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EcoScuola della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia «MISSIONE AURORA» I BAMBINI SCOPRONO IL SOLE E IMPARANO AD AMARE IL CREATO

EcoScuola della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia «MISSIONE AURORA» I BAMBINI SCOPRONO IL SOLE E IMPARANO AD AMARE IL CREATO

EcoScuola della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia

«MISSIONE AURORA»

I BAMBINI SCOPRONO IL SOLE E IMPARANO AD AMARE IL CREATO

Sabato 31 ottobre 2026 la chiesa della Parrocchia Ortodossa «Santi Mina il Grande Martire ed Efrem il Nuovo, i Taumaturghi» di San Lorenzo di Sedegliano (Udine) si è riempita ancora una volta di voci di bambini, di domande e di gioia. Si è svolta la seconda edizione del ciclo di lezioni «Missione Aurora», promosso sotto l’egida della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia del Patriarcato Ecumenico, con uno scopo che sta a cuore a tutti noi: risvegliare nel cuore dei bambini la gratitudine verso il Creato e verso il Creatore.

«Grande sei, o Signore, e meravigliose sono le Tue opere!»

Queste parole, che la Chiesa canta nella Grande Benedizione delle Acque, sono il cuore dell’EcoScuola. Non possiamo amare ciò che non conosciamo. Per questo «Missione Aurora» prende i bambini per mano e li accompagna, passo dopo passo, alla scoperta della Terra e del Sistema Solare, alla comprensione delle meraviglie che rendono possibile la nostra vita. E mentre scoprono come funziona il mondo, i bambini scoprono anche quanto Dio li ama, Lui che ha disposto ogni cosa con tanta cura perché noi potessimo vivere in pace e armonia.

Il Sole, dono di luce di ogni giorno

La lezione si intitolava «Il Sole non sta fermo», e i bambini hanno capito presto perché. Con gli occhi spalancati hanno scoperto che il Sole, che vediamo ogni mattina, è un gigante vivo di plasma, nel cui cuore ci sono 15 milioni di gradi e dove l’idrogeno si trasforma in elio, donandoci la luce e il calore senza i quali nulla potrebbe vivere. Hanno sentito parlare delle macchie solari, dei brillamenti e del vento solare, e si sono meravigliati nell’apprendere che la luce ci raggiunge in appena otto minuti e venti secondi, mentre le nubi di plasma viaggiano da uno a tre giorni. Un’animazione del Goddard Space Flight Center della NASA e un cartone animato narrato in italiano li hanno aiutati a vedere con i propri occhi ciò che ascoltavano. Poi sono arrivate le domande, tante e belle, e i bambini hanno raccontato con parole loro ciò che avevano scoperto. Così il Sole, tanto consueto nel nostro cielo, è diventato per loro ciò che è veramente: un dono quotidiano della premura amorevole di Dio.

Ciò che amiamo, lo custodiamo

Desideriamo che questi bambini crescano sapendo perché la Terra va custodita. Non per paura, ma per amore. Un bambino che si è meravigliato della bellezza del Creato non vorrà più ferirlo, ma vorrà proteggerlo. Questo è il cambiamento del cuore che cerchiamo: non vederci più padroni del mondo, ma amministratori di un dono ricevuto dal Padre celeste, che abbiamo la gioia e il dovere di trasmettere a chi verrà dopo di noi.

Il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, il padre che ci indica la strada

In questo cammino abbiamo davanti agli occhi l’esempio luminoso di Sua Santità Bartolomeo, Arcivescovo di Costantinopoli, Nuova Roma, e Patriarca Ecumenico, che il mondo intero ha chiamato con affetto «il Patriarca Verde». Da oltre trent’anni, con mitezza e instancabile costanza, Sua Santità invita gli uomini a guardare di nuovo il Creato con occhi di figli, non di padroni. Nel settembre 2007 riunì in Groenlandia scienziati, gerarchi e rappresentanti dei popoli del Nord, e pregò con loro in silenzio davanti ai ghiacciai che si scioglievano. Disse allora: «L’Artico non è uno specchio rozzo, fatto dalla mano dell’uomo, ma uno specchio splendente e potente, donatoci da Dio.» E a conclusione elevò una preghiera che facciamo nostra: «Dio ci conceda la sapienza di agire in tempo.»

Dieci anni dopo, a Reykjavík, il 13 ottobre 2017, il Patriarca definì l’Artico «il barometro della salute ambientale del pianeta» e ci lasciò le parole che sono diventate il motto dell’EcoScuola: «Per cambiare ciò che vediamo, dobbiamo cambiare il modo in cui guardiamo.» In quella stessa occasione ci ricordò che il compito della nostra generazione è lasciare «questa terra sacra, in tutta la sua sapienza e bellezza, alle generazioni che verranno». Guardando i nostri bambini sentiamo quanto siano vere queste parole, e siamo grati al Patriarca per averci indicato la strada.

Verso l’Artico, con gli occhi e il cuore aperti

Con ogni lezione ci avviciniamo alla grande spedizione che aprirà gli occhi e il cuore dei bambini all’Artico. Seguiranno incontri sul campo magnetico terrestre, sull’atmