokìon. Inneggiamo te, fanciulla lodatissima, che concepisti il Verbo che tutte le potenze dei cieli inneggiano con voci mai silenti.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Perennemente risplendono dei raggi della Signoria le dominazioni e sempre con i loro inni celebrano la sua indicibile gloria.

Contemplando con amore la potenza del potere potentissimo, le divine potenze con forza vengono sapientemente potenziate.

Theotokìon. Tu che provieni da stirpe reale, concepisti il Re di tutti, o Vergine e oltre natura e ragione sei rimasta veramente vergine.

Ode 7. Irmòs.

Refrigerasti la fornace ardente, o Salvatore e salvasti i fanciulli che inneggiavano e dicevano: Benedetto sei tu nei secoli, Signore, Dio dei nostri padri.

Offri a Dio, o anima, un sacrificio di lode, affréttati a fare penitenza, finché dura la festa della vita, progredisci nei beni.

Si avvicina, o anima, la recisione della morte, fa’ frutti degni per non essere gettata come un albero sterile nel fuoco della geenna e piangere per sempre.

Martyrikà. Spegnendo con le gocce di sangue la fornace dell’errore, i santi gridavano come i fanciulli: Benedetto sei tu nei secoli, Signore, Dio dei nostri padri.

Diveniste figli della luce, attaccandovi alla luce sublime e illuminate tutti coloro che sono nella tenebra e scacciate la caligine dell’inganno.

Theotokìon. Il roveto prefigurò te, pura che non bruciasti: concepisti infatti il fuoco inestinguibile, o Vergine, perciò a te grido: Brucia le mia passioni materiali.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Senza deviare, Signore onnipotente, le gloriose e luminosissime potestà, stando presso il tuo trono, glorificano e acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Con totale impegno i principati, volgendosi all’unico principio immateriale, con dossologie incessanti acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Generasti senza seme, o Genitrice di Dio, l’unico Cristo filantropo, una ipòstasi, due essenze, che compie la tremenda economia, il Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Imitando i fanciulli, che nella fornace ricevettero il refrigerio dello Spirito, con fede acclamiamo: Benedite, opere del Signore il Signore.

Ho ricevuto il verbo come lucerna splendente, ma come insensato sono caduto in passioni irrazionali, me misero e cammino sempre nella tenebra del male.

Il Signore è vicino come crediamo, rammenta, anima mia e non cadere, veglia, grida vigile: O compassionevole filantropo, salvami.

Martyrikà. Gustando la dolcezza divina, sopportaste l’amarezza dei tormenti e siete riusciti a partecipare alla divinità del Verbo, o martiri.

Siete giunti al divino riposo, avete ottenuto in sorte i beni sperati, o illustri martiri, per questo degnamente vi diciamo beati.

Theotokìon. Per il tuo parto, Vergine, fu liberata la stirpe umana dalla maledizione, poiché concepisti il più che benedetto che orna tutto di benedizioni.

Canone degli incorporei. L’unico Re senza principio.

Trasferendo tutta la brama verso Dio e deliziandovi dei raggi di là provenienti, o arcangeli, chiedete con insistenza che ai vostri cantori sia donato perdono delle colpe in tutti i secoli.

Essendo intelletti purissimi, lontani da aspirazioni materiali, salvate tutti quelli che con affetto, con voi, o angeli, inneggiano a Cristo in tutti i secoli.

Theotokìon. Accogliendo ineffabilmente in grembo la luce inaccessibile, Vergine Theotòkos, hai illuminato quanti erano nel buio della vita perché glorifichino piamente il Cristo, che viene da te inesplicabilmente.

Ode 9. Irmòs.

Con mistici canti magnifichiamo, o fedeli, colei che oltre la natura è Madre e per natura è Vergine, la sola benedetta fra le donne.

Ecco, il giudizio si avvicina e con le mie opere degne di condanna dispero di me stesso. Cristo Dio, giusto Giudice, non mi condannare.

Come la cananea credente a te io grido: abbi di me; come la donna curva, raddrizzami, perché mi incammini rettamente per i tuoi sentieri, o filantropo.

Martyrikà. Con gli abiti vi siete spogliati di ogni malizia e con un manto di duri flagelli, vi siete procurati, o atleti, una veste di gloria.

La divina regione dei viventi, la celeste Sion, la città dei primogeniti, vi ha accolti tutti risplendenti per le belle lotte, o atleti.

Theotokìon. Con i luminosi splendori del Verbo che da te è sorto, o Vergine pura, rischiara me, ricoperto dalla tenebra di peccati e passioni.

Canone degli incorporei. O degna di tutti i canti.

Allietàti dagli splendori dell’effusione di luce tearchica, tutti i cori degli angeli senza fine inneggiano al Dio glorioso e magnificandolo, sempre lo glorificano.

Cherubini, serafini, potenze, potestà, angeli, arcangeli, principati e troni insieme, dominazioni, Implorate Cristo perché io sia strappato al dominio delle passioni.

Theotokìon. Tu che ora, come madre, usi famigliarità col Figlio tuo, o Madre di Dio, libera dalle colpe, dalle malattie e dai pericoli quelli che con amore ti cantano, affinchè tutti sempre ti magnifichiamo.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Non recidere me peccatore come il fico sterile, o Salvatore, ma per un lungo anno concedimi il perdono, irrigando la mia anima con le lacrime della conversione, affinchè anch’io possa offrirti il frutto della tua misericordia.

Poiché sei sole di giustizia, guida con la tua lucei cuori di coloro che a te acclamano:Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Festeggiando la memoria dei tuoi santi vittoriosi, te noi celebriamo, o Cristo, acclamando:Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

A te noi offriamo il saluto ‘Salve’, o Madre di Dio, perché sei divenuta superiore agli angeli, avendo partorito Dio.

Alla Liturgia

Stichirà delle Beatitudini (Makarismì).

Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Come la cananea credente grido con la pena del mio cuore: Pietà di me, Salvatore, come benevolo e infatti ho un’anima minacciata da tutte le macchinazioni del nemico e in grave pericolo.

I cherubini, i serafini, i troni, i principati e le potenze, arcangeli e schiere di angeli, di signorie e le moltitudini delle sapienti potestà ti glorificano, Signore benevolo.

Martyrikòn. Innalzati verso Dio, gli atleti sbaragliarono gli assalti maligni del nemico e apparendo vincitori con gioia nei cieli ora dimorano, rifulgendo di gloria.

Gloria.

Venero il Padre senza principio col Figlio e lo Spirito, essenza increata e connaturale che ha divinamente creato tutto dal nulla, cioè al Trinità conosciuta anche come Monade.

E ora. Theotokìon.

Sporcato nei piaceri della vita, mi sono rifugiato in te, incontaminata Vergine; scampa da ogni sporcizia e colpa al mia povera anima, affinché dica beata te, sempre beata.

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Grave – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Lunedì al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono grave. Oggi Giuda veglia.

Sovrano e Dio pieno di compassione, secondo i giudizi che sai, dammi di avere in cuore il tuo timore, dammi di amarti con tutta l’anima, dammi di detestare le azioni dello spirito maligno e di compiere la tua volontà salvifica; poiché tu sei il nostro Dio che ha detto: Chiedete e riceverete.

Sono divenuto riso dei demòni, onta degli uomini, lamento dei giusti, lutto degli angeli, contaminazione dell’aria, della terra e delle acque, perché ho contaminato il corpo e macchiato l’anima e l’intelletto, sono divenuto nemico di Dio con le mie azioni contro ragione. Ahimè, ahimè, ho peccato, contro di te ho peccato, Signore, perdonami.

Ti supplico per me, che sono sterile: sii longanime, Sovrano e non tagliarmi come l’albero senza frutti con il taglio della morte, buttandomi nel fuoco, ma rendimi fertile, dammi tempo di penitenza come filantropo, affinché cancelli i miei molti peccati, o Cristo Salvatore.

Stichirà del precursore. Disprezzando tutte le cose.

Ornando santamente con le tue parole la Chiesa di Cristo, tu l’hai introdotta, o sapiente, come sposa senza macchia e l’hai presentata ubbidiente al Sovrano; ma siccome ora ne hai il potere, proteggila e mostrati suo difensore, liberandola, o beatissimo, da ogni malizia del diavolo.

Riflettendo luce intellettuale sulla mia misera anima, o precursore, scaccia da essa tutta la caligine dei piaceri mortali per l’anima e delle passioni del corpo e siccome ora ne hai il potere, anche a me mostrati guardiano e difensore, liberando da ogni necessità e difficile situazione.

O cima dei profeti e sigillo dell’ordinamento della Legge, o più santo di tutti i mortali, o divino araldo e precursore della venuta di Cristo, o maestro di penitenza, o effigie di purezza, salva i tuoi servi, liberandoci da ogni necessità e situazione.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, o pura, venerato gioiello della verginità. Salve, pura dimora divina. Salve, Vergine, salvezza dei fedeli. Salve, Sovrana, sposa non sposata.

Apòsticha catanittici.

Come il figlio dissoluto, anch’io sono venuto a te, o pietoso: accoglimi, prostrato ai tuoi piedi, come uno dei tuoi mercenari, o Dio e abbi pietà di me.

Come colui che si era imbattuto nei ladroni e ne era stato ferito, cosi anch’io vi sono incappato per i miei peccati e la mia anima ne è rimasta ferita; da chi mi rifugerò per essere curato, io, il debitore, se non presso di te, misericordioso e medico delle anime? Riversa su di me, o Dio, la tua grande misericordia.

Martyrikòn. Martiri santi, che avete valorosamente lottato e siete stati incoronati, intercedete presso il Signore perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per le preghiere della Theotòkos, pacifica e nostra vita, perché a te gridiamo: Misericordioso Signore, gloria a te.

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Grave – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici.

Tono grave.

Poiché possiedi, anima mia, il rimedio della penitenza, accòstati, gettandoti ai piedi del medico delle anime e dei corpi e grida con gemiti: Liberami, o filantropo, dalle mie colpe; associami alla prostituta, al ladrone e al pubblicano, dammi, o Dio, il perdono delle mie iniquità e salvami.

L’oceano della vita infuria contro di me, Signore, i flutti delle mie iniquità mi sommergono, o Sovrano: ma tu stendi la tua mano e, come Pietro, salvami, o amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei fervida protettrice e soccorso dei cristiani, Madre di Dio ignara di nozze; con il precursore implora dunque tuo Figlio, perché troviamo misericordia.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Non ho emulato il pentimento del pubblicano e non ho le lacrime della prostituta; non sono capace, per il mio indurimento, di tali segni di correzione, ma nella tua compassione, Cristo Dio, salvami come filantropo.

Tu che, per le sue lacrime, purificasti Pietro dal rinnegamento e al pubblicano, per il suo gemito, perdonasti le colpe, Signore filantropo, abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Signore, siamo tuo popolo e pecore del tuo pascolo; smarriti, tu come pastore facci tornare; dispersi dalla corruzione, tu raccoglici; abbi pietà del tuo gregge, o filantropo, abbi compassione del tuo popolo, per le preghiere della Theotòkos, o unico senza peccato.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Lava, Signore, la sozzura dell’anima mia con l’issopo della tua misericordia, muovendoti a compassione, per la tua bontà, o Salvatore; purificandomi dalla bruttura del fango delle passioni, abbi pietà di me, Sovrano: salva la creatura da te plasmata, per le preghiere del tuo precursore, o unico misericordiosissimo.

Martyrikòn. I tuoi santi, Signore, lottando sulla terra, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: perciò hanno ricevuto le corone da te, Sovrano filantropo e Dio misericordioso, che concedi al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei pronta a compatire la nostra umiliazione e proteggi gli abitanti della terra, abbi pietà del popolo inerme, o benedetta Madre di Dio: continua a intercedere, perché non periamo crudelmente; tu che sei pura, supplica il Dio incline al perdono per la salvezza delle nostre anime, o Vergine santissima.

Canone catanittico.

Poema di Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A colui che frantuma le guerre col suo braccio e sommerge cavalieri comandanti, a lui, come nostro Dio liberatore cantiamo poiché si è glorificato.

Ogni giorno pecco e non ti temo, o Cristo, che chiedi con magnanimità la mia penitenza, dammi un pensiero di conversione come benevolo e non disprezzarmi.

Sono completamente abbandonato nei peccati, o Cristo, me misero; o Salvatore, unico buono e senza peccato, sii compassionevole e abbi pietà di me.

Martyrikà. Valorosamente i nobili atleti gridavano: Ecco lo stadio pieno di lotte, corriamo, Cristo arbitro presiede incoronando i vincitori del nemico.

Vi siete spogliati del corpo attraverso multiformi tormenti e avete cinto una veste di incorruttela, o sapienti martiri e siete divenuti figli del Padre delle compassioni.

Theotokìon. Cura la mia anima ammalata per i molti peccati, o Genitrice di Dio Vergine, affinché con voci grate di continuo sempre ti glorifichi.

Canone del precursore. Acròstico: Anche questa melodia accetta, dunque, o glorioso. Giuseppe.

Irmòs. A un tuo cenno.

Ornamento splendido della Chiesa ti sei rivelato, o felice precursore; in ogni tempo con le tue preghiere salvala illesa da ogni persecuzione degli eretici.

Ti sei offerto come sacrificio senza macchia al creatore, immolato, o divino precursore, come agnello innocente: perciò ti supplico con fede di liberarmi da ogni cattiveria.

Guarisci i mali dei nostri corpi e delle nostre anime, illustre precursore, implorando ogni giorno il Verbo che toglie compassionevolmente i mali e le infermità di tutti.

Theotokìon. Generasti, o santissima, il Verbo illimitato, unito secondo ipòstasi alla carne; imploralo in ogni tempo di salvare quanti con fede sempre ti dicono beata.

Ode 3. Irmòs.

Tu che col verbo hai stabilito i cieli e hai fondato la terra su molte acque, rendi stabile il mio intelletto nella tua volontà, o unico filantropo.

