Passa al contenuto principale

Modo: Modo 4

Modo IV

Modo IV – Sabato – Vespero

Periodo Del Tono 4 Venerdì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 4. Vorrei cancellare con le lacrime.

Spezza, Signore, le mortifere passioni del mio cuore: poiché se tu distruggi la casa della carne e costruisci la casa dello spirito, invano sta a vegliare colui che fa guerra all’anima mia: prima che mi perda del tutto, salvami, Signore.

Mi hai dato il nemico come un dono e come un flagello che mi corregge per il mio bene, o compassionevole: perché il male che mi viene da lui coopera con me per il bene, pur non venendo da intenzione buona; eppure io non mi rifugio in te con una preghiera grata: prima che mi perda del tutto, salvami, Signore.

Subisti per me, Signore, le pene e la morte per liberarmi dalle passioni e dalla corruzione mortifera e riportarmi all’impassibilità, o fonte della vita: rialzami dalla tomba in cui il peccato mi ha seppellito e salvami, Salvatore, prima che mi perda del tutto.

Stichirà della Theotòkos.

Sovrana, Sovrana, liberami da desideri turpi e impure, poiché sporcano tutti i sensi della mia anima e del corpo; perciò ti supplico, o pure, gridando nella penitenza: O Sovrana, prima che mi perda del tutto, salvami.

Ahimè, che ne sarà di me, che farò, schiavo come sono delle passioni dalla giovinezza? Dunque dovrò riuscire a mostrare anche nella vecchiaia frutti di penitenza a Cristo? La sola abitudine infatti prima ancora dell’ingannatore mi inganna. O Sovrana, prima che mi perda del tutto, salvami.

Dammi lacrime, Madre di Dio e rendi contrito il mio cuore e concedi confessione delle mie colpe in vita affinché con il tuo aiuto trascorra in penitenza il tempo della mia vita e trovi indulgenza.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Davide profeta, per te progenitore di Dio, di te già melodiosamente cantò a colui che fece in te cose grandi: Sta la Regina alla tua destra; poiché ti rese Madre che dà la vita Cristo Dio, cui appartiene la grande e copiosa misericordiosa, che da te, senza padre, si compiacque incarnarsi per riplasmare la propria immagine corrotta dalle passioni e condurre al Padre, prendendola sulle spalle, la pecora smarrita ritrovata tra i monti, per unirla di suo volere alle schiere celesti e salvare il mondo, o Theotòkos.

Apòsticha martyrikà.

Tu che accettasti la pazienza dei santi martiri, accetta anche da noi il canto degli inni, o filantropo, donandoci per le loro preghiere la grande misericordia.

Stico. Mirabile Dio nei suoi santi, il Dio d’Israele.

Poiché avete famigliarità col Salvatore, o santi, pregate senza sosta per noi peccatori, chiedendo la remissione delle colpe e per le nostre anime la grande misericordia.

Stico. Per i santi che sono sulla sua terra, il Signore ha reso mirabili in loro tutti i suoi voleri.

Sacrifici viventi, olocausti razionali, martiri del Signore, perfette vittime di Dio, pecore che conoscono Dio e sono da Dio conosciute, il cui ovile è inaccessibile ai lupi, pregate per noi, affinché siamo condotti con voi al pascolo presso l’acqua del riposo.

Stico. Beati coloro che hai scelto e preso con te, Signore, dimoreranno nei tuoi atri.

Necròsimo. Con gli spiriti dei giusti resi perfetti, dà riposo, o Salvatore, alle anime dei tuoi servi, introducendoli nella vita beata che viene da te, o filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Avendo te, Madre di Dio, come speranza e protezione, non ci lasciamo atterrire dalle insidie dei nemici, perché tu salvi le nostre anime.

Continua a leggere

Modo IV – Sabato – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Sabato al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata martyrikà.

Tono 4. Presto intervieni.

Armàti della croce, i tuoi vittoriosi vinsero le macchinazioni del nemico origine del male, o Cristo nostro Dio; rifulsero come astri, guidando i mortali e concedono guarigioni a quanti chiedono con fede; per le loro preghiere, o Cristo, salva le nostre anime.

Rivestita come di porpora e bisso del sangue dei tuoi martiri nel mondo intero, la tua Chiesa tramite loro a te grida, o Cristo Dio: Fa’ scendere sul tuo popolo le tue compassioni, concedi agli abitanti della tua città la pace e dona alle nostre anime la grande misericordia.

I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio: partecipi della tua forza hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demoni; per le loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.

Dopo l’àmomos: Kàthisma martyrikòn.

Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare tutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Altri necròsima. Presto intervieni.

E dona, Signore, il riposo alle anime che dalle realtà temporali hai trasferito a te, perché tu sei l’onnipotente e il solo immortale: perdona, condona, o compassionevole, il male da loro commesso; abbi misericordia, o misericordioso, delle opere delle tue mani, per intercessione della Madre di Dio, o solo filantropo.

Attraversato il breve tempo della vita, quanti vissero con fede sono passati a te, Signore misericordioso: collocali nel luogo del riposo, ponili alla tua destra nel giorno del giudizio, senza guardare ai loro peccati.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Fosti consacrata propiziatorio dei fedeli, comune rifugio e fervida mediazione, pura Vergine, sposa di Dio; anche per quanti nella fede transitarono a Dio, mostrati dunque ora mediatrice e porta di salvezza, introducendoli agli ampi spazi del paradiso.

Canone a tutti i santi. Acròstico: Radiosamente celebro i buoni amici di Dio. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Tu che, generato dalla Vergine, sommergesti gli ufficiali superiori, ti supplico, sommergi la trirema dell’anima nell’abisso dell’impassibilità, affinché nella mortificazione del corpo col timpano a te canti un inno di vittoria.

Risplende sempre la santa Chiesa per le splendide lotte dei fulgidi atleti del Signore e con gioia glorifica Cristo, vero sole sorto dalla Vergine per dileguare le tenebre dell’errore.

Cantiamo con fede i gerarchi di Cristo, che bene guidarono il popolo affidato e celebriamo pubblicamente tutti quelli che santamente vissero e mortificarono nello spirito i piaceri del corpo.

Forza da Dio fu data alle donne, che per grazia calpestarono con ascesi e strenua lotta il nemico. Per le preghiere loro, dei profeti e dei tuoi santi, Signore, fa’ scendere su tutti le tue misericordie.

Necròsimo. Giustifica, o Cristo, i tuoi servi, che nella tua giusta provvidenza trasferisti dalla condizione mortale all’immortalità, comunica loro la gioia degli eletti, dimenticando le loro colpe.

Theotokìon. Per riscattarci dall’antica maledizione il Figlio di Dio volle farsi tuo figlio: divenuti per lui figli adottivi, benediciamo il Padre celeste a te cantiamo.

Canone per i defunti. Acròstico: Quarto canone in memoria della morte.

Ode 1. Quando l’antico Israele.

Tenendo la destra dei tuoi servi, guidali per mano alla vita eterna, o Cristo, nella visione della tua bellezza, supplicato dai vittoriosi martiri della verità.

Ai fedeli trapassati, Signore, dà in eredità la gloria e gioia ineffabile presso di te e nonostante le loro colpe, giustificali per grazia con l’effusione del tuo sangue.

Uccidesti l’assassino con la tua vivifica morte e vivificasti i morti, Cristo Dio, fonte di vita; ai fedeli defunti concedi dunque il riposo.

Theotokìon. Bello per sublimi splendori come Figlio di Dio, incarnato da te, Vergine e sospeso al legno, ebbe una morte senza bellezza, immolandosi per tutti.

Ode 3. Irmòs.

L’arco dei forti si è indebolito e i deboli si sono cinti di forza, per questo il mio cuore si è rinsaldato nel Signore.

Come agnelli i vittoriosi martiri immolandosi e sacrificandosi, si offrirono al Verbo e Agnello di Dio, immolato per la redenzione di tutti.

Servendo la bocca di Dio, i divini iniziati resero degni gli indegni illuminandoli con sacre dottrine.

La folla dei beati, con la divina continenza, trovò la dolce grazia, deliziandosi di contemplazioni e divine elevazioni.

Necrosimo. Per le preghiere dei tuoi santi, dà riposo a tutti i fedeli defunti, senza considerare i peccati commessi in vita.

Theotokìon. Celebriamo Dio, che volle nascere da una Vergine e riunì ai cori degli angeli i cori delle vergini.

Canone dei defunti. Non è la scienza.

Avendo sconfitto l’errore degli idoli, i martiri ora supplicano il Signore e Dio di donare ai trapassati divino riposo.

Concedi, Sovrano, ai tuoi fedeli defunti di superare la spada fiammeggiante e di comunicare all’albero della vita.

Nelle dimore della delizia, fra canti festivi dal suono puro, colloca i tuoi servi, donando loro la remissione delle colpe.

Theotokìon. Accordasti la verginità al tuo divino parto, o purissima: inesplicabilmente, infatti, generasti il Creatore di tutto, dal cui volere tutto dipende.

Ode 4. Irmòs.

Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero è venuto su nube leggera, con la sua forza immacolata e ha salvato quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Il sacratissimo consesso dei martiri si è glorificato santamente glorificando con inni adatti il Signore, glorificato dagli angeli e prega perché siamo liberati da ogni tribolazione.

Avendo intelletto immateriale, rischiarato da illuminazione, dileguaste la notte dell’ateismo, o divini gerarchi e con guida retta guidaste alla luce il gregge divinamente eletto di Cristo.

Rifulge la schiera innumerevole dei beati ed è magnificata la folla delle donne divine; viene onorata la turba dei profeti, gioendo con le folle degli angeli.

Necrosimo. Divenuti concittadini degli angeli, o martiri, per tutti i defunti chiedete riposo e dimora nel paradiso di Dio e liberazione da qualsiasi colpa.

Theotokìon. Colui che ti serbò vergine dopo il casto concepimento, glorificò tutte le vergini che ti circondano; con loro supplicalo senza sosta di salvare da ogni tribolazione e tentazione le nostre anime.

Canone dei defunti. Vedendo te.

Come stelle i martiri illuminano splendidamente la volta celeste e chiedono a Cristo Salvatore di donare il perdono ai defunti.

Avendo come scettro di potenza la tua croce, i tuoi fedeli servi oltrepassarono l’oceano della vita e tu, Signore, collocali sul monte della santità.

Nelle dimore realmente dilette, fa’ dimorare fra le anime dei giusti i tuoi servi, che hai scelto e preso con te, Signore misericordioso.

Theotokìon. Colui che ha potere su morti e vivi, incarnato come uomo da te, Vergine, subì morte nella carne sciogliendo come immortale la forza della morte.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Crocifissi e stesi su ruote, con le membra amputate, gli strenui atleti si rivelarono inseparabili da Dio.

Divenuti luminari dei fedeli, o gerarchi, guidaste al pastore e Agnello quanti santamente vi furono affidati da pascolare.

Separandosi dai rumori mondani, i beati pacificarono il cuore dalle passioni e divennero figli del Dio di tutti.

Necrosimo. L’assemblea dei divini profeti e delle donne, che servirono il Signore, chiede il riposo per i defunti.

Theotokìon. Dimorando in te, purissima Vergine, il Signore rese gli uomini famigliari della sua divina gloria.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Tu, Signore della gloria, glorificasti i martiri con il tuo potere e per loro dà riposo ai trapassati a te, o compassionevole.

Concedi ai defunti, o misericordiosissimo, vita eterna, diletta beatitudine, letizia assoluta.

O unico buono e fonte di bontà, dà riposo a quanti con fede e conoscendoti, terminarono la vita.

Theotokìon. Inneggiamo a te, per cui sorse a quanti erano nelle tenebre il bene supremo e ineffabile, o Genitrice di Dio e con affetto ti diciamo beata.

Ode 6. Irmòs.

Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso il diluvio di molti peccati, ma tu, come Dio, trai dalla corruzione la mia vita, misericordiosissimo.

Come preziosissime pietre scagliate sulla terra, o santi martiri, avete fatto crollare le mura dell’iniquità, divenendo templi di Dio.

Dalla forte mano del tiranno salvaste molti servi, o padri e gerarchi venerabili, pascolando il gregge di Cristo; perciò vi diciamo beati.

Confermando le profezie, davvero molte donne con ascesi e lotta si sottomisero al Dio Verbo, nato a sua volta da una Vergine.

Necrosimo. O Cristo, vita di tutti i defunti, colloca nella luce del tuo volto quanti da noi con fede passarono a te, Creatore misericordiosissimo.

Theotokìon. Con bocca, lingua e cuore ti confesso Madre pura del nostro Dio, o fanciulla; ma tu con la tua mediazione, strappami dalla condanna eterna.

Canone per i defunti. A te offrirò sacrifici.

Vedendo il tuo fianco divino trapassato da una lancia, la spada fiammeggiante, Salvatore, si allontanò dai tuoi servi, per le preghiere dei tuoi martiri.

Sulla croce apristi il paradiso: pianta dunque nei suoi giardini, Dio compassionevole e Salvatore, i fedeli defunti, affinché ottengano la tua gloria.

Rendi degni di giungere ai giardini delle delizie quanti piamente morendo la morte furono piantati presso di te e collocali con i giusti che stanno presso di te da secoli.

Theotokìon. Il Verbo, pur essendo invisibile come Dio, fu visto incarnato dalla Vergine fanciulla senza nozze e con la sua morte sciolse la morte.

Ode 7. Irmòs.

I figli di Abramo un tempo a Babilonia calpestarono la fiamma della fornace, acclamando con inni: O Dio dei padri, tu sei benedetto.

Le armi santificate di Cristo Signore, i baluardi della Chiesa, i martiri del Signore, lieti d’animo a una voce cantiamo.

I gerarchi di Cristo e il divino coro di tutti i santi gioisce con le potenze superne. Per le loro preghiere, Salvatore, salva il tuo gregge.

Le donne che santamente e con valore esercitarono la buona pazienza, con l’obbedienza abbatterono colui che ingannò Eva.

Necrosimo. Tu che imprigionasti l’ade e calpestasti la morte con la tua morte, a quanti con fede hai trasferito dà riposo e falli degni del paradiso, o misericordioso.

Theotokìon. Vedendo un tempo una fiamma che non bruciava il roveto, il legislatore imparò il modello del tuo parto, o unica Genitrice di Dio, sempre benedetta.

Canone per i defunti.

Nella fornace persiana.

Gradendo la pazienza, la sopportazione e tutto il sangue versato dai martiri, Salvatore, dà riposo a quanti piamente sono trapassati, come misericordioso e clemente.

Coi giusti e i progenitori, Salvatore, annovera le anime dei tuoi servi defunti e dona loro di gioire senza fine della tua presenza, o Sovrano di tutti.

Compiàciti come Dio di accogliere sulle nubi celesti con gioia e splendore quanti per misericordia hai fatto salire a te, o Verbo.

Theotokìon. Benedetta Genitrice di Dio Vergine, salve: davvero per te infatti la rovina della morte e la vita eterna è donata a tutti i mortali.

Ode 8. Irmòs.

Redentore di tutti, Onnipotente, scendendo refrigerasti i pii in mezzo alla fiamma e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Gerarchi, profeti, martiri, terminata la lotta trovarono la santa compagnia degli angeli, coi quali implorano per tutti noi il perdono e la misericordia.

Splendenti nello spirito i venerabili padri scacciarono le tenebre dei demòni; con loro gerarchi, profeti, martiri esultano di gioia in cielo con i giusti di tutti i tempi.

Colui che un tempo nella sua follia si vantava di inghiottire terra e mare fu vinto con la costanza nell’ascesi e nelle lotte dalle sante donne, illuminate di raggi dello Spirito.

Necrosimo. Supplicato per tutti i fedeli con fede defunti, o Cristo, come misericordioso, annoverali nei cori dei salvati, che senza sosta acclamano: Benedite e inneggiate al Signore.

Theotokìon. Fammi degno della tua compassione, tu che concepisti il compassionevolissimo Verbo, o Genitrice di Dio purissima salva me, che grido: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Canone per i defunti. Stese le mani, Daniele.

Accogliendo le suppliche dei martiri e la compassione per il simile, dà riposo, Signore, alle anime che con fede in te si addormentarono, ignorando i peccati di quanti a te gridano: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Annoverato morto tra i criminali, per i morti hai fatto scaturire vita immortale; rendi dunque degni di ottenere il tuo regno quanti sperando nella risurrezione trapassarono a te, Sovrano Salvatore, gridando: Opere tutte, inneggiate al Signore.

O reale e inesauribile fonte immortale, accogli nelle dimore celesti i tuoi servi defunti che piamente lasciarono questa vita a te gridando, o Salvatore: Opere tutte, inneggiate al Signore.

Theotokìon. Tu sola apparisti incontaminata sulla terra e Madre incorrotta: ineffabilmente e inesplicabilmente infatti generasti Dio, o Sovrana e sgorgasti la vita eterna per i morti, perciò tutti ti benediciamo, o divina sposa Maria.

Ode 9. Irmòs.

Col morbo della disubbidienza Eva introdusse la maledizione, ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio del tuo concepimento fioristi nel mondo la benedizione. Perciò tutti ti magnifichiamo.

Vedendo i doni divini e ricevendo le ricompense delle loro immense pene, i martiri esultano, magnificando Cristo, che davvero li magnificò rendendoli vincitori.

Avete presieduto divenendo sacre guide del popolo, o gerarchi e araldi divini; brillando più chiaramente del sole per l’ascesi, o santi, illuminaste i fedeli, rischiarandoli con l’esempio di opere grandi.

Con gli ieromartiri, i martiri e i profeti, diciamo beati tutti i monaci e i giusti e le donne, che luminosamente si distinsero e gridiamo: Per le loro preghiere, o Cristo, libera dalla geenna le nostre anime.

Necrosimo. Della gioia ottenuta dai santi, che ti servirono rettamente, rendi degni quanti morirono riponendo fede in te, Cristo, senza guardare ai loro peccati, per la tua ricca misericordia.

Theotokìon. Tu che ti rivelasti più elevata dei cherubini di lassù, o purissima, avendo portato colui che tutto contiene, fa’ che il mio intelletto si elevi al di sopra delle passioni della carne, dandomi la forza di compiere la volontà del Sovrano.

Canone per i defunti. Stesso irmòs.

Ai veri atleti e martiri concedesti sicurezza nel supplicarti; per mezzo loro dona dunque la divina redenzione a quanti si addormentarono nella fede, concedendo loro, Signore, di dimorare nel luogo della tua dimora santa.

Tu che con cenno creatore tutto operi utilmente, tu che hai potestà sui vivi e regni sui morti, con amorosa compassione, colloca presso le acque del riposo i tuoi servi defunti.

Tu che per natura sei buono, tu che sei ricco di misericordia e dolcezza, strappa dalle tenebre esteriori quanti invocarono il tuo nome, giustificandoli per la fede e rendendoli risplendenti per la grazia, nella tua filantropia.

Theotokìon. I profeti predissero, o purissima, i segni della tua generazione, straordinariamente adattando a te i titoli, chi da una parte chi da un’altra: generasti infatti per quanti sono nell’ade, la vita che annienta il potere della morte.

Apòsticha delle lodi, martyrikà. Tono 4.

Diveniste consorti degli angeli, santi martiri, predicando con coraggio Cristo nello stadio; abbandonaste infatti, come inconsistenti, tutte le cose piacevoli del mondo, tenendo salda come un’ancora, la fede: perciò, respinto l’inganno, fate sgorgare per i fedeli doni di guarigione. Pregate senza sosta per la salvezza delle nostre anime.

Come esprimere la nostra ammirazione per le vostre lotte, santi martiri? Poiché rivestiti di corpo mortale, sbaragliaste i nemici incorporei; non vi spaventarono le minacce dei tiranni, né vi atterrirono gli assalti dei tormenti, poiché ben degnamente foste glorificati da Cristo e chiedete per le nostre anime la grande misericordia.

Preziosa la morte dei tuoi santi, Signore: tormentati da spade, fuoco e gelo, versarono il loro sangue, riponendo in te la speranza di ricevere il compenso per la loro pena: sopportarono e ottennero da te, o Salvatore, la grande misericordia.

Necròsimo. Nella tua quiete, Signore, là dove riposano tutti i tuoi santi, dona riposo anche alle anime dei tuoi servi, tu che, solo, sei immortale.

Gloria. Necròsimo.

Dov’è l’attaccamento al mondo? Dov’è il fasto delle cose temporali? Dove sono l’oro e l’argento? Dov’è la ressa rumorosa dei famigliari? Tutto polvere, tutto cenere, tutto ombra. Venite, gridiamo piuttosto al Re immortale: Concedi, Signore, i tuoi beni eterni a quanti tra di noi se ne andarono e falli riposare nella beatitudine senza fine.

E ora. Theotokìon.

Sola Vergine pura e casta, che ineffabilmente generasti Dio, prega per la salvezza delle nostre anime.

Se cantiamo l’alliluia diciamo i martyrikà sopra riportati alle lodi, mentre i seguenti prosòmia, poema di Teofane, agli apòsticha

Tono 4. Hai dato come segno.

Veramente terribile il mistero della morte! Come dunque l’anima viene a forza dal corpo, come viene reciso per divino volere il legame perfettamente naturale dalla compagine e dall’innata coesione? Perciò ti supplichiamo: Dà riposo ai defunti nelle tende dei tuoi giusti, o filantropo datore di vita.

Stico. Beati quelli che hai scelto e preso con te, Signore.

È ormai un sonno la morte dei fedeli, da che fosti deposto in una tomba tu, che domini su tutto, che sciogliesti il dominio della morte e annientasti il suo potere, che da tanto durava; perciò ti supplichiamo: Colloca i defunti nelle tende dei tuoi santi, nelle tue immacolate dimore.

Stico. Le loro anime dimoreranno nei beni.

Divenisti per noi giustizia, santificazione e redenzione delle anime, perché ci hai condotti al Padre giustificati e redenti, prendendo su di te la pena che ci era dovuta. Ed ora noi ti imploriamo: Dona il riposo ai defunti nella gioia e nella letizia, o benefattore e Salvatore nostro.

