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Modo: Modo 3

Modo III

Modo III – Sabato – Mattutino

PERIODO DEL TERZO TONO Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata martyrikà.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Nella tua onnipotenza, Signore, colmasti di gioia la memoria dei tuoi vittoriosi: li rafforzasti perché imitassero la tua passione; valorosamente infatti vinsero la potenza di Beliar e perciò ottennero carismi di guarigioni; per le loro preghiere, o Cristo Dio, concedi pace al tuo popolo.

Coperti dall’armatura di Cristo e rivestiti delle armi della fede, abbatteste da lottatori gli schieramenti del nemico; coraggiosamente sopportaste per la speranza della vita tutte le minacce e i flagelli dei tiranni: per questo riceveste le corone, martiri di Cristo dall’animo forte.

Idiòmelon. Come astri fulgidissimi risplendete per la fede, o santi, medici dei malati, celebratissimi vincitori: voi infatti, senza temere i tormenti dei tiranni, avete schiacciato al suolo le ignominie degli idoli, tenendo come invitto trofeo la croce della verità.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Celebriamo in te colei che fu mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Madre di Dio: poiché con la carne da te assunta, tuo Figlio, nostro Dio, accettando di patire sulla croce, ci ha liberato dalla corruzione, lui che è amico degli uomini.

Altri Kathìsmata, dopo l’àmomos. Martyrikòn.

La vostra coraggiosa resistenza vinse le macchinazioni del nemico, principe del male, o illustri atleti, perciò site divenuti degni della felicità eterna; essendo martiri della verità, pregate dunque il Signore di salvare il gregge del popolo amico di Cristo,.

Necròsimo. Attonito di fronte.

Quando alla tua parola ci presenteremo al tuo imparziale tribunale, non confondere quanti in te credettero, o nostro Salvatore; tutti infatti peccammo, ma non ci distogliemmo da te; perciò ti supplichiamo: Da’ riposo nelle tende dei tuoi giusti o Cristo, a quanti con te hai preso, perché solo tu sei misericordiosissimo.

Gloria.

Per un albero siamo amaramente caduti nella morte e risorti di nuovo per un albero prezioso; perché con la tua croce, Salvatore, hai ucciso la morte e fatto sgorgare per tutti la vita senza fine: di essa rendi degni i tuoi servi fedeli passati a te, o misericordioso, donando loro il tuo regno.

E ora. Theotokìon, uguale.

Accogli, o purissima, i tuoi servi che al cenno divino attraversarono i tumultuosi flutti della vita e piamente trapassarono: presentali al nostro Giudice e Dio, implorandolo di concedere loro redenzione, perché come Madre del Creatore detieni il volere e il potere.

Canone per tutti i santi. Acròstico: Ai confidenti di Dio offro un canto divino. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Tu sei il Dio esaltato che fece un tempo meraviglie trasformando in terra ferma l’abisso e annegando i cavalieri per salvare il popolo che a te canta, Redentore.

Foste annoverati tra i martiri, tutti voi atleti sapienti, che valorosamente subiste ogni sorta di tormenti per la verità; perciò noi fedeli senza sosta vi glorifichiamo.

Ai nostri occhi possedete l’eccelsa vita, profeti e gerarchi del Signore; quali pastori guidaste divinamente il gregge del Verbo che si abbassò per la nostra salvezza.

Crocifissi per il mondo, o beati, fuggiste tutti i piaceri della carne e, divenuti strumenti dello Spirito, con l’energia di Dio disperdeste gli spiriti dell’errore.

Necròsimo. Quanti per tuo ordine, Signore, dalla terra trapassarono nella fede e nella pietà, accoglili nel riposo della vita eterna e della luce senza tramonto, tu che sei Buono.

Theotokìon. Purissima, qual Madre di Dio senza sosta ti veneriamo piamente con tutte le sante donne che misero in fuga il nemico con l’ascesi.

Canone per i defunti. Acròstico: Questo terzo cantico ai morti dedico.

Ode 1. Attraverso il mare.

Nella tomba abbattesti la tetra morte annientando il potere dell’ade: perciò salisti al cielo come primizia innalzando con te la folla dei martiri; concedi, ora, o Cristo, il riposo a quanti lasciarono questa vita.

Rafforzasti i martiri e per essi allontanasti l’errore; per le loro preghiere concedi sempre, o Dio Salvatore, ai defunti di ottenere l’immortalità con te e l’eredità dei beati.

Hai versato, Signore, il tuo sangue per degli schiavi immolandoti per compassione, pagando per essi il riscatto, Cristo misericordioso; perciò t’imploriamo di dare riposo alle anime dei fedeli trapassati.

Theotokìon. Cantiamo la Madre purissima che generò il nostro Dio, perché con la sua morte per noi egli infranse i chiavistelli della morte facendo sorgere la beatitudine e l’immortalità in eterno.

Ode 3. Irmòs.

Anima sterile e senza prole, fa’ scorrere il frutto famoso, avendo bei figli grida: In Dio si è rafforzato il mio cuore; non c’è santo, non c’è giusto all’infuori del Signore.

Indossando come una corazza la forza divina, o martiri gloriosi e insigni, annientaste la potenza del demonio, distruggendo del tutto il potere del maligno e foste incoronati vincitori.

Cristo Signore, che santificasti i pastori del tuo gregge col crisma dell’unzione, per te i santi vinsero il nemico; per le loro preghiere illumina e santifica quanti senza fine t’inneggiano.

In coro con i profeti cantano le sante donne distintesi nella fede e nell’ascesi, risplendendo per il fulgore delle lotte calpestando l’astuzia del serpente.

Necròsimo. O Cristo annovera con i santi quanti il tuo volere divino ha fatto transitare da questo mondo verso di te; tu che sei Buono non considerare i loro peccati, ascolta invece la preghiera dei tuoi santi.

Theotokìon. Ottenuta la salvezza per il tuo santo parto, noi fedeli, Vergine pura, ti rivolgiamo il saluto di Gabriele e ti supplichiamo di ottenerci con le tue preghiere anche il perdono dei peccati.

Canone per i defunti.

Tu che hai tratto.

Dalla terra mi plasmasti e alla terra mi riconduci, riplasmandomi più nuovo e più bello di prima; per l’intercessione dei martiri, Signore, da’ riposo alle anime dei defunti.

Per i martiri vittoriosi che patirono percosse e ferite, tormenti e torture, fa’ riposare le anime dei fedeli defunti che in te sperarono, Creatore dell’universo.

Salva dalla geenna di fuoco, o amico degli uomini e dagli antri oscuri dell’ade, o Sovrano, i tuoi servi addormentati nella speranza e nella fede.

Theotokìon. Più sacra di ogni creatura apparisti, o Madre del Creatore: sei tu la Madre del Dio vincitore della morte, che ci donò l’immortalità.

Ode 4. Irmòs.

Come monte adombrato Avvacùm predisse il tuo grembo senza macchia, o Vergine; perciò cantiamo: il Signore venne da Teman, il Santo dal monte adombrato.

Come agnelli immolati, o martiri, foste sacrificati per fede all’Agnello, che sul legno della croce volle immolarsi per la salvezza della stirpe umana.

Tra i santi veneriamo i gerarchi famosi, divenuti torce della fede: dissolvendo le tenebre delle passioni e purificando dalle eresie la nostra fede marciarono verso la luce senza tramonto.

Per la bellezza dei loro oracoli, i profeti ispirati allietarono le anime dei fedeli: le donne teofore fecero rilucere l’aurora nei loro cuori per le loro lotte ed i fulgidi prodigi.

Necròsimo. A quanti lasciarono questa vita concedi nell’altra la tua gloria, Verbo di Dio, rimettendo i loro peccati, quanti ne commisero sulla terra consciamente o inconsciamente.

Theotokìon. Gloria dei vittoriosi martiri, ornamento dei sacri gerarchi, rivelazione dei profeti, vanto delle donne sante, Madre di Dio, noi ti inneggiamo.

Canone per i defunti.

Ci desti una prova

Signore, per amor nostro dimorasti in una tomba e svuotasti come Dio i sepolcri; incoronasti i martiri vittoriosi: dà riposo, dunque, ai tuoi servi defunti.

Gradisti, Signore, l’offerta dei martiri che ti confessarono nell’asprezza della lotta e i tormenti che per te subirono: risparmia, dunque, ai tuoi fedeli il castigo dopo la morte.

Tu che possiedi i tesori eterni, concedi gloria senza fine e immortalità a quanti presso di te hai chiamato, rimuovendo la barriera del peccato.

Theotokìon. Fosti davvero Vergine e Madre: tu sola, purissima, unisti verginità e maternità generando il Dio distruttore della potenza della morte.

Ode 5. Irmòs.

Con la tua luce senza tramonto illumina, o Cristo, la mia anima e il mio cuore; guidami nel tuo timore, Signore, perché i tuoi precetti sono luce ai miei occhi.

Sembravano senza rimedio e senza speranza le ferite e le piaghe infertevi dal nemico, o santi atleti, ma con esse sempre guarite le ferite dei fedeli.

Cantiamo la folla dei santi, esaltiamo i gerarchi di Cristo, veneriamo i profeti del Signore, che sempre pregano per noi.

Rapite dall’amore del Dio per noi divenuto uomo, le sante donne dalla fama immortale si applicarono all’ascesi e alle lotte meritando il regno celeste.

Necròsimo. Nelle dimore del paradiso, Cristo Signore, nella terra dei viventi, là dove brilla la luce, accogli i tuoi servi che a te da questo mondo chiamasti.

Theotokìon. Nel tuo grembo, o Vergine, s’incarnò Dio rivelandoti più elevata degli angeli; fra tutte le sue creature sei la più alta, perciò ti celebriamo con inni.

Canone per i defunti.

Davanti a te veglio.

Nella Chiesa dei primogeniti, per le preghiere degli atleti e venerabili martiri, degnati, o Buono, di annoverare con i giusti i nostri defunti.

Lavaggio di peccati il santissimo sangue dei tuoi martiri, o Cristo: accogli dunque nella quiete quanti si addormentarono piamente e da’ loro riposo.

Dirigi, o Verbo, le anime dei defunti verso il luogo delle tue delizie eterne e falli degni della gloria dei santi nella luce inconcepibile.

Theotokìon. Degnamente magnifichiamo te, Vergine, che generasti ineffabilmente il Verbo incircoscrivibile che dona ai defunti la vita.

Ode 6. Irmòs.

Il gorgo delle passioni si aprì davanti a me nella tempesta delle correnti avverse: ti prego, salvami, o Dio Salvatore, come un tempo liberasti il profeta dal mostro marino.

I candelabri della luce inaccessibile, le pecore dell’Agnello e Pastore, i soldati e illustri atleti di Cristo con inni santi onoriamo.

Esaltiamo la folla dei beati che il Signore esaltò per l’umiltà di cuore e glorifichiamo la moltitudine dei sacri gerarchi che con le opere glorificarono la Trinità santa.

Con prodigi strabilianti e dando prova di coraggio nell’agone le sante donne sconfissero il nemico e meritarono la ricompensa nei cieli.

Necròsimo. I fedeli che chiamasti a te, annoverali nella moltitudine dei tuoi santi e collocali nel seno del giusto Abramo perché inneggino al tuo amore per gli uomini, o Cristo Salvatore.

Theotokìon. Vergine pura, gloria dei martiri, dei profeti, dei santi e dei giusti di tutti i tempi, le nostre voci si uniscono santamente alle loro per inneggiarti per tutti i secoli.

Canone per i defunti. Come Giona a te grido.

Muta in gioia l’afflizione dei fedeli defunti, per le preghiere dei tuoi martiri vittoriosi, riempiendoli di gioia, o Buono e guidali rettamente verso la luce.

Nella moltitudine delle tue compassioni da’ riposo, o Cristo, nel seno dei patriarchi defunti, là dove splende la luminosa gioia della tua visione, ai defunti, non considerando, Signore tutti i loro peccati.

Manifesta a quanti raggiunsero l’altra vita, abbandonando le miserie di quest’altra, le meraviglie del tuo amore, o Cristo; colmali di gioia e letizia.

Theotokìon. Mi salvasti dal potere della tomba col tuo parto prodigioso, Madre di Dio: partoristi la fonte della nostra immortalità e rischiarasti tutto il mondo con la tua luce.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i tre fanciulli, figura della Trinità santa, non temevano la minaccia del fuoco e cantavano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Nel mezzo delle fiamme, martiri santi, riceveste dal cielo la rugiada divina; con i supplizi cui foste esposti uccideste il nemico ingegnoso.

Dirigendo come una nave la Chiesa di Dio, i santi gerarchi la preservarono dal naufragio evitando gli scogli dell’errore e la conducono intatta fra le onde.

Mortificando santamente la vostra carne, venerabili asceti, ereditaste per le vostre lotte la vita incorruttibile nell’aldilà con i profeti e le donne sante.

Necròsimo. Non accusare in giudizio i tuoi fedeli che con fede lasciarono questa vita; collocali, invece, o Buono, con noi nella luce dei tuoi santi, Verbo di Dio.

Theotokìon. Tu sei la vera gloria dei martiri, dei profeti, delle donne santificate, dei gerarchi che vissero santamente: con loro noi ti cantiamo, o pura.

Canone per i defunti. Effondesti rugiada.

Causa e principio d’ogni vita, Dio Verbo, potenza creatrice, concedi alle anime dei tuoi servi defunti le delizie promesse ai martiri, o Dio dei nostri padri.

Gli illustri martiri del Signore disprezzarono coraggiosamente come transitori i loro corpi e sempre con franchezza ti pregano: da’ riposo alle anime dei tuoi servi defunti, o Dio dei nostri padri.

La canna della croce fu il calamo con cui firmasti il perdono dei peccati per tutti i fedeli; possano profittarne anche le anime trapassate perché cantino con gioia in tuo onore, o Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Il Verbo del Padre, creando tutto per suo volere, trovando la natura mortale coperta dal fango delle passioni, la riplasmò come Dio; benedetto il frutto del tuo grembo, o purissima.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli angeli in cielo senza sosta glorificano come Dio, cieli dei cieli, terra, monti e colli, abisso e ogni stirpe di uomini, beneditelo con inni come Creatore e Redentore.

Colpiti da molteplici tormenti, esposti ai supplizi non rinnegaste la vita vera, santi atleti di Cristo, ma negaste agli idoli una funesta adorazione.

Lampade sul lampadario delle virtù, coi vostri raggi rischiarate tutta la terra dissolvendo tutta la tenebra dell’errore, vittoriosi atleti del Signore, concittadini degli spiriti celesti.

Siano inneggiati gli illustri profeti, la moltitudine dei beati, la folla delle donne che lottarono per la fede, perché tutti pregano per noi Cristo Salvatore.

Necròsimo. O Verbo, principio della vita, nella luce del tuo volto dà riposo con i santi ai fedeli trapassati, rimettendo loro le colpe nella tua grande misericordia, Signore.

Theotokìon. Vergine lodatissima, rivelazione dei profeti, ornamento di gerarchi e martiri, gioia delle vergini e dei beati, noi ti cantiamo per tutti i secoli.

Canone per i defunti. I nobili fanciulli.

Principio e tesoro della vita, promettesti ai mortali l’immortalità: la donasti ai tuoi martiri che piamente per te, Cristo, cantarono con fede: Opere tutte, benedite il Signore.

Gli atleti, sapienti nello Spirito, hanno sopportato i tormenti e ora chiedono perdono per le anime dei defunti, gridando a Cristo: Opere tutte, benedite il Signore.

O Signore, che per la lancia che trafisse il tuo fianco infrangesti la barriera del peccato, lacerando il debito dei fedeli trapassati, fa’ loro grazia perché cantino: Opere tutte, benedite il Signore.

Theotokìon. Nube spirituale che fa sgorgare l’acqua viva del perdono dissetante i fedeli trapassati, senza sosta procuri l’immortalità a tutti i mortali che ti acclamano: Vergine benedetta, benedetto il tuo parto.

Ode 9. Irmòs.

Sul monte Sinai Mosè nel roveto contemplò te, che senza venirne consumata concepisti in grembo il fuoco della Divinità; Daniele ti vide come montagna non tagliata e Isaia ti acclamò come virgulto germogliato dalla radice di Davide.

Offerti come vittime all’immolato per noi, colmaste di letizia i sacri templi degli angeli, o vittoriosi del Signore: con le vostre preghiere dunque, rafforzate tutti e liberateli dalla funesta seduzione del nemico.

Come astri portatori del Verbo di vita illuminaste le anime, o sacratissimi gerarchi di Cristo, partecipi della divina gloria; ricevuto, o venerabili, il fuoco dello Spirito, consumaste le passioni e spegneste il rogo dei demòni.

Con i santi profeti onoriamo la folla degli uomini pii che prima della Legge e sotto la Legge brillarono per vita pura; lodiamo anche i cori delle sante donne e gridiamo: Signore, per la loro intercessione, salvaci tutti.

Necròsimo. La tua tomba, o Cristo e la tua risurrezione divennero vita di tutti; perciò osiamo gridarti: Da’ riposo, con tutti gli eletti, ai tuoi servi, che nella fede hai preso con te, perdonando loro tutte le colpe, perché sei Dio e filantropo.

Theotokìon. Terribile è questo luogo, gridò un tempo Giacobbe, vedendo nella scala, o Madre di Dio, la figura di te, vera gloria dei martiri, vanto dei santi, splendore degli angeli, salvezza di tutti i profeti e credenti.

Canone per i defunti. Onorandoti con inni.

Tu che sei Dio buono e filantropo, per le preghiere dei martiri fa’ dimorare i defunti nella terra dei miti, concedendo loro remissione delle colpe, o misericordioso, nella tua grande e ricca misericordia.

Nelle tende dei tuoi santi, nel seno di Abramo, annovera con i tuoi giusti, quanti hai preso con te, Salvatore, là dove splende la luce divina e immacolata del tuo volto e resta per sempre l’esultanza davvero eterna.

Della tua vita beata, dei beni eterni, del gaudio senza fine, della letizia vera in luogo verdeggiante, presso acque di ristoro, rendi degni i servi che per tuo volere, o datore di vita, hai trasferito.

Theotokìon. Come arca santa e tenda della testimonianza, o purissima, accogliesti in grembo Dio datore di vita, tuo Creatore, che con la propria morte abolì la sentenza della maledizione antica e la legge della morte.

Apòsticha delle lodi, martyrikà. Tono 3.

Re e tiranni rifiutarono di temere, i soldati di Cristo: intrepidi e forti lo confessarono Dio, Re e Signore dell’universo e pregano per le nostre anime.

Stupirono le schiere dei santi angeli per le lotte dei martiri: perché, pur rivestiti di corpo mortale, disprezzarono i tormenti, divenuti imitatori della passione del nostro Salvatore: e pregano per le nostre anime.

Come luminari nel mondo splendete anche dopo la morte, santi martiri, avendo combattuto la buona battaglia: con la franchezza ottenuta, supplicate dunque Cristo, d’aver misericordia delle nostre anime.

Necròsimo. O uomini, perché ci agitiamo invano? Breve è la nostra corsa, la vita fumo, vapore, cenere, polvere che per un momento appare e ben presto a nulla vale. Gridiamo perciò a Cristo, Re immortale: A quanti tra di noi se andarono dona riposo, là dove in te dimorano tutti quelli che sono nella gioia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O venerabile, prima tra i santi, lode delle schiere celesti, inno degli apostoli, argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.

Quando c’è l’alliluia cantiamo i Martyrikà riportati qua sopra alle lodi, mentre agli aposticha diciamo i seguenti necròsima.

Tono 3. Col segno della tua croce.

Glorifico la tua croce preziosa per cui fu donata vita e gaudio a quanti con fede e affetto t’inneggiano, o solo misericordiosissimo; perciò gridiamo a te, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.

Stico. Beati quelli che hai scelto e chiamato, Signore.

Solo misericordioso e compassionevole, il cui oceano di bontà è incomprensibile, tu conosci la natura degli uomini da te creata; ti supplichiamo, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.

Stico. Le loro anime dimoreranno fra i beni.

Dormisti nella tomba come uomo e per la tua potenza invincibile, come Dio, rialzasti i dormienti nelle tombe ed essi sempre a te inneggiano; perciò gridiamo a te, Cristo Dio: Ai trapassati fra noi da’ riposo, là dove dimorano tutti quelli che in te gioiscono, perché glorifichino la tua divinità.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tutti riconosciamo in te, Madre di Dio, la lampada intelligibile recante lo splendore della divinità, comunicante con lo spessore della sostanza umana: prega dunque tuo Figlio e Dio di far dimorare i trapassati fra noi là dove è la dimora di tutti quelli che gioiscono, perché glorifichino te, Vergine purissima.

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini).

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Stando nella fornace dei tormenti, o atleti, trovaste la refrigerante rugiada celeste, che vi diede la forza di sopportare i supplizi inferti alle vostre carni; perciò lenite ogni pena delle nostre anime.

I sacri gerarchi, i profeti gloriosi, la folla dei beati, la torma delle donne divine, lottando con fede e abbattendo l’errore del nemico, ottennero la gloria celeste; per le loro preghiere abbi compassione dei tuoi servi, o Salvatore.

Dove splende la tua luce, nelle tende dei tuoi eletti, o Dio, dov’è il gaudio eterno, i trapassati con fede fra noi colloca, Gesù, dimenticando le loro colpe affinché sempre ti glorifichiamo, o Sovrano.

Gloria.

Adoriamo, fedeli, un’unica divina Monade senza principio in tre persone per esser degni di ottenere remissione dei peccati e ricevere il regno, inneggiando a lei, misericordia infinita.

E ora. Stavrotheotokìon.

Illuminazione e perdono, il liberatore di tutti, apparve da te, Sovrana piena di grazia; supplicalo sempre nell’imminente tremendo giudizio di liberare da ogni condanna, o purissima, quanti sempre con fede a te inneggiano.

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Modo III – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Lunedi Al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono 3.

Finché sei pellegrina sulla terra, pentiti, anima mia: la polvere nella tomba non inneggia non viene redenta dalle colpe; grida a Cristo Dio: O conoscitore dei cuori, ho peccato, prima di giudicarmi, risparmiami, o Dio e abbi pietà di me.

Fino a quando, anima mia, rimani nelle colpe? Fino a quando rimandi la penitenza? Considera il giudizio futuro e grida a Cristo Dio: Ho peccato, conoscitore dei cuori, Signore senza peccato, abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, Maria, Madre e Vergine, monte santo, giardino dell’Eden: da te venne partorito Cristo Dio, il solo nato senza seme, dal quale al mondo germogliò la vita.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Al tremendo giudizio, senza accusatori vengo accusato, senza testimoni, condannato: perché là vengono aperti i libri della coscienza e svelate le opere nascoste; prima dunque di quell’ora in cui, in quel pubblico teatro, scruterai ciò che ho fatto, siimi propizio, o Dio e salvami.

Un tremendo tribunale mi attende, Signore: perché se anche tacerò, grideranno le mie opere. Ma tu affrettati, o Cristo Dio, a cercare lo smarrito inducendomi alla conversione e salvami.

Gloria. E ora.

Theotokìon. La confessione della fede.

Divenisti divina tenda del Verbo, o sola Vergine Madre purissima, che in purezza superasti gli angeli; purifica dunque me, più di tutti contaminato dai peccati della carne, con i divini fluenti della tue preghiere, concedendomi, o venerabile, la grande misericordia.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Attonito di fronte alla bellezza.

Le cose celesti e le terrestri col verbo creasti, tu che sei onnipotente; i cori degli angeli assistendo con tremore senza sosta ti offrono la lode, o Sovrano, rischiarando con la tua luce tutti i confini; per mezzo loro anche noi gridiamo: Salvaci, per la tua amorosa compassione.

Martyrikòn. La vostra coraggiosa costanza vinse le macchinazioni del nemico origine del male, o celebratissimi vincitori, perciò otteneste la beatitudine eterna; pregate dunque il Signore di salvare il gregge del popolo amico di Cristo, o martiri della verità.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Attonito di fronte alla bellezza.

Gli esseri celesti esultavano con timore e quelli terrestri si rallegravano con tremore, quando giunse a te, o Madre di Dio, quella voce purissima; un’unica festiva letizia su tutti rifulse quando il Sovrano liberò il primo uomo creato; perciò con l’angelo ti acclamiamo: Salve, piena di grazia.

Canone catanittico. Acròstico: Scioglimi da tante colpe, o Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Sommergendo nell’abisso, Signore, i carri di faraone, fendesti il mare e salvasti il popolo d’Israele, che ti celebravi nei suoi canti.

Salvami dalle mie colpe senza numero, Signore senza peccato, concedendomi, come un tempo alla peccatrice la compunzione per piangere le mie mancanze.

Per i miei delitti sono divenuto come una caverna di briganti; rendimi tua dimora per le virtù, Signore, che hai voluto esser partorito in una grotta.

Martyrikà. Guidati dallo Spirito attraversaste la tempesta dei tormenti e raggiungeste il porto della pace, divini martiri.

Splendidi nella grazia dello Spirito sfuggirono con gioia alle profonde tenebre dell’idolatria, i nobili martiri.

Theotokìon. Ho peccato moltissime volte, ma tu, purissima, rifugio dei peccatori, per le tue preghiere, ottienimi la conversione.

Canone degli incorporei. Acròstico: Porto un terzo canto agli incorporei.

Cantiamo un cantico nuovo.

Luce senza inizio, Cristo nostro Dio, principe dello splendore eccelso, effondi sul mio spirito la tua luce per la protezione dei tuoi santi angeli, Signore.

Comunicando alla suprema bontà i cori degli angeli, nell’esultanza rifulgono di carismi divini emanati dalla tua gloria nascosta.

Come buono e vivificante, datore di beni, lo Spirito potentissimo del Padre, ha stabilito la potenza dei cieli con immutabili divini splendori.

Theotokìon. Divino comandante Gabriele, con i cori degli incorporei anche ora grida o beatissimo, alla piena di grazia la voce gioiosa: Salve, purissima!

Ode 3. Irmòs.

Rinsalda e illumina nella tua innodia i nostri cuori per glorificare te, Signore Salvatore, nei secoli.

Come salvasti Pietro che annegava, fammi uscire dall’abisso del peccato, o amico degli uomini.

Con le passioni il tentatore mi ha ucciso: vivificami con la penitenza, o fonte di vita.

Martyrikà. Ingiustamente arsi nel fuoco materiale, o martiri, ardevate d’amore immateriale per l’immateriale.

Intrappolati, i martiri annientarono le trappole del maligno e furono degni della corona di vittoria.

Theotokìon. O Maria, dal nome regale, per le tue preghiere liberami da molte passioni nocive all’anima che di dominano.

Degli incorporei. Con forza spezzasti l’arco.

Hai fatto sgorgare, o buono, gli angeli del cielo come fiumi e onde della tua bontà, facendoli splendere della luce del tuo mistero nascosto.

Per mostrare chiaramente i tesori della tua ricca potenza, Signore, creasti gli spiriti celesti rendendoli partecipi alla tua gloria.

Angeli fulgidissimi stanno davanti a te servendoti senza sosta con timore: essi cantano la tua potenza, Signore, celebrando il tuo eterno dominio.

Theotokìon. Il Sovrano, senza subire mutamento, ricevette nel tuo grembo tutta la mia umanità, Madre di Dio, rivelandoti fonte di grazia per noi.

Ode 4. Irmòs.

Forse contro i fiumi ti adirerai, Signore, forse contro i fiumi la tua rabbia o contro il mare la tua collera?

Sciogli, Signore, i legami delle mie passioni e, legandomi alla penitenza, fammi partecipe dei tuoi beni.

Rifulgi, illuminandomi con la penitenza, Cristo sole, allontanando da me la profonda notte dei mali.

Martyrikà. Sapienti atleti del Signore, vi rivelaste braci ardenti incenerendo gli idoli e facendo splendere la luce nelle tenebre.

Imitando la morte di Cristo, o martiri, ereditaste coi vostri innumerevoli supplizi la vita eterna.

Theotokìon. Purissima protettrice dei peccatori, calma la tempesta delle mie passioni e donami la vera penitenza.

Degli incorporei. Ho inteso, Signore.

Ricevendo la luce del triplice fulgore, avanzate per volere divino, schiere delle Trinità santa, agli ordini dello Spirito.

Gli angeli sfolgoranti per lo splendore della tua tearchia, o Cristo, rivelano il celatissimo mistero immateriale, gridando: Gloria alla tua potenza.

Nel mondo, a quanti stanno per credere in te, sono mandati, come custodi della salvezza dei pii, gli angeli che difendono i tuoi servi, o Salvatore.

Le schiere degli angeli, sono dichiarate lampade radunate, che chiaramente si arricchiscono dello splendore senza sera della Divinità sovradivina.

Theotokìon. Imploro la tua protezione, o purissima: liberami dal tumulto delle passioni, tu che partoristi il nostro Dio, pace delle nostre anime.

Ode 5. Irmòs.

Con la tua luce senza tramonto Cristo, illumina la mia anima e il mio cuore; guidami al tuo timore, Signore, poiché i tuoi precetti sono luce ai miei occhi.

Cristo, amico degli uomini, al tuo tribunale non rivelarmi spoglio di buone azioni; dammi pentimento e penitenza perché mi rivesta di opere sante.

La spada delle passioni mi ha trafitto e il gorgo del dubbio m’inghiotte: Sovrano, non disprezzare il tuo servo, guarisci la mia anima e riconducila a te.

Martyrikà. Straziati dalle unghie delle belve e trafitti dalla spada, presi a bastonate, mentre soccombevate, martiri, non piegaste il ginocchio agli idoli.

Con le vostre pene purificaste il mondo, con le vostre ferite l’ornaste di rubini, o martiri; con gli angeli scopriste una via che trascende le cose di quaggiù.

Theotokìon. Vergine santa, che sola sulla terra partoristi ineffabilmente il Verbo, liberami dalle opere irrazionali perché possa inneggiarti degnamente.

Degli incorporei. Anche se sei invisibile.

Illuminati dalla trifulgida luce, celebriamo, fedeli, l’unica divinità, Padre, Figlio e Spirito, inneggiamo con gli angeli nel cielo.

Illuminati dalla fiamma dello Spirito, i serafini ci insegnano l’adorazione dell’unico principio superiore a ogni potenza per cantare l’inno trisagio con gli angeli.

Theotokìon. Disceso dal cielo fino a te, Madre di Dio Vergine, l’arcangelo Gabriele ti annunciò con gioia che senza seme avresti partorito la fonte della vita.

Ode 6. Irmòs.

Quanti si accostano alla fine dei secoli e rischiano di perdersi nella tempesta delle tentazioni, non li disprezzare, Filantropo, poiché a te gridano: Salvaci, Salvatore, come salvasti il profeta dal mostro.

Compiacendomi di me stesso, come un tempo il fariseo, precipitai nel gorgo profondo: il tentatore gioisce di questo, ma tu che lo umiliasti con la tua croce, vedi la mia miseria e abbi pietà di me, o Cristo.

Amando il peccato ne divenni schiavo; spregevole come nessun altro dilapidai il tesoro della tua bontà e sono insensibile al tuo amore: convertimi, o compassionevole.

Martyrikà. Con ordini iniqui i lupi condannarono i martiri al rogo, ai supplizi della sega, del cavalletto, facendoli in realtà splendere più dell’oro e rendendoli eredi di Cristo.

Avendo subito nell’arena ogni sorta di prove e supplizi, santi atleti, con le vostre lotte inaudite abbatteste satana principe delle tenebre, ricevendo da Dio la corona di vittoria.

Theotokìon. Realmente come arca dell’alleanza e mensa santa, tempio animato del Signore, nostro propiziatorio, candelabro dorato, vera Madre del Creatore a te inneggiamo.

Degli incorporei. Giona divenendo un simbolo.

Angeli e arcangeli, con forza voi cantate la prima luce del principio Creatore, celebrandolo con le potenze le virtù, le dominazioni e i principati.

Tu che ordini il mondo spirituale secondo la tua perfetta armonia, o Invisibile, fa’ che la tua venerabile Chiesa imiti la perfezione.

Theotokìon. Il Verbo, dimorando nel tuo seno, ti rese fonte inesauribile delle guarigioni: risana, dunque, Vergine Madre di Dio, le ferite della mia anima e del mio cuore.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace i tre fanciulli, figura della santa Trinità, non temettero la minaccia del fuoco e cantavano: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Eccomi al termine del tempo concessomi: o anima, mostra i frutti del pentimento, prima che le porte siano sbarrate di’ a Cristo: Signore mio Dio, salvami.

Apriamo i nostri cuori con l’aratro della vera sapienza, seminiamo nei nostri solchi il seme del pentimento per raccogliere la spiga della giustizia con Cristo, giardiniere spirituale.

Martyrikà. Torce e campioni della fede, tesori degli indigenti, martiri del Signore, arricchite la mia povera anima spoglia di virtù.

Tu che salvasti il pubblicano che gemeva, accetta i miei poveri sospiri: per le preghiere dei tuoi martiri che ti glorificarono nei loro corpi, salvami, Signore.

Theotokìon. Fonte da cui scaturì il fiume del perdono, secca il torrente dei miei peccati, dando ai miei occhi una fonte di lacrime affinché ti inneggi, o Theotòkos.

Degli incorporei. Di un severo tiranno.

Contemplando lo splendore primo, voi, cori degli angeli, protesi con lo spirito al Signore diventate a vostra volta portatori di luce cantando: Benedetto Dio!

Contemplando la bellezza del Creatore, con fervore e adorazione voi, cori degli angeli, diventate a vostra volta fonti di luce cantando: Benedetto Dio!

Theotokìon. Nella carne generasti l’eterno Verbo, generato divinamente senza madre prima del tempo dal Padre celeste; benedetto il frutto del tuo grembo!

Ode 8. Irmòs.

Sacerdoti, benedite il Signore apparso scendendo nella fornace di fuoco al fianco dei fanciulli ebrei: esaltatelo per tutti i secoli.

Per aver deriso suo padre, Cam divenne schiavo; che farò io, schiavo delle passioni, impudente detrattore, senza rispetto per il mio Padre celeste?

Nel suo furore fratricida Caino si smarrì: come somigli a lui, misera anima suicida per i piaceri e le dissolutezze della vita!

Martyrikà. Onoriamo degnamente, fedeli, gli atleti di Cristo, perle preziose del Signore, vasi d’elezione, lampade luminose che riflettono luce divina.

Verbo, che come incenso accogliesti il sangue dei tuoi vittoriosi martiri, per le loro preghiere salva i fedeli contriti che adorano te, Dio compassionevole.

Theotokìon. Per eccesso di peccato sono ormai vicino all’ade: tu, Fanciulla, che hai eccesso di compassione, come colei che ha generato indicibilmente il Dio compassionevole, salvami e abbi misericordia.

Degli incorporei. Spegnendo le fiamme.

Gli angeli da te creati, ti fanno corona nel timore cantando: opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Partecipando come fiamme al fuoco divino, gli spiriti celesti gridano: opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Prima delle realtà visibili stabilisti gli angeli immateriali che ti acclamano: Opere tutte, benedite il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Concepisti, Vergine Madre di Dio, il Verbo del Padre ineffabilmente incarnato, che noi, sue opere cantiamo come Signore, esaltandolo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Sul monte Sinai Mosè contemplò nel roveto te, che senza venirne consumata concepisti in grembo il fuoco della Divinità; Daniele ti vide come montagna non tagliata e Isaia ti acclamò come virgulto germogliato dalla radice di Davide.

Un tempo Giacobbe ottenne per la continenza la primogenitura ed Esaù consegnò il primato per non aver dominato il ventre: quanto è male l’intemperanza e grande la continenza! Non imitare quell’esempio e ama, o anima, lo sforzo per il bene.

Quante pene subì l’irreprensibile Giobbe prima d’esser coronato; i torrenti irruenti delle prove non scossero la torre del suo cuore; cerca sempre di imitarlo, o anima, restando invulnerabile alle insidie del nemico.

Martyrikà. Affilati dal fuoco divino dello Spirito, vi rivelaste spade che fanno a pezzi le falangi avverse, o vittoriosi di Cristo; resi sommamente celebri per le vostre vittorie, foste incoronati dalla mano onnipotente del Signore dell’universo.

Implorate il Sovrano e Dio, o folle di martiri irreprensibile, di cancellare la moltitudine dei miei mali senza misura: lui che accettò le vostre infinite fatiche e vi annoverò tra le schiere degli incorporei.

Theotokìon. Luminosa reggia del Sovrano rendimi dimora della luce; porta inaccessibile, dischiudimi le vie del pentimento; terra santa guidami alla terra dei miti o Sovrana; da ogni tirannia di passioni liberami.

Degli incorporei. Feriti dal dolce dardo.

O cori, che state ora presso la grande e prima luce, fatevi validissimi intercessori per tutti noi che, per quanto possibile, o divinissimi, quali angeli di Dio vi magnifichiamo.

Voi che foste degni di glorificare chiaramente la Trinità dall’unico potere, accesi per primi dai suoi splendori, rendete degni quanti piamente vi magnificano di risplendere, riflettendo dopo di voi la luce.

Theotokìon. Tutti ti conosciamo come fondamento della nostra salvezza perché il tuo Figlio immacolato, col suo sacro sangue salvò, o Madre di Dio, quanti con fede ti cantano e ti danno gloria.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Raccogli, Signore, la mia mente dispersa e purifica il mio cuore, divenuto terra incolta, dando anche a me, come a Pietro il pentimento, come al pubblicano il gemito, come alla prostituta le lacrime, affinchè a gran voce ti gridi: Salvami, o Dio, come solo compassionevole e filantropo.

Spesso, mentre elevavo inni, mi sono trovato a compiere peccato: con la lingua eseguivo canti e nell’anima rivolgevo sconvenienze; ma tu correggi con la penitenza anima e lingua, o Cristo Dio e salvami.

Martyrikòn. Venite, popoli tutti, onoriamo la memoria dei santi vittoriosi: perché, divenuti spettacolo agli angeli e agli uomini hanno ricevuto da Cristo la corona della vittoria e intercedono per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon. Grande è la potenza.

Tu che sei davvero più eccelsa degli angeli del cielo, offri, o santissima, al Sovrano dell’universo, la preghiera degli uomini in terra, per la salvezza di chi con fede ti dichiara vera Madre di Dio.

Alla Liturgia

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo Regno.

Trascurando la moltitudine dei miei peccati, secondo la pienezza della tua misericordia, salvami e nel giorno del giudizio strappami dalla condanna e dall’inferno eterno, perché inneggi alla tua bontà, Cristo Salvatore.

Cherubini, serafini, troni, arcangeli, potenze e principati, dominazioni, angeli e virtù tutte, supplicate il Creatore di condonare le mie colpe quando starà per giudicare la terra come amico degli uomini.

Martirikòn. Bagnando di sangue sacro la porpora, gli atleti di Cristo furono divinamente degni di regnare realmente col Re delle potenze e chiedono remissione dei peccati per noi, che degnamente sempre li inneggiamo.

Gloria.

Un’unica Divinità trisipostàtica, fedeli tutti, Padre, Verbo e Paràclito, piamente celebrando, con incessanti voci angeliche gridiamo: Santo, santo, santo sei tu, o Dio, salva le nostre anime.

E ora. Theotokìon.

Tu che concepisti la luce da luce, la nube luminosa, o pura, illumina con la penitenza me, oscurato da passioni e piaceri della vita e supplica che ottenga la gloria che spetta a quanti vissero bene.

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Modo III – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 3 Lunedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato, stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Grande è la potenza.

Le passioni dell’anima e del corpo, violentemente insorte, mi sommergono insieme, o mio Salvatore e mi trascinano nell’abisso della disperazione; come dunque facesti col mare, così placa anche queste e fai per me bonaccia.

Io, il condannato, non oso certo levare gli occhi e guardare all’alto dei cieli, trascinato in basso dalla moltitudine delle mie colpe; grido tuttavia come il pubblicano: Sii propizio, o Salvatore, a me infelice.

Grande e terribile la tua venuta, Sovrano: in essa sederai in giudizio per compiere giustizia; non giudicarmi allora colpevole, ma come Dio risparmiami e liberami dall’imminente bisogno.

Altre stichirà del precursore, uguale.

Sei sorto come l’aurora su tutti i confini, illuminando, o glorioso, i cuori dei tuoi cantori: illumina dunque, o profeta, le menti e le nostre anime, affinché ti onoriamo, o battista del Salvatore.

Non smettere di supplicare, beato precursore, per tutto il mondo; tutti ti supplichiamo, affinché riceviamo divina grazia dall’alto per schiacciare il capo del malizioso, quanti siamo arricchiti dal tuo patrocinio.

Quando il Signore verrà per separarmi da questo tempio di carne, possa trovare te come rifugio e riparo, Giovanni profeta e precursore per guidarmi alla luce senza tramonto.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Non smettere di supplicare per il tuo gregge, ma con le tue preghiere liberaci da ogni male imminente e incombente e dall’ira del Signore strappa tutti i tuoi servi, Madre di Dio.

Apòstica catanittici.

Ti offriamo, o Cristo, l’inno vespertino con incenso e canti spirituali. Pietà delle nostre anime, Salvatore.

Salvami, Signore mio Dio, perché sei tu la salvezza di tutti. Mi sconvolgono i flutti delle passioni e il peso delle iniquità mi inabissa: porgimi la mano soccorrevole e conducimi alla luce della compunzione, perché tu solo sei misericordioso e amico degli uomini.