Tu che per grande filantropia, o Cristo, perdoni i peccati degli uomini, non considerare la moltitudine dei mali, o unico Salvatore affinché ti glorifichi, o sommamente buono.

Per fare la volontà della carne ho trasgredito i tuoi comandamenti, pazzo che sono e temo la punizione della fiamma: liberami da essa, o Verbo.

Martyrikà. Consegnati alle pene, gli atleti, contemplavano la vita senza pena e senza dolore, che con gioia hanno avuto poi in sorte in cielo, attutendo le pene degli uomini.

Avete dissolto la notte del perfido errore con gli splendori delle lotte, o teofori e vi siete trasferiti alla luce senza sera, togliendo sempre la tenebra dei dolori.

Theotokìon. Il profeta ti previde come la porta attraverso cui Dio è passato come lui solo sa, o pura Vergine; perciò ti imploro, aprimi le porte della penitenza.

Canone del precursore. Tu che in principio.

Con raggi solari illumini tutto il creato: del sole spirituale, infatti, ti rivelasti stella luminosa, o precursore; supplicalo con insistenza di scacciare la tenebra delle passioni da tutti i nostri cuori dolorantissimi.

Stando in mezzo fra la Legge e la grazia, o divino profeta, a tutti chiaramente indichi la fine dell’una e lo splendore sopraggiunto puramente dell’altra, per rinnovare perfettamente quanti erano invecchiati nei peccati.

Dalle sciagure diaboliche, dagli scandali della vita, da ogni tribolazione liberaci, o Battista di Cristo, a te gridiamo, implorando il benevolo di liberarci dalle punizioni nel giorno del giudizio.

Theotokìon. O benedetta, che inesplicabilmente generasti Dio, col divino suo precursore, supplica senza sosta, o Sovrana pura, per tutti noi, che cadiamo nelle sciagure della vita e siamo trattenuti nel peccato.

Ode 4. Irmòs.

Credendo nella tua venuta nella carne, il profeta Avvacùm acclamava: gloria alla tua potenza.

Ho deviato dal cammino della vita e sono caduto nell’abisso del peccato; non disprezzarmi, o Salvatore.

Mandami piogge di lacrime, o Verbo di Dio per lavare il fango delle mie molte colpe, o Salvatore.

Martyrikà. Condotti come agnelli al macello, i martiri, degni di gloria, dilaniarono il nemico ostile.

I torrenti di sangue versato, o illustri, ha procurato a tutti il godimento di fiumi di delizia.

Theotokìon. Dal tuo sangue puro si incarna il Signore, che dona ai mortali la penitenza per la tua mediazione, o fanciulla.

Canone del precursore.

Tu che senza lasciare.

Tu che sbaragli la schiera dei nemici e riporti magnificamente vittoria su di loro, per le tue preghiere, ti supplico, o Battista, sconfiggi il peccato che mi domina.

Sei apparso ai mortali lucerna spirituale, o felice, indicando Gesù, grande sole di giustizia: imploralo di irraggiare i cuori di tutti.

Concepito e nato nelle iniquità, vivo con negligenza e temo i castighi dell’aldilà; strappami da essi, o Battista, rendendomi propizio Cristo.

Presenta una supplica a Dio per noi che ti onoriamo, affinché siamo scampati da ogni difficile situazione e pericolo dei demòni, o beatissimo.

Theotokìon. Le ombre della Legge in molti modi hanno mostrato che avresti generato Dio; imploralo, o purissima, di liberarmi da ogni iniquità e dalle passioni del corpo.

Ode 5. Irmòs.

Dileguando la notte delle passioni, fa’ risplendere per me luce intelligibile tu, che allontanasti la tenebra dell’abisso del principio e rifulgesti nel mondo la luce plasmata al principio, o Creatore di tutto.

Liberami dalla tua giusta ira quando giudicherai la terra, o Verbo e purificami dai miei molti peccati con penitenza, rendendomi dimora della tua bontà, solo Creatore di tutto.

Per la cupa tenebra delle passioni il mio intelletto si è accecato e il mio cuore si è ottenebrato e non so che cosa faccio; fammi tornare, o Cristo e donami penitenza purificatrice della corruzione.

Martyrikà. Accorrendo con coraggio allo stadio delle lotte, o atleti, raggiungeste il confine celeste e riceveste le ricompense per la vittoria dalla mano principio di vita, perciò ora esultate.

Con i tendini forti delle vostre sacre pene, o atleti, strozzaste realmente il serpente, principe della malvagità e foste resi degni della delizia del paradiso, perciò vi lodiamo.

Theotokìon. O nube luminosa del Sole, fa’ risplendere a me la luce intelligibile della vera metania e allontana la tenebra dei miei cattivi pensieri, affinché ti lodi con fede come salvatrice dei fedeli.

Canone del precursore. Signore, mio Dio.

Sorgesti, o sapientissimo come voce di colui che grida nel deserto delle anime senza conoscenza di Dio, perciò ti supplico, rinnova la mia anima resa deserta da ogni trasgressione della Legge.

Profeta di Dio, venerabile vaso del Sovrano, con le tue preghiere liberami dalle azioni vergognose e supplica il datore dei beni affinché io ottenga onore eterno.

Dall’ingresso della pigrizia mi sono arrivate le empietà; rendimi migliore con la condotta della penitenza, o beato Precursore, affinché io cammini con tutto il cuore sulle vie del Signore.

Theotokìon. Uccidi il pensiero terreno della mia carne, o Theotòkos, che concepisti la Vita, che con potere divino annientò la morte con la morte, o casta e pura.

Ode 6. Irmòs.

Cadendo nell’abisso dei peccati, come Giona grido a te, o Buono: strappa dalla corruzione la mia vita e salvami, o filantropo.

Mi sono rivelato un nuovo dissoluto, vivendo impuramente sulla terra e sottomettendomi agli impulsi dei piaceri; fammi tornare, o Cristo mio Dio e salvami come filantropo.

Gemi, anima mia per liberarti dai gemiti; piangi per non ricevere in quel luogo la sofferenza nel dolore e lacrime incessanti del tutto inutili.

Martyrikà. Vi siete rivelati perle preziose incastonate splendidamente nella corona della Chiesa di Cristo, o venerabili megalomartiri, divenendo lieto ornamento di essa.

Resi degni della fine conveniente a Dio, o sapienti, ereditate le ricompense senza fine, perciò supplicate affinché la nostra fine avvenga nella penitenza.

Theotokìon. Strappami dall’abisso della pigrizia delle innumerevoli passioni, o buona, che hai generato l’abisso della misericordia e donami fonte di molte lacrime.

Canone del precursore.

Giona dal ventre dell’ade.

Illuminando chiaramente coi raggi delle opere buone e rifulgendo con il luminoso martirio, o intimo amico dell’Oriente spirituale, illumini tutto il creato.

Germogliasti da vecchia sterile, o beato, perciò a te grido: con le tue preghiere rinnova me, invecchiato in molti peccati con le buone azioni della penitenza.

Divino profeta, lampada della luce senza tramonto, accendi la fiamma spenta del mio cuore con le tue preghiere e rendimi partecipe alla divina luce.

Theotokìon. Il Verbo scese come pioggia nel tuo grembo; supplicalo, o Santissima Vergine di prosciugare lo scorrimento dei miei innumerevoli mali, ti prego.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli nella fornace non furono bruciati, né danneggiati dal fuoco: allora i tre fanciulli a una voce lodavano e benedicevano dicendo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Sono caduto in passioni vergognose, o Salvatore, assimilandomi alle bestie e ottenebrato non riconosco, o Verbo, la tolleranza della tua magnanimità; dammi tempo per la conversione e salvami.

Ho sprecato pigramente la mia vita facendo cose indegne e ora ecco, mi avvicino già alle porte dell’ade senza accorgermi; non disprezzarmi, o Cristo, unico buono.

Martyrikà. Bramando la vita eterna, siete morti al mondo, o sapienti e uccidendo definitivamente il nemico, siete volati al cielo sempre pregando per noi, o atleti.

Sciolti dai bisogni del corpo, scioglieste i legami dell’inganno, o martiri e legaste le vostre anime all’amore del Cristo che, legato nella carne, sciolse la corruzione.

Theotokìon. Il profeta ti previde come nuovo libro in cui era scritto il Verbo del Padre, perciò ti supplico, o pura: prega affinché anch’io venga scritto nel libro dei vivi, rendendo propizio Gesù rinnovatore di tutti.

Canone del precursore. Un tempo i fanciulli.

Dammi piogge di lacrime con le tue preghiere, o Precursore, che lavasti nelle onde del fiume l’abisso della misericordia; purifica anche me da ogni macchia della carne e dell’anima.

O beato, reca una supplica al nostro Dio che tutto regge, affinché abbia pietà come misericordioso anche di me, che ho peccato molto e ora non ho coraggio.

Sterile anima, affrettati a pentirti per non essere sradicata dal divino giudizio come fico sterile e grida al Sovrano: O Dio, purificami e salvami.

Theotokìon. Con l’anima morta per le malvagie trasgressioni del comandamento prego te, Sovrana che uccidesti l’ade con il tuo parto: risvegliami con la condotta della penitenza.

Ode 8. Irmòs.

Il Dio glorificato senza sosta dagli angeli negli eccelsi, beneditelo con inni, voi cieli dei cieli, terra e monti, colli e abisso e tutta la stirpe umana come Creatore e Redentore.

Deliziandomi oltremisura nei piaceri dannosi io, insensato, ho superato follemente tutti i peccatori, ma tu, che hai molta compassione, purificami dai peccati.

Ora lo Sposo è alle porte, anima mia, acconcia la tua lampada, riforniscila dell’olio di tutte le opere buone e, prima che sia chiusa la porta, sforzati di entrare con Cristo nella gioia ineffabile.

Martyrikà. Non temendo le pene, i coraggiosi atleti gridavano: Ecco il tempo propizio, stiamo tutti con intelletto saldo per ottenere con piccole pene la vita senza pena e la delizia che non invecchia.

Irrigati sempre dalle divine acque, o atleti del Salvatore, irrigate tutta la terra con i risultati delle vostre lotte, rendendola fertile con le buone opere in Cristo nei secoli.

Theotokìon. Genitrice di Dio, benefattrice forte e speranza dei fedeli, nel giorno del giudizio soccorri me, che ho molto peccato e liberami dalla tremenda geenna, annoverandomi con le pecore del lato destro.

Canone del precursore. Il Re della gloria.

Non smettere di supplicare il Redentore che fu incatenato e ha donato liberazione agli incatenati di liberarmi dalle catene delle mie molte colpe affinché sempre ti lodi, o profeta.

Mi sono ferito con la spada dei piaceri e nella pena del cuore grido a te, Precursore: guarisci il dolore della mia anima, supplicando Cristo, unico medico delle anime e dei corpi.

Non smettere di supplicare sempre il Verbo che battezzasti con la tua mano, o Precursore, affinché liberi dalla mano del peccato me, che molto ho mancato e mi sono umiliato e condannato.

Siccome ho sepolto insensatamente nella terra il talento affidatomi da Dio, aspetto amare pene; con fede ti supplico, o Battista: liberami con le tue preghiere.

Theotokìon. Sei rimasta incombusta ricevendo in grembo il fuoco insoffribile, o Vergine, perciò strappami dal fuoco inestinguibile, rinfrescandomi ora con la bella condotta della vera penitenza.

Ode 9. Irmòs.

Chi tra i mortali spiegherà il concepimento per un parto senza seme? Chi non stupirà tra i figli della terra per una nascita da parto senza corruzione? Perciò, Madre di Dio, noi, tribù della terra, ti magnifichiamo.

Per ereditare i beni futuri, o fedeli, facciamo lutto, gemiamo, imploriamo Cristo, finché abbiamo tempo per la penitenza e la supplica.

Come la cananea a te grido: Pietà di me, o Cristo; come un tempo la donna curva, raddrizzami, Gesù e salvami, perché affondo per i molti peccati, o mio Salvatore.

Martyrikà. Dalla strettoia delle tribolazioni, delle prigioni e delle pene, i martiri vittoriosi sono passati all’ampiezza del refrigerio e riscattano noi dalla strettoia delle nostre colpe.

La terra ha ricoperto ora i vostri corpi, ma il cielo possiede per sempre, o santi, i vostri spiriti, che stanno davanti al trono della gloria ed esultano con gli angeli.

Theotokìon. Rivestitosi di me, il Signore è uscito da te, o pura: imploralo dunque perché mi adorni di una veste di luce, o Vergine e mi spogli del pesantissimo sacco delle passioni.

Canone del Precursore. Senza sperimentare.

Da sacratissima radice, o profeta, sei germogliato e tutte le radici del male hai divelto; visita me, soffocato e logorato, o beato e dammi di produrre frutti di divina penitenza.

La Chiesa ti riconosce bellissima tortora e usignolo, o sommo precursore, perché hai fatto risuonare la melodia della penitenza per le anime divenute deserto e rese dai vizi terra incolta: perciò con fede ti diciamo beato.

Tu hai indicato a tutti le vie che conducono alle porte della salvezza, o santo precursore: dammi di incamminarmi in esse, a me che erro per tutte le vie impervie della vita, per l’inganno dell’artefice del male.

Il giorno terribile è vicino, alle porte e io gemo per le mie opere degne di condanna: pietoso Signore, solo misericordioso, per le preghiere del precursore e di tutti i santi, dichiarami libero da condanna in quel giorno.

Theotokìon. Tu che hai partorito la luce divina, o favorita dalla grazia di Dio, illumina, ti prego, la mia anima, oscurata dalle trasgressioni e liberami dalla tenebra eterna, perché io ti magnifichi e ti glorifichi, o eternamente beata.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Non recidere me peccatore come il fico sterile, o Salvatore, ma per un lungo anno concedimi il perdono, irrigando la mia anima con le lacrime della penitenza, affinchè anch’io possa offrirti il frutto della tua misericordia.