Stico. La loro memoria di generazione in generazione.

La stirpe umana fu richiamata dalla corruzione alla condizione imperitura dell’incorruttela, lavata, o Salvatore, nel sangue sgorgato dal tuo fianco, nel quale detergesti noi dalla trasgressione dei progenitori: perciò rendi degni dello splendore superno, o filantropo, anche i tuoi servi trapassati dalle cose effimere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Seguendo le sentenze dei profeti ispirati, o purissima, ti riteniamo veramente Theotòkos: poiché in un modo incomprensibile generasti il Dio incarnato, che ci ha liberati dalle colpe di cui eravamo schiavi: imploralo dunque anche ora, o purissima, di illuminare con i suoi splendori i tuoi servi defunti.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Infiammati dall’amore di Cristo, o santi martiri, col refrigerio delle lotte spegneste la pira dell’empietà e vi rivelaste lucerne luminosissime della Chiesa, dileguando per grazia l’oscurità delle malattie e delle nostre anime afflitte, perciò com’è giusto tutti vi onoriamo.

I sacri gerarchi, l’assemblea dei divini profeti e i cori dei beati e la folla delle sante donne, servendo Dio con opere virtuose si sono glorificati. Noi li diciamo beati supplicando di ottenere per le loro preghiere gloria e splendore eterno.

Là dove brilla la tua luce, dove soggiornano i cori dei santi, dove non c’è infermità, tristezza, lamento, colloca i tuoi servi già trapassati lasciando questa vita dolorosissima affinché inneggino alla tua indicibile benevolenza, trascurando le colpe da loro commesse.

Gloria.

O Trinità indivisa, unita totalmente nel Padre, nel Figlio e nello Spirito e non separata negli idiomi, Monade trisipostatica, dà riposo negli atri dei tuoi santi martiri, dei beati e dei venerabili profeti a quanti si sono addormentati con fede concedendo loro perdono e remissione.

E ora. Theotokìon.

Hai concepito e partorito nella carne, divenuto uomo perfetto, conosciuto in due nature, energie e volontà, o pura, il Verbo che il Padre ha generato prima dell’aurora; imploralo dunque come creatore e Signore di aver compassione di noi, tuoi cantori, o divina sposa fanciulla.

Continua a leggere

Modo IV – Giovedì – Mattutino

PERIODO DEL TONO 4 Giovedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata apostolikà. Tono 4.

Voi che tra gli apostoli occupate il primo trono, maestri di tutta la terra, intercedete presso il Sovrano dell’universo perché doni alla terra la pace e alle nostre anime la grande misericordia.

Presto intervieni.

Hai reso i tuoi discepoli come astri che risplendono ai confini, o Cristo, rischiarando le anime con la predicazione; per mezzo loro hai cancellato l’inganno degli idoli, illuminando il mondo con i dogmi della pietà. Per le loro preghiere, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Presto accogli, Sovrana, le nostre suppliche e presentale al tuo Figlio e Dio, o Signora purissima; sciogli le difficoltà di quanti a te accorrono, sventa le insidie e gli attacchi sfrontati, o Vergine, di quanti ora si armano contro i tuoi servi.

Dopo la seconda sticologia, altri. Presto intervieni.

La vostra voce attraversò tutta la terra e dimostrò stolta l’insipiente sapienza dell’errore, o apostoli gloriosi, trasse gli uomini dall’abisso dell’inganno e mostrò a tutti la via della salvezza: e ora noi, giustamente, vi diciamo beati.

Hai reso i tuoi discepoli araldi della fede per il mondo, Salvatore, guidando per loro le genti alla conoscenza di te; Coi raggi delle loro parole illuminarono tutti, seminando il seme della vita pia. Per le loro preghiere, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Esaudisci, Sovrana, il tuo servo che grida a te dal profondo dell’anima afflitta e concedimi la remissione dei miei molti peccati, perché ho te come mia avvocata giorno e notte: riscattami dal fuoco della geenna, Madre di Dio e collocami alla destra di tuo Figlio e Dio.

Dopo la terza sticologia, altri. Presto intervieni.

Presto intervieni, padre Nicola e salva i tuoi servi da pericoli e afflizioni incombenti; poiché hai famigliarità col Dio Creatore, affrettati a soccorrere quanti con fede t’invocano donando la tua assistenza e protezione.

Martyrikòn. I tuoi martiri, Signore, con le loro lotte hanno conseguito le corone dell’incorruttela da te, nostro Dio; avendo la tua forza, infatti, hanno sconfitto i tiranni e infranto l’audacia impotente dei demòni. Per le loro intercessioni, Cristo Dio, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Poiché sei più alta di ogni creatura, non sapendo come cantarti degnamente, o Madre di Dio, ti chiediamo per grazia: Abbi pietà di noi.

Canone dei santi apostoli.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

I gloriosi apostoli di Cristo, divini strumenti del Paràclito, accompagnati dal suo divino soffio, realmente hanno suonato per noi la melodia della salvezza.

Giaccio nel giaciglio dell’indifferenza e la mia anima consumo l’anima nella malattia mortale del peccato: o gloriosi veggenti di Cristo, degnatevi di visitarmi.

Voi che col verbo dileguaste l’irrazionalità delle genti, illuminate, o apostoli, il mio cuore oscurato malamente da opere irrazionali con la grazia del Paràclito.

Theotokìon. Restando Vergine intatta dopo il parto concepisti colui che per noi oltre ragione apparve sulla terra: supplicalo con insistenza di illuminare le nostre anime.

Canone di san Nicola. Acròstico: Questo quarto è un elogio a Nicola. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Come i cavalieri.

Erede della vita senza afflizione, o beato e sempre colmo di letizia spirituale, allontana ogni afflizione della mia anima, ti supplico, affinché esultando ti glorifichi, o sacratissimo padre Nicola.

Sei stato messo come lampada delle virtù eccelse, illuminando come lucerna i cuori dei fedeli, o gerarca Nicola, perciò con fede ti supplico: con le tue luminose preghiere allontana la tenebra della mia anima.

Navigando ora il mare della vita corruttibile pieno di ogni sorta di tentazioni, o padre, grido rifugiandomi in te, o sapiente, affinché trovi in te una guida verso la quiete, cambiando la bufera con le tue divine preghiere.

Theotokìon. Con preghiera insonne, o purissima, seda con le tue sacre intercessioni le passioni delle nostre anime, donandoci divina e salvifica veglia per il compimento della volontà di Dio

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Come fiumi spirituali i tuoi discepoli Signore, allietano con le loro onde la città di Dio santificandola.

Cittadini della patria celeste, concelebranti degli angeli del cielo, da ogni afflizione liberateci, gloriosi apostoli del Signore.

Tu che consolidi i tuoi cieli spirituali nel tuo amore, Cristo, per le loro preghiere stabiliscimi sulla roccia dei tuoi precetti.

Theotokìon. La pura Vergine che ti concepì, maternamente ti supplica con il coro dei discepoli: concedimi la tua misericordia, Signore.

Canone di san Nicola. Non nella sapienza.

Ti mostrasti spada che trafigge i nemici avversi, o Nicola; custodisci illesi dalla loro tentazione quanti compiono la volontà divina.

Sana l’abbattimento della mia anima, o gerarca, che abbattesti le astuzie e le minacce del nemico, affinché con fede ti celebri come mio benefattore.

Tu, che abbattesti gli idoli inanimati di Artemide, annienta le illusioni passionali del mio intelletto con le tue divine intercessioni, o padre Nicola.

Theotokìon. Santissima Vergine, nostra difesa, converti la nostra tristezza in gioia e liberaci dall’angustia mortificante.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Guidasti verso il mare i tuoi cavalli scelti, filantropo per calpestare le acque dell’eresia e annunziare a tutti la tua vera conoscenza.

O gloriosi apostoli, stelle rischiaranti il firmamento spirituale con la pietà, liberatemi dalla notte dell’ignoranza e delle colpe.

Apparendo come frecce appuntite, spegnete ora le frecce infocate del nemico e dalla sua cattiveria e rendete stabile il mio pensiero.

Theotokìon. La mia anima avvelenata dal morso del serpente cura col farmaco efficace delle preghiere di colei che ti generò e dei tuoi sacri apostoli, o Cristo.

Canone di san Nicola.

Colui che siede.

La tua gloriosa vita ti ha reso ovunque glorioso con divini prodigi, o splendore dei gerarchi e vanto di quanti ti onorano con canti gioiosi.

Lodasti Dio dalla cattedra eccelsa, o beato, riverberando i divini splendori dell’umiltà di cui rendi partecipi anche noi con le tue preghiere gradite, o padre sapiente.

Liberasti quanti erano ingiustamente portati alla morte, o padre, santamente acceso da zelo divino, perciò gridiamo: libera così anche noi dalle tentazioni che terribilmente uccidono il nostro cuore.

Aggirandoti ne i cieli con gioia, o Nicola sei presso quanti ti chiamano, alleviando divinamente le malattie delle nostre anime e dandoci riposo.

Theotokìon. I condottieri degli angeli stupiscono inneggiando la magnificenza del tuo divino parto, o Purissima; prega con loro che siano salvati quanti con fede ti dicono beata.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

I gloriosi apostoli, germogliando come grappoli della vite della vita, tutti dissetarono col vino della letizia.

Alla luce dei precetti di Dio guidaste quanti si trovavano stoltamente nel buio della dissipazione, o apostoli.

Liberateci da colpe spirituali, dal giudizio imminente, da rovina e pericoli, apostoli beati.

Theotokìon. Salvami, o Dio, come filantropo, salvami per le suppliche di colei che ineffabilmente ti generò e di tutti i tuoi divini apostoli.

Canone di san Nicola. Gli empi non vedranno.

Morendo sei tramontato come sole, o padre sapiente e sei sorto in Cristo, illuminando con i fulgori dei tuoi prodigi tutto ciò che sta sotto sole, o Nicola.

O sacro Nicola, esaudiscici nel giorno dell’assalto delle tentazioni e delle afflizioni e placa tutto il peso con la grazia dello Spirito che in te dimora.

Frantumando la mia anima con le passioni della vita ti chiamo in aiuto, o sacro Nicola; affréttati e donami perfetta guarigione supplicando il più che buono.

Theotokìon. Vedendoti con gli occhi dell’intelletto, o Vergine, Isaia gridò: Ecco, dalla figlia vergine di Dio nascerà Gesù Signore per la rinascita degli uomini.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Le pecore elette del buon pastore, disperse nel mondo, mutarono con la fede tutti i lupi feroci in pecore miti.

O apostoli, alberi fruttuosi del divino paradiso, rendete la mia sterile e poverissima anima fertile in conoscenza di virtù.

Muoio colpito dalla spada del piacere, ma voi, che da Cristo avete ricevuto la grazia di risuscitare i morti, vivificate la mia povera anima, o gloriosi.

Theotokìon. Seda la tempesta selvaggia della mia anima, Dio di tutte le compassioni, per le suppliche della tua genitrice, dei venerabili apostoli e dei divini martiri.

Canone di san Nicola. Sono giunto nelle profondità.

Rafforzato dal potere del Salvatore, o sapiente in Dio, ti rinvigoristi e annientasti il nemico invisibile; liberaci dal suo terribile danno con le tue preghiere, o Nicola.

Liberaci con le tue sacre preghiere, o illustre Nicola, dalla pena della geenna e dal tormento dannosissimo degli uomini malvagi.

I principi che un tempo dovevano morire ingiustamente furono liberati con il tuo aiuto; strappa anche noi, come loro, da ogni sorta di danno, o ammirabile.

Theotokìon. O Madre di Dio, il tuo popolo e la città ti supplicano di strapparci da ogni sventura e dalla condanna eterna di quel luogo, o santissima Sovrana

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Per la forza della santa e divina predicazione, o apostoli infallibili di Cristo, scioglieste il ghiaccio dell’errore e illuminaste con la divina scienza le menti dei fedeli.

Facendo sempre scorrere mirra profumata, divini discepoli, riempite di mirra spirituale quanti a voi accorrono e dileguate le fetide passioni.

Sono corroso da passioni carnali: o discepoli gloriosi del Verbo incorrotto, salvate me, che canto: Benedetto sei tu nel tempio della tua gloria, Signore.

Theotokìon. I cori degli angeli, dei martiri e dei tuoi apostoli sempre supplicano la tua grande compassione, Verbo filantropo: come compassionevole, abbi pietà di tutti per la Madre di Dio.

Canone di san Nicola. I tre fanciulli a Babilonia.

O santo, supplica colui che riposa tra i santi, l’unico Creatore di tutti di santificarci e inviarci copiosamente le sue misericordie.

Venerabile, giusto e mite, continente e umile, o glorioso, fosti elevato alla gloriosa altezza del sacerdozio, compiendo miracoli e prodigi.

Custodendo le divine leggi, o venerabile, ti rivelasti dimora purissima di Dio, perciò a te gridiamo, o beatissimo: libera i tuoi servi da ogni iniquità.

Theotokìon. Seda gli assalti delle passioni della mia anima con la tua preghiera insonne, o Vergine, dammi veglia e allontana l’assopimento della pigrizia.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Bocche di Cristo spiranti fuoco, che sigillaste le bocche spalancate e la predicazione salvifica ovunque avete ora seminato, dalla bocca del lupo spirituale liberate quanti gridano: Opere tutte, celebrate il Signore.

O apostoli gloriosi, trombe di Cristo dal bel suono suonate intorno alla mia anima morta e rialzatela dalla tomba dell’ignoranza e della dura indifferenza per cantare: Opere tutte, celebrate il Signore.

Con intelletto contorto ho calpestato le tue leggi, o Cristo; sono caduto in basso e come il dissoluto sono schiavo di una cattiva abitudine: per le suppliche dei tuoi discepoli, o Cristo, non disprezzarmi.

Theotokìon. O Maria, signora di tutti, pecco sempre e il serpente mi tiranneggia: liberami per le tue preghiere e sottomettimi a Cristo con una condotta pura per cantare: Opere tutte, celebrate il Signore.

Canone di san Nicola.

Redentore onnipotente.

Predicando le realtà divine, o Nicola, chiudesti pubblicamente le bocche spalancate degli empi e dalla perdizione di Ario salvasti molti, che in modo ortodosso inneggiano al Signore.

O santo omonimo della vittoria, con le tue preghiere rendi noi, che ti supplichiamo con fede, vincitori delle passioni mortifere e della lingua ingannatrice degli uomini empi.

Abbi pietà, o taumaturgo Nicola, inviaci il tuo salvifico soccorso nel giorno della sventura, quando ne abbiamo bisogno e con fede te lo chiediamo.

Trinitario. Veneriamo con fede ortodossa, o fedeli, la Trinità santa, glorificando il Padre santissimo, il Figlio e lo Spirito, gridando: benedite e lodate il Signore.

Theotokìon. Rendimi degno della tua misericordia, o benedetta Purissima che partoristi il Verbo misericordiosissimo e vieni nell’ora del giudizio a liberarmi dalla condanna di quel luogo, o Pura

Ode 9. Irmòs.

Da te, Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo, che ha congiunto le nature distinte: perciò esultanti, Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Pietre scelte dalla pietra posta a capo d’angolo, voi edificaste i cuori di tutti i fedeli sulla roccia della fede, abbattendo, o apostoli, le costruzioni nemiche.

O apostoli, che avete ricevuto da Cristo potestà di sciogliere e legare, sciogliete il nodo dei miei vizi, legatemi all’amore di Cristo e rendetemi partecipe del regno di Dio.

Divine nubi del Sovrano, irrigate ora con piogge divine il mio cuore inaridito da ogni sorta di male azioni e rendetelo fecondo di frutti, o apostoli beatissimi in Dio.

Theotokìon. Con i santi angeli, i divini apostoli e i gloriosi martiri, prega il Signore, tuo Figlio, o purissima Genitrice di Dio, di liberare dai pericoli le nostre anime.

Canone di san Nicola. Col morbo.

Operando continue guarigioni, la tua tomba fa scaturire unguento profumato, o venerabile, per quanti si accostano con fede e affetto e seppellisce, o Nicola, il danno delle malattie; perciò tutti ti diciamo beato.

Come sole diffondi fulgori su tutta la terra, o Nicola beato in Dio, con i bagliori di prodigi divini, fugando con la tua sacra mediazione la tenebra delle funeste avversità, o decoro dei vescovi.

Usa, o Nicola, la tua consueta compassione con noi, ad ogni istante duramente sbattuti dalla tempesta per le difficoltà della vita, per le seduzioni dei demoni e le minacce di uomini malvagi: affinchè tutti ti diciamo beato.

Ricorda, anima mia, quel giorno e quell’ora tremenda, in cui il Sovrano ti condurrà al giudizio e giudicherà le tue opere segrete. Gridagli dunque: O Salvatore, salvami, per le suppliche di Nicola.

Theotokìon. Con gaudio ti offriamo le parole del divino Gabriele e acclamiamo: Salve, paradiso sempre recante al centro l’albero della vita, gloriosissima reggia del Verbo; salve, Vergine purissima.

Apòsticha delle lodi, apostolikà.

Illuminasti con il santo Spirito, o Cristo, il coro degli apostoli: lava grazie a loro anche la sozzura del nostro peccato e abbi pietà di noi, o Dio.

Lo Spirito santo rese maestri i discepoli illetterati, o Cristo Dio e con la polifonica armonia delle lingue annientò l’inganno, perché è onnipotente.

Martyrikòn. Preziosa la morte dei tuoi santi, Signore: tormentati da spade, fuoco e gelo, effusero il loro sangue, riponendo in te la speranza di ricevere il compenso per la loro pena: sopportarono e ricevettero da te, Salvatore, la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sola Vergine pura e casta, che ineffabilmente generati Dio, intercedi per la salvezza delle nostre anime.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Pecore razionali del Pastore e Agnello, foste inviati da lui come sapienti in mezzo ai lupi con divina predicazione, cambiando la loro efferatezza nella mitezza della fede, gridando con animo immutabile: Ricordati di noi, o Salvatore, nel tuo regno.

Percorrendo la plenitudine della terra, o discepoli del Signore, avvolgeste la tenebra dell’inganno come astri splendenti e folgoraste luce salvifica agli ottenebrati, perciò vi diciamo beati, o araldi di Cristo, supplicandovi di pregare Dio sempre per noi.

Martyrikòn. Uccisi e bruciati con fuoco materiale, o sapienti, bruciaste la materia amara del politeismo, o beati e ora fatte scaturire fonti di guarigioni a quanti vengono a voi con fede, gridando con fervore a Cristo e dicendo: Ricordati di noi nel tuo regno.

Gloria.

Contemplando con il pensiero e con intelletto assennato diciamo all’Altissimo che siede con il Padre e con lo Spirito: Trinità indivisibile che hai sostanziato tutto con il Verbo e illumini quanti gridano a te con fede, ricordati di noi nel tuo regno.

E ora. Theotokìon.

O purissima Vergine Genitrice di Dio, chiamata veramente gioia degli apostoli e corona immarcescibile degli atleti, chiedi con loro, o Sovrana, remissione delle colpe e correzione della vita per quanti con fede gridiamo a te: Salve, tesoro più che vero dei beni

Continua a leggere

Modo IV – Venerdì – Vespero

Periodo Del Tono 4 GIOVEDÌ Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 4. Hai dato come segno.

Quando tutto il creato ti vide crocifisso, si alterò e tremò, la terra si scosse, squassandosi tutta, o Verbo longanime, il velo del tempio per il timore si lacerò, perché tu venivi insultato, le pietre per il timore si spezzarono e il sole ritirò i suoi raggi, tutti riconoscendo in te il Creatore.

È stato lacerato l’antico chirografo del progenitore Adamo, quando venne trafitto il tuo fianco, o misericordiosissimo e la stirpe umana, che era stato esiliato viene santificata dalle stille del tuo sangue e grida: Gloria alla tua potenza, gloria alla tua divina crocifissione, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Come ha osato l’iniquissimo popolo condannare te, Giudice immortale, che un tempo tracciasti la legge al divino veggente Mosè nel deserto? Come non temevano affatto vedendo morto sul legno te, vita di tutti e non ritenevano che tu fossi l’unico Dio e Sovrano del creato?

Altri stichirà, della Theotòkos. Uguali.

Abbi compassione di me, squassato dagli assalti dei demòni e sospinto nel baratro della perdizione, o Sovrana; rinsaldami sulla roccia delle virtù e, sventati i disegni dei nemici, fammi degno di compiere i precetti di tuo Figlio, nostro Dio, affinché ottenga la remissione nel giorno del giudizio.

Sono capitato fra ladri assassini e con i loro assalti sono stato spogliato della tunica incorruttibile dello splendore superno e ferito senza pietà, sono stato gettato quasi morto nel luogo della sventura, o Purissima; ti supplico, avvicinati, stendi la tua mano e rialzami.

Giaccio nel letto della negligenza, o purissima, trascorro noncurante la vita e temo il momento della morte, o Madre di Dio: non sbrani come leone, senza pietà, la mia povera anima il malignissimo serpente; previenimi dunque con la tua bontà prima della fine e destami alla penitenza.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Uguale.

Vedendoti appeso alla croce, o filantropo, il sole e la luna nascosero i loro raggi, o Cristo mio, sole della giustizia e le fondamenta della terra furono sconvolte dal timore della tua potenza e tua Madre, con cuore addolorato gridava a te: o Gesù più che buono, gloria alla tua magnanimità.

Apòstica stavròsima.

Ci hai dato la tua croce come arma invincibile, o Cristo e con essa vinciamo le suggestioni dello straniero.

Poiché abbiamo sempre la tua croce che ci aiuta, o Cristo, calpestiamo agevolmente i lacci del nemico.

Martyrikòn. Tu che sei glorificato nelle memorie dei tuoi santi, o Cristo Dio, supplicato da loro, fa’ scendere su di noi la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

Tu che sei stato chiamato.

Non piangere per me, Madre, vedendo appeso al legno il tuo Figlio e Dio, che ha appeso senza appoggio la terra sulle acque ed è l’autore di tutto il creato: perché io risorgerò e sarò glorificato; frantumerò con forza il regno dell’ade, ne annienterò la potenza e riscatterò dalla sua malvagità i prigionieri, perché sono misericordioso e li condurrò al Padre, perché filantropo.

