Passa al contenuto principale

Modo: Modo 2

Modo II

Modo II – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà. Tono 2.

OCristo Dio, che come buono glorifichi i tuoi devoti e più dell’oro fai splendere i tuoi santi, per le loro implorazioni da’ pace alla nostra vita, o filantropo; dirigi a te come incenso la preghiera, tu che solo riposi tra i santi.

O vittoriosi del Signore, beata è la terra impinguata dal vostro sangue e sante le dimore che accolsero i vostri corpi, perché nello stadio vinceste il nemico e con franchezza annunziaste Cristo; vi preghiamo di implorare la sua bontà per la salvezza delle nostre anime.

Apostoli, martiri, profeti, gerarchi, monaci e giusti, con le sante donne, voi che ottimamente avete terminato la lotta e custodito la fede e perciò state di fronte al Salvatore con franchezza, supplicate per noi la sua bontà, affinchè siano salvate, vi preghiamo, le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, o Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle nostre anime.

Altri Kathìsmata dopo l’àmomos e gli evloghitària.

Circondati in questo mondo da te, che cingi il cielo di nubi, i santi sopportarono i tormenti degli empi e annientarono la seduzione degli idoli; per le loro suppliche libera anche noi dall’invisibile nemico, o Salvatore e salvaci.

Necròsima. Tu che sei sorgente di pietà.

Tu che, come Dio hai potere su tutti i vivi e i morti, o datore di vita, porgi orecchio alle preghiere dei tuoi servi, mostra il tuo cuore, o filantropo e dona la remissione delle colpe alle anime che nella tua amorosa compassione hai trasferito e che speravano in te, più che buono.

Ricordati, Signore, dei tuoi servi nella tua bontà e perdona tutto ciò in cui nella loro vita hanno peccato. Nessuno è infatti senza peccato, all’infuori di te, che puoi donare anche ai defunti il riposo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre santa della luce ineffabile, onorandoti con angelici inni, piamente ti magnifichiamo.

Canone di tutti i santi. Acròstico: Ai puri servi di Dio reco una lode. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Canta anima mia, il cantico di Mosè: il Signore è mio soccorso, mia protezione è lui che mi ha salvato; è il mio Dio e voglio lodarlo.

Sopportando pene, persecuzioni e roghi, o atleti, con coraggio scacciaste dai confini ogni errore con la potenza di Dio.

I gerarchi e ministri del Signore, per la luce spirituale di cui rifulgevano, sapientemente condussero tutti i fedeli allo splendore della fede.

Lo spirito superbo confondeste e umiliaste con la vostra modestia, santi padri; esaltati ora, da Dio, custodite sempre chi è umile.

Necròsimo. Concedi in eredità, Signore Dio, la luce fulgidissima e la gioia eterna ai servi fedeli, che hai fatto passare a te da questo mondo.

Theotokìon. Le sante donne che lottarono nell’ascesi, con cuore saldo, respinsero valorosamente il nemico ed ora esultano vicino a te, Theotòkos.

Canone per i defunti. Acròstico: Per i trapassati intono un secondo canto.

Ode 1. Irmòs. Al mare burrascoso.

Con la tua morte vincesti la morte, facendo sgorgare l’eternità in Dio: concedila, Signore, alle anime dei defunti, donando loro, per le preghiere dei martiri, la remissione delle colpe.

Ai tuoi fedeli, che ti accolsero nel tempio del loro cuore, concedi, Signore, una fonte inesauribile di pietà, il luogo del riposo nel tuo paradiso di santità, o Cristo, tesoro di bontà e filantropo.

Con la tua forza invincibile incatenasti la morte e ci liberasti: anche ora strappa dai suoi lacci le anime dei defunti, comunicando loro, o buono, la luce infinita.

Theotokìon. Rendendo stabile la mia mente ondeggiante, fissala sui divini precetti di colui che è nato dal tuo grembo santificato e ha distrutto l’oscuro regno dell’ade, o Sovrana Madre di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Lo sterile deserto del mio spirito, Signore, rendi fertile e fecondo, tu che sorvegli la crescita d’ogni bene, nella tua bontà divina.

Accesi d’amore per Cristo, gli atleti spensero la pira dei tormenti con la rugiada effusa dallo Spirito Santo.

Gerarchi di Cristo santissimi e venerabili, con la moltitudine dei beati, pregate il Dio filantropo di salvare tutti.

Il santissimo cuore dei profeti ispirati fu degno d’essere magnificato e le sante donne che valorosamente lottarono, ottennero in premio la gloria celeste.

Necròsimo. Morendo in croce per i mortali, donasti loro l’immortalità: allo stesso modo donala ai defunti a te trapassati, o Cristo.

Theotokìon. Con l’assemblea dei profeti e delle sante donne, prega con fervore il Dio che concepisti d’aver pietà di me, o Vergine.

Canone per i defunti. Irmòs.

Sulla pietra della fede mi stabilisti, apristi la mia bocca contro i miei nemici, poiché il mio spirito esulta nel cantarti: Non c’è santo, come non c’è giusto all’infuori di te, Signore.

Coi raggi della tua suprema bontà illumina i fedeli trapassati, che con i martiri stanno alla tua presenza, o misericordiosissimo: tu sei nostro Dio e nessuno è giusto all’infuori di te, Signore.

Nel luogo del ristoro, nel seno di Abramo, tu che sei buono, o Dio, da’ riposo ai tuoi servi che cantano: Tu sei nostro Dio e nessuno è giusto all’infuori di te, Signore.

Concedi ai fedeli, che per tuo volere, transitarono da questo mondo perituro a te, amico degli uomini, di entrare e dimorare nel celeste talamo nuziale come le vergini sagge che conservarono le lampade illuminate.

Theotokìon. Ero morto e consegnato ormai alla terra, ma tu mi hai fatto rialzare generando la fonte della vita; dalle profondità dell’ade mi hai tratto e come Madre del mio Dio, Vergine lodatissima, ti glorifico.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo la tua generazione dalla Vergine il profeta proclamò a gran voce: Ho inteso, Signore, la tua voce e ho temuto poiché sei venuto da Teman, dal santo monte ombroso, o Cristo.

I famosi atleti, imitando la passione di Cristo, torturati dagli aguzzini, con gioia contemplavano i premi eterni: avendoli conseguiti vengono beatificati.

Osservando le leggi dello Spirito santo, o gerarchi, guidavate saggiamente le genti al porto divino come eccellenti nocchieri: e abbandonando le burrasche di quaggiù, raggiungeste la quiete della vita.

Beatissimi padri, sulla terra pellegrini, come sta scritto, il cielo fu la vostra patria; con la temperanza chetaste le passioni carnali, nella potenza di Cristo.

Avendo amato la divina ascesi che davvero procura la vita incorruttibile, per le vostre fatiche, lacrime, temperanza, o donne onorabili, siete ormai divenute degne di implorare Cristo per noi.

Necròsimo. L’innumerevole moltitudine dei defunti, che da questo mondo perituro transitarono a te, Signore, servendoti nella vera fede, unisci alla folla degli eletti, donando loro la vita eterna, o Verbo.

Theotokìon. Il profeta Avvacùm, Madre di Dio, ti vide come monte dalle virtù adombrato, su cui apparve il Signore Dio, coprendo i cieli con la sua incomparabile potenza e salvando dalla morte la stirpe umana.

Canone per i defunti. Irmòs.

A te inneggio: Ho udito la tua voce, Signore e sono sbalordito perché sei venuto fino a me, cercando me lo smarrito, perciò glorifico la tua grande bontà per me, misericordiosissimo.

Concedi ai tuoi servi, addormentati nella speranza, nell’amore e nella fede, la tua gloria inconcepibile, o Cristo, amico degli uomini, per le preghiere dei tuoi insigni martiri.

Signore, fiume eterno di misericordia, disseta i tuoi eletti e nella tua ineffabile compassione disseta alla fonte della redenzione le anime dei trapassati.

Sovrano e Signore dei vivi e dei morti, con la tua potenza risuscitasti quanti furono tratti dalla terra: quanti transitarono a te, Salvatore, degnati di collocarli nel tuo celeste paradiso.

Theotokìon. Interrompesti la maledizione e la rovina di Eva concependo il Creatore che rialza quanti cadono, Genitrice di Dio e unica Madre Vergine.

Ode 5. Irmòs.

La tenebra della mia anima, Salvatore, allontanasti con la luce dei tuoi comandamenti, rischiarami come unico Re della pace.

Dio longanime, per amor tuo i valorosi atleti, disprezzando i beni di quaggiù, sopportarono tutti i tormenti, rinunciando alla carne.

Gerarchi, profeti, venerabili teofori, che rischiarate tutto il creato con i raggi dello Spirito santo, dissolvete le tenebre delle passioni.

I profeti e i gerarchi santi, i venerabili padri, le donne illustri, trovarono grazia presso di te, Cristo, Sovrano di tutti.

Necròsimo. Ti imploriamo, Salvatore, colloca nel coro degli eletti quanti di tra noi hai preso, mostrandoli partecipi di una vita migliore.

Theotokìon. Vergine santissima, vanto dei martiri e dei beati e dei giusti, sottraici, ti supplichiamo, alla tirannia dei demòni.

Canone per i defunti. O datore di luce.

Morti e ormai detenuti in prigione ci rialzasti, strappandoci dai foschi antri dell’ade, mostrando un esercito di martiri, o buono.

Sei venuto per salvarci, Cristo; accogli ora, i defunti a te trapassati: concedi loro di dimorare con Lazzaro nel seno di Abramo.

Interrompesti la secolare inimicizia facendoti tu stesso, Signore, ambasciatore e mediatore di pace: abbi pietà dei nostri defunti e dona loro il riposo.

Theotokìon. Quanti in te confidano, vivono sotto la tua protezione, Madre di Dio, poiché generasti per noi la fonte della vita che, nella sua benevolenza, vivifica l’universo.

Ode 6. Irmòs.

Nell’abisso dei peccati sprofondo, o Cristo e affondo nell’oceano della vita, ma, come Giona dal pesce, riconduci anche me dal gorgo delle passioni e salvami Signore.

Lottando con ardore nell’arena contro il nemico, i martiri, lo catturarono nella rete e ricevettero la corona di vittoria: essi ora pregano per la nostra salvezza.

I gerarchi di Cristo veneriamo con fede e diciamo beati i suoi santi, venendo salvati per le loro suppliche da ogni minaccia, afflizione e malizia del nemico.

Il divino coro delle donne lottò per Dio e servì nell’ascesi il Signore dei cieli; per le loro preghiere salva, o Gesù unico, il tuo mondo.

Necròsimo. Tu che plasmasti l’uomo dalla terra, fonte di vita, dona riposo ai fedeli trapassati, concedendo loro la remissione dei mali, o Gesù compassionevole.

Theotokìon. Santa Theotòkos, santifica i nostri pensieri, stabilizza la mente e salva incolumi da inganni e dardi del maligno, noi che glorifichiamo la tua misericordia, o pura.

Canone per i defunti. Avvolto dall’abisso.

Dell’ineffabile e divino splendore nei cori dei martiri rendi degni quanti hai trasferito dalla terra per tuo volere onnipotente, o filantropo.

Rendi degni dell’illuminazione del tuo glorioso fulgore quanti lasciarono la vita per andare verso la tua luce ineffabile, Signore.

Theotokìon. Mostrati subito potente a favore di quanti t’invocano, purissima Vergine, che generasti Cristo, Signore della vita e della morte.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i fanciulli imitando i cherubini, gridando cantavano: Benedetto sei tu, nostro Dio, che giudichi rettamente; è per le nostre colpe che ci tratti così; a te la lode e la gloria eterna.

Con la pazienza i santi vinsero Beliar, sopportando la prova tra crudeli torture, poiché amavano davvero il Dio che patì per i nostri peccati; per le loro preghiere, salvaci, o Verbo da tentazioni e pericoli.

Luminosi gerarchi, profeti ispirati, santa folla degli ieromartiri, beate donne, che per l’ascesi foste incoronati, senza sosta pregate perché Dio abbia pietà di noi.

Necròsimo. Là dove non c’è infermità, dolore e lamento, alla luce del tuo volto, Cristo, dove le folle dei santi ora esultano, colloca tutti i trapassati da noi, cancellando tutte le loro colpe, o unico misericordioso.

Theotokìon. Con i martiri, i beati padri e i profeti tutti e le donne sante, supplica l’unico che riposa nel santuario di santificare quanti con voci sante lo glorificano nei secoli, o Vergine pura.

Canone per i defunti. Per ordine empio.

Dio eccelso, discendesti per salvare la stirpe umana dal suo antico errore: per le preghiere incessanti dei martiri, concedi, Salvatore, il riposo nella terra dei viventi a chi è transitato a te da questo mondo.

Con la tua morte annientasti la morte, o unico Signore, unico libero tra i morti: libera ora i tuoi servi dalla morte che meritano per i loro peccati, donando loro l’eredità del regno dei cieli.

Ineffabile e grande la tua compassione, abisso incommensurabile la tua filantropia: concedi dunque ai trapassati la remissione dei peccati e per la tua grazia, o Cristo, mostrali purificati.

Theotokìon. Candelabro della gloria divina, Vergine piena di grazia, davvero portasti quel riflesso per lo Spirito rivelato a noi, dissolvendo le tenebre degli inferi con il fulgore della sua divina luce.

Ode 8. Irmòs.

A colui che sul Monte Sinai prefigurò a Mosè nel roveto ardente il prodigioso mistero della Vergine, cantate un inno di lode: a lui la gloria nei secoli.

Il sangue da voi versato, o atleti, santificò tutto il creato e disseccò sapientemente le fonti dell’errore e dissetò le anime dei fedeli.

Il coro degli asceti e il popolo dei sacerdoti e delle sante donne e dei gloriosi profeti, si dimostrò all’altezza degli angeli imitando nello Spirito, sulla terra, la loro condizione.

Necròsimo. Colloca quanti di tra noi con te hai preso, Signore, fra i tuoi eletti concedendo loro, misericordiosissimo Dio, la remissione delle colpe e il riposo nel seno d’Abramo.

Theotokìon. Vergine pura, che partoristi il nostro Dio, con i profeti, i giusti, i martiri, i beati, le sante donne, i gerarchi che ti confessarono fino alla morte, prega il Salvatore d’aver pietà di noi.

Canone per i defunti. Un tempo a Babilonia.

Tu che ci indicasti la uscite dalle tenebre della morte, facci anche conoscere, nella tua potenza, o Dio, gli atri della vita, che i tuoi martiri ottennero di attraversare.

Concedi ai tuoi fedeli trapassati il giorno santo della tua luce senza fine; Sovrano, amico degli uomini, cancella la macchia vergognosa dei loro peccati, o unico senza peccato.

Eravamo caduti in potere della morte, ma la tua morte, Cristo, ci rialzò donandoci gioia, delizia e la vita eterna; concedila anche ai tuoi fedeli trapassati.

Theotokìon. Tremendo e immenso è il mistero del tuo parto, Madre di Dio: generasti infatti il Signore che né morte, né tomba poterono trattenere; perciò noi, genti tutte, ti glorifichiamo.

Ode 9. Irmòs.

Con inni incessanti, magnifichiamo, o fedeli colei che oltre la natura, ha concepito in seno, secondo la carne, il Verbo che dal Padre eternamente rifulge.

Forti contro le passioni, potenti contro i nemici, o vittoriosi, vinceste lottando secondo le regole e ricevendo da Dio la corona.

Come sacerdoti di Dio, divenuti imitatori del buon pastore, avete santamente pascolato i suoi greggi, o gerarchi gloriosi.

Con i venerabili asceti e i sacri profeti, imitiamo le folle dei generosi lottatori e di quanti con l’ascesi abbatterono il nemico.

Necròsimo. La gloriosissima moltitudine dei tuoi beati, o Cristo, senza sosta t’implora: Quanti nella fede trasferisti, falli partecipi, Signore, della vita eterna.

Theotokìon. Tu che partoristi nella carne Dio misericordiosissimo, supplicalo sempre, con tutti i santi, di salvarci dai pericoli, o pura Vergine Madre.

Canone per i defunti. Benedetta, purissima.

Tu che su morti e viventi hai potere, o fonte di ogni vita, concedi l’eredità nei cieli e lo splendore dei santi e dei tuoi vittoriosi gloriosi, o Sovrano, a quanti da questa terra a te sono passati.

Tu, il Verbo che un giorno mi desti l’essere, o fonte di ogni vita e che ancora mi gratifichi dell’essere secondo il bene, concedi nella tua misericordia ai tuoi servi defunti, di dimorare nel desiderato seno del progenitore Abramo.

Tutto radiosa dolcezza, o mio Salvatore, ti si chiama: tutto tu sei insaziabile brama; disseta al torrente delle delizie e all’acqua della remissione i defunti che ti danno gloria senza sosta.

Theotokìon. Noi fedeli, com’è degno, ti diciamo ora beata, Madre di Dio, secondo le tue parole ispirate, perché tu sola generasti per gli abitanti della terra il Dio che annienta il potere della morte, o Vergine Madre.

Apòsticha delle lodi, martyrikà.

Ricevuta la croce di Cristo, arma invincibile, i santi martiri annientarono tutta la forza del diavolo e ottenuta la celeste corona, divennero per noi baluardo e per noi sempre intercedono.

Ti implorano, o Cristo, le folle dei tuoi santi: abbi pietà, o Salvatore, delle nostre anime.

Ogni città e paese onora le vostre reliquie, o martiri vittoriosi: lottaste secondo le regole, per questo otteneste la celeste corona e siete così vanto dei sacerdoti, vittoria degli imperatori, decoro delle Chiese.

Necròsimo. Quale lotta ha l’anima nel separarsi dal corpo! Come lacrima allora e non c’è chi ne abbia pietà! Volgendo lo sguardo agli angeli, supplica invano; tendendo agli uomini le mani, non ha chi l’aiuti. Perciò, miei amati fratelli, pensando al breve tempo della nostra vita, chiediamo a Cristo per i defunti il riposo e per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Dopo aver consumato tutta la mia vita nel male, infelice che sono, ora mi trovo, o pura, privo di ogni opera buona. Vedendo avvicinarsi la morte, pavento, ahimè, il tribunale del tuo Figlio e Dio: da esso scampami, o Vergine e prima di quell’inevitabile momento, convertimi, o Sovrana e salvami.

Se c’è l’alliluia diciamo i martyrikà alle lodi. Agli apòsticha i seguenti.

Quando dal legno.

Con la tua vivificante morte, Sovrano, distruggesti l’assalto della morte e la corruzione, per tutti scaturisti la vita eterna e ai morti donasti la risurrezione, o Salvatore; perciò ti preghiamo: da’ anche ora riposo a quanti con fede trapassarono a te e rendili degni della tua gloria immortale, o filantropo.

Stico. Beati quanti hai scelto e preso con te, Signore.

Per render partecipi gli uomini del regno divino, sopportasti la croce accogliendo una morte volontaria; perciò ti preghiamo: nella tua amorosa compassione rendi partecipi del tuo regno quanti con fede trapassarono a te e falli degni, o filantropo, della tua dolcissima bellezza.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Volendo salvare la tua creatura ti compiacesti di compiere il mistero davvero profondo della tua economia, o più che buono e comprasti tutto il mondo col tuo prezioso sangue; perciò supplichiamo: rendi degni della liberazione con tutti i santi quanti con fede a te trapassarono.

Stico. E la loro memoria di generazione in generazione.

Stando con tremore, o Cristo, davanti al tuo tremendo e temibile trono, i morti da secoli attendono il tuo giusto verdetto, o Salvatore e aspettano il giusto giudizio di Dio: risparmia in quel giorno, o Sovrano e Salvatore, i servi che con fede a te trapassarono e rendili degni del tuo eterno gaudio e della tua beatitudine.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Venite, acclamando con inni incessanti, glorifichiamo tutti la Madre della luce, perché generò la nostra salvezza; offriamo il saluto: Salve, all’unica che partorì il Dio che è dal principio, anteriore a tutti i secoli. Salve, tu che partoristi colui che riplasmò Eva, salve, Vergine pura, ignara di nozze.

Alla Liturgia.

I Makarismì (Beatitudini).

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Imitando la passione di Cristo, o martiri, sempre curate le moltitudini di dolori dei mortali.

Con i profeti e i beati, gli apostoli e i maestri furono ben graditi al Creatore di tutto.

Con tutti i tuoi santi concedi riposo, ti preghiamo, Signore, ai tuoi servi fedeli che hai preso

Gloria.

Trinità consustanziale, abbi compassione dei tuoi cantori sempre liberandoli dagli scandali del nemico.

E ora. Theotokìon.

Le suppliche dei tuoi servi non disprezzare, o purissima, salvandoci da molti peccati e tribolazioni.

FINE DEL SECONDO TONO

Anche se occupi solo il secondo posto,

Il primo piacere spetta a te per il flusso di miele.

La tua melodia, mielata e dolcissima,

Cura le ossa e delizia i cuori.