Poiché sei sole di giustizia, guida con la tua luce i cuori di coloro che a te acclamano: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. In mezzo allo stadio degli empi, esultanti i vittoriosi acclamavano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon. Oggi Giuda veglia.

Ottenne di proclamare da grembo sterile la divinità del Dio Verbo che era nelle tue viscere, o Vergine, la voce del Verbo che al tuo saluto ne aveva ottenuto la grazia: perciò con la lingua della madre ti acclamava Madre di Dio, colmando per suo mezzo l’insufficienza naturale e la mancanza degli organi con cui si esprimono i pensieri.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Sana le ferite incurabili del mio cuore, Signore, medico delle anime e dei corpi e raddrizzami per camminare sempre rettamente sulle vie della salvezza.

O Battista di Cristo, tu che precedevi il Sole della giustizia, con le tue divine preghiere accendi la fiamma della mia anima spenta per molta malvagità, affinché salvato, io ti dica sempre beato.

Martyrikòn. Patendo e incoronati, o sapienti martiri, svergognaste il nemico e ora vivete dei cieli colmi della luce perenne e pregando per le nostre anime.

Gloria.

O Trinità divina, piamente glorificata in una sola Divinità, guarisci le passioni incurabili della mia anima e liberami dalla geenna e dalle tentazioni e donami il regno eterno.

E ora. Theotokìon.

Contenesti in grembo senza angustia l’incircoscritto; supplicalo sempre, Madre pura, di liberare da ogni tribolazione e assalto delle passioni i tuoi servi, che con affetto ti glorificano.

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Grave – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Martedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono grave. Non siamo più tenuti lontano.

Al legno ti inchiodarono i giudei, perché col legno tu cacciassi la morte: Signore, gloria a te.

Volontariamente ricevesti lo schiaffo, o pietoso, per liberare dalla schiavitù l’uomo: Signore, gloria a te.

Col legno della croce sanasti l’amarezza del legno e apristi il paradiso agli uomini; Signore, gloria a te.

Altri stichirà della Theotòkos, uguali.

Come l’angelo, offriamo alla Madre di Dio il saluto: Salve e acclamiamo: purissima e benedetta, gloria a te.

Vergine senza nozze, Madre del Signore, libera i tuoi servi da tutti i dardi scagliati dal serpente.

Lenisti il dolore di Eva, o pura avendo concepito la gioia del mondo. Salve, sposa non posata.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Come ti vide volontariamente steso in croce, la purissima gemendo inneggiava il tuo potere.

Apòstica stavròsima

Non siamo più tenuti lontano dall’albero della vita perché la tua croce è la nostra speranza: Signore, gloria a te.

Pendendo dal legno, o immortale, trionfasti delle insidie del diavolo: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Disprezzando tutte le cose della terra, o santi martiri e annunciando con coraggio Cristo nello stadio, da lui riceveste le ricompense dei tormenti; poiché dunque avete ottenuto franchezza, imploratelo come Dio onnipotente, vi preghiamo, di salvare le nostre anime, poiché ricorriamo a voi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Hai subito la morte, inchiodato sulla croce, o Verbo! Così gridava gemendo la Vergine Madre con l’amato e venerabile Teologo: per le loro suppliche, o Cristo, tu che per noi hai patito e ucciso la morte, uccidi le mie passioni, fammi partecipe della vita divina e salvami.

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Grave – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Mercoledì mattina

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono grave.

Tu che per me accettasti di essere inchiodato alla croce, accogli la mia lode insonne, Cristo Dio e salvami, come filantropo.

Tu che governi le schiere incorporee e conosci l’indolenza della mia anima, salvami per la tua croce, Cristo Dio, come filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Sempre custoditi dalla croce di tuo Figlio, noi sfuggiamo agli assalti dei demòni, o Vergine, perciò, dovutamente celebrandoti ti glorifichiamo, o Madre di Dio lodatissima.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Più luminoso del fuoco, più efficace della fiamma hai reso, o Cristo, l’albero della tua croce, che consuma i peccati degli infermi e illumina i cuori di quanti inneggiano la tua volontaria crocifissione: o Cristo Dio, gloria a te.

Adorandoti nel cedro, nel pino e nel cipresso, la Chiesa grida a te, Cristo Dio: Dona vittoria ai nostri imperatori per la Madre di Dio e abbi pietà di noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Anche se il creato ti riconobbe madre, tuttavia il Creatore ti rivelò vergine: generasti infatti nella carne Cristo Dio, Salvatore delle nostre anime.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che per noi accettasti ignominiosa crocifissione, accogli quanti inneggiano la tua passione, Cristo Dio e salvaci.

Martyrikòn. Esultate, giusti, si rallegrino i cieli, perché sulla terra i martiri, con la loro lotta, hanno calpestato il nemico e annientato la seduzione degli idoli: festeggiando queste vittorie, esulti la Chiesa per colui che presiede alle gare, l’unico che dona la vittoria, Cristo Dio, concedendo al mondo la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Senza sosta implora, Vergine Madre di Dio, Cristo Dio crocifisso per noi abbattendo il potere della morte, affinchè salvi le nostre anime.

Canone stavròsimo. Acròstico. La croce piantata sradicò l’errore. Giuseppe.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A un tuo cenno, la natura delle acque, fluida sino allora, si mutò in terra ferma, Signore: dopo avervi dunque camminato a piedi asciutti, Israele ti canta il canto di vittoria.

Il Sovrano ingiuriato sopporta la crocifissione, cancellando come filantropo la vergogna dei mortali, con la lancia che trafisse il suo fianco, colpisce l’ostile nemico.

Tendendo come un arco la tua croce, o misericordioso, usando i chiodi come frecce, colpisti il nemico, o Salvatore e risanasti gli uomini un tempo da lui colpiti.

Martyrikà. Terminarono le infami libagioni di sangue offerte agli idoli con il sangue dei santi e tutta la terra fu santificata, sempre proclamandoli con lodi beati.

Le potenze dei cieli inneggiavano i terrestri vedendoli affrontare con il gli incorporei, perciò l’arbitro li incoronò con le corone di vittoria.

Stavrotheotokìon. Per la lancia che ti colpisce viene stracciato il contratto di Adamo, o mio Figlio e Signore. Così gridava la Sovrana purissima. Perciò inneggio la tua passione che fa sgorgare per tutti l’impassibilità, o Sovrano.

Canone della Theotòkos. Acròstico: La settima supplica accogli ora, o pura.

Lo stesso irmòs.

Superasti gli le schiere degli incorporei dando un corpo a Dio incorporeo, o Vergine, perciò ti imploro: uccidi tutte le passioni del mio corpo.

Vergine benedetta, piena di grazia, colma di grazia il mio intelletto e illumina la mia anima affinché sempre benedica te, che incoroni di benedizioni i mortali.

Con onde vivificanti irriga la mia anima consumata dall’arsura del peccato affinché germogli la spiga feconda della divina compunzione, o pura.

Avendo te come grande muro scavalcherò le mura di molte colpe, circondato dalla tua protezione, o unica salvezza dei mortali, unico richiamo di Adamo caduto.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio consolidasti i cieli con il tuo Verbo onnipotente, Signore Salvatore e tutte le loro schiere con lo Spirito divino creatore di tutto, consolida me sull’inconcussa roccia della tua confessione.

Tu che hai steso il cielo come una tenda, o pietoso, in croce hai steso le tue mani come compassionevole, guarendo il peccato della mano incontinente di Adamo e strappando tutti dalla mano del maligno nemico.

Un popolo fuori legge ti incoronò di spine, o Sovrano, che coroni di gloria la stirpe umana e tu tagliasti alla radice i virgulti prodotti dalla disobbedienza di Adamo per piantare, Signore, in tutti i cuori la conoscenza di Dio.

Martyrikà. Essendo mortali per natura, o sapienti, iniziaste a meditare l’immortalità in essa; perciò con gioia sopportavate pene, supplizi, afflizioni, mutilazioni e ogni sorta di torture.

Il nemico malvagio e superbo, che con pensiero superbo minacciava di distruggere tutto umiliaste, o atleti, umiliandovi in Cristo e innalzaste il potere divino contro di lui rafforzandovi.

Stavrotheotokìon. Vedendo l’agnello volontariamente venuto alla passione, versavi fonti di lacrime, dicendo o agnella Madre: O Figlio sacro, che cos’è questo? Come vieni ucciso che vivifichi tutti i mortali?

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Sono condotto, io peccatore, un tremendo e terribile tribunale in cui sto per essere tremendamente condannato, o Vergine pura, unica che generasti l’eterno Dio giudice; supplicalo dunque di scamparmi dalla dura condanna.

Glorificata per te, dice il profeta, è stata detta la città di Dio: chiedi dunque sempre a lui, come Signore della gloria, o unica buona, di fare partecipi della gloria noi tutti che con fede ti glorifichiamo.

Il profeta un tempo ti previde come libro scritto dal Verbo, dito del Padre, o Madre pura; supplicalo di scrivere anche me nel libro della vita e di strappare il cattivo registro dei miei peccati.

Ode 4. Irmòs.

Tu che senza lasciare il seno del Padre sei sceso sulla terra, Cristo Dio; io ho udito il mistero della tua economia e ti ho glorificato, o amico degli uomini.

Apparendo sulla terra come mortale, hai reso celesti i mortali: innalzato sul legno, Signore, innalzasti con te tutti quelli che inneggiano la tua passione.

Muori per i mortali, o vita, per gli iniqui tu, mio Gesù giusto, subisci una vergognosa passione; inneggiamo, o magnanimo, la tua infinita compassione.

Martyrikà. Subiste assalti di belve, bruciature di fuoco, amputazioni di mani e piedi e membra dilaniate e ogni altro genere di torture, che vi procurarono divina delizia, o martiri.

Dai confini dei vostri corpi a Cristo, Dio di tutti, gridando foste esauditi e infine vi innalzaste sulla pietra della divina perfezione.

Stavrotheotokìon. Supplica per noi, tuoi cantori, Madre di Dio affinché troviamo aiuto in tempo di difficoltà noi che glorifichiamo la passione di Cristo.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con la mirra che scorre da te, pura e casta, il plasmatore della creazione ha profumato l’universo con la divina conoscenza della sua gloriosa volontà.

Con divini raggi solari, colui che è sorto dal tuo grembo, o pura, illuminò l’universo; illumina dunque anche me, oscurato dalle passioni.

Le divine ombre della legge e dei profeti misticamente mostravano che il legislatore stava per nascere, perciò raddrizza colui che t’inneggia, o fanciulla Madre di Dio.

Per i tuoi profeti, o Verbo, per i tuoi divini e santi martiri e per i beati e i giusti e per colei che ti concepì, salva, o filantropo, il tuo popolo.

Ode 5. Irmòs.

Signore mio Dio, vegliando dalla notte ti supplico: concedimi remissione delle mie colpe e dirigi le mie vie verso la luce dei tuoi precetti, ti supplico.

Accettasti crocifissione per cancellare i mali, o Verbo di Dio, gustasti il fiele per correggere l’amarezza guasta del cibo piacevole: gloria alla tua compassione.

Nella tua esaltazione in croce abbracci tutta la terra con tuo divino potere e risani le sue fratture, Sovrano e sostieni con la tua conoscenza i cuori scossi.

Martyrikà. Ovunque Beliar scagliò i dardi della sua cattiveria, ma non sorprese i martiri di Cristo: prendendo infatti ali di fuoco, trovarono riposo nelle dimore divine.

Tendendo senza sosta verso Dio, o atleti divinizzati, non sentivate affatto i dolori delle pene, come fossero altri a patire, così restavate impassibili, o sapientissimi.

Stavrotheotokìon. Con quali occhi guarderò l’occhio che prosciuga tutti gli abissi, spegnersi alla tua crocifissione, Figlio mio? Così la pura Vergine gridava con gemiti lamentandosi.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con piaghe maligne il diavolo mi ha ferito, coperto di lividi e lasciato mezzo morto sulla via, ma tu, Sovrana, risanami e fammi vivere con la tua chirurgia.

O Madre di Dio, correzione dei cuori affranti, rialzami da terra; con le tue materne preghiere vieni a salvare me smarrito, ti supplico e illumina il mio spirito.

Ai simboli del tuo parto l’assemblea dei profeti fu iniziato: il monte ombreggiato, infatti, la montagna non tagliata, il monte fertile in molti modi ti indicava.

Ode 6. Irmòs.

Navigando tra i flutti delle sollecitudini di questa vita, buttato a mare dai peccati, miei compagni nella traversata e gettato come Giona a un mostro che uccide le anime, o Cristo, a te grido: Risollevami dall’abisso mortale.

Come unico redentore versasti il prezzo del tuo sangue per salvarci e riscattarci dalla prigionia, o sommamente buono e ci conducesti al tuo Genitore, avendo ucciso il tiranno con la tua croce, o Cristo.

Per intemperanza un tempo conobbi tremenda caduta, ma cristo innalzato sul legno, stendendo le mani prese me caduto e volontariamente ferito e sanò sapientemente tutte le mie ferite.

Martyrikà. Per nulla sopraffatti dal sonno dell’errore, riceveste l’assalto dei tirannie e addormentati nel sonno dei giusti, dormendo beatamente siete divenuti insonni intercessori per tutti i fedeli.

Fondati sulla roccia dei divini voleri di Cristo, illustri martiri, restavate insensibili agli intrighi del nemico; legandolo scaltramente camminavate solennemente verso il cielo.

Stavrotheotokìon. Generi, nuovo bimbo, colui che senza tempo prima dei secoli è conosciuto col Padre, o Theotòkos e rinnova con la croce l’umanità invecchiata nei peccati per consiglio del principe del male, o purissima.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Giona gettato al mostro marino prefigurò straordinariamente, o Vergine, la sepoltura e il risveglio del nato da te, perciò ti supplico, o pura, strappami dal mostro dei piaceri mortiferi.

Per il torpore della cattiveria, o purissima, sono ora caduto nel sonno del peccato e giaccio nell’ignoranza, ma tu, con la tua insonne intercessione, illuminami e salvami, o pura.