Continua a leggere

Modo IV – Venerdì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Venerdì al Mattutino

Dopo la prima sticologia Kathìsmata stavròsima. Tono 4.

Ci hai riscattati dalla maledizione della Legge col tuo sangue prezioso: inchiodato alla croce e trafitto dalla lancia, hai fatto zampillare per gli uomini l’immortalità. Salvatore nostro, gloria a te.

Tu che volontariamente fosti innalzato sulla croce, Cristo Dio, abbi compassione del popolo nuovo chiamato col tuo nome: allieta nella tua potenza i nostri re fedeli, dando loro vittoria contro i nemici; trovino nella tua alleanza uno scudo di pace, un invincibile trofeo.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Contemplando l’immolazione volontaria del Sovrano, la pura, la Vergine, gemendo diceva tra le lacrime: Figlio amatissimo, come hai scelto di morire? E come tra due malfattori sei stato messo a morte, tu che se per natura il giusto Dio? Glorifico, o Figlio, la tua pazienza.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Presto intervieni, prima che siam fatti schiavi dei nemici che bestemmiano te e minacciano noi, Cristo nostro Dio. Annienta con la tua croce quanti ci guerreggiano: conoscano quanto può la fede degli ortodossa, per l’intercessione della Theotòkos, o unico filantropo.

Alla croce ti inchiodarono i giudei, o Salvatore; grazie ad essa ci hai chiamati di tra le genti un tempo, o Cristo nostro Dio; su di essa hai steso le palme secondo il tuo disegno e hai accettato che il tuo fianco fosse trafitto dalla lancia, nell’abbondanza delle tue compassioni, o unico filantropo.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

O Vergine purissima, Madre di Cristo Dio, una spada trapassò la tua anima santissima quando vedesti il tuo Figlio e Dio volontariamente crocifisso: non smettere di supplicarlo, o benedetta, perché ci doni il perdono delle colpe.

Dopo la terza sticologia, altri. Presto intervieni.

Nella tua immensa misericordia, o buono, hai volontariamente subìto per noi croce e morte e il giudizio iniquo, per liberare dalla condanna e dalla maledizione antica tutti quelli che erano stati corrotti dall’inganno; perciò adoriamo, o Verbo, la tua crocifissione.

Martyrikòn. Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare rutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Presto intervieni.

Come ti vide innalzato sulla croce, la tua pura Madre, o Verbo di Dio, maternamente gemendo diceva: Che cos’è, Figlio mio, questo spettacolo nuovo e strano? Come sei nella morte tu, vita dell’universo, volendo nella tua compassione vivificare i morti?

Canone stavròsimo. Acròstico: Cristo disteso sulla croce scioglie l’inganno. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Aprirò la mia bocca, si colmerà di Spirito e proferirò un discorso per la regina Madre: mi mostrerò gioiosamente in festa e canterò lieto il suo ingresso nel tempio.

Sulla croce, o magnanimo, hai steso le tue divine mani e chiamato il mondo perduto alla conoscenza del tuo potere, o pietoso, perciò magnifichiamo la tua compassione.

Mosè innalzò il serpente che raffigurava la tua divina crocifissione, che ha fatto cadere il serpente velenoso, che causò la caduta di Adamo, o Verbo preeterno.

Martyrikà. Siete dunque divenuti degni di abitare nello splendore del santuario, o martiri, ottenendo sapientemente, come rivelò Paolo, il regno e siete divenuti partecipi di Cristo.

Le onde sollevate di pene insopportabili non sommersero il vostro scafo, o martiri; con la guida del Sovrano di tutti, infatti, siete giunti ai porti del riposo.

Stavrotheotokìon. La spada, come disse Simeone, trafisse il tuo cuore come vedesti l’unico Sovrano, Cristo crocifisso, trafitto da una lancia, perciò gemendo soffrivi le pene.

Canone della Theotòkos.

Poema di Teofane. Stesso irmòs.

L’increato per natura, coeterno al Padre, dominatore dei tempi e ad essi anteriore, diviene da te, Sovrana, creato e sottomesso al tempo come uomo, salvando l’uomo.

Colui che siede negli eccelsi, o divina sposa, hai portato fra le braccia divenuto carne; tu infatti sei divenuta da tutti i secoli, vaso degno dell’Onnipotente.

Venite, inneggiamo tutti alla casta Maria come l’unica ad aver concepito il Cristo Signore, che rinnova la natura umana, restando Vergine intatta.

Ode 3. Irmòs.

Come sorgente viva e copiosa, Madre di Dio, rafforza i tuoi cantori, che allestiscono per te una festa spirituale; e nella tua gloria, falli degni di corone di gloria.

Il popolo fuorilegge condusse come un agnello al macello te, o Cristo, che sei l’agnello di Dio e vuoi liberare dall’amaro lupo le pecore che hai filantropicamente amato.

Stavi davanti a un iniquo giudice tu, il giudice che giudica con giustizia tutta la terra e subisti schiaffi volendo liberare me, asservito al maligno principe di questo mondo, o Signore.

Martyrikà. Lottando secondo le regole, svergognaste gli iniqui nemici e uccisi con cognizione, per il risveglio di tutti, abbatteste il drago, che ha procurato la morte.

Alla terra della gloria, su cui già realmente camminavano, i martiri furono innalzati col martirio e anche se materiali, furono riuniti alle schiere immateriali, pieni di grazia indicibile.

Stavrotheotokìon. Da te apparve davvero, o Vergine, la restaurazione di Eva: Dio generato nella carne e innalzato sulla croce, abbattendo i demòni, o Sovrana piena di grazia.

Canone della Theotòkos. Non è la sapienza.

Colui che in principio dal fango plasmò me, l’uomo, viene plasmato per me dal tuo grembo, o purissima, correggendo l’antica caduta.

Concependo la vita, o Genitrice di Dio, rovesciasti il potere della morte, perciò veneriamo il tuo parto puro.

Abbiamo te come sicura protezione, o Genitrice di Dio, mettendo in te le speranze siamo salvi, in te rifugiandoci siamo custoditi.

Glorifichiamo te, Theotòkos genitrice di Dio, adeguando la definizione e il nome adatto al tuo parto, o purissima Sovrana.

Ode 4. Irmòs.

Contemplando l’imperscrutabile consiglio divino della tua incarnazione dalla Vergine, o Altissimo, il profeta Avvacùm esclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Per liberarmi dalle catene del peccato, o filantropo, hai voluto essere incatenato e morire in croce come un criminale; gloria alla tua potenza, Signore.

Hai subìto ferite e una morte atroce per rendere immortale l’essenza dei mortali, uccisa dalle passioni. Gloria alla tua potenza, Signore.

Martyrikà. Coloro che stavano per ereditare la letizia di Dio nello Spirito santissimo, con animo lieto sopportarono le torture la violentissima morte.

Con le mani e le teste mozzate, la lingua teologa tagliata, privati della luce, con le membra squartate, siete unito a Cristo, o martiri.

Stavrotheotokìon. Venne stracciato il chirografo di Adamo quando fosti trafitto da una lancia, o Sovrano; la Madre di Dio stando presso la croce gridava e penosamente gemeva.

Canone della Theotòkos.

Colui che siede.

Apparisti superiore allo splendore degli angeli avendo generato il loro Creatore e Signore, o fanciulla, incarnato dal tuo sangue puro, colui che libera tutti coloro che lo glorificano.

Rigettando tutta la sporcizia del primo cibo, mangiamo il pane della vita dal cielo, che è sorto dalla Vergine, celebrando lei come dispensatrice dei beni.

La santa Madre di Dio, dimora incontaminata, porta della luce, mensa e ciborio dorato, monte ombroso e non tagliato, avendo contenuto il plasmatore viene beatificata.

Le onde dei tuoi carismi e le fonti delle guarigioni e I tesori della divina ricchezza sono distribuiti dalla divina mano dell’Onnipotente, che dal tuo grembo è stato generato, o divina sposa.

Ode 5. Irmòs.

Sbigottisce l’universo per la tua gloria: poiché tu, Vergine ignara di nozze, concepisti in grembo il Dio di tutti e generando il Figlio senza tempo a tutti i tuoi cantori procuri salvezza.

Vedendoti innalzato sulla croce, o Sovrano, il sole sospese i raggi, non potendo apparire al tuo tramonto, o Salvatore, quando illuminasti quanti sedevano nella notte dell’errore affinché venerassero il tuo potere.

Sei crocifisso e salvi me per compassione, o Signore; accetti il gusto dell’aceto e del fiele, liberandoci dal gusto del piacere, per cui abbiamo patito e siamo caduti nella corruzione, o benevolo.

Martyrikà. Avete sciolto l’inverno dell’errore, o divini martiri, col calore dello Spirito e al primavera del riposo, con gioia siete giunti, proteggendo insieme tutti quelli che sono nelle afflizioni.

Con le piogge del divino sangue avete irrigato tutta la terra, prosciugando le piogge della’teismo, o santi martiri, perciò ora dimorate presso l’acqua della vita, intercedendo per tutti.

Stavrotheotokìon. Quando hai visto confitto al legno il Cristo, che avevi concepito, o piena di grazia, eri piena di gemiti e realmente stupita per la sua magnanimità; perciò magnificavi la sua condiscendenza.

Canone della Theotòkos.

Gli empi non vedranno.

Sorgendo da te, il sole intellettuale effonde su tutti gli splendori della sua divinità, o Sovrana Theotòkos; perciò tutti ti glorifichiamo.

Generando per noi nella carne il vero Dio, l’Unigenito del Padre, ti chiamiamo Madre di Dio purissima, adeguando al tuo parto la definizione adatta.

Essendo connaturale e della stessa forma del Padre, il Figlio unigenito, divenne volontariamente consanguineo degli uomini, l’Altissimo incarnatosi da te, o Madre Vergine.

Ode 6. Irmòs.

Celebrando questa divina e venerabilissima festa della Madre di Dio, o voi di senno divino, venite, battiamo le mani, glorificando il Dio da lei partorito.

Per le pene che hai patito crocifisso hai lenito le pene dell’umanità e trasferisci tutti alla condizione senza pena, o Signore compassionevole.

Il chiarore del sole si nascose, lo splendore del tempio si lacerò, la terra tremò e si frantumarono le rocce per il timore, non sopportando di vedere il Creatore sulla croce.

Martyrikà. Il serpente divenne morto vedendo morti per le torture i divini martiri e realmente ereditare per divina grazia la vita eterna,

Molte torture avete patito e molti premi avete riportato, o moltitudini immortali di martiri, perciò diminuite le moltitudini dei miei mali.

Stavrotheotokìon. Sii mio porto nel mare delle sciagure, o purissima, che hai salvato col tuo parto tutta la natura naufragata, o fanciulla Genitrice di Dio.

Canone della Theotòkos. Giona profeta.

Avendo trovato te, pura abitazione della castità, nel tuo grembo puramente dimorò il Sovrano, volendo purificare l’impasto degli uomini.

Rendesti celeste la natura terrestre degli uomini, o purissima e la rinnovasti dopo che si era corrotta, perciò solo te con voci mai silenti celebriamo.

Concepisti il grembo il Dio Verbo senza tempo, che per noi uomini si è fatto conoscere in due nature senza mutamento, o Genitrice di Dio.

Ode 7. Irmòs.

I fanciulli di senno divino non adorarono la creatura in luogo del Creatore, ma calpestando con coraggio la minaccia del fuoco, cantavano gioiosi: O celebratissimo, Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Fu sbaragliato e respinto il nemico, cadavere esanime quando Cristo venne innalzato sul legno e fu salvato il condannato di un tempo, gridando a lui: O Dio dei padri, Signore e Dio, tu sei benedetto.

Divinizzasti me morto per un albero, morendo su un albero, o Cristo e con le divine tue ferite guarisci le ferite del mio cuore. O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Martyrikà. Sparirono i corpi martoriati da innumerevoli flagelli, ma realmente si mostrò bellissimo lo splendore delle vostre anime, o martiri di Cristo, sempre gridando: Signore Dio, tu sei benedetto.

Naufragando nel vostro sangue, il nemico perì con le sue miriadi, mentre con gioia, o illustri martiri, voi cantate: Signore Dio dei nostri padri, tu sei benedetto.

Stavrotheotokìon. Sposa incontaminata, palazzo del Creatore, trono igniforme e terra non coltivata ti rivelasti, o purissima, perciò gridiamo a te: Salve, Sovrana, che hai divinizzato i mortali con un divino concepimento.

Canone della Theotòkos.

Tu che salvasti nel fuoco.

Richiamando noi prigionieri, il Verbo che è nel principio, o Vergine, si incarnò dimorando nel tuo grembo, il Signore filantropo, il Dio dei nostri padri benedetto.

Apparisti porta intellettuale dell’oriente dall’alto, apparso sulla terra agli uomini da te, sposa divina, oltre ragione e intelletto il Dio dei padri benedetto.

Adorna di virtù stai alla destra del Re universale incarnato dal tuo sangue, o ignara di nozze, che di continuo implori perché siamo liberati da ogni necessità.

Spezza, con la tua materna confidenza, le catene delle colpe di quanti con pietà e fede cantano, o Vergine, al tuo parto: O celebratissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Ode 8. Irmòs.

Il parto della Madre di Dio, un tempo prefigurato, salvò nella fornace i fanciulli innocenti; ma ora, attuatosi, convoca tutta la terra che salmeggia: Celebrate, opere, il Signore ed esaltatelo in tutti i secoli.

Tu sciogli i miei antichi legami venendo nel tempo volontariamente legato, o senza tempo e vincolando con legami indissolubili il superbo, o Sovrano, mi salvi con la croce e la passione, perciò ti benedico, o Cristo, nei secoli.

Innalzato volontariamente sul legno e innalzando insieme tutto il creato, o Vergo inneggiatissimo, invisibile, senza principio, svergognasti con la tua passione i principi e le potestà delle tenebre, o Cristo, perciò t’inneggiamo in tutti i secoli.

Martyrikà. Sul vostro sangue come su un carro siete saliti, o martiri universali e siete giunti alle dimore sovramondane, ricevendo degne ricompense da Cristo e gridando: Inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Salendo sul patibolo e venendo gettati nel baratro, dati alle belve, al fuoco e all’acqua, squartati, i martiri atleti con gioia cantavano: Opere, inneggiate ed esaltate il Signore in tutti i secoli.

Stavrotheotokìon. Vedendo addormentato sul legno colui che concede a tutti il risveglio divino e salvifico, la Madre purissima, gemeva in pianto e gridava: Che cos’è questa nuovo prodigio? Colui che vivifica tutto muore volontariamente.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Il Creatore, che è inaccessibile a tutte le schiere superne, abitò il tuo grembo, o fanciulla, serbandoti illesa anche dopo il parto; a lui ora acclamiamo: Opere, inneggiate ed esaltate il Signore incorrotto in tutti i secoli.

Pura da biasimo e macchia ed essendo tempio di ogni santità, hai concepito, o Vergine, il Verbo santissimo che tutti santifica ed è coeterno al Padre, perciò ti inneggiamo ed esaltiamo in tutti i secoli.

Ti considerando con convinzione e con bocca ti dichiariamo Theotòkos, o purissima: generasti infatti, o Vergine, limitato nella carne, Cristo Re, Signore e Creatore, perciò ti inneggiamo ed esaltiamo in tutti i secoli.

O Madre di Dio, arca santissima, adombrata dal divino Spirito, che generasti il Verbo preeterno e immateriale, divenuto uomo per indicibile compassione, noi ti inneggiamo ed esaltiamo in tutti i secoli.

Ode 9. Irmòs.

Ogni abitante della terra esulti nello spirito, recando la sua fiaccola; festeggi la stirpe degli intelletti immateriali, celebrando le sacre meraviglie della Madre di Dio e acclami: Salve, beatissima Madre di Dio pura, sempre Vergine.

Ti sei presentato in giudizio, o filantropo, che verrai a giudicare l’universo; hai cinto volontariamente una corona di spine, o Salvatore, per svellere dalle radici, o Cristo, la spina della disubbidienza e innestare in tutti in suo luogo la conoscenza della tua compassione.

Come dunque il popolo ingiusto, ottenebrato dall’invidia, consegna alla croce te, datore di luce, che sei giusto e irreprensibile? II sole, vedendo la tua passione si oscura, lo splendido velo del tempio si squarcia e si scuotono le fondamenta della terra.

Martyrikà. Vi siete conformati alla passione di Cristo, o santi martiri e siete diventati coeredi del regno e dello splendore: illuminate dunque noi che vi cantiamo, liberandoci dalla caligine del peccato e dalle multiformi avversità, o sapienti.

Già voi avete preso dimora nei cieli stessi, o sapienti, perché avete ottenuto la gloria eterna e venite divinizzati per la partecipazione alla vita divina: ricordatevi di tutti noi che onoriamo con fede, o illustri, la vostra sacratissima e venerabile memoria.

Theotokìon. Illumina, o pura, quanti con affetto ti inneggiano e magnificano: dilegua la tenebra delle nostre passioni, o Vergine, placa la tempesta, togli di mezzo gli scandali del maligno; sottometti al pio imperatore, con la tua intercessione, i figli di Agar.

Canone della Theotòkos.

Col morbo della disubbidienza.

Tra le braccia, o Madre di Dio, tu porti il carbone ardente spirituale contemplato da Isaia, che si unisce alla nostra forma, o pura sposa divina e accende nel mondo la salvezza: perciò tutti ti magnifichiamo.

I profeti hanno annunciato, o purissima, i segni della tua generazione, indicandoli da lontano e proclamandoli con forte voce al mondo, per divina ispirazione dello Spirito: e noi ne ammiriamo ora il compimento.

Splendente di bellezza e luminoso più di tutti è il frutto del tuo grembo: hai generato, infatti, o Vergine Madre di Dio, Dio incarnato, apparso per salvare l’uomo; perciò tutti ti magnifichiamo.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La tua croce sia per noi baluardo, o Gesù nostro Salvatore; perché noi fedeli non abbiamo altra speranza che te, che su di essa sei stato inchiodato nella carne e che ci concedi la grande misericordia.

Autòmelo. Hai dato come segno per quelli che ti temono, Signore, la tua croce preziosa, con cui hai trionfato dei principi della tenebra e delle potestà e ci hai condotto alla beatitudine antica: perciò glorifichiamo la tua economia d’amore per noi, o Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Martyrikòn. Chi non sbalordisce, o santi martiri, vedendo la buona battaglia che avete sostenuto? Poiché voi, pur essendo in un corpo, avete messo in rotta il nemico incorporeo, confessando Cristo, armati della croce! Giustamente dunque siete stati resi capaci di mettere in fuga i demoni e respingere i barbari, senza sosta intercedendo per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Come generoso.

Vedendoti pendere dalla croce, Signore, la Vergine tua Madre fissandoti costernata diceva: Figlio amatissimo, come sei stato appeso al legno della croce, o longanime? Come sei stato inchiodato mani e piedi da empi, o Verbo e hai versato il tuo sangue, o Sovrano?

Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Quando le potenze dei cieli ti videro confitto alla croce, o unico magnanimo, restarono stupite e interdette; la terra vacillò e lo splendore degli astri si spense. Adamo condannato fu giustificato inneggiando alla tua benevolenza quando fosti giudicato ingiustamente.

Quando fosti innalzato sul Cranio la testa del nemico venne fracassata, morendo sul legno vivificasti, Sovrano, quanti erano morti per il frutto del l’albero e rivelasti cittadini del paradiso quanti senza sosta ti inneggiano, o Cristo nostro Dio e gridano: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Martyrikòn. Prendendo come arma la croce, o santi martiri, con animo nobile siete usciti contro i nemici e annientandoli, avete indossato la corona dell’incorruttela e ottenuto in sorte gloria e divino splendore, o ammirabili, perciò tutti vi diciamo beati.

Gloria.

Per mostrarci chiaramente la tua compassione per noi fosti inchiodato alla croce, tu che sei unito al Padre e allo Spirito e subisti spugna, canna, oltraggi e flagelli, volendo liberare dal fuoco eterno quanti acclamano: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E ora. Theotokìon.

Colui che nulla può contenere abitò senza restringersi il tuo santo grembo, o Genitrice di Dio, pura Sovrana e morendo sul legno, fece scaturire la vita per il mondo. Imploralo dunque di uccidere il nostro pensiero della carne e di salvarci tutti come filantropo.

Continua a leggere

Modo IV – Domenica – Vespero

Periodo Del Tono 4

Sabato Sera Al Piccolo Vespro

Al Signore, a te ho gridato, sostiamo allo stico 4 e cantiamo 3 stichirà anastàsima dell’Oktòico, ripetendo la prima. Vanno cercate nel Grande Vespro.

Gloria. E ora.

Theotokìon dogmatico. Tono 4.

Senza seme concepisti, ineffabilmente partoristi colui che rovescia dai troni i potenti per esaltare gli umili e ridare coraggio ai credenti che glorificano la croce di Cristo, la sua deposizione nella tomba e la sua gloriosa risurrezione; per questo, Madre di Dio che ci procuri dei beni così grandi, ti diciamo beata e senza sosta ti cantiamo come colei che intercede per la salvezza delle nostre anime.

Dopo Luce Gioiosa ecc. cantiamo lo stichiron anastàsimo degli aposticha: Signore, innalzato in croce, poi i seguenti stichirà prosòmia della Madre di Dio.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Stico. Ricorderò il tuo nome di generazione in generazione.

Il Figlio atemporale, nato dal Padre eterno, per condiscendenza e salvezza dei mortali, da Dio che era si fece uomo per aprire di nuovo il paradiso al progenitore, liberando dall’inganno del serpente tutta la stirpe umana e salvando per compassione la sua immagine decaduta; per questo rese una vergine senza macchia la Madre che generò lo Sposo, ancora di salvezza per le nostre anime.

Stico. Ascolta, figlia, guarda e piega il tuo orecchio, dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre e il re bramerà la tua bellezza.