Martyrikòn. Grande, o Cristo, la potenza dei tuoi martiri: giacciono nel sepolcro, eppure scacciano gli spiriti malvagi e lottando per la pietà con la fede della Trinità, annientarono il potere del nemico.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, avvocata di tutti i supplici, in te confidiamo, in te ci gloriamo, in te è tutta la nostra speranza: Prega il nato da te per i tuoi inutili servi.

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Modo III – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Martedi al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata catanittici. Tono 3.

Finché sei pellegrina sulla terra, pentiti, anima mia: la polvere nella tomba non inneggia, non viene redenta dalle colpe; grida a Cristo Dio: O conoscitore dei cuori, ho peccato; prima di giudicarmi, risparmiami, o Dio e abbi pietà di me.

Fino a quando, anima mia, rimani nelle colpe? Fino a quando rimandi la penitenza? Considera il giudizio futuro e grida a Cristo Dio: Ho peccato, conoscitore dei cuori, Signore senza peccato abbi pietà di me.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, nostro rifugio e forza, aiuto potente del mondo, con la tua preghiera proteggi da ogni angustia i tuoi servi, o sola benedetta.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

L’abisso delle mie colpe tu conosci, Signore: porgimi la mano come a Pietro e salvami.

Quando verrà il giusto giudizio e il Giudice dell’universo siederà per giudicare, che giustificazione porterai, anima mia, a meno che prima della fine tu non gridi: Ho peccato, o Dio, abbi pietà di me?

Gloria. E ora.

Theotokìon. Attonito di fronte alla bellezza.

Madre senza nozze, in Dio beata, sana la mia anima inferma, perché io, il miserabile, sono gravemente stretto fra le colpe; per questo a te grido col gemito del cuore: Accogli, o purissima, colui che molto peccò, affinchè con fiducia a te acclami: Salve, piena di grazia.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

La confessione della fede divina.

Rifugiandoci sotto la tua protezione, gridiamo con fede dal fondo dell’anima: O profeta e precursore beatissimo in Dio, placa il tumulto delle tentazioni e dei pericoli e la tempesta dei flagelli e vanifica i disegni dei nemici malevoli, chiedendo per noi la grande misericordia

Martyrikòn. Attonito di fronte alla bellezza.

Nella tua onnipotenza, Signore, rendesti gioiosa la memoria dei tuoi vittoriosi: li rafforzasti perché imitassero la tua passione; infatti valorosamente vinsero la potenza di Beliar e per questo ottennero carismi di guarigioni; per le loro suppliche, o compassionevole, concedi pace al tuo popolo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ciascuno, dove trova salvezza, là a buon diritto accorre: e quale altro rifugio simile a te, o Madre di Dio, che proteggi le nostre anime?

Canone catanittico. Acròstico, senza Theotokìa: Sii attento ai miei gemiti, o Dio Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Tu sei il Dio sovresaltato che fece un tempo meraviglie trasformando in terra ferma l’abisso ed annegando i cavalieri per salvare il popolo che t’inneggia, o Redentore.

Prima della fine piangiamo con tutta l’anima su noi stessi, fedeli poiché lo sposo si avvicina: accendiamo le opere come lampade luminose per partecipare alle nozze dell’Agnello.

Pentendosi con tutta l’anima, Manasse fu salvato mentre, incatenato, invocava l’unico Signore: imitalo, anima mia e sarai salvata.

Martyrikà. Sopportarono l’accecamento, la perdita della lingua e delle mani, l’amputazione dei piedi, delle gambe, delle braccia, ma non smisero di ringraziare Cristo, i divini atleti.

Si rivelò farmaco, per tutti noi fedeli, l’urna delle reliquie, o martiri, da cui attingiamo forza fisica e spirituale, sempre a voi giustamente cantando.

Theotokìon. Vergine santa, vaso spirituale, portasti Cristo, manna di immortalità; liberami dall’amarezza delle funeste passioni perché t’inneggi con fede e pietà.

Canone del precursore. Colui che un tempo.

Tu che uscisti dal grembo sterile di Elisabetta, prega Dio di farmi germogliare frutti di virtù, togliendo da me l’onta della sterilità in buone azioni e dissolvendo l’oscurità della mia anima, o precursore del Signore.

Apparisti sulla terra come immensa stella che precede nella sua corsa il vero sole, la cui gloria rischiara il mondo; pregalo d’illuminare la mia anima oscurata da foschi pensieri, o precursore.

Profeta, che nello Spirito divino annunciasti l’avvicinarsi della vita, per le tue preghiere, vivifica la mia anima morta, rialzala dalla fossa del peccato, ti prego, glorioso precursore.

Theotokìon. Con gli angeli, gli arcangeli e tutti i santi, ti prego, Vergine, intercedi presso il Signore per te rivelatosi perché salvi da ogni pericolo i tuoi servi che ti riconoscono Madre di Dio.

Ode 3. Irmòs.

Anima sterile e senza prole, fa’ scorrere il frutto famoso, avendo bei figli grida: In Dio si rafforzò il mio cuore; non c’è santo, non c’è giusto all’infuori del Signore.

Che farò, io che ho disprezzato la legge divina, follemente meritando la condanna? Giusto giudice misericordioso, fammi grazia, salvami per la tua compassione.

O Filantropo, eccelso sole che sorge, rialzami dalla notte del peccato; supplico te, luce della giustizia, liberami dalla bruma delle passioni e dal castigo delle tenebre eterne.

Martyrikà. Cittadini della terra dei viventi, alberi fruttiferi del paradiso, fonti da cui scaturisce l’acqua viva di Dio, vi rivelaste come coppe da cui beviamo la santità, o martiri.

I martiri lottatori come un’anima sola in tanti corpi, misero in fuga le miriadi del nemico, il principe di questo mondo, proclamando la Trinità indivisibile.

Theotokìon. Vergine Madre, Regina dell’universo, considera i nostri cuori penitenti che si rifugiano in Cristo chiedendo il perdono dei peccati; ottienici il favore di tuo Figlio.

Del precursore. Tu che hai tratto.

Divenuto voce del Verbo, dirigi, o Giovanni, sempre a lui la voce di chi ti venera, concedendo il perdono delle colpe per la tua intercessione.

Contro te peccai e commisi iniquità, trasgredendo i tuoi precetti, Salvatore: pietà della mia anima macchiata, per amore del tuo Battista ti prego, Signore.

Smarrito nel deserto dei piaceri imploro te, figlio del deserto: guida del nuovo popolo e precursore, guidami verso il sentiero della penitenza.

Theotokìon. Vergine pura, con gli apostoli, i martiri, i profeti, i vescovi, le potenze superiori, prega il tuo Figlio e Signore perché sia propizio a chi ti canta.

Ode 4. Irmòs.

Come monte adombrato Avvacùm predisse il tuo grembo senza macchia Vergine, perciò noi cantiamo: Il Signore è venuto da Teman, il santo Dio dal monte adombrato.

Tu che un tempo facesti sgorgare acqua dalla roccia per un popolo indocile e senza fede, guarendo la sete, fa’ sgorgare dalla mia anima la compunzione, Cristo, perché lavi i miei peccati in un fiume di lacrime.

Medico buono dei malati, chìnati sulle passioni del mio cuore ordinandomi il rimedio della penitenza e restituendo la mia anima al suo vigore, perché con gioia ti glorifichi.

Martyrikà. Dimentichi di ogni sollecitudine e attaccamento al corpo, grazie ai carnefici ne siete stati sciolti, o atleti, per dimostrarvi puri amici del Creatore.

Soldati di Cristo, patendo ogni genere di male, provati da svariati supplizi, riceveste dallo Spirito la grazia di scacciare le pene provocateci dalle passioni.

Theotokìon. Salve, Vergine insignita di molti onori: per te fu concepito Dio Verbo per liberarci dalle nostre opere irrazionali; salve, nube luminosa, che allontani da noi le nubi della maledizione.

Del precursore. Ci desti una prova.

O voce del Verbo apparso nella carne, ti prego, precursore del Signore, liberami dalle opere irrazionali affinché usi l’intelletto per onorarti e dirti beato.

Gemi, misera anima mia dicendo al Creatore: ho peccato, fammi grazia, o Dio, liberami dal tremendo castigo, dai pericoli e ogni afflizione per le preghiere del tuo divino precursore.

Sommerso dalla tempesta delle passioni, sballottato nella bufera delle tentazioni, dal fuoco dell’abisso ti grido: salvami dai pericoli, Battista, guidami al porto di salvezza.

Theotokìon. Superi il carro dei serafini, Madre di Dio; coi tuoi servi incorporei, con il coro di tutti i santi, prega, Purissima, il Cristo che generasti di salvarmi dall’abisso della disperazione.

Ode 5. Irmòs.

Prima dell’aurora vegliamo inneggiandoti, Verbo e unico Figlio di Dio; donaci la pace, Signore e abbi pietà dei fedeli che ti cantano adorandoti.

Lavami coll’issopo della penitenza, purificami dalle passioni perché sia trovato puro ai tuoi occhi quando verrai a giudicare l’universo, giusto giudice.

Purulente sono le piaghe della mia anima, Signore, medico dei cuori morti, Verbo dispensatore d’ogni bene, misericordiosissimo: guariscimi e salvami.

Martyrikà. Come vaso d’argilla fu spezzato sulla terra l’involucro carnale dei martiri, ma le loro anime vinsero con vigore e forza, illuminate dalla potenza di Cristo.

Il sangue sparso dai martiri santifica l’universo: disseta le anime e secca i fiumi immondi dell’idolatria.

Theotokìon. Col tuo parto divino interrompesti la maledizione dei progenitori, facendo zampillare fiumi di benedizione, o Vergine, per noi tuoi fedeli, che ti cantiamo e glorifichiamo.

Del precursore. Anche se sei invisibile.

Come angelo in terra venisti nella carne, o beato; ti prego, dunque, libera la mia povera anima dal pensiero carnale.

La mia anima precipitata nel gorgo dei peccati, insudiciata coi piaceri, nel pericolo in te si rifugia: salvala, precursore del Signore.

Ti rivelasti il maggiore dei profeti avendo visto colui del quale annunziavi la venuta; pregalo sempre, o profeta di Cristo, di illuminare le nostre anime.

Theotokìon. Ti rivelasti davvero più ampia dei cieli, Madre di Dio, Vergine, piena di grazia divina: liberami dall’angoscia del peccato.

Ode 6. Irmòs.

Il gorgo delle passioni s’è aperto davanti a me nella tempesta delle correnti avverse: ti prego, salvami, Dio Salvatore, come un tempo liberasti il profeta del mostro marino.

Inghiottito dalle tenebre del peccato, giaccio esamine; tu che un tempo fosti trafitto da una lancia, o Cristo, fammi grazia della tua compassione.

Gemo e resto nei mali, piango e non temo il giudizio, malato di insensibilità: Verbo di Dio, abbi compassione e salvami con i tuoi giudizi benevoli.

Martyrikà. Come agnelli, muti, senza alzare la voce, o atleti, foste condotti all’immolazione e durante le torture inneggiavate a Cristo.

Foste divorati dalle belve, il mare vi ricevette nelle sue profondità, ma Cristo vi donò la corona di vittoria nella gioia delle vostre anime, o atleti.

Theotokìon. Ingresso per i fedeli riscattati, porta attraversata dal solo Signore incoronato, spalanca le porte della giustizia a noi tuoi fedeli che a te inneggiamo.

Del precursore. Circondato dall’abisso

Con la tua mano battezzasti in acqua il torrente di delizie inchinato; imploralo d’inviare a me, che ho molto peccato, un’acqua di compunzione, o sapiente.

In un fiume lavi l’abisso di misericordia, che stabilì il cielo sulle acque: prega, o profeta, Gesù filantropo di far piovere su di me le onde del perdono.

Il regno di Cristo è vicino, convertitevi! Gridavi, o precursore; a chi ti canta con affetto e ricorre alla tua santa protezione concedi di entrarvi.

Theotokìon. Tu che donasti una carne al Creatore, con le potenze eccelse, i profeti, gli apostoli, i martiri, pregalo, pura Vergine, di salvarmi.

Ode 7. Irmòs.

Tu che effondesti rugiada sulla fornace di fuoco e salvasti dalle fiamme i figli di Abramo, benedetto sei tu, Signore Dio dei nostri padri.

Spogliato della veste della vita ho ricevuto quella delle opere infami; perciò a te grido, Dio mio: nella tua compassione rivèstimi della tunica splendida della virtù.

Con occhi intemperanti mi sono macchiato, mi sono insozzato per contatto con la sporcizia e son divenuto un orrore ai tuoi occhi, ma come il dissoluto, accoglimi, Gesù e salvami.

Martyrikà. Amando la vita più sublime, sopportavate i supplizi, divini opliti di Cristo, perciò con fede siete beatificati.

Risplendendo del bagliore delle torture, rifulgete più del sole e scacciate tutta la tenebra dell’ateismo, santi martiri.

Theotokìon. Theotòkos sempre vergine, che generasti il Creatore che regge in mano l’universo, liberami dall’azione delle tenebre dell’ignoranza e del peccato.

Del precursore. Nella fornace.

Quale candelabro del vero sole, illumina la mia anima ottenebrata dall’accidia; guidami sulla via della penitenza, Battista e precursore del Signore.

Poiché l’ora del giudizio si avvicina, tremo pensando al gran numero dei miei peccati; Battista del Salvatore, strappami al fuoco che mi sta davanti.

Riparo e protezione della mia vita, precursore, difendimi, salvami dai nemici invisibili che vogliono impedirmi d’entrare nel regno dei cieli.

Theotokìon. Vergine Madre di Dio, prega tuo Figlio, con i profeti, gli apostoli e i martiri di salvare dalla maledizione futura i fedeli che sempre ti venerano.

Ode 8. Irmòs.

Colui che gli angeli nel cielo senza sosta glorificano come Dio, cieli dei cieli, monti, colli e oceani, tutti gli uomini, lodatelo con inni, benedite il vostro Creatore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Senza alcun timore tuo, ho commesso ogni sorta di colpa e peccato, suggeriti dalla follia della carne e ora tremo davanti alla tua giustizia, o mio Re: non disprezzare, ora, il mio pentimento.

Permettimi d’entrare nella terra santa, possesso dei miti; purificami con la penitenza, Signore, lavami dal fango del peccato, tu che sulla terra nascesti da Vergine purissima.

Martyrikà. Con i piedi imporporati dal vostro sangue, atterraste i nemici, santamente camminando verso il cielo, illustri atleti di Cristo, Dio di tutti.

Senza opporvi foste spogliati nell’arena per le lotte più grandi, domando e svergognando il nemico; perciò ora nei cieli esultate, illustri atleti di Cristo.

Theotokìon. Bellezza di Giacobbe, il Signore d’ogni bellezza fece del tuo grembo sua dimora per amore, pura Vergine santissima per adornare la natura umana con la grazia che supera l’intelletto.

Del precursore. Gettati nel fuoco ardente.

Tu che predicasti l’Agnello di Dio che toglie il peccato degli uomini, divino profeta Giovanni, pregalo di alleviare il peso delle colpe su me gravante, perché partecipi all’eredità degli eletti.

Liberami dalla fornace ardente del fuoco, dalle oscure tenebre esteriori, poiché sono trattenuto dalla notte delle mie empietà, ti prego, Verbo eterno di Dio, per le preghiere del glorioso Battista.

Tu che predicasti alle anime aride e infruttuose il frutto della penitenza, divino profeta del Signore, strappa dalla mia anima tutti i rovi delle passioni affinché produca la spiga delle buone opere.

Theotokìon. Come Theotòkos con gli angeli e i santi, i profeti, gli apostoli, i martiri, prega perché siano liberati da pericoli e afflizioni e castighi quanti ti riconoscono Genitrice di Dio.

Ode 9. Irmòs.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha suscitato per noi una potenza di salvezza, nella casa di Davide suo servo grazie alle sue viscere di misericordia, per cui ci ha visitati il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Ecco il tempo accetto e il giorno dell’espiazione, consenti ormai, anima mia, a convertirti, facendo frutti di conoscenza, perché non ti trovi infruttuosa la temibile scure della morte e recidendoti come un tempo il fico mandi anche te in quel fuoco.

Come il ricco di un tempo, godo tra le mollezze, senza compassione alcuna per il prossimo e temo il fuoco che non dorme; purifica dunque, o Sovrano, la mia anima di pietra, perché almeno alla fine io, l’ottenebrato, risplenda per la compassione.

Martyrikà. Segnati dal sangue, o divini martiri di Cristo, con segni, per la fede, sconfiggeste nemici infedeli, resistendo inflessibili e strappaste all’empio inganno molti popoli, resi da trasformazioni divine luminosi per la luce della conoscenza di Dio.

Vi rivelaste spade affilate che fanno a pezzi le schiere del nemico, o divini vittoriosi di Cristo, vasi recanti il fulgore della Trinità santa, lampade che fanno risplendere con fede la luce della pietà e veri soldati della gloria spirituale.

Theotokìon. Il profeta ti vide da lontano quale nube luminosa dalla quale il grande sole, Cristo Dio, rifulse per noi e illuminò ciò che era nelle tenebre; supplicalo dunque, o buona, perché fughi le nubi delle mie passioni e io sia reso splendente per la luce divina.

Del precursore. Nell’ombra e nella lettera.

Affacciandoti dall’ombra della Legge hai ampiamente contemplato, o sapiente, il chiarore della grazia divina che illumina tutto ciò che riempie la terra e fuga la tenebra dell’ignoranza, o profeta: perciò ti celebriamo.

Come martire di Cristo, come divino battista, come fiaccola di metania, come aurora di pietà che unisce l’antica alla nuova alleanza, illumina la mia povera anima invecchiata del male, rinnovandola con la conoscenza divina.

Nell’ora terribile, nell’ora tremenda, nell’ora del giudizio, o sapiente, scampa me condannato dalla minaccia che là mi attende, perché tu hai il Salvatore delle nostre anime che, proprio come sposo amato esaudisce le tue preghiere.

Theotokìon. Come Madre di Dio, come Madre del Verbo Dio da te partorito, imploralo sempre con gli incorporei, gli apostoli e i profeti, i gerarchi e i martiri, Vergine Madre santissima, perché dia pace al mondo.

Apòstica delle lodi, catanittici.

Raccogli, Signore, la mia mente dispersa e purifica il mio cuore, divenuto terra incolta, dando anche a me, come a Pietro il pentimento, come al pubblicano il gemito, come alla prostituta le lacrime, affinchè a gran voce ti gridi: Salvami, o Dio, come solo compassionevole e filantropo.

Spesso, mentre elevavo inni, mi sono trovato a compiere peccato: con la lingua eseguivo canti e nell’anima rivolgevo sconvenienze; ma tu correggi con la penitenza anima e lingua, o Cristo Dio e salvami.

Martyrikòn. Re e tiranni rifiutarono di temere, i soldati di Cristo: intrepidi e forti lo confessarono Signore dell’universo, Dio e Re e pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Senza seme concepisti da Spirito santo e noi glorificandoti a te gridiamo: Salve, Vergine santissima.

Alla Liturgia

Makarismì (beatitudini)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo Regno.

Con l’anima insozzata dai piaceri della vita, vengo alla tua compassione tutto svilito e sconfitto grido a te, Salvatore, che solo vedi i segreti: Purificami con la tua compassione, o Cristo.

Divenuto come mediatore tra antico e nuovo, divino Battista, rinnova la mia anima invecchiata nei peccati e dammi con le tue suppliche di salire con sicurezza i sentieri della penitenza, o illustre, guidandomi bene verso il regno di Cristo.

Martirikòn. Ingaggiando la buona lotta, valorosi atleti, subiste miriadi di dolori e per questo lenite di continuo ogni dolore e scacciate il disonore degli spiriti; per questo con fede o santi, vi glorifichiamo.

Gloria.

Davvero sei luce, vita e creatore di tutto, Monade trisipostàtica, Padre, Figlio e Spirito unico Sovrano e Signore, Dio riconosciuto uno e trino per le persone, che noi glorifichiamo.

E ora. Theotokìon.

Abbi misericordia di me, che sempre pecco e offende il buon Dio e siccome sei buona, o pura, migliorami con una vita penitente affinché eviti l’inferno imminente e sempre inneggi alla tua protezione, o Vergine.

 

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Modo III – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 3 Martedì Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 3. Grande è la potenza.

Il creato si alterò alla tua crocifissione, o Verbo: il sole per il timore trattenne i suoi raggi, il velo del tempio si squarciò e ogni credente trovò salvezza: per questo glorifichiamo la tua smisurata ricchezza.

Colui che essendo Dio e Sovrano, assunse misericordioso la nostra carne, fu crocifisso al legno e innalzò noi caduti, quando nel corpo fu innalzato, come a lui piacque, nella sua amorosa compassione.