Tremo e fremo quando penso a te che siedi sul trono della gloria, Signore: mi circonda infatti l’abisso dei peccati, ma tu che possiedi il mare della compassione, per colei che ti generò, anche di me abbi pietà.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli fecero vedere che la fornace infuocata irrorava rugiada, mentre essi cantavano l’unico Dio, dicendo: O Dio dei nostri padri, sovresaltato e più che glorioso!

Vita senza pena trovò il progenitore quando volontariamente soffrivi sulla croce e, ucciso, uccidevi i serpente, o Cristo Gesù misericordiosissimo.

Dalla maledizione della legge siamo tutti redenti, poiché il legislatore viene innalzato sulla croce, facendo scaturire benedizione eterna, grazia e misericordia e liberazione dalla corruzione.

Martyrikòn. Avanzando volontariamente con slancio verso le torture, i martiri raffiguravano colui che patì volontariamente, dal quale vengono incoronati danzando con gli angeli.

Consegnando il corpo a svariate torture, annegaste con ondate di sangue i nemici incorporei, illustrissimi martiri e fate scorrere fonti di guarigioni.

Stavrotheotokìon. Come non gemere, dolcissimi Figlio, vedendoti in croce? Come non lamentarmi per la tua iniqua passione, o Giudice giustissimo? Così esclamava la Madre Vergine.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Risana me, colpito dal gusto del legno, o Sovrano impassibile per la divinità, tu che accetti le piaghe sulla croce; perciò salva la mia povera anima per le preghiere della tua genitrice.

I tre giovani fanciulli in mezzo alla fornace prefigurano la tua nascita: il fuoco infatti non bruciò colei che ti concepì; brucia dunque le passioni materiali del mio cuore, o pura.

La divina rugiada da te scaturita refrigera, o purissima, gli spiriti consumati dall’arsura del peccato; perciò ti prego di effondere la rugiada sulla mia anima consumata.

Ode 8. Irmòs.

Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco e non consunto fece conoscere Dio a Mosè, lento di lingua e dalla voce sgradevole; e lo zelo per Dio rese inattaccabili dal fuoco i tre fanciulli che cantavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Acqua e sangue che scorrevano dal tuo fianco rinnovarono tutto il cosmo e lo colmarono di incorruttela, interrompendo sacrifici, impurità e libagioni di sangue offerto. Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Indossasti una corona di spine, Salvatore e gustasti fiele di aceto, colpito e frustato fosti innalzato in croce e accettasti i chiodi; da tutto ciò salvato a te acclamo: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Martyrikà. Manifestamente arricchiti dai tesori inesauribili della verità, o atleti, disprezzaste tutta la penuria degli idoli e vi rivelaste ricchezza dei poveri gridando: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Disprezzando ordini iniqui, come i fanciulli, o martiri, foste gettati nel fuoco ardente, in cui trovaste la rugiada di Dio che vi refrigerava, gridando: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. Un tempo l’arca della legge prefigurò te, o pura, che non portavi dentro tavole, ma il Cristo legislatore, che, inchiodato a una croce da un popolo fuorilegge, salvò noi che gridiamo: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Con un cenno divino il massimo tra i profeti previde te come porta per cui venne Dio lasciandola sigillata e aprendo la porta del cielo a quanti gridano: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Oltre ragione generi un Figlio santo che dona santificazione a quanti lo santificano, o pura; colma dunque di santificazione il mio pensiero e la mi anima che canta: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Spezza ora le catene dei miei mali con la tua lancia di tuo Figlio, che spezzò i legami dell’ade e fammi risplendere con le veste dell’impassibilità per gridare a te, piena di grazia: Opere tutte, inneggiate il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Che tu sia Madre di Dio, che vergine tu abbia partorito e vergine sia rimasta, non è opera della natura, ma della condiscendenza di Dio: perciò, sola fatta degna dei divini prodigi, o pura, noi ti magnifichiamo.

La forza del nemico venne meno del tutto quando sulla croce, o potente, con forza gridasti al Padre tuo, anteriore ad ogni principio e richiamasti alla conoscenza le tue pecore disperse, o Cristo Sovrano.

Come agnello, o Sovrano, fosti volontariamente innalzato sulla croce, strappando al lupo le tue pecore razionali, o Salvatore e mettendole al sicuro, esse che a te inneggiano, nell’ovile dei tuoi comandamenti.

Martyrikà. Resi imitatori della tua passione, gli illustri vittoriosi sopportarono molteplici forme di tormenti, o filantropo; perciò ottennero corone di gloria e furono fatti degni, o Cristo, del tuo regno.

La solennità celebratissima dei venerabili vittoriosi splende di grazie solari, illuminando i fedeli: perciò noi, che sempre la celebriamo, siamo liberati dalla tenebra di terribili errori.

Stavrotheotokìon. Come luce intelligibile, o purissima, rifulse in croce tuo Figlio ed espose all’infamia i principi della tenebra, o castissima; oscurò anche lo splendore del sole e illuminò il popolo dei fedeli, o pura.

Canone della Theotòkos. Senza sperimentare.

Ho consumato tutta la mia vita nella negligenza, sono giunto infine senza frutti, io, il miserabile. Madre ignara d’uomo, ti prego, donami conversione e remissione delle colpe, per le tue preghiere al Sovrano.

Cori delle venerande schiere celesti, profeti iniziati alle cose sante, martiri gloriosi, apostoli divini, che vi state presso Dio con sua Madre, intercedete senza sosta perché siamo liberati da ogni male.

Tutto intero sono ormai proteso al male e senza darmi cura dell’anima, mi sono asservito alla carne. Ahimè, che sarà di me, come sfuggirò ai castighi, come otterrò salvezza? Vergine Madre di Dio, sii mio aiuto e salvami.

O sola in Dio beatissima, tu generasti un Figlio beato, che rende beati tutti quelli che ti glorificano, o Vergine: ti supplico dunque di farmi degno della parte dei beati.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Poiché tu sei Sovrano, o datore di vita amante degli uomini, hai riscattato con la tua croce tutta la terra: Signore, gloria a te.

Si oscurò il sole, o misericordioso, mentre eri volontariamente crocifisso per il mondo: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Sono divenuti astri dell’universo i vittoriosi illustrissimi, che a Cristo acclamano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti volontariamente confitto al legno, la Madre di Dio, tra i gemiti, cantava il tuo potere.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Stendesti le tue mani sulla croce per grande bontà, o compassionevole, correggendo la deviazione della mano di Adamo, stesa verso l’albero della conoscenza, perciò ti glorifichiamo, o Signore benefattore.

Sul Golgota il popolo degli ebrei crocifisse te, Cristo Re, che schiacciasti la testa del nemico distruttore malvagio e facesti scaturire per noi dal tuo fianco fiumi di perdono.

Martirikòn. Imitando la divina e salvifica passione di Cristo, o lodatissimi martiri, avete patito ogni sorta di supplizio e insieme foste trasferiti nell’immortalità, perciò vi diciamo beati.

Gloria.

Adoro la luce trisolare della Trinità intesa in tre ipòstasi, che riconosco unico Dio secondo l’essenza, poiché unica è la natura e unico il principio del Padre, del Figlio e dello Spirito, che tutto regge.

E ora.

Stavrotheotokìon. Vedendo crocifisso il nato da te, Maria, il tuo cuore fu turbato e gridavi: Come patisci questo volontariamente, o Figlio magnanimo, volendo liberare il mondo dalla corruzione!

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Grave – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Mercoledì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia egli apostoli.

Tono grave. Non siamo più tenuti lontano.

La parola dei santi apostoli è giunta ai confini: Signore gloria a te.

Voi che vi siete mostrati come buon profumo del Dio Verbo, o venerabilissimi, profumatemi con la fragranza dello Spirito.

Possedendo la cittadinanza celeste insegnatemi a pensare cose celesti e a dire le divine volontà di Dio.

Altri stichirà di san Nicola, simili.

Come liberasti, padre, con la tua intercessione, gli stratilàti che dovevano morire, cosi anche ora salva noi.

Quanti con fede e affetto ti invocano e ti onorano, scampa dagli affanni, o veneratissimo gerarca.

Da peste, terremoto e tribolazione e necessità libera i tuoi supplici, sapiente gerarca Nicola.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti riconosciamo Vergine dopo il parto: concepisti infatti senza uomo il Salvatore; imploralo di salvare le nostre anime.

Apòstica apostolikà.

Apostoli gloriosi, colonne delle Chiese, araldi della verità, lampade luminose, voi col fuoco dello Spirito consumaste tutto l’inganno e illuminaste la stirpe umana, supplicate dunque, vi preghiamo, il nostro Salvatore e Dio di dare al mondo pace e di salvare le nostre anime.

Apostoli di Cristo, operai del Salvatore, portando infatti sulle spalle come aratro la croce, purificando dall’inganno degli idoli la terra divenuta incolta e seminando il verbo della fede, giustamente siete onorati, o santi apostoli di Cristo.

Martyrikòn. Martiri illustrissimi, pecore spirituali, olocausti razionali, sacrificio accetto e gradito a Dio, non la terra vi ricoprì, ma il cielo vi accolse; diveniste consorti degli angeli, con loro supplicate, vi preghiamo, il nostro Salvatore e Dio di dare al mondo la pace e di salvare le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Liberaci, Madre di Dio, dai peccati che ci stringono, perché noi fedeli non abbiamo altra speranza all’infuori di te e del Dio da te partorito.

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Grave – Giovedì – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

Giovedì Mattina

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata. Tono grave.

Hai reso i tuoi apostoli, Signore, coltivatori del tuo campo, da cui estirpano gli idoli; essi dunque, predicandoti alle genti come Salvatore, piamente ti magnificarono.

Celebratissimi discepoli del Signore, che illuminaste come fiaccole ogni regione sotto il sole, intercedete perché sia illuminato anch’io, che sono nella tenebra di passioni e colpe.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il frutto del tuo grembo, o casta, è il compimento dei profeti e della Legge; perciò, glorificandoti con conoscenza come Madre di Dio, piamente ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata

Essendo astri del cosmo, o apostoli del Signore, sempre lampeggiate per i fedeli il verbo, fugando con forza l’oscurità dell’inganno; perciò illuminate le genti col battesimo, come araldi della Trinità, sempre venerati.

I profeti predicarono, gli apostoli insegnarono, i martiri confessarono e noi crediamo che sei tu, o Cristo, il Figlio di Dio, il Redentore del mondo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Cielo nuovo apparso sulla terra ti proclamarono, o Vergine, i testimoni oculari della grazia, perché portasti in grembo il Dio del cielo, che ha reso celeste ciò che ha assunto.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Sulla terra, o gloriosi, non avete amato la gloria della terra:annunciando agli uomini il Dio del cielo, a lui tutti avete condotto.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, hanno messo in rotta il nemico e svergognato l’inganno degli idoli, armati della potenza della croce; per questo, celebrandoti con gli angeli, cantano l’inno di vittoria, dando gloria a te, o Cristo; per le loro suppliche, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il frutto del tuo grembo, sposa di Dio, si è mostrato apportatore di salvezza per gli uomini: glorificandoti dunque con la mente e la lingua come Madre di Dio, noi fedeli ti magnifichiamo.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

Per tuo volere, Signore, la natura molto fluida dell’acqua si indurì come terra, perciò Israele la attraversò a piedi asciutti cantandoti inno di vittoria.

Desiderando Dio e divenendo immagine di Dio, spezzaste gli idoli degli atei ed elevaste all’amore di Dio quanti hanno creduto in Dio, o illustrissimi.

Come sale di tutta la terra, o apostoli del Signore di senno divino, fatte cessare la corruzione del mio cuore sporco e guarìtelo.

Alla parusia, quando il giustissimo Giudice vorrà stare con voi, divini apostoli, salvateci da ogni condanna.

Theotokìon. Purissima Madre di Dio, prega con gli angeli incorporei, i profeti, i martiri e gli apostoli affinché riceviamo remissione delle colpe e ricca misericordia.

Canone di san Nicola. Acròstico: Ricevi, o Nicola, le settima preghiera. Giuseppe.

Ode 1. Al Dio che aiutò Mosè.

Per la tua condotta glorificata sulla terra, Nicola, rendi partecipi alla gloria di lassù quanti ti glorificano.

Nuotando nel mare della vita corruttibile siamo circondati dalle onde delle tentazioni mondane: salvaci da esse, o beatissimo.

Stendimi sempre una mano di aiuto, o padre Nicola, liberandomi dai nemici visibili e invisibili.

Theotokìon. Colui che creò i ministri immateriali nacque da te per ineffabile misericordia, o Madre di Dio e fu visto dagli uomini.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio rafforzasti i cieli con il tuo verbo onnipotente, o Signore Salvatore e il loro potere con il tuo spirito divino che opera tutto, rafforzami sulla roccia della tua confessione.

Come frecce appuntite di Cristo potente, o sapienti discepoli, liberatemi dalle frecce del maligno e sanate il mιo cuore gravemente ferito dalla spada del peccato.

O divini discepoli, come disse il profeta voi narrate come cieli la gloria del Signore, chiaramente mostrando la sua divina incarnazione e la passione per cui tutti fummo liberati da passioni, morte e corruzione.

O divini discepoli, presto, con gli ornamenti della luce illuminate me, gravemente ingannato e spogliato della divina veste, voi che con la fede avete spogliato tutta l’astuzia del nemico, rivestendolo di vergogna.

Theotokìon. Tu che col verbo creasti le potenze celesti e donasti la grazia ai profeti, ai discepoli e a tutti i martiri, per le loro preghiere e quelle di tua Madre, o Dio, salvaci tutti e abbi pietà, o misericordioso.

Canone di san Nicola. Tu che rafforzasti i cieli.

Supplicando per il mondo, o san Nicola, liberaci da ogni sventura e dalle innumerevoli afflizioni.