Corporalmente in te, beata, dimorò nel tuo grembo il Creatore dell’universo riplasmando l’uomo decaduto e fuorviato dal serpente; nella carne generasti ineffabilmente Dio per noi, liberando dalla tomba e rinnovando con il tuo parto la stirpe umana; per questo cantiamo e glorifichiamo la tua divina grazia, Vergine senza nozze e ti supplichiamo di salvarci con la tua mediazione da ogni castigo.

Stico. I ricchi del popolo imploreranno il tuo volto.

Per rivelare a tutti noi la ricchezza del tuo amore e l’oceano senza limiti della tua bontà, cancella tutti i peccati dei tuoi servi; tu che sei Madre di Dio, hai potere su ogni creatura, Vergine senza macchia e nella tua potenza governi ogni cosa come vuoi; poiché la grazia dello Spirito Santo che ti abita pienamente agisce con te in tutto eternamente, o beata.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Il Figlio che i serafini glorificano nei cieli con il Padre e lo Spirito, desiderando riplasmare il primo uomo, si annientò ineffabilmente nel tuo seno, Madre di Dio inneggiatissima e da te sorgendo, come un sole illuminò con la sua divinità tutto il mondo, liberandolo dagli idoli; divinizzando in se stesso la stirpe umana, la guida ai cieli, Cristo Dio, nostro Salvatore.

Al Grande Vespro.

Dopo il salmo iniziale e quanto segue, al Signore, a te ho gridato, le stichirà anastàsima dell’Oktòico.

Tono 4.

Adorando senza sosta la tua vivifica croce, Cristo Dio, glorifichiamo la tua risurrezione il terzo giorno: per essa rinnovasti la natura umana corrotta, onnipotente e ci indicasti la via che conduce ai cieli, perché solo tu sei buono e amico degli uomini.

La pena venuta dall’albero della disubbidienza, annullasti, Salvatore, volontariamente inchiodato all’albero della croce; e disceso nell’ade, o potente, spezzasti come Dio i legami della morte; adoriamo dunque la tua risurrezione dai morti, gridando con esultanza: onnipotente Signore, gloria a te.

Infrangesti le porte dell’ade, Signore e con la tua morte distruggesti il regno della morte e liberasti la stirpe umana dalla corruzione, donando al mondo incorruttela e vita e la grande misericordia.

Altri Stichirà, anatolikà.

Venite, popoli, celebriamo la risurrezione del Salvatore il terzo giorno: per essa fummo liberati dai lacci indissolubili dell’ade e ricevemmo tutti incorruttela e vita noi che acclamiamo: O solo amico degli uomini, crocifisso, sepolto e risorto, salvaci per la tua risurrezione.

Angeli e uomini, o Salvatore, cantano la tua risurrezione il terzo giorno; per essa furono illuminati i confini della terra e fummo redenti dalla schiavitù del nemico tutti noi che acclamiamo: Onnipotente Salvatore, creatore della vita, salvaci per la tua risurrezione, o solo amico degli uomini.

Infrangesti le porte di bronzo, spezzasti le sbarre di ferro, o Cristo Dio e rialzasti la stirpe umana dalla sua caduta; perciò concordi acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Signore, intemporale ed eterna è la tua generazione dal Padre; indicibile e inesplicabile per gli uomini la tua incarnazione dalla Vergine; tremenda per il diavolo e i suoi angeli la tua discesa all’ade, perché, calpestata la morte, risorgesti il terzo giorno, concedendo agli uomini incorruttela e la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Davide profeta, per te progenitore di Dio, di te già melodiosamente cantò a colui che fece in te cose grandi: Sta la regina alla tua destra; poiché ti rese Madre che da la vita il Cristo Dio cui appartiene la grande e copiosa misericordia, che da te, senza padre, si compiacque incarnarsi per riplasmare la propria immagine corrotta dalle passioni e per condurre al Padre, prendendola sulle spalle, la pecora smarrita ritrovata tra i monti, per unirla di suo volere alle schiere celesti e salvare il mondo, o Madre di Dio.

Allo stico, apòstica stichirà. Anastàsimo. Tono 4.

Signore, innalzato in croce, cancellasti la maledizione che veniva dai progenitori e sceso nell’ade, liberasti i prigionieri da secoli, donando l’incorruttela alla stirpe umana; per questo glorifichiamo con inni la tua risurrezione vivificante e salvifica.

Gli alfabetici.

Pendendo dal legno, o solo potente, hai scosso tutto il creato; deposto nella tomba, rialzasti gli abitanti delle tombe, donando alla stirpe umana incorruttela e vita; per questo glorifichiamo con inni la tua risurrezione il terzo giorno.

Un popolo iniquo, o Cristo, ti consegnò a Pilato e ti condannò alla croce, dimentico della riconoscenza per il suo benefattore; ma tu per tuo volere subisti la sepoltura e per tuo potere risorgesti il terzo giorno, donandoci, come Dio, la vita eterna e la grande misericordia.

Giunte con lacrime alla tomba, le donne ti cercavano; ma non trovandoti, nel pianto e tra i lamenti gridavano: Ahimé, Salvatore nostro, Re di tutti, come sei stato rapito? Quale luogo rinchiude il tuo corpo vivificante? E un angelo rispose loro: Non piangete, andate piuttosto ad annunziare che è risorto il Signore, concedendo a noi esultanza, quale solo compassionevole.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Acconsenti alle invocazioni dei tuoi servi, o purissima, interrompendo l’insorgere delle nostre avversità, liberandoci da ogni tribolazione: perché tu sei la nostra sola àncora certa e sicura e noi godiamo della tua protezione. Non rimandarci confusi, o Sovrana, quando ti invochiamo; affrettati a supplicare per chi a te grida con fede: Salve, Sovrana, soccorso di tutti, gioia, protezione e salvezza delle anime nostre.

Tono 4. Apolytìkion.

Il radioso annuncio della resurrezione * hanno appreso dall’angelo * le discepole del Signore * e libere dalla sentenza dei progenitori, * agli apostoli fiere dicevano: * È stata spogliata la morte – * è risorto il Cristo Dio, * donando al mondo * la grande misericordia.

Theotokìon.

Il mistero dall’eternità nascosto e ignoto agli angeli, per te, Madre di Dio, fu rivelato ai terrestri: Dio incarnato, in unione senza confusione, Dio che per noi volontariamente accettò la croce e risuscitando con essa il primo uomo creato, salvò dalla morte le nostre anime.

Continua a leggere

Modo IV – Domenica – Mattutino

Periodo Del Tono 4 La Domenica Mattina

Al Mesonittico

Con la solita ufficiatura si canta il canone trinitario il cui acrostico è: Quarto inno a Dio, di Metrofane.

Ode 1. Tono 4. Quando l’antico Israele

Glorifichiamo la divina Maestà trina nelle ipòstasi, unica nella natura delle tre, coeterna, congloriosa e supplici diciamo: Salva quanti con fede ti glorificano.

Con olio divinamente efficace fu crismato il Figlio dal Padre con Spirito d’esultanza: incarnatosi, insegnò la triplice personalità dell’unica natura divina.

Non sostenendo la vista della bellezza della tua gloria inaccessibile, Monade trisolare, i serafini si nascondono con le ali e con il canto del trisagio senza sosta ti glorificano.

Theotokìon. Inesplicabilmente generasti il Creatore dell’universo, o Purissima, il quale scioglie i mortali dall’antica maledizione e dalla corruzione di morte e per tuo mezzo conoscemmo un Dio in tre ipostasi.

Ode 3. Non è la scienza.

Virtù dall’alto ai tuoi santi apostoli inviasti, o Cristo, quando da parte del Padre Paraclito, rivelasti l’unica natura trisolare.

Quando ti mostrasti al patriarca Abramo sotto figura umana, o triplice Monade, gli facesti vedere la tua incomparabile bontà e sovranità.

Ti professiamo unico Dio in tre caratteristiche, incircoscritto, incomprensibile a tutti: libera le nostre anime da ogni afflizione.

Theotokìon. Ammaestrati dalle sapienti spiegazioni del Figlio tuo, noi glorifichiamo l’unica e trifulgida divina Maestà e diciamo beata te, sempre Vergine.

Kathisma Triadico. Presto intervieni.

Trisolare, increata, consustanziale incomprensibile Monade trisipostatica, abbi pietà dei tuoi servi, salvaci dai pericoli, Dio misericordioso; poiché in te, Signore, possediamo l’unico Redentore e Sovrano, noi che acclamiamo: Sii a noi propizio!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Circondati da molte avversità e sventure dai nemici, o Vergine e sempre per cadere in disperazione, abbiamo te unica salvezza e speranza e muro di difesa, Madre di Dio e necessariamente anche adesso con fede accorriamo a te: Salva i tuoi servi!

Ode 4. Colui che siede nella gloria.

Trinità sovrasostanziale nella Monade della Divinità, Re e Sovrano, con i serafini ti glorifichiamo come natura indivisibile, inconfondibile, uguale nella gloria, Dio incomprensibile.

Unica Divinità inesplicabilmente congiunta nelle ipòstasi, sempre la stessa nell’unica signoria, unica incircoscritta e illimitata, noi inneggiamo a te, Fattore di tutto il creato.

La mente senza principio in modo ineffabile generò il Verbo e ne procedette il divino Spirito ugualmente potente; per questo annunziamo la Trinità consustanziale, Dio Signore dell’universo.

Theotokìon. Apparendo anticamente il Verbo preannunziò, o Vergine, la sua incarnazione da te; ma poi mostrandosi in realtà agli uomini, manifestò l’unico dominio trisipostatico.

Ode 5. Stupì tutto il creato.

Comprendendo con fede l’unica inaccessibile sostanza della Divinità creatrice dell’universo, veneriamo Padre e Figlio e Spirito santo coesistenti in eterno, tre ipostasi autrici della vita, pienamente unite.

Unica trisolare Divinità, irraggia su di me il fulgore del tuo essenziale splendore, essenza increata e fonte di ogni luce e chiarezza, affinché io rispecchi la tua ineffabile bellezza.

Riconosciamo che sei l’unico vivificante Creatore dell’universo, che tutto contieni e governi con ogni sapienza e con fede t’invochiamo: Sovrano trisolare, proteggi i tuoi cantori.

Theotokìon. Volendo divinizzare l’uomo corrottosi, colui che per sua bontà lo plasmò, o Vergine, dandogli l’immagine della forma divina, divenne uomo da te e ci annunziò l’unica triplice maestà divina.

Ode 6. Gridò prefigurando.

Si rivelò il Padre proclamando suo Figlio e lo Spirito fu visto nel battesimo di Cristo, per questo glorifichiamo l’unica e triplice maestà divina.

Quando Isaia ti vide seduto su un trono altissimo, inneggiato dalle voci del trisagio, riconobbe la triplice sostanza dell’unica maestà divina.

Altissimo Re trisipostatico, rendi elevato pure il cuore di noi tuoi servi, affinché contempliamo chiaramente lo splendore della tua gloria.

Theotokìon. Si degnò di prendere da una Vergine la nostra forma sapientemente il Figlio di Dio come amico degli uomini e rese gli uomini partecipi della divina gloria.

Kathisma Triadico. Presto intervieni.

Meditando il Padre ingenito, il Figlio generato e lo Spirito Santo che procede dal Padre, noi annunziamo la regalità senza principio dell’unico Dio, che glorifichiamo con voci concordi: Trinità consustanziale, salvaci, o Dio!

Gloria. E ora. Theotokìon.

Colui che già era Dio prima di tempi e secoli, lo concepisti nella carne come Dio-Uomo, o pura; perciò in verità tutti ti riconosciamo Madre dì Dio e senza sosta diciamo: rendici tutti degni della gloria eterna.

Ode 7. Nella fornace persiana

Tutti noi terrestri, imitando chiaramente le schiere delle nature celesti e spirituali, glorifichiamo l’unica Divinità in tre ipostasi ugualmente attive (2).

I detti dei santi ispirati, un tempo, con simboli, annunziarono l’unico Creatore di tutti i secoli, inesplicabile, Dio e Signore, in tre ipòstasi divine.

Theotokìon. Il Verbo creatore dell’universo, invisibile per la sua sostanza, apparve agli uomini uomo nato dalla pura Madre di Dio, per richiamare l’uomo alla partecipazione della Divinità.

Ode 8. Distese le mani.

Luce unica trifulgida, sostanza senza princìpio, bellezza inesplicabile, o Sovrano, abita nel mio cuore e rendimi tempio luminoso e puro della tua Divinità, mentre grido: Opere tutte del Signore, benedite il Signore (2).

Da svariate passioni, Trinità indivisa, Monade inconfusa e dalla tempesta delle colpe liberami, illuminandomi con i tuoi raggi divini, sicché abbia una visione della tua gloria e inneggi a te, Signore della gloria.

Theotokìon. Intelletto è il Padre ingenito e il Verbo a lui conforme e lo Spirito sullo stesso trono, sostanza, potenza, esistenza, sovrasostanziale, inesplicabile, operatrice di grandi cose, Triade Monade, custodisci il tuo gregge per l’intercessione della Madre di Dio, poiché per natura ami gli uomini.

Ode 9. Daniele stese le mani.

Tutto il mio cuore ora dirigo a te, la mente e tutte le facoltà dell’anima e del corpo, o mio plasmatore e liberatore, Monarca trilucente, mentre a te grido: Salva me, tuo servo da ogni sorta di pericoli e afflizioni (2).

Innalza la mente e l’intelletto nostro a te, Altissimo, illuminaci con i tuoi purissimi fulgori, Padre, Verbo, Paràclito che abiti la luce inaccessibile della gloria, o sole dominatore della luce, perché sempre glorifichiamo te, Dio unico Sovrano trisipostatico.

Theotokìon. Salva quelli che in te credono, Signore, proclamando l’unica natura, senza principio ed eterna, in tre ipòstasi divine e uguali dominatrici e rendici degni della tua gloria divina per le suppliche della pura Madre di Dio.

Al Mattutino

La solita ufficiatura e l’esasalmo, la grande ectenia (Ta Irinikà) e Il Signore è Dio. E subito cantiamo gli apolytikia. Segue poi una piccola ectenia e l’esclamazione: Poiché tua è la forza, quindi i kathismata.

Dopo la prima sticologia.

Kàthismata della risurrezione. Tono 4.

Levando lo sguardo all’ingresso della tomba e non sostenendo lo sfolgorio dell’angelo, le mirofòre tremanti sbigottirono e dicevano: Forse è stato rapito colui che al ladrone aprì il paradiso? O forse è risorto colui che prima della passione annunziò la sua risurrezione? Veramente è risorto Cristo Dio, per concedere agli abitanti dell’ade vita e risurrezione.

Gloria. Stupì Giuseppe.

Subisti la croce per tuo libero volere, o Salvatore e uomini mortali deposero in una tomba nuova colui che con la parola dispose i confini della terra; e così, messa in ceppi, la morte estranea veniva tremendamente spogliata e tutti gli abitanti dell’ade acclamavano alla tua vivificante risurrezione: Cristo, datore di vita, è risorto e rimane in eterno.

E ora. Theotokion. Aftómelon.

Stupì Giuseppe contemplando ciò che superava la natura e riandava con la mente alla pioggia sul vello, per questa tua concezione senza seme, o Madre di Dio e al roveto ardente che non si consumava e alla verga fiorita di Aronne; dando testimonianza il tuo sposo e custode gridava ai sacerdoti: Vergine partorisce e dopo il parto vergine permane.

Dopo la seconda sticologìa, altri kathismata.

Tono 4. Presto intervieni.

Risorgesti dall’ade come immortale, o Salvatore e con te rialzasti il tuo mondo con la tua risurrezione, Cristo nostro Dio; infrangesti con potenza il dominio della morte e a tutti, o misericordioso, rivelasti la risurrezione: noi dunque ti glorifichiamo, o solo amico degli uomini.

Gloria. Stupì Giuseppe.

Disceso Gabriele dalle superne altezze, si accostò alla pietra, dove stava la pietra della vita e in candide vesti gridava alle piangenti: Cessate le vostre grida di lamento, voi che siete sempre pronte a compatire; coraggio, è veramente risorto colui che cercate piangendo; agli apostoli, ecco, proclamate: È risorto il Signore!

E ora. Theotokion.

Stupirono, o pura, tutti i cori degli angeli, per il tremendo mistero del tuo concepimento: Dunque è sostenuto dalle tue braccia come un mortale, colui che col solo cenno sostiene l’universo? Come riceve un principio colui che è prima dei secoli? E come viene allattato colui che con bontà indicibile nutre ogni vivente? E acclamando ti glorificano come vera Madre di Dio.

Dopo l’àmomos (salmo 118) e gli evloghitaria, una piccola ectenia con l’esclamazione: Poiché è benedetto. Poi:

Ypakoí.

Accorse per prime, la mirofore annunziavano agli apostoli gli eventi della tua meravigliosa risurrezione, o Cristo, perché come Dio risorgesti, per concedere al mondo la grande misericordia.

Anavathmì (graduali). Antifona 1.

Fin dalla mia giovinezza molte passioni mi guerreggiano, ma tu soccorrimi e salvami, mio Salvatore.

O voi che odiate Sion, siate confusi dal Signore: come erba al fuoco infatti sarete riarsi.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito ogni anima è vivificata, con la purificazione è innalzata, in virtù della Monade trina è resa fulgente, in sacro mistero.

Antifona 2.

Ho gridato a te Signore, dal profondo dell’anima, con fervore: anche a me si facciano attente le tue orecchie divine.

Chi ripone la sua speranza nel Signore, è al di sopra di tutto ciò che affligge.

Gloria. E ora.

Per il santo Spirito scaturiscono i flutti della grazia, che irrigano tutto il creato e lo fecondano.

Antifona 3.

Il mio cuore si elevi a te, o Verbo e nulla mi alletterà dei piaceri mondani, sì che desideri le cose terrene.

Come ciascuno ha affetto per la madre, ancor più ardente amore dobbiamo al Signore.

Gloria. E ora.

Dal santo Spirito viene ricchezza di conoscenza di Dio, di contemplazione e sapienza, poiché in lui il Verbo rivela tutti i decreti del Padre.

Prokìmenon.

Sorgi, Signore, soccorrici e riscattaci per la gloria del tuo nome.

Stico. O Dio, con le nostre orecchie abbiamo udito.

Ogni spirito. Vangelo aurorale. Contemplata la risurrezione. Salmo 50. Per le intercessioni degli apostoli. Per le intercessioni della Madre di Dio. Risorto Gesù. Salva, o Dio il tuo popolo. Kyrie eléison (12). Per le misericordie. Iniziamo a questo punto la recita dei canoni.

Canone della risurrezione.

Poema di Giovanni Damasceno.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

Fosti innalzato per risollevare noi dalla nostra caduta, riparando con l’albero immacolato della croce, l’immensa rovina venuta dall’albero, o Sovrano, nella tua bontà e onnipotenza.

Col corpo nella tomba, con l’anima nell’ade come Dio, col ladrone in paradiso e in trono tu eri, o Cristo, col Padre e con lo Spirito, tutto colmando, o incircoscrivibile.

Theotokìon. Senza seme, per volere del Padre concepisti dallo Spirito divino il Figlio di Dio e partoristi nella carne colui che è dal Padre senza madre e che per noi è da te senza padre.

Canone stavroanastàsimo. Acrostico con irmì della Madre di Dio: Giovanni canta la quarta lode dolce melliflua.

Aprirò la mia bocca.

Sanasti le piaghe dell’umanità, Signore, riparandole col tuo sangue divino e stritolasti con la tua forza quel potente che un tempo stritolò la creatura da te plasmata.

Con la tua morte divenisti risurrezione dei morti; poiché cessò il potere della morte quando trattò con Dio incarnato, dominatore dell’universo, vita eterna.

Theotokìon. Splendida, più alta delle potenze celesti fu la tua dimora spirituale, la Vergine che ti portò in grembo, il monte santo di te, nostro Dio.

Canone della Madre di Dio. Acrostico: Quarto inno alla fanciulla gloriosissima.

Come i cavalieri.

Tremarono i popoli, si turbarono le nazioni, regni potenti si piegarono, o pura, per il timore del tuo parto: venne infatti il mio re e abbattè il tiranno e liberò il mondo dalla perdizione.

Cristo che abita negli eccelsi, scendendo ai mortali santificò la tua dimora e la rese incrollabile; solo essa infatti dopo il parto conservò l’onore della verginità, avendo generato il Creatore.

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

L’albero della vita, la vera vite spirituale è sospesa alla croce e per tutti fa scaturire ambrosia.

Grande, terribile, distruttore dell’orgoglio dell’ade e Dio incorruttibile, ora col corpo è risorto.

Theotokion. Tu sola, o Madre di Dio, divenisti per i terrestri la dispensatrice dei beni oltre natura: per questo noi ti offriamo il saluto: Salve.

Canone stavro-anastàsimo. Quale sorgente.

I suoi velenosi denti il serpente in me confisse, Salvatore, ma tu, Sovrano onnipotente, li spezzasti con i chiodi delle tue mani, perché non c’è santo dei santi all’infuori di te, amico degli uomini.

Ti mostrasti per tuo volere nella tomba morto e vivifico, amico degli uomini e spalancasti le porte dell’ade alle anime degli antichi, perché non c’è santo dei santio all’infuori di te, amico degli uomini.

Theotokìon. Campo non arato apparisti, germogliando la spiga che concede immortalità a quanti ne partecipano e che santamente riposa nel Santo dei santi.

Canone della Madre di Dio. Dall’alto sei sceso.

E’ purificata la natura dei mortali, che per te conversò con il fuoco irresistibile, purissima Vergine e come pane fu cotta da chi ti conservò illibata.

Chi è questa che è tanto vicina a Dio, trascendendo tutte le schiere degli angeli? E’ l’unica nello splendore della verginità, la splendente Madre dell’Onnipotente.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Salisti sulla croce per sanare le mie passioni con la passione volontariamente subita della tua carne immacolata; per questo a te acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Gustato il tuo corpo vivificante e senza peccato, ben giustamente, o Sovrano, la morte morì; noi invece a te acclamiamo: Gloria alla tua potenza, Signore.