Le gocce di sangue e acqua, divinamente scorrenti dal tuo fianco, rinnovarono il mondo, Signore: con l’acqua come compassionevole lavi i peccati di tutti, col sangue invece scrivi il perdono.

Stichirà, della Theotòkos, uguali.

Sdraiato sul letto della mia negligenza, ho trascorso nella noncuranza il tempo della vita e guardo atterrito all’ora del mio esodo; ma tu sollevami, o Vergine, con la tua intercessione e portandomi al pentimento, salvami.

La pena del mio cuore guarisci, correggi l’errore del mio spirito affinché canti con cuore puro, trovando grazia e misericordia, Vergine santa, nel giorno del giudizio.

Povera anima, rigetta il fardello del male troppo gravoso; fatti avanti piangendo e gridando: Vergine santa, rendimi degno di portare il giogo soave di tuo Figlio, nostro Dio.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Una spada trafisse il tuo cuore, o Santissima, quando vedesti tuo Figlio sulla croce e gridasti: Non mi lasciare senza figlio, o mio Figlio e Dio, che mi lasciasti Vergine dopo il parto.

Apòstica stavròsima.

Adoro, o Cristo, la tua croce preziosa, custode del mondo, salvezza di noi peccatori, grande propiziatorio, vittoria dell’imperatore, vanto di tutta la terra.

L’albero della disubbidienza produsse, al mondo la morte; l’albero della croce la vita e l’incorruttela; per questo adoriamo te, Signore crocifisso: sia impressa su di noi la luce del tuo volto

Martyrikòn. Profeti, apostoli di Cristo e martiri ci insegnarono a inneggiare alla Trinità consustanziale, illuminarono le genti erranti smarrite e resero i figli degli uomini consorti degli angeli.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Grande è la potenza.

Vedendoti appeso alla croce, o Cristo mio, l’agnella pura che ti partorì, la Madre tua, piangendo faceva lamento ed esclamava: Non rendermi priva di prole, tu che anche dopo il parto mi hai conservata pura.

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Modo III – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Mercoledi al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono 3.

La croce fu infissa in terra e toccò i cieli: non perché l’albero raggiungesse quelle altezze, ma perché tu con esso riempi l’universo; Signore, gloria a te.

Col cipresso, il pino e il cedro fosti innalzato, o agnello di Dio, per salvare quanti adorano con fede la tua crocifissione volontaria; Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Poiché possediamo come scettro di potenza la croce di tuo Figlio, Madre di Dio, con essa abbattiamo l’arroganza dei nemici, noi che con affetto senza sosta ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che per la stirpe umana fosti schiaffeggiato e non ti adirasti, libera dalla corruzione la nostra vita, Signore e salvaci.

Attonito di fronte alla bellezza.

Le schiere degli angeli contemplavano estatiche l’immensità della tua potenza e la volontarietà della tua crocifissione: Come può l’invisibile subire flagelli nella carne? Volendo riscattare il genere umano dalla corruzione; per questo acclamiamo a te, datore di vita: Gloria, o Cristo, alla tua compassione.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La pura ignara di nozze, la Madre tua, o Cristo, vedendoti pendere morto dal legno, facendo materno lamento diceva: Che cosa ti ha reso il popolo ebreo iniquo e ingrato che ha goduto dei tuoi tanti e grandi doni, o Figlio mio? Io canto la tua divina condiscendenza.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Attonito di fronte alla bellezza.

Tu che sei oltre tutto il creato, o Sovrano, ti sottoponesti al disonore della croce per onorare me, un tempo caduto nel più abbietto disonore; hai avuto il fianco trafitto dalla lancia, o longanime, volendo liberare dalla corruzione me, da te plasmato; canto la tua grande compassione e bontà, o filantropo.

Martyrikòn. Coperti dall’armatura di Cristo e rivestiti delle armi della fede, abbatteste da lottatori gli schieramenti del nemico, perché sopportaste coraggiosamente per la speranza della vita, tutte le minacce e i flagelli dei tiranni: per questo otteneste le corone, o martiri di Cristo dall’animo forte.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Come ti vide appeso al legno, o Sovrano, la Vergine pura e castissima Madre tua ignara di nozze, a te gridava: Ahimè, dolcissimo Figlio mio, come il popolo iniquissimo ha condannato alla croce te, Creatore e Sovrano dell’universo? Io canto la tua bontà somma.

Canone stavròsimo. Acròstico: Con dolori calmasti i dolori dei mortali, Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Colui che un tempo con cenno divino raccolse le acque in un’unica massa e per il popolo d’Israele divise il mare, il nostro Dio glorioso, lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Per la passione della tua carne immacolata, o Verbo, tu lenisci le nostre pene e passioni; hai salvato i mortali un tempo feriti dal nemico: sempre essi adorano con fede il mistero della tua economia.

Il tentatore un tempo, per la trasgressione del comandamento, poté in paradiso legare l’uomo: tu, però lo incatenasti volendo legarti alla nostra carne, Signore amico degli uomini, per liberarci dai peccati.

Martyrikà. Gli atleti, vedendo il creato naufragato sugli scogli dei demòni, si rivelarono porti di pace per i credenti, sommergendo le potenze avverse di satana con l’effusione del loro sangue.

Il coro dei martiri chiaramente si unì a quello delle Potenze superiori; per i raggi dell’increato, sempre risplendono per rischiarare a loro volta i fedeli che sulla terra glorificano le loro imprese.

Stavrotheotokìon. Più eccelsa degli angeli celesti, concepisti sulla terra, Vergine pura, il Dio Verbo che per amore ci condusse alla gloria celeste con la sua passione e la sua croce preziosa.

Canone della Theotòkos. Acròstico: Un terzo canto alla santissima Madre di Dio porto.

Ode 1. Come monte adombrato.

Al rigagnolo divino fluito un tempo dal fianco di tuo Figlio, lava le ferite del mio cuore, Vergine pura, perché degnamente ti magnifichi, beatissima e purissima.

Concepisti il Verbo dal Padre nato nei cieli, che divinizzò la natura dei mortali: per le tue preghiere ottienimi dalla sua bontà, pura Vergine, la divina consolazione dell’anima, minacciata dalle trame del nemico.

Ode 3. Irmòs.

Tu che dal nulla traesti tutte le cose create nel Verbo e le perfezionasti nello Spirito, o Sovrano onnipotente, rendimi saldo nel tuo amore.

Impassibile nella tua natura divina, per compassione divenisti passibile nella carne subendo la morte in croce, tu che ci doni l’immortalità.

Verbo che sospendesti la terra sulle acque, ti lasciasti inchiodare al legno per strapparmi all’abisso del male e condurmi nel più alto dei cieli.

Martyrikà. Ornati delle stimmate di Cristo, santi martiri, ora state alla presenza del Signore avendo largamente ricevuto dalla sua mano la ricompensa del regno celeste.

Con animo esultante i martiri andarono incontro ai supplizi causando l’amara angoscia del serpente e colmando di gioia i cori degli angeli.

Stavrotheotokìon. Vedendo Cristo innalzato sulla croce, Vergine Madre, gli dicevi con dolore: Sole di gloria, tu tramonti ai miei occhi per far risplendere nelle tenebre la tua luce.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Il misericordiosissimo Verbo, la cui compassione è infinita, purissima, tesoro di bontà, convincilo a concederci la sua benevolenza nella nostra afflizione.

Dimora del Creatore di tutti, fa’ discendere sul mio capo il Paràclito, sebbene, Vergine pura, sia divenuto antro di briganti assassini.

Portasti fra le braccia, Madre di Dio, colui che divinamente regge l’universo: volgiti, dunque, a salvarmi dalle mie odiose inclinazioni per le passioni.

Ode 4. Irmòs.

Ci hai mostrato amore forte, Signore, per noi consegnasti alla morte l’unigenito tuo Figlio e noi ringraziando acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Sopportasti l’oltraggio dei violenti e i colpi di canna sul capo per rendermi l’onore perduto con la mia antica trasgressione, Cristo, Sovrano gloriosissimo, amico degli uomini.

Portasti la corona di spine, longanime, poiché sei davvero re; strappasti dalla radice i rovi prodotti dal peccato; o Salvatore, io canto i dolori della tua croce.

Martyrikà. Irremovibili davanti a pene e tormenti squassaste, o martiri, l’errore del nemico calpestando il superbo satana consumato dal suo smisurato orgoglio.

In corpi corruttibili ereditaste il carattere incorruttibile di Dio: con le vostre sofferenze imitaste nobilmente la passione dell’impassibile, illustri martiri, concittadini di tutti gli incorporei.

Stavrotheotokìon. Il profeta un tempo vide in te, Vergine, il libro in cui il dito del Padre scrisse il Verbo incarnato, che con un colpo di lancia lacerò sulla croce il chirografo della condanna di Adamo.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Avendo di tuo volere patito nella tua compassione, o Cristo, le ferite e l’immolazione, risana per le preghiere di tua Madre la mia anima ferita dai violenti colpi dei demòni omicidi.

Sono opera e creatura delle tue mani, o Creatore, ma i piaceri della vita mi hanno frantumato per la malizia del serpente; restaurami, Cristo, per le preghiere della tua purissima Madre.

Concependo ineffabilmente il Verbo del Padre che libera i mortali dalla loro follia sei rimasta intatta, unica Vergine; pregalo sempre di liberarmi dalle folli passioni irrazionali.

Ogni giorno, divina sposa, tu fai scaturire per noi le onde della guarigione; sei dimora della santità splendente di divino fulgore che fa scorrere per noi myron profumato.

Ode 5. Irmòs.

Sei apparso sulla terra, o invisibile, conversando liberamente con gli uomini; davanti a te, o inconcepibile, vegliamo celebrandoti, o filantropo.

Come Agnello fosti messo sul legno, offerto in sacrificio al Padre tuo per noi, tu che sei bontà onnipotente, facendo cessare il culto idolatrico.

Col fianco trapassato dalla lancia, hai fatto sgorgare, fonte di vita, il duplice rigagnolo della salvezza per quelli che ti proclamano uno della Trinità con due volontà ed energie.

Martyrikà. I tuoi intrepidi atleti trovarono in te, Gesù, la base solida, la roccia incrollabile della fede: perciò divennero essi stessi pietre preziose per l’edificio della salvezza.

Rivestiti di potenza divina per la fede, travolgeste la forza del traditore e in cielo foste incoronati vincitori o vittoriosi martiri.

Stavrotheotokìon. Sovrana santissima, riparo per le nostre anime, generando Cristo restando vergine, restaurasti la nostra natura danneggiata dal peccato.

Canone della Theotòkos. Quando Isaia.

Lenisci, o Vergine, la pena della mia anima e del mio corpo, dissolvi, o nube luminosa, le nubi della mia tiepidezza, concedendomi sanità e liberazione da ogni male poiché con fede e affetto ti glorifichi.

Per le mie molte colpe t’invio come interceditrice e mediatrice presso tuo Figlio: Sii tu, Vergine, la mia garanzia e la riforma della mia vita, guidandomi sui sentieri della conoscenza di Dio.

Illumina la mia anima, santifica il mio spirito, fa’ che partecipi, o Vergine, alla gloria di Dio, poiché ho la coscienza macchiata e piena di mali avendo servito come schiavo ai piaceri.

Ode 6. Irmòs.

Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati e il mio spirito vien meno; ma tu, o Sovrano, stendi il tuo braccio eccelso e come Pietro, salva anche me, o nocchiero.

Facendomi ingoiare astutamente l’amo, il serpente mi trasse fuori dall’Eden; Cristo, però, lasciandosi crocifiggere, mi lasciò entrare di nuovo.

Venne ferito dalla tua piaga al fianco colui che ci ferì e ora il suo male è inguaribile, mentre noi fedeli siamo guariti per le ferite che ti uccisero, Signore.

Martyrikà. In mezzo al fuoco vi rivelaste, o sapienti opliti di Cristo, come agnelli sacrificali, offerti alla mensa di Dio ed eredi della sua letizia eterna.

Effondeste fiumi di guarigioni attingendo ai tesori inesauribili, o atleti: sanate i torrenti delle passioni e dissetate la moltitudine dei fedeli.

Stavrotheotokìon. Vedendo la morte del Verbo incarnato dal tuo sangue, o purissima, maternamente piangevi e magnificavi la fonte della vita, Sovrana Vergine e Madre.

Canone della Theotòkos. Quanti si accostano.

Ho superato il fariseo per arroganza, orgoglio e superbia di spirito; nel gorgo senza fondo del peccato son caduto prigioniero; Vergine pura, abbi pietà della mia anima umiliata.

Oltremodo prodigioso fu il tuo concepimento e poi il tuo parto; mostra ora i prodigi della tua misericordia poiché, concepito e partorito nel peccato, mi ritrovo miseramente schiavo dei piaceri.

Piango, gemo e mi lamento pensando al tremendo giudizio; malvagie sono state le mie azioni: Madre di Dio, Vergine non sposata, assistimi in quell’ora terribile.

Ode 7. Irmòs.

Non vollero venerare l’immagine d’oro dei caldei i nobili fanciulli, ma nel mezzo delle fiamme inneggiavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Con la tua passione calmasti le nostre passioni, o filantropo, guidando alla vita impassibile chi venera piamente la tua santa passione, Dio dell’universo.

Vedendoti crocifisso, o Cristo, il creato si turbò e fremette; tremò la terra, si spezzarono le rocce e il sole nascose i suoi raggi.

Martyrikà. Docili ai precetti di Cristo, i martiri respinsero le lusinghe degli empi; lottando lealmente nell’arena furono incoronati di gloria e di onore.

Bruciando d’un amore più ardente del fuoco, le fiamme non vi consumarono; ora, incoronati nei cieli da Cristo, o atleti, così cantate: O Dio, tu sei benedetto.

Stavrotheotokìon. Vedendo esaltato sulla croce Cristo da te generato, Vergine pura, gridavi: Non lasciar senza prole colei che conservasti Vergine anche dopo il parto.

Canone della Theotòkos. Nella fornace i tre.

Non sarò salvato per le mie opere perché ho accumulato solo peccati; santa Sovrana, volgi il tuo sguardo sui miei mali e sulla mia miseria; per le tue preghiere, fammi grazia e salvami.

Il giudice è alle porte, il tribunale è pronto; prepàrati, anima, gridando: Assolvimi nella tua giustizia, Verbo, per le preghiere della tua Madre purissima.

Colsi il frutto del peccato e perciò son ridotto in fin di vita ed è sterile la mia anima, ma a te grido: concedimi di portare frutto, o Vergine, il cui frutto annientò la corruzione.

Ode 8. Irmòs.

La fornace di Babilonia non bruciò affatto i fanciulli; nemmeno la Vergine non fu consumata dal fuoco divino; perciò con i fanciulli, o fedeli, gridiamo: Opere tutte, benedite il Signore.

Per la tua croce fu riaperto il paradiso e la spada contro di noi rivolta fu ritratta, misericordiosissimo Dio, per la lancia che trapassò il tuo fianco.

Dalla tua lancia il nemico fu colpito e cadde, mentre Adamo un tempo caduto fu recuperato gridando a te, Cristo, che volontariamente lo salvasti: Benedicendo glorifico te, Dio misericordiosissimo.

Martyrikà. Il mondo illuminato dalle vostre lotte, o atleti, scampato alle tenebre del male per le vostre imprese inaudite e prodigiose, canta con fede: Benedite opere del Signore il Signore.

Giace ai vostri piedi, martiri santi, colui che si vantava di distruggere la terra e il mare, mentre la mano di Cristo v’incorona di fama immortale.

Theotokìon. Generasti nel tempo, pura Vergine, colui che è senza tempo e che con i suoi lacci scioglie l’antica catena di Adamo per legarlo alla catena della sua dolce carità.

Canone della Theotòkos.

Gettati in un rogo.

Madre di Dio bellissima, che stai accanto al gran Re, riempimi di buone azioni, poiché ho trascorso tutta la vita nella dissolutezza e in opere malvagie sì che possa glorificarti nei secoli.

Come un tempo prodigiosamente liberasti il profeta dal pesce, salva anche la mia anima, Verbo di Dio, dal vortice della perdizione, poiché per me intercede la Vergine che senza macchia ti generò, Salvatore.

Della bella veste che indossavo, simbolo della mia filiazione divina, iniqui malvagi mi spogliarono; prega dunque per me, Madre di Dio e rivèstimi della tunica divina con la penitenza.

Ode 9. Irmòs.

Onorandoti con inni, noi magnifichiamo te, che Mosè il legislatore vide sul Sinai, prefigurata nel roveto e nel fuoco; te, che senza esserne consumata, concepisti in seno il fuoco divino; te, lampada inestinguibile e tutta luce; te, veramente Madre di Dio.

Per trovare la dracma perduta, o Cristo, accendesti sulla croce la tua carne, o buono e rendesti partecipi della gioia le schiere di lassù, o datore di vita: con esse, o benefattore, celebrandoti con inni, ti magnifichiamo.

Quando innalzasti le tue mani sulla croce, o Cristo, desti movimento con la tua potenza alle mie mani, prima infiacchite per le molte passioni e rafforzasti per la corsa divina le ginocchia realmente paralizzate: per questo ti magnifichiamo.

Martyrikà. Arsi dalla vampa di tormenti senza fine, i tuoi mirabili e saldi atleti trovarono te, Cristo, come rugiada refrigerante; per questo terminarono con gioia la corsa, protési verso i premi, senza sosta con inni magnificandoti.

La moltitudine degli atleti, il coro dei santi ti implora, o Cristo, per la folla del popolo tante volte ribelle; affinchè per la moltitudine delle tue misericordie, tu cancelli, o misericordioso, la moltitudine delle nostre iniquità, perché sei amico degli uomini.

Stavrotheotokìon. Partoristi in forma mortale, o Vergine, la luminosa irradiazione del Padre; il sole, non sopportando di vederlo innalzato sulla croce, si oscurava, mentre scemava il buio della follia idolatra; per questo con lui anche noi ti magnifichiamo.

Canone della Theotòkos.

Nell’ombra e nella lettera.

Corrotto nella mente, corrotto nell’anima e nella coscienza, contaminato dal male, spoglio di qualsiasi bene come mi presento, non mi disprezzare, o Vergine incorrotta e senza macchia, ma adornami con le opere della vita pia.

Sono colmo di mali, colmo di pensieri che mi estraniano da te, amico degli uomini, per questo gemo e grido: Accoglimi nel mio pentimento, per intercessione di colei che ti partorì e non mi respingere, o benefattore ricco di misericordia.

Per tua intercessione, o Vergine castissima, possa esser liberato da ogni ira, da passioni funeste, dall’orrenda geenna del fuoco, da uomini iniqui e nemici malvagi, perché mi rifugio sotto la tua protezione e ti invoco in mio aiuto.

Tu che sei Madre di Dio, implora il Signore, Dio e Re, da te partorito, perché io che ti supplico sia liberato da ogni minaccia e cattiva consuetudine, o pura, io che dal grembo di mia madre in te confido, o Sovrana.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Fui cacciato per invidia dal paradiso di delizie, dopo essere orrendamente precipitato, ma tu non mi disprezzasti, o Sovrano: assumendo per me ciò che ti rende simile a me, vieni crocifisso e mi salvi e introduci nella gloria: O mio redentore, gloria a te.

Sul monte Mosè stese le mani verso l’alto in forma di croce e mise così in rotta Amalek, ma tu, Salvatore, stendendo le palme sulla croce preziosa, mi prendesti tra le braccia, salvandomi dalla schiavitù del nemico e mi desti un segno di vita per sfuggire all’arco dei miei avversari: perciò adoro, o Verbo, la tua croce preziosa.

Martyrikòn. Come luminari nel mondo risplendete anche dopo la morte, santi martiri, per aver combattuto la buona lotta: con la franchezza che avete ottenuto, supplicate dunque Cristo d’aver misericordia delle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendoti pendere dal legno, o mio Cristo più che buono, la castissima tra i suoi lamenti materni esclamava: Figlio mio carissimo a tutti, come ha potuto condannarti alla croce il popolo iniquo?

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini).

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Crocifisso e trafitto il fianco dalla lancia per me, Gesù mio, hai fatto scorrere su me due torrenti di salvezza; salvato dalla tua passione, inneggio alla tua misericordia, o Cristo, gridando: Ricordati di me, Salvatore, quando verrai nel tuo regno.

Annoverato fra i criminali, togliesti le iniquità di tutti, Gesù e coronato di spine, Re di tutti, strappasti dalla radice i rovi del peccato: per questo noi fedeli glorifichiamo la tua passione.

Martirikòn. Imitando la passione di Cristo, valorosi atleti, illustrissimi martiri e abbattendo l’errore del nemico con forza divina, otteneste la gloria celeste pregando, o santi, per tutti noi.

Gloria.