Come liberasti gli incatenati dalla prigione senza scampo, rompi anche le catene dei miei mali e con le tue suppliche pacificami con Dio, o san Nicola.

Ti chiamiamo notte e giorno benefattore: inoltra a Dio le nostre suppliche e custodiscici sempre, o san Nicola.

Theotokìon. O molla che ricevesti il divino carbone nel tuo divino grembo senza essere bruciata, brucia i nostri peccati, o Purissima.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito il mistero della tua economia, Cristo Dio, come non lasciasti il seno paterno e scendesti sulla terra e ti ho glorificato, o unico filantropo.

Il Figlio che siede sullo stesso trono col Padre, incarnandosi sulla terra come uomo, elesse voi come discepoli per predicare la sua divinità a tutte le genti.

Cadendo follemente con i fabbricatori di tutte le passioni, ho ferito, povero me, il mio cuore; perciò vi supplico: guaritemi, o apostoli, medici dei malati.

Liberateci, o gloriosi apostoli, da passioni, tremende sventure, afflizioni e ogni sorta di tribolazione.

Theotokìon. Insigne Madre di Dio, prega con i santi apostoli, i martiri e i profeti affinché io sia liberato dai pericoli, tribolazioni e peccati.

Canone di san Nicola. L’ineffabile bontà.

Con la tua sapienza oscurasti l’intelletto di Ario ottenebrato dall’eresia e salvasti quanti erano stati da lui sviati, o Nicola.

Guarisci le mie molte colpe e illumina il mio cuore con le tue gradite suppliche, o padre beato in Dio.

Uccidendo gli assalti delle passioni, o beatissimo, con le tue suppliche risuscita e rinnova anche me, ucciso da esse.

Theotokìon. Partoristi nella carne il senza tempo; supplicalo, o Purissima di liberare dalle passioni croniche noi tuoi cantori.

Ode 5. Irmòs.

Signore mio Dio, vegliando di notte ti prego: dammi remissione delle mie colpe e guida le mie vie alla luce dei tuoi comandamenti, ti supplico.

Signore mio Dio, che donasti un tempo la pace ai tuoi apostoli, per le loro preghiere dona a tutti pace e remissione dei peccati.

Signore mio Dio, che per bontà immensa salvasti il ladro e la prostituta che avevano peccato, abbi pietà anche di me e salvami per le preghiere dei tuoi santi apostoli.

Theotokìon. Signore mio Dio, nato dalla Vergine ignara di uomo, per le sue preghiere e quelle dei tuoi apostoli, purificami dai peccati e liberami dalla pena imminente.

Canone di san Nicola.

Sveglia il mio spirito.

Con le tue suppliche, o padre, rendi inefficaci i piani degli uomini iniqui contro di noi, o Nicola.

Rompi i legami dei nostri mali con le tue suppliche, tu che legasti la malvagità del drago distruttore di anime, o sacratissimo Nicola.

Noi che volontariamente sempre scivoliamo e siamo trattenuti da molti mali, abbiamo te, padre Nicola, come fervidissimo benefattore.

Theotokìon. Maria, Signora dell’universo, Madre di Dio, liberami dal nemico che senza vergogna tenta di dominare il mio umile cuore.

Ode 6. Irmòs.

Nuotando nelle onde degli affanni mondani e annegando nei peccati che nuotano con me e lanciandomi contro il mostro distruttore di anime, come Giona grido a te, Cristo: strappami dal baratro mortale.

Divenuti discepoli della Sapienza stessa, rivelaste folle la sapienza ellenica e abbatteste l’artefice della malvagità, illuminando con la luce della pietà quanti si smarrivano nell’ignoranza, o sapientissimi.

Tu che un tempo purificasti con lacrime la colpa di Pietro, per le sue preghiere purifica la mia anima dalle innumerevoli colpe per la tua grande misericordia e copiosa bontà, o Cristo.

Tu che un tempo avesti misericordia dei niniviti pentiti, con la tua consueta bontà abbi misericordia anche di me, o Redentore, per i tuoi apostoli, affinché non sia sottomesso a molte pene.

Theotokìon. Tu che partoristi la luce, illumina la mia anima oscurata da passioni e prega con gli apostoli, i profeti e i martiri affinché venga liberato da ogni danno e male.

Canone di san Nicola. Giona dal ventre dell’ade.

Cambiasti l’ingiusto decreto di morte e salvasti con la tua misericordia quanti stavano per morire, o padre, come difensore fervido dei quanti ti chiamano.

Fa’ cessare le malattie delle nostre anime e chiudi le bocche aperte invano contro coloro che ti amano, o sacratissimo pastore.

Con il tuo verbo terminasti il pascolo avvelenato dell’eresia di Ario, o sacratissimo mistico, diventando sostegno degli ortodossi.

Theotokìon. O Purissima, guarisci la mia misera anima che giace malata per l’inganno della vita e le tribolazioni di molti peccati.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli resero la fornace ardente fonte di rugiada inneggiando l’unico Dio e dicendo: Inneggiatissimo e glorificato Dio dei padri.

Un tempo spegneste la fornace dell’amaro ateismo con la rugiada della divina predicazione, o gloriosi, gridando: Inneggiatissimo Signore dei padri e Dio nostro, tu sei benedetto.

Strappami, o Cristo, dal peccato tremendo, dalla pena dell’ade e dal dolore della geenna e salvami, o Verbo, ti supplico, per le preghiere dei tuoi apostoli.

Voi che con la rete del Verbo avete pescato gli uomini dall’abisso dell’ignoranza, discepoli di Cristo, salvate me, turbato e sommerso da colpe smisurate.

Theotokìon. O purissima, con i martiri, gli angeli e gli apostoli prega tuo Figlio e Dio di salvare i tuoi servi da tentazioni, pericoli e tribolazioni.

Canone di san Nicola. La fornace ardente.

O sapiente, che sei divenuto ornamento della Chiesa, liberami da tutto l’orrore delle passioni vergognose, supplicando sempre il Benefattore di tutto il mondo, o gerarca.

Con le piogge delle tue preghiere, o sapiente Nicola, irriga i cuori di noi tutti, affinché portiamo frutti degni di penitenza.

Illumina con le tue preghiere le anime di quanti con fede vegliando glorifichiamo Dio e inneggiamo te, Nicola, autentico gerarca.

Theotokìon. Ogni lingua ti glorifica con fede, o Purissima, gloria e vanto della nostra stirpe e guida degli smarriti, o lodatissima Madre di Dio.

Ode 8. Irmòs.

Unendosi al fuoco nel Sinai, il roveto incombusto fece conoscere Dio a Mosè dalla lingua impacciata e balbettante e lo zelo di Dio rese cantori invitti dal fuoco i tre fanciulli. Opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Come carboni accesi dal fuoco spirituale, i discepoli di Cristo bruciarono come canne tutto l’inganno degli idoli e illuminarono le anime dei fedeli che gridano: opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Illuminate ora la mia anima spenta dal peccato e il mio cuore oscurato da passioni vergognose, o divini apostoli di Cristo, partecipi alla luce eterna, affinché gridi: lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Della mia anima ferita dal morso velenoso del seduttore risana le piaghe, tu che hai patito nella carne le piaghe della passione; per le preghiere dei tuoi divini discepoli salvami affinché inneggi: opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Partorendo il fuoco della divinità sei rimasta incorrotta, Vergine senza sposo; pregalo dunque con i cori degli incorporei e gli apostoli colui che concepisti di salvare quanti con fede salmeggiano: opere tutte del Signore, lodate il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Canone di san Nicola. Nella fornace i fanciulli.

Il tuo corpo che si trova a Mira, o Nicola ed effonde buona fragranza, fa scorrere myron per quanti vi accorrono e pone fine alle malattie degli uomini.

Il Creatore del mondo e Dio ti mostrò difensore del mondo, perciò sei pronto liberatore di quanti ti invocano nelle sventure.

Non c’è nessuno che ti invochi nelle afflizioni e non ottenga presto sollievo, perciò ti supplichiamo, o beatissimo, allevia tutto il nostro dolore.

Theotokìon. Ogni lingua ti loda e magnifica, o Vergine, poiché partoristi l’inneggiatissimo Dio, o divina Sposa; supplicalo senza sosta di salvare le nostre anime.

Ode 9. Irmòs.

Senza sperimentare corruzione hai concepito e prestato la carne al Verbo, Artefice dell’universo, Madre ignara d’uomo, Vergine Madre di Dio, ricettacolo di colui che non può esser contenuto, dimora del tuo immenso Creatore: noi ti magnifichiamo.

È stata tolta ogni forza al dominatore di questo mondo, perché i beatissimi e divini apostoli, armati della forza del dominatore dell’universo, hanno abbattuto gli schieramenti e salvato dalla sua malizia tutti i confini.

Come fiumi della grazia che scaturisce dallo Spirito, straripanti per le acque dei divini dogmi, irrigaste, o apostoli, tutto il creato e con somma sapienza lo fertilizzaste; perciò in ogni tempo siete proclamati beati.

Con i venerabili apostoli celebriamo i sacri vittoriosi e gridiamo: Sovrano Signore, per le loro preghiere e quelle dei tuoi apostoli, dona al mondo la pace e liberaci da ogni specie di pericoli.

La terra è santificata nel divino Spirito dalle reliquie divine dei gloriosi apostoli, mentre la Chiesa dei primogeniti lassù è senza sosta rischiarata dai loro spiriti. Grazie a loro, o Salvatore, abbi di tutti compassione.

Theotokìon. Avendoti tra di loro come splendidissima lampada, che illustra la luce dei divini carismi, i cori dei martiri e degli apostoli, o pura, sono immaterialmente illuminati e illuminano tutti quelli che con fede ti magnificano.

Canone di san Nicola. Con mistici canti.

Per aver camminato, coi tuoi costumi, sulle orme dei sacri apostoli, hai avuto in sorte la loro autorità come venerabile gerarca, o ammirabile Nicola.

Il Creatore ti rese famoso in tutto il mondo, o beatissimo, come divino sostenitore e aiuto in ogni cosa per chi t’invoca con ardore.

Con cuore contrito a te gridiamo, o padre: Sii nostro conforto, dileguando di continuo, o Nicola, le tribolazioni dalle nostre anime.

Come scure all’albero incombe su di te, o anima, il taglio della morte: non persistere dunque nella negligenza, ma sii pronta a mostrare frutti di conversione.

Theotokìon. Tu porti tra le tue sante braccia colui che tutto porta: scongiuralo, o pura, di preservarci illesi dalla malizia dello straniero.

Apòstica delle lodi, apostolikà.

Apostoli di Cristo, operai del Salvatore, portando infatti sulle spalle come aratro la croce, purificando dall’inganno degli idoli la terra divenuta incolta e seminando il verbo della fede, giustamente siete onorati, o santi apostoli di Cristo.

Apostoli gloriosi, colonne delle Chiese, araldi della verità, lampade luminose, voi col fuoco dello Spirito consumaste tutto l’inganno e illuminaste la stirpe umana, supplicate dunque, vi preghiamo, il nostro Salvatore e Dio di dare al mondo pace e di salvare le nostre anime.

Martyrikòn. Con un unico sentire, mirando a un unico scopo, trovata un’unica via di vita, la morte per Cristo, i martiri vittoriosi, invidiando l’uno la morte dell’altro, cosa mirabile, precedendosi nel carpire i tormenti come tesori, si dicevano l’un l’altro: Se anche non morissimo ora, in ogni caso moriremmo e pagheremmo il nostro tributo alla natura: facciamo dunque della necessità un onore, appropriamoci della sorte comune, comprando con la morte la vita. Per la loro intercessione, o abbi pietà di noi.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Oggi Giuda veglia.

Nella mia estrema miseria, sono diventato, ahimè, albergo delle voluttà: sono dunque di continuo oggetto di riso per i miei nemici; mi getto perciò ai tuoi piedi, o santa Vergine: guarda la mia afflizione e porgimi aiuto, purificami con le lacrime, liberami, ti prego e siano confusi, o pura, quanti godono della mia perdizione.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Bello e buono da mangiare era il frutto che mi uccise. Cristo è l’albero della vita mangiando il quale non muoio e grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Avete pescato dall’abisso dell’incredulità greggi di genti, o sapienti e li avete guidati alla fede divina e alla preziosa mensa spirituale, o gloriosi apostoli.

Con la luce della predicazione avete allontanato la tenebra del tremendo errore, o apostoli di Dio e avete illuminato chiaramente i cuori dei pii; perciò con inni divini vi diciamo beati.

Martyrikòn. Tagliati a pezzi con la spada, o divini atleti, non foste tagliati fuori dall’amore del Redentore, al quale accorrendo, ora con esultanza dimorate nei cieli, splendendo con gloria.

Gloria.

Il malvagio, rovina della stirpe umana, mi trattiene: per le preghiere dei tuoi araldi, Trinità onnipotente, strappami dalle sue fauci, affinché magnifichi la tua smisurata misericordia.

E ora. Theotokìon.

Vergine pura, dal tuo puro sangue partoristi nella carne mortale il Figlio che siede sullo stesso trono col Padre per rendere immortale la natura umana; perciò degnamente ti diciamo beata.

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Grave – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Giovedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono grave. Non siamo più tenuti lontano.

Per rendere l’uomo dio divenisti mortale, o sommamente buono e fosti crocifisso: gloria alla tua gloria.

Quando il popolo degli ebrei ti condannò alla croce, o Verbo, la terra si scosse e la luce del sole si nascose.

Il sole si oscurò, o misericordioso, alla tua crocifissione e il creato si scosse acclamandoti: Gloria a te.

Altre stichirà della Theotòkos. Oggi Giuda.

Piega a me che invoco il tuo orecchio amante del bene, o castissima, non respingermi dal tuo volto e non escludermi dal tuo aiuto, perché l’ingannatore con inganno cerca di perdermi e spinge il mio cuore a passioni irrazionali, ma tu custodiscimi del tutto illeso dal male che viene da lui.