Theotokion. Concepisti ignara di nozze, o Vergine e resti vergine dopo il parto: perciò con voci che mai tacciono, con fede sicura, a te, Sovrana, gridiamo: Salve.

Canone stavro-anastàsimo. L’ineffabile divino.

Giudicando te, suo legislatore, Israele non conobbe Dio, ma lo inchiodò alla croce degli empi, rivelandosi indegno d’aver ricevuto la legge, o Cristo.

La tua anima divinizzata, Salvatore, depredò i tesori dell’ade e rialzò con sé le anime degli antichi: il tuo corpo datore di vita infuse immortalità in tutti.

Theotokìon. Te sempre vergine e Madre di Dio tutti glorifichiamo; ti prefigurò a Mosè, divino contemplante, il roveto illeso in mezzo al fuoco, o purissima.

Canone della Madre di Dio. Colui che siede.

Conversò con gli uomini l’invisibile divenuto visibile, lui che è forma della Divinità incomprensibile e, presa forma umana da te, fanciulla, salva quanti ti riconoscono pura Madre di Dio.

La Vergine accolse nella materia l’immateriale che si rivelò bimbo partecipando alla materia di lei, per cui in due sostanze si riconosce l’unico Dio inacarnato e mortale sovrasostanziale.

Dopo il parto ti serbò vergine il Dio Verbo, che in te dimorò e verginalmente fu partorito e nascendo ti serbò vergine come Sovrano e Creatore di tutto.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Tu, Signore, nella tua compassione sei sceso in terra, tu, sospeso all’albero della croce, hai innalzato la natura umana che era caduta.

Tu hai tolto di mezzo, o Cristo, l’accusa per le mie colpe; tu hai dissolto, o compassionevole, i dolori della morte con la tua divina risurrezione.

Theotokion. Noi ti mettiamo avanti contro i nemici come arma indistruttibile, noi abbiamo te, o sposa di Dio, come àncora e speranza della nostra salvezza.

Canone stavro-anastàsimo. Stupì l’universo.

T’ingoiò tutto intero lo stolto ade: vedendo attaccato a un legno, trapassato dalla lancia ed esanime te, Dio vivente, ti considerò semplice mortale; ma tormentato conobbe la potenza della tua divinità.

O amico egli uomini, la tomba e l’ade si spartirono il tempio disfatto del tuo corpo, ma entrambi dovettero sentirne le conseguenze, l’uno restituendo le anime, l’altro i corpi dei tuoi santi, o Immortale.

Theotokìon. Ecco, ora è compiuta la predizione del profeta: poiché tu, Vergine ignara di nozze, avesti in seno il Dio dell’universo e partoristi il Figlio senza tempo, che porta la pace a quanti a te inneggiano.

Canone della Madre di Dio. Ora sorgerò.

Dimora di gloria, monte santo di Dio, pura sposa, talamo di santificazione ti rese il Figlio di Dio, che abitò in te e paradiso di etena delizia per noi.

Da sangue vergine, o Cristo, prendesti carne, senza seme, senza macchia, personale, intellettuale, razionale, spirituale, attiva, volontaria, libera, autonoma.

Il grembo della Vergine svergognò la superbia tirannica, poiché un bimbo con la mano esplorò la tana mortifera degli aspidi, ne estrasse il superbo ribelle e lo pose sotto i piedi dei fedeli.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Salisti sulla croce cinto di potenza, ti scontrasti con il tiranno e, poiché sei Dio, lo precipitasti dall’alto, mentre con mano invincibile rialzasti Adamo.

Sfolgorante di bellezza risorgesti dalla tomba, o Cristo; disperdesti tutti i nemici con la tua potenza divina e colmasti di gioia l’universo, perché sei Dio.

Theotokion. Prodigio più nuovo di tutti i prodigi! Senza conoscer uomo, una vergine concepì colui che governa tutto l’universo e nel suo grembo non lo restrinse.

Canone stavro-anastàsimo. Sono giunto alle profondità.

Spalancò la gola e mi inghiottì e dilatò l’anima l’ade stolto: ma Cristo, sceso giù riportò su la mia vita come amico degli uomini.

La morte fu presa dalla morte, poiché il morto risorse dandomi incorruttela: apparso alle donne annunziò loro la gioia, immortale.

Theotokìon. Dimora dell’immensa Divinità appare il tuo grembo, Madre di Dio: le schiere celesti non posssono gurdarlo senza timore.

Canone della Madre di Dio. Stesso Irmòs.

Un tempo il serpente ingannò e uccise me per mezzo della progenitrice Eva; ora, invece, per te, Pura, chi mi plasmò mi richiamò dalla corruzione.

L’abisso mostrò che tu, Fanciulla, fosti eletta ineffabilmente a essere abisso di misericordia: poiché da te brillò Cristo, perla della Divinità.

Kontàkion. Oggi sei apparso.

Il mio Salvatore e Redentore risuscitò dalla tomba, poiché è Dio, i figli della terra, liberi da catene, infranse le porte dell’ade e risorse, Sovrano, il terzo giorno.

Ikos.

Celebriamo, figli tutti della terra, il risorto dai morti, Cristo datore di vita risorto dalla tomba il terzo giorno, che oggi ha infranto con la sua potenza le porte della morte, ha ucciso l’ade, spezzato il pungiglione della morte e liberato Adamo ed Eva; senza sosta gridiamo grati la nostra lode, perché, unico Dio forte e risorse, Sovrano, il terzo giorno.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Fu richiamata all’incorruttela l’umana natura, lavata dal sangue divino di Cristo e grata intona il canto: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

La tua tomba, fonte della nostra risurrezione, o Cristo, si rivelò vivificante, più bella in verità del paradiso, più splendente di qualsiasi talamo regale.

Theotokion. Salve, dimora divina e santificata dell’Altissimo, perché per te, Madre di Dio, venne data la gioia a quanti acclamano: Benedetta tu fra le donne, o purissima.

Canone stavro-anastàsimo. I fanciulli di senno divino.

Innalzato sul legno, umiliasti l’occhio superbo e il ciglio altero abbattesti a terra, salvando l’uomo; o gloriosissimo Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Con la tua potenza esalta il corno di potenza di noi che ti serviamo; risorto dai morti, che svuotasti l’ade dai molti uomini che deteneva, o Sovrano Signore e Dio dei padri, tu sei benedetto.

Trinitario. Seguendo le divine parole glorifichiamo l’unica divinità come in tre luci senza commistione, divisione, splendore senza tramonto illuminante tutto il creato inneggiante: O Dio, tu sei benedetto.

Canone della Madre di Dio. I tre giovani a Babilonia.

Mi attira all’innodia il fuoco che ho in cuore dell’affetto verginale a gridare alla Madre Vergine: Benedetta, con te è il Signore delle potenze.

Apparisti più eccelsa di tutte le creature, generando il Creatore e Signore, perciò grido a te, Madre di Dio: Benedetta, con te è il Signore delle potenze.

Trinitario. Inneggio a te, unica Sovranità, invisibile in tre santificazioni, natura trisipostàtica, acclamando: Benedetta tu, che reggi l’universo.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Stendendo le mani sulla croce radunasti tutte le genti e rivelasti, o Sovrano, un’unica Chiesa che ti celebra a quanti in terra e in cielo salmeggiano ad una sola voce: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

In bianche vesti l’angelo apparve alle donne, sfolgorante dell’inaccessibile luce della risurrezione e gridava: Perché cercate il vivente nella tomba come un morto? Cristo è veramente risorto e a lui acclamiamo: Opere tutte, cantate il Signore.

Theotokion. Tu sola in tutte le generazioni, Vergine pura, fosti resa Madre di Dio: della Divinità divenisti dimora, o purissima e non fosti arsa dal fuoco della luce inaccessibile; per questo tutti ti benediciamo, o Maria, sposa di Dio.

Canone stavro-anastàsimo. Il parto della Madre di Dio.

Vedendo la tua ingiusta uccisione, il creato contristato gemeva; la terra infatti tremava, il sole si vestiva di un nero manto di tenebra e noi senza sosta inneggiamo ed esaltiamo te, Cristo nei secoli.

Scendesti all’ade per me e a tutti apristi la via della risurrezione; di nuovo risalisti, portandomi sulle tue spalle e mi presentasti al Padre; per questo a te grido: Inneggiate al Signore, opere sue ed esaltatelo per tutti i secoli.

Trinitario. Glorifichiamo la prima mente, causa di tutte le cose, l’unico Padre non causato, il Verbo senza principio, lo Spirito Paràclito, unico Dio e Signore e creatore dell’universo, venerando la Trinità coertermna ed esaltandola per tutti i secoli.

Canone della Madre di Dio. Redentore dell’universo.

Chi ti formò dal fianco di Adamo, dalla tua verginità prese carne, il Signore dell’universo che noi celebriamo dicendo: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.

Nella tenda Abramo contemplò il mistero che è in te, Madre di Dio: accolse infatti il tuo Figlio non ancora incarnato cantando: Opere tutte, benedite, inneggiate al Signore.

Tre come la Trinità furono i salvati quale figura della tua verginità, poiché in corpi vergini disprezzarono la fiamma, o Fanciulla, cantando: Benedite, inneggiate al Signore.

Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: per questo, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Tutto in tutto te stesso mi hai assunto in un’unione senza confusione, donando a tutto il mio essere, o mio Dio, la salvezza, con la passione che in croce hai subito nel corpo, per la tua grande e amorosa compassione.

Vedendo aperta la tua tomba e svuotati per la tua risurrezione i lini che avevano avvolto Dio, i tuoi discepoli con l’angelo dicevano: II Signore è veramente risorto.

Trinitario. Noi tutti fedeli adoriamo la Monade della divina essenza, ma Triade delle ipòstasi, uguale nella potenza e uguale nell’onore nelle ipòstasi non confuse: secondo pietà la magnifichiamo.

Canone stavro-anastàsimo. Ogni abitante.

Entrato con inganno nell’Eden, il serpente mi catturò; ma sulla salda pietra del calvario il Signore onnipotente lo calpestò come uno stolto: e subito mi si aprì l’ingresso alla felicità con il legno della croce.

Le potenti fortificazioni del nemico riducesti a un deserto: con la tua fortissima destra gli rapisti le sue ricchezze, dalle viscere dell’ade mi rialzasti con te, Cristo e lui che un tempo smisuratamente si vantava, mostrasti ridicolo e burlato.

Va’ a visitare la tribolazione del tuo povero popolo: con la tua mano compassionevole e potente rafforza il Sovrano portatore della croce contro i nemici bestemmiatori per liberare la tua ererdità preziosa, o Cristo, amico degli uomini.

Canone della Madre di Dio. Il mistero divino nascosto.

Ti contempliamo come giglio, o Pura, immerso nella porpora del divino Spirito, brillante fra le spine e che colma di profumo quanti degnamente ti magnificano.

Assumendo la caduca natura mortale dal tuo grembo, Purissima, l’Incorruttibile la rese in sé non più caduca con la sua pietà, perciò come Madre di Dio ti magnifichiamo.

O Sovrana di tutte le creature, dona al tuo popolo i trofei della vittoria, sottomettendo alla Chiesa il nemico, affinché, come Madre di Dio, ti magnifichiamo.

Piccola ectenia ed esclamazione: Poiché ti lodano tutte le potenze. Poi Santo il Signore ecc. e l’Exapostilarion appropriato col suo Theotokìon. Quindi iniziamo le lodi.

Stichirà anastàsima. Tono 4.

O Signore onnipotente, che ti sottoponesti alla croce e alla morte e risorgesti dai morti, noi glorifichiamo la tua risurrezione.

Con la tua croce, o Cristo, ci liberasti dalla maledizione antica, con la tua morte annientasti il diavolo che tiranneggiava la nostra natura e con la tua risurrezione colmasti di gioia l’universo; perciò a te acclamiamo: O risorto dai morti, Signore, gloria a te.

Guidaci alla tua verità con la tua croce, Cristo Salvatore e liberaci dai lacci del nemico; tu che risorgesti dai morti, stendi la mano e, per intercessione dei tuoi santi, fa’ risorgere noi caduti per il peccato, o Signore amico degli uomini.

Senza separarti dal seno paterno, o Verbo Unigenito di Dio, venisti sulla terra, nel tuo amore per gli uomini, fatto uomo senza mutamento e ti sottoponesti nella carne alla croce e alla morte, tu che sei impassibile nella tua divinità; ma risorto dai morti concedesti immortalità alla stirpe umana, unico onnipotente.

Altri Stichirà, anatolikà.

Accettasti la morte nella carne, o Salvatore, guadagnando per noi l’immortalità e abitasti in una tomba per liberare noi dall’ade, risuscitandoci con te: perché come uomo soffristi, ma come Dio risorgesti; per questo acclamiamo: Signore, datore di vita, solo amico degli uomini, gloria a te.

Si spezzarono le pietre, o Salvatore, quando sul Calvario fu infissa la tua croce; inorridirono i custodi dell’ade quando nel sepolcro fosti deposto come un morto: poiché, annullata la forza della morte, hai elargito incorruttela a tutti i morti con la tua risurrezione, o Salvatore; Signore, datore di vita, gloria a te.

Desiderarono ardentemente le donne vedere la tua risurrezione, o Cristo Dio, giunse per prima Maria Maddalena, trovò la pietra ribaltata dal sepolcro e l’angelo seduto che diceva: Perché cercate il vivente tra i morti? Egli è Dio ed è risorto per salvare l’universo.

Dov’è Gesù che avevate creduto di custodire? Dite, giudei, dov’è colui che avevate posto nel sepolcro sigillando la pietra? Consegnate il morto, voi che rinnegaste la vita, consegnate il sepolto, oppure credete al risorto; ma anche se voi tacerete la risurrezione del Signore, grideranno le pietre e per prima quella che dal sepolcro è stata ribaltata. Grande è la tua misericordia, grande il mistero della tua economia! O Salvatore nostro, gloria a te.

Alla Liturgia

Dopo Benedetto il regno e la grande synaptì (le Irinikà), si cantano le tre stasi delle antifone, oppure le due stasi dei typikà e le Beatitudini (Makarismì) con i quali vengono cantati i seguenti tropari Anastasimi delle Beatitudini.

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Innalzato in croce, fiaccasti il potere della morte e come Dio cancellasti lo scritto della nostra condanna, o Signore: concedi anche a noi la conversione del ladrone, o unico amico degli uomini, poiché con fede ti veneriamo, o Cristo nostro Dio e a te diciamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Sulla croce stracciasti con la lancia il decreto della nostra condanna e, annoverato fra i morti, legasti il tiranno di laggiù, liberando tutti dai lacci dell’ade con la tua risurrezione, per cui fummo illuminati, Signore, amico degli uomini e a te gridiamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Tu che fosti crocifisso e risorgesti per la tua potenza dalla tomba al terzo giorno e rialzasti il primo uomo Adamo, o solo Immortale, degnati, Signore, di far tornare pure me a conversione, perché con tutto il mio cuore e con calda fede sempre io gridi a te: Ricordati di me, o Salvatore, nel tuo regno.

Per noi l’Impassibile divenne uomo passibile e venne messo nel sepolcro e risorto risuscitò con sé noi; per questo glorifichiamo con la croce la passione e la risurrezione, per le quali fummo plasmati, per le quali pure siamo salvati, gridando: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Il risorto dai morti, che spogliò l’Ade della sua potenza e apparve alle donne e salutò le mirofore, supplichiamo o fedeli, perché liberi dalla corruzione le nostre anime, ripetendogli sempre l’esclamazione del buon ladrone: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Gloria.

Tutti noi fedeli preghiamo di poter concordemente glorificare in modo degno il Padre, il Figlio e il santo Spirito, unità della Divinità che sussiste in tre ipòstasi, inconfusa, semplice, indivisa e inavvicinabile, per cui fummo redenti dal fuoco del castigo.

E ora. Theotokìon.

La Madre tua, Cristo, che nella carne verginalmente ti partorì e dopo il parto rimase davvero vergine incorrotta, la presentiamo a te per intercedere, o Sovrano di molta misericordia; perché tu ci conceda la remissione delle colpe continuamente ti gridiamo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E quindi il resto della Divina Liturgia.

Continua a leggere

Modo IV – Lunedì – Vespero

Periodo Del Tono 4 Domenica Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà.

Tono 4. Come generoso fra i martiri.

Vieni, infelice, gettati davanti a Dio, gridando con lacrime ardenti: Ho peccato. Anima tutta abbietta, renditi propizio il giudice prima della fine e grida a lui di cuore: Non respingere, mio Dio, i miei gemiti, non disprezzare la contrizione del mio cuore, Signore misericordiosissimo.

Facendomi guerra notte e giorno, il perfidissimo nemico non cessa di adescarmi e mi attira a mia perdizione verso i precipizi del male; ma tu, che solo sei buono, liberami dalla sua tirannide e da ogni specie di necessità, o mio Gesù più che buono e salvami da multiformi castighi.

Sono divenuto abitazione di pensieri che mi affliggono e mi allontanano da te, Sovrano, ho trasgredito i tuoi precetti non facendo la tua volontà, ma tu, Signore, compiàciti di abitare in me per la tua grande compassione e insegnami a fare la tua volontà come buono e filantropo.

Stichirà degli incorporei, uguale.

Hai disposto le schiere degli angeli e gli ordini divini come ricettacoli della tua luce divina, come suoi augustissimi vasi, come contemplatori della tua gloria, assistenti del tuo trono, esecutori forti e potenti della tua parola e ardenti operatori dei tuoi comandamenti, o filantropo.

Volendo manifestare il mare della tua bontà, essendo buono e senza principio, con cenno onnipotente creasti dapprima con divino comando i cori degli angeli e le loro schiere delle potenze affinché realmente diffondano abbondantemente il bene e i tuoi doni sovrabbondino, o Sovrano.

I serafini dalle sei alati, i cherubini dagli innumerevoli occhi, i troni elevati stanno presso di te comunicando direttamente al tuo splendore luminoso; dominazioni, principati, virtù, arcangeli e angeli con le divine potenze celebrano, o Onnipotente, la tua gloria supplicandoti per noi.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Come intercessione insonne e costante supplica presso il Signore, purissima, smorza le tentazioni, calma le onde della mia povera anima e consola il mio cuore afflitto, ti supplico, Vergine e riempi di grazia il mio intelletto affinché degnamente ti glorifichi.

Apòsticha catanittici.

Vorrei cancellare con le lacrime l’attestazione scritta delle mie colpe, Signore e piacerti con la conversione per il resto della mia vita; ma il nemico mi seduce e fa guerra alla mia anima: salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Chi accorrendo nella tempesta a questo porto non si salva? O chi, nel dolore, se trova questo luogo di cura non riceve assistenza? Creatore di tutti e medico dei malati, salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Martyrikòn. Tu che sei glorificato nelle memorie dei tuoi santi, o Cristo Dio, supplicato da loro, fa’ scendere su di noi la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Salve, nube della luce; salve, candelabro luminoso; salve, urna della manna; salve, verga di Aronne; salve, roveto incombusto; salve, lampada; salve, trono; salve, monte santo; salve, paradiso; salve, mensa divina; salve, mistica porta; salve, speranza di tutti.

Continua a leggere

Modo IV – Lunedì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Lunedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata catanittici. Tono 4.

Visita, Signore, la mia anima misera che ha consumato tutta la vita nei peccati: accogli e salva anche me come la prostituta.

Attraversando l’oceano della vita presente, considero l’abisso dei miei molti mali e non avendo la ragione che mi guida, grido con le parole di Pietro: Salvami, o Cristo Dio, salvami perché sei filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tremendo è il mistero e inaudito il prodigio: come ha potuto la Vergine portare te, Creatore dell’universo e come, dopo il parto, permane vergine ed integra? Tu, da lei partorito, conferma la fede, placa le nazioni, da’ pace al mondo, o Dio, perché sei filantropo.

Dopo la seconda sticologia,

altri Kathìsmata. Presto intervieni.

Solleciti entriamo insieme nel talamo di Cristo e ascoltiamo tutti la sua voce beata, la voce del nostro Dio: Venite, voi che amate la gloria celeste; fatti compagni delle vergini sagge, fate risplendere le vostre lampade con la fede.

Stupì Giuseppe.

Considera, o anima, come ci presenteremo al giudice: in quell’ora terribile verranno collocati tremendi troni e saranno poste sotto accusa le azioni degli uomini; ed ecco, allora, il giudice inesorabile: davanti al suo tribunale scorre fuoco, come selvaggio mare rintronante, per ricoprire chi avrà peccato. Considera tutto questo, anima mia e correggi le tue opere.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Tu che propriamente e realmente sei Madre di Dio e che con famigliarità di madre intercedi presso il Figlio tuo e Dio nostro, custodisci con cura speciale il gregge che accorre sotto la tua protezione, che in te ha la sua forza, che corre a rifugiarsi in te, porto, baluardo, unica avvocata del genere umano.

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata. Presto intervieni

I cori degli incorporei, o Trinità più che divina, con bocche immateriali senza sosta ti cantano e con timore ti assistono, o trisipostatica natura, acclamando: Santo! Per le loro preghiere, abbi dunque pietà dell’opera delle tue mani, o solo filantropo.

Martyrikòn. Oggi gli eserciti degli angeli sono qui convenuti nella memoria dei vittoriosi, per illuminare le menti dei fedeli e rischiarare tutta la terra con la grazia: supplicato da loro, o Dio, donaci la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon.

A colei che era stata allevata nel tempio, nel santo dei santi, che era rivestita di fede e sapienza e verginità irreprensibile, il principe angelico Gabriele presentava dal cielo il saluto con l’invito ‘Salve’: Salve, benedetta, salve, piena di gloria, il Signore è con te.

Canone catanittico. Acròstico senza Theotokìa: Salvami, Salvatore, come un tempo il dissoluto. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Tu che, generato dalla Vergine, sommergesti gli ufficiali superiori, ti supplico, sommergi la trirema dell’anima nell’abisso dell’impassibilità, affinché nella mortificazione del corpo col timpano a te canti un inno di vittoria.

Gesù mio Salvatore, tu che un tempo hai salvato il dissoluto, accolto il pianto della prostituta e giustificato il pubblicano che sospirava, nonostante la moltitudine dei miei peccati, accoglimi convertito e salvami.

La fornace del male consuma la mia anima come uno sterpo facendo di me combustibile della fiamma eterna; Signore longanime, con la rugiada della tua compassione estìnguila donandomi lacrime di pentimento.

Martyrikà. In piena lucidità il coro degli atleti con sapienza vanificò i folli decreti e l’arroganza degli empi: perciò sono stati ricompensati nei cieli.

Disprezzando tutti i piaceri del mondo otteneste in cambio, o atleti, l’altra vita; da ogni insidia di quaggiù liberate noi, che puramente vi diciamo beati.

Theotokìon. Lampada luminosissima del sole di gloria, rianima la fiaccola della mia anima sempre soffocata dalla mia accidia; versa in me, o santissima, l’olio delle buone opere perché ti glorifichi con fede e affetto.

Canone degli incorporei. Acròstico: Quarta ode degli intelletti incorporei.

Stesso Irmòs.

Stando come intelletti puri alla presenza del primo e grande Intelletto e rifulgendo di divino splendore, con la vostra luce, gloriosissimi angeli, illuminate la mia anima che canta il Verbo causa di tutto.

Gloriosi arcangeli, che senza sosta venerate Dio riflettendo la sua bellezza, circondandolo concordi, inneggiate al Creatore con canti di vittoria.

Theotokìon. Tu che sola accogliesti in grembo il Verbo sempre glorificato dagli angeli in cielo, rischiara la mia anima, sciogliendo la fosca mentalità del peccato e illumina con la conoscenza dello Spirito.

Ode 3. Irmòs.

Dall’alto dei cieli discendesti sulla terra di tuo volere, tu che precedi ogni inizio e dalle profondità dell’ade rialzasti l’umile natura mortale poiché non c’è santo all’infuori di te, filantropo.

Le tenebre delle passioni mi circondano nella notte della vita; Cristo nostro Dio, luce senza tramonto, rischiarami con il chiarore della penitenza, filantropo e salvami perché possa celebrarti.

Mostrami partecipe degli eletti, Cristo Salvatore, allontanandomi da sorti avverse e purificandomi con lacrime e misericordia, affinché giustamente ti inneggi in ogni tempo.

Martyrikà. Realmente i vostri piedi s’imporporarono nel vostro sangue e vi condussero più rapidamente al cielo, lasciando la terra e i suoi peccati, o martiri, imitatori delle divine potenze.

I vostri corpi straziati si sciolsero per le torture, o atleti di Cristo, mentre il vigore dell’anima resisteva unito indissolubilmente con la volontà all’amore del Creatore di tutto.

Theotokìon. O Maria, tu che sei Sovrana dell’universo, avendo generato il Signore, libera e illumina il mio intelletto soggiogato da passioni e annerito da malizia.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

O inneggiato dai cori sovramondani, assimila divinamente le loro schiere e le classi dei fedeli, o Verbo: non c’è infatti santo all’infuori di te, filantropo.

O divini arcangeli, che vivete nella perfetta armonia dell’amore ardente con la prima fonte a cui servite, con le vostre voci mai silenti, cantate l’unica essenza della divinità senza principio.

Theotokìon. Di Eva un tempo sciogliesti con gloria sciogliesti la maledizione concependo, o Madre pura, il Cristo che incorona tutti di benedizioni: non c’è infatti aiuto all’infuori di te, purissima.

Ode 4. Irmòs.

Colui che siede nella gloria sul trono della divinità, Gesù, Dio trascendente ogni pensiero, venne su nube leggera con la sua forza immacolata e salvò quanti acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Come a giustissimo giudice ora mi getto davanti a te, Signore: pietà di me, giudicato e condannato e liberami dalla tua giusta sentenza e fammi degno di stare tra gli eletti.

Sana me, caduto e ferito da ladri feroci, o Cristo filantropo, versando olio e vino di penitenza e coprendomi con la veste salvifica.

Martyrikà. Indossaste la veste salvifica dall’alto, mentre i vostri corpi venivano spogliati, o illustrissimi martiri e spogliaste colui che un tempo spogliò i progenitori, lasciandolo cadavere esanime.

Davanti agli empi, o martiri, argomentavate il Verbo di Dio, adorni della scienza della pietà; svergognaste tutti i saggi e i retori iniqui e uccideste il nemico.

Theotokìon. Come pioggia scese su di te Gesù, abisso di sapienza, trovando pura solo te, Madre di Dio Vergine e inaridì i torrenti tremendi del peccato con la grazia divina.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Con forza inconcepibile, Verbo di Dio sovrasostanziale, hai tratto dal non essere gli intelletti celesti e con la tua ineffabile gloria abbellisti coloro che acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Guidate dallo Spirito, le potenze superne divinamente illuminate, ereditarono la condizione infallibile, venerando in tutto l’universale signoria dell’unico Dio.

Resi degni di contemplare la bellezza del tuo volto e ricevendo i bagliori di là provenienti, i tuoi luminosissimi ministri a te acclamano: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Theotokìon. Sta ora davanti al Re Figlio la Vergine regina, adorna di vesti d’oro, colei che è superiore agli angeli acclamanti: Gloria, o Cristo, alla tua potenza.

Ode 5. Irmòs.

Ora sorgerò, disse profeticamente Dio, ora mi innalzerò, ora sarò glorificato, assumendo la natura caduta dalla Vergine ed elevandola alla luce prodigiosa della mia divinità.

Come comparirò davanti a te, giudice di tutti e Dio e sarò giudicato per tutte le mie colpe che stoltamente ho commesso volontariamente, corrompendo tutto me stesso?

Salvami, Signore, perché ho commesso molti mali; risana, Sovrano, i miei peccati e i miei errori volontari e non venire in giudizio contro di me, mio Gesù, perché contro di te ho molto peccato.

Martyrikà. Una fine beata trovarono sapientemente gli atleti: ottennero gloria glorificando Cristo nelle proprie membra, scegliendo di unirsi all’arbitro con torture e supplizi.

Gioia celeste, corona incorruttibile, luce senza sera e la dimora non manufatta che mai crollerà beatamente ereditaste, o divini atleti, illustri martiri di Cristo.

Theotokìon. Di te voci profetiche dissero meraviglie, chiamandoti monte e porta e lampada luminosa da cui lo splendore davvero meraviglioso rischiara tutto il mondo, o pura e incontaminata.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Con tremore glorificano i cherubini e i serafini, i troni, gli arcangeli e le signorie, le potenze e i principati e le dominazioni con gli angeli l’onore della divinità una e trina.

Si rivelarono luminosamente rifulgendo, o Cristo, gli angeli predicando la tua risurrezione alle beate donne e atterrendo l’intelletto dei tuoi nemici con i raggi della tua divinità.

Theotokìon. Custodisci ora con arcangeli custodi la tua Chiesa che ti glorifica con voci ortodosse, tu che sei nato ineffabilmente da una Vergine strappasti dalla corruzione i mortali.

Ode 6. Irmòs.

Sono giunto alle profondità del mare e mi ha sommerso il diluvio di molti peccati, ma tu, come Dio, trai dalla corruzione la mia vita, misericordiosissimo.

Giaccio morto senza conoscenza e privo di sensi con la coscienza sempre sporca; o Dio, mio creatore, non mandarmi in perdizione per sempre.

Le mie azioni sono vicine al tuo giudizio e come nemici mi accusano, o compassionevole: da esse presto liberami, o Cristo, guidandomi alla penitenza.

Martyrikà. La folla degli iniqui stritolò le ossa degli atleti, ma non spezzò la loro fede; per essa si rivelarono eredi di Dio, Salvatore delle nostre anime.

Come pietre preziose sulla pietra della speranza irremovibile si edificarono gli atleti e come templi dello Spirito santo dimorarono nel tempio di Dio.

Theotokìon. Il mio cuore annerito da oscure tentazioni di peccato, divina sposa, con la tua illuminazione rischiara, tu che concepisti il Sole.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Voi che attorniate il Sovrano e puramente gioite dello splendore della luce iniziale, o schiere angeliche, illuminate quanti con fede vi cantano.

Con la tua sapienza, come Sovrano, plasmasti cori angelici, signorie potenze e serafini e rivelasti eternamente quanti ti danno culto.

Theotokìon. O Cristo, che nella tua provvidenza riposi come Dio su troni elevati, sorvegliando tutto, come bimbo fosti portato in braccio da una Vergine.

Ode 7. Irmòs.

I tre giovani a Babilonia, considerando folle l’ordine del tiranno, gridavano in mezzo al fuoco: Benedetto sei tu, o Dio dei nostri padri.

A chi ti paragonerò, misera anima? Ahimè, tu desideri il male e non cerchi il bene; prima della fine, dunque, affrettati a mostrare buona condotta.

Dammi piogge di lacrime, o Cristo, per piangere amaramente i miei mali e non permettere che mi perda, io che più d’ogni uomo contro di te ho peccato.

Martyrikà. Portando nella carne la morte del Verbo morto, uccideste l’errore, vivete morendo con gloria e curate gli uccisi dalle passioni, o atleti.

Quale luogo non vi ha, ora, o martiri come luminari e torri? Quale regione non è illuminata dalle vostre lotte e dalle guarigioni che donate, o gloriosi?

Theotokìon. Tu sola dopo il parto rimani splendida di bellezza verginale, o Sovrana, tu sola superi la maternità: generasti infatti Dio, redentore delle nostre anime.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Avendo come testimoni spirituali delle azioni gli angeli, viviamo con purezza gridando: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Purificato dal carbone, il divino profeta Isaia vede i serafini che stanno presso il tuo trono e grida: Benedetto sei tu, Signore, Dio dei nostri padri.

Theotokìon. Schiere di incorporei superasti sapientemente, o Vergine, generando il Creatore e Signore di tutti. Benedetto, o purissima, il frutto del tuo grembo.

Ode 8. Irmòs.

Redentore di tutti, Onnipotente, scendendo refrigerasti i pii in mezzo alla fiamma e insegnasti a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Mi sono rivelato uguale alle bestie, sottomettendomi alla passioni degli animali: o Verbo di Dio senza principio, converti e salva me, che grido: benedite e inneggiate al Signore.

Come vigna coltivata dalle passioni il malvagio vendemmiatore mi ha vendemmiato: degnati di salvarmi e rendi infine fertile di virtù la mia anima.

Martyrikà. Le vostre vesti si tinsero nel vostro sangue e ora, incoronati vincitori, state negli eccelsi presso il Re dei secoli, o martiri.

Il sacro corteo dei martiri annientò lo schieramento degli empi, poiché piuttosto che obbedire ai loro decreti lottarono e furono incoronati davanti al Re di tutti.

Theotokìon. Tutto il creato benedice tuo Figlio, che ci corona di benedizioni e ci libera dalla maledizione, Vergine benedetta e glorificata, colmando di grazie la stirpe umana.

Canone degli incorporei. Stesso irmòs.

Creando gli angeli, o vita immortale, li hai resi partecipi dell’immortalità, insegnando loro a cantare: Opere tutte, benedite e inneggiate al Signore.

Con le loro voci incessanti gli arcangeli formano attorno a te un coro spirituale, celebrando divinamente il Creatore e gridando: Benedite e inneggiate al Signore.

Theotokìon. Le immagini della Legge prefiguravano te, che concepisti Dio unendo allo spessore della carne l’Immortale per natura; noi benediciamo, o Vergine, il tuo parto.

Ode 9. Irmòs.

Col morbo della disubbidienza, Eva introdusse la maledizione, ma tu, Vergine Madre di Dio, col germoglio della tua concezione hai fatto fiorire nel mondo la benedizione. Per questo noi tutti ti magnifichiamo.

Ecco il tempo della conversione: perché indugiamo? Perché sprofondiamo nel sonno? Distogliamoci dalla noncuranza, approntiamo le nostre lampade, come sta scritto, con l’olio delle opere buone: perché non ci accada di restare fuori della porta, tra i lamenti.

Poiché è tempo di far penitenza, convertiti, anima mia dal male, da quanto commesso coscientemente o inconsciamente e grida a colui che tutto sa: Ho peccato, perdonami, Sovrano, non avere orrore di me indegno.

Martyrikà. Di fronte a tutti Cristo ha raccolto i santi lottatori da ogni città e regione in luoghi gloriosi, in un augusto riposo ed ora allietano esultanti la Chiesa dei primogeniti.

L’urna sacratissima dei tuoi santi martiri, straordinariamente rischiarata dai bagliori del divino Spirito, sprigiona la gioia delle guarigioni e seppellisce il danno delle malattie, o Signore, unico misericordiosissimo.

Theotokìon. Illumina la mia anima, o sposa di Dio, con i fulgori della luce che è in te; sollevami dalla fossa della perdizione in cui giaccio, abbattendo i nemici che sempre mi opprimono il cuore e mi spingono alle passioni.

Canone degli incorporei. Il divino, immacolato.

O angeli, che cantate il Genitore come intelletto e come colui da cui procedono il Figlio e lo Spirito, affrettatevi ora a trasmetterci con ardore le elargizioni della bontà divina.

Splendidamente adorni del dono e della grazia dell’incorruttela, gli arcangeli divini, cantando a te, o Cristo, fonte perenne di incorruttela, come benefattore ti magnificano.

Theotokìon. Noi fedeli ti riconosciamo, o Madre di Dio, talamo dell’ineffabile incarnazione, vivente sala nuziale e arca della legge della grazia: per questo, senza sosta ti magnifichiamo.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Sono pecora del tuo gregge razionale e mi rifugio in te, che sei il buon pastore: cercami, perché mi sonno smarrito, o Dio e abbi pietà di me.

Lavami con le lacrime, Salvatore, perché sono insozzato da molti peccati; perciò mi getto ai tuoi piedi: Ho peccato, abbi pietà di me, o Dio.

Martyrikòn. Chi non stupisce, santi martiri, vedendo la buona battaglia che affrontaste? Pur essendo in un corpo, infatti, sbaragliaste il nemico incorporeo, confessando Cristo, armati della croce. Giustamente dunque siete stati resi capaci di mettere in fuga i demoni e respingere i barbari, mentre senza sosta intercedete per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Custodisci da ogni sorta di pericoli i tuoi servi, o benedetta Madre di Dio, affinchè ti glorifichiamo come speranza delle nostre anime.

ALLA LITURGIA

Beatitudini (Makarismì)

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Più di tutti i mortali sulla terra ho peccato e temo l’inflessibile tribunale dell’aldilà, ma tu, sommamente buono, liberami dalla condanna e come filantropo dammi penitenza per lavare ogni mia colpa.

Cherubini e serafini, potestà, troni, arcangeli, potenze, virtù, angeli, principati eccelsi, che state presso il Sovrano, chiedete remissione delle colpe e correzione della vita per quanti con fede gridano: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Martyrikòn. Stando nel fuoco bruciaste i rovi dell’errore, o atleti di Cristo e nelle onde del vostro sangue annegaste il drago infernale e riportando vittoria vi siete uniti alle schiere superne, pregando con insistenza per le nostre anime.

Gloria.

O trisolare raggio, che fai apparire la pienezza del mondo, scaccia dalla mia anima le terribili passioni e manda la tua vivifica luce e il perdono dei peccati affinché a te gridi: Eterno Padre, Figlio e Spirito coregnanti, Trinità onnipotente, salvami.

E ora. Theotokìon.

Abbi compassione di me, che sempre cado in peccato, o pura e sono preso del tutto dalla pigrizia: migliorami con la penitenza dando compunzione alla mia anima insensibile, o speranza mai delusa di quanti con affetto t’inneggiano e gridano a Cristo: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

Continua a leggere

Modo IV – Martedì – Vespero

Periodo Del Tono 4 LUNEDÌ Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia despotikà catanittici.

Tono 4. Tu che sei stato chiamato.

Imitando la cananea, anima mia, aggrappati a Cristo e grida tante volte: Abbi pietà di me, o Sovrano; non ho una figlioletta indemoniata, ma una carne indisciplinata: scacciane, ti supplico, la febbre, placa i suoi sussulti sregolati e rendila morta con il tuo timore, per le suppliche di colei che in modo incontaminato ti concepì e partorì, o Cristo e per le suppliche di tutti i santi, o benefattore misericordiosissimo.

Ai niniviti d’un tempo che avevano peccato, mandasti Giona, o Cristo, a predicare; ed essi con il loro pentimento, mutarono lo sdegno in compassione, liberandosi dall’ira distruttrice. Anche a me indegno, filantropo, manda il tuo aiuto potente, perché mi converta dalle mie innumerevoli trasgressioni e sia condotto ai sentieri della penitenza e pianga, gemendo amaramente, per essere redento, per la tua misericordia, dalle mie molte colpe.

Tu che sei venuto nel mondo a salvare i peccatori, invitando al pentimento i mortali, Signore compassionevole, nella tua misericordia fammi grazia, nonostante più di tutti io ti abbia offeso; mostrami la via della penitenza e salvami per la tua bontà; dammi pensieri di compunzione, cuore umile, semplice, senza malizia e mite, o mio Salvatore per la tua grazia, come compassionevole.

Altri stichirà, del precursore. Hai dato come segno.

Illumina con la tua intercessione, beato Giovanni, la mia anima oscurata dalla malizia del serpente e conducila a camminare per i retti sentieri che conducono alla vita beata, ti scongiuro, perché, ottenuto ciò che chiedo, io, inutile tuo servo, ti glorifichi sempre con ardore, o mirabilissimo.

Tu che sei come il germoglio della sterile, venerato Precursore, con le tue preghiere rendi la mia anima, sterile di buone opere, fruttuosa davanti a Dio per la penitenza, affinché il tuo inutile servo, salvato, possa magnificarti per i tuoi prodigi e la tua fervida intercessione.

Giustissimo giudice filantropo, che scruti i cuori, Signore, che non ti ricordi dei nostri peccati, nell’ora del giudizio non svergognarmi, nonostante la mia iniquità, ma per le sante preghiere del Precursore, o Verbo di Dio, volgiti ora a me e salva me indegno, ti prego e supplico, o Gesù sommamente buono, Salvatore delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon uguale.

Sono divenuto un secondo Esaù, o purissima: più di tutti mi sono mostrato miserabile e passionale, io solo mi sono spogliato della virtù divina; chi non deplorerà la mia rovina, chi non piangerà la mia miseria? Perciò a te senza sosta grido: Ho peccato, Sovrana, ma tu salvami come un tempo tuo figlio salvò il dissoluto.

Apòsticha catanittici.

Vorrei cancellare con le lacrime il chirografo delle mie colpe, Signore e piacerti per il resto della mia vita con la penitenza; ma il nemico mi seduce e fa guerra alla mia anima: salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Chi accorrendo nella tempesta a questo porto non si salva? O chi, nel dolore, se trova questo luogo di cura non riceve assistenza? Creatore di tutti e medico dei malati, salvami, Signore, prima che mi perda del tutto.

Martyrikòn. Tu che accettasti la pazienza dei santi martiri, accetta anche da noi il canto degli inni, o filantropo, donandoci per le loro preghiere la grande misericordia.

Gloria. E ora. Theotokìon. Hai dato come segno.

Ti scongiuro, Vergine lodatissima, purissimo palazzo del Re: purifica il mio intelletto macchiato da tutte le colpe e rendilo gradita dimora della Trinità divinissima, affinchè io, tuo inutile servo, ottenendo salvezza, magnifichi il tuo potere e la tua immensa misericordia.

Continua a leggere

Modo IV – Martedì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Martedì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, Kathìsmata catanittici. Tono 4.

Visita, Signore, la mia anima misera, che ha consumato tutta la vita nei peccati: accogli e salva anche me come la prostituta.

Attraversando l’oceano della vita presente, considero l’abisso dei miei molti mali e non avendo la ragione che mi guida, grido con le parole di Pietro: Salvami, Cristo Dio, salvami perché sei filantropo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Sappiamo che da te s’incarnò Cristo nostro Dio Verbo del Padre, Vergine Madre di Dio, sola pura, sola benedetta; perciò con inni senza sosta ti magnifichiamo.

Dopo la seconda sticologia, altri Kathìsmata.

Considerando l’oceano delle mie molte colpe, non oso levare gli occhi a te e chiederne perdono: ma tu dammi compunzione perché io mi converta, Signore e salvami.

Stupì Giuseppe.

L’intelletto della mia anima infelice, oscurato dalla caligine di passioni e piaceri della vita, non perviene ad alcun pensiero di compunzione; ma tu, Salvatore, abbi pietà anche di me misero e dammi un pensiero di compunzione, perché prima della fine anch’io gridi, Signore, per la tua compassione: Cristo mio Salvatore, salva me indegno e disperato.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Ti magnifichiamo, Madre di Dio, acclamando: Salve nube della luce senza tramonto, tu che portasti in grembo il Signore stesso della gloria.

Dopo la terza sticologia,

altri Kathìsmata. Presto intervieni

La tortora amica del deserto, il sacro battista che predicò la penitenza e manifestò Cristo fatto uomo, è divenuto difensore di tutti i peccatori, soccorrendo in perpetuo quanti sono sbattuti dalla tempesta. Per le sue preghiere, o Cristo, salva il tuo mondo.

Martyrikòn. Armati della croce, i tuoi vittoriosi sconfissero le macchinazioni del nemico origine del male, o Cristo nostro Dio; rifulsero come astri guidando i mortali e concedono guarigioni a chi chiede con fede. Per le loro preghiere, o Cristo, salva le nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon, uguale.

Tu che sola generasti il Creatore di tutto, tu che sola ornasti l’umanità con il tuo parto, o illibata, strappami ai lacci del fraudolento Beliar: stabiliscimi sulla roccia dei voleri di Cristo, implorando con fervore colui a cui desti un corpo.

Canone catanittico. Acròstico senza gli irmì: Lavami con lacrime purificanti, o Verbo. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Colui che calpestò l’Egitto e annegò il faraone tiranno nell’abisso, salvò dalla schiavitù il popolo, che come Mosè canta un inno di vittoria, poiché si è glorificato.