Le Sirene hanno certo cantato nel secondo tono.

Così scorre delicato il tuo canto con gocce mielate.

Continua a leggere

Modo II – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologìa,

Kathìsmata catanittici. Tono 2.

Considerando, anima mia, l’esame del giorno temibile, paventa il contraccambio dell’eterno castigo e

pentita grida tra le lacrime: O Dio, ho peccato, abbi pietà di me.

Scruto la mia coscienza degna di condanna e temo il tuo temibile tribunale, Signore, perché non c’è salvezza dalle opere. Ma tu, per la ricchezza della tua amorosa compassione, abbi pietà di me, o Cristo Dio e salvami.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti magnifichiamo, Madre di Dio, acclamando: Salve, virgulto da cui senza seme germogliò Dio per annientare la morte con l’albero della croce.

Dopo la seconda sticologìa, Kathìsmata catanittici

Pietà di me, disse Davide e anch’io a te grido: Ho peccato, Salvatore, cancella con la penitenza i miei peccati e abbi pietà di me.

Pietà di me, o Dio, pietà di me, gemeva Davide per due peccati commessi; e io per miriadi di colpe a te grido: Egli con le lacrime inondava il suo giaciglio, ma io non ne ho una sola stilla; nel mio sconforto ti supplico: Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Non disprezzare, o Madre di Dio, chi ha bisogno di quell’aiuto che viene da te, perché in te ha confidato l’anima mia: abbi pietà di me.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che sei sorgente di pietà.

La generosa fonte della compassione hai fatto scendere, o Giovanni, tra i flutti del Giordano, perciò con insistenza ti imploro: Guidami per mano al porto della vita con le tue preghiere accette, perché per le tante passioni ogni giorno vengo orrendamente sommerso dall’oceano di questa vita.

Martyrikòn. Tu che più dell’oro fai risplendere i tuoi santi e glorifichi i tuoi devoti perché sei buono, per le loro implorazioni, o Cristo Dio, governa la nostra vita: tu che sei amico degli uomini; dirigi a te come incenso la preghiera, o solo che riposi tra i santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi mai vide e udì che una madre partorisca il proprio Creatore, che ignara d’uomo allatti colui che nutre ogni carne? Che prodigio! Il tuo grembo, o Theotòkos piena di grazia, è divenuto trono di cherubini. Intercedi per le nostre anime.

Canone catanittico. Acròstico: Concedi spazio alle nostre lamentazioni, o Salvatore. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Riprendendo l’ode di Mosé, grida, o anima: aiuto e protettore per la salvezza è divenuto, egli è il mio Dio e lo glorificherò.

Piangiamo amaramente su noi stessi prima del termine di questa vita, affinchè per le nostre lacrime e il pentimento evitiamo le lacrime provocate dal castigo, che ormai non serviranno più a salvarci.

Tante volte, Cristo, sono stato esortato a cambiare vita per tornare a te, ma la mia anima è sorda e il mio spirito smarrito; abbi pietà della mia debolezza, Salvatore.

Martyrikà. Poiché avete sopportato la fornace dei supplizi grazie alla rugiada divina, vittoriosi atleti del Signore, liberatemi dal fuoco della geenna, poiché sono aggredito da crudeli passioni.

La potenza divina vi rese suoi valorosi campioni per combattere il nemico e voi annientaste il regno del demonio, incliti martiri del Signore.

Theotokìon. Tu che fosti un tempo contemplata da Isaia nelle sembianze delle molle recanti il carbone ardente, brucia al fuoco del Dio che portasti, le passioni carnali del mio cuore perché siano cancellate.

Canone del precursore. Acròstico: Battista, accetta la supplica. Giuseppe.

Ode 1. L’immane potenza.

Battista e precursore di Cristo, dirigi il mio cuore tutto immerso nei piaceri materiali e fa’ cessare la bufera delle passioni perché ti glorifichi nella quiete divina.

Come astro luminosissimo di luce ineffabile precedesti col tuo chiarore l’oriente spirituale: nel mio cuore oscurato dai demoni, Battista del Signore, fa’ discendere i suoi raggi.

Nel fiume un tempo battezzasti l’insondabile Oceano, che per grazia inghiotte la moltitudine delle nostre trasgressioni; dissecca, dunque, i torrenti dei miei peccati, sapientissimo mediatore presso Dio.

Theotokìon. Beato sei tu, precursore: fosti cugino della Vergine pura in cui s’incarnò Dio; con lei ti celebriamo: dona ai pellegrini del tempio divino a te dedicato di diventare dimora del santo Spirito.

Ode 3. Irmòs.

Il mio intelletto insterilito mostrami fruttuoso, o Dio, coltivatore e agricoltore dei beni per la tua compassione.

La mia anima è appesantita dal torpore: rialzami dal mio ozio, Cristo, risvegliami alle opere della penitenza per compiere i tuoi comandamenti.

Nel giorno terribile della tua parusia risparmiami, Signore, la disperazione, prima del termine della mia vita richiamami a te e salvami dal castigo.

Martyrikà. Atleti vittoriosi di Cristo nostro Dio, che imitaste divinamente la passione del Signore, guarite la mia anima dalle sue passioni.

Per conquistare nell’aldilà i beni celesti che la morte non può rapire, avete sofferto sulla terra, sopportando con costanza prove e tormenti.

Theotokìon. Allatti colui che nutre l’universo e reggi fra le braccia, Vergine e Madre incontaminata, colui che sempre regge il mondo nella sua mano.

Del precursore.

Sulla pietra della fede.

Risana i traumi della mia anima: con la tua divina mediazione rischiara il mio intelletto oscurato dall’indifferenza; o precursore del Sovrano, ti prego, scampami da ogni avversità e tribolazione.

Sciogliendo tua madre dalla sterilità, o sapiente profeta, sei nato per grazia del Signore; o precursore di Cristo, rendi ora fecondo di virtù il mio cuore sterile.

La divina casa preparata per amor tuo implora Cristo di concedergli l’eredità degli eletti; e tu, Battista e Precursore, per tua intercessione, rendi templi dello Spirito divino quanti ti servono nel tuo santuario.

Theotokìon. Trasalì di gioia il precursore nel grembo di Elisabetta: venerava il Cristo che portavi in grembo, o Piena di grazia; pregalo di salvarmi da ogni male.

Ode 4. Irmòs.

Prevedendo la tua nascita dalla Vergine, il profeta predicava gridando: Ho udito il tuo annunzio e ho temuto, poiché sei venuto da Teman e dal monte santo ombroso, o Cristo.

Vedendomi caduto in miseria e indigenza, il perfido tentatore gioisce della mia rovina; Signore della gloria, unico tesoro degli afflitti, liberami dalla sua malizia.

Mani e occhi, Signore, ho levato per compiere ciò che è vietato e ho offeso le tue compassioni, disprezzando la tua longanimità, Signore: volgiti e abbi compassione, o buono.

Martyrikà. Mirabile è il Signore tra i santi, il nostro Dio nell’assemblea dei suoi fedeli; essi spezzarono gli idoli ed ereditarono il paradiso un tempo chiuso per Adamo.

Con i rivi del vostro sangue, o beatissimi, respingeste il sangue impuro offerto ai demoni per la perdizione dei loro adoratori; perciò senza sosta vi diciamo beati.

Theotokìon. Il gloriosissimo coro dei profeti, iniziato nello Spirito al tuo inconcepibile mistero, Madre di Dio, in molti modi lo predisse in sacri simboli dei quali chiaramente noi vediamo il termine.

Del precursore. Sei venuto dalla Vergine.

Degnamente chinasti il capo di colui che china i cieli per conversare con gli uomini, o precursore: la tua mano mi protegga e conservi nell’umiltà il mio cuore.

L’inaccessibile deserto aveva te, beato precursore come cittadino; perciò ti grido: proteggi la mia anima, divenuta un deserto sterile d’ogni atto divino.

Avendo difeso la Legge di Dio, illegalmente sei stato eliminato; perciò ti imploro, raddrizza il mio spirito che in ogni tempo trasgredisce ed è deviato dagli inganni dei demòni.

Avendo preparato te stesso come palazzo reale per il Sovrano, ora sei stato trasferito nelle dimore divine; implora affinché sia accolto in esse anche colui che ti dedica la santissima dimora.

Theotokìon. Volgi il tuo sguardo sui miei mali, purissima, sana il mio male incurabile e liberami dalle passioni affinché magnifichi te, che innalzasti la stirpe umana.

Ode 5. Irmòs.

La tenebra della mia anima, mio Salvatore, dilegua e con la luce dei tuoi precetti illuminami, tu che sei il solo Re della pace.

Come un insensato accumulo peccati nei peccati e nell’ora della morte non potrò più pentirmi: ahimè, come oserò presentarmi a Cristo?

Come una nave naufragata, o Cristo, ho perduto il carico che mi avevi affidato e ora, disperato, a te grido: non scacciare il tuo servo.

Martyrikà. Disprezzando la gloria di quaggiù fino a calpestarla, foste degni della gloria celeste con Cristo Dio, o martiri.

Per fede sopportaste ogni tormento nella carne con spirito saldo: per amore avete conosciuto ogni dolore, santi martiri, amici di Cristo Dio.

Theotokìon. In ispirito, Madre di Dio, Daniele ti contemplò come monte elevato, da cui si staccò una pietra per distruggere le statue degli idoli.

Del precursore.

Illuminazione di chi è nelle tenebre.

Precursore del Signore, che nelle onde del Giordano battezzasti Cristo, fonte d’immortalità, pregalo di inaridire i flutti delle mie passioni, concedendomi torrenti di gioia con i suoi eletti.

Piango, pieno di timore, sconvolto dall’affanno al pensiero delle mie azioni e del tremendo giudizio: Tu che sei buono, o Dio, convertimi per le preghiere del tuo santo precursore.

Stabilendo per le genti la salvezza e il canone della penitenza per i peccati, o precursore, ti trovavi a metà strada tra la grazia e la Legge; rischiaraci dunque con la penitenza, ti preghiamo.

Concedi tempo per la penitenza a me, che l’ho sciupato tutto; per questo ti supplica, o benefattore il grande Giovanni precursore, predicatore universale della penitenza.

Theotokìon. Dagli inganni e trappole del tentatore sono stato ucciso, Vergine purissima: vivificami, o Madre di Dio, che concepisti l’enipostatica vita di tutti, affinché piamente t’inneggi, o purissima.

Ode 6. Irmòs.

Nell’abisso dei peccati sprofondo sempre e nel mare della vita annego, ma come Giona dal mostro, libera anche me dalle passioni e salvami, Salvatore.

Come un tempo la cananea a te grido, Signore: salvami, abbi pietà, Figlio di Dio, perché la mia anima soffre orribilmente e non vuol riconoscere il suo male.

Precipito nell’onda immensa delle passioni, ma tu che un tempo, ordinasti ai flutti di calmarsi e salvasti i tuoi discepoli tendimi la mano, Cristo e salvami.

Martyrikà. I cori degli angeli incorporei stupirono nel vedere la vostra fermezza nei tormenti; essi nei cieli inneggiano a colui che vi rafforzava, o martiri, per poi ricompensare le vostre fatiche.

Bagnati nel vostro stesso sangue, con gli occhi cavati dai carnefici, esposti al gelo, raggiungeste infine Cristo e ora lo glorificate nel calore della vita, o martiri.

Theotokìon. Come una mensa porti il mistico pane e colui che ne mangia non avrà più fame; o Vergine lodatissima, realmente ti riconosciamo come la genitrice, che nutrì il Dio di tutti.

Del precursore. Avvolto dall’abisso.

Voce del Verbo, che tu annunziasti, esaudendo le nostre voci, chiedigli di perdonare i peccati di chi ti canta con fede.

Guarisci il mio cuore contrito e umiliato, allevia il fardello dei miei peccati, procurami la salvezza che ormai dispero di ottenere, per le tue preghiere, beatissimo precursore.

Supplica colui che battezzasti con la tua mano, glorioso profeta, di salvarmi dalle unghie del peccato, poiché senza sosta levo le mie mani in preghiera.

Theotokìon. Schiavo del sonno dell’ozio, giaccio oppresso dal torpore del peccato: per la tua instancabile mediazione, svegliami e salvami, o santissima.

Ode 7. Irmòs.

Imitando i cherubini, i fanciulli nella fornace danzavano gridando: Benedetto sei tu, o Dio, poiché con verità e giudizio ha condotto tutte queste cose per i nostri peccati, o celebratissimo e glorificatissimo per tutti i secoli.

Disprezzando le tue leggi, ho seguito le mie volontà e commesso l’iniquità: follemente ho coltivato le vanità più d’ogni altro mortale; Cristo Salvatore, tu che sei buono, non permettere che mi perda del tutto.

Nel peccato mi concepì mia madre; gemo come un tempo Davide e piango come la prostituta; come il servo infedele ho te, che sei l’unico Dio buono; o Salvatore, per la tua filantropia, non permettere che mi perda del tutto.

Martyrikà. Folle di atleti lottatori sono stati incoronati come martiri dalla tua destra perché in verità amarono Dio, che tutto fece con un verbo e ora nei cieli esultando godono dell’eredità divina.

Con gli occhi strappati, mani e piedi tagliati, rettamente gli illustri marciavano verso il cielo, disprezzando le vie dell’unico nemico; per le loro preghiere salva tutti quelli che ti glorificano, o Verbo.

Theotokìon. Cherubini, serafini, troni, potenze e dominazioni senza fine cantano e glorificano il tuo ineffabile concepimento, Vergine lodatissima Maria, poiché tu sola generasti nella carne Dio; pregalo di salvare quanti con affetto ti onorano.

Del precursore. L’ordine empio.

Sradicando i nodosi arbusti delle passioni del mio cuore con la scure della penitenza, fa’ crescere in me, o precursore, l’impassibilità e il purissimo timor di Dio, liberandomi da ogni male.

Battezzasti nelle onde del Giordano il Signore, che dimora negli eccelsi: pregalo di concedere ai miei occhi lacrime di compunzione divina, o glorioso precursore.

Predicavi l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo: chiedigli, o precursore, di risparmiarmi la sorte dei capri e di annoverarmi fra le pecore alla destra di Cristo, o glorioso.

Theotokìon. Un grembo sterile ti ha portato, o Vergine e tu stessa hai partorito il Verbo incarnato, che il precursore, frutto di grembo sterile, riconobbe con gioia e divina esultanza adorandolo.

Ode 8. Irmòs.

Il prodigio della Vergine, prefigurato un tempo a Mosé nel roveto sul monte Sinai, inneggiate, benedite ed esaltate per tutti i secoli.

Per divinizzarci ti sei incarnato per compassione: pur consapevole di ciò, mi sono dato schiavo ai piaceri, ma tu che sei buono e a tutti offri la salvezza, riconducimi a te, o Cristo.

Verbo e buon Pastore, cerca la mia misera anima, smarrita come la pecora sul monte della trasgressione: riconducila e salvami perché non mi divori per sempre il nemico.

Martyrikà. Stringiamoci virilmente l’uno all’altro, esortandoci a vicenda con i valorosi martiri, che subirono spaventosi supplizi, affinchè Cristo conceda anche a noi la corona di vittoria per tutti i secoli.

Durante i supplizi con forza prodigiosa annientaste il serpente mostruoso che intendeva divorarvi ed ereditaste manifestamente le delizie del paradiso.

Theotokìon. Per farci a lui simili, Dio in persona s’incarnò nel tuo grembo immacolato per farsi mortale: Vergine santa, pregalo per quanti ti venerano come Madre di Dio.

Del precursore.

La fornace un tempo.

Stendesti la mano per immergere nelle acque il Signore immacolato, o precursore: stendi ora la mano per rialzami da terra, lavami corpo e anima, purificami con la penitenza e salvami.

Anima mia, ecco il tempo della penitenza, rigetta il torpore dell’accidia, svegliati con zelo gridando al Sovrano: Dio compassionevole, abbi pietà di me, per le preghiere del tuo Battista e precursore.

I fiumi delle passioni, le onde del maligno mi hanno sommerso fino all’anima, beatissimo profeta; ti prego, soccorrimi, tu che battezzasti nelle onde del Giordano l’oceano della compassione.

Molto ho peccato, provocando all’eccesso l’ira divina; Battista del Signore, soccorrimi, ottienimi la remissione dei peccati e la cancellazione dei miei delitti, per la tua santa mediazione.

Theotokìon. Generasti nella carne l’eccelso Dio: rialzami dal fango delle passioni, rendimi ricco di virtù divine, traendomi dalla miseria e dall’afflizione, affinché, da te salvato, ti inneggi, o santissima.

Ode 9. Irmòs.

Chi mai tra i figli della terra udì tanto? O chi mai vide che una vergine si trovasse incinta e senza dolori partorisse il bimbo? Tale è il tuo prodigio e noi, o pura genitrice di Dio, Maria, ti magnifichiamo.

Com’è terribile il tuo tribunale davanti al quale attendo di essere giudicato: eppure non ne sento il terrore appieno perché trascorro nella negligenza tutto il tempo. Convertimi, o solo Creatore, tu che hai convertito Manasse dal suo peccato.

Arresta, o Cristo, i flutti dei miei enormi peccati, a te grido: dammi piogge di lacrime che lavino la sozzura che viene dalla mia stoltezza e salvami, tu che per la tua misericordia salvasti la prostituta, che con tutta l’anima mostrava il suo pentimento.

Martyrikà. La luminosa memoria dei divini atleti, sorta per noi tutti come sole, illumina i confini della terra e fuga col divino Spirito le tenebre del furore idolatra e l’oscurità delle passioni che corrompono l’anima.

La sacra falange, l’esercito trionfante, il drappello scelto, la folla dei martiri santi, il coro beato si è unito ai cori degli incorporei. Per la loro intercessione, o Cristo, rendici tutti partecipi del tuo regno.

Theotokìon. Con i luminosi chiarori di colui che per noi dal tuo grembo è sorto e ha dileguato la notte dell’ateismo, illumina, o Vergine Madre Maria, tutti quelli che con fede ti onorano e riscattali nell’ora del giudizio dalla tenebra sinistra.

Del precursore. Il Figlio dell’eterno Genitore

O Signore, solo senza peccato e misericordiosissimo, liberami dal fango del peccato per le preghiere del battista, che ti proclamò a tutto il mondo agnello di Dio che toglie i peccati degli uomini

Come rosa profumata, come fragrante cipresso, come giglio che mai appassisce, come prezioso unguento profumato tu sei per me, profeta del Signore: e così per le tue preghiere sarò liberato dal fetore delle mie opere, io che corro a rifugiarmi sotto la tua protezione.

Rendimi sterile, o beatissimo, nelle opere infruttuose, fa’ che sempre presenti quella bella prole di virtù che mi rende figlio del Signore, partecipe del regno divino, consorte dell’assemblea dei santi.

A noi che ti amiamo, che con affetto ti veneriamo e intorno al tuo tempio divino danziamo, dona dal cielo, o precursore del Signore, liberazione dalle difficoltà, correzione della condotta e riscatto dalle colpe.

Theotokìon. Colui che col suo cenno regge l’universo, tu lo adoravi portato in grembo dalla Madre di Dio: con lei imploralo, o profeta, per la salvezza della mia povera anima, che cade ogni giorno in tante colpe.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Tutti io supero nel peccato: ma di chi mi farò discepolo per apprendere la penitenza? Se gemessi come il pubblicano mi pare che infastidirei i cieli; se piangessi come la prostituta, contaminerei con le mie lacrime la terra. Ma tu donami la remissione dei peccati e abbi pietà di me, o Dio.

Non considerare le mie iniquità, o Signore, partorito dalla Vergine: purifica il mio cuore, rendilo tempio del tuo santo Spirito; non scacciarmi con disprezzo dal tuo volto, perché la tua misericordia non ha confine.

Martyrikòn. Ricevuta la croce di Cristo come invincibile arma, i santi martiri annientarono tutta la forza del diavolo e, ottenuta la celeste corona, divennero per noi baluardo e per noi sempre intercedono.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve Maria, Madre di Dio, tempio indistruttibile, o meglio tempio santo, come acclama il profeta: Santo è il tuo tempio, mirabile nella giustizia.

Alla Liturgia

Le Beatitudini (Makarismì)

La voce del ladrone a te rivolgiamo e ti gridiamo: Ricordati di noi, Signore, nel tuo regno.

Ho superato il ladrone e la prostituta per le passioni, abbi compassione, salvatore, di me, che mio autocondanno.

Abbassasti l’abisso di compassione nell’acqua, o precursore: per le tue preghiere seda le mie passioni.

Martyrikòn. Voi che annegaste le parole dell’errore nelle onde di Cristo, siete statti degnamente glorificati, o atleti.

Gloria.

L’intelletto umano, per quanto eloquente, come sta scritto non può inneggiare un unico principio divino trisipostàtico.

E ora. Theotokìon.