Monade trisipostatica e Trinità indivisibile, essenza onnipotente e unica forza, proteggi i tuoi cantori da ogni pericolo del nemico e rendili degni del tuo regno, che ottengono quanti vivono bene.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendo in croce colui al quale desti corpo dal tuo sangue puro, gemendo gridasti, Madre di Dio Vergine: Perché, Figlio, il popolo malvagio ti ricompensa così, uccidendo te, vita dei fedeli e risurrezione di tutti?

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Modo III – Giovedì – Vespero

Periodo Del Tono 3 MERCOLEDI Sera Al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 3. Grande è la potenza.

Per le preghiere dei tuoi venerabili e divini apostoli, o compassionevole filantropo e solo misericordioso, concedi la tua pace al tuo popolo e libera dalle sventure quanti inneggiano e con fede ti adorano.

Come divini veggenti, liberatemi dai dardi del cattivo spirito, sventandone i raggiri; e irroratemi con la rugiada dello Spirito, perché mi consumo alla vampa dei miei peccati, o miei divini benefattori.

Davvero in tutta l’ecumène parlò la vostra divina voce, apostoli del Signore e illuminò quanti giacevano nelle tenebre e offrì a Dio come incenso quanti lo riconobbero.

Altre stichirà di san Nicola, uguali.

Ti rivelasti per tutti noi somma salvezza, Nicola beatissimo: poiché liberi i tuoi servi da ogni pericolo, angustia e tentazione, malattie e difficoltà e invisibili nemici.

Morso dal serpente velenoso, giaccio miserabile e reietto: per la tua insonne supplica, o gerarca, rialzami in ordine affinché glorifichi la rapidissima grazia.

Nell’ora tremenda in cui si prepara il terribile tribunale e la condanna viene emessa, possa trovare te come aiuto per liberarmi dalla tenebra, o sacro iniziatore ai misteri, ti scongiuro per la familiarità che hai.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che regni su tutte le creature, o Sovrana, sottometti al tuo Figlio e Dio la mia anima malamente dominata dalle passioni, o sposa divina, liberala in ordine con il farmaco della tua preghiera.

Apòstica apostolikà.

Per tutta la terra uscì la vostra voce, apostoli santi; sventaste l’inganno degli idoli predicando la conoscenza di Dio: è bella questa vostra lotta, o beati, perciò celebriamo e glorifichiamo le vostre memorie.

Custodendo irreprensibilmente i comandi di Cristo, o santi apostoli, gratuitamente riceveste, gratuitamente date, sanando le passioni delle anime e dei corpi; perciò nella franchezza che vi è data, supplicatelo di aver pietà delle nostre anime.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, sostenuti dalla fede, rafforzati dalla speranza, uniti con tutta l’anima dall’amore per la tua croce, annientarono la tirannide del nemico; ottenute così le corone, pregano con gli incorporei per le nostre anime.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Grande è la potenza.

Sei gaudio degli angeli divini, o Vergine, gloria degli apostoli, sigillo dei profeti, avvocata dei fedeli e guida di salvezza: perciò ti veneriamo, o Vergine.

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Modo III – Giovedì – Mattutino

Periodo Del Tono 3 Giovedi al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata apostolikà.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Rendesti gioiosa, Signore, la memoria dei tuoi apostoli perché sei onnipotente: infatti li rafforzasti perché imitassero la tua passione; vinsero con forza la potenza di Beliar e perciò ottennero carismi di guarigioni; per le loro suppliche, o amico degli uomini, concedi pace al tuo popolo.

La confessione della fede.

Con i torrenti del Dio Verbo gli apostoli irrigarono tutta la terra; rifiorì la spiga della fede e ne furono colmati i confini del mondo, perché tagliarono tutta la zizzania e così offrirono tutti a Cristo Dio, battezzandoli nella Trinità increata.

Gloria. E ora.

Theotokìon. Attonito di fronte.

Richiamando alla mente la smisurata ricchezza della tua compassione e invincibile forza del tuo potere, sono accorso sotto la tua protezione: stretto dalla tribolazione, paurosamente smarrito, dal profondo del cuore esclamo tra le lacrime: Vergine Madre di Dio, a te grido: salvami, salva questo indegno.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

La confessione della fede.

Venite tutti, celebriamo gli apostoli con canti divini, perché, sommergendo l’inganno degli idoli, ricondussero i mortali alla luce divina e insegnarono a credere nella Trinità: perciò oggi, onorandoli piamente, glorifichiamo Cristo Dio nostro.

Gli apostoli gloriosi che videro Dio, splendendo per l’ortodossia, spensero l’inganno dell’eterodossia; arricchendo il mondo con la pietà, splendidamente ornarono le Chiese, chiedendo a Cristo Dio di donare ai fedeli la pace e la grande misericordia

Gloria. E ora. Theotokìon.

Affondando nel mare delle passioni, mi rifugio nell’oceano delle tue compassioni: aiutami Theotòkos, porgi la destra, o pura, al tuo servo; salvami come un tempo tuo Figlio salvò Pietro; abbi pietà di un’anima naufraga nella burrasca di molte colpe.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata. Uguali.

Inneggiando celebriamo te, Nicola, araldo della verità e fulgidissimo luminare del mondo e gridiamo, pregando con fede: Come strappasti gli innocenti alla morte, così strappa anche noi, o santo, ai pericoli, alle tribolazioni e a ogni funesto malanno.

Martyrikòn. Per la fede splendete, o santi, come astri fulgidissimi, medici dei malati, celebratissimi vincitori; infatti, senza temere i tormenti dei tiranni, schiacciaste al suolo le ignominie degli idoli, tenendo come invitto trofeo la croce della verità.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Trono tutto d’oro del Re e paradiso fiorito divenisti, Madre di Dio purissima: perché avendo portato Dio nel tuo grembo, ci inondi del profumo di grazie divine; perciò tutti sempre ti proclamiamo vera Madre di Dio e ti magnifichiamo.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Colui che un tempo con cenno divino raccolse le acque in un’unica massa e per il popolo d’Israele divise il mare, il nostro Dio glorioso, lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Venite, diciamo beati i sacri apostoli, le torri della Chiesa di Cristo, piamente edificate sul fondamento della fede, che difendono tutti i fedeli, affinché per le loro suppliche veniamo salvati.

Con inganno il nemico m’ha fatto cadere e ora giaccio a terra, senza forze, in grave pericolo, ma voi, salde colonne della fede, raddrizzatemi perché ottenga il perdono delle mie colpe.

Prima della sentenza del tuo giusto giudizio sono io stesso a condannarmi con tremore: innumerevoli sono le mie opere perverse; per le preghiere dei tuoi divini apostoli, salva, Signore, la mia anima disperata.

Theotokìon. Con i profeti e gli apostoli di Cristo e i martiri supplica il Signore da te incarnato di uccidere le nostre passioni carnali e di donarci la vita eterna, o Vergine pura.

Canone del santo. Acròstico: Terza supplica offro a Nicola io, Giuseppe.

Irmòs. Cantiamo al Signore.

Lampada splendente, faro che veglia sulla terra e guida al porto divino, o Nicola, ti diciamo beato con affetto noi, che navighiamo nell’oceano di questa vita.

Fortificato dalla potenza divina, avevi zelo per la conoscenza della fede; perciò salvi gli innocenti dalla morte; ti imploriamo dunque: da ogni male ingiusto scampaci, Nicola.

Prega senza sosta il Signore, padre santo, perché ci liberi dal peccato, dal fuoco dell’eterno castigo, dalle prove e da ogni afflizione, lui che è l’unico buono.

Theotokìon. L’Arca di Dio purissima, la dimora del divino legislatore, il mare insondabile, che per divina compassione ha cancellato tutte le nostre iniquità, Maria, concordi diciamo beata.

Ode 3. Irmòs.

Tu che dal nulla traesti tutte le cose create nel Verbo e le perfezionasti nello Spirito, o Sovrano onnipotente, rendimi saldo nel tuo amore.

Voi che riempiste il mondo dei vostri divini insegnamenti, riempite la mia anima di pensieri e opere virtuose, o apostoli, veggenti di Cristo.

Discepoli di Cristo, liberateci dai tranelli innumerevoli del maligno, dall’angoscia, da ogni afflizione e pericolo che ci minaccia.

Sciagurata anima, troppo hai peccato, provocando l’ira divina! Se non desisti dal compiere il male, come dunque otterrai il perdono?

Theotokìon. Scala divina contemplata da Giacobbe, da cui discese Cristo, mentre ci innalzi, supplicalo senza sosta con gli apostoli di usarci misericordia.

Canone del santo. Anima sterile.

Spada affilata dallo Spirito ti rivelasti, sapiente Nicola; tu recidi la zizzania degli eretici, mentre apri e appiani per i fedeli il cammino della salvezza.

Supplici imploriamo te, che sei fonte di guarigione, o Nicola: per le tue preghiere lava il fango delle nostre passioni, strappaci con la tua grazia da ogni pericolo, liberandoci da tutte le angustie.

Con le tue fatiche e le tue lotte vittoriose ricacciasti il nemico: con le tue preghiere fortifica contro di lui la nostra mente indebolita dal traboccare delle passioni.

Theotokìon. Lo spirito umano non può concepire, Vergine Madre di Dio, il prodigio del tuo parto ineguagliabile; colma dunque di grazia il mio spirito perché possa glorificarti senza sosta.

Ode 4. Irmòs.

Ci hai mostrato amore forte, Signore, per noi consegnasti alla morte l’unigenito tuo Figlio e noi ringraziando acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Inviando in tutto il mondo come raggi sfolgoranti i tuoi apostoli divini, illuminasti tutti e disperdesti la tenebre dell’ignoranza, o Verbo, sole senza tramonto.

Naufrago nell’oceano del peccato, l’onda dei pensieri sommerge la mia anima; per le preghiere dei tuoi discepoli salvami, Signore, Verbo e divino nocchiero.

Tremo al pensiero della tua tremenda venuta, o Sovrano: anticipando il tuo tribunale la mia coscienza mi ha già condannato facendomi pregustare il castigo.

Theotokìon. Per le preghiere della Vergine che ti concepì e dei tuoi divini apostoli, Verbo di Dio Salvatore, liberaci da ogni pericolo, strappando da tutte le insidie i tuoi servi.

Canone del santo. Come monte adombrato.

Ogni fedele gioisce della tua intercessione presso Dio ogni giorno, o Nicola; perciò ti preghiamo di salvarci da ogni colpa e dai pericoli su noi incombenti.

Tu che possiedi nel cuore la grazia del Signore come acqua viva, effondi l’inesauribile rugiada, o beato, su quanti rischiano di perire per l’ardore del peccato e la calura degli affanni.

O beatissimo, che salvasti altre volte gli innocenti da una fine iniqua, salvami sempre dall’oppressione, dalla perversità, dalla menzogna dei demòni.

Theotokìon. Tu che inspiegabilmente concepisti il Verbo incarnato per un eccesso del suo amore, supplicalo, Vergine pura, di liberarci dalle passioni carnali e da tutte le miserie della vita.

Ode 5. Irmòs.

Anche invisibile, sei apparso sulla terra conversando liberamente con gli uomini; davanti a te vegliamo celebrandoti, o inconcepibile filantropo.

Sulla terra stabilisti i tuoi discepoli come cieli per annunziare, o Cristo, Verbo incarnato, la tua divina gloria: sempre, per le loro preghiere, abbi pietà di noi.

Tu accetti l’intercessione dei tuoi apostoli: per le loro preghiere, dunque, salva i tuoi servi; liberaci, o Verbo, da passioni, pericoli e mali su noi incombenti.

Come ti presenterai, povera anima mia, davanti al giudice tremendo? Non rimanere sterile, costringiti al ravvedimento, portando frutto di virtù.

Theotokìon. Colui che apparve sulla terra nella carne ineffabilmente ricevuta da te, Vergine pura, imploralo senza sosta di esserci propizio.

Canone del santo.

Con la tua luce.

Padre santo, che in cielo stai alla presenza della luce pura, risplendendo sempre dei suoi fulgidi raggi, chiedi per noi tutti luce e pace.

Con l’arroganza del mio spirito, Signore, più d’ogni altro ho provocato il tuo sdegno: per le fervide suppliche di Nicola fammi grazia.

Ho sprecato nell’indolenza tutta la mia vita: padre Nicola, ti prego, risveglia al pentimento la mia anima impantanata.

Theotokìon. Piena di grazia, gioia degli angeli nei cieli, colma di letizia il mio cuore, oscurato e sommerso dai piaceri.

Ode 6. Irmòs.

Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati e il mio spirito vien meno; ma tu, Sovrano, stendi il tuo braccio eccelso e come Pietro, salva anche me, o nocchiero.

Disseccando i ruscelli della sapienza di quaggiù i cori degli apostoli fecero sgorgare un abisso di sapienza spirituale e dissetarono folle di devoti.

Gemi o piangi, povera anima, gridando e dicendo al Signore: contro di te ho peccato, fammi grazia o Sovrano buono, per l’intercessione dei tuoi divini apostoli.

I torrenti impetuosi delle passioni hanno abbattuto la dimora del mio cuore; essendo fiumi dello Spirito, o apostoli, restaurate alla vita me frantumato.

Theotokìon. La folla degli apostoli, con la tua Genitrice t’implora, o Cristo: sui tuoi fedeli fa’ scendere propiziazione e pace, come Dio filantropo e benigno.

Canone del santo. Il gorgo delle passioni.

Mortificando con la continenza il corpo, ereditasti la vita eterna; per le tue preghiere, Nicola, concedici di evitare il male per rallegrarci con te.

Con la vela delle tue sante preghiere, salvaci dal mare delle tentazioni senza numero e dall’abisso del peccato guidaci al porto della vita, sapiente gerarca.

Mentre sedevi sul seggio di Myra di Licia eri l’ornamento dei gerarchi; con le tue preghiere proteggici dalle tentazioni, che quaggiù ci assediano.

Theotokìon. Per amore e divina compassione il Verbo, dimorando nel tuo grembo, Vergine pura, allontanò la corruzione che un tempo dimorava fra gli uomini per il peccato.

Ode 7. Irmòs.

Non vollero venerare l’immagine d’oro dei caldei i nobili fanciulli, ma nel mezzo delle fiamme inneggiavano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Cristo, luce del mondo, vi rese, o luminosi apostoli, come torce per dissolvere le tenebre dell’errore e risplendere nelle coscienze dei credenti.

Avete spezzato il laccio che il nemico gettò su noi, o apostoli, spianando le vie che conducono a Dio a noi che ci rifugiamo in voi.

O apostoli, divini predicatori, voi che davvero siete il sale della terra per conservare e vivificare i fedeli, purificate la mia anima dalle passioni carnali.

Theotokìon. Vergine, bellezza di Giacobbe, fa’ splendere nella mia anima il gusto per il bene; intercedi, con i divini apostoli, supplicando per noi il frutto del tuo grembo incontaminato.

Canone del santo. Nella fornace.

Arrabbiandoti un tempo contro il folle Ario, gli scagliasti addosso le tue parole come frecce, come vero pastore, padre Nicola.

Vissuto santamente, ora dimori con gli apostoli, o Nicola, trasmettendo luce e santità ai fedeli che ti dicono beato.

Padre Nicola, fervido protettore e difesa sempre pronta, ti supplichiamo: liberaci dalle passioni carnali e dalle tentazioni che ci assalgono d’improvviso.

Theotokìon. Fa’ risplendere la tua luce sulla mia anima oscurata dall’accidia, o Vergine pura; accendi la torcia del mio cuore perché con zelo ti glorifichi.

Ode 8. Irmòs.

Gettati in un rogo insostenibile, i giovani paladini della pietà, senza ricevere alcun danno dalla fiamma, intonavano l’inno divino: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli

La spada delle passioni mi ha colpito, il mio cuore è ferito dall’artefice d’iniquità: sono allo stremo; illustri apostoli, medici delle anime e dei corpi, guaritemi!

Su tutta la terra si diffuse il messaggio divino degli araldi con il meraviglioso culto della Trinità, unica essenza e signoria, unico Sovrano per tutti i secoli.

Ho molto peccato vanificando per le mie colpe la tua magnanimità: riconducimi a te, o Sovrano, poiché tu conosci la mia singolare infermità, la mia pigrizia e la mia cattiva volontà, o Verbo.

Theotokìon. Sei la molla divina che ineffabilmente ricevette il carbone divino, Madre di Dio: con i gloriosi apostoli estingui il carbone ardente delle mie passioni con la rugiada della divina intercessione.

Canone del santo. Colui che gli angeli.

Con la tua mitezza ereditasti, o venerabile la terra che i miti possiedono; perciò ti prego con fiducia: placa il furore dei maligni contro di me scatenato.

Come liberasti gli stratilàti che stavano per morire ingiustamente, così liberaci dalla malizia dei malvagi e da ogni inganno dei demòni, pregando sempre per noi il Salvatore, o Nicola.

Indicasti agli uomini il retto cammino della salvezza, Nicola beato; guida anche noi su questa stessa via perché entriamo nella città della vita.

Theotokìon. Mia forza e mio inno è il nato da te, purissima: supplicalo con insistenza di rafforzare me, sottomesso alle passioni, per compiere i suoi salvifici precetti.

Ode 9. Irmòs.

Nell’ombra e nella lettera della Legge contempliamo, fedeli, la figura: ogni maschio che apre il seno materno è sacro a Dio; magnifichiamo dunque come primogenito il Verbo, Figlio del Padre che non ha principio, primo nato a una madre ignara d’uomo.

O Verbo del Padre senza principio, che con la parola dei tuoi discepoli consolidasti i confini, per le loro preghiere abbi pietà anche di me, scivolato contro ragione nelle passioni e sedotto dall’inganno dei demòni.

Anima mia, schiava degli impulsi passionali, offri preghiere a colui che per te soffrì, perché ti liberi dalle passioni e questo, certo, per le suppliche dei sacri discepoli che imitarono nella loro carne la sua passione.

O discepoli di Cristo, quando siederete con lui a giudicare i sottoposti al giudizio, custodite libera da condanna la mia anima macchiata da opere stolte, come miei difensori buoni, come soccorritori del mondo.

Theotokìon. Vergine casta, sposa di Dio, pura reggia di Cristo, Vergine santissima che, oltre ogni causa ragionevole, generasti Dio, il Santo dei santi, con i santi apostoli offri suppliche per tutti.

Canone del santo. Sul monte Sinai.

Il mondo terrestre ti possiede come divina fortificazione, sostegno e buon rifugio, o padre Nicola e per la tua mediazione viene sempre liberato da ogni stretta di tentazione: perciò, lodandoti, ti proclama con fede beato.

Stretto da tante difficoltà, mi rifugio nell’ampio spazio della tua fervida intercessione, o beatissimo e grido: Fa’ cessare l’affanno della mia anima, placa i flutti della disperazione e da’ pace alla mia mente sconvolta.

È imminente la venuta del Creatore per il giudizio di tutta la terra e poiché nella mia miseria sono impreparato, tremo tutto ripensando alla moltitudine dei miei mali: Signore longanime, abbi compassione e salvami, per le divine preghiere del tuo santo Nicola.

Theotokìon. Risplendi per me come illuminazione che salva, tu che generasti la luce e scaccia le molte e dense nubi dell’anima mia, affinchè per le tue preghiere diventi figlio del giorno compiendo ciò che è santo e sempre tra gli inni ti proclami beata

Apòstica delle lodi, apostolikà.

Per tutta la terra uscì la vostra voce apostoli santi; dissolveste l’inganno degli idoli, predicando la conoscenza di Dio: bella è questa vostra lotta, o beati e per questo celebriamo e glorifichiamo le vostre memorie.

Custodendo irreprensibilmente i comandi di Cristo, o santi apostoli, gratuitamente riceveste, gratuitamente date sanando le passioni delle nostre anime e dei nostri corpi; perciò avendo franchezza, supplicatelo d’aver pietà delle nostre anime.

Martyrikòn. Le schiere dei santi angeli ammirarono le lotte dei martiri: perché, rivestiti di corpo mortale, disprezzarono i tormenti, divenendo imitatori della passione del nostro Salvatore e intercedono per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O venerabile, prima tra i santi, essendo lode delle schiere celesti, inno degli apostoli, argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

O apostoli, che con la canna della croce riconduceste dal baratro dell’ignoranza i popoli, annientando l’errore degli elleni dalla terra, divenendo davvero salvatori inerranti dei fedeli, per questo siete beatificati.

Divenuti come mistici raggi e chiari bagliori del sole, o apostoli, annientaste il buio dell’empietà e alla luce della conoscenza divina guidaste tutti i popoli: per questo vi veneriamo.

Martirikòn. Subendo la fiamma dei tormenti, vi siete rivestiti di grazia dall’alto, o atleti e le passioni dei mortali, come sapienti servi di Cristo, curate sempre salubremente: perciò con fede, o santi, vi celebriamo.

Gloria.

Sacri predicatori della Trinità, Pietro, Paolo, Marco e Luca, Matteo, Simone, Giacomo, Andrea, Giovanni, Bartolomeo, Filippo, Tommaso, sempre supplicatela di liberarci da ogni difficoltà.

E ora. Stavrotheotokìon.

Ornamento degli apostoli e gioia degli atleti, Sovrana piena di grazia divina, implora per noi il Salvatore e Dio di tutto perché riceviamo remissione delle colpe e otteniamo tutti la vita eterna.

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Modo III – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 3 GIOVEDÌ SERA AL VESPRO

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 3. Grande è la potenza.

Il creato fu santificato dal tuo sangue prezioso e dall’acqua santa, o solo longanime: per la tua crocifissione, o Verbo, si prosciugarono i fiumi del politeismo e fu salvato Adamo dalla sua rovina.

Tu che trascendi ogni onore, o amico degli uomini, fosti per noi insultato e abbeverato di aceto e volontariamente subisti la croce per liberare tutti dalla corruzione, o benefattore, con la tua morte.

Inchiodato volontariamente al legno o piè che Buono, ti offristi in sacrificio al Padre per noi e abolisti i sacrifici degli idoli e sciogliesti il dominio del maligno, o Re dei secoli.

Stichirà della Theotòkos. Sul monte Mosè.

Nube della luce che non ha tramonto, Vergine gradita a Dio, aria benedetta, fa’ risplendere la luce del pentimento per me stoltamente prigioniero della tenebra del peccato; liberami con le tue preghiere dal fuoco della geenna, dalla tenebra cupa e dammi parte al giorno senza sera: perché sotto la tua protezione io mi rifugio, o Vergine castissima.

Generando il perfezionatore della misericordia, misericordiosa Vergine, sempre imploralo d’aver misericordia della mia umile anima, scivolata realmente nel baratro della perdizione per inganno del nemico; non disprezzare dunque la mia supplica, né allontanare dal tuo servo la tua infinita compassione, o Fanciulla, per la tua misericordia.

Colui che ingannò nell’Eden Adamo perché disobbedisse a Dio, tentando anche me e deviandomi dalla via retta mi gettò nel baratro senza strade di molti peccati e si vanta il maligno, vedendomi caduto del tutto; con la spada delle tue preghiere colpiscilo, dunque e liberami dalle sue trappole, Vergine misericordiosa.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Grande la potenza della tua croce.

Vedendo il nato da te, o purissima, appeso al legno, dicevi gridando: Dolcissimo Figlio mio, dov’è la tua luminosa bellezza che abbellì la stirpe umana?

Apòstica stavròsima.

Adoro, o Cristo, la tua croce preziosa, custode del mondo, salvezza di noi peccatori, grande propiziatorio, vittoria dell’imperatore, vanto di tutta la terra.

L’albero della disubbidienza produsse al mondo la morte; l’albero della croce, la vita e l’incorruttela; per questo adoriamo te, Signore crocifisso: sia impressa su di noi la luce del tuo volto.

Martyrikòn Autòmelo. Grande è la potenza della tua croce, Signore: piantata in un unico luogo, agisce nel mondo; da pescatori ha tratto apostoli e da pagani, martiri, affinchè intercedano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Così gridava la purissima: Per la tua crocifissione, o Verbo, ottenne misericordia il mondo, venne illuminato il creato e le genti trovarono salvezza, o Sovrano; ma io sono ora trafitta, vedendo la tua volontaria passione.

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Modo III – Venerdì – Mattutino

PERIODO DEL TONO 3 Venerdi al Mattutino

Dopo la prima sticologia,

Kathìsmata stavròsima. Tono 3.

La croce fu infissa in terra e toccò i cieli: non perché l’albero raggiungesse quelle altezze, ma perché tu con esso riempi l’universo; Signore, gloria a te.

Col cipresso, il pino e il cedro fosti innalzato, o agnello di Dio, per salvare quanti adorano con fede la tua crocifissione volontaria; Cristo Dio, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Attonito di fronte.

L’universo è colmo di gioia vedendo te, o longanime, innalzato sulla croce, esclamava la pura, integra e castissima; per te infatti, Figlio amatissimo, esso trovò redenzione, perché tu sanasti col legno la condanna venuta dal legno, ma le mie viscere sono ora sconvolte, poiché non resisto nel vederti ucciso.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Attonito di fronte alla bellezza.

Le schiere degli angeli contemplavano estatiche l’immensità della tua potenza e la volontarietà della tua crocifissione: Come l’invisibile subisce flagelli nella carne, volendo riscattare il genere umano dalla corruzione? Perciò acclamiamo a te, datore di vita: Gloria, o Cristo, alla tua compassione.

Avendo scelto di patire croce e morte, nel mezzo del creato le subisti quando fu tuo beneplacito, o Salvatore, di inchiodare il tuo corpo: allora il sole nascose i suoi raggi, allora il ladrone vedendoti in croce ti celebrò, gridandoti piamente: Ricordati di me e ottenne per la sua fede il paradiso.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La divina giovenca ignara di giogo, guardando il proprio vitello che volontariamente sopportava in croce la passione diceva: Ahimè, Figlio! Che cos’è questo mistero strano? Come dunque tu, l’immortale, hai accettato la morte? Io canto la tua longanimità, o Verbo e glorifico la tua immensa misericordia.

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che per la stirpe umana fosti schiaffeggiato e non ti adirasti, libera dalla corruzione la nostra vita, Signore e salvaci.

Martyrikòn. La vostra coraggiosa costanza vinse le macchinazioni del nemico origine del male, o vittoriosi illustrissimi, per questo otteneste la beatitudine eterna; pregate dunque il Signore di salvare il gregge del popolo amico di Cristo, voi che siete martiri della verità.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Attonito di fronte.

Gli esseri celesti vedendo tremarono e i terrestri per il timore sussultarono, quando fosti volontariamente innalzato sulla croce tu che sei senza peccato: si eclissò il sole e si oscurò la luna; allora anche la Madre tua facendo lamento così diceva: Che cos’è questo spettacolo, o Figlio mio? Come dunque tu solo per tutti hai patito?

Canone stavròsimo. Acròstico: Gloria e vanto dei fedeli è la croce. Giuseppe.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Un tempo il sole raggiunse la terra ferma partorita dal mare; l’acqua si divise in due parti per il popolo che marciava inneggiando a Dio: Cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Con la verga fendesti gli abissi marini prefigurando la croce con cui avresti infranto le onde dell’errore e come allora guidasti il tuo popolo, conduci ora alla terra della tua scienza tutti i fedeli che cantano, Signore, alla tua potenza.

Con un tuo ordine creasti l’abisso, o Onnipotente, fissando le sue alte stanze e sospendendo la terra sulle acque; accettasti di essere appeso alla croce, o mio Dio, che con un cenno scuoti la terra: stabilisci le nostre anime sulla roccia del tuo nome.

Martyrikà. Per divina partecipazione siete figli di Dio, eredi e cittadini della Sion celeste, incoronati vincitori, in essa con gioia acclamate, santi martiri: cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Con le mani e i piedi mozzati, venivate segati o gettati alle fiamme, o santi martiri, ma non rinnegaste Cristo, Dio di tutti; anzi, con ardore gridavate: cantiamo al Signore perché si è glorificato.

Stavrotheotokìon. Vedendo suo Figlio innalzato sul legno, la Vergine bellissima, gemendo gridò: come puoi patire così per amore, Re della gloria, Dio di tutti?

Canone della Theotòkos. Cantiamo al Signore

La nube spirituale dello splendore celeste, facendo rifulgere su noi i raggi del pentimento, dissolve le tenebre del peccato facendo brillare per tutti gli uomini la luce della sapienza, perché è la Madre di Dio che protegge le nostre anime.

O Theotòkos, in te troviamo forza, rifugio sempre pronto, riparo custodito da Dio, porto sicuro, salvezza dalle onde limacciose che ci minacciano nel mare dell’afflizione.

Seggio dell’ineffabile gloria, salve; dimora del sole spirituale, tesoro della verginità più pura, carro di fuoco del Verbo di Dio, sostegno di tutti i viventi, salve!

Ode 3. Irmòs.

Sostegno di quanti in te sperano, Signore, rafforza la tua Chiesa, che riscattasti col tuo sangue prezioso.

Essendo un’unica persona, o Verbo Dio, hai patito il disonore della croce, onore di chi onora il tuo nome.

Divenuto maledizione per i mortali, tu stesso, o Signore, hai fatto splendere la benedizione sulla croce.

Martyrikà. Stranieri sulla terra, diveniste cittadini del cielo e veri coeredi di Cristo, o santi martiri.

Con l’arma invincibile della croce per sempre i martiri annientarono la potenza del funesto nemico.

Theotokìon. E’ Vergine anche dopo il parto la purissima in cui si incarnò il Dio che volle essere inchiodato ad una croce.

Canone della Theotòkos. Il mio cuore è saldo.

Vergine Madre, agnella pura, che concepisti l’Agnello che toglie ogni male, custodisci il gregge del tuo ovile.

Tu che portasti la vite celeste e colmi di pentimento il calice, fa’ crescere il perdono dei peccati.

Navigando nel mare della vita, affondando nell’onda amara del peccato, ricorriamo al tuo dolce approdo.

Ode 4. Irmòs.

Della tua gloria colmasti i cieli, o Cristo; della tua lode si riempì il mondo, poiché sei venuto dalla Madre senza macchia come dall’arca della tua santità; e come un bimbo portato in braccio apparisti nel tempio della tua gloria.

Divenuto nuovo Adamo risollevasti, o Cristo, l’antico Adamo dalla sua caduta; con le mani inchiodate alla croce, accettasti la corona di spine, gustando fiele e aceto: gloria alla tua filantropia.

Come agnello da immolare ti vide il profeta, come agnello muto, Dio Verbo, poiché volontariamente hai patito per chi volontariamente ha peccato e hai voluto esser crocifisso per salvarlo e redimerlo nella tua grande filantropia.

Martyrikà. Aprendo le loro anime con l’aratro della fede, i lodatissimi martiri, per la loro pazienza nei tormenti, seminarono nei loro solchi il grano buono e per il loro martirio raccolsero la spiga ubertosa che nutre tutti i fedeli.

Fra atroci torture i martiri, sempre sperando i beni futuri, passarono dall’angoscia alla gioia conseguendo il regno celeste di Cristo; celebriamo dunque senza sosta le loro fatiche.

Stavrotheotokìon. Ricevesti, o Theotòkos, la brace divina senza venirne bruciata come le molle dell’altare; nel tuo grembo incontaminato la sua fiamma effuse fresca rugiada; vedendolo corporalmente crocifisso lo glorificavi con inni di lode.

Canone della Theotòkos.

Al suono della tua voce

Mostrami il tuo amore misericordioso, poiché tu sei la Madre del Signore compassionevole.

Illuminami, mentre sbando nella notte del peccato, Madre sempre vergine del fulgido sole.

Protezione del mondo, ottieni il favore del Sovrano di tutti per i tuoi servi.

Ode 5. Irmòs.

Quando Isaia ebbe la visione del trono innalzato su cui sedeva il Dio della gloria scortato dagli angeli, gridò: sono perduto perché ho visto Dio incarnato, luce senza tramonto e principe della pace.

Affaticato dal fardello dei miei peccati, mi hai fatto riposare mentre riposavi sulla croce, o Verbo; per gli oltraggi subiti mi hai salvato dal disonore, o Gesù: perciò celebro con inni la tua potenza e la tua passione.

Come una torcia accendesti la tua carne sulla croce, amico degli uomini, cercando la dracma perduta; avendola trovata invitasti le potenze amiche a celebrare la potenza del tuo regno.

Martyrikà. L’ingannatore, ingannato, apparve senza forza, né vita ai piedi degli inerranti atleti di Cristo, per sempre annoverati fra gli araldi della verità, colmi di gioia ineffabile.

Nel rigore dei tormenti e dell’afflizione, nel freddo dei patimenti, i martiri guadagnarono il calore del regno dei cieli, divenendo fervidi intercessori per i fedeli.

Stavrotheotokìon. Vedendo in croce, col fianco trafitto colui che un tempo plasmò Eva dal fianco di Adamo, così gridavi a tuo Figlio, o Vergine Madre: tu muori per la vita immortale!

Canone della Theotòkos.

Della tua pace.

Coprendoti con la sua ombra, Vergine pura, la potenza dell’Altissimo ti rese dimora del Dio incontenibile, o Madre della vita e della salvezza della stirpe umana.

Sei tu la fonte divina della mia salvezza; non m’inghiotta la tempesta, l’oceano dei peccati non mi sommerga, Regina santissima.

Terra non arata apparisti al mondo come maggese verginale da cui germogliò per l’ineffabile Verbo, il Creatore dell’universo e divino coltivatore.

Ode 6. Irmòs.

Il vegliardo contemplando coi suoi occhi la salvezza da te preparata per il suo popolo gridò: Sei tu, o Cristo, il mio Dio.

Come un agnello fosti immolato per ridare vita a colui che aveva gustato la morte per l’albero proibito.

Innalzato sull’albero della croce, fai precipitare il diavolo ingannatore, mentre s’innalza la moltitudine dei fedeli, che ti inneggia come fonte della vita.

Martyrikà. Indossando la ricca porpora, tinta dal loro sangue, i martiri incoronati attorniano sempre il Re dell’universo.

Le reliquie dei martiri fanno rifulgere le guarigioni come una fonte su tutti i malati, scacciando il tetro sciame delle malattie.

Stavrotheotokìon. Lo spirito umano, Vergine, non può concepire il tuo misterioso concepimento con cui sfidi le leggi della natura.

Canone della Theotòkos. Con gemiti incessanti.

Giustamente per le mie azioni merito il castigo, ma tu che fosti inchiodato sul legno della croce, concedimi il tesoro della tua giustizia.

Per le tue preghiere fu cancellata del tutto la macchia del peccato; Cristo, luce eterna da te uscito, dissolse l’oscurità dei miei peccati.

In te ho posto la mia speranza e da te, Vergine buona, attendo la grazia della riconciliazione col tuo Figlio: pietà di me, o santissima!

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace ricopristi di rugiada i nobili fanciulli che benedicevano il Signore e scegliesti come dimora la Vergine senza macchia; celebrandoti, o Verbo, ti cantiamo: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Sul cedro, il pino ed il cipresso fosti innalzato, o Sovrano, tu che sei uno della Trinità e rialzasti gli uomini caduti nel baratro del piacere, benedetto Dio dei nostri padri.

A prezzo del tuo sangue, Signore, purificasti il creato dai cruenti sacrifici offerti ai demoni: immolandoti come agnello senza difetti, Verbo di Dio, interrompesti gli empi sacrifici: gloria alla tua potenza, Signore.

Martyrikòn. Inamovibili colonne, i martiri stando alla presenza dei tiranni, rovesciarono i falsi idoli confermando i cuori dei fedeli e cantando: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Stavrotheotokìon. Senza corruzione concepisti, o Vergine; unica senza seme generasti donando un corpo al Signore crocifisso, da noi senza sosta celebrato con inni: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Canone della Theotòkos. Nella fornace i tre.

Il fulgido sole da te sorto, Madre Vergine, illumina i nostri cuori e ci insegna a cantare e inneggiare: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Il creato gioisce per la tua verginale concezione magnificando la tua Prole; piamente glorificandola canta: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Dio eccelso, creatore e Signore di tutto, prendendo da te la sua somiglianza con noi, o Vergine, ci divinizza facendoci sedere in cielo col Padre e lo Spirito.

Ode 8. Irmòs.

Gettati in un rogo insostenibile, i giovani paladini della pietà, senza ricevere alcun danno dalla fiamma, intonavano l’inno divino: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli

Un popolo ribelle condanna a morte te, che hai voluto per obbedienza essere crocifisso, o Verbo, per ridar vita a quanti avevano colto la morte di loro volontà e che d’ora innanzi a t’inneggiano glorificandoti nei secoli.

Hai steso le mani sulla croce per guarire quelle stese verso l’albero proibito, avidamente, dal primo uomo; il sole, vedendoti, trattenne i suoi raggi, tutto il creato fu colto da timore.

Martyrikà. Con i flutti versati nelle loro sacre lotte, gli atleti vittoriosi hanno inaridito le impure libagioni idolatriche e come fonte hanno zampillato guarigioni per lavare la macchia dalle passioni e dissetare i cuori dei fedeli.

Imitatori della passione di Cristo, osservando i suoi divini precetti, santi martiri, concittadini degli incorporei, supplicate ora il Signore di scrivere nel libro della città celeste per tutti i secoli quanti vi onorano.

Stavrotheotokìon. Ciborio e candeliere tutto d’oro, santa mensa e ramo fiorito, divino monte e nube luminosa, trono igneo e palazzo del gran Re: così sei chiamata, o Madre di Dio, dai fedeli per esser rimasta Vergine anche dopo il parto.

Canone della Theotòkos. Il Signore apparso.

Tuo Figlio, o Vergine, compiendo sulla croce la nostra salvezza c’invita a cantare: benedite, sacerdoti, il Signore, esaltatelo per tutti i secoli.

Il nemico tenta d’inghiottirmi nel peccato, ma tu, santa Madre di Dio, salvami e liberami, dalla sua tirannia perché possa glorificarti per tutti i secoli.

Sprofondo nella buia notte del peccato, nella mia lampada manca l’olio delle buone opere per illuminare la mia anima, o Vergine: che io non resti perciò lontano dal banchetto celeste.

Ode 9. Irmòs.

Nell’ombra e nella lettera della Legge contempliamo, fedeli, la figura: ogni maschio che apre il seno materno è sacro a Dio; magnifichiamo dunque come primogenito il Verbo, Figlio del Padre che non ha principio, primo nato a una madre ignara d’uomo.

Confitto a un legno, o Gesù, tu che fissasti sul nulla tutta la terra, rialzasti me, confitto nel fango per la mala inclinazione del peccato, nella tua bontà e misericordia, o Cristo e con una morte disonorevole onorasti me, o misericordiosissimo.

Dio invisibile per natura, apparisti innalzato nella carne per strappare il mondo visibile ai nemici invisibili e rendere celesti le creature di quaggiù, o Cristo; e noi glorifichiamo la forza del tuo sommo potere.

Martyrikà. Vi rivelaste esercito di santi venerabili, accampamento santo, paradiso eletto che reca al centro l’albero della vita, Cristo, Chiesa a Dio gradita, augusta assemblea, o gloriosissimi vittoriosi del Salvatore.

Santi che ora state luminosi presso il trono del Sovrano e divinamente splendete dei copiosi bagliori di là provenienti, ricordatevi di noi, che vi ricordiamo sulla terra, perché troviamo remissione per i nostri debiti.

Stavrotheotokìon. Tramontarono gli astri, Figlio mio, vedendo la tua crocifissione; come dunque non si nascose anche il popolo ribelle degli ebrei che uccise te, l’autore della vita? Così esclamava la Madre di Dio e noi senza sosta la magnifichiamo.

Canone della Theotòkos. Roveto incombusto.

Stendendo volontariamente le mani sulla tua croce divina, sanasti la mano del progenitore che nell’Eden si era tesa all’albero, commettendo la trasgressione.

Ridona il vigore a me, che ho l’anima tutta ferita da orrendi peccati, a me malato di male incurabile, fasciandomi con la tua intercessione.

Salve, divina dimora vivente della gloria del Signore; salve, spirituale arma della penitenza; salve, porta, attraverso la quale noi peccatori troviamo salvezza.

Apòstica delle lodi, stavròsima.

Sul monte Mosè stese le mani in alto a forma di croce e mise così in rotta Amalek, ma tu, Salvatore, stendendo le palme sulla croce preziosa, mi prendesti tra le braccia, salvandomi dalla schiavitù del nemico e mi desti un segno di vita per sfuggire all’arco dei miei avversari: perciò adoro, o Verbo, la tua croce preziosa.

Sono stato cacciato per invidia dal paradiso di delizie orrendamente precipitando; ma tu non mi disprezzasti, o Sovrano: assumendo per me ciò che ti rende simile a me, vieni crocifisso e mi salvi e mi introduci nella gloria. O mio Redentore, gloria a te.

Martyrikòn. Venite popoli tutti, onoriamo la memoria dei santi vittoriosi: perché, divenuti spettacolo agli angeli e agli uomini hanno ricevuto da Cristo la corona della vittoria e pregano per le nostre anime.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Grande la potenza.

Versando rivi di lacrime, la castissima gemeva e faceva lamento, gridando dal profondo dell’anima: Come hai potuto tramontare, dolcissima luce, mio Gesù, tu che hai creato tutto con la tua parola, come dunque appari ora sulla croce morto, senza voce?

Alla Liturgia

Makarismì (Beatitudini)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniò sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Vedendoti in croce il sole, Signore, oscurò la luce, le pietre si spezzarono, tutta la terra si scosse, o Sovrano, mentre il velo del tempio si lacerò in due, contemplando te, incomprensibile Salvatore ingiustamente patire.

Accettasti la morte per tutti, Gesù, vita dei viventi per salvare con la tua divina passione quanti avevano gustato la morte per il legno, e mostrare come Dio il paradiso, o compassionevole; perciò magnifichiamo con fede la tua passione.

Martirikòn. Imitando colui che per noi patì e togliendo il disonore dei mortali, o martiri, attraverso numerosi tormenti vinceste il nemico e otteneste la gloria superna; perciò siete divinamente glorificati, o santi.

Gloria.

Inneggiamo, o fedeli, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, unico principio nell’inconfusa divinità, adorando divinamente e venerabilmente con fede ortodossa e gridando: Ricordati di noi nel tuo regno.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendo tuo Figlio in croce volontariamente sopportare nella carne la passione, o purissima, eri tutta sconvolta e gemendo gridasti: Ahimè, Figlio mio, come sei morto, Salvatore, che vuoi vivificare i morti?

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Modo III – Sabato – Vespero

PERIODO DEL TERZO TONO Venerdi Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Grande la potenza.

Rendimi tempio del tuo santo Spirito purificandomi dalle macchie delle colpe, o mio Cristo, mentre sono ora albergo di demòni: ma tu scacciali da me, come un tempo scacciasti chi contaminava il tuo tempio.

Tu che nella tua compassione, Signore, vuoi che tutti si salvino, peccatori e giusti e nessuno perisca, fai tu anche di me uno dei salvati, benché sia vissuto nella negligenza, trascurando i tuoi precetti, o Verbo.

Addormentato nella tomba, o Cristo, come uomo, con invitta potenza risorgesti rialzando quanti da secoli giacevano nei sepolcri; dà dunque riposo ai dormienti nelle dimore eterne.

Stichirà della Theotòkos, uguali.

Come una canna sono senza sosta sbattuto dai venti del nemico, o Vergine: abbi dunque pietà del tuo servo, non permettere che sino alla fine sia incalzato dai suoi turbini, ma rafforzami nella fede del Signore.

L’onda delle passioni di continuo mi percuote, stringendo e soffocando la mia povera anima e mi spinge nel baratro dell’ignoranza, ma tu, Vergine, muta questa tempesta in serenità profonda.

Supplica, o Vergine, il nato da te, di custodire incolume il tuo gregge da ogni danno del diavolo ostile e rafforza tutti perché compiano la volontà di Dio, o Fanciulla.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come non stupiremo, o venerabilissima, per il tuo parto teandrico? Senza esperienza d’uomo, o purissima partoristi senza padre, nella carne, il Figlio che prima dei secoli dal Padre fu generato senza madre: ed egli in nulla subì mutamento, confusione o divisione, ma di entrambe le essenze serbò integre le proprietà. Imploralo dunque, Vergine Madre, Sovrana, per la salvezza delle anime di quanti in modo ortodosso ti proclamano Madre di Dio.

Apòstica martyrikà.

Grande della tua croce.

Grande, o Cristo, la potenza dei tuoi martiri: giacciono nel sepolcro, eppure scacciano gli spiriti malvagi e hanno annientato il potere del nemico, lottando per la pietà, grazie alla fede della Triade.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Profeti, apostoli di Cristo e martiri ci insegnarono a inneggiare alla Trinità consustanziale, illuminarono le genti che erravano smarrite e resero i figli degli uomini consorti degli angeli.

Stico. Per i suoi santi ha reso mirabili sulla terra tutti i suoi voleri.

I tuoi martiri, Signore, sostenuti dalla fede, rafforzati dalla speranza, uniti con tutta l’anima dall’amore per la tua croce, annientarono la tirannide del nemico; ottenute così le corone, pregano con gli incorporei per le nostre anime.

Stico. Beati quanti hai scelto e preso con te, Signore.

Necròsimo. Vanità, tutte le cose umane quanto dopo la morte più non sussiste; non resta la ricchezza, non ci accompagna la gloria: la morte sopraggiunge e tutto ciò svanisce. Gridiamo dunque a Cristo, Re immortale: a quanti ci hanno lasciati, dona il riposo là dove in te dimorano tutti quelli che sono nella gioia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, santa tra le donne, Madre senza nozze, prega il Re e Dio da te partorito, di salvarci come amico degli uomini.

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Modo III – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 3

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Tre stichirà anastàsima ripetendo il primo.

Gloria. E ora. Theotokìon dogmatico. Tono 3.

O meraviglia: una vergine partorì concependo il Dio precedente tutti i secoli! Un parto rivelato in anticipo, ma che per compiersi ha oltrepassato la natura; o mistero tremendo: per chi lo percepisce in ispirito resta ineffabile e, seppure contemplato, non può essere compreso; beata sei tu, Vergine pura, figlia dell’Adamo terrestre; davvero tu sei la Madre del Dio altissimo: imploralo di salvare le nostre anime.

Agli apòsticha il primo anastàsimo, poi i seguenti prosòmia della Theotòkos.

Tono 3. La tua croce venero, Cristo.

Stico. Ricorderò il tuo nome.

Riconosciamo in te, Vergine, l’arca spirituale che contenne non le tavole scritte da Dio, ma l’Autore stesso della legge, il Creatore del cielo e della terra che promulgò i decreti della grazia: pregalo di salvare le nostre anime.

Stico. Ascolta, figlia, guarda.

Tu sei il cielo sulla terra: tale ti rivelò il Verbo nostro Dio dimorando nel tuo grembo e assumendo la carne, lui, l’invisibile per natura; e su tutti fai piovere la rugiada immortale, Vergine e Madre senza nozze.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Per le tue preghiere abbiamo la salvezza; per esse, o Vergine, evitiamo sempre la marea dei pericoli e la tempesta delle tentazioni; perciò ti preghiamo di non interrompere la tua preghiera per tutti noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Per te, Vergine Maria, conosciamo il rinnovamento della natura umana, la seconda vita: l’Autore del creato, plasmato nel tuo grembo ci rialzò dall’ade e dalla morte per donarci la vita eterna e permetterci, sempre Vergine, di gridare a te: Salve, tu che riunisci gli esseri di quaggiù alle potenze celesti di lassù; salve, speranza della terra e dei suoi confini, baluardo e protezione di tutti gli esseri umani; salve, tu che fai risplendere l’universo con la risurrezione di tuo Figlio, concedendo la grande misericordia.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato stichirà anastàsima.

Tono 3.

Per la tua croce, Cristo Salvatore, è abolito il potere della morte, annientata la seduzione del diavolo e la stirpe umana, salvata per la fede a te ogni giorno offre l’inno.

Fu illuminato l’universo dalla tua risurrezione, Signore e il paradiso riaperto: e tutto il creato, acclamandoti, a te ogni giorno offre l’inno.

Glorifico la potenza del Padre e del Figlio e canto il potere dello Spirito santo, Divinità indivisibile, increata, Trinità consustanziale che regna in eterno.

Altri stichirà, anatolikà.

Veneriamo la tua croce preziosa, o Cristo, cantiamo e glorifichiamo la tua risurrezione, perché per le tue piaghe noi tutti fummo sanati.

Cantiamo il Salvatore, incarnato dalla Vergine: per noi fu crocifisso e risorse il terzo giorno per donarci la grande misericordia.

Disceso a chi dimorava nell’ade, Cristo evangelizzò: Coraggio, ora ho vinto, io sono la risurrezione, io vi faccio risalire, perché ho infranto le porte della morte.

Noi che stiamo indegnamente nella tua casa incontaminata intoniamo l’inno vespertino, gridando dal profondo: O Cristo Dio, che con la tua risurrezione il terzo giorno illuminasti il mondo, libera il tuo popolo dalla mano dei tuoi nemici, o filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come non stupiremo, o venerabilissima, per il tuo parto teandrico? Senza esperienza d’uomo, o purissima partoristi senza padre, nella carne, il Figlio prima dei secoli dal Padre generato senza madre: ed egli in nulla subì mutamento, confusione o divisione, ma di entrambe le essenze serbò integre le proprietà; imploralo dunque, Vergine Madre, Sovrana, per la salvezza delle anime di quanti in modo ortodosso ti proclamano Madre di Dio.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 3.

Tu che con la tua passione, o Cristo, hai oscurato il sole e con la luce della tua risurrezione hai rischiarato l’universo, accetta il nostro inno vespertino, o filantropo.

Gli alfabetici.

Il tuo vivificante risveglio, Signore, ha illuminato tutta l’ecumène e richiamato la tua creatura corrotta. Perciò, affrancàti dalla maledizione di Adamo, gridiamo: Onnipotente Signore, gloria a te.

Tu che sei Dio immutabile, hai subito mutamento, patendo nella carne: il creato non sopportava vederti crocifisso, per il timore si scuoteva con violenza e gemendo cantava la tua pazienza; ma, discendendo nell’ade, il terzo giorno risorgesti, donando al mondo la vita e la grande misericordia.

Per redimere la nostra stirpe dalla morte, o Cristo, ti sottoponesti alla morte e risorgendo dai morti il terzo giorno rialzasti con te quanti ti avevano riconosciuto come Dio e illuminasti il mondo: Signore, gloria a te.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Senza seme, dal divino Spirito, per volere del Padre, concepisti il Figlio di Dio, che è dal Padre prima dei secoli, senza madre e che per noi da te è nato, senza padre: lo generasti nella carne e come bambino lo allattasti; non cessare dunque di intercedere, perché siano liberate dai pericoli le nostre anime.

Tono 3. Apolytìkion.

Si rallegrino i cieli, * esulti la terra *, poiché ha operato potenza, * col suo proprio braccio, * il Signore, ha calpestato * con la morte la morte; * è divenuto primogenito dei morti, * dal ventre dell’ade, ci ha liberati * e ha concesso al mondo * la grande misericordia.

Theotokìon.

Celebriamo te, mediatrice per la salvezza della nostra stirpe, Vergine Theotòkos: poiché con la carne da te assunta, tuo Figlio, nostro Dio, accettando di patire sulla croce, ci ha liberato dalla corruzione, come filantropo.

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Modo III – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 3

La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Canone trinitario. Acròstico: Lodo la Trinità, l’unica divina maestà. Di Mitrofane.

Ode 1. Tono 3. Colui che un tempo.

Unica incomprensibile Sovranità, unica trina tearchia, fammi degno ora del tuo triplice fulgore, affinché sempre inneggi a te, inneggiata con il triplice trisagio dalle voci degli angeli.

Santamente tutte le schiere incorporee chiaramente cantano l’unica causa creatrice in triplice luce dominatrice; con loro cantiamo anche noi, turbe degli uomini e con fede la glorifichiamo con le nostre bocche fangose.

Mente e Verbo e Spirito i teologi giustamente e simbolicamente ti chiamano, Dio Re dell’universo, per indicare l’impassibile generazione del Figlio dal Padre non generato e la divina processione dello Spirito.

Theotokìon. Per natura filantropo, degli uomini assumesti la natura, o Verbo di Dio, lampeggiando la triplice e unica sovranità dell’unica Divinità, mostrando glorificata da tutti la Vergine pura, tua genitrice.

Ode 3. Tu che dal nulla.

Quando un tempo Elia comandò di dividere l’acqua in tre parti, con esse indicò in modo figurato la triplice sostanza dell’unica signoria di Dio.

La labile natura dei terrestri inneggia te, uno e triluminoso Creatore immutabile e a te grida, Signore: Da ogni pericolo liberami e salvami.

Servendoci delle parole dei profeti, degli illustri apostoli e araldi della fede, noi fedeli glorifichiamo te Trinità isoenergica, Dio dell’universo.

Theotokìon. Come filantropo Cristo scese dal trono dell’Altissimo per sollevare l’uomo per mezzo tuo, o purissima e su tutti rifulse la luce trisolare.

Kàthisma.

Tono 3. Attonito di fronte.

O sovraessenziale e unico Signore, o Cristo, splendore riflesso del Padre senza principio e divinissimo Spirito, abbi pietà dei tuoi servi, poiché tutti peccammo, ma non ti rinnegammo; perciò ti supplichiamo, Signore trisipostàtico: tu che ne hai il potere, salva la tua creatura da ogni pericolo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il sovraessenziale Dio e Signore s’incarnò per bontà da te, prendendo la nostra essenza e rimanendo ciò che era; perciò venerando lui, Dio-Uomo, o purissima, proclamiamo te, Madre di Dio mai coniugata, magnificando il gran prodigio del tuo concepimento verginale.

Ode 4. Ci hai mostrato.

Doppio ramo germogliò, come dalla radice del Padre, il Figlio e lo Spirito buono, rami divini di unica pianta e fiori coeterni come per essere tre luci della Divinità (2).

Turbe di sostanze intellettuali senza sosta inneggiano te, Dio incomprensibile; con loro anche noi glorifichiamo dicendo: Trinità sovrasostanziale, salva i tuoi servi, come filantropo.

Theotokìon. Col tuo amore ci attratti, misericordiosissimo Verbo di Dio, incarnato per noi senza mutazione, introducendoci al mistero della triplice luce dell’unica Divinità; perciò ti glorifichiamo.

Ode 5. Come vide Isaia.

L’unico trisipostàtico Signore Sovrano, che Isaia vide in figura, glorificato dalle immacolate voci dei serafini, fu subito inviato a proclamare la trilucente sostanza e la monade trisolare (2).

In principio costituisti dal nulla la natura di tutti gli esseri visibili e invisibili, monade trisolare: libera dunque da tutte le tentazioni quanti con fede benedicono te, unico Dio e falli degni della tua gloria.

Theotokìon. Con affetto inneggiamo a te, Vergine, che sei divenuta luminoso e puro talamo di Dio e ti diciamo beata, poiché da te fu partorito Cristo in due volontà e nature, lui, uno della Trinità e Signore della gloria.

Ode 6. Mi ha circondato l’abisso.

Abramo pellegrino fu fatto degno di accogliere in figura l’unico Signore in tre ipòstasi, sovrasostanziale, in forma umana (2).

Dirigi il cuore dei tuoi servi alla luce inaccessibile, trisolare Signore, concedi alle nostre anime un lampo della tua gloria per contemplare l’ineffabile tua bellezza.

Theotokìon. Fammi penetrare nella luce che concepisti nel tuo grembo, o pura, affinché io guardi il triplice raggio della Divinità e glorifichi te, Signora tutta luce.

Kàthisma. Tono 3. La confessione della fede.

Inneggiamo alla trisolare potenza della divina natura consustanziale e con voci trisagie acclamiamo: santo sei, Padre senza principio, santo sei, Figlio come lui non cominciato, santo sei, Spirito unico, nostro Dio indiviso, Creatore dell’universo e filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Straordinario prodigio: come mai l’infinito si restringe nel tuo grembo e incarnato apparve agli uomini, senza subire miscuglio o separazione della divina e immutabile Divinità, o Fanciulla purissima? Perciò con fede sempre ti proclamiamo Madre di Dio e ti glorifichiamo.

Ode 7. Come un tempo irrorasti.

O Signore, rendimi tempio luminoso della tua trisplendente Divinità, superiore alla terribile cecità del peccato e alle passioni, illuminandomi con i tuoi fulgori, o Dio dei nostri padri.

Proclamiamo l’unica forma della Divinità in tre proprietà personali distinte, Padre, Figlio e Spirito santo, acclamando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Apparve un tempo sotto la quercia di Mamre ad Abramo Dio trisipostàtico e in ricompensa dell’ospitalità, per misericordia, gli diede Isacco; e noi ora lo glorifichiamo come Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Dal tuo grembo verginale e intatto apparve sulla terra fatto uomo per sua bontà l’Onnipotente divinizzandoci, o benedetta purissima, Madre di Dio, senza macchia.

Ode 8. Del Padre senza principio.

Come dalla radice del Padre senza principio il Verbo e lo Spirito ugualmente eterni, come germogli della sovraessenziale tearchia, mostrarono la gloria della Trinità, unica e potente, che tutti noi fedeli inneggiamo per i secoli (2).

Con i tuoi fulgori dirigi le schiere celesti nel canto mai silente dei divini canti trisagi, o Padre, Verbo a lui conforme e Spirito, triluminosa potenza e pari dignità; perciò t’inneggiamo per tutti i secoli.

Theotokìon. Gli oracoli dei profeti vedendo da lontano tuo Figlio, Madre di Dio, lo benedissero perché nato senza seme e soprannaturale, o Signora; con loro anche noi lo inneggiamo come Signore e lo esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. O meraviglia nuova.

Le schiere degli incorporei, simili a Dio, si levano in alto sulle ali per la brama di vedere la gloria della triplice luce, ma le trattiene la profonda riverenza della luce inaccessibile e senza sosta cantano l’inno; con loro anche noi, Triade monadica, ti glorifichiamo (2).

Con insaziata brama pure noi, che in terra da te ricevemmo un’anima intellettuale e razionale, inneggiamo a te, Signore, Dio di tutti, unica vera natura trisipostàtica, con tutto il cuore; per questo, come compassionevole, misericordiosissimo, abbi pietà di noi.

Theotokìon. Fammi tempio della tua luminosa, trifulgente e monarchica tearchia, sicché con purezza dia culto al Creatore di tutti e rendimi contemplatore spirituale della gloria ineffabile, per intercessione dell’unica Theotòkos, che degnamente come gloriosissima magnifichiamo.

Al Mattutino

Dopo la prima sticologia.

Kathìsmata della risurrezione. Tono 3.

Cristo è risorto dai morti, primizia dei dormienti: il primogenito della creazione e Creatore di tutte le cose ha rinnovato in se stesso la natura corrotta della nostra stirpe; tu non hai più potere, o morte perché il Sovrano dell’universo ha abolito il tuo dominio.

Gloria.

Gustando la morte nella carne, o Signore, dissolvesti con la tua risurrezione l’amarezza della morte: contro di essa hai ora rafforzato l’uomo, revocando la maledizione antica cui egli soggiaceva; o difensore della nostra vita, Signore, gloria a te.

E ora. Theotokìon. Autòmelo.

Attonito di fronte alla bellezza della tua verginità e al vivido splendore della tua purezza, Gabriele a te gridava, Madre di Dio: Quale lode degna potrò offrirti? E quale nome potrò darti? Lo stupore mi lascia smarrito, perciò, come mi è stato comandato, a te io grido: Salve, piena di grazia

Dopo la seconda sticologìa, altri Kathìsmata.

Tono 3. Attonito di fronte alla bellezza.

Attonito di fronte alla immutabilità della tua natu-ra divina e alla volontarietà della tua passione, Signore, l’ade tra sé gemeva: Tremo di fronte all’ipòstasi incorrotta di quel corpo; vedo l’invisibile segretamente combattermi, per questo anche quanti detengo gridano: Gloria, o Cristo, alla tua risurrezione.

Gloria.

Noi fedeli proclamiamo la divinità del mistero ineffabile dell’incomprensibile crocifissione e dell’inesplicabile risurrezione: morte e ade sono oggi spogliati e si riveste di incorruttela la stirpe umana; per questo, grati, acclamiamo: Gloria, o Cristo, alla tua risurrezione.

E ora. Theotokìon.

L’inafferrabile e incircoscrivibile, il consustanziale al Padre e allo Spirito, misticamente contenesti nel tuo grembo, Genitrice di Dio; per il tuo Figlio imparammo che un’unica e inconfusa energia della Trinità risplende nel mondo; per questo, grati, a te acclamiamo: Salve, piena di grazia.

Dopo l’àmomos (salmo 118) Ypacoì.

Terribile nell’aspetto, stillando rugiada con le sue parole l’angelo sfolgorante diceva alle mirofòre: Perché cercate nel sepolcro il vivente ? È risorto svuotando i sepolcri! Riconoscete dunque l’immutabile in colui che muta la corruzione e dite a Dio: Come sono terribili le tue opere! Tu hai salvato il genere umano.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Liberasti da Babilonia i deportati di Sion: trai anche me, o Verbo, dalle passioni alla vita.

Quanti nel meridione seminano con lacrime divine, nella gioia dell’eternità mieteranno spighe.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito risplende ogni dono buono come per il Padre e il Figlio: in lui tutto vive e si muove.

Antifona 2.

Se il Signore non costruisce la casa delle virtù, fatichiamo invano; ma se egli sorveglia la nostra anima, nessuno di noi avrà la sua città saccheggiata.

I santi, grazie allo Spirito, per l’adozione a figli sono sempre tuoi, o Cristo, come per un padre: sono tua ricompensa, frutto del grembo.

Gloria. E ora.

Nel santo Spirito si contempla ogni santità e sapienza: egli dona l’essere a tutto il creato; a lui dunque, poiché è Dio, diamo culto, come al Padre e al Verbo.

Antifona 3.

Beati quanti temono il Signore, cammineranno per le vie dei tuoi precetti e mangeranno ogni sorta di frutti di vita.

Rallegrati, pastore supremo, vedendo intorno alla tua mensa i tuoi rampolli, che portano rami di opere buone.

Gloria. E ora.

Al santo Spirito ogni ricchezza di gloria, perché da lui vengono grazia e vita a tutto il creato: viene infatti celebrato con il Padre e il Verbo.

Prokìmenon.

Dite tra le genti: Il Signore ha instaurato il suo regno, ha raddrizzato il mondo, che non sarà scosso.

Stico. Cantate al Signore un canto nuovo.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione e il resto come la domenica del tono 1. Vedi pagg. 15 e 16.

Canone della risurrezione.

Ode 1. Tono 3. Irmòs.

Colui che un tempo con cenno divino raccolse le acque in un’unica massa e per il popolo d’Israele divise il mare, il nostro Dio glorioso, lui solo cantiamo, perché si è glorificato.

Condannò la terra a portare al trasgressore spine come frutto del suo sudore, il nostro Dio che prese corpo e accettò da empia mano una corona di spine abolendo così la maledizione, perché si è glorificato.

Colui che scese nella morte, si è rivelato vincitore trionfante della morte, ha assunto carne passibile e animata, si è scontrato col tiranno e con sé ha rialzato tutti, il nostro Dio, perché si è glorificato.

Theotokìon. Tutte le genti glorificano come vera Theotòkos te, che senza seme hai partorito: il nostro Dio, disceso nel tuo grembo santificato, ha assunto la nostra natura e da te fu generato Dio e uomo.

Canone stavroanastàsimo. Acròstico con irmì: Porto il terzo canto a te, Verbo di Dio.

Un canto nuovo.

Cristo riscattò con il suo sangue divino la stirpe dei mortali, asservita al tiranno peccatore e la rinnovò divinizzandola, perché si è glorificato.

Come mortale, Cristo tesoro della mia vita, volle assaggiare la morte; ma come immortale, con la sua natura vivificò i morti, perché si è glorificato.

Canone della Theotòkos. Acròstico con irmì: Porto il terzo canto a te, Madre di Dio.

Stesso Irmòs.

Tutta la natura dei celesti, o Vergine, piega il ginocchio all’incarnato da te e con i terrestri pure i sotterranei giustamente, perché è glorificato.

O quali scambi in te avvennero! Colui infatti che come Dio ha abbondanza di beni, diede a noi lo Spirito divino e da te prese la carne, o Fanciulla, perché si è glorificato.

Ode 3. Irmòs.

Tu che dal nulla traesti tutte le cose create nel Verbo e le perfezionasti nello Spirito, o Sovrano onnipotente, rendimi saldo nel tuo amore.

Per la tua croce venne svergognato l’empio: aveva scavato una fossa e vi cadde; mentre la fronte degli umili, o Cristo, per la tua risurrezione venne innalzata.

L’annunzio della vera fede coprì come acqua i mari delle genti, o filantropo: rivelasti infatti gli splendori della Trinità, risorgendo dalla tomba.

Theotokìon. Cose gloriose furono dette di te, città vivente di colui che regna per sempre: per te, o Sovrana, Dio visse con gli uomini sulla terra.

Canone stavroanastàsimo. Spezzasti l’arco.

Purificazione delle sozzure idolatriche ti rivelasti, croce senza macchia, perché il divino Gesù in te distese le mani.

Affinché tutti noi fedeli venerassimo te, tomba vivificante, in te fu deposto e risorse Cristo nostro vero Dio.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Virgulto della radice di Iesse, come disse il profeta, la Vergine germogliò te, Cristo fiore: santo sei tu, o Signore.

Per comunicare la Divinità ai terrestri, mendicasti dalla Vergine e prendesti la nostra carne; santo sei tu, o Signore.

Ode 4. Irmòs.

Hai mostrato amore forte per noi, Signore, consegnando alla morte l’unigenito tuo Figlio e noi ringraziando acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Nella tua compassione, o Cristo, subisti ferite e piaghe; tollerando l’oltraggio degli schiaffi e pazientemente sopportando gli sputi operasti così la mia salvezza: Gloria alla tua potenza, Signore

Con un corpo mortale, o vita, ti scontrasti con la morte per gli stenti dei poveri e il gemito dei tuoi miseri e distrutta la distruttrice, o glorioso, tutti con te rialzasti.

Theotokìon. Accogliendo le compassionevoli preghiere della tua Madre gloriosa, ricordati, o Cristo, del gregge che con la tua passione ti sei acquistato; tu che nel suo travaglio lo visitasti con la tua potenza, liberalo.

Canone stavroanastàsimo.

Il mistero ineffabile.

Salvasti l’uomo ucciso dal peccato per la sua trasgressione, tu che lo avevi plasmato, venendo crocifisso sul calvario, o amico degli uomini.

La morte restituì i morti che aveva assorbito e fu disfatto pure il regno rovinoso dell’ade, quanto risorgesti dal sepolcro, Signore.

Canone della Theotòkos.

Stesso irmòs.

Tu che stabilisti i monti con la bilancia della divina scienza, quale pietra fosti staccato dalla Vergine senza lavoro di mano, o Signore; gloria alla tua potenza, o filantropo.

Sanasti la nostra natura malata, Signore, unendole nella Vergine, la più efficace medicina, la tua purissima divinità, o Verbo.

Mia porzione e desideratissima sorte sei tu, Signore, che, nella Vergine, unisti me alla tua ipòstasi, dando la sostanza alla carne.

Ode 5. Irmòs.

A te dall’alba vigilo, artefice dell’universo, pace che trascende ogni intelletto; sono luce i tuoi precetti, guidami in essi.

Consegnato a un giudice iniquo dall’invidia degli ebrei tu, che su tutto vigili e che con giustizia tutta la terra giudichi, liberasti Adamo dalla condanna antica.

Concedi alle tue Chiese la tua pace, o Cristo, per l’invincibile potenza della tua croce, tu che sei risorto dai morti e salva le nostre anime.

Theotokìon. Tu sola, o sempre Vergine, divenisti tenda santa e più ampia dei cieli, perché accogliesti il Verbo di Dio, che tutto il creato non può contenere.

Canone stavroanastàsimo. Sulla terra.

Ferito al fianco dalla lancia, Cristo mio, liberasti dalla maledizione colei che fu creata dal fianco dell’uomo, divenuta autrice di rovina per tutti i mortali.

Tu, per natura uguale al Padre, erigesti dai morti la sacra dimora del tuo corpo purissimo e venerabilissimo, Cristo nostro salvatore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tuo Figlio, il Verbo di Dio, o Vergine, Creatore di Adamo primo plasmato, non è creatura anche se da te si formò una carne animata.

Il Signore Gesù, il Figlio della Vergine, Verbo di Dio uguale al Padre, è ipostasi perfetta in due nature, Dio perfetto e uomo.

Ode 6. Irmòs.

Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati e il mio spirito vien meno; ma tu, o Sovrano, stendi il tuo braccio eccelso e come Pietro, salva anche me, o nocchiero.

Mi ha circondato l’abisso della misericordia e della compassione con la tua amorosissima discesa tra noi: incarnandoti o Sovrano e assumendo la forma di servo, mi hai divinizzato e con te glorificato.

Subì la morte l’assassino, vedendo redivivo l’ucciso: questi sono i segni della tua risurrezione, o Cristo e questi sono i trofei della tua immacolata passione.

Theotokìon. O purissima che sola, oltre ogni comprensione, mediasti tra il Creatore e gli uomini, implora tuo Figlio tuo perché sia propizio ai tuoi servi caduti e li difenda.

Canone stavroanastàsimo. Giona dalla dimora.

Provato dalle lividure, patendo la croce, risuscitasti con te i feriti dell’ade, perciò a te grido: Trai dalla perdizione la mia vita, o amico degli uomini.

A te si aprono per timore le porte dell’ade, sono predati i vasi del nemico; perciò le donne ti incontrarono riportando gioia in cambio di tristezza.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Prende la nostra forma dalla fanciulla inviolata colui che non ha forma, mostrandosi uomo nella figura e nell’opera, immutato come Dio.

Dall’abisso dei peccati e dalla tempesta delle passioni liberami, o purissima, poiché tu sei porto e abisso di prodigi per quanti a te con fede accorrono.

Kontàkion.

Sei risorto oggi dalla tomba, o misericordioso e ci hai tratti dalle porte della morte; oggi Adamo danza ed Eva è nella gioia; con loro anche i profeti, con i patriarchi, senza sosta cantano la forza divina della tua potenza.

Ikos.

Danzino oggi il cielo e la terra e cantino concordi a Cristo Dio perché ha fatto risorgere i prigionieri dalle tombe; tutto il creato si congratula offrendo degni canti al Creatore dell’universo e nostro Redentore: oggi dall’ade ha tratto con sé i mortali e sino ai cieli con sé li innalza perché è lui il datore di vita; egli abbatte la boria del nemico e infrange le porte dell’ade con la forza divina della sua potenza.

Ode 7. Irmòs.

Come un tempo irrorasti di rugiada i tre pii fanciulli tra le fiamme dei caldei col fuoco illuminante della divinità, rischiara ora anche noi che acclamiamo: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Si squarciò lo splendente velo del tempio davanti alla croce del Creatore, rivelando la verità nascosta nella lettera ai fedeli che acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Dal tuo fianco trafitto le gocce di fonte divina del tuo sangue vivificante, o Cristo, stillando a terra conforme all’economia, riplasmarono i nati dalla terra, che acclamano: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Trinitario. Glorifichiamo lo Spirito buono con il Padre e il Figlio unigenito, venerando nei tre, o fedeli, unico potere e unica divinità e acclamando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Canone stavroanastàsimo. Il severo tiranno.

Il sole si oscura vedendo appeso alla croce non un semplice uomo, ma Dio incarnato, al quale cantiamo: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

L’ade impaurito, ricevendo il potente per divinità, il datore dell’incorruttela, vomitò le anime dei giusti acclamanti: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Tesoro prezioso di benedizione, o purissima, sei divenuta per quanti con retto cuore ti proclamano Genitrice di Dio; poiché da te s’incarnò il Dio dei nostri padri.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O Signore della gloria e dominatore delle potenze celesti, seduto in trono col Padre, portato da mani vergini, benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

L’arrogante morte, incontrando te, divina ipòstasi, ne fu annientata, quando diventasti carne della Vergine; Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Tutti sappiamo che sei Madre di Dio, avendo concepito Dio; poiché o pura, generasti uno della Trinità incarnato. Benedetto, o purissima, il frutto del tuo seno.

Ode 8. Irmòs.

Gettati in un rogo insostenibile, i giovani paladini della pietà, senza ricevere alcun danno dalla fiamma, intonavano l’inno divino: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli

Si squarciò lo splendido velo del tempio, quando la tua croce fu piantata sul luogo del cranio e si sconvolgeva per il timore tutto il creato, mentre intonava il canto: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Risorgesti, o Cristo, dalla tomba e con divina potenza rialzasti colui che per la seduzione dell’albero era caduto ed egli ora acclama e dice: Benedite, opere tutte, il Signore e sovresaltatelo per tutti i secoli.

Theotokìon. Ti rivelasti tempio di Dio e il tuo grembo arca spirituale: hai riconciliato infatti il Creatore con i mortali, o pura Genitrice di Dio e giustamente noi tutti, opere sue, ti cantiamo e sovresaltiamo, per tutti i secoli.

Canone stavroanastàsimo. Spegnendo la fiamma.

Dio Verbo impassibile, non potendo patire per la sua divinità, patisce nella carne e a lui cantiamo: Benedite opere tutte del Signore, il Signore ed esaltatelo per i secoli.

Addormentandoti come mortale, ti svegliasti immortale, o Salvatore e salvi dalla morte quanti cantano: benedite opere tutte del Signore, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Trinitario. Piamente diamo culto alla Divinità trisipostatica sempre perfettamente una e cantiamo: benedite, opere tutte del Signore, il Signore ed esaltatelo per tutti i secoli.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Come Madre sovrasti le schiere intellettuali e stai accanto a Dio, Vergine benedetta; noi benediciamo il tuo parto e l’esaltiamo per tutti i secoli.

La bellezza fisica più bella mostrasti irradiando carne della Divinità; benediciamo, o Vergine benedetta, il tuo parto e l’esaltiamo per tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

O meraviglia nuova e degna di Dio: davvero il Signore attraversò la porta chiusa della Vergine; spoglio nell’entrare e rivestito di carne al suo uscire, Dio apparve e la porta restò chiusa: perciò ineffabilmente come Madre di Dio la magnifichiamo.

È tremendo, o Verbo di Dio, vedere te, il Dio Creatore, che liberò i morti dall’ade, innalzato sul legno, patire nella carne per i servi, giacere senza respiro in un sepolcro; per questo, o Cristo, come onnipotente ti magnifichiamo.

Salvasti i progenitori dalla corruzione della morte, o Cristo, deposto morto nella tomba; facesti rifiorire la vita risuscitando i morti, conducendo per mano la natura umana alla luce e rivestendola di incorruttela divina; o fonte di luce sempre viva, noi ti magnifichiamo.

Theotokìon. Ti rivelasti tempio e trono di Dio in cui dimorò colui che è negli eccelsi, partorito senza esperienza d’uomo, o purissima, senza affatto aprire le porte della carne; tu dunque, o venerabile, con le tue suppliche incessanti, affrettati ormai a sottomettere le nazioni barbare al nostro imperatore.

Canone stavroanastàsimo. Quanti dalla dolcezza.

Onore a tutti i mortali facesti scaturire dalla tua disonorata morte, che tu gustasti con la crocifissione e a me, sostanza mortale, donasti l’immortalità, Cristo Salvatore, amico degli uomini.

Salvasti me sorgendo dal sepolcro, Cristo e mi elevasti e conducesti al Padre tuo genitore, facendomi sedere alla sua destra, per le viscere della tua misericordia, Signore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Mai si saziano di inneggiarti i tuoi puri fedeli, anzi sempre più, o Vergine, cresce il loro divino desiderio spirituale e come Madre di Dio ti magnificano.

Ci hai costruita fidente avvocata la tua Genitrice, o Cristo; per la sua intercessione concedi benigno a noi lo Spirito con il suo dono di bontà, che attraverso di te procede dal Padre.

Alle lodi stichirà anastàsima. Tono 3.

Venite, genti tutte, comprendete il senso del temibile mistero: Cristo nostro Salvatore, il Verbo che era nel principio, per suo volere è stato per noi crocifisso ed è risorto dai morti per salvare l’universo: lui dunque adoriamo.

Narrarono tutti i prodigi i custodi posti a tua guardia Signore; ma il sinedrio della vanità colmò la loro destra di doni, credendo di tener nascosta la tua risurrezione, che il mondo glorifica: abbi pietà di noi.

L’universo fu colmo di gioia quando sperimentò la tua risurrezione; Maria Maddalena, infatti, venne alla tomba e trovò l’angelo seduto sulla pietra, fulgido nella sua veste, che così parlava: Perché cercate il vivente fra i morti? Non è qui, è risorto come disse e vi precede in Galilea.

Nella tua luce, Sovrano, vedremo la luce o filantropo, perché risorgesti dai morti donando alla stirpe umana la salvezza, affinchè tutto il creato glorifichi te, l’unico senza peccato: abbi pietà di noi.

Altri stichirà, anatolikà.

Come inno mattutino, le mirofòre ti offrivano lacrime, Signore; volendo ungere il tuo corpo immacolato con aromi profumati giunsero al tuo sepolcro, ma un angelo seduto sulla pietra le evangelizzò: Perché cercate il vivente fra i morti? Calpestando la morte, risorse come Dio per concedere a tutti la grande misericordia.

L’angelo che rifulgeva nel tuo sepolcro vivificante diceva alle mirofòre: Svuotò le tombe, spogliò l’ade e risorse il terzo giorno il Redentore, unico Dio onnipotente.

Venuta alla tua tomba il primo giorno della settimana, Maria Maddalena ti cercava; non trovandoti gemeva, esclamando nel pianto: O mio Salvatore, come ti hanno potuto rapire, o Re dell’universo? Ma una coppia di angeli portatori di vita gridava dall’interno della tomba: Donna, perché piangi? Piango, diceva, perché hanno tolto dalla tomba il mio Signore e non so dove lo hanno posto. Ma quando essa si voltò e ti vide, subito esclamò: Mio Signore e mio Dio gloria a te.

Gli ebrei rinchiusero nella tomba la vita, ma un ladrone con la lingua aprì il paradiso gridando: Colui che con me per me fu crocifisso, con me dal legno pendeva, ma mi appariva seduto in trono col Padre perché egli è il Cristo nostro Dio, colui che possiede la grande misericordia.

Alla Liturgia

Typikà e Beatitudini (Makarismì)

Esiliasti dal paradiso il primo padre Adamo che disprezzò il tuo comando, o Cristo misericordioso, ma vi ponesti il ladrone che ti testimoniava sulla croce supplicando: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo Regno.

O Datore di vita e Signore, per i nostri peccati ci condannasti alla maledizione della morte; patendo senza peccato nel tuo corpo, o Sovrano, desti la vita ai morti che gridano: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Risorgendo dai morti ci hai elevato dalle passioni con la tua risurrezione, Signore; distruggesti tutto il dominio della morte, perciò con fede a te acclamiamo, Salvatore: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Con la tua sepoltura di tre giorni, come Dio hai vivificato e risvegliato i morti nell’Ade e nella tua benevolenza hai donato l’incorruttela a tutti noi, che sempre acclamiamo con fede: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Alle mirofore per primo apparisti risorto dai morti, o Salvatore, dicendo: Salve! E per esse fai sapere agli amici la tua resurrezione, o Cristo, perciò con fede esclamiamo: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Sul monte Mosè stese le mani e sconfisse Amalek prefigurando la croce; prendendola con fede come arma potente contro i demòni, tutti noi acclamiamo: Ricordati anche di noi nel tuo Regno.

Gloria.

Il Padre, il Figlio e lo Spirito santo, inneggiamo, fedeli, un solo Dio, un solo Signore, come da un unico sole, poiché è trifulgida la Trinità e illumina tutti quelli che gridano: Ricordati anche di noi, nel tuo Regno.

E ora. Theotokìon.

Salve, porta di Dio, per cui passò il Creatore incarnato, conservandoti sigillata; salve, nube leggera, che porti Cristo, pioggia divina; salve scala e trono celeste, salve monte venerando, pingue e intatto.

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Modo III – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 3

Domenica Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 3. Salvami, Signore mio Dio.

Ho peccato, Signore mio Dio, contro te ho peccato: siimi propizio, non respingermi, non avere orrore di me, o Verbo: o solo compassionevole e misericordioso, accoglimi pentito e dammi la forza di compiere i tuoi decreti, o Salvatore, tu che solo sei pietoso.

Affrettati a liberarmi dalla mano dell’avversario, Signore: perché anche se volontariamente mi sono reso schiavo dell’inganno e dai tuoi comandamenti mi sono allontanato, o compassionevole, dammi tempo per la conversione e introducimi nella luce della compunzione, perché io faccia lutto sulle mie cadute.

Libera, Signore Dio mio, dall’indurimento la mia anima e concedi piogge di lacrime perché lavi le vergogne delle mie iniquità; rischiara me ottenebrato, dona la luce della tua conoscenza, Salvatore, perché cammini nei tuoi venerabili precetti.

Altri stichirà degli incorporei. Grande è la potenza.

Hai stabilito i cori degli incorporei, Signore, per manifestare a tutti la ricchezza della tua bontà e li hai tratti dal non essere all’essere perché partecipassero alla tua gloria e ti glorifichino ora con voci mai silenti.

Grande la potenza dei tuoi angeli: essendo infatti incorporei attraversano il mondo vegliando sulle Chiese con la forza proveniente da te, Sovrano e pregano per l’ecumène.

Potenze, virtù, angeli, arcangeli e serafini, troni, principati e dominazioni, cherubini, rivestiti di ineffabile gloria e realmente partecipi di sapienza, implorate ora per l’ecumène.

Gloria. E ora.

Ottenendo grande benevolenza grazie a te, o pura, con gli angeli celebriamo il nato da te, che si degnò d’esser generato dal tuo grembo per immensa compassione e riplasmò la stirpe umana.

Apòstica catanittici.

Ti offriamo, o Cristo, l’inno vespertino con incenso e canti spirituali. Pietà delle nostre anime, Salvatore.

Salvami, Signore mio Dio, perché sei tu la salvezza di tutti. Mi sconvolgono i flutti delle passioni e il peso delle iniquità mi sommerge: porgimi la mano soccorrevole e conducimi alla luce della compunzione, perché tu solo sei misericordioso e amico degli uomini.

Martyrikòn. Grande è la potenza della tua croce, Signore: piantata in un unico luogo, agisce nel mondo; da pescatori ha tratto apostoli e da pagani, martiri, affinchè intercedano per le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

O venerabile, prima tra i santi, tu che sei la lode delle schiere celesti, l’inno degli apostoli, l’argomento dei profeti, accogli anche le nostre preghiere, o Sovrana.

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