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Sinassario | 31 ottobre 2023

Ott 30, 2023 | Sinassario

  • Memoria dei nostri santi Padri SPIRIDIONE e NICODEMO della Lavra delle grotte di Kiev (XII sec.)

Il benemerito Spiridione era nato da una famiglia di semplici contadini. Benché perfettamente illetterato, comprendeva il mondo spirituale e ammassava, come ricchezze, virtù e opere piacevoli a Dio. È così, con nel cuore il timore di Dio e il desiderio della perfezione che entrò nella Lavra delle Grotte nel 1139 e vi iniziò dei duri lavori spirituali. Benché avesse già raggiunto un’età matura, si mise con assiduità allo studio e apprese tutto il salterio con il cuore, in maniera da poter cantare i salmi nella loro interezza ogni giorno.

Vedendo la sua pietà, la sua dolcezza e la sua assiduità al lavoro, l’egumeno Poemìn gli diede un incarico santo e gradevole a Dio: la preparazione dei prosfori in vista della celebrazione della Santa Eucarestia. Così attizzando la legna o impastando il pane, Spiridione manteneva il suo spirito fissato nel ricordo di Dio attraverso la recitazione costante dei salmi. Così, preparando il pane del Santo Sacrificio offriva se stesso a Dio in grande sacrificio di lode. Una volta mentre accendeva il fuoco nel forno, una fiamma uscì improvvisamente e il tavolato prese fuoco. Il santo ricoprì allora l’apertura del forno con il suo mantello e uscì a prendere dell’acqua con il suo skuffo e chiamò i fratelli in suo soccorso. I monaci che accorsero alle sue grida furono allora stupefatti di constatare che il mantello che ricopriva il forno era rimasto intatto e che l’acqua stava nello skuffo senza scolare di modo che gli venisse facile domare l’incendio. Tutti resero allora gloria a Dio che era venuto in aiuto al suo fedele servitore in maniera così meravigliosa.

Spiridione aveva come stretto collaboratore il monaco Nicodemo, che l’imitava con zelo nel suo lavoro manuale così come nei suoi lavori spirituali. Essi compirono insieme per trenta anni questo lavoro di preparazione dei prosfori e addormentarono nel Signore aduna età avanzata.

  • Memoria dei santi Apostoli STACHIS, APELLE, AMPLIAS, URBANO, NARCISO e ARISTOBULO

a cura della Chiesa Greco-Ortodossa di San Paolo Apostolo dei Greci, Reggio di Calabria

Questi cinque apostoli facevano parte del gruppo dei Settanta Discepoli del Signore. Stachis, chiamato da san Paolo << mio ben amato >> (Rom. 16,9), divenne vescovo di Bisanzio dopo l’Apostolo Andrea suo fondatore. Egli fece costruire una chiesa ad Argiropoli, situata a poca distanza da Bisanzio e riunì là più di duemila cristiani per insegnare a celebrare i Santi Misteri. Egli fece pascolare le truppe di Cristo per sedici anni (38 – 54) dopodiché si addormentò in pace.

Apelle, questo <> (Rom. 16,10) , divenne vescovo di Eraclea (Asia Minore) e si addormentò nella beatitudine dopo aver condotto grandi folle alla fede.

Amplias ed Urbano (Rom. 16,8-9) furono egualmente consacrati vescovi da san Andrea. Amplias di Odissopoli (Macedonia) e Urbano di Macedonia. Poiché essi predicavano la fede in Dio unico in tre Persone rivelato da Gesù Cristo, furono messi a morte dopo numerose sofferenze, Amplias dai pagani e Urbano da pagani e giudei insieme.

Narciso (Rom. 16,10) fu consacrato vescovo di Atene. La predicazione della Verità gli valse le torture e la gloriosa morte dei martiri.

Aristobulo, vescovo d’Inghilterra, lottò per insegnare la vivificante parola della Salvezza tra i barbari e si addormentò in pace.

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