Concepisti senza bruciarti il Dio preeterno e tutti noi senza sosta ti inneggiamo con inni di lode.

Continua a leggere

Modo II – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 2

MARTEDI SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 2. Quando dal legno.

Alla croce fosti inchiodato, o Salvatore e il sole si oscurò a quella vista preso da timore. Si lacerò il velo del tempio, mentre la terra si scuoteva e anche le pietre tremando si squarciavano non potendo sopportare di vedere il loro Creatore e Dio per suo volere patire ingiustamente sul legno oltraggiato dagli empi.

È stato gettato a terra, del tutto rovesciato e giace cadavere sinistro il perfidissimo serpente, ora che tu sei innalzato sul legno, o filantropo. È liberato Adamo dalla maledizione e salvato colui che prima era condannato. Perciò anche noi imploriamo: Salvaci, abbi pietà di tutti e rendici degni del tuo regno.

Accettasti d’essere giudicato, o unico Re che stai per giudicare l’universo, indossasti una corona di spine, Salvatore filantropo, tu che stai per tagliare le spine dell’inganno con il tuo potere, radicando in tutti i fedeli che venerano la tua crocifissione la conoscenza della tua compassione.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Ricchezza e delizia dei poveri, rifugio dei bisognosi e speranza degli orfani tu sei, Sovrana; ti glorifichiamo, gridando tribolati: Santa dei santi, affrettati anche ora a liberare i tuoi servi da ogni insolenza dei demòni, dal tremendo castigo e dalla condanna eterna.

Davvero, o pura, la moltitudine delle mie iniquità ha realmente superato il mio capo e le mie iniquità si sono moltiplicate e sopporto pesi smisurati ed esagerati, o fanciulla; povero me, incorreggibile! Ma tu con la tua fervida intercessione avvicinati e salvami, o unica correzione dei peccatori.

Accorrendo come a un porto sotto la tua protezione, pura Vergine Madre, ti supplico, abbi commuoviti, non abbandonarmi, ma scampa il tuo servo dalla tribolazione che ora sopraggiunge, poiché tu sei compassionevole per natura, Madre di Dio altissimo; sempre intercedendo salva da ogni pericolo i tuoi servi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Vedendo sospeso alla croce il grappolo che avevi prodotto senza doglie, gemendo e piangendo, o Vergine, gridavi: Figlio mio, fa’ scorrere il tuo dolce nettare che scaccia l’ebbrezza delle passioni perché come Madre ti si prego come madre, o Dio compassionevole e divino benefattore.

Apòsticha stavròsima.

Salvami, Cristo Salvatore, per la potenza della croce, tu che salvasti Pietro sul mare e abbi pietà di me, o Dio.

L’albero della tua croce, Cristo Dio, hai reso albero di vita per noi che in te crediamo; con esso annientasti colui che ha il potere della morte e vivificasti noi, uccisi dal peccato A te dunque acclamiamo: Benefattore di tutti, Signore, gloria a te.

Martyrikòn. I cori dei martiri resistettero ai tiranni dicendo: Noi militiamo per il Re delle schiere: potete darci al fuoco e ai tormenti, ma la potenza della Trinità non rinnegheremo.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Quando dal legno.

Hai sostenuto molte pene, o pura, alla crocifissione di tuo Figlio e Dio e tra le lacrime gemevi alzando grida amare: Ahimè, Figlio dolcissimo, tu ingiustamente patisci perché vuoi riscattare i figli della terra nati da Adamo. Noi dunque, Vergine santissima, ti supplichiamo con fede: rendici propizio tuo Figlio.

Continua a leggere

Modo II – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Mercoledì al Mattutino

Dopo la prima sticologìa,

kathìsmata stavròsima. Tono 2.

Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Cristo Dio. Hai disteso sulla croce le tue mani immacolate per radunare tutte le genti che acclamano: Signore, gloria a te.

La vivificante croce della tua bontà, che donasti a noi indegni, Signore, noi te la presentiamo a intercessione: salva i re e alla tua città da’ pace, grazie alla Madre di Dio, o solo filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La Vergine Madre tua, o Cristo, vedendoti morto, disteso sul legno, amaramente nel pianto gridava: Che cos’è, Figlio mio, questo terribile mistero? Come dunque, tu che doni la vita eterna a tutti, muori volontariamente in croce di morte vergognosa?

Dopo la seconda sticologia, altri stavròsima.

La tua immacolata icona veneriamo, o buono, chiedendo perdono per le nostre colpe, o Cristo Dio, perché volontariamente, nel tuo beneplacito sei salito nella carne sulla croce per liberare dalla schiavitù del nemico coloro che avevi plasmato. Per questo a te gridiamo grati: Hai colmato di gioia l’universo, o Salvatore nostro, quando sei venuto per salvare il mondo.

Tu che con la croce illuminasti ogni realtà terrestre e chiamasti i peccatori a conversione, non separarmi dal tuo gregge, o buon pastore, ma cerca, o Sovrano, colui che vaga smarrito e annoverami nel tuo gregge santo, come solo buono e filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Stando presso la tua croce colei che senza seme ti ha partorito e non sopportando di vederti ingiustamente patire, si lamentava nel pianto e a te gridava: Come puoi patire, tu, impassibile per natura, dolcissimo Figlio? Io inneggio alla tua bontà somma.

Dopo la terza sticologia, altri stavròsima.

Come il ladrone ti confesso e a te grido, o buono: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno e prendimi con lui, tu che volontariamente accettasti per noi la passione.

Martyrikòn. O vittoriosi del Signore, beata è la terra impinguata dal vostro sangue e sante le dimore che accolsero i vostri corpi: perché nello stadio sconfiggeste il nemico e con franchezza predicaste Cristo; vi preghiamo di implorare la sua bontà per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Cercando le cose di lassù.

O prodigio nuovo: gridava la purissima vedendo il Figlio inchiodato alla croce: Colui che tiene in pugno l’universo subisce la passione; come reo è condannato colui che a tutti concede il perdono.

Canone stavròsimo. Acròstico: La stasi della croce ha provocato la caduta dei demòni. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse un tempo nell’abisso tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato annientò il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.

Trasgredendo il primo precetto, un tempo il primo uomo raccolse dall’albero il frutto della morte; innalzato sull’albero della croce, l’immortale Signore gustò la morte per donare l’immortalità agli uomini.

Quando sulla terra fu piantata la croce, l’arroganza del demonio crollò e si dissolse, poiché Adamo tornò al paradiso da cui un tempo l’aveva fatto allontanare; gloria a te, unico Dio, che così hai voluto.

Martyrikà. Rappresentando in figura agnelli e arieti scannati e mutilati, gloriosi martiri di Cristo, vi immolaste in olocausto e ora irradiate di gioia l’assemblea dei primogeniti.

Lottando a piede fermo, o martiri, sconfiggeste feroci nemici; scorticati dalla spada, gettati nell’acqua e nel fuoco, conquistaste il bene eterno.

Stavrotheotokìon. Il cuore dei santi profeti ti chiamò, Vergine senza macchia, porta non valicata, terra eletta, monte non tagliato, avendo generato il Signore di tutti, che volle subire la morte in croce.

Canone della Theotòkos. Acròstico alfabetico invertito.

Ode 1. Lo stesso irmòs.

Tra tutte le donne Dio ti prescelse per la tua purezza, grazia e bellezza, scegliendo il tuo grembo come dimora; Vergine santa, supplicalo di liberare da ogni colpa i tuoi cantori.

Secondo il salmo come Regina stai alla destra del Re, uscito dal suo puro grembo; pregalo, Vergine pura, affinché nel giorno del giudizio mi conceda un posto alla sua destra.

Rinnovasti del tutto la natura umana, divenuta terra incolta e desolata per i peccati, poiché generasti la pioggia celeste; fa’ che anche il deserto assetato della mia anima per le tue preghiere porti frutto, o sposa di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Sulla croce hai scosso il creato, Signore: rendi dunque stabili i fedeli che confessano, Verbo, la tua potenza e la tua inaudita benevolenza.

Per la tua croce, Signore, hai aperto il paradiso facendovi entrare il ladrone, che riconobbe la tua regalità e il favoloso tesoro della tua bontà divina.

Martyrikà. Come rose fiorirono i santi martiri; profumando di aromi le nostre valli spirituali allontanarono i miasmi dell’errore e profumando i cuori dei fedeli.

Lampade splendenti sul mondo, rischiarate con i raggi dello Spirito, o martiri, i fedeli da voi salvati e che giustamente vi dicono beati.

Stavrotheotokìon. Vedendo te, fonte di vita, innalzato sulla croce e volontariamente subire la morte per donare la vita al mondo, la Vergine santissima ebbe il cuore straziato.

Della Theotòkos. Lo stesso irmòs.

Il Creatore uscì dal tuo grembo rivestito della mia umanità donando l’immortalità a quanti confessano le loro colpe, o purissima.

In tutto onore concepisti il Dio Verbo: Vergine pura, imploralo con ardore di essermi propizio, sebbene disonorato da vizi e piaceri.

Risana le infermità del mio cuore, o santissima e sulla mia anima ammorbata dal morso velenoso del serpente, applica il tuo infallibile rimedio.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo: per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza.

Abolisti il dominio del nemico quando fosti innalzato sull’albero della croce; cancellasti la nostra maledizione e noi, da te salvati, unico Signore, ti glorifichiamo.

Nell’ora della tua crocifissione il sole, vedendoti, trattenne i suoi raggi, monti e rocce si spezzarono e si squarciò nel mezzo il velo del tempio, onnipotente Signore.

Martyrikà. Venendo uccisi, o vittoriosi, uccidevate lo stesso nemico e quando vi martoriava abbandonaste la pelle e le sue passioni per rivestirvi di gloria.

Venendo decapitati, i temibili martiri, decapitarono le potenze infernali e con gioia ereditarono la gloria eterna.

Stavrotheotokìon. Cristo, riflesso del Padre, sorse dal tuo grembo puro, Vergine non sposata e, crocifisso, rifulse sull’universo dileguando le tenebre dei demoni.

Della Theotòkos. Stesso irmòs.

Riversa su di me una pioggia di compunzione per pacificare del tutto l’agitazione del mio cuore, respingendo i desideri malvagi e i pensieri vili.

Colpito dal pungiglione del piacere eccomi infermo, Vergine senza macchia; non allontanarti da me, ma per la lancia e il sangue di tuo Figlio, risanami, perché egli è il nostro Dio crocifisso.

O nostra Regina, sovrana di tutto il creato, abbi pietà di me, del tutto privo di grazia divina, affinchè possa magnificare la tua bontà e la tua protezione.

Ode 5. Irmòs.

Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio, perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo fonte della luce.

Crocifisso sul legno, hai fatto tremare la terra e le sue fondamenta, trapassato da una lancia, perforasti il fianco del nemico e su tutti gli uomini, o Cristo, hai fatto scaturire la fonte della salvezza.

Non sopportando, o Verbo, di vedere vagare smarrita l’opera delle tue mani, stendesti le mani sulla croce per morirvi e vivificare colui che sull’albero un tempo aveva raccolto la morte.

Martyrikà. Amici di Dio, protettori degli uomini, fiori ammirabili e vasi eletti dello Spirito santo, sapienti e vittoriosi atleti, giustamente vi si dice beati.

Lottando lealmente i cori dei santi martiri confusero i fuorilegge per la tua potenza, o unico Legislatore poiché al termine della corsa ricevettero la corona del martirio.

Stavrotheotokìon. Ti rivelasti pura dopo il parto senza seme, poiché da te fu generato come uomo Dio; non sopportando di vederlo crocifisso il dolore straziava i tuoi visceri.

Della Theotòkos. Stesso irmòs.

Vergine santa, che concepisti la via della vita, guidami sulla retta via perché la mia follia mi ha fatto cadere nelle seduzioni e nelle lusinghe del peccato.

Esiliato per la mia trascuratezza, vivo nella dissolutezza, pura Vergine; eccomi perduto in un paese lontano, ma per le tue preghiere richiamami e salvami.

Disseta il tuo servo alle tue acque vivificanti, poiché cado nella fornace dei peccati, divenuto bersaglio ai dardi del maligno, Vergine e Madre pura.

Ode 6. Irmòs.

Al Signore dal cetaceo Giona gridò: Liberami tu dall’ade profondo, ti prego, affinché, come Redentore, con voce di lode e in spirito di verità a te sacrifichi.

Incrociando le mani sulle teste dei fanciulli, Giacobbe prefigurò la santa croce su cui stendesti le mani, o Cristo, salvando il genere umano dagli artigli del demonio.

Re dell’universo, hai voluto patire sulla croce per distruggere il regno del peccato; Adamo, un tempo bandito dal paradiso, vi prende nuovamente dimora con inni di gioia.

Martyrikà. Con cuore sicuro inneggiamo, ornati delle loro sacre ferite e rivestiti di splendore e maestà celeste, i martiri che realmente amarono il Signore.

Con le lampade illuminate lavarono le vesti nel sangue versato; ora i santi martiri gioiscono ed esultano nel talamo nuziale.

Stavrotheotokìon. Vergine lodatissima, che generasti il Dio dell’universo, gradisci il nostro inno: con la sua potenza, il nato da te, sulla croce annientò i peggiori tiranni per donarci stabilità e salvezza.

Della Theotòkos. Avvolto dall’abisso.

Non permettere che diventi lo zimbello dei demòni nel giorno del giudizio, ma, per le tue preghiere, o Sovrana nostra, fammi trovar grazia presso il giudice tuo Figlio.

Ti ho offeso con i miei delitti e le mie colpe, ma tu Madre, prega per me: pietà di me, Salvatore e salvami.

Salvami dalla dannazione che merito per i miei peccati, Sovrana che generasti il giudice dell’universo, il Signore e Dio di tutti.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli effuse la rugiada dello Spirito il Cristo benedetto e più che glorioso.

La spada un tempo tesa contro di me si è ritirata quando sulla croce o Dio, fosti trapassato da una lancia, tu che sei buono; la tua passione ha scacciato le mie passioni, perciò ti magnifico.

Il serpente innalzato da Mosè prefigurava la divina crocifissione di Cristo che uccise l’antico tentatore e riportò in vita quanti per le loro colpe erano morti.

Martyrikà. Del Padre senza principio, per divina partecipazione, siete figli, o santi, avendo imitato la passione di Cristo: perciò egli vi chiama fratelli e coeredi del suo regno.

Come il Re furono crocifissi, trapassati da lancia affilata e spada, attraverso l’acqua e il fuoco, straziati dal supplizio della ruota, i divini martiri, testimoniando con gioia la loro fede.

Stavrotheotokìon. Il grappolo maturo da te prodotto senza fatica, Vergine, venne appeso al legno: vedendolo gridasti: dolcissimo Figlio, lascia colare il dolce nettare che farà cessare l’ebbrezza delle passioni.

Della Theotòkos. Stesso irmòs.

Nostra Regina, mia forza e salvezza, mio inno di lode, mio rifugio sicurissimo, mio riparo inespugnabile, scaccia gli ostili demoni che vogliono rovinare la mia anima.

Avendo formato nel tuo casto grembo il corpo di Dio, divinizzasti la stirpe umana, o Vergine; prega Dio di salvarmi poiché sono stordito dalle passioni e dagli inganni del maligno.

La fornace prefigurò il tuo divino concepimento, o purissima; i fanciulli non bruciarono e il tuo grembo fu preservato dal fuoco divino: ti preghiamo, liberaci dal fuoco eterno.

Ode 8. Irmòs.

Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Dal tuo sangue sgorgato dal tuo fianco immacolato, longanime Signore, fu santificato il creato, prosciugando i fiumi del politeismo e le onde della pietà allontanarono la siccità dell’errore.

Il sole fu offuscato per la tua crocifissione e si nascose; le rocce, o Verbo, si spaccarono, l’ade tremò e gli spiriti dei giusti esultarono all’annuncio della redenzione universale.

Martyrikà. Le ceneri e le reliquie dei martiri sono fonte di salvezza per i fedeli: il loro sangue sana malattie incurabili, perciò, grati a te, Signore, cantiamo: Mirabile sei tu nei tuoi santi martiri.

Con cuore saldo sopportaste la furia delle belve, le vasche bollenti, freddo e gelo, calore, uncini di ferro, prigione e morte, perciò ora partecipate alla gioia di Cristo, o martiri.

Stavrotheotokìon. Si compiacque d’incarnarsi nella tua carne e rendersi visibile ai nostri occhi Dio invisibile; per noi accettò la maledizione e la morte tuo Figlio, nostro Signore, o piena di grazia.

Della Theotòkos. Stesso irmòs.

Cerca il bene e fuggi il male, anima mia, facendo con zelo ciò che piace a Dio; la Madre Vergine prega per te e ti protegge, come buona e compassionevole.

Liberasti l’umanità dall’antica catena della condanna, o Madre di Dio: libera dunque anche il mio cuore, ti prego, da ogni legame che lo trattiene vicino al male e uniscimi all’amore per il Creatore.

Generasti il riflesso della gloria del Padre: sul mio cuore macchiato dall’infamia del peccato, Madre di Dio, effondi la tua luce perché partecipi anch’io alla gloria senza tramonto, Vergine purissima e benedetta.

Ode 9. Irmòs.

Il Figlio dell’eterno Genitore, colui che è Dio e Signore, incarnato dalla Vergine si è manifestato a noi per illuminare ogni tenebra per radunare ciò che è disperso. Perciò magnifichiamo la Theotòkos lodatissima.

Hai guarito con le tue piaghe le mie ferite e la mia pena, o Verbo imperscrutabile, purificando con la tua passione la tua immagine infangata dalle cattive passioni, o Signore, Dio della mia salvezza.

Ti sei mostrato innalzato col cipresso, il pino e il cedro, per la tua bontà, o Sovrano: tu che sei uno della Trinità santa, unica ipòstasi in duplice volontà, per salvare il genere umano.

Martyrikà. Indossando come corazza la croce, o martiri, vi siete mostrati invulnerabili a qualsiasi dardo dell’artefice del male: perciò ora, schernendolo, sempre lo calpestate come miserando passero.

La terra accoglie ora il vostro sangue, ma i cieli possiedono i vostri spiriti divini, che con le schiere ardenti circondano il trono di Dio, o martiri vittoriosi, inconcusse torri della Chiesa.

Stavrotheotokìon. Rinnovasti la natura corrotta del progenitore, generando verginalmente il Creatore di tutta la natura con parto trascendente la natura: è a lui che un giorno alzavi lamenti vedendolo pendere dalla croce, o Vergine Madre santissima.

Canone della Theotòkos. Lo stesso irmòs.

Gustato il cibo che non conveniva, Adamo vendemmiò dall’albero, come amaro frutto, la morte; ma il Figlio tuo, confitto all’albero, ha fatto scaturire, o pura, la dolcezza dell’immortalità, perciò ti onoriamo.

Sei regina, o Vergine, perché incomprensibilmente partoristi il Re Signore, che annientò il regno dell’ade: senza sosta imploralo di render degni del regno superno tutti i tuoi cantori.

Rendi buono, Sovrana, il mio misero cuore, reso malvagio dal rigurgito delle voluttà, tu che partoristi il buono e che sei tu stessa tutta buona: conducimi entro le buone porte della conversione.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

Sia crocifisso: gridavano quanti sempre avevano sempre goduto dei tuoi doni e richiedevano un malfattore in luogo del benefattore, quegli uccisori di giusti. Ma tu, o Cristo, tacevi e sopportavi la loro temerarietà, volendo patire e salvarci, come filantropo.

Volontariamente fatto povero della povertà di Adamo, o Cristo Dio, sei venuto sulla terra, incarnato da una Vergine e hai accettato la croce per liberarci dalla schiavitù del nemico: o Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Ti implorano, o Cristo, le folle dei tuoi santi: abbi pietà di noi, tu che sei amico degli uomini.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Quando dal legno.

Quando il popolo empio, o Salvatore, sospese al legno te, vita di tutti allora la pura, la casta Madre tua, stando lì accanto gridava tra i lamenti: Figlio mio dolcissimo, luce degli occhi miei, come dunque ti vedo tollerare di essere confitto al legno in mezzo a due ladroni, tu che hai sospeso la terra sulle acque?

Alla Liturgia

Le Beatitudini (Makarismì)

La voce del ladrone a te rivolgiamo e ti gridiamo: Ricordati di noi, Signore, nel tuo regno.

Innalzato sulla croce elevasti con te tutta la natura dei mortali che senza sosta, Salvatore, t’inneggia.

Il chirografo di Adamo stracciasti con la tua lancia, iscrivendolo nel libro dei viventi, o filantropo.

Martyrikòn. Essendo imitatori di colui che subì la croce, diveniste anche partecipi con lui della gloria, o martiri.

Gloria.

Si celebri un’unica gloria e onore: il Padre preeterno, il Figlio coeterno e lo Spirito.

E ora. Theotokìon.

Come vedesti in croce colui che senza seme avevi concepito, inneggiavi la di lui indicibile misericordia, o Vergine.