Nessuna utilità, anima mia, nasce dalla materia, per la quale spendi invano la vita e impegni te stessa con preoccupazioni: getta dunque ogni affanno nel Signore che sta per giudicarti e con lacrime grida: Sovrano filantropo, salvami per le preghiere della tua Genitrice.

Ho messo me stesso fuori dal nome della pietà, o Vergine; mi vedo come un trastullo per la fornicazione con cui traffico e scherno per la spavalderia, poiché per negligenza ricevo come avversari queste due belve; perciò ti prego di scamparmi, o Vergine; tu sei infatti esultanza e fiducia della mia anima.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Nel tuo parto un tempo, Figlio mio, udivo parole di gioia, sperando di esser colmata di letizia e che le anime afflitte diventassero gioiose; ma queste cose visibilmente si mutarono in dolore alla tua crocifissione: il dolore infatti m’ha preso e preferisco morire perché il mio cuore è pieno di dolore.

Apòstica stavròsima

Non siamo più tenuti lontano dall’albero della vita perché la tua croce è la nostra speranza: Signore, gloria a te.

Pendendo dal legno, o immortale, trionfasti delle insidie del diavolo: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza, dei martiri, che predicarono la Trinità consustanziale.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Oggi Giuda veglia.

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Sono trafitta dalla spada del dolore, vedendo in croce te, che fissi la terra sulle acque e stendi il cielo come una tenda: ti vedo infatti pendere nudo e immolato e vorrei ora morire, Figlio mio amabilissimo. Fremi e scuotiti, o terra! Così tra le lacrime la purissima parlava.

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Grave – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono Grave

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Canto a Te unica natura sovrana. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono grave. A un tuo cenno.

Apri la bocca spirituale del mio cuore e le labbra materiali alla tua lode, triluminosa, unica Divinità dell’universo perché possa cantarti un cantico di ringraziamento, o fonte di luce.

Per mostrare l’eccesso della tua bontà, plasmasti l’uomo, unica immagine terrena del tuo sovrano dominio, o plasmatore, Trinità d’infinita potenza.

O mente senza principio, tu generasti il Verbo coeterno e lo Spirito, con te senza principio, brillando ci fece degni di adorare il Dio uno nella sostanza, uguale in tre ipòstasi.

Theotokìon. Apparisti nel roveto a Mosè, o Verbo di Dio, come fuoco purificatore, che non bruciava niente, prefigurando la tua incarnazione dalla Vergine, per cui riformasti i mortali.

Ode 3. Tu che in principio.

O unico, triluminoso e onnipotente Signore, noi ti inneggiamo, chiedendo la liberazione dai peccati e dalle tribolazioni, onnipotente Dio; non disprezzare quanti con fede glorificano la tua benevolenza.

Dalla radice dell’eterno Padre, apparisti come germoglio di uguale potenza con il connaturale e divino Spirito, o Dio Verbo; per questo anche noi fedeli glorifichiamo la Trinità delle ipòstasi, Monade Sovrana.

Tutti noi fedeli glorifichiamo te, trisipostatica natura, d’uguale gloria unanime, indivisa e inseparabile, unica signoria della Trinità e adorando chiediamo il perdono dei nostri peccati.

Theotokìon. Senza mutazione fatto uguale ai mortali in tutto, o Verbo di Dio, procedesti chiaramente da pura Fanciulla e mostrasti a tutti la divina trilucente Maestà, nell’unica essenza delle inseparabili ipòstasi.

Kathisma Triadico. Tu che per me accettasti.

Dei tuoi servi peccatori abbi pietà, Trinità santa e accoglili pentiti, facendoli degni di perdono, o amico degli uomini misericordioso.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Le nostre anime guastate dai peccati rendile sane, o purissima Madre di Dio e redimi dalle colpe quanti ti inneggiano, o Sposa di Dio.

Ode 4. Tu che senza lasciare.

Trilucente Monade, che contieni e divinamente reggi e salvi tutte le cose, custodisci ora i tuoi cantori e salvali da tribolazioni, passioni e da ogni disgrazia.

Incapaci di esprimere a parole la tua inconcepibile trifulgida Trinità, noi inneggiamo a te, Signore amico degli uomini e glorifichiamo la tua potenza.

Sulla terra come nei cieli con i cori degli incorporei, Monade Triade, senza divisione ti distinguiamo e con ardore ti glorifichiamo come sovrana dell’universo.

Theotokìon. Senza uscire dalla gloria paterna tu scendesti alla nostra infimità spontaneamente incarnandoti, o Sovrasostanziale e tutti sollevasti alla divina gloria come misericordioso.

Ode 5. Vegliando davanti a te.

Natura fonte di luce, Triade nelle ipòstasi, Monade nella volontà, nella gloria e nell’onore, fortificaci nel tuo amore (2).

Mente e Verbo e Spirito, unica divina maestà e natura trisolare glorificando, chiediamo d’essere liberati dai pericoli e da tutte le afflizioni.

Theotokìon. Verbo di Dio, presa la forma della natura umana dalla santa Vergine, c’insegnasti a celebrare la Triade nella Monade, unità di natura e gloria.

Ode 6. Navigando tra i flutti.

La divina sovrana maestà, con uguale gloria e potenza in tre ipòstasi inseparabili noi glorifichiamo, diverse solo per le proprietà personali (2).

Le schiere spirituali degli ordini angelici lodano te, trisolare Maestà; con essi anche noi con bocche terrene ti inneggiamo e con fede ti glorifichiamo come unica creatrice di tutte le cose.

Theotokìon. II Verbo con ineffabile parola generato dal sole, che è il Padre come altro sole prima dei secoli, finalmente sorse dalla Vergine e c’insegnò che c’è un unico Dio incomprensibile in tre ipòstasi.

Kathisma Triadico. Più luminoso del fuoco.

Trinità consustanziale, Monade trisipostatica immortale, abbi pietà di quanti plasmasti, bruciando le malvagità dei peccatori e illuminando i cuori dei tuoi cantori che celebrano la tua misericordia; o Dio nostro, gloria a te!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Più ardente del fuoco, più fulgida della luce è la misericordia della tua carità, che brucia le colpe degli uomini e irrora di rugiada le menti di quanti inneggiano le tue magnificenze, Signora Madre di Dio purissima.

Ode 7. Nella fornace ardente.

Obbedienti alle parole dei profeti noi glorifichiamo te, unico Dio in tre ipòstasi, così acclamando: benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri (2).

Con labbra terrene, con le schiere immateriali, cantiamo te, Trinità santa, Monade peri natura, acclamando: Benedetto sei, Signore, Dio dei padri nostri.

Theotokìon. Chi aveva plasmato Adamo, per risparmiarlo, o Purissima, si fece uomo da te, divinizzando così gli uomini che acclamano: Benedetto, o Purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco.

Tu domini l’universo, sovrana Maestà triplice e una, senza principio, governando cielo e terra; perciò custodisci me, preso dal tuo amore, per cantare a te: Opere tutte del Signore, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Rendi degni i cuori dei tuoi cantori di venir illuminati dai fulgidi raggi del sole trilucente; e ora concedi di vedere la tua bellezza, Triade Monade, per quanto possibile, a quanti con vera fede cantano la tua magnificenza per tutti i secoli.

Fammi tempio della tua luce trifulgida e del tuo consorzio e possesso, o benefattore, amico degli uomini; rendimi inaccessibile ai nemici invisibili e alle passioni della carne, dominatore, Sovrano, mio Dio, Signore della gloria, per inneggiare a te per tutti i secoli.

Theotokìon. L’eterna luce divina sorgendo dal tuo grembo, purissima Vergine Madre, illuminò tutto il mondo con la luce trisolare e rese la terra come un altro cielo, cantando: opere tutte del Signore, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Che tu sia Madre di Dio.

Di esultare e inneggiare degnamente te, che i serafini senza sosta inneggiano negli eccelsi, non siamo capaci noi, terrestri; ma coraggiosamente come Sovrano dell’universo, o Dio amico degli uomini, noi ti magnifichiamo.

Libera dalle sofferenze del corpo e dalle passioni dell’anima i tuoi fedeli cantori, o Triade Monadica indivisibile e degnati di custodirli sani e salvi da tutte le prove della vita.

O divina trifulgida Maestà di uguale potenza, che mostri la forza e l’incomparabile bellezza della bontà sostanziale, concedi ai tuoi servi la liberazione dalle colpe e il riscatto dalle tentazioni e dalle passioni.

Theotokìon. Mente, anima e organismo di carne, o Madre di Dio, nel tuo grembo castissimo realmente prese il Dio Verbo e si mostrò uomo, facendo davvero partecipe l’uomo della sostanza divina.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kathismata anastàsima. Tono grave.

La vita giaceva nella tomba e sulla pietra era posto il sigillo: come re addormentato i soldati custodivano Cristo; gli angeli lo glorificavano come Dio immortale e le donne gridavano: È risorto il Signore, concedendo al mondo la grande misericordia.

Gloria.

Con la tua sepoltura di tre giorni spogliasti la morte e con la tua vivificante risurrezione risuscitasti l’uomo corrotto, Cristo Dio, amico degli uomini: gloria a te.

E ora. Theotokìon.

Vergine Madre di Dio, senza sosta implora Cristo Dio, crocifisso per noi e risorto, distruttore del potere della morte, perché salvi le anime nostre.

Dopo la seconda sticologia, altri kathismata. Tono grave.

Col sepolcro sigillato, risorgesti dalla tomba e a porte chiuse ti presentasti ai discepoli, Cristo Dio, vita e risurrezione di tutti, rinnovando in noi, per mezzo loro, uno spirito retto, secondo la tua grande misericordia.

Gloria.

Corsero le donne alla tomba recando tra le lacrime gli aromi e mentre i soldati custodivano te, Re di tutti, si dicevano l’un l’altra: Chi ci rotolerà via la pietra? Ma udirono la voce degli incorporei che diceva: È risorto l’angelo del gran consiglio, calpestando la morte; onnipotente e inafferrabile Signore, gloria a te.

E ora. Theotokìon.

Salve, piena di grazia, Vergine Madre di Dio, porto e protezione della stirpe umana: da te infatti si incarnò il Redentore del mondo e tu sola sei madre e vergine, sempre benedetta e glorificata: prega Cristo Dio di donare pace a tutta la terra.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Tu che assumesti la nostra forma e ti sei sottoposto corporalmente alla croce, salvami per la tua risurrezione, o Cristo Dio, nel tuo amore per gli uomini.

Anavathmi. Antifona 1.

Riconducesti dall’errore la prigionia di Sion, vivifica anche me, Salvatore, sollevandomi dalla schiavitù delle passioni.

Chi nel meridione semina tribolazioni e digiuni con lacrime, mieterà i covoni di gioia del cibo eterno.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito la fonte dei divini tesori, da lui sapienza, intelligenza, timore: a lui lode, gloria, onore e potere.

Antifona 2.

Se il Signore non costruisce la casa dell’anima, invano fatichiamo: poiché senza lui né opera, né parola si compiono.

Ricompensa del frutto del grembo, i santi, mossi dallo Spirito, fanno rinverdire i paterni decreti di adozione.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito tutto riceve l’essere: perché egli è Dio prima di tutto, ha la signoria sull’universo, è luce inaccessibile, vita di tutti.

Antifona 3.

Quanti temono il Signore, trovando le vie della vita, ora e sempre sono beatificati per la loro gloria immacolata.

Vedendo intorno alla tua tavola i tuoi figli come giovani piante, gioisci, rallegrati, offrendoli a Cristo, o principe dei pastori.

Gloria. E ora.

Del santo Spirito l’abisso dei carismi, la ricchezza della gloria, la grande profondità dei giudizi: poiché ha la stessa gloria del Padre e del Figlio.

Prokìmenon.

Sorgi, Signore, mio Dio, si innalzi la tua mano, non dimenticare i tuoi miseri sino alla fine.

Stico. Ti loderò, Signore, con tutto il mio cuore.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone anastàsimo.

Ode 1. Tono grave. Irmòs.

A un tuo cenno, la natura delle acque, fluida sino allora, si mutò in terra ferma, Signore: dopo avervi dunque camminato a piedi asciutti, Israele ti canta il canto di vittoria.

È stata condannata la tirannide della morte dal legno della croce, quando tu, Signore, fosti condannato a ingiusta morte: per questo il principe delle tenebre, che su di te non prevalse, giustamente è gettato fuori.

Quando l’ade si accostò a te, non riuscendo a stritolare con i suoi denti il tuo corpo, ne ebbe spezzate le mascelle: per questo, o Salvatore, sciolti i dolori della morte, risorgesti il terzo giorno.

Theotokìon. Sono sciolti i dolori della progenitrice Eva: tu infatti, partoristi ignara di nozze sfuggendo i dolori; per questo, o purissima, sapendoti veramente Madre di Dio, tutti ti glorifichiamo.

Canone stavroanastàsimo. Nel mar rosso.

Due fonti di vita sulla croce per noi fece sgorgare il Salvatore dal suo fianco ferito; cantiamo a lui perché è glorioso.

Dopo aver abitato nella tomba, risorse il terzo giorno Cristo, dando in cambio ai mortali l’incorruttela: cantiamo a lui perché è glorioso.

Theotokìon. Unica apparisti Vergine anche dopo il parto, partorendo l’incarnato Creatore del mondo; per questo tutti a te gridiamo: Salve.

Canone della Madre di Dio.

Acrostico alfabetico. A un tuo cenno.

Abisso di misericordia partoristi, o Vergine; purifica la mia anima con il tuo fulgido splendore, sicché degnamente io canti, o purissima, l’abisso dei tuoi prodigi.

Vedendoci feriti con il dardo del peccato, il Verbo per sua bontà ebbe pietà di noi; perciò ineffabilmente il sommo Dio si unì alla carne presa da te, o purissima.

Fu afferrata dalla morte la natura corruttibile e caduca degli uomini, o purissima: ma tu concependo la vita, la riportasti dalla corruzione alla vita.