O Signore non rimproverarmi in pubblico per aver commesso atti malvagi in segreto, non espormi allo scherno dinanzi a tutti, ma fammi risplendere di pura penitenza, o Redentore e salvami.

Accumulo peccati su peccati da dissoluto, o Sovrano e non sento mai il tuo timore, Signore: ma tu prima della fine salvami e abbi misericordia.

Martyrikà. Protetti dallo scudo della pietà e impugnando l’arma della croce come spada, siete venuti a combattere il nemico, o gloriosi, gettandolo a terra.

I divini martiri non temevano leoni assetati di sangue, né spade taglienti, ne’ ribollire di fornaci, né stridore di artigli, né percosse, né dolorose torture.

Theotokìon. Con inni onoriamo la Vergine Maria, pura dimora, arca e mensa, monte da cui fu intagliata non da mano umana la pietra, il Signore di tutto.

Canone del precursore. Acròstico: Intono un’ode composta bene con affetto per te, beato. Giuseppe.

Irmòs. Colui che è nato dalla Vergine.

Come grande stella che precede il sole hai irradiato luce sul mondo coi tuoi raggi, o Battista; perciò ti supplico: illumina il mio cuore, accecato dal buio terribile di innumerevoli colpe.

Con la tua nascita, o beato, sciogliesti le catene della sterilità, perciò ti chiedo di rendere fruttuosa di virtù con le tue preghiere la mia anima, sterile per le passioni.

Con la potenza di Elia preparasti la strada al Redentore, o precursore; dirigi verso di lui i moti della mia anima, venerato Battista, rimuovendo con le tue preghiere ogni pietra e ostacolo di passione.

Theotokìon. Nube di luce, con i tuoi radiosi riflessi disperdi le tante nuvole dannose dalla mia anima, affinché veda i raggi di colui che spuntò da te e con la luce riceva infine la luce senza tramonto.

Ode 3 Irmòs.

O Signore che creasti tuono e vento, rinsaldami affinché canti sinceramente le tue lodi e compia il tuo volere, perché non c’è santo all’infuori di te, nostro Dio.

Hai ridato la vista ai ciechi: dà luce ai miei occhi, rabbuiati dai piaceri e preoccupazioni della vita, perché non incontrino in alcun modo il tuo giudizio.

Ravvediti, è tempo di tornare al tuo discernimento, anima mia, dopo le azioni malvagie che hai commesso e con timore implora il Sovrano Redentore: Aprimi le porte della penitenza, o Cristo.

Martyrikà. Beliar, che prima si gloriava, viene sconfitto dalle battaglie divine degli apostoli e calpestato dai loro piedi appare come un’inutile cadavere.

La schiera dei santi martiri con forza divina sconfisse e annientò del tutto miriadi di etiopi spirituali, ottenendo la gloria.

Theotokìon. Dissolvesti le afflizioni dei nostri progenitori, santissima Madre di Dio, generando la gioia, il vivificante Redentore; chiedigli con insistenza di salvare le nostre anime.

Canone del precursore. L’arco dei potenti.

Ogni virtù praticasti, ogni peccato odiasti di tutto cuore e mostravi agli uomini, beato precursore, la via della penitenza.

Ti rivelasti come il più grande, o precursore del Verbo incarnato, perciò ti supplico: liberami dalle passioni irrazionali guidandomi alla penitenza.

Mentre eri ancora nel corpo mostravi la vita delle potenze incorporee, o Precursore: con la tua preghiera rendi tuoi imitatori noi che ti preghiamo.

Theotokìon. Con la tua preghiera, Madre Vergine, il mondo, infruttuoso per la trasgressione, ha trovato misericordia; perciò con inni di lode ti proclama beata.

Ode 4. Irmòs.

Ho udito il tuo annunzio, o Dio e ho avuto paura, ho compreso le tue opere, disse il profeta e ho glorificato il tuo potere.

Privo d’ogni virtù e rivestito di cattiveria, come vedi, sono pieno di vergogna; Gesù filantropo, rendimi radioso con vesti di divina modestia.

Navigando nel mare del mondo con indolenza, o Verbo, sono naufragato nei piaceri del corpo: dirigimi verso il porto della penitenza.

Martyrikà. I nobili martiri realmente purificarono la corruzione del peccato con il sale del coraggio divino e ottennero la salvezza per tutti.

Rotolando sulla terra come pietre, d’improvviso gli atleti si schiantarono contro le roccaforti dell’errore; per la loro intercessione, Signore, salvaci.

Theotokìon. In ogni tempo, in ogni luogo ti supplico, o mia salvezza: non disprezzarmi, o purissima Genitrice del Dio, mio Redentore e Salvatore.

Canone del precursore.

Per amore, o compassionevole.

Sapendo che sei come la tortora che annunzia al mondo la primavera della verità, con parole davvero sincere ti diciamo beato, onorato precursore.

Come mediatore tra vecchio e nuovo testamento, con la tua intercessione rinnovami tutto, perché sono schiacciato dalle astuzie dell’ingannatore, o Battista.

Nel deserto dimoravi irreprensibile: con la tua divina intercessione rinnova la mia mente, diventata un deserto per ogni tipo di trasgressione, o Battista.

Theotokìon. Tuo figlio si è fatto conoscere come nostro perdono e redenzione: imploralo di salvare quanti con compunzione dell’anima ti dicono beato.

Ode 5. Irmòs.

Fa’ sorgere per me, Signore, la luce dei tuoi precetti, poiché il mio spirito per te veglia all’alba e inneggia, o Cristo; sei tu infatti il mio Dio e mi sono rifugiato in te, Re della pace.

Mentre con indolenza termino il percorso della vita mortale e vengo oscurato ogni giorno dagli inganni dell’ingannatore, abbi pietà di me, Gesù e guidami alla luce della penitenza e della vita.

Il mio cuore, esaltato dagli inganni del serpente, ora precipita in un profondo baratro: o Gesù, riparo dei caduti, riportami indietro, salvami per tua grande misericordia.

Martyrikà. Con le gocce del tuo sangue hai spento la fornace dell’errore politeista, benedicendo gli atleti del Salvatore e con onde di guarigione hai messo fine al bruciare delle passioni.

Stando in tribunale foste condannati ai flagelli e alla decapitazione e pur subendo una moltitudine di aspre punizioni, siete rimasti indomiti grazie alla divina ispirazione.

Theotokìon. Rendi la scintilla della tua misericordia un’alba per me nel buio delle mie colpe, Sovrana Vergine e guidami alla luce della penitenza, o pura, perché con fede t’inneggi.

Canone del precursore. La tua illuminazione.

O amico del deserto, col conforto delle tue preghiere permettimi di bruciare con le braci del deserto, gli assalti delle passioni, al sicuro dai loro danni.

La divina mano destra del Padre viene battezzata dalla tua santa mano destra e ci salva per le tue intercessioni da ogni colpa.

Tutto il mondo possiede te, Precursore, come rifugio, sicura protezione e grande muraglia: liberaci con le tue intercessioni, da disastri spaventosi.

Theotokìon. Dio ti ha amato, Vergine pura, bellezza di Giacobbe, Dio che abbellisce grazie a te tutti quelli che furono ottenebrati dal peccato originale.

Ode 6. Irmòs.

Nel mare della vita sono disceso negli abissi per le mie azioni, ma come Giona dal ventre della balena, così a te grido: riconducimi, ti prego, dall’abisso dei mali, o Figlio e Verbo di Dio.

Me misero, ho avvilito la mia anima nel torpore dell’indifferenza e sono stato trascinato giù dal sonno del peccato: conducimi alla luce della penitenza, Signore e nella tua compassione salvami.

Come ho osato, povero me, allontanarmi dal Dio della benevolenza, come ho potuto ignorare il terribile giudizio universale, nel quale sarò giudicato? O mio Creatore, abbi pietà di me.

Martyrikà. Appariste realmente una lira che risuona un canto di salvezza e delizia i cuori dei fedeli e avete allontanato del tutto l’ebbrezza dell’errore, o atleti.

Superando i limiti dell’umano, martiri di Cristo, con il vostro impulso divino verso il Creatore, sopportavate con gioia le pene delle torture come in corpi estranei.

Theotokìon. Vergine santissima, protezione di tutti i fedeli, accori, scampami dalla minaccia e dalla tenebra del terribile giudizio nell’ora dell’esame, affinchè con fede sempre t’inneggi.

Canone del precursore. Sei giunto alle profondità.

Battezzasti nelle onde del Giordano il Sovrano, che ha tolto i peccati dell’umanità: non smettere di supplicarlo di aver pietà delle nostre anime, o Precursore.

Ti rivelasti araldo della penitenza, o Precursore; trattieni in essa la mia anima, rovinata dai danni del peccato e incapace di risorgere.

Preparasti in deserti inaccessibili la venuta del Verbo alle anime, o beato: perciò con voci mai silenti tutta la Chiesa ti proclama beato.

Theotokìon. Le immagini della Legge hanno chiarificato la tua tremenda gravidanza, divina sposa: contemplandone ora il compimento, o Sovrana, degnamente te ti glorifichiamo.

Ode 7. Irmòs.

I figli di Abramo, non venerando l’immagine d’oro furono provati come l’oro nel crogiuolo; nella fornace di fuoco, infatti, come in un talamo splendente danzavano gridando: Benedetto sei tu, Dio dei nostri padri.

Come compassionevole, o Cristo, apparisti infante appena nato per redimere il mondo dall’antica condanna; perciò ti invoco: rinnova me, invecchiato per molti peccati, o Salvatore e salvami mentre a te grido: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Salvasti un tempo Manasse pentito, hai avuto pietà della prostituta che piangeva, con una parola giustificasti il ladro: accetta anche me, che ho commesso molti gravi peccati, o Salvatore e salva me, che a te grido: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Martyrikà. Mentre il tremendo naufragio del politeismo tratteneva l’ecumène, gli atleti, avendo la nave della pietà, con la guida di Cristo approdarono al porto della vita, gridando: Benedetto il Dio dei nostri padri.

Scintillando come l’oro nel crogiuolo, gli atleti furono provati da molte torture, mostrando gli illustri segni della passione di Cristo, perciò ora sono depositati come tesori nella dimora celeste del tutto incorruttibile.

Theotokìon. Purissima e incontaminata Sovrana, prega il Dio, Salvatore, Redentore e Sovrano, che generasti affinché otteniamo la liberazione dai pericoli e il perdono dei molti peccati e inneggiamo alla sua compassione oltre ogni comprensione.

Canone del Precursore. I figli di Abramo.

Apparisti come il maggiore tra tutti i nati da donna, profeta di Dio: con la tua grande intercessione libera me, che ho molto peccato, dalla grande fiamma affinchè ti proclami beato.

Sembro un fico sterile pronto al taglio; migliorami con la tua mediazione e rendimi fruttuoso affinchè ti proclami beato, o precursore del Salvatore.

Con la tua incessante preghiera, Giovanni precursore del Redentore di tutti, seda ogni pericolo del nemico, che aggredisce tutti quelli che ricorrono a te con fede.

Theotokìon. Custodisci dagli attacchi malvagi, da rapimento e schiavitù del seduttore, o Vergine, i tuoi servi che con l’anima e la bocca sempre di glorificano.

Ode 8. Irmòs.

Nella fiamma ardente ti stanno attorno cherubini e serafini, Signore e tutto il creato ti canta un dolce inno di lode: Inneggiate, benedite ed esaltate Cristo, unico demiurgo per tutti i secoli.

Non mi sono fermato per timor tuo, non ho ascoltato i tuoi precetti, non ho mai fatto la tua volontà, che ne sarà di me, sventurato? Ma tu sei filantropo: abbi compassione di me, unico Salvatore e non scacciarmi.

O coltivatore dei beni, con la falce del tuo timore, strappa alla radice tutti i pensieri spinosi dalla mia anima sciagurata e col seme della penitenza, o Cristo, concedi ai tuoi germogli spighe di salvezza.

Martyrikà. Costretti dalle molte torture gli atleti furono condotti agli spazi aperti dalla grazia e chiusero le vie piene di tranelli dell’ingannatore e ora ci guidano per le strade di Dio con fede e amore.

Il seduttore venne fatto cadere e precipitò nell’abisso del vostro coraggio e della vostra grande fatica e mentre gli stolti cadono a terra, derisi da tutti, voi, martiri, venite insigniti di corone di vittoria.

Theotokìon. Il tuo grembo senza macchia si mostrò al mondo come frumento ammassato, che produce grano di vita sfamando tutti; perciò noi fedeli t’inneggiamo armoniosamente come causa di ogni bene.

Canone del Precursore. Redentore di tutto

Per la tua intercessione luminosa destami perché sono soggiogato dal sonno dell’indolenza e ottenebrato dalla nebbia della cattiveria e fammi camminare rettamente nel giorno della virtù.

Una tempesta di tentazioni mi assale e una bufera di passioni mi scuote: dammi la mano, guida la barca della mia anima sulla rotta della penitenza per le tue preghiere.

Nelle acque del fiume battezzasti colui che rimette i peccati del mondo: inaridisci l’abisso della mia malvagità con le onde delle tue intercessioni, beato precursore Giovanni.

Hai visto il santo Spirito, udito testimoniare la voce del Genitore di Gesù, mentre era battezzato in modo ineffabile da te, Precursore; supplicalo di salvarci.

Theotokìon. Come nostra fonte di rinnovamento, rinnova me, annientato dagli assalti del serpente, affinchè con fede e affetto ti proclami beta, o tutta piena di grazia, Vergine Madre di Dio.

Ode 9. Irmòs.

Ha operato potenza col suo braccio, perché ha abbattuto i potenti dai troni e innalzato gli umili, il Dio di Israele; così ci ha visitati il sole che sorge, l’Oriente dall’alto e ci ha diretti sulla via della pace.

Ecco, è aperto il mistico talamo: i prudenti approntano le lampade con l’olio delle virtù ed entrano radiosi. Deponi il sonno della noncuranza, o anima, per entrare con Cristo portando la tua lampada.

Come la prostituta stringo con l’anima i tuoi piedi e li lavo con lacrime, o Verbo e tu lavami, o Salvatore, dal fango delle passioni, dicendo ora anche a me: La tua fede ti ha salvato, affinchè canti la tua immensa compassione.

Martyrikà. Con cuore esultante e animo lieto, i martiri dimorano lassù, portando sempre, le ferite di Cristo come nobile ornamento e per noi chiedono pace, liberazione dalle sciagure e assoluzione dalle colpe.

Ogni luogo è santificato, o divini atleti, quando nelle sventure possiede le vostre reliquie, come Israele l’arca; ma esulta il cielo, con gli incorporei, perché possiede le vostre anime, o beati.

Theotokìon. O Vergine amica del bene, che generasti il Dio amico del bene, a te grido: Rendi buona la mia misera anima, paurosamente guastata dalle passioni e delle malvagie insidie dell’ingannatore, affinchè con fede ti canti come speranza di tutti.

Canone del precursore.

Col morbo della disubbidienza.

Mia forza e mio canto è il Cristo Signore: imploralo, beato precursore, di rafforzarmi contro le passioni e ogni assalto dello spirito maligno, per fare la volontà di Dio, affinché ti canti in un prospero cammino.

Ti rivelasti tortora leggiadra e rondine dal dolce canto, o divino precursore, primavera che manifesta Cristo Dio; imploralo dunque, ti prego, perché sia strappato alla tempesta che uccide le anime e ai flutti del peccato.

Sussultando nel seno materno, indicasti colui che rifulgeva dalla Vergine: pregalo di mortificare i sussulti della carne che mi uccidono e di colmare di gioia il mio cuore perché ti canti, o precursore divino.

Il giudizio sarà senza misericordia per quanti non usano misericordia, o anima: bada, sii attenta, prendi l’olio che può mantenere insonne la tua lampada; lo Sposo si avvicina, vigila a che il tuo proposito non sia spento.

Theotokìon. Tu che partoristi il Dio amico del bene, Madre di Dio amica del bene, chiedigli che io sia scampato da tutti i mali e che sia ferito al cuore dal suo amore, nell’odio di ogni voluttà carnale, affinchè ti canti, o lodatissima.

Apòsticha delle lodi, catanittici.

Sono pecora del tuo gregge razionale e mi rifugio in te, che sei il buon pastore: cercami, perché mi sono smarrito e abbi pietà di me, o Dio.

Mi avvolge la tormenta dei peccati, o Salvatore e non sostenendo la burrasca, mi getto ai tuoi piedi, unico pilota: tendi a me, come a Pietro, la mano della tua filantropia e salvami.

Martyrikòn. Diveniste consorti degli angeli, o santi martiri, predicando con coraggio Cristo nello stadio; abbandonaste infatti come inconsistenti tutte le cose piacevoli del mondo, tenendo salda come un’ancora la fede: perciò, respingendo l’inganno, fate sgorgare per i fedeli doni di guarigione. Pregate senza sosta per la salvezza delle nostre anime.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Madre di Dio, regina dell’universo, vanto degli ortodossi, confondi l’arroganza e il volto degli eretici che non venerano la tua venerabile icona, o purissima e non la onorano.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì)

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Tu che accettasti il pianto di Pietro e le lacrime della prostituta e hai avuto pietà del pubblicano che sospirava da solo, come compassionevole anche a me che mi getto ai tuoi piedi supplice dona il perdono delle colpe, Signore e liberami dalla geenna dell’aldilà, come compassionevole.

O sublime precursore, tu che sciogliesti i legami della sterilità, sciogli la sterilità della mia povera anima e beneficala perché porti opere virtuose per la tua intercessione opere virtuose con cui ottenga la vita senza fine acclamando a Cristo: Ricordati di me, Salvatore, nel tuo regno.

Martyrikà. Tormentati da pene, consegnati a belve feroci, crudelmente mutilati e gettati nell’abisso del mare, dati al fuoco e selvaggiamente dilaniati, non rinnegaste Dio: a lui senza sosta chiedete pace, illuminazione e grande misericordia.

Gloria.

Purificando l’intelletto alla Trinità tutti gridiamo: Padre, Figlio unigenito, Spirito santo e di uguale onore, custodisci i tuoi servi che con semplicità e affetto adorano il Regno in unica divinità e gloria acclamando: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E ora. Theotokìon.

Accogliesti in grembo il coeterno al Padre e coregnante col santo Spirito e oltre comprensione concepisti il Verbo divenuto uomo per beneficare l’umanità, Maria divina sposa, dimora spaziosa del nostro Dio; supplicalo con insistenza di salvare i tuoi servi.

Continua a leggere

Modo IV – Mercoledì – Vespero

Periodo Del Tono 4 Martedì Sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia stavròsima.

Tono 4. Hai dato come segno.

Quando un primo tempo mi creasti dalla terra, o filantropo, mi onorasti della tua immagine, gratificandomi del gaudio del paradiso. Quando poi, allettato dall’albero della conoscenza, sono caduto nella corruzione, di nuovo mi sollevasti, divenendo tu stesso mortale e subendo la crocifissione, o immortale, per infinita misericordia e grande condiscendenza.

Per infinita compassione, il mio Creatore e Signore, senza lasciare il Padre, è venuto come straniero sulla terra, annichilendo se stesso e assumendo dalla Vergine la forma dei servi, nella sua bontà, secondo il suo compiacimento; l’immortale patendo nella carne ha subito la crocifissione, dissolto la morte e salvato l’uomo.

Crocifisso, o Sovrano, come compassionevole con te crocifiggesti il peccato, annullando la maledizione con la trafittura dei chiodi e col fianco trafitto dalla lancia strappasti il chirografo del progenitore; celebro la tua passione, glorifico la tua risurrezione per cui vivificasti tutti i moribondi per le passioni.

Stichirà della Theotòkos, uguali.

Lava la sozzura del mio miserabile cuore, Madre di Dio lodatissima, purificalo da tutte le ferite e piaghe del peccato, o pura e frena l’instabilità del mio intelletto: affinchè io, misero e inutile servo tuo, salvandomi magnifichi il tuo potere e il grande soccorso ricevuto.

Muta in vigore e forza l’inconsistenza e fiacchezza della mia anima, purissima Madre Vergine, per eseguire e compiere con affetto e timore i decreti di Cristo affinché, sempre lieto, grazie a te fugga il fuoco divoratore e ottenga l’eredità celeste e la vita eterna.

La tremendissima tenebra della morte assale la mia anima, o divina sposa, il vociare dei demòni sempre mi atterrisce: con il tuo potere liberami dai loro preparativi, Vergine senza sposo e guidami al porto salvifico, nella luce senza sera dei santi.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon.

La Sovrana purissima, vedendo Cristo morto uccidere il maligno, diceva piangendo amaramente a colui che dalle sue viscere era uscito, meravigliandosi stupita per la sua magnanimità: Figlio mio dolcissimo, non dimenticare la tua serva, non far aspettare, filantropo, il mio desiderio.

Apòsticha stavròsima. Prosòmia.

Ci hai dato la tua croce come arma invincibile, o Cristo e con essa vinciamo le suggestioni dello straniero.

Poiché abbiamo sempre la tua croce che ci aiuta, o Cristo, calpestiamo agevolmente i lacci del nemico.

Martyrikòn. Poiché avete famigliarità col Salvatore, o santi, pregate senza sosta per noi peccatori, chiedendo la remissione delle colpe e per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Come generoso.

Vedendoti sulla croce, o agnello e pastore, l’agnella che ti partorì si lamentava e maternamente così ti parlava: Figlio amatissimo, questo ti rende il popolo ribelle, che ha goduto dei tuoi grandissimi prodigi. Sia dunque gloria alla tua ineffabile condiscendenza divina, o filantropo.

Continua a leggere

Modo IV – Mercoledì – Mattutino

Periodo Del Tono 4 Mercoledì al Mattutino

Dopo la prima sticologia, kathìsmata stavròsima. Tono 4.

Ci hai riscattati dalla maledizione della Legge col tuo sangue prezioso: inchiodato alla croce e trafitto dalla lancia hai fatto zampillare l’immortalità per gli uomini. Salvatore nostro, gloria a te.

Tu che volontariamente fosti innalzato sulla croce, Cristo Dio, abbi compassione del nuovo popolo chiamato col tuo nome; allieta nella tua potenza i nostri re fedeli, dando loro vittoria contro i nemici; trovino nella tua alleanza uno scudo di pace, un trofeo invincibile.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Stupì Giuseppe.

Stando presso la croce, l’agnella purissima, Madre dell’agnello e Redentore, faceva penosamente lamento e guardandolo diceva sbigottita: Che cos’è questo spettacolo nuovo e strano? Tu dunque, dolcissimo Figlio, sopporti volontariamente tutto questo? Subisci volontariamente la crocifissione e questa morte atroce? Glorifico, o Creatore, la tua condiscendenza oltre ragione.

Dopo la seconda sticologia, altri kathìsmata. Autòmelo.

Presto intervieni, prima che siam fatti schiavi dei nemici che bestemmiano te e minacciano noi, Cristo nostro Dio; annienta con la tua croce quanti ci fanno guerra: conoscano quanto può la fede ortodossa, per le preghiere della Madre di Dio, o unico filantropo.

Alla croce ti inchiodarono i giudei, o Salvatore; per essa ci hai chiamati di tra le genti un tempo, o Cristo nostro Dio; su di essa stendesti le palme secondo il tuo disegno e accettasti che il tuo fianco fosse trafitto dalla lancia per la tua grande compassione. O filantropo, gloria a te.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon uguale.

Quando la Madre tua senza sposo ti vide innalzato sulla croce, lamentandosi amaramente così parlava: Che cos’è questo spettacolo nuovo, strano e inaspettato? Come dunque un popolo iniquo configge alla croce te, unico datore di vita, mia dolcissima luce?

Dopo la terza sticologia, altri Kathìsmata.

Tu che volontariamente.

Dopo la tremenda caduta nel paradiso per l’amaro consiglio dell’omicida, sul Calvario mi rialzasti, o Cristo, riparando con l’albero la maledizione dell’albero, uccidendo il serpente che con l’inganno mi aveva ucciso e mi donasti la vita divina. Gloria alla tua divina crocifissione, Signore.

Martyrikòn. Rivestita come di porpora e bisso del sangue dei tuoi martiri nel mondo intero, la tua Chiesa tramite loro a te grida, o Cristo Dio: Fa’ scendere sul tuo popolo le tue compassioni, concedi agli abitanti della tua città la pace e dona alle nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora.

Stavrotheotokìon. Tu che volontariamente.

Vedendoti appeso alla croce, o potente, l’agnella Vergine, gemendo diceva tra le lacrime: Quale ineffabile condiscendenza è la tua, o Verbo! Come dunque il popolo condannato ha ora condannato te, Dio che verrai per giudicare tutti? Inneggio alla tua inesprimibile misericordia.

Canone stavròsimo. Acròstico senza theotokìa: La tua croce è arma di salvezza. Giuseppe.

Ode 1. Tono 4. Irmòs.

Quando l’antico Israele ebbe passato a piedi asciutti il rosso abisso del mare, Mosè, atteggiando a croce le mani, mise in rotta nel deserto le schiere di Amalek.

Tu che hai steso i cieli, Signore Gesù, chiaramente hai steso le mani sulla croce per abbracciare le genti da te lontane, come buono e compassionevole.

Con la tua croce proteggimi, o Cristo, perché non diventi preda del lupo che cerca di perdermi, o Verbo e ogni giorno mi prepara imboscate e agguati.

Martyrikà. Con i vostri dolori pene spezzaste la causa d’ogni male: ereditando la vita e la benevolenza, beatissimi martiri, lenite ogni pena fisica e spirituale.

Con catene infrangibili legaste l’industrioso diavolo, o sapienti: vi uniste a Cristo, che volentieri si lascia legare per dissolvere ogni errore, perciò vi diciamo beati.

Stavrotheotokìon. Dopo il concepimento, pura Vergine, conservasti la verginità, avendo concepito prodigiosamente colui che fu innalzato in croce: e noi fedeli a gran voce ti magnifichiamo.

Canone della santissima Theotòkos. Acròstico: Ode quarta alla fanciulla Theotòkos.

Stesso irmòs.

Tu che sei più pura di ogni creatura, o purissima, purifica con la tua pura preghiera, Genitrice di Dio, il mio cuore sporcato malamente da impure passioni.

Liberami da lacrime e gemiti che mi attendono nel giorno del giudizio, pura Vergine Madre, con le tue preghiere gradite a Dio, nostro Creatore.

Per il tuo ineffabile concepimento tu sola liberasti la stirpe umana dalla maledizione antica; per le tue preghiere, o Vergine, libera me, schiavo di passioni carnali.

Ode 3. Irmòs.

In te si rallegra, o Cristo, la tua Chiesa e grida: Tu sei mia forza, Signore, mio rifugio e mia saldezza.

Innalzato sulla croce, innalzasti i caduti nella corruzione e abbattesti il nemico, Cristo Sovrano, nostro Dio.

La spada del maligno fu spezzata quando fosti trafitto dalla lancia al fianco e il paradiso fu aperto per tutti, Verbo enipostàtico del Padre.

Martyrikà. Quali fiumi fiammeggianti, i martiri fermarono i fiumi dell’errore e spensero l’incendio del politeismo.

Crocifissi e colpiti sulla terra, o martiri di Cristo, uccideste con la spada della fermezza, il drago ostile.

Stavrotheotokìon. L’agnella pura, vedendoti crocifisso, amaramente piangeva celebrando la tua potenza, Sovrano.

Canone della Theotòkos. Non è la scienza.

Supplico te, Sovrana, superiore ai cherubini: dimostra superiore alle passioni del corpo il mio intelletto decaduto per la malizia del serpente.

Nel tremendo giorno del giudizio, quando il Signore verrà a giudicare i molti peccati che ho commesso, o Vergine, salvami dal castigo.

Per la tua compassione converti il mio comportamento spietato, o Cristo; per le suppliche di colei che ti concepì, salva me, spietato.

Ode 4. Irmòs.

Vedendo te, sole di giustizia, elevato sulla croce, la Chiesa stette al suo posto e a ragione acclamava: Gloria alla tua potenza, Signore.

Vedendoti volontariamente sospeso all’albero, sole di gloria, il sole si coprì di tenebra, le rocce si spezzarono e il velo si squarciò in due.

Alla tua crocifissione, Signore, mentre la lancia ti trafiggeva, per tuo ordine la spada sguainata fu distolta dal ladro alla tua destra inneggiante alla tua potenza.

Martyrikà. Protetti dall’arma della tua croce, i tuoi atleti, Signore, non furono colpiti dai dardi del malvagio, ma rovesciarono le mura instabili della mania idolatrica.

Come sacrifici puri e olocausti immolati, vi sacrificaste al Signore che per compassione s’impoverì, ricevendo ricompense per le vostre pene.

Stavrotheotokìon. Vedendo il tuo Signore sospeso all’albero della croce, il dolore lacerò l’anima di te, che nel tempo concepisti il senza tempo, che serbò inviolata la tua verginità.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Tu che sei divina dimora di colui che si svuotò per beneficare la propria creatura, o purissima, santifica la mia anima e illumina il mio pensiero.

Libera dal gorgo del male, con la tua intercessione rinsalda la mia anima trascinata nella bufera del male e nell’abisso delle passioni.

Palazzo animato del Re celeste, o Vergine, ora ti supplico, per le tue preghiere rivela dimora della Trinità me, divenuto spelonca di ladri.

Ode 5. Irmòs.

Tu, mio Signore, sei venuto nel mondo come luce, luce santa che converte dal cupo buio dell’ignoranza quanti ti cantano con fede.

Dal tuo fianco trafitto fai scorrere su me, Signore, i divini rigagnoli dell’immortalità per riparare la colpa commessa dal fianco del primo creato.

Trofeo contro i nemici è la tua croce, che donasti a noi, o Verbo, come salvezza delle anime per i tuoi cantori.

Martyrikà. Sebbene mortali, fulgidi martiri, raggiungeste gli angeli fiammeggianti subendo la fiamma dei tormenti.

Con i corpi spezzati da tanti supplizi, i martiri confermarono nelle loro anime l’incrollabile amore per il Creatore.

Stavrotheotokìon. L’unico buono incarnato in un grembo incorrotto, fu visto addirittura crocifisso per liberarci dalla corruzione.

Canone della Theotòkos.

Gli empi non vedranno.

Avendo concepito l’agnello di Dio, o agnella, vivifica la mia anima avvelenata dal morso del serpente e smarrita sul monte della trasgressione.

Per la tua fervida intercessione, Madre di Dio illustrissima, piamente smuovi al calore dell’amore di Dio la mia anima congelata dalla forza dei nemici.

Libera dalla vergogna delle passioni la mia povera anima e con la tua intercessione guida nella purezza la mia vita, o fanciulla, buona e pura fra le donne.

Ode 6. Irmòs.

A te offrirò sacrifici con voce di lode, Signore: così ti grida la Chiesa purificata dalla sozzura dei demòni, per il sangue dal tuo fianco misericordiosamente fluito.

Tu che superi ogni onore, sopporti l’infamia per liberarmi dal disonore e salvarmi con la tua croce, Signore filantropo.

Quando sulla croce deponesti la tua vita, uccidesti l’autore della nostra morte, coprendolo di vergogna; gloria alla tua potenza, Signore.

Martyrikà. Il malvagissimo che vi feriva con supplizi letali fu ferito e calpestato dai vostri piedi apparendo a tutti come ridicolo, o martiri.

Dalle vostre reliquie, o martiri, scorrono guarigioni; le vostre ceneri conservate nelle tombe sciolgono i demòni come polvere e curano svariate malattie fisiche.

Stavrotheotokìon. La Vergine piangendo gridava: una folla iniqua ti trafisse di chiodi e il mio cuore è straziato dalla spada del dolore, o mio Creatore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Il tuo parto divenne vincitore della morte, essendo vita e redenzione dei mortali, o Vergine; per questo ti supplico di rialzare la mia anima uccisa.

Affondo nell’oceano di questa vita, o filantropo; stendi la mano per salvarmi per le preghiere della Madre di Dio e delle innumerevoli potenze celesti.

O terra che producesti la spiga divina, non disprezzare la mia anima incolta, che si consuma nella fame delle cose divine, ma nutrimi con i divini carismi di tuo Figlio.

Ode 7. Irmòs.

Nella fornace persiana i giovani figli di Abramo, accesi piuttosto dall’amore per la pietà che dalla fiamma, acclamavano: Benedetto sei tu, Signore, nel tempio della tua gloria.

Ti lasciasti crocifiggere nudo, o unico immortale, che rivesti il cielo di nubi e rivesti di vergogna eterna colui che spogliò un tempo i progenitori.

Salisti sulla croce e Adamo caduto si rialzò: una lancia ti trafisse il fianco, o Sovrano e l’ostilissimo ricevette il colpo mortale. Benedetto il tuo potere, Signore.

Martyrikà. Splendidamente uniti allo splendido Verbo, legati e torturati, vi separaste da tutto il mondo, o atleti e legaste per sempre il nemico.

Le mura dell’errore con la leva divina della divina passione davvero abbatterono gli atleti e si rivelarono muro per i fedeli e difesa per i pii che li dicono beati.

Theotokìon. Cristo Dio, apparso come rugiada nella fornace, non bruciò affatto il tuo grembo, o fanciulla che contemplandolo appeso al legno, glorificavi la sua inesplicabile discesa.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

O monte divino da cui fu tagliata senza mano la pietra, che spezzò le stele diaboliche, scaccia, o fanciulla, dalla mia anima gli idoli e dal mio cuore la durezza pietrificante.

Non vacillasti accogliendo in grembo, o fanciulla, colui che, quando vuole, fa tremare la terra e tutto ciò che contiene; rafforza, dunque, il mio cuore, vacillante per gli assalti del nemico.

Il maligno mi ottenebra con l’onta dei piaceri; dissolvi, dunque, o Vergine, i miei pensieri carnali, ornandomi di virtù, o Madre di Dio, affinché diventi tutto spirituale.

Ode 8. Irmòs.

Stese le mani, Daniele chiuse le fauci dei leoni nella fossa; i fanciulli amanti della pietà, cinti di virtù, spensero il potere del fuoco, gridando: Benedite, opere tutte del Signore, il Signore.

Tu che stendesti le mani sulla croce, volendo sanare, o Sovrano Signore compassionevole, il peccato della mano avida, trafitto dai chiodi, allontani ogni pensiero del progenitore, che canta: opere tutte, benedite il Signore.

Fu stracciato il chirografo di Adamo, prima creatura, quando il tuo fianco fu trafitto; per lo scorrere del tuo sangue, Sovrano, l’universo è santificato, sempre acclamando con voci grate: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Martyrikà. Stando in mezzo al fuoco come refrigerati, non bruciavano gli illustrissimi martiri e cantavano in sinfonia mistica con i fanciulli l’ode realmente divina: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Portando sempre la fiamma del vostro amore, non cadeste nelle tenebre del castigo, ma per effetto della forza divina, o martiri, correvate alla luce senza tramonto, gridando senza sosta: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Stavrotheotokìon. Vedendo Cristo morto e ucciso il nemico che aveva ucciso i mortali, l’inneggiatissima Sovrana piangendo inneggiava al Sovrano e celebrando la sua magnanimità gridava: Opere tutte, inneggiate al Signore.

Canone della Theotòkos. Stesso irmòs.

Concepisti lo splendido frutto, gustando il quale la morte rovinò, perciò a te grido, o Sovrana: Vivifica me, ucciso malamente dal frutto del peccato, cantando: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Seda i moti passionali della mia mente con la tua insonne preghiera, Sovrana purissima e rialzami dal sonno della pigrizia per cantare con anima vigile: Benedite, opere tutte del Signore il Signore.

Anima misera, non avrai patrocinio dall’alto perché il gran numero delle opere cattive ti condanna; per questo convertiti e come collaboratore per il bene prendi la sola incontaminata, poiché è l’unico rifugio dei mortali.

Ode 9. Irmòs.

Da te, o Vergine, montagna non tagliata, fu staccato Cristo, pietra angolare non tagliata da mano d’uomo che congiunse le nature distinte: perciò, Madre di Dio, esultanti ti magnifichiamo.

Ecco, la Vita appesa alla croce è apparsa a tutti: il sole, non potendolo sopportare, sospende i suoi raggi, la terra si scuote e i pensieri si fissano nella pietà e nell’austerità.

Come può il popolo iniquo, o mio Gesù, condannare a morte di croce te, il legislatore, che sei la vita di tutti e il Signore e che con la passione concedi l’impassibilità a tutti i mortali?

Martyrikà. Con le vostre bocche teologhe predicaste con tutta sapienza l’incarnazione del Verbo in mezzo a nemici che vi maltrattavano, o illustri; lottando santamente lottato, foste coronati con le corone della vittoria.

Splendendo in pieno giorno come stelle, diffondete bagliori in tutto il creato col fulgore delle sacre lotte e con i divini splendori delle guarigioni e dileguate la profonda notte delle passioni, o martiri divini.

Stavrotheotokìon. Illumina, o pura, la mia anima oscurata dal peccato; disperdi le nubi dei miei vizi, o nube luminosa, che un giorno vedesti il sole oscurarsi, quando veniva crocifisso l’immortale.

Canone della Theotòkos. Stesso Irmòs.

Spezza i vincoli dei miei vizi con la divina lancia di tuo Figlio, libera la mia anima infelice, irretita e minacciata e legala all’amore del nostro Dio, o Vergine Madre.

Tu che sei più ampia dei cieli, conduci agli ampi spazi dell’impassibilità il mio cuore stretto da tanti assalti nemici, dandomi la forza di camminare sempre per la via stretta.

Perché io ti glorifichi, o Vergine veramente glorificata, liberami da ogni disonore del peccato e rendi partecipe della gloria celeste colui che si rifugia nella tua misericordia.

Apòsticha delle lodi, stavròsima.

La tua croce sia per noi baluardo, o Gesù, Salvatore nostro, perché noi credenti non abbiamo altra speranza che te, che su di essa fosti inchiodato nella carne e ci elargisci la grande misericordia.

Hai dato come segno per quanti ti temono, Signore, la tua croce preziosa, con cui sconfiggesti i principi e le potestà della tenebra e ci conducesti alla beatitudine antica: per questo glorifichiamo la tua economia d’amore per noi, Gesù onnipotente, Salvatore delle nostre anime.

Martyrikòn. Come possiamo dire la nostra ammirazione per le vostre lotte, santi martiri? Poiché rivestiti di corpo mortale respingeste i nemici incorporei; non vi spaventarono le minacce dei tiranni, non vi atterrirono gli assalti dei tormenti: ben degnamente, infatti, foste glorificati da Cristo e chiedete per le nostre anime la grande misericordia.

Gloria. E ora. Stavrotheotokìon. Come generoso.

Vedendoti steso sulla croce, confitto con i chiodi e col fianco trafitto dalla lancia, la Madre tua, facendo lamento diceva: Ahimè, Figlio amato! Come dunque il popolo iniquo ha messo a morte te, che dai la vita agli abitanti dell’ade? Ma tu affréttati a risorgere, per riempire di gioia quelli che hai amato.

Alla Liturgia

Beatitudini (Makarismì).

Per un legno Adamo fu espulso dal paradiso; per il legno della croce il ladrone abitò in paradiso; poiché l’uno gustandone disprezzò il comando del suo Creatore, l’altro crocifisso con lui, rese omaggio a Dio nascosto invocando: Ricordati di me nel tuo regno.

Inchiodato alla croce per grande bontà, Cristo, fosti trafitto al fianco, facendo sgorgare due rivi di remissione; la terra non sopportando vedere l’ardire fu si scosse, le pietre si spezzarono si spense il sole tremarono i monti e i colli per timore della tua potenza.

Correggendo, Cristo, la trasgressione dell’avida mano del progenitore tesa un tempo verso l’albero della conoscenza, stendesti volontariamente le mani e furono inchiodate, o longanime; tu che plasmasti l’uomo con la tua mano per smisurata benevolenza. Gloria alla tua compassione oltre comprensione, o Verbo.

Martyrikà. Trasformando la terra in cielo con gli eccelsi splendori delle buone lotte, con essi dileguaste la tenebra della vanità e presso la luce inaccessibile vi accampaste, divinizzati per partecipazione, irraggiando con lo splendore della conoscenza tutti quelli che giustamente vi dicono beati.

Gloria.

Onore, gloria e lode alla Trinità, causa di tutto, rendiamo con voci trisagie offrendo l’inno degli angeli. Acclamiamo al Padre senza principio, al Figlio e allo Spirito, cantando la frase del buon ladrone: Ricordati anche di noi nel tuo regno.

E ora. Stavrotheotokìon.

Vedendo, o pura, volontariamente crocifisso tuo Figlio e Dio, sconvolta piangevi dicendo: Dov’è la tua bellezza, Signore? Così ti ricambia dei beni un popolo ingrato? Gloria alla tua immensa benevolenza, o Verbo.

Continua a leggere

Modo IV – Giovedì – Vespero

PERIODO DEL TONO 4 Mercoledì sera al Vespro

Al Signore a te ho gridato stichirà prosòmia degli apostoli.

Tono 4. Come generoso tra i martiri.

Vi schieraste in campo con animo fermissimo, o gloriosi e così affrontaste lo spirito malvagio con l’armatura dello Spirito, facendo siepe valorosamente e, distrutto tutto il potere dei demoni, liberaste come prede le anime degli uomini: perciò, o apostoli, vi onoriamo nei secoli.

Stesa a forma di croce la rete della fede, i tuoi divini dodici apostoli, o Cristo, pescarono tutte le genti per portarle alla conoscenza e inaridirono i mari salmastri delle passioni; perciò t’imploro: richiamami dall’abisso delle colpe, per le loro preghiere sempre accette.

I dodici veneratissimi apostoli scelti da Dio siano oggi celebrati con canti divini: Pietro e Paolo, Giacomo, Luca, Giovanni, Matteo e Tommaso, Marco, Simone, Filippo e il glorioso Andrea siano onorati col divino e sapiente Bartolomeo e gli altri settanta.

Stichirà di san Nicola, uguale.

Di profumata mirra ti unse la divina grazia dello Spirito, o sacratissimo, tu che presiedevi a Mira e profumasti con le tue virtù i confini del mondo e sempre dilegui le maleodoranti passioni con le tue preghiere dolcemente olezzanti. Perciò con fede ti onoriamo, o Nicola e celebriamo la tua santissima memoria.

Come lucerna senza declino, come luminare universale che appare nel firmamento della Chiesa e illumina il mondo e dilegua la tenebra di difficoltà pericolose e toglie il gelo dell’indifferenza e produce serenità profonda, giustamente diciamo beato Nicola.

Tanto presente quanto apparendo in sogno salvasti quanti stavano ingiustamente per morire, Nicola come amico del bene e fervidissimo liberatore, come vero difensore di quanti con fede ti supplicano, sacratissimo padre, concittadino degli angeli e compagno dei santi profeti.

Gloria. E ora. Theotokìon. Uguale.

Dio incontenibile, che per amore del genere umano si fece uomo e da te prese la nostra condizione, contenesti nel tuo grembo: non disprezzarmi purissima ora che sono afflitto, ma abbi pietà e liberami subito da ogni danno e perfidia del maligno.

Apòsticha apostolikà.

Illuminasti con il santo Spirito, o Cristo, il coro degli apostoli: lava grazie a loro anche la sozzura del nostro peccato e abbi pietà di noi, o Dio.

Lo Spirito santo rese maestri i discepoli illetterati, o Cristo Dio e con la polifonica armonia delle lingue annientò l’inganno, perché è onnipotente.

Martyrikòn. Sacrifici viventi, olocausti razionali, martiri del Signore, perfette vittime di Dio, pecore che conoscono Dio e sono da Dio conosciute, il cui ovile è inaccessibile ai lupi, pregate per noi, affinchè siamo condotti con voi al pascolo presso l’acqua del riposo.

Gloria. E ora. Theotokìon.

Strappaci alle nostre angustie, o Madre del Cristo Dio, tu che hai partorito il Creatore dell’universo, affinchè tutti ti gridiamo: Salve, o unica avvocata delle nostre anime.

Continua a leggere