Continua a leggere

Modo II – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono 2

MERCOLEDI SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 2. Quando dal legno.

O apostoli divini, mostrandovi come trombe del Verbo apparso sulla terra, a tutti rivelaste la sua salvezza e riuniste i popoli nella fede divina, abbattendo le fortezze dell’errore; perciò davvero degnamente otteneste i premi e vittoriosamente le corone, o beati.

Le folle degli angeli veramente gioendo applaudivano lassù vedendo i discepoli sacri annunziare con grande franchezza l’incarnazione del Signore, a tutti proclamando: Questo è il nostro Dio che è prima dei secoli, prende carne volontariamente, benché segga in trono col Padre e sia onorato con lo Spirito divino.

O pescatori di tutta l’ecumène, degnatevi di liberare subito la mia anima presa all’amo dalle trame del nemico e salvatemi dal pericolo che incombe su me disperato, donandomi la forza di portare frutti di penitenza, o apostoli divini, così da evitare la geenna di fuoco ed esser degno del regno dei cieli.

Altre stichirà, di san Nicola, uguale.

Accerchiato da una folla di tentazioni, assediato dai marosi della vita, sommerso dalla burrasca degli eventi, sbattuto dagli affanni, in te ripongo tutta la speranza, padre Nicola: concedimi di essere liberato da tutte le sventure per la tua intercessione, o beato e per le tue preghiere al Sovrano.

Dalla nube oscura dello scoramento e dalla nebbia del dispiacere sono coperto, mi assalgono varie forme di afflizione mi possiede il timore di pericoli; ti supplico, salvami, o beato in Dio; poiché ti chiamo protettore e il tuo soccorso, padre, manda a me supplice.

Ricevendo grazia da Dio, procuri le guarigioni, o san Nicola, a tutti quelli che ricorrono alla tua protezione; tu infatti allontani le incurabili passioni dei demòni, con la tua protezione guarisci tutti: perciò anche noi ti imploriamo di pregare il Signore di liberare da ogni danno i tuoi cantori.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu sei forza di tutta la nostra vita, pura Madre e rifugio di tutti quelli che a te inneggiano; tu sei sostegno che sottovalutino invano la tua protezione quanti insuperbiscono contro i tuoi servi, poiché tu sei avvocata presso Dio; non dimenticare dunque, Sovrana, di salvare i tuoi servi.

Apòsticha apostolikà.

Magnificasti su tutta la terra, Salvatore, i nomi dei corifei tra gli apostoli: dai cieli appresero le realtà ineffabili, sulla terra operarono guarigioni: le loro ombre bastavano per guarire malattie; l’uno, pescatore, operava prodigi; l’altro, giudeo, teologava sui dogmi della grazia. Donaci grazie a loro, o compassionevole, la tua grande misericordia.

Combattuti da ogni parte da inique trame, ci rifugiamo in te, che veramente sei Dio e ti presentiamo il grido dei tuoi discepoli: Salvaci, Maestro, periamo! Mostra anche ora ai nostri nemici, ti preghiamo, che tu proteggi il tuo popolo e per intercessione degli apostoli lo salvi dai pericoli, senza far conto dei peccati per la tua grande bontà: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Grande è la gloria che con la fede, o santi, vi siete conquistata! Non solo avete vinto il nemico col vostro patire, ma anche dopo la morte scacciate gli spiriti maligni e curate i malati, o medici delle anime e dei corpi. Intercedete presso il Signore, perché sia fatta misericordia alle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Tutti tu proteggi, o Buona, quanti cercano rifugio con fede nella tua mano possente; non abbiamo, noi peccatori, altra perpetua mediatrice presso Dio tra i pericoli e le tribolazioni, noi che siamo piegati per le tante colpe, Madre di Dio Altissimo; ci gettiamo dunque ai tuoi piedi, libera i tuoi servi da ogni sventura.

Continua a leggere

Modo II – Giovedì – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Giovedi al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata apostolikà. Tono 2. Autòmelo.

Tu che, nella tua indicibile filantropia, più dei retori rendesti sapienti i pescatori e li inviasti come araldi per tutta la terra, rafforza per mezzo loro la tua Chiesa, o Cristo Dio e manda sui fedeli la tua benedizione, o unico misericordioso e filantropo.

Pescando i pescatori le genti e insegnando ai confini a venerarti col Padre e lo Spirito, Cristo Dio, per mezzo loro conferma la fede divina e manda ora sui popoli le tue misericordie, tu che solo riposi tra i santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Della divina natura per te, sempre Vergine, diventammo partecipi: infatti generasti per noi Dio incarnato; perciò giustamente piamente ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia,

altri Kathìsmata apostolikà. Tu che sei sorgente.

Il Dio impoverito per compassione vi inviò nel mondo per arricchirlo, manifestando ai confini, con la povertà della predicazione, la celeste ricchezza; grazie voi di fede divina, piamente celebriamo la vostra divina memoria, o apostoli.

Discepoli e testimoni oculari della sapienza di Dio, annichilirono l’insipiente sapienza dei sapienti e dei retori con la rozzezza della predicazione, gli apostoli divini, rendendo sapienti le genti, perché in modo ortodosso inneggino all’unico Signore Creatore.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Aiuto dei tribolati tu sei, Genitrice di Dio e protezione per chi è nelle angustie; ai disperati offri speranza, degli incurabili sani i mali, Madre di Dio lodatissima: implora dunque per noi il Signore.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata, di san Nicola.

Con i raggi dei tuoi prodigi, o Nicola, fai risplendere ogni regione sotto il sole, dissolvi il buio delle tribolazioni e arresti l’irrompere dei pericoli, quale fervidissimo patrono.

Martyrikòn. Apostoli, martiri, profeti, gerarchi, monaci e giusti, con le sante donne: voi che ottimamente avete portato a termine la lotta e custodito la fede e perciò state di fronte al Salvatore con franchezza, supplicate per noi la sua bontà, affinchè siano salvate, vi preghiamo, le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O sola che senza seme generasti Dio e dopo il parto tremendo rimanesti pura, mi getto ai tuoi piedi, o castissima, gridando con fede e timore: Da passioni e malattie funeste custodiscimi indenne, come pure da ogni angustia.

Canone dei santi apostoli. Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse un tempo nell’abisso tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato annientò il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.

Voi, che per fede diveniste lampi di luce divina, fulgidi apostoli del Signore, illuminate il mio cuore oscurato dall’ombra dei piaceri perché ho trascorso tutta la mia vita nell’accidia.

O discepoli e amici di Cristo, io sono divenuto amico del maligno che abita in me: liberatemi e rendetemi amico del Dio buono e filantropo.

Misera anima, convertiti dunque prima della fine, piangi sulla tua morte e il Dio compassionevole, che rialzò al quarto giorno il suo amico Lazzaro, ti solleverà per intercessione degli apostoli.

Theotokìon. Concepisti il Dio misericordiosissimo, che beneficò quanti giacevano nella corruzione, o Santissima; pregalo, con i profeti, gli apostoli e i martiri, o purissima, di rimettere le nostre colpe.

Canone di san Nicola. Acròstico: Canto per te, Nicola questa ode divina. Giuseppe.

Ode 1. Stesso irmòs.

Stando incoronato presso il trono di Cristo con gli eserciti degli angeli, beatissimo gerarca Nicola, dona illuminazione rischiarando la tenebra della mia anima, perché celebri con gioia il tuo ricordo.

Il Signore che glorifica chi lo glorifica ti diede ai fedeli quale rifugio, tu che strappi dalle tentazioni quanti accorrono alla tua protezione e con fede e affetto ti invocano, o illustrissimo Nicola.

Theotokìon. Il serpente maligno m’ispirò brama di uguagliarmi al Plasmatore per farmi prigioniero; per te, Purissima, sono stato veramente divinizzato: tu infatti hai generato colui che mi divinizza.

Ode 3. Irmòs.

Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Avendo come maestro lo Spirito Santo, sapienza del Padre, dimostraste follia la sapienza degli elleni, gloriosi divini veggenti.

Liberate la mia anima dalla sterilità, rendetela fertile d’opere virtuose, gloriosi apostoli, testimoni oculari del Verbo.

Sono stato morso dal serpente velenoso: per l’intercessione degli apostoli risanami, Benefattore di tutti, Re dell’universo compassionevole.

Theotokìon. Con gli apostoli implora la suprema bontà di tuo Figlio, Vergine purissima, perché salvi da ogni male e pericolo i tuoi cantori.

Di san Nicola. Stesso Irmòs.

Nicola, beatissimo discepolo del Signore, salva da pericoli, disgrazie e morte i fedeli a te accorrenti.

Dio compassionevole, nella tua bontà concedi ai tuoi fedeli la remissione dei peccati per intercessione del tuo servo Nicola.

Theotokìon. Pacifica, nostra Sovrana il tumulto delle mie passioni e dirigi la mia via, Vergine santa che concepisti Dio, roccia salda del mio cuore.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo: perciò ti acclamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Saziami col cibo della salvezza perché ogni giorno soffro la fame; per le preghiere degli apostoli santi, che in tutto il mondo ti evangelizzarono, salvami, Signore, unico immortale.

Come corrieri inviasti all’estremità del mondo i tuoi gloriosi apostoli perché agitassero le onde amare e salmastre della incredulità, o filantropo.

Faceste risplendere il Cristo, o apostoli, su quanti giacevano nelle tenebre del peccato, disperdendo i pensieri tenebrosi dal mio cuore.

Theotokìon. O lodatissima, che generasti il Dio celebratissimo, imploralo, con gli apostoli, di salvare da ogni colpa, delitto e castigo i tuoi cantori.

Di san Nicola. Stesso Irmòs.

Capace di accogliere con purezza i raggi dello Spirito Santo, divenisti astro luminoso rischiarante i confini della terra, santo gerarca di tutti e salvi quanti con fede ti inneggiano.

Tu che salvasti da morte i pii fanciulli, salva ora anche me da ogni prova e pericolo, beato e venerabile Nicola.

Splendendo del fulgore delle virtù, o beatissimo, imitasti fedelissimamente il Signore; degnati, dunque, di salvare me che con affetto e devozione t’inneggio.

Theotokìon. Il Re del creato venne a incarnarsi in te per salvare tutta l’umanità, lui che è buono; perciò noi fedeli, all’unisono quale Madre di Dio ti veneriamo.

Ode 5. Irmòs.

Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio, perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo fonte della luce.

Il gran Pastore inviò come agnelli i suoi divini discepoli in mezzo ai lupi per trasfigurarli con la forza del battesimo e la bellezza del Verbo.

Divinamente illuminaste i cuori smarriti nel buio dell’errore, o apostoli, perciò vi supplico: illuminate la mia anima oscura per la foschia dei piaceri, o beati.

Povera anima mia, prima della fine convertiti e grida al Signore: contro te, Sovrano, ho peccato, perdonami a causa degli apostoli e salvami, o Buono.

Theotokìon. Con la tua luce illumina la mia tenebra, dimora del divino splendore; con i santi apostoli prega affinchè sia liberato da ogni male.

Di san Nicola.

Illuminazione per chi è nelle tenebre.

O Beatissimo, che per la tua condotta divina sei rifulso, libera assistendo i condannati a morte con decisione ingiusta, che gridano a Cristo Sovrano: Altro Dio all’infuori di te non conosciamo.

Ora che in cielo contempli la gloria eterna ed esulti nella luce più radiosa dell’ineffabile divinità, coprimi con la tua costante protezione, veneratissimo beato, ministro di Cristo.

Theotokìon. Per ricercare la tua immagine macchiata dalle passioni, ti spogliasti della divinità, o Cristo; incarnatoti dalla Vergine, ti rivelasti a quanti a te gridano: Altro Dio all’infuori di te non conosciamo.

Ode 6. Irmòs.

Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.

Voi che procurate l’acqua viva della salvezza, discepoli del Salvatore, vi prego, dissetatemi perché la mia povera anima è esposta all’arsura del peccato.

Come cieli, o apostoli divinamente illuminati, annunziate l’ineffabile gloria di Dio: rendetene partecipi anche noi con le vostre preghiere.

Travolto dalla tempesta dei pericoli, cerco di tornare a te, Nocchiero del mondo; guidami per i tuoi apostoli al porto della salvezza.

Theotokìon. Con i profeti, gli apostoli, i martiri e tutte le potenze superiori, ti presentiamo la Madre tua: ascoltala, abbi pietà e salvami.

Di san Nicola. Stesso Irmòs.

Il tuo capo fu degno, Nicola, di portare la corona di vittoria come un vincitore: salva quanti t’invocano.

Agonizzo per i miei peccati, naufrago nella bufera delle passioni: vieni a salvarmi e conducimi al porto del compiacimento divino, o beatissimo.

Theotokìon. Su te, Madre sempre Vergine, ho fondato la speranza della mia salvezza e ho scelto te come rifugio e difesa inespugnabile della mia vita.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli effuse la rugiada dello Spirito il Cristo benedetto e più che glorioso.

Incendiati del fuoco del divino Spirito, o apostoli, spegneste i carboni dell’errore e accendeste nelle menti dei fedeli l’amore di Dio; perciò a gran voce vi celebriamo.

Disprezzando il mondo e le realtà terrene, amaste il Dio incarnato che conversò in questo mondo con gli uomini; o divini apostoli, pregatelo di liberarmi dai pericoli di questa vita.

Giusto giudice che scruti i nostri pensieri, tu che solo conosci i miei più segreti peccati, nel giorno del giudizio non condannarmi e per l’intercessione degli apostoli, non gettarmi nelle fiamme eterne.

Theotokìon. Il fuoco della divinità non ti bruciò, Vergine non sposata, quando ineffabilmente concepisti Cristo; con gli Apostoli pregalo di liberare dal fuoco eterno chi ti magnifica.

Di san Nicola. L’immagine d’oro venerata.

Caduto in grave tentazione miseramente mi sto avvicinando con disperazione alle porte dell’ade: salvami, per le tue preghiere, rialzami affinché canti: Ti proclamo sempre beato, sacro ministro di Cristo.

Coronato dai raggi immateriali della luce senza tramonto, libera chi sta nelle tenebre dell’afflizione e guida alla luce chi con fede canta: Ti proclamo sempre beato, tu che davvero sei ministro di Cristo.

Theotokìon. Prega Cristo tuo Figlio, nostro Dio, Madre Vergine di riscattare col suo sangue prezioso quanti sono schiavi delle tenebre del peccato e dei malefici del serpente perché a lui cantino: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Ode 8. Irmòs.

Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Lo Spirito Paràclito, riposando su voi, apparve sotto forma di fuoco, apostoli del Signore, incendiando come torce gli empi, ma illuminando quanti lo servono con devozione.

Risana, Dio compassionevole, ti prego, le passioni incurabili che s’impossessano della mia povera anima, guida il mio spirito incline al male per le preghiere dei tuoi discepoli, Signore.

Piangi, misera anima e gemi senza sosta, versa lacrime sulla tua sorte prima della fine di questa vita, prima di dover effondere il pianto inconsolabile e di’ al tuo Signore e Creatore: per le preghiere dei tuoi apostoli, abbi pietà di me.

Theotokìon. La fornace che un tempo lasciò incolumi i fanciulli prefigurava il tuo concepimento; perciò ti supplico d’intercedere con gli apostoli e i santi profeti, affinchè sia risparmiato dal fuoco della geenna.

Di san Nicola. Il Dio sceso nella fornace.

Nella tua benevolenza e compassione libera dai pericoli quanti sono circondati dall’oceano delle tentazioni per le tue preghiere a Cristo Salvatore, beato gerarca Nicola.

Mistagogo delle realtà sovra spirituali, liturgo dei misteri celesti e immateriali, divino sommo sacerdote pieno di fede, chiedi a Cristo Salvatore la remissione dei nostri peccati.

Theotokìon. Il mio spirito è esausto: ho toccato il fondo della disperazione, divenuto preda di una turba di malvagi, ma tu, Vergine, guariscimi, avvolgendomi con la luce dell’impassibilità.

Ode 9. Irmòs.

Il Figlio dell’eterno Genitore, il Dio e Signore, incarnato dalla Vergine apparve a noi per illuminare ogni tenebra e radunare ciò che è disperso. Perciò magnifichiamo la Theotòkon lodatissima.

Condannato, incorreggibile, spregiatore dei tuoi decreti, seguace folle delle seduzioni dei demòni, tale io sono: convertimi tu, Signore, per le preghiere dei tuoi apostoli.

Apostoli gloriosi, beati discepoli del Salvatore, annunziatori pieni di sapienza, liberatemi da ogni male, ira, peccato, avversità e dalle molte forme della trasgressione.

Ti presento un’anima incorreggibile, una coscienza sepolta nel fango delle colpe, un cuore contaminato, un pensiero tutto macchiato e grido a te, filantropo: Abbi compassione di me, per la tua misericordia.

Theotokìon. Gli apostoli, o purissima, annunziarono a tutto il mondo tuo Figlio, Dio e uomo: e tu dunque con loro supplica perché nel giorno tremendo del giudizio siano strappati al castigo quanti con fede ti magnificano.

Di san Nicola. Lo stesso irmòs.

Illuminato dai lumi della grazia, o uomo di mente divina, manifestamente divenuto astro della pietà, custodisci indenne chi è nelle prove, liberi chi è nell’abisso del mare, o beatissimo e prodigiosamente nutri gli affamati.

Tu che ora dimori nel paradiso di delizie e chiaramente contempli l’ineffabile gloria, volgiti dunque dalle volte celesti su quanti a te inneggiano, per liberarli dalle passioni, o teòforo venerabilissimo.

Theotokìon. Pura Genitrice di Dio, tu concepisti la sapienza e potenza il Verbo enipostàtico del Padre, che dal tuo sangue immacolato assunse il proprio tempio e ad esso si unì con inscindibile unione.

Apòsticha delle lodi, apostolikà.

Magnificasti su tutta la terra, Salvatore, i nomi dei corifei tra gli apostoli: dai cieli appresero le realtà ineffabili, sulla terra operarono guarigioni: le loro ombre bastavano per guarire malattie; l’uno, pescatore, operava prodigi; l’altro, giudeo, teologava sui dogmi della grazia. Donaci grazie a loro, o compassionevole, la tua grande misericordia.

Combattuti da ogni parte da inique trame, ci rifugiamo in te, che veramente sei Dio e a te presentiamo il grido dei tuoi discepoli: Salvaci, Maestro, periamo! Mostra anche ora ai nostri nemici, ti preghiamo, che tu proteggi il tuo popolo e per intercessione degli apostoli lo salvi dai pericoli, senza far conto dei peccati per la tua grande bontà: Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Ogni città e paese onora le vostre reliquie, martiri vittoriosi: lottaste secondo le regole e per questo otteneste la celeste corona e diveniste così vanto dei sacerdoti, vittoria dei re, decoro delle Chiese.

Gloria. E ora. Theotokìon. Quando dal legno.

Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati, bastone dei ciechi e aiuto degli orfani, Madre di Dio altissimo; perciò tutti a te ci prostriamo: da ogni avversità liberaci.

Alla Liturgia.

I Makarismì (Beatitudini).

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Giungendo ai confini del mondo, o apostoli, dalle tenebre dell’errore liberaste i mortali, o sapientissimi.

Con la rete della grazia, dall’abisso della vanità sapientemente traeste gli uomini, o sapienti iniziati.

Martirikòn. Gli atleti di Cristo, che hanno terminato la corsa e custodito la fede, a una voce cantiamo.

Gloria.

Uguale al Padre, il Figlio con lo Spirito tutti noi fedeli con timore ora glorifichiamo.

E ora. Theotokìon.

Il vanto degli apostoli, l’ornamento degli atleti sei tu, Vergine pura e salvezza del mondo.

Continua a leggere

Modo II – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 2

GIOVEDI SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 2. Quando dal legno.

Alla croce fosti inchiodato, o Salvatore e il sole si oscurò a quella vista preso da timore. Si lacerò il velo del tempio, mentre la terra si scuoteva e anche le pietre tremando si squarciavano, non potendo sopportare di vedere il loro Creatore e Dio, per suo volere, patire ingiustamente sul legno oltraggiato dagli empi.

È stato gettato a terra, del tutto rovesciato e giace cadavere sinistro il perfidissimo serpente, ora che tu sei innalzato sul legno o amico degli uomini. È liberato Adamo dalla maledizione e salvato colui che prima era condannato. Anche noi dunque imploriamo: Salvaci, di tutti abbi pietà e rendici degni del tuo regno.

Quando un popolo fuorilegge ti inchiodò alla croce, o Salvatore, tu, vita dell’universo, tutto il creato tremava di spavento, i regni dell’ade e l’impero della morte furono annientati dalla tua divina potenza; Adamo prima creatura allora gridava con gioia: Gloria alla tua condiscendenza, Signore filantropo.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Acconsenti, o pura, alle richieste dei tuoi servi e concedici fonti di lacrime per lavare le macchie delle nostre colpe, o purissima e spegnere le fiamme dell’eterno e acerbissimo fuoco: poiché tu esaudisci le preghiere di chi con tutto il cuore ti invoca, Madre del Sovrano.

Scosso davanti all’onda dei pensieri e alle tempeste della vita, trascinato dagli spiriti disordinati del malvagio principe di questo mondo, grido a te, o Vergine: Affréttati a liberarmi dai mali che mi assalgono, affinché ringrazi di cuore predicando le tue magnificenze a tutti i fedeli, o piena di divina grazia.

Vedi la mia infermità e la fatica della mia povera anima, o pura e il male del mio cuore, o Sovrana e spezza gli assalti di nemici invisibili che mi aggrediscono e ferocemente mi osteggiano, poiché tu concepisti il Dio che può concedere liberazione a quanti sono in pericolo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

O bontà e inconcepibile compassione, o infinita pazienza e longanimità, Verbo preeterno! Così gridava la Vergine tutta piangente. Come tu che sei immortale hai amato la morte? Vedo un gran mistero, tuttavia venero la tua passione, che volontariamente hai sopportato!

Apòsticha stavròsima.

Salvami, Cristo Salvatore, per la potenza della croce, tu che salvasti Pietro sul mare e abbi pietà di me, o Dio.

L’albero della tua croce, Cristo Dio, hai reso albero di vita per noi che in te crediamo; con esso annientasti colui che ha il potere della morte e vivificasti noi, uccisi dal peccato. Perciò ti gridiamo: Benefattore di tutti, Signore, gloria a te.

Martyrikòn. I martiri vittoriosi, che non ambirono godimento terreno, si resero degni dei beni celesti e divennero concittadini degli angeli. Per la loro intercessione, Signore, abbi pietà di noi e salvaci.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Quando dal legno.

Vedendo pendere dal legno, o pura, il grappolo ben maturo che senza coltivazione umana avevi portato in grembo, con lamenti gridavi ed esclamavi: O Figlio, stilla il vino nuovo per il quale sia tolta, o benefattore, tutta l’ebbrezza delle passioni, mostrando, mediante me, che ti ho partorito, la tua amorosa compassione.

Continua a leggere

Modo II – Venerdì – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Venerdì al Mattutino

Dopo la prima sticologìa,

Kathìsmata stavròsima. Tono 2.

Hai operato la salvezza in mezzo alla terra, o Cristo Dio. Hai disteso sulla croce le tue mani immacolate per radunare tutte le genti che acclamano: Signore, gloria a te.

La vivificante croce della tua bontà, che donasti a noi indegni, Signore, noi te la presentiamo a intercessione: salva i re e alla tua città da’ pace, grazie alla Madre di Dio, o solo filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Tu che sei sorgente.

Vedendo messo a morte il Cristo, l’agnella Vergine, tra i lamenti gridava: O temeraria uccisione! Nascondi ora, o sole, il tuo splendore, perché colui che tutto creò per suo volere è messo a morte ed è guardato come un condannato l’unico Signore degli incorporei.

Dopo la seconda sticologia, altri stavròsima.

La tua immacolata icona veneriamo, o buono, chiedendo perdono per le nostre colpe, o Cristo Dio, perché volontariamente, nella tua benevolenza sei salito nella carne sulla croce per liberare dalla schiavitù del nemico coloro che avevi plasmato. Perciò ti gridiamo grati: Hai colmato di gioia l’universo, o Salvatore nostro, quando sei venuto a salvare il mondo.

Tu che con la croce illuminasti ogni realtà terrestre e chiamasti i peccatori a conversione, non separarmi dal tuo gregge, o buon pastore, ma cerca, o Sovrano, colui che vaga smarrito e annoverami nel tuo gregge santo, o solo buono e amico degli uomini.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Sei più che gloriosa, Vergine Theotòkos, a te noi cantiamo, perché per la croce di tuo Figlio l’ade fu precipitato, la morte morì e noi, morti, risorgemmo, resi degni della vita e ottenemmo il paradiso, la felicità antica. Perciò glorifichiamo grati Cristo nostro Dio, perché è forte, perché lui solo è misericordiosissimo.

Dopo la terza sticologia, altri stavròsima.

Come il ladro ti confesso e grido, o buono: Ricordati di me, Signore, nel tuo regno e prendimi con lui, tu che volontariamente accettasti per noi la passione.

Martyrikòn. Circondati in questo mondo da te, che cingi il cielo di nubi, i santi sopportarono i tormenti degli empi e annientarono la seduzione degli idoli. Per le loro suppliche libera anche noi dall’invisibile nemico, o Salvatore e salvaci.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Stando presso la tua croce colei che senza seme ti partorì e non sopportando di vederti ingiustamente patire, si lamentava nel pianto e a te gridava: Come puoi patire, tu, impassibile per natura, dolcissimo Figlio? Io inneggio alla tua bontà somma.

Canone stavròsimo. Acròstico: La croce manifestata scaccia l’errore dei demoni. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Percorrendo nel profondo del mare una via nuova, mai percorsa, all’asciutto Israele, popolo eletto, gridò: Cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Accettasti, Verbo, la crocifissione e fosti trafitto dai chiodi sopportando il disonore per restituire l’onore perduto ai mortali celebranti la tua volontaria passione.

Sulla croce stendesti le mani, tu che tendi il firmamento come una pergamena; nelle tue braccia hai radunato i popoli e le genti che celebrano la tua volontaria passione.

Martyrikà. Portando sulle loro spalle la croce, gli atleti si affrettavano a seguire Cristo crocifisso per imitare la sua divina passione.

Inneggiavano le potenze angeliche, vedendo le vostre lotte, mentre la folla dei demòni gemeva, vittoriosi martiri, imitatori di Dio.

Stavrotheotokìon. L’oracolo del profeta si compì: una spada trafisse il tuo cuore, o Regina, quando vedesti sulla croce la lancia trapassare il cuore di tuo Figlio.

Canone della Theotòkos. Acròstico: Salva quanti a te accorrono, o Vergine.

Ode 1. Venite, popoli, cantiamo.

Giustamente, con la bocca e il cuore, devotamente ti proclamo purissima Madre di Dio; salvami dagli oscuri pericoli, da ogni insidia e colpa.

In te vediamo l’immenso oceano delle grazie da cui è fluì la nostra salvezza. Con tutto il cuore ci rifugiamo nella tua divina protezione, Madre di Dio.

Implora colui che s’incarnò dal tuo grembo immacolato, Vergine pura, affinché liberi dal peccato e dal peso delle tentazioni noi tuoi cantori.

In te noi fedeli, abbiamo comune vanto, soccorso e riparo, gioia e salvezza delle nostre anime, piena di grazia, speranza e protezione nostra.

Ode 3. Irmòs.

Sulla pietra della fede mi hai stabilito, hai dilatato la mia bocca contro i miei nemici; ha gioito infatti il mio spirito nel cantare: Non c’è santo come il nostro Dio e non c’è giusto all’infuori di te, Signore.

Come vite sospesa sull’albero della vita, Cristo, tu fai colare il nettare divino, il vino che allieta il cuore dell’uomo e calma per sempre l’ubriacatura delle passioni, Gesù redentore delle nostre anime.

Accettasti d’essere innalzato sulla croce, annientando la malvagità dei demoni; nella tua compassione, o Gesù, rialzasti, dopo la caduta, la stirpe umana che un consiglio malvagio aveva condotto alla perdizione.

Martyrikà. Infiammati di divino desiderio, i valorosi non temettero il fuoco, né la morte, prevedendo di ricevere il premio incorruttibile, gioia ineffabile e luce senza tramonto.

Con il loro sangue gli atleti si sono fatti una veste tinta di porpora e splendore e così rivestiti tengono in mano, come scettro di potenza la divina croce di Cristo, per regnare con lui in eterno.

Stavrotheotokìon. Ti cantano le schiere incorporee, poiché concepisti, incarnato, il Sovrano di tutti, che con la croce sciolse tutti i legami e unì i fedeli al suo amore, o fanciulla sposa di Dio.

Della Theotòkos.

Rafforzaci in te, Signore.

Prega il Dio che concepisti di diventare propizio a coloro che supplici ti invocano accorrendo alla tua protezione, o Vergine e adorano tuo Figlio.

Esaudisci, Vergine, le suppliche della mia anima tribolata da pericoli mortali, o Vergine lodatissima, donale pace e salvala.

Prendi le redini della mia vita, o Vergine, tu che sei la mia speranza e protezione; liberami da ogni pericolo e prova, santa sposa di Dio.

Tu che portavi fra le braccia la sapienza enipostatica di Dio, Madre di Dio, supplica affinché siamo ora liberati dall’errore e durezza.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo: per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza.

Fosti appeso al legno, o Onnipotente, che appendesti la terra sulle acque; trafitto al fianco da una lancia, uscirono acqua e sangue per la redenzione di tutti.

Per la ferita del tuo fianco sono stato risanato; come uno schiavo sei stato percosso e io venivo liberato; e quando hai gustato l’amaro fiele, io sono stato salvato dal cibo delle passioni, Cristo mio Dio.

Martyrikà. Ferendo con le vostre ferite il serpente maligno, sanate in ogni tempo le ferite dei nostri cuori, facendo sgorgare grazia dalle fonti del Salvatore, o divini martiri.

Ricopriste di piaghe il nemico ricoprendovi del vostro sangue per il supplizio della ruota, le bastonate e le percosse, atleti vittoriosi, gloriosissimi e venerabili.

Stavrotheotokìon. Si è incarnato dal tuo casto grembo l’Altissimo; vedendolo ingiustamente innalzato sul legno, o Vergine, piangevi gemendo e magnificavi la sua misericordia.

Della Theotòkos. Ho inteso la tua gloriosa

Concedimi liberazione dalle ferite dell’anima e del corpo, o Sovrana, che concepisti Dio.

Sconvolto da passioni e pensieri, nelle tempeste della vita, o Vergine, conferma la speranza e la fede.

Strappami alle insidie, o Madre di Dio, alle onde e ai pericoli, per le tue suppliche, o unica lodatissima.

Strappami ai vortici furiosi dell’oceano della vita; guidandomi al tuo porto, o Vergine.

Ode 5. Irmòs.

Il carbone profetizzato da Isaia, è sorto come sole da grembo verginale, donando la luce della conoscenza di Dio agli erranti nella tenebra.

Per compassione ti attaccasti alla croce, o Sovrano, rialzandomi dall’abisso dei mali e, volontariamente disprezzato, mi onorasti con il seggio paterno.

Incoronato di spine, Verbo di Dio, che coroni di fiori tutta la terra, estirpasti le radici delle mie passioni, radicando in me la conoscenza di Dio.

Martyrikà. Fortificati della potenza di colui che volle rivestirsi della nostra debolezza, o santi, annientaste per sempre il potere dei demòni.

Avendo ingaggiato in terra la gran lotta, trovaste maggiore gloria nei cieli; liberate dai pericoli noi, che celebriamo la vostra sacra memoria.

Stavrotheotokìon. Colui che nei cieli è divinamente portato dai cherubini, nelle tue braccia, Vergine santa, si fece portare e, crocifisso, ci salva tutti dalla morte.

Della Theotòkos.

O datore di luce.

Avendo un’arma invincibile contro molteplici tentazioni, siamo liberati sapientemente da ogni legame, noi che sempre ti proclamiamo Madre di Dio.

Concepisti il perfezionatore della Legge concepisti, l’unico Figlio di Dio da te incarnato; imploralo per i fedeli, tu che superiore ai cherubini.

Il Creatore di tutti, che porti fra le braccia, o pura, rendi ora propizio per le tue suppliche a quanti con il cuore in te si rifugiano.

Dall’angoscia e dalla tristezza del cuore mi rivolgo a te che, sola generasti il Verbo, o fonte di misericordia: pietà di me e salvami.

Ode 6. Irmòs.

Il suono delle parole di supplica da un’anima turbata ascoltando, o Sovrano, liberami dai mali: tu solo infatti sei causa della nostra salvezza.

Offrendo, Signore, la tua schiena ai colpi di frusta, il tuo volto agli oltraggi e agli sputi mi hai salvato; spesso, infatti avevo offeso la tua bontà per ignoranza.

Come un agnello condotto al macello, Cristo mio, sei venuto a riportare in vita le vittime del lupo spirituale; Signore crocifisso, gloria a te.

Martyrikà. Osservando i precetti del Signore, i martiri vanificarono i disegni iniqui degli empi e, con la morte, trovarono la via del secolo venturo.

Lottando entusiasti con le armi della fede in Dio contro le potenze avverse le metteste in rotta e avete ricevuto da Dio la corona di vittoria, o santi.

Stavrotheotokìon. Per divinizzare l’uomo, da te, Vergine, Dio è generato e crocifisso gusta anche la morte uccidendo colui un tempo che mi aveva ucciso.

Della Theotòkos.

Avvolto dall’abisso.

Conoscendoti come porto di salvezza, mentre navigo in questa vita piena di insidie, ti invoco, Sovrana: governa tu la mia vita.

Ho rivestito l’abito della follia per mia stoltezza: o Madre sempre vergine, che concepisti Dio, domani la tunica della gioia.

Sono stato bandito dalla città dei santi, me sventurato! Conducimi tu, Madre di Dio, sulle vie dei precetti di tuo Figlio.

Rendimi degno della divina compassione, tu che concepisti il Signore compassionevole il cui sangue ci liberò dalla morte.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli effuse la rugiada dello Spirito il Cristo benedetto e più che glorioso.

Innalzato sulla croce, risurrezione di tutti, mi rialzasti dalla mia caduta; disarcionasti colui che ci aveva fatti cadere, abbattendo esamine il nemico: Gloria alla tua potenza, Signore!

Per i tuoi chiodi il peccato di Adamo fu strappato, la canna che ti colpì fu un calamo per firmare la liberazione dei mortali. Gloria, o Cristo, alla tua passione, che ci liberò dalla moltitudine delle passioni.

Martyrikà. Con i corpi lacerati dai carnefici, i vittoriosi megalomartiri di Cristo colpirono in pieno il nemico, trapassandolo con la spada della fermezza e rimasero inseparabilmente uniti allo Spirito Santo.

Rafforzata dall’invitta croce di Cristo, l’impassibile armata disperse le orde dei demoni, ricevendo come ricompensa, in cielo, la beatitudine e la vita immortale.

Theotokìon. Ti rivelasti, o Vergine palazzo animato del Re e trono igniforme: sedendo su esso egli rialzò tutti i mortali dalla primitiva caduta e li onorò del seggio del Padre.

Della Theotòkos. L’immagine d’oro venerata.

Crocifisso, colui che s’incarnò da te, o Genitrice di Dio, stracciò il chirografo di Adamo: supplicalo ora di liberare da ogni malizia quanti con fede acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Angosciato dalle tenebre che mi circondano sono del tutto privo di consolazione; dissolvi la spessa notte dei miei peccati, Vergine e fa’ splendere il tuo giorno su chi inneggia: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Stoltamente ho macchiato la splendida veste ricevuta al battesimo; ricorrendo a te, pura Vergine, ti imploro di poter ancora, grazie a te, rivestirmi della tunica della sapienza.

Adamo, decaduto un tempo dall’immortalità ritrovò la salvezza per il tuo parto; salva dunque me trattenuto da malattia cronica e fammi degni di cantare: Benedetta tu, che concepisti Dio nella carne.

Ode 8. Irmòs.

Disprezzando la statua d’oro, i beatissimi fanciulli, contemplando l’immagine vivente e immutabile di Dio in mezzo alle fiamme, cantavano: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

Una folla fuorilegge t’innalzò sulla croce in mezzo a dei malfattori, Dio compassionevole, longanime Signore, che ci giustificasti, glorificato e celebrato da tutto il creato.

Dalle tue mani inchiodate sulla croce hai fatto fluire il tuo sangue per arrestare il sangue un tempo offerto ai demòni per la rovina dei loro adoratori; Dio dell’universo, tutto il creato ti canta, longanime Signore.

Martyrikà. Con l’acqua viva i martiri inaridirono i torrenti dell’errore, versando fiumi di sangue e acclamando con inflessibile fede: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

L’onda immensa del vostro sangue, o santi, spense il fuoco dell’empietà e l’idolatria degli Elleni, illuminando i fedeli inneggianti: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. L’agnella pura, splendore di profeti e martiri, vedendoti legato al legno come un agnello, piangeva amaramente e diceva: Ogni opera inneggi al Signore e tutto il creato lo esalti per tutti i secoli.

Della Theotòkos. Il Dio che scese.

Esausto è il mio spirito, ho toccato il fondo della disperazione; sono divenuto preda di tanti malvagi, ma tu, Vergine, guariscimi riaccostandomi alla luce di salvezza.

Tu sei torre di difesa e rifugio, solido bastione, sicurissima protezione Vergine e noi veniamo salvati, celebrando ed esaltando tuo Figlio nei secoli.

Sappiamo, Madre di Dio che tu sei per noi la fonte limpida dell’immortalità, poiché concepisti il Verbo del Padre celeste e immortale, che salvò dalla morte quanti lo esaltano per tutti i secoli.

Per noi fedeli fai sgorgare senza sosta il fiume delle guarigioni: attingendo alla fonte la grazia immortale, Vergine pura, inneggiamo a tuo Figlio e lo esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Nessuna lingua sa come degnamente esaltarti, è preso da vertigine, o Madre di Dio, anche l’intelletto ultramondano nel cantarti. Ma tu che sei buona, accetta la fede, ben conoscendo l’amore che Dio ci ispira per te: perché tu sei l’avvocata dei cristiani e noi ti magnifichiamo.

Per prefigurare un tempo la tua passione, o Verbo, Isacco viene legato; ma viene sciolto perché resta legata come figura una pecora, alla pianta del sabèk di redenzione; egli fu dunque liberato allora dal sacrificio reale non volontario, mentre per te, volontariamente sacrificato, noi siamo liberati da ogni male.

Splendente di bellezza al di sopra dei figli dell’uomo, o Cristo, nel tuo patire appeso all’albero della croce, non avevi più forma, né bellezza, tu che ridai bellezza a tutta la deformità della stirpe dei mortali. Gloria alla tua amorosa compassione, o solo compassionevole Signore.

Martyrikà. Della celeste Sion vi siete mostrati divini abitanti e degli angeli concittadini, perché degli angeli, o martiri, siete gli eguali; voi fate chiaramente risplendere la Chiesa dei primogeniti rifulgendo di luce divina, belli per la corona del martirio.

Amici diletti di colui che straordinariamente ci amò, strappatemi all’ingannevole amicizia della carne, o santi martiri del Signore e chiedete santità, illuminazione, remissione delle loro gravi colpe per tutti quelli che festeggiano la vostra memoria.

Stavrotheotokìon. Si eclissò lo splendore del regolare corso degli astri allorché ti vide, o sole di giustizia, per tuo volere innalzato sulla croce; e la Vergine, col vergine discepolo, alzava amare grida: Ahimè, che cos’è mai questo spettacolo strano?

Della Theotòkos. Con inni, o fedeli.

Vergine in Dio beatissima, con ardore ripongo in te tutta la mia speranza: salvami, Madre della vera vita e supplica, o pura, che sia colmato dell’eterna beatitudine chi con fede e amore ti magnifica con inni.

Al tuo apparire, o Vergine, rischiara il buio dell’anima mia con gli immateriali bagliori della tua luce, o porta della divina luce e ordina, o pura, che sia colmato dell’eterna beatitudine chi con fede e affetto con inni ti magnifica.

Vedendoci infermi d’anima e corpo e colpiti da orrende passioni, per la tua amorosa compassione, o Sovrana, curaci e liberaci dalle pene che ora ci tormentano, affinchè tutti, con inni, senza sosta ti magnifichiamo.

Il Figlio che prima dei secoli il Padre generò dal suo seno, venendo ad abitare nel tuo grembo divenne uomo perfetto e ti rese, Genitrice di Dio, fonte di carismi per noi, che adoriamo il tuo parto incomprensibile.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

Sia crocifisso: gridavano quanti sempre avevano sempre goduto dei tuoi doni e richiedevano un malfattore in luogo del benefattore, quegli uccisori di giusti. Ma tu, o Cristo, tacevi e sopportavi la loro temerarietà, volendo patire e salvarci, come filantropo.

Volontariamente fatto povero della povertà di Adamo, o Cristo Dio, sei venuto sulla terra, incarnato da una Vergine e hai accettato la croce per liberarci dalla schiavitù del nemico: o Signore, gloria a te.

Martyrikòn. Avendo patito per Cristo fino alla morte, o martiri vittoriosi, ora le vostre anime sono nei cieli, nella mano di Dio, mentre per il mondo sono scortate le vostre reliquie: re e sacerdoti venerano e noi, popoli tutti, secondo il costume, esultanti acclamiamo: Sonno prezioso davanti al Signore la morte dei suoi santi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Quando dal legno.