Ode 3. Irmòs.

Tu che in principio consolidasti i cieli con il tuo Verbo onnipotente, Signore Salvatore e tutte le loro schiere con lo Spirito divino creatore di tutto, consolida me sull’inconcussa roccia della tua confessione.

Salito sul legno della croce, volontariamente soffri per noi, Salvatore misericordioso e sopporti le piaghe che procurano ai credenti pace e salvezza: per esse, o misericordioso, tutti fummo riconciliati col Padre.

Mi purificasti dalla piaga, dopo che la mia anima era stata ferita dal morso del drago, o Cristo e rivelasti la luce a me, che un tempo abitavo le tenebre e la corruzione: per la tua croce, infatti, disceso nell’ade, con te mi rialzasti.

Theotokìon. Per le suppliche della Madre tua ignara d’uomo, concedi al mondo la pace, o Salvatore, dona all’imperatore la vittoria contro i barbari che ci osteggiano e rendi degni della tua indicibile gloria quanti ti glorificano.

Canone stavroanastàsimo. Tu che col verbo.

Tu che in croce sopportasti i dolori e al ladrone apristi il paradiso, benefico Dio, stabilisci la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.

Sorto dalla tomba il terzo giorno, germogliasti la vita nel mondo, Dio datore di vita: stabilisci dunque la mia mente nel tuo volere, o unico amico degli uomini.

Thetotokìon. Tu che verginalmente concepisti Dio e liberasti Eva dalla maledizione, Vergine Madre Maria, supplica Dio da te incarnato di salvare il tuo gregge.

Canone della Madre di Dio. Tu che in principio.

Il serpente strisciante dall’Eden, ingannandomi con la brama di divinizzazione, mi scagliò a terra; ma il compassionevole e per natura misericordioso, ebbe pietà e mi divinizzò, dimorando nel tuo grembo e facendosi a me simile, Madre Vergine.

Benedetto il frutto del tuo seno, Vergine Madre di Dio, gioia di tutti: poiché partoristi a tutto il mondo la gioia e la felicità che davvero disperdono la tristezza del peccato, o sposa di Dio.

Vita eterna e luce, Vergine Genitrice di Dio, partoristi a noi e pace che fa cessare l’antica guerra degli uomini contro Dio Padre con la fede e la conoscenza della carità.

Ode 4. Irmòs.

Tu che senza lasciare il seno del Padre sei sceso sulla terra, Cristo Dio; io ho udito il mistero della tua economia e ti ho glorificato, o amico degli uomini.

Colui che, incarnato dalla Vergine, diede le sue spalle ai flagelli, è tormentato, padrone innocente di uno schiavo caduto, per sciogliere me dalle accuse.

Davanti a un tribunale di giudici iniqui, è chiamato in giudizio come un accusato ed è schiaffeggiato da una mano di fango, colui che come Dio plasmò l’uomo e giudica la terra con giustizia.

Theotokìon. Tu che veramente sei Madre di Dio, supplica il tuo Creatore e Figlio, o purissima, di guidarmi al porto salvifico della sua volontà gloriosa.

Canone stavroanastàsimo. Prevedendo il profeta.

Ignoravi il peccato e divenisti per questo ciò che ignoravi, Signore, mutando forma e prendendo l’altrui per salvare il mondo e uccidere con l’inganno il serpente.

Innalzato in croce e sciolta la colpa del progenitore, colmasti di gioia la progenitrice venendo a salvare i tuoi cristi, Signore.

Theotokìon. Nato da Vergine, vivifichi Adamo ingannato; la morte stupì infatti della tua forza, poiché sei venuto a salvare i perduti.

Canone della Madre di Dio. Tu che senza lasciare.

Tu che eletta e tutta bella apparisti a Dio prima della creazione, o degna d’ogni lode, col fulgore che effondesti rischiara i tuoi cantori.

Partoristi ai mortali Dio incarnatosi dal tuo sangue puro, liberando dalle molte colpe quanti con devozione ti onorano, o pura e inneggiano a te, Madre Vergine.

La natura razionale venera colui che spuntò da te, o degna d’ogni lode, avendo ora appreso il mistero inesplicabile del tuo concepimento, o beatissima.

Ode 5. Irmòs.

Notte tetra per gli increduli, Cristo, ma per i credenti luce nella delizia delle tue divine parole: per questo per te veglio all’alba e canto la tua divinità.

Per i tuoi servi, o Cristo, sei venduto e sopporti uno schiaffo apportatore di libertà a quanti cantano: Per te io veglio all’alba e canto la tua divinità.

Per la tua divina potenza, o Cristo, con la debolezza della carne abbattesti il forte e con la tua risurrezione, o Salvatore, mi hai reso vincitore della morte.

Theotokìon. O Madre pura, generasti Dio, da te incarnato in modo divino, o degna di ogni canto: poiché non hai conosciuto unione con uomo, ma concepisci dallo Spirito santo.

Canone stavroanastàsimo. Signore, mio Dio.

Quando, annoverato tra i criminali, fosti innalzato sul calvario, le luci si nascosero e la terra tremò, il velo del tempio si squarciò, manifestando il rigetto degli ebrei.

Portasti via al tiranno tutto il suo potere per virtù della divinità tua inconcepibile e risuscitasti i morti con la tua risurrezione: con i nostri inni ti glorifichiamo.

Theotokìon. Madre del Re e Dio, Genitrice di Dio degna d’ogni lode, a quanti con fede e devozione ti inneggiano con canti, ottieni sempre con le tue suppliche la remissione delle colpe.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Contemplando la scala che saliva in alto, Giacobbe apprese la figura della tua verginità: poiché per te Dio conversò con gli uomini, o santissima Signora.

Trovata per te la redenzione eterna, o Vergine, con ardore a te gridiamo: Salve, sposa divina; illuminati dalla tua luce, o lodatissima, con inni ti celebriamo.

Te sola lo sposo trovò, giglio tra le spine, o Vergine, splendente di puro fulgore e con la luce della verginità, o purissima, ti prese per sposa

Ode 6. Irmòs.

Navigando tra i flutti delle sollecitudini di questa vita, buttato a mare dai peccati, miei compagni nella traversata e gettato come Giona a un mostro che uccide le anime, o Cristo, a te grido: Risollevami dall’abisso mortale.

Si ricordavano di te le anime dei giusti rinchiuse nell’ade e là abbandonate e chiedevano a te salvezza: con la tua croce, o Cristo, la donasti a loro, scendendo nelle regioni inferiori, nella tua amorosa compassione.

Il coro degli apostoli non sperava più di vedere la tua vivente dimora non fatta da mano d’uomo, che la passione aveva distrutto: ma, adoratala contro ogni speranza, ne annunziarono ovunque la risurrezione.

Theotokìon. Chi tra gli uomini spiegherà il modo del tuo parto ineffabile, o purissima, avvenuto per noi, Vergine, sposa di Dio? Poiché il Dio Verbo, senza venir circoscritto, unendosi a te, da te si fece carne.

Canone stavroanastàsimo. Giona nel ventre.

Volontariamente innalzato sulla croce, Salvatore, facesti schiava la potenza del nemico, inchiodando su di essa il documento del peccato, o buono.

Risorto dai morti, o Salvatore, con la tua potenza, con te risuscitasti la stirpe umana donandoci vita e incorruttela come amico degli uomini.

Theotokìon. Il nostro Dio, che inespilcabilemte partoristi, Madre di Dio, non smettere di supplicare di liberare dai pericoli i tuoi cantori, pura sempre Vergine per tuo volere

Canone della Madre di Dio. Navigando tra i flutti.

Le figure della legge e le parole dei profeti chiaramente predicavano che avresti partorito il benefattore di tutto il creato, che più volte e in più modi fece del bene a quanti con fede, o pura, ti inneggiano.

Il primo plasmato Adamo, un tempo per insidia dell’omicida fu espulso dal gaudio divino del paradiso, ma tu, o inesperta di nozze, ve lo riconducesti generando colui che ci liberò dalla trasgressione.

Colui che con volere divino e potenza creatrice fece sussistere dal nulla il tutto, procedette dal tuo grembo, o pura e con i suoi divini fulgori illuminò quanti giacevano nell’ombra della morte.

Kondàkion. La spada di fuoco.

Il potere della morte non potrà più dominare i mortali, perché Cristo scese per spezzare e annientare le sue forze; l’ade è incatenato, esultano concordi i profeti, dicendo: È giunto il Salvatore per chi è nella fede; uscite, o credenti, verso la risurrezione.

Ikos.

Tremavano oggi laggiù le regioni sotterranee, l’ade e la morte, di fronte a uno della Trinità; la terra si scuoteva, i custodi dell’ade stupivano vedendoti, ma tutto il creato con i profeti, con gioia canta un inno di vittoria a te, nostro Redentore e Dio, che hai ora annientato la potenza della morte; acclamiamo dunque e gridiamo: Questo è l’albero che ha guidato Adamo e quelli che provengono da Adamo: uscite, o credenti, verso la risurrezione.

Ode 7. Irmòs.

Un tempo i fanciulli fecero vedere che la fornace infuocata irrorava rugiada, mentre essi cantavano l’unico Dio, dicendo: O Dio dei nostri padri, sovresaltato e più che glorioso!

Per un albero Adamo è volontariamente morto, commettendo la disubbidienza, ma per l’ubbidienza di Cristo, è stato riplasmato: per me infatti fu crocifisso il Figlio di Dio più che glorioso.

Tutto il creato ti celebra risorto dalla tomba, o Cristo: perché per gli abitanti dell’ade tu hai fatto fiorire la vita, per i morti, la risurrezione, per quanti sono nelle tenebre, la luce, o più che glorioso.

Theotokìon. Salve, figlia dell’Adamo corrotto; salve, sola sposa di Dio; salve, tu per cui fu bandita la corruzione, o tu che generasti Dio: imploralo, o pura, perché tutti siamo salvati.

Canone stavroanastàsimo. Nella fornace di fuoco.

Tu che sul legno della croce ottundesti lo stimolo del peccato e stracciasti il documento della trasgressione di Adamo con la lancia confitta nel tuo fianco, sei benedetto, Signore Dio dei nostri padri.

Ferito al fianco, con il tuo sangue divino purificasti la terra insozzata dal sangue folle del culto idolatrico: Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Per te, Genitrice di Dio sorge Cristo, luce anteriore a quella del sole, liberandoci dalle tenebre e illuminando con la conosenza divina quanti acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Canone della Madre di Dio. Un tempo i fanciulli.

Ti amò, o Vergine, che hai ornamento svariato e aureo, il tuo Creatore e Signore, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

Fu purificato un tempo Isaia, o fanciulla, con un carbone ardente in cui contemplò simbolicamente il tuo parto, l’altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

I simboli del tuo divino parto un tempo contemplando i divini profeti, lietamente cantavano inneggiando: O altissimo e gloriosissimo Dio dei padri.

Ode 8. Irmòs.

Sul Sinai, il roveto preso dal fuoco e non consunto fece conoscere Dio a Mosè, lento di lingua e dalla voce sgradevole; e lo zelo per Dio rese inattaccabili dal fuoco i tre fanciulli che cantavano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

L’immacolato agnello razionale, immolato per il mondo, fece le offerte secondo la Legge, purificando, come Dio senza peccato, il mondo che sempre acclama: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

La nostra carne assunta dal Creatore, soggetta a corruzione prima della passione, fu resa inaccessibile alla corruzione dopo la passione e la risurrezione e rinnova i mortali che acclamano: Opere tutte, inneggiate al Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. La tua purezza senza macchia, o Vergine, purificò la turpe sozzura di tutta la terra e divenisti per noi causa di riconciliazione con Dio, o purissima: per questo, o Vergine, tutti ti benediciamo e ti sovresaltiamo per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. L’unico Re senza principio.

Colui che volle subire la passione e si lasciò inchiodare in croce e disciolse le potenze dell’ade, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.

Colui che abbattè il dominio della morte e risorse dalla tomba e salvò con gloria la stirpe umana, inneggiate, sacerdoti, popolo esalta per tutti i secoli.

Theotokìon. Il solo misericordioso, il Verbo anteriore ai secoli, negli ultimi tempi partorito da una Vergine, sciogliendo l’antica maledizione, inneggiate, sacerdoti e popolo.

Canone della Madre di Dio. Sul Sinai il roveto.

Con lo splendore del tuo parto mirabilmente illuminasti la terra, o Genitrice di Dio; poiché con le tue braccia tu porti il vero Dio, che illumina i fedeli che senza sosta gridano: Opere tutte, benedite il Signore ed eesaltatelo per tutti i secoli.

Inneggiamo piamente al tuo grembo, che inesplicabilmente ospitò Dio incarnato, o pura, concedendo a tutti i fedeli la luce della conoscenza divina ed essi sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Con i fulgori della tua luce rendesti luminosi i tuoi cantori, o genitrice della luce, Madre di Dio pura, apparendo tempio della luce che rischiara quanti sempre gridano: Opere tutte, inneggiate al Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Senza sperimentare corruzione hai concepito e hai prestato la carne al Verbo, Artefice dell’universo, o Madre ignara d’uomo, Vergine Madre di Dio, ricettacolo di colui che non può esser contenuto, dimora del tuo immenso Creatore: noi ti magnifichiamo.

Voi che alla Divinità attribuite il patire, chiudete la bocca, voi tutti di sentimenti avversi: il Signore della gloria, crocifisso nella carne, ma non nella divina natura, uno in due nature magnifichiamo.

Voi che negate la risurrezione dei corpi, andate al sepolcro di Cristo e imparate: è morta, infatti e poi risorta la carne del datore di vita, a conferma della finale risurrezione, che noi speriamo.

Triadikón. Venerando non una Trinità di divinità, ma di ipòstasi, non una unicità di persone, ma di divinità, escludiamo quelli che la dividono e confondiamo quelli che osano confonderla: la Trinità che noi magnifichiamo.

Canone stavroanastàsimo. Che tu sia Madre di Dio.

Luce da luce, fulgore della gloria del Padre, che senza tempo brilla, Cristo fu luce delle tenebre per la vita dell’uomo ed eliminò il buio opprimente; noi fedeli senza sosta lo magnifichiamo.

Passione della carne e potenza della divinità in Cristo contemplando, si vergognino quanti pensano un’unica natura congiunta, poiché lo stesso come uomo muore e come Creatore di tutti risorge.

Theotokìon. Fuori di te altro Dio non conosco, grida a te la Chiesa e tu mi hai scelta fra le genti infedeli come tua sposa; dà quindi, o Verbo, salvezza ai fedeli per tua misericordia, per intercessione della tua Genitrice.

Canone della Madre di Dio. Lo stesso Irmòs.

Mediatrice di gioia e felicità eterna apparisti a noi, sempre vergine fanciulla, che concepisti il Redentore, che salva con verità e Spirito santo quanti lo venerano come Dio.

Davide tuo progenitore, o purissima, nei salmi ti chiama arca della santificazione divina, che soprannaturalmente contenesti il Dio dimorante nel seno del Padre: senza sosta lo magnifichiamo.

Davvero tu sei più eccelsa di tutto il creato, o fanciulla: corporalmente infatti generasti per noi il Creatore di tutto, per cui come Madre dell’unico Sovrano, contro tutti tu riporti piena vittoria.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono grave.

E’ risorto Cristo dai morti, sciogliendo i vincoli della morte: annuncia, o terra la grande gioia; lodate, o cieli, la gloria di Dio.

Contemplata la risurrezione di Cristo, adoriamo il Signore santo, Gesù, il solo senza peccato.

Senza sosta adoriamo la risurrezione di Cristo: ci ha salvati dalle nostre iniquità; Santo è il Signore Gesù, che ha manifestato la risurrezione.

Che cosa renderemo al Signore per tutto ciò che ci ha dato? Per noi, ecco Dio tra gli uomini; per la nostra natura corrotta, il Verbo si fece carne e dimorò fra noi; agli ingrati viene il benefattore; ai prigionieri, il liberatore; a quanti siedono nelle tenebre, il sole di giustizia; sulla croce, ecco l’impassibile; nell’ade, la luce; nella morte, la vita; per i caduti, ecco la risurrezione; a lui acclamiamo: O Dio nostro, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Infrangesti le porte dell’ade, Signore e annientasti il dominio della morte con la tua grande potenza: con la tua divina e gloriosa risurrezione, risuscitasti con te i morti che dall’inizio del mondo dormivano nella tenebra, perché tu sei Re dell’universo e Dio onnipotente.

Venite, esultiamo per il Signore e rallegriamoci nella sua risurrezione: perché egli con sé risuscitò i morti dai vincoli indissolubili dell’ade e come Dio donò al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

L’angelo sedeva splendente sulla pietra del sepolcro che aveva accolto la vita e dava alle mirofòre la buona novella: È risorto il Signore, come vi aveva predetto; annunziate ai suoi discepoli che vi precede in Galilea: al mondo egli dona la vita eterna e la grande misericordia.

Perché avete scartato la pietra angolare, o iniqui giudei? Questi è la pietra che Dio ha posto in Sion, colui che dalla roccia fece scaturire acqua nel deserto e che per noi fece zampillare l’immortalità dal suo fianco; questi è la pietra tagliata dal monte verginale non per volere d’uomo, è il Figlio dell’uomo che giunge sulle nubi del cielo sino all’Antico di giorni, come disse Daniele e il suo regno è eterno.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Bello a vedersi e buono da mangiare era il frutto che mi fece morire; Cristo è l’albero della vita di cui mangiando non muoio, anzi grido con il ladrone: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Innalzato sulla croce, o misericordioso, cancellasti il documento dell’antico peccato di Adamo e salvasti dall’inganno tutta la stirpe dei mortali; perciò inneggiamo a te, benefico Signore.

Inchiodasti sulla croce, o Cristo misericordioso, i nostri peccati e con la tua morte facesti morire la morte, destando i defunti dai morti; perciò veneriamo la tua adorabile risurrezione.

Un tempo il serpente svuotò il suo veleno nelle orecchie di Eva, ma Cristo, sul legno della croce, fece scaturire la dolcezza della vita nel mondo; ricordati di me, Signore, nel tuo regno.

Come morto fosti collocato nel sepolcro, o Cristo, vita di tutti e spezzasti le sbarre dell’Ade; e risorto in gloria il terzo giorno con la tua potenza, tutti illuminasti; adoriamo il tuo risveglio.

Il Signore è risorto dai morti il terzo giorno e donò la sua pace ai discepoli; poi li benedisse e li inviò dicendo: Conducete tutti nel mio regno.

Gloria.

Luce è il Padre, luce è il Figlio e Verbo, luce lo Spirito santo, ma una sola luce le tre; poiché vi è un Dio solo in tre persone, ma in unica natura e principio, indivisibile, inconfondibile, eterno.

E ora. Theotokìon.

Concepisti il Figlio e Verbo del Padre in carne sulla terra, il come lo sa solo lui, o Madre di Dio; perciò, Vergine madre, noi per te divinizzati, a te gridiamo: Salve, speranza dei cristiani!

E quindi il resto della Divina Liturgia.

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Grave – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Domenica al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono grave. Oggi Giuda veglia.

Leva gli occhi, anima mia e considera l’economia e la compassione di Dio, come egli, piegati i cieli, sia venuto sulla terra per sollevarti dalla miseria delle tue passioni e collocarti sulla roccia della fede:oh, tremendo prodigio! Gloria al tuo annientamento, o filantropo.

Guarda le tue opere inique, anima mia e meravigliati che la terra ti sopporti, che il fulmine non ti consumi, che le belve selvagge non ti divorino e che il sole che non ha tramonto non cessi di illuminarti:sorgi, convertiti, grida al Signore: Ho peccato contro di te, ho peccato, abbi pietà di me.

Avendo in te le speranze, onnipotente Signore, ti imploriamo di liberarci da ogni pericolo, passione e bufera cosicché conduciamo una vita tranquilla e vivendo in purezza ti troviamo benevolo e propizio nel giorno del giudizio, o Sovrano.

Stichirà degli incorporei. Albero di vita.

Hai reso gli angeli fiamme di fuoco, o Cristo, indicandocene cosi l’ardore e descrivendone lo spirito pronto. Onnipotente Signore, gloria a te.

Salvaci per la protezione degli angeli, lava la sozzura delle colpe, cancella le macchie del peccato, affinché gridiamo: Signore, gloria a te.

I serafini, i cherubini, gli angeli e le potenze, i troni, i principati, le dominazioni tutte con gli arcangeli e le splendide potestà a te acclamano: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tutta la natura dei terrestri con l’angelo grida: Salve a te, Madre di Dio, come a colei per il tuo parto hai procurato la salvezza.

Apòsticha catanittici.

Come il figlio dissoluto, anch’io sono venuto a te, misericordioso; accoglimi, prostrato ai tuoi piedi, come uno dei tuoi mercenari, o Dio e abbi pietà di me.

Come colui che si era imbattuto nei ladroni e ne era stato ferito, cosi anch’io vi sono incappato per i miei peccati e la mia anima ne è rimasta ferita; da chi mi rifugerò per essere curato, io, il debitore, se non presso di te, misericordioso e medico delle anime? Riversa su di me, o Dio, la tua grande misericordia.

Gloria a te, Cristo Dio, vanto degli apostoli, esultanza dei martiri, che predicarono la Trinità consustanziale.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Oggi Giuda veglia.

Tu superi le schiere degli angeli, perché hai dato un corpo a Dio, ma io che vinco tutti per i peccati, ahimè, ho paura e tremo e per questo in nessun modo oso invocarti, Madre di Dio e Sovrana: tu dunque non disprezzarmi, ma affrettati a salvarmi, guidandomi sulla retta via.

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Grave – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono Grave

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono grave.

Davvero temibile e ineffabile è il mistero in te compiuto, Vergine senza macchia: il Verbo, causa suprema dell’universo, si incarna dallo Spirito Santo, al di là di ogni causa o ragione; da te prende la carne e tu lo partorisci, ma la sua natura resta immutata; una sola è l’ipostasi in cui si incontrano le due nature distinte che lo compongono; eccolo, completamente uomo e Dio e nell’una e nell’altra delle sue nature mostra tutta la loro potenza: se patì nella carne sulla croce, la sua divinità restò impassibile; subì la morte come mortale, ma essendo Dio tornò in vita il terzo giorno, distruggendo il potere della morte e traendo l’umanità dalla fossa; poiché è il Redentore e Salvatore della stirpe umana, chiedigli, santa Madre di Dio, di concederci la pace e la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Risorgesti dalla Tomba, Salvatore, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono grave. Disprezzate tutte le cose.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

O Vergine, tu sei l’oriente del sole spirituale giunto al tramonto della nostra natura; per la confidenza che hai con lui, imploralo, Madre inneggiatissima, di liberare le nostre anime dalle tante colpe.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Ramo della radice di Iesse, o Vergine celebratissima, tu fai davvero crescere colui che strappa alle radici i germogli della menzogna e dell’errore; per la confidenza che hai con lui, supplicalo senza sosta di sradicare le passioni del mio cuore e di piantare in esso il suo timore, così che possa essere salvato.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Vergine santissima e porta di Dio, strappami dalle porte dell’ade, mostrami la via del pentimento, in modo che trovi la porta che conduce alla vita; guida degli smarriti, sii la custode dell’umanità credente e salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Da te, Vergine Madre, nacque ineffabilmente Cristo nostro Dio, il Dio precedente i secoli, l’uomo dei tempi nuovi: del primo egli possiede l’eternità ed è divenuto l’altro per salvarci; di ciascuna natura ha in se stesso, a tutti gli effetti, le proprietà. La prima la mostra con i suoi miracoli, la seconda l’afferma con la sua passione; è lo stesso che muore in quanto uomo, lo stesso che risorge in quanto Dio: pregalo di salvare le nostre anime, o Vergine senza nozze.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono grave.

Venite, esultiamo per il Signore, che ha infranto il potere della morte e illuminato la stirpe umana e acclamiamo con gli incorporei: Creatore e Salvatore nostro, gloria a te.

Per noi, o Salvatore, ti sei sottoposto alla croce e alla sepoltura: ma con la morte, come Dio, hai ucciso la morte: adoriamo dunque la tua risurrezione il terzo giorno; Signore, gloria a te.

Vedendo gli apostoli la risurrezione del Creatore, stupiti gridavano la lode angelica: Questa è la gloria della Chiesa, questa è la ricchezza del regno! O tu che per noi hai patito, Signore, gloria a te.

Altri stichirà, anatolikà.

Anche catturato da uomini empi, o Cristo, tu sei il mio Dio e io non resto confuso; fosti flagellato alle spalle, non lo nego; fosti inchiodato alla croce, non lo nascondo; mi glorio della tua risurrezione, perché la tua morte è la mia vita; onnipotente Signore amico degli uomini, gloria a te.

Compiendo la profezia di Davide, Cristo rivelò ai discepoli la propria magnificenza in Sion, mostrando se stesso degno di lode e sempre glorificato con il Padre e lo Spirito santo: prima, Verbo senza carne e dopo, incarnato per noi, morto come uomo e risorto secondo la sua potenza come amico degli uomini.

Disceso nell’ade, o Cristo, secondo il tuo consiglio, spogliasti la morte come Dio e Sovrano e risorgesti il terzo giorno, risuscitando con te, dai vincoli dell’ade e dalla corruzione, Adamo che acclamava: Gloria alla tua risurrezione, o solo amico degli uomini.

Nella tomba fosti deposto come un dormiente, o Signore e risorgesti il terzo giorno come potente pieno di forza, risuscitando con te Adamo dalla corruzione della morte, come onnipotente.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Fosti riconosciuta madre oltre la natura, Madre di Dio e rimanesti vergine oltre ogni parola e pensiero: il prodigio del tuo parto nessuna lingua può spiegarlo, perché essendo straordinaria la tua concezione, inafferrabile è il modo del tuo partorire, o pura: dove Dio vuole, è vinto l’ordine della natura; riconoscendoti dunque tutti Madre di Dio, senza sosta ti preghiamo: Prega per la salvezza delle anime nostre.

Apósticha anastàsima.

Risorgesti dalla tomba, Salvatore del mondo e con la tua carne risuscitasti gli uomini: Signore, gloria a te.

Apósticha alfabetici.

Venite, adoriamo il risorto dai morti che illuminò ogni cosa: egli ci liberò dalla tirannide dell’ade con la sua risurrezione il terzo giorno, donandoci la vita e la grande misericordia.

Disceso nel fondo dell’ade, o Cristo, spogliasti la morte e, risorto il terzo giorno, rialzasti con te noi che glorifichiamo la tua onnipotente risurrezione, o Signore amico degli uomini.

Tremendo sei apparso, Signore, quando giacevi nella tomba come un dormiente: e risorto il terzo giorno nella tua potenza, hai risuscitato con te Adamo che acclama: Gloria alla tua risurrezione, solo amico degli uomini.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Rifugiandoci sotto la tua protezione, o Sovrana, noi tutti figli della terra a te acclamiamo: Madre di Dio, speranza nostra, liberaci dalle nostre innumerevoli colpe e salva le anime nostre.

Apolytikion.

Distruggesti con la Croce tua la morte, * apristi al ladrone il Paradiso. * Alle mirofore il lamento hai trasformato * ed ai tuoi apostoli, * hai ordinato di proclamare, * che sei risorto Cristo Dio, * concedendo al mondo la grande misericordia.

Theotokìon.

Tu che sei il tesoro da cui viene la nostra risurrezione, o degna di ogni canto, rialza dalla fossa e dall’abisso delle colpe quanti in te confidano: perché hai salvato noi, soggetti al peccato, partorendo la salvezza, tu che sei vergine prima del parto, vergine nel parto e ancora vergine dopo il parto.

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