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4 Agosto

Memoria dei sette santi fanciulli di Efeso.

Al Vespro.

Al Signore, a te ho gridato, stichirà prosòmia.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Per ubbidire a Dio i beati fanciulli disprezzarono un ordine iniquo; legati, sciolsero i vincoli dell’inganno e rinunciando a una dignità mondana, ricevettero la dignità che li rese gloriosissimi e procurò loro il gaudio superno del regno.

Esercitandovi con costanza in vista dell’arena della lotta, o santi, stavate nascosti nella grotta, supplicando il Signore con incessanti preghiere di concedervi vigore e forza; ma per quei giudizi che il Filantropo sa, egli dispose con signoria divina che voi tutti vi addormentaste in pace.

Ai santi è proposto il mistero dei misteri: come infatti non si accorsero di morire, così anche ora sapientemente stupiscono risvegliandosi: avvenne infatti a conferma della risurrezione dai morti affinché quanti la negano, venendo a sapere questo ammutoliranno, glorificando con fede i martiri.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Riscattami dalla condanna, santissima sposa di Dio e con le tue preghiere libera la mia povera anima dalle funeste cadute e dalla morte: nel giorno in cui sarò esaminato, fa’ che ottenga la giustificazione come l’ottennero le folle dei santi, purificato dalla penitenza e dall’effusione delle lacrime, prima che giunga la fine.

Oppure stavrotheotokìon.

Vedendo sulla croce te, agnello e pastore, l’agnella che ti generò faceva lamento e come madre così ti parlava: Figlio amatissimo, come dunque sei appeso al legno della croce, o longanime? Come sei stato inchiodato mani e piedi da empi, o Verbo? E come hai versato il tuo sangue, o Sovrano?

Apolytìkion. Tono 4.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni: per le loro preghiere, Cristo Dio, salva le nostre anime.