L’agnella, vedendo sulla croce te, il suo agnello, trafitto dai chiodi, atrocemente sconvolta gemeva e tra le lacrime diceva: In quale modo muori, Figlio mio, per voler lacerare il documento scritto del debito del primo creato, Adamo e riscattare dalla morte tutta la stirpe umana! Gloria alla tua economia, o filantropo.

Alla Liturgia.

I Makarismì (Beatitudini).

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Crocifisso, o senza peccato, nel luogo del Cranio, fracassasti la testa del malvagio nemico e salvasti il mondo.

Strappasti, Sovrano, la spina della malizia indossando volontariamente una corona di spine, o Magnanimo.

Martirikòn. Dilaniati, dilaniavate tutto l’errore del nemico, o martiri e foste degni della corona.

Gloria.

Illuminati per l’effusione del divino sangue, o fedeli, veneriamo una divinità in tre persone.

E ora. Theotokìon.

Contemplando il Cristo sospeso come un agnello sulla croce, piangendo, pura Vergine, lo magnificavi.

Continua a leggere

Modo II – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 2

Venerdi Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Quando verrai nella tua gloria, o Cristo, con gli angeli santi, per giudicare l’universo, quando tutti si presenteranno a te nudi per render conto di ciò che avranno fatto, collocami allora con le tue pecore o Verbo, concedendomi così il perdono per tutte le colpe di cui mi sarò reso colpevole nella vita.

Strappa le catene delle mie passioni, dissecca la cancrena dell’anima, o unico filantropo; donami le lacrime della compunzione, illumina il mio cuore oscurato, liberami, ti prego, da difficoltà, calamità e avversità e dalle multiformi tentazioni del tremendo nemico, dominatore di questo mondo.

Considera spiritualmente, o anima, quell’ora temibilissima del giudizio, quando il tremore prenderà tutto il creato e l’Altissimo siederà sul trono elevato, chiedendo ragione delle nostre azioni: affréttati a riconciliarti col giudice di tutti, a lui gridando: Ho peccato contro te, Signore, ma tu salvami.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Dalla giovinezza tutto schiavo di passioni vergognose e di tanta dissolutezza, totalmente oscurai l’immagine di Dio in me e temo il futuro giudizio, o degna di ogni canto, quando mi presenterò al tuo Figlio e Dio: ora dunque, prima della fine, o pura, donami purificazione dalle passioni e redenzione dalle colpe.

Pavento il giudizio, o pura e il castigo del fuoco e la decisione realmente inesorabile, lo stridore di denti e anche il verme che non dorme, o castissima e la dannazione nella vergogna del cuore: ti imploro, o Vergine, liberami dal tremendo giudizio.

Quando la mia anima con forza starà per esser separata dal corpo, siimi allora vicina e sventa i piani dei nemici invisibili e spezza le macine di coloro che mi cercano per divorarmi spietatamente, affinché senza ostacoli oltrepassi i principi della tenebra che stanno nell’aria, o divina sposa.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle nostre anime.

Apòsticha martyrikà.

Quando i santi martiri intercedono per noi e inneggiano a Cristo, ogni errore scompare e la stirpe umana viene custodita nella fede.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

I cori dei martiri resistettero ai tiranni dicendo: Militiamo per il Re delle schiere; potete darci al fuoco e ai tormenti, ma la potenza della Trinità non rinnegheremo.

Stico. Per i santi che sono sulla terra il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Grande è la gloria che con la fede, o santi, conquistaste: non solo vinceste il nemico col vostro patire, ma anche dopo la morte scacciate gli spiriti maligni e curate i malati, o medici delle anime e dei corpi; pregate il Signore di aver misericordia delle nostre anime.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, le loro anime dimoreranno nei tuoi atri, Signore.

Necrosimo. Come appassisce il fiore e passa il sogno, così si dissolve ogni uomo, ma di nuovo, quando echeggerà la tromba, i morti tutti, come in quel grande terremoto, risorgeranno incontro a te, Cristo Dio; allora, o Sovrano, quanti di noi avrai trasferiti, gli spiriti dei tuoi servi, o Cristo, collocali nelle tende dei tuoi santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre della luce: custodiscimi sotto la tua protezione.

Continua a leggere

Modo II – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 2

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono 2.

O grande mistero! Vedendo i prodigi, proclamo la divinità, non nego l’umanità; l’Emmanuele infatti, come amico degli uomini, aprì le porte della natura; essendo Dio non spezzò i sigilli della verginità: ma uscì dal grembo materno così come, per l’annuncio, vi era entrato e come fu concepito, si incarnò: senza dolori entrò, ineffabilmente ne uscì, secondo l’oracolo del profeta che dice: Questa porta sarà chiusa, nessuno vi passerà, se non il Signore Dio d’Israele che possiede la grande misericordia.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: La tua risurrezione, Cristo Salvatore, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono 2. Quando dal legno.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Tu sei la gioia di tutti gli oppressi, avvocata di chi subisce ingiustizia, cibo degli affamati, conforto degli stranieri, porto di chi è sbattuto dalla burrasca, visitatrice degli ammalati, rifugio e soccorso degli affaticati, bastone dei ciechi e aiuto degli orfani, Madre di Dio altissimo; affrettati, ti preghiamo, o pura, a salvare i tuoi servi.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Ho commesso ogni iniquità senza misura, ogni peccato senza limite, ormai degno di ogni condanna: o Vergine, concedimi l’occasione del pentimento, affinché nel mondo di là non sia condannato; come ambasciatrice ti conto, sei tu la mia avvocata, che non sia svergognato, divina sposa.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Altro rifugio presso il Creatore e Signore non abbiamo se non te, divina Sposa pura; non rifiutarci la tua fervente protezione, non disprezzare quanti con affetto accorrono sotto la tua protezione. O Madre del nostro Dio, affrettati a mostrare la ricchezza della tua misericordia e salvaci dall’ra su n oi incombente.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Chi sarà capace di lodarti degnamente e dirti beata, Vergine sposa di Dio, per il riscatto del mondo che si è compiuto grazie a te? Ringraziando dunque a te gridiamo dicendo: Salve, tu che divinizzi Adamo riunendo ciò che era separato. Salve, tu che illumini la stirpe umana con la luminosa risurrezione di tuo Figlio, nostro Dio; noi tutti cristiani senza sosta ti magnifichiamo.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono 2.

Il generato dal Padre prima dei secoli, il Dio Verbo, incarnato dalla Vergine Maria, venite, adoriamo. Si sottopose infatti alla croce e fu deposto nella tomba perché così volle e, risorto dai morti, salvò me, l’uomo smarrito.

Cristo nostro Salvatore annullò il chirografo contro di noi, inchiodandolo alla croce e annientò il potere della morte e noi adoriamo la sua risurrezione il terzo giorno.

Con gli arcangeli cantiamo la risurrezione di Cristo: egli infatti è Redentore e Salvatore delle anime nostre e con gloria tremenda e forte potere verrà di nuovo, per giudicare il mondo che ha creato.

Altri Stichirà, anatolikà.

Crocifisso e sepolto, un angelo ti proclamò sovrano e diceva alle donne: Venite, vedete dove giaceva il Signore; è risorto come disse, perché è onnipotente; perciò noi ti adoriamo, o solo immortale: Cristo, datore di vita, abbi pietà di noi.

Con la tua croce abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte e con la tua risurrezione illuminasti la stirpe umana; per questo a te acclamiamo: Cristo benefattore, Dio nostro, gloria a te.

Con timore si aprirono per te, Signore, le porte della morte e i custodi dell’ade, vedendoti, sbigottirono perché infrangesti le porte di bronzo e spezzate le sbarre di ferro ci traesti dalle tenebre e dall’ombra di morte e spezzasti le nostre catene.

Elevando l’inno della salvezza, con la nostra bocca così cantiamo: Venite tutti, prostriamoci nella casa del Signore e diciamo: Tu, che fosti crocifisso sul legno e risorgesti dai morti e dimori nel seno del Padre, perdona i nostri peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Si dileguò l’ombra delle Legge all’avvento della grazia; poiché, come il roveto pur ardendo non si consumava così vergine partoristi e vergine rimanesti; invece della colonna di fuoco sorse il sole di giustizia, invece di Mosè, Cristo, salvezza delle anime nostre.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 2.

La tua risurrezione, Cristo Salvatore, illuminò tutta la terra; tu richiamasti a te la creatura da te plasmata. Signore onnipotente, gloria a te.

Gli alfabetici.

Con un albero, Signore, abolisti la maledizione dell’albero, con la tua sepoltura annientasti il potere della morte; con la tua risurrezione illuminasti la nostra stirpe; per questo a te acclamiamo: Cristo datore di vita, Dio nostro, gloria a te.

Apparendo inchiodato alla croce, o Cristo, alterasti la bellezza delle creature e i soldati, rivelando il loro cuore disumano, ti trafissero il costato con la lancia, mentre gli ebrei chiedevano di sigillare la tomba, ignorando il tuo potere. Signore, che per la tua compassione accettasti la sepoltura e il terzo giorno risorgesti, gloria a te.

Cristo, datore di vita, subita volontariamente per i mortali la passione, discendendo nell’ade, liberasti con la tua potenza, come dalla mano del forte, quanti laggiù attendevano la tua venuta e in luogo dell’ade desti loro di abitare il paradiso. Anche a noi che glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno, concedi il perdono dei peccati e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O meraviglia nuova che supera tutte le meraviglie antiche: chi mai seppe di una madre che partorì senza conoscer uomo e che tiene tra le braccia colui che abbraccia tutto il creato? Volere di Dio è questo parto; non cessare di scongiurare per quanti ti onorano colui che, come bimbo con le tue braccia, portasti e che tratti con famigliarità di madre, o purissima, perchè abbia pietà delle anime nostre e le salvi.

Tono 2. Apolytìkion.

Quando discendesti verso la morte, * o vita immortale, * allora l’Ade mettesti a morte * con la folgore della Divinità. * e quando anche i defunti * da sottoterra resuscitasti, * tutte le schiere * delle regioni celesti gridavano: * Cristo Datore di vita, * Dio nostro, gloria a te.

Theotokìon.

Trascendono il pensiero tutti i tuoi misteri, tutti sono più che gloriosi, Madre di Dio; nel sigillo della purezza, custodita nella verginità, fosti riconosciuta vera Madre del Dio vero: supplicalo dunque per la salvezza delle anime nostre.

Continua a leggere

Modo II – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 2

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Inneggio il triplice fulgore della divina Maestà. Poema di Mitrofane di Smirne.

Ode 1. Tono 2. L’immane potenza.

L’una e trina sovrana natura della Divinità inneggiamo con cantici dicendo: oceano inesauribile e sostanziale di misericordia, custodisci e salva i tuoi adoratori, come amico degli uomini.

O Padre, fonte e radice, autore della comune Divinità che è nel Figlio e nello Spirito santo, fa’ scaturire nel mio cuore il trisolare splendore e rischiarami con la partecipazione al fulgore divinamente efficace.

Monade di triplice luce divina sovrana, disperdi tutta la tenebra dei miei peccati e passioni con la partecipazione dolcissima ai tuoi raggi luminosi e rendimi tempio e dimora pura della tua inaccessibile gloria.

Theotokìon. La nostra natura era rimasta danneggiata dall’antica pianta vietata e andava in perdizione, o Pura; il Verbo Dio incarnato nel tuo grembo per amor nostro la ristabilì e ci iniziò al mistero della triplice luce della maestà divina.

Ode 3. Sulla pietra della fede.

Per l’unità di natura, o Maestà divina, glorifico te come di uguale onore nelle tre ipòstasi, poiché sei vita e donatrice di vita sovrabbondante, unico Dio nostro e non c’è santo all’infuori di te, Signore.

Le schiere immateriali e celesti tu le sottoponesti come specchio della tua bellezza, a inneggiare senza sosta a te, Trinità e unica Maestà indivisibile: accetta dunque anche ora la lode dalla nostra bocca fangosa.

Consolida sulla pietra della fede e dilata nell’oceano del tuo amore il cuore e la mente dei tuoi servi, Monade trisolare; poiché tu sei il nostro Dio, in cui speriamo e non saremo delusi.

Theotokìon. Colui che in principio diede tutta la sostanza al creato, nel tuo grembo ricevette sostanza, o Madre di Dio, per infinita bontà e fece sorgere per tutti la luce trisolare dell’unica Divinità e Sovranità.

Kathisma Triadico. Cercando le cose di lassù.

Quando in principio plasmasti Adamo, o Signore, allora al tuo Verbo consustanziale proclamasti, o benigno: facciamolo a nostra somiglianza; assisteva pure lo Spirito santo creatore; per questo noi acclamiamo: Dio nostro che ci hai fatti, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Quando Dio si degnò venire a noi, dimorò nel tuo purissimo grembo, o Santissima e per tuo mezzo salvò la stirpe umana, donando a tutti il regno dei cieli; perciò a te acclamiamo: Salve, Sovrana, pura Madre di Dio.

Ode 4. A te inneggio.

Neppure le schiere immateriali degli angeli sono in grado di capire te, Triade Monade senza principio: eppure noi con lingua di fango inneggiamo con fede e glorifichiamo la tua bontà essenziale.

Tu che sei plasmatore della natura degli uomini, Onnipotente, vedi e scruti la mia impotenza; perciò abbi pietà del tuo servo e riconducilo a vita perfetta.

Dell’eterna Monade inneggiamo le tre ipòstasi distinte, ognuna con il suo carattere personale, però unite e indivisibili nella Divinità, volontà e gloria.

Theotokìon. Tempio puro e senza macchia, o sempre vergine Madre di Dio, trovò te l’Onnipotente, unica certo da tutti i secoli; e in esso abitando prese la forma della natura umana, per amore degli uomini.

Ode 5. Illuminazione.

Tu che su tutti gli esseri stendi i raggi portatori di pace e salute della tua provvidenza, o Re della pace, custodiscimi in pace; poiché tu sei la vita e la pace dell’universo.

Apparso a Mosè nel roveto in forma ardente, fosti chiamato angelo, o Verbo del Padre, rivelando la tua futura venuta fra noi; con essa a tutti chiaramente annunziasti la potenza delle tre ipòstasi dell’unica maestà divina.

Tu che riveli l’eterna tua gloria, Trinità santa e unica Maestà, concedi che quelli che ti inneggiano con fede ortodossa vedano la tua gloria eterna e il tuo unico trisolare splendore.

Theotokìon. Dio Verbo, che contiene essenzialmente tutti i secoli, ineffabilmente fu contenuto nel tuo grembo, vergine Madre, richiamando gli uomini all’unione con l’unico Dio.

Ode 6. Circondato dall’abisso.

Tu che vuoi misericordia, abbi pietà di quelli che credono in te, o Dio trisolare e libera i tuoi servi dalle passioni e dai pericoli (2).

Nell’ineffabile oceano della tua bontà, concedimi il fulgore illuminante e inconcepibile della tua illuminazione, o Divinità risplendente.

Theotokìon. Ineffabilmente l’Altissimo divenne uomo da te, Vergine, rivestendo interamente l’umana natura, illuminandomi con la triplice luce.

Kathisma. Tono 2. Tu che sei sorgente.

Tu che stendi su noi l’oceano della tua misericordia, accoglici o misericordioso: guarda il popolo che ti glorifica, accogli i canti di quelli che ti pregano, Triade Monade senza principio; poiché speriamo in te, Dio dell’universo, affinché tu perdoni le nostre colpe.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che concepisti la fonte della compassione, pure tu sei compassionevole, o buona Madre di Dio, poiché tu sola sei la difesa dei fedeli, la consolazione degli afflitti; perciò ora tutti con fede ci prostriamo a te, per essere sciolti dai timori, noi che abbiamo unica ricchezza il tuo soccorso.

Ode 7. I fanciulli ebrei.

Stabilisti nell’immutabilità per i secoli le schiere degli angeli, o unico immutabile, Sovrano trisipostatico; fa’ quindi che anche il mio cuore resti sempre costante a lodare te con fervore e inneggiarti con fede (2).

I cori spirituali delle sostanze incorporee illuminati dai tuoi raggi, Dio unico Monarca trisolare, diventano altrettante luci; illumina anche me con il loro irradiamento e partecipazione, triplice luce sfolgorante.

Theotokìon. Non cessare di guidarci e di elevare al cielo quanti ti amano, tu che per ineffabile amor nostro diventasti uomo nel grembo della Vergine e divinizzasti gli uomini e sedesti col Padre sul trono della gloria.

Ode 8. Disprezzando il simulacro aureo.

Trinità inaccessibile, coeterna e senza principio, divina Maestà, senza diversità alcuna eccetto le luminose proprietà, abbatti ogni malvagia volontà dei nemici e assalto dei demoni, conservandomi sempre incolume, o Signore dell’universo (2).

Incircoscritta trisolare divina Maestà, che sapientemente e potentemente costituisci il mondo e lo conservi sempre in ordine perfetto, abita anche nel mio cuore, perché senza sosta ti inneggi e glorifichi con i cori degli angeli per tutti i secoli.

Sapienza del Padre, inconcepibile, inesprimibile Verbo dì Dio, che non cambiasti la tua immutabile natura e assumesti per compassione la natura umana, a tutti insegnasti a venerare l’unica Trinità, quale sovrana dominatrice di tutti i secoli.

Ode 9. Il luminare precedente il sole.

Dalla luce senza principio, il Figlio, pure lui senza principio, sorge luminoso e lo Spirito divino ineffabilmente procede come luce connaturale: per questo professiamo l’incessante generazione e l’inesplicabile processione.

Illumina, trisolare Divinità, con la tua triplice irradiazione, i cuori di quanti a te inneggiano e da’ loro intelligenza per penetrare tutte le cose e fare la tua volontà buona e perfetta, magnificandoti e glorificandoti.

Dio infinito per natura, che possiedi un infinito oceano di misericordia, nei tempi antichi fosti misericordioso: così anche adesso, o Trinità, abbi pietà dei tuoi servi, liberandoli da colpe, tentazioni e tribolazioni.

Theotokìon. Salvami, Dio mio, da ogni assalto e malizia, tu che in tre ipòstasi sei celebrato ineffabilmente unico Dio onnipotente, custodisci il tuo gregge per l’intercessione della Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia,

kàthisma della risurrezione. Tono 2. Autòmelo.

Il nobile Giuseppe, calato dal legno il tuo corpo immacolato, lo avvolse in una sindone pura con aromi, e prestandoti le ultime cure, lo depose in un sepolcro nuovo; ma tu il terzo giorno risorgesti, Signore per donare al mondo la grande misericordia.

Gloria. Stessa melodia.

Stando presso il sepolcro, l’angelo gridava alle donne mirofore: Gli unguenti profumati sono per i morti, ma il Cristo si è mostrato estraneo alla corruzione. E voi gridate dunque: È risorto il Signore, per donare al mondo la grande misericordia.

E ora. Stavrotheotokìon.

Sei più che gloriosa, Vergine Madre di Dio, a te noi cantiamo, perché per la croce del tuo Figlio l’ade precipitò, la morte giace uccisa e noi, morti, risorgemmo, resi degni della vita e abbiamo ottenuto il paradiso, la felicità antica. Per questo grati glorifichiamo Cristo nostro Dio, forte e misericordiosissimo.

Dopo la seconda sticologia, altri kathìsmata.

Tu non impedisti che fosse sigillata la pietra del sepolcro e così risorgendo offristi a tutti la roccia della fede; Signore, gloria a te.

Gloria. Il nobile Giuseppe.

Il coro dei tuoi discepoli, con le mirofòre, esulta concordemente: una festa comune celebriamo anche noi con loro a gloria e onore della tua risurrezione. E grazie a loro, o Signore amico degli uomini, concedi al tuo popolo la grande misericordia.

E ora. Theotokion. Sei più che gloriosa.

Sei più che benedetta, Vergine Madre di Dio, perché per colui che da te si incarnò l’ade fu imprigionato, Adamo richiamato, la maledizione abolita, Eva liberata, la morte uccisa e noi vivificati. Perciò inneggiando acclamiamo: Benedetto sei tu, Cristo Dio nostro, perché cosi ti è piaciuto, gloria a te.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Dopo la passione, recatesi le donne al sepolcro per ungere il tuo corpo, Cristo Dio, videro angeli nella tomba e sbalordirono udendoli dire: È risorto il Signore per donare al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Levo gli occhi del mio cuore al cielo, a te, Salvatore: col tuo rifulgere, salvami Signore.

Pietà di noi, che in ogni ora, Cristo mio, contro te molto pecchiamo e prima della fine, convertici a te.

Gloria. E ora.

È del santo Spirito governare, santificare, muovere il creato: egli è Dio, consustanziale al Padre e al Verbo.

Antifona 2.

Se il Signore non fosse in noi, chi potrebbe custodirsi salvo dal nemico e dall’omicida?

Non consegnare ai loro denti il tuo servo, o Salvatore: come leoni i miei nemici contro di me muovono.

Gloria. E ora.

Al santo Spirito l’origine di ogni vita e la sovranità, perché come Dio rinvigorisce ogni creatura e nel Padre e nel Figlio le conserva.

Antifona 3.

Quanti confidano nel Signore somigliano al monte santo: mai vacilleranno per gli assalti di Beliar.

Alle iniquità non stendano le mani quanti vivono la vita divina, perché Cristo non lascia la sua eredità sotto la verga degli empi.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito scaturisce ogni sapienza: per lui agli apostoli è data grazia, per lui i martiri nelle loro lotte sono coronati, per lui vedono i profeti.

Prokìmenon.

Destati, Signore, Dio mio, secondo il precetto che hai dato e ti circonderà l’assemblea dei popoli.

Stico. Signore, Dio mio, in te ho sperato.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione di Cristo. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

L’immane potenza travolse un tempo nell’abisso tutte le schiere del faraone; ma il Verbo incarnato annientò il peccato nefando, lui, il Signore glorioso: perché si è grandemente glorificato.

II principe del mondo, dal quale eravamo accusati per non aver ubbidito al tuo comando, con la tua croce venne giudicato, o buono: su di te si era gettato come su un mortale, ma cadde per la forza del tuo potere e mostrò la sua debolezza.

Sei venuto nel mondo come Redentore della stirpe dei mortali e autore della vita incorruttibile: lacerasti le bende funebri con la tua risurrezione, che noi tutti glorifichiamo: perché si è grandemente glorificato.

Theotokion. Ti rivelasti, o pura, più alta di ogni creatura visibile e invisibile, o sempre Vergine, partorendo il Creatore, che si compiacque incarnarsi nel tuo seno: pregalo sicura di salvare le nostre anime.

Canone stavroanastàsimo. Acrostico senza irmì: Canto lode al Verbo vivificante. Poema del monaco Giovanni.

Percorrendo una via nuova.

Forza dei deboli, risollevamento dei caduti e immortalità per i morti fosti, o Cristo, con la passione della tua carne: perché ti sei glorificato.

Ebbe pietà della sua immagine caduta e, frantumata, la rialzò il Dio che la plasmò e restaurò: perché si è glorificato.

Canone della Madre di Dio. Acrostico senza irmì: Canto lode al Verbo vivificante. La prima ode è senza irmòs, mentre le successive hanno irmì. Poema del monaco Giovanni.

Stesso Irmòs.

Un tempo la scala immateriale, la via marittima stranamente asciutta raffigurarono la tua generazione, o pura: e tutti noi l’inneggiamo perché è glorificata.

La potenza dell’Altissimo, perfetta Ipòstasi, sapienza di Dio incarnata, o pura, in te conversò con i mortali, perché si è glorificata.

Passò per la porta ermeticamente chiusa del tuo grembo il sole di giustizia, o pura e brillò al mondo perché si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Fiorì come giglio il deserto, la sterile Chiesa delle genti, alla tua venuta, Signore e per essa si è rafforzato il mio cuore.

Nella tua passione il creato trasmutò, vedendo in vile aspetto, schernito da empi, colui che con cenno divino creò tutto.

Dalla polvere, a tua immagine, con la tua mano mi plasmasti e dopo che per il peccato di nuovo in polvere di morte ero stato ridotto, tu, o Cristo, scendendo nell’ade con te mi rialzasti.

Theotokion. Stupirono le schiere degli angeli, o purissima e fremettero i cuori degli uomini per il tuo parto: per questo, con fede, quale Madre di Dio ti veneriamo.

Canone stavroanastàsimo. L’arco dei potenti.

Cristo, superiore a tutte le cose, con la passione della sua carne per un poco fu inferiore alla natura degli angeli.

Ritenuto morto fra gli iniqui, splendente, o Cristo, apparisti alle donne coronato della gloria della risurrezione.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Colui che è fuori di ogni tempo come Creatore dei tempi, da te, Vergine, volle essere plasmato fanciullo.

Inneggiamo al grembo più vasto del cielo, per cui Adamo felice è divenuto cittadino del cielo.

Ode 4. Irmòs.

Sei venuto dalla Vergine: non un messo, non un angelo, ma tu stesso, il Signore incarnato e hai salvato tutto intero me, l’uomo: per questo a te acclamo: Gloria alla tua potenza.

Ti presentasti come un accusato al tribunale di Caifa senza alzare la voce, o Sovrano, portando alle genti il giudizio che con la tua passione, o Cristo, hai fatto diventare salvezza per tutta la terra.

Per la tua passione vennero meno le spade del nemico, con la tua discesa all’ade furono rovesciate le città degli avversari e l’arroganza del tiranno venne abbattuta.

Theotokion. Tutti noi fedeli ti conosciamo come porto di salvezza e inconcusso baluardo, o Madre di Dio, Sovrana: con la tua intercessione infatti, tu liberi dai pericoli le anime nostre.

Canone stavroanastàsimo. Ho udito, Signore.

Quando ti vide confitto al legno, o Cristo, colei che ti aveva generato senza doglie, subì allora gli spasimi della maternità.

E’ vinta la morte, un morto depreda le porte dell’ade, poiché quando il vorace fu squarciato, mi furono donati tutti i beni soprannaturali.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Ecco, il monte divino della casa del Signore, la Madre di Dio è innalzata sopra le potestà con gloria grande.

Tu sola, o Vergine, generasti al di fuori delle leggi di natura il Re del creato, divenendo degna di vocazione divina.

Ode 5. Irmòs.

Tu sei mediatore tra Dio e gli uomini, o Cristo Dio, perché per mezzo tuo, o Sovrano, lasciata la notte dell’ignoranza, abbiamo avuto accesso al Padre tuo fonte della luce.

Come cedro, schiacciasti l’arroganza dei nemici, volontariamente innalzato nella carne, o Cristo Sovrano, col cipresso, il pino e il cedro, come ti è piaciuto.

Nella fossa profonda, o Cristo, ti deposero morto, esanime, ma per le tue piaghe, o Salvatore, con te rialzasti gli uccisi, che dormivano dimenticati nelle tombe.

Theotokion. Scongiura il tuo Figlio e Signore, o Vergine pura, di concedere pacifico riscatto ai prigionieri che di fronte alle vicende avverse in te confidano.

Canone stavroanastàsimo. Il carbone ardente.

Adamo non volle digiunare e gustò per primo il frutto dell’albero mortifero, ma il secondo, crocifisso, cancellò il suo peccato.

Assumesti una natura passibile e mortale, tu impassibile per immateriale divinità, ma reso incorruttibile, o Cristo, risuscitasti i morti dagli antri ell’ade.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Nubi, stillate sulla terra la dolcezza della gioia, perché ci è dato un bimbo che era prima dei secoli, il nostro Dio, incarnato dalla Vergine.

Alla mia vita e alla mia misera carne rifulse la luce e dissolse l’odiosità del peccato l’Altissimo quando finalmente, senza seme, prese dalla Vergine un corpo.

Ode 6. Irmòs.

Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua amorosa compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.

Come un malfattore è condannato il giusto e con gli empi è inchiodato al legno per donare con il proprio sangue la remissione ai debitori.

Tramite un solo uomo, il primo Adamo, un tempo la morte entrò nel mondo; e tramite uno solo, il Figlio di Dio apparve la risurrezione.

Theotokion. Ignara d’uomo, o Vergine, concepisti e vergine rimani in eterno, recando così la prova della divinità vera del tuo Figlio e Dio.

Canone stavroanastàsimo. Ascolta la voce.

Per l’uomo caduto ponesti i cherubini a guardia dell’albero della vita, ma vedendoti aprirono le porte, poiché apparisti conducendo il ladro in paradiso.

Deserto impraticabile divenne l’ade per la morte di uno solo: della sua molta ricchezza accumulata lo svuotò per tutti noi Cristo da solo.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

La natura umana schiava del peccato, pura Signora, per te ottenne libertà: tuo Figlio infatti come agnello per tutti fu immolato.

Tutti proclamiamo te vera Madre di Dio: libera gli abitanti provocatori, poiché tu sola trovasti credito presso tuo Figlio.

Kontàkion.

Risorgesti dalla tomba, Salvatore onnipotente: l’ade sbigottiva vedendo il prodigio e i morti risuscitavano; il creato vedendo ciò, con te si rallegra, con lui esulta Adamo e il mondo, o mio Salvatore, a te per sempre inneggia.

Ikos.

Tu sei la luce di chi è ottenebrato, tu sei la risurrezione di tutti, la vita della stirpe umana: con te risuscitasti i credenti, spogliando il dominio della morte, o Verbo Salvatore e infrangendo le porte dell’ade e i mortali stupivano vedendo il prodigio: tutto il creato gioisce per la tua risurrezione, o amico degli uomini. Anche noi dunque glorifichiamo e celebriamo tutti la tua condiscendenza, mentre il mondo, o mio Salvatore, a te per sempre inneggia.

Ode 7. Irmòs.

L’empio decreto di un tiranno iniquo rinfocolò alta la fiamma: ma sui pii fanciulli effuse la rugiada dello Spirito il Cristo benedetto e più che glorioso.

Nella tua amorosa compassione non sopportavi, o Sovrano, di veder l’uomo tiranneggiato dalla morte: ed ecco, sei venuto e, fatto uomo, col tuo proprio sangue lo salvasti, tu, che sei benedetto e più che glorioso.

Vedendoti rivestito della veste della vendetta sbigottirono i custodi dell’ade, o Cristo: sei venuto a sottomettere come servo l’arrogante tiranno, o Sovrano benedetto e più che glorioso.

Theotokion. Come Santa dei santi ti contempliamo, perché tu sola concepisti l’immutabile Dio, Vergine pura, Madre senza nozze: scaturisti l’incorruttela per tutti i fedeli con il tuo parto divino.

Canone stavroanastàsimo. I fanciulli si rivelarono.

Un tempo nell’Eden la disubbidienza condannò il progenitore, ma tu ti lasciasti condannare per liberare dalla colpa il trasgressore, Dio dei padri sublime e gloriosissimo.

Salvasti il ferito dalla lingua velenosa nell’Een, guarendo il volontario morso con spontaneo patire, Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Richiamasti alla luce me, che camminavo nell’ombra di morte, scagliando nel buio ade il fulgore della divinità, o Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Di notte Giacobbe vide come un enigma Dio incarnato: ma come in uno specchio lo videro provenire da te quanti inneggiano al Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Giacobbe lottò simbolicamente come profezia dell’amplesso ineffabile che in te ebbe luogo: così, o pura, volle unirsi agli uomini il Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Profano è chi non proclama te, Figlio della Vergine, uno della Trinità, gridando con salda fede e lingua: Dio dei padri, sublime e gloriosissimo.

Ode 8. Irmòs.

Un tempo a Babilonia, per ordine divino, la fornace ardente produceva duplice effetto: consumava i caldei col suo fuoco e irrorava di rugiada i credenti che cantavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

Vedendo la veste della tua carne imporporata dal tuo sangue, o Cristo, le schiere degli angeli, tremando, sbigottivano per la tua pazienza e acclamavano: Benedite, opere tutte, il Signore.

O misericordioso, con la tua risurrezione hai rivestito di immortalità il mio corpo mortale: per questo il tuo popolo eletto, o Cristo, con grata esultanza a te canta gridando: è stata inghiottita la morte nella vittoria.

Theotokion. Senza seme concepisti e ineffabilmente partoristi colui che, inseparabile dal Padre, dimorò nel tuo grembo come Uomo-Dio, santissima Genitrice di Dio: ti riconosciamo dunque salvezza di noi tutti.

Canone stavroanastàsimo. Disprezzando la statua.

Apparisti inchiodato alla croce, o misericordiosissimo, ti lasciasti seppellire e al terzo giorno risorgesti e riscattasti tutti i mortali, che cantano con fede, o amico degli uomini: tutto il creato inneggi al Signore e lo esalti per tutti i secoli.

Disceso negli inferi per liberare dalla corruzione coli che avevi plasmato, con la tua potenza divina, o mio Cristo, Dio Verbo e resolo incorruttibile, gli partecipasti la tua eterna gloria ed egli ora acclama: Inneggi tutto il creato ed esalti Cristo nei seoli.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Per opera tua fu visto sulla terra e conversò con gli uomini l’incomparabile per bontà e sapienza; a lui cantando noi, fedeli tutti, acclamiamo: Inneggi al Signore tutto il creato da lui chiamato all’essere e lo esalti per tutti i secoli.

Proclamandoti realmente pura, ti glorifichiamo, Madre di Dio, che concepisti incarnato uno della Trinità, al quale con il Padre e lo Spirito tutti cantiamo: Inneggi al Signore tutto il creato e lo esalti per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il Figlio dell’eterno Genitore, Dio e Signore, incarnato dalla Vergine si manifestò a noi per illuminare ogni tenebra e radunare ciò che è disperso; per questo la lodatissima Madre di Dio noi magnifichiamo.

Piantato sul Calvario come nel paradiso, o Salvatore, l’albero beatissimo della tua croce immacolata, irrorato dal sangue e dall’acqua divini scaturiti dalla fonte del tuo divino costato o Cristo, fiorì per noi la vita.

Crocifisso, Onnipotente, abbattesti i potenti e sollevata la natura umana, giacente giù nel carcere dell’ade, l’hai fatta sedere sul trono del Padre; e noi adorandoti, magnifichiamo te, che verrai con questa natura.

Trinitario. Con inni, o fedeli, glorifichiamo in modo ortodosso la Monade trina, la Triade consustanziale, indivisibile natura più che divina, triplice nel suo fulgore, chiarore senza tramonto, sola senza commistioni, che irradia su di noi la sua luce.

Canone stavroanastàsimo. Il Verbo, Dio vero.

In mezzo ai condannati come agnello innalzato, sul Calvario in croce, col fianco trafitto dalla lancia, o Cristo buono, donasti la vita a noi terrestri, che con fede onoriamo la tua divina risurrezione.

Adoriamo Dio, che con la propria morte abbattè con forza il potere della morte, fedeli tutti, perché risuscitò con sé i fedeli antichi e offre a tutti vita e risurrezione.

Canone della Madre di Dio. Stesso irmòs.

Uno scettro di potenza ci è donato nel tuo grembo, il Verbo di Dio che rialzò la natura decaduta che scivolava nella tomba; per questo, Vergine pura, come Madre di Dio ti magnifichiamo.

O Sovrano compassionevole, ascolta colei che un tempo eleggesti: tua Madre sia nostra avvocata così che l’universo sia colmo dei tuoi benefici e tutti possiamo magnificarti.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono 2.

Ogni spirito e ogni creatura ti glorifica, Signore, perché con la tua croce distruggesti la morte per manifestare ai popoli la tua risurrezione dai morti, tu che, solo, sei amico degli uomini.

Lo dicano i giudei: come hanno perduto i soldati il Re che custodivano? Perché dunque il masso non trattenne la pietra della vita? Consegnino il sepolto, o adorino il risorto dicendo con noi: Gloria alla moltitudine delle tue compassioni; o Salvatore nostro, gloria a te.

Gioite, popoli ed esultate, un angelo sedette sulla pietra del sepolcro; egli ci evangelizzò dicendo: Cristo, Salvatore del mondo è risorto dai morti e ha colmato l’universo di profumo. Gioite, popoli ed esultate.

Prima del tuo concepimento, Signore, un angelo recò alla piena di grazia il saluto: Salve; alla tua risurrezione un angelo rotolò via la pietra dal tuo sepolcro glorioso: l’uno, al posto della tristezza, ci indicava i segni della gioia; l’altro, invece della morte, ci annunziava il Sovrano datore di vita; per questo a te acclamiamo: Benefattore di tutti, Signore, gloria a te.

Altri Stichirà, anatolikà.

Con gli aromi sparsero lacrime le donne al tuo sepolcro, ma la loro bocca si riempì di gioia quando dissero: È risorto il Signore.

Genti e popoli lodino Cristo nostro Dio, che per noi volontariamente si sottopose alla croce e dimorò tre giorni nell’ade: adorino la sua risurrezione dai morti per la quale tutti i confini del mondo furono illuminati.

Fosti crocifisso e sepolto, o Cristo, perché così hai voluto e depredasti la morte, come Dio e Sovrano, per donare al mondo la vita eterna e la grande misericordia.

Davvero, o iniqui, sigillando la pietra ci procuraste un maggior prodigio. Lo sanno i custodi che dicono: Oggi è uscito dalla tomba; a loro ingiungeste: Dite: Mentre dormivamo vennero i discepoli e lo sottrassero. E chi ruba un morto, per giunta tutto nudo? Ma egli, che è Dio, risorse per suo potere, lasciando nella tomba il lenzuolo funebre. Venite e vedete, giudei: non infranse i sigilli colui che calpestò la morte e dona alla stirpe umana la vita eterna e la grande misericordia.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

La voce del ladro ti presentiamo gridando: ricordati di noi, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

La croce che accettasti per noi, a perdono dei peccati ti presentiamo Signore amico degli uomini.

Veneriamo la tomba e la risurrezione con cui liberasti dalla corruzione il mondo, Sovrano filantropo.

Con la tua morte, Signore, la morte è stata assorbita, e con la tua risurrezione, Salvatore, salvasti il mondo.

Quanti dormivano nell’oscurità vedendo te, la luce, negli abissi dell’ade, o Cristo, risorsero.

Risorto dal sepolcro, andasti incontro alle Mirofore e comandasti di far sapere ai discepoli il tuo risveglio.

Gloria.

Glorifichiamo il Padre, adoriamo tutti il Figlio e il santo Spirito fedelmente inneggiamo.

E ora. Theotokìon.

Salve, trono fiammeggiante, salve sposa non sposata, salve tu che concepisti Dio per gli uomini.

E quindi il resto della Divina Liturgia.

Continua a leggere

Modo II – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 2

DOMENICA SERA AL VESPRO

Al Signore, a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Dammi un pensiero di penitenza e da’anche desiderio di compunzione alla mia misera anima; alzami dal sonno di tanto indurimento, scaccia la tenebra della noncuranza e dilegua il buio della disperazione, perché nella mia miseria io sollevi il capo, a te aderisca, o Verbo e cammini nei tuoi voleri.

O Cristo, che solo subito ti plachi, o Verbo, unico più che buono e tollerante, io mi getto ai tuoi piedi, o compassionevole; con fervore ti supplico, nella preghiera a te grido: Ho peccato, salvami; salva, nella tua amorosa compassione, il figlio dissoluto, perché con riconoscenza io gridi: Donami il perdono e io verrò alla tua bontà, Signore.

Ogni peccato contro te commesso, in parole, opere e pensieri, Dio mio, tutto ora ti dico, il giorno è passato, infatti e tutto il tempo e sono giunto alla notte pieno di mali: perciò a te mi prostro gridando: O mio Sovrano, Sovrano salvatore, ho peccato, perdonami e salvami.

Degli Incorporei. Uguali.

Venite, acclamiamo ai capi supremi degli angeli con cantici spirituali: principi di tutti i cori degli incorporei, entrambi hanno ricevuto il nome di strateghi e arcangeli; principe della grazia riconosciamo Gabriele mentre della Legge e di quanti vissero prima di Mosè, è riconosciuto capo il principe degli arcangeli Michele.

Affréttati, luce degli incorporei, affréttati, archistratega dei cori immateriali, primo degli angeli e iniziatore ai segreti di Dio, Michele beatissimo, contemplatore delle altezze. Ti supplichiamo di liberare da difficoltà e pericoli tutti quelli che a te accorrono, poiché tutti mandiamo te come benevolo protettore presso il Signore.

Salve, archistratega degli angeli e iniziato ai segreti, liturgo di Dio, principe e capo dei cori incorporei, gloriosissimo Gabriele; ti rivelasti infatti ministro dei tremendi misteri della volontà nascosta; giungesti tu infatti a preannunziarci la discesa di Dio verso gli uomini per la salvezza.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Vedendo l’ora dell’esame tremo conoscendo la moltitudine delle mie colpe: che cosa risponderò? Come sfuggirò l’imminente vergogna essendo vissuto da dissoluto? Perciò con calde lacrime a te grido, o Fanciulla: lava la macchia della mia anima, tu che concepisti Cristo, la perla pura e salvami.

Apòstica catanittici.

Contro di te, Salvatore, come il figlio dissoluto ho peccato. Accoglimi nel mio pentimento, o Padre e abbi pietà di me, o Dio.

A te grido, Cristo Salvatore, con le parole del pubblicano: Sii propizio anche a me, come a lui e abbi pietà di me, o Dio.

Martyrikòn. I martiri vittoriosi, che non ambirono godimento terreno, si resero degni dei beni celesti e divennero concittadini degli angeli. Per la loro intercessione, Signore, abbi pietà di noi e salvaci.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Porta invalicabile misticamente sigillata, benedetta Vergine Madre di Dio, ricevi le nostre suppliche e presentale al tuo Figlio e Dio, perché per te egli salvi le nostre anime.

Continua a leggere

Modo II – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono 2 Lunedi Mattina al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono 2.

Come flutti del mare sono insorte contro di me le mie colpe; come scafo nell’oceano sono sbattuto, solo, dai marosi delle mie tante colpe; ma tu Signore, guidami con il pentimento a pacifico porto e salvami.

Sono io, Signore, l’albero sterile perché non porto alcun frutto di compunzione; pavento la recisione e temo quel fuoco che non dorme; t’imploro dunque: prima dell’inevitabile momento, convertimi e salvami.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che sei sorgente di pietà facci degni della tua compassione, Madre di Dio, guarda al popolo che ha peccato, mostraci come sempre la tua potenza, poiché, in te sperando, a te gridiamo: Salve, come un tempo Gabriele, capo supremo degli incorporei.

Dopo la seconda sticologìa, kathìsmata catanittici.

Ho peccato, Salvatore, cancella con la penitenza i miei peccati e abbi pietà di me.

Pietà di me, ha detto Davide e anch’io a te grido: Pietà di me, o Dio, pietà di me, gemeva Davide per due peccati commessi; e io per miriadi di colpe a te grido: Egli con le lacrime inondava il suo giaciglio, ma io non ne ho una sola stilla; nel mio sconforto ti supplico: Pietà di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti magnifichiamo, Madre di Dio, acclamando: Salve, o porta chiusa per cui venne aperto agli uomini l’antico paradiso

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata. Tu che sei sorgente.

Santissimi cori degli incorporei, implorate il Dio buono e Sovrano di risparmiarci nell’ora del giudizio, di strappare all’amaro castigo, alle vessazioni dei demoni, all’oscuramento delle passioni e alla minaccia di qualsiasi male noi, che accorriamo con affetto alla vostra protezione.

Martyrikòn. Circondati in questo mondo da te, che cingi il cielo di nubi, i santi sopportarono i tormenti degli empi e annientarono la seduzione degli idoli. Per le loro suppliche libera anche noi dall’invisibile nemico, o Salvatore e salvaci.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Di quale madre si udì mai che fu vergine? E di quale vergine si seppe mai che fu madre? Ciò che ti riguarda, Theotòkos, è tutto un prodigio, perciò con fede ti magnifichiamo.

Canone catanittico. Acròstico: Dammi piogge

di lacrime, Verbo di Dio. Giuseppe.

Ode 1. Tono 2. Irmòs.

Venite, popoli, cantiamo un canto a Cristo Dio, che divise il mare e guidò il popolo che gli appartiene dalla schiavitù degli Egiziani perché si è glorificato.

Ti incarnasti, o Verbo e sei venuto a chiamare non i giusti, ma i peccatori; accoglimi perché molto ho peccato, salvami perché a te ritorni.

Mi sono fatto schiavo del peccato e con le mie mani ho aperto la porta alle passioni, o Verbo, nella tua misericordia salvami perché ritorni a te.

Martyrikà. Accanto al tuo trono celeste stanno i martiri coronati di santità: hanno vinto l’audacia dei demoni e ricevuto il premio della vita immortale.

Facendo scorrer su noi il flusso delle guarigioni, i martiri vittoriosi disseccano il torrente delle passioni della nostra carne per la potenza dello Spirito Santo.

Theotokìon. Concepisti la divinità impassibile, guarisci, o Vergine, la mia anima riarsa dalle passioni, strappami dal fuoco eterno, o piena di grazia.

Canone degli incorporei. Acròstico: Canto la lode al coro degli angeli.

Percorrendo nelle profondità.

Come carboni ardenti e teofori, incendiati dallo splendore della tua essenza, rivelasti i cori incorporei che ti glorificano, Cristo, come onnipotente.

Essendo incorporei e partecipi della gloria dell’immortalità, gli angeli o Cristo, per la loro vicinanza a te vengono illuminati.

I tuoi luminosi angeli, o Cristo, manifestano nella loro natura l’immaterialità: essi sono tipo e simbolo della purezza.

Theotokìon. Colui che prodigiosamente generasti, Vergine pura, viene servito con gioia dagli angeli, poiché tu concepisti il loro Signore e Dio.

Ode 3. Irmòs.

Rafforzaci in te, Signore, che sul legno uccidesti il peccato e radica il tuo timore nei cuori di noi, tuoi cantori. 

O Cristo, sbocciato da grembo immacolato, ti prego, per la penitenza rinnova la mia anima insozzata dalle passioni e falla risplendere di purezza eterna.

Seguendo l’amaro consiglio del nemico ho commesso ogni sorta di peccati, provocando molto il tuo sdegno, Sovrano longanime e filantropo.

Martyrikà. Protetti dalla croce, i vittoriosi martiri, valorosi soldati di Cristo, annientarono le roccaforti dell’errore.

Rinforzando con la potenza divina la vostra debolezza, generosi atleti del Signore annientaste del tutto la forza del nostro nemico.

Theotokìon. Maria, incensiere d’oro, scaccia il fetore delle mie passioni e rafforza colui che vacillante per gli assalti del maligno agguerrito.

Degli incorporei. L’arco dei potenti.

Il Dio immortale per natura, nella sua grazia e sapienza, rese immortali gli angeli, sue creature.

O angeli, che state al cospetto di Cristo con fervore, pregate dunque perché siamo tutti salvati.

Theotokìon. Il Creatore stesso del tempo, Madre sempre vergine, per te ha avuto un inizio quando lo partoristi nel tempo.

Ode 4. Irmòs.

Ate inneggio, Signore, poiché ho udito il tuo annunzio e mi sono destato: sei giunto infatti fino a me, cercandomi perché ero perduto: perciò glorifico la tua condiscendenza verso di me, misericordiosissimo.

Caduto nel baratro dei peccati, ho perduto, Signore, la bellezza dall’alto, temo il castigo: fa’ splendere sulla mia povera anima, Salvatore la luce del pentimento.

Per le sue menzogne il perfido seduttore mi ha strappato a te, Dio dell’universo, facendomi sua preda; strappami dalla sua malvagità e fa’ che, pentito, torni a te nella penitenza.

Il tempo della mia vita è divenuto un’opera di perdizione: salvami come un tempo salvasti la prostituta, che per tuo ordine si convertì, affinchè inneggi a te, unico senza peccato, o Cristo.

Martyrikà. L’empio che volontariamente escogitò il male, volle costringere i martiri a rendere culto a dèi inanimati, ma fu vinto dalla loro professione di fede nell’unico Dio Creatore.

Venerando una Monade per essenza e una Trinità per caratteri, divinità increata, non avete per nulla dato culto alle creature, o martiri di Cristo, perciò subiste ogni specie di tortura.

Theotokìon. Il Signore s’incarnò nel tuo casto grembo e si unì agli uomini volontariamente per accogliere nella penitenza quanti un tempo erano schiavi del peccato per le tue preghiere, Vergine purissima.

Degli incorporei. Ho udito la tua gloriosa.

Ti presento come miei avvocati gli angeli, Signore: nella tua bontà, liberami dai miei peccati.

Stando alla presenza dello Spirito supremo, causa d’ogni bene, gli spiriti divini brillano con purezza d’una intelligenza che supera ogni intelletto.

I divini ordini della schiera celeste, per ordine del divino Spirito, sono serbati incorruttibili.

Theotokìon. Vedendoti da lontano portare come un bimbo il Dio Verbo incarnato, Isaia in anticipo lo annunziò, o Vergine.

Ode 5. Irmòs.

Signore, datore di luce e creatore dei secoli, conduci tutti noi alla luce dei tuoi comandamenti: poiché all’infuori di te altro Dio non conosciamo.

Tu che doni la vista ai ciechi, rischiara Signore, la mia cecità spirituale, destami per le opere buone, rigettando pigrizia e torpore.

La mia anima, gravemente inferma per il morso del peccato, risana, unico Salvatore, che un tempo guaristi il viandante caduto nelle mani dei briganti.

Martyrikà. La folla degli atleti del Signore, svergognando la masnada degli empi, sopportò ogni tormento e gustò infine la gioia con gli angeli.

I martiri, tra le fiamme, apparvero come astri luminosi; per la loro pazienza essi fanno risplendere, come raggi luminosi, sulle anime dei fedeli, la luce dello Spirito santo.

Theotokìon. Il Dio precedente i secoli generasti neonato; egli possiede allo stesso tempo due nature e due volontà poiché tu, Vergine, concepisti l’Uomo-Dio.

Degli incorporei.

Colui che Isaia profetizzò.

Serafini e cherubini, brillando per la vicinanza della luce della tearchia, con i troni eccelsi comunicano alle altre gerarchie lo splendore ricevuto da Dio.

Fonte d’ogni splendore, Verbo di Dio, intorno a te hai disposto gli angeli come specchi sfavillanti, che con gioia e armonia riflettono direttamente la tua luce.

Theotokìon. Il santo arcangelo Gabriele, scendendo dal cielo, ti annunziò, pura sposa divina, la gioia che mette fine alla tristezza dei progenitori,

Ode 6. Irmòs.

Avvolto dall’abisso delle colpe, invoco l’abisso imperscrutabile della tua compassione: dalla corruzione, fammi risalire, o Dio.

Atterrato dall’inganno del serpente, giaccio nell’ignoranza; tu che con una parola raddrizzasti il paralitico, rialzami, o Cristo.

Scosso dal soffio del dragone e sballottato dalla tempesta del peccato, come Pietro sulle onde, Signore amico degli uomini, salvami.

Martyrikà. Santi martiri, superando la natura, avete patito oltre le possibilità umane: perciò ora gustate quei beni che superano la comprensione.

Avete colmato la misura della bontà, del valore e della virtù di Cristo; davanti a lui non smettete di pregare per noi, o inneggiatissimi martiri.

Theotokìon. Il Creatore tra tutte le generazioni scelse te, bellezza di Giacobbe che predilesse e apparve a noi sorgendo da te, purissima.

Degli incorporei. Ascolta le parole.

Gli angeli, icone della tua gloria e del tuo splendore, Cristo Signore, riflettono in eterno i divini raggi dell’eterna luce.

Stabiliti dal Dio santo e forte i serafini, rivelandoci il culto della Trinità, con voce incessante cantano l’inno trisagio.

Theotokìon. Come un tempo giurò a Davide, il Signore è davvero sorto dal tuo grembo, Vergine santa, avendo tu generato il grande Re dell’universo.

Ode 7. Irmòs.

L’immagine d’oro venerata nella piana di Dura per ordine ateo i tuoi tre fanciulli disprezzarono; gettati in mezzo alla fiamma, cantavano refrigerati: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

Per le deviazioni dell’intelletto e gli assalti dei demòni mi sono allontanato dalle tue braccia, come il dissoluto pieno di ogni vergogna: ma ora, tornando a te, come lui grido: ho peccato, non respingermi, Gesù che per me t’incarnasti.

Un tempo salvasti i niniviti penitenti minacciati di morte: adesso, o unico filantropo, salva dal terribile castigo il mio cuore macchiato da innumerevoli peccati.

Martyrikà. Il malvagio che tramava di rovinarvi, martiri divini e benedetti, è colpito a morte; le vostre membra straziate sono divenute fonti di guarigione per i fedeli colpiti dall’antico tentatore.

Né le belve, né le minacce dei tiranni, né le spade affilate, né gli oltraggi, né la sega riuscirono a intimorirvi; come estranei ai vostri corpi subivate i tormenti, santi martiri, giustamente incoronati.

Theotokìon. Il tuo grembo ospitò la luce immateriale, che con le fiamme della scienza di Dio indebolì l’ateismo, pura fanciulla, divina sposa; cantandolo gridiamo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Degli incorporei. I fanciulli un tempo.

Gli spiriti che senza sosta in cielo volano intorno al trono della tua ineguagliabile gloria, cantano con le loro bocche immateriali: Dio dei nostri padri, Signore nostro, tu sei benedetto.

Tutti gli angeli, Cristo, vedendoti negli eccelsi in un corpo, aprivano le porte celesti inneggiando: Dio dei nostri padri, Signore nostro, tu sei benedetto.

Theotokìon. Mostrando in te la ricapitolazione dei profeti e della Legge, o Vergine, Gabriele ti gridò: Ecco, concepirai il Dio dei vostri padri, il nostro Dio, Vergine santa e benedetta.

Ode 8. Irmòs.

Il Dio che scese nella fornace in aiuto ai figli degli ebrei e mutò la fiamma in fresca rugiada, opere tutte, inneggiate come Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Divenuto servo del maligno, sono schiavo della sua astuzia e inganno; vedendomi perduto insuperbisce: liberami da lui, Dio di bontà, rifugio degli smarriti.

Liberami dall’impero delle passioni, che trattengono il mio corpo con lacci insolubili, tu che spezzasti le catene dell’ade: Cristo, Salvatore del mondo, degnati di guidarmi sulle rette vie.

Martyrikà. Ahimè, contro di me gli artefici delle passioni hanno scatenato tutta la loro malizia: voi, però, benedetti martiri, imitatori della passione di Cristo, liberatemi dalle loro trame.

Non piegando il ginocchio davanti alle sculture, come un tempo i fanciulli foste gettati nella fornace dei tormenti e rimaneste illesi per la rugiada divina, o martiri, inneggiando a Cristo nei secoli.

Theotokìon. Alla mia anima spossata dall’assalto del maligno, Madre di Dio, concedi la guarigione per la tua preghiera, Vergine santa, perché ti glorifichi nei secoli dei secoli.

Degli incorporei.

Disprezzando la statua d’oro.

Come riflesso della tua bontà stabilisti gli angeli che soccorrono, o Verbo, chi pratica i tuoi precetti e canta: opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Di virtù sublime ornasti i cittadini del cielo, illuminati dalle gerarchie angeliche; accetta, Cristo, la loro voce incessante: opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Deliziamoci splendidamente cantando la divina melodia degli incorporei e diciamo divinamente al Sovrano un canto acclamando con loro: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. La vera sapienza che dirige l’universo trovò diletto in te, pura Madre incontaminata sua dimora; perciò noi cantiamo: Opere tutte, benedite il Signore, ed esaltatelo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Il Verbo, Dio da Dio, venuto con indicibile sapienza a rinnovare Adamo, malamente caduto nella corruzione per un cibo, da Vergine santa ineffabilmente incarnato per noi, concordi, fedeli, magnifichiamo.

Ecco il tempo di operare: perché stoltamente dormi immersa nell’avvilimento, anima mia? Destati e fa’ risplendere con le lacrime la tua lampada, affrettati, perché lo Sposo delle anime è vicino; non tardare per non restar fuori della porta divina

Quanto è temibile il tuo tribunale: esso rivela ogni azione, la mette a nudo davanti ad angeli e mortali Quanto è spaventosa la sentenza che emetterai per chi avrà peccato: da essa liberami, o Cristo, donandomi prima della fine lacrime di conversione.

Martyrikà. I divini atleti gloriosi, segnati dall’amore per l’agnello e pastore sono cruentamente immolati nella gioia, come agnelli innocenti e così realmente allietano tutta la santa Chiesa dei primogeniti nei cieli

Resi come luminari per solari fulgori, voi rischiarate ogni animo con lo splendore della vostra lotta, o atleti generosi e fugate ogni oscurità dell’errore; perciò, con fede, siete giustamente detti beati.

Theotokìon. Risparmiami, Signore, risparmiami, quando verrai a giudicarmi; non condannarmi al fuoco, nel tuo sdegno non accusarmi: ti implora la Vergine che ti portò in grembo, o Cristo, la moltitudine degli angeli, la folla dei martiri.

Degli incorporei. Tutto tu sei desiderio.

Angeli splendenti, vestiti di candide vesti, apparvero come segni ai discepoli divini per indicare la tua seconda venuta, o Cristo. Con loro noi tutti, proclamandoti Dio, ti magnifichiamo.

Come effusore di bene, tu crei l’angelica natura razionale come splendore secondo che riflette il tuo chiarore primo, o mio Cristo più che buono; perciò tutti, con inni, ti magnifichiamo.

Theotokìon. Considerando con stupore, o purissima, la fulgida luce della tua verginità, il divino principe delle schiere celesti gridava di gioia; perciò noi tutti, come Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Considerando le indegnità delle mie male azioni, mi rifugio nella tua compassione, imitando il pubblicano, la prostituta in pianto e il figlio dissoluto; mi getto dunque ai tuoi piedi, o misericordioso: prima di condannarmi, risparmiami o Dio e abbi pietà di me.

Non considerare le mie colpe, o Signore, partorito dalla Vergine: purifica il mio cuore, rendilo tempio del tuo santo Spirito; non scacciarmi con disprezzo dal tuo volto perché la tua misericordia non ha confine.

Martyrikòn. Poiché fino alla morte avete patito per Cristo, martiri vittoriosi, ora le vostre anime sono nei cieli, nelle mani di Dio, mentre in tutto il mondo sono scortate le vostre reliquie: le venerano sacerdoti e re e noi genti tutte, secondo l’uso, esultanti acclamiamo: Sonno prezioso davanti al Signore è la morte dei suoi santi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come ulivo fruttifero la Vergine ha prodotto te, il frutto della vita, per portare al mondo il frutto copioso della tua misericordia, Signore.

Alla Liturgia

Le Beatitudini (Makarismì)

La voce del ladrone ti rivolgiamo e gridiamo: Ricordati di noi, Signore, nel tuo regno.

Trascurando le mie molte colpe, o filantropo, mostrami partecipe del tuo splendore, ti supplico.

Gli ordini angelici ti supplicano, Signore, per tutti i fedeli che con affetto ti inneggiano.

Martyrikòn. Per le suppliche dei tuoi martiri, Gesù più che buono, sii propizio a noi nell’ora del giudizio.

Gloria.

Glorifichiamo il Padre, veneriamo il Figlio e inneggiamo tutti lo Spirito, fedeli tutti.

E ora. Theotokìon.

Il frutto del tuo grembo ha reso cittadini del paradiso quanti erano morti per un frutto.

Continua a leggere

Modo II – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 2

LUNEDI SERA AL VESPRO

Al Signore, a te ho gridato stichirà Prosòmia Despotikà.

Tono 2. Quando dal legno.

Cristo, unico senza peccato, unico paziente, unica fonte di bontà, vedi la mia angustia, vedi la mia tribolazione e cancella tutte le cicatrici delle mie ferite; salva nella tua misericordia il tuo servo, affinchè, scacciate lontano le nubi dello scoraggiamento, io glorifichi te, il mio Salvatore più che buono.

Guarda, misera anima mia, guarda quanto sono scellerate le tue azioni; guarda la tua nudità e, ahimè, la tua derelizione: poiché stai per essere separata da Dio e dagli angeli e gettata nel tormento senza fine. Torna alla sobrietà, destati, affréttati, grida: Ho peccato, Salvatore, dammi il perdono e salvami.

Profanando il corpo gravemente, ho macchiato anima e cuore e con pensieri sporchi tutti i miei sensi ho ferito; ho insozzato gli occhi e le orecchie ho infettato la lingua con discorsi vani e ora sono tutto impuro, perciò a te grido prostrandomi: Cristo Sovrano, contro di te ho peccato, perdonami e salvami.

Altri stichirà del precursore, uguali.

Affréttati, strappami alle tentazioni, te ne imploro, o glorioso profeta del Signore; senza motivo si sono mossi contro di me quanti mi combattono, gli amari demòni che cercano di rapire l’anima del tuo servo come miserevole passero: non mi abbandonare fino alla fine, sappiano piuttosto costoro, o beatissimo, che tu sei il mio rifugio.

O santissimo frutto della sterile, dolce fiore del deserto, dolce rondine primaverile, usignolo dalla bella voce, colomba dorata, la mia povera anima sempre insterilita rendi fruttuosa di buone azioni, affinché germogliando al centuplo la spiga, divina, offra a te, beato, la lode divina.

Scampami dal fuoco eterno e dal buio profondo e dalla necessità e da ogni tribolazione e male, da ogni affanno, ti supplico, beato precursore e, anche se per le colpe condanno me stesso, per le tue preghiere rendimi partecipe dei salvati, là dove sono i cori dei santi e la gioia indicibile.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Pena e malessere mi hanno colto e ogni sorta di passioni, mettendo in pericolo la mia povera anima; o vergine senza nozze, Madre di Cristo nostro Dio, mostrati mio nocchiero nel mare della vita e calma la tempesta agitata e guida al porto sereno della penitenza e della pace colui che accorre alla tua divina protezione.

Apòstica catanittici, prosòmia.

Contro di te, Salvatore, come il figlio dissoluto ho peccato: accoglimi nel mio pentimento, o Padre e abbi pietà di me, o Dio.

A te grido, Cristo Salvatore, con le parole del pubblicano: Sii propizio anche a me, come a lui e abbi pietà di me, o Dio.

Martyrikòn. Quando i santi martiri pregano per noi e inneggiano a Cristo, ogni errore scompare e la stirpe umana viene custodita nella fede.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutta la mia speranza in te ripongo, Madre della vita: custodiscimi sotto la tua protezione.

Continua a leggere