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San Cosma di Etolia, Apostolo di Cristo

San Cosma di Etolia, Apostolo di Cristo

San Cosma di Etolia è un santo poco conosciuto in Italia, anche tra i fedeli ortodossi. La sua storia e il suo messaggio, tuttavia, possono rivelarsi di grande importanza anche per la storia odierna di questo paese. In un’epoca in cui sembra che tutti siano contro tutti, in un’epoca in cui il messaggio cristiano è offuscato in nome di una opaca laicità, di un becero razionalismo, celato, non sempre, sotto il “politicamente corretto” per non offendere, per non disturbare o per non essere tacciati di razzismo, o di qualche …fobia, preferendo l’assistenzialismo rispetto all’innalzare la voce del Vangelo, ecco che allora questa figura potrà almeno farci riflettere, e… perché no, magari iniziare un dialogo sul ruolo salvifico della nostra Chiesa in questa Nazione.

La Redazione

San Cosma di Etolia, Apostolo di Cristo

San Cosma l’Etolo (1714–1779) rappresenta uno dei modelli più caratteristici di ministero apostolico nella storia moderna dell’Ortodossia, motivo per cui la Chiesa lo onora con il titolo di “Isapostolo” (uguale agli Apostoli). Fu monaco, insegnante, illuminatore della Nazione (del Genos, i Cristiani Ortodossi, ndr), martire nazionale e Santo della Chiesa. San Cosma giunse poco prima dell’alba della libertà, quando l’oscurità era disperata e non c’era luce né speranza da nessuna parte. Venne a risvegliare le coscienze intorpidite dalla paura. L’opera del Santo è di natura religiosa, educativa, nazionale e sociale, tra le quali quella religiosa costituisce il pilastro fondamentale. Cristo era per lui il fondamento su cui poggiava la sua vita e la sua opera. In uno dei suoi insegnamenti afferma: «Se vi bruciano il corpo, se ve lo friggono, se vi prendono i vostri beni, non preoccupatevi, dateli via perché non sono vostri; ciò di cui avete bisogno sono Cristo e la vostra anima».

San Cosma era un seguace di Cristo. Ascoltando la parola apostolica «nessuno cerchi il proprio interesse, ma ciascuno quello dell’altro» (1 Cor 10,24), abbandonò il proprio benessere personale e percorse città e villaggi per il rinnovamento spirituale della nazione. Compì tre missioni itineranti nel territorio greco e in tutte e tre ricevette la benedizione dei patriarchi Samuele, Serafino e Sofronio – tre patriarchi consecutivi. Si recava sempre a ricevere la benedizione dal Patriarca Ecumenico e non agiva mai in modo arbitrario. Il defunto Arcivescovo d’Albania Anastasio riferisce che San Cosma l’Etolo svolse una “Missione di Resistenza” in quel periodo difficile per arginare le conversioni all’Islam. Per San Cosma, la fede ortodossa era un valore supremo poiché conduceva alla salvezza dell’anima; era la via che portava alla theosis (divinizzazione) per grazia e non alla perdizione delle anime, come egli stesso menzionava spesso.

Provò un profondo dolore per la condizione spirituale dei suoi simili e dedicò la sua vita alla predicazione del Vangelo. Adattava i suoi insegnamenti a seconda della regione e del problema, applicando magistralmente il principio dell’adattamento. Il professor Vlassis Feidas ha osservato specificamente riguardo all’adattamento del Vangelo: «Nel suo percorso storico, la Chiesa si è sviluppata esternamente per adattare il suo messaggio ai bisogni di ogni epoca senza subire alterazioni nella sua natura, essenza e missione, poiché in tutti i mutamenti storici il contenuto della fede vissuta rimane stabile e immutabile».

La diffusione del Vangelo, secondo Amilkas Alivizatos, costituisce il culmine supremo della Chiesa: «poiché in verità non si può concepire una Chiesa cristiana che non si curi della diffusione del Vangelo… secondo il preciso e primo comandamento del Signore ai suoi discepoli». La Chiesa è Apostolica in quanto il suo Fondatore ha trasmesso ogni autorità ai Santi Apostoli e, da allora, essa è derivata, mediante l’imposizione delle mani, ai loro successori. È apostolica, tuttavia non solo a causa della successione apostolica, ma anche perché conserva la tradizione apostolica, lo zelo apostolico e, soprattutto, perché è stata inviata.

Così, San Cosma, continuando questa Missione, radunava le folle nelle piazze dei villaggi, dove chiedeva di innalzare una grande croce di legno. Lì, davanti alla Croce, salendo su uno sgabello – poiché era di basso di statura – per poter essere visto da tutti, parlava in modo semplice e commovente della fede in Cristo, della vita eterna e del futuro degli eventi. Dispensava consigli paterni affinché le persone vivessero una vita cristiana e completava sempre la sua predicazione con calde esortazioni ai genitori affinché facessero conoscere ai propri figli il Verbo di Dio Incarnato. Per questo motivo iniziava sempre il suo discorso con la Triadologia (la dottrina della Trinità), spiegando cos’è la Santa Trinità affinché i contadini cristiani analfabeti non si confondessero. La sua presenza fungeva da “rievangelizzazione” per le comunità che si erano allontanate dalla vita cristiana ed ecclesiale. L’estensione geografica della sua azione, insieme all’universalità del suo messaggio, lo rendono un modello di Apostolo che non si limita a una chiesa locale, ma serve l’intero Corpo della Chiesa.

Inoltre, proprio come il Dio Padre è spinto dall’amore verso l’opera di salvezza, il Figlio si incarna e per amore soffre per l’uomo peccatore e lontano da Dio, e lo Spirito Santo continua l’opera redentrice nella Chiesa, così anche il Santo, nell’ambito della sinergia, è stato chiamato a svolgere la sua attività missionaria su questa e unica base corretta. Poiché il Regno di Dio cominciava a diventare realtà, egli affermava che siamo tutti obbligati a dare la Testimonianza della Resurrezione come un traboccare di vita, gioia, pace e amore a coloro che la accettano liberamente, affinché l’uomo non soffra a causa della corruzione e della morte.

In aggiunta, San Cosma aveva compreso che la vita del cristiano non si divide in intra-ecclesiale ed extra-ecclesiale, ma è un’unica cosa. I fedeli, dopo la celebrazione della Divina Eucaristia, «vanno in pace… nel nome del Signore» verso il mondo, al fine di trasmettere il Vangelo del Regno fino ai confini dei secoli e della terra, per trasformare la creazione creata; ed egli dedicò tutte le sue forze fisiche e spirituali per questo scopo. Di conseguenza, la missione della Chiesa nel mondo non è qualcosa di aggiuntivo o secondario, ma coincide con la sua stessa natura, con il suo stesso essere. Secondo l’Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Ieronimos II, su questa base si potrebbe essere tentati di sostenere che, finché si parla di missione come di qualcosa di separato, si confermerà l’assenza della Chiesa, poiché quando la Chiesa si costituisce, si manifesta immediatamente come apostolica, cioè missionaria».

Dr. Achille Papatolios, Università Aristotelica di Salonicco, Dipartimento di Teologia sociale e Cultura Cristiana

Traduzione dal sito: Fos Fanariou, 24/08/2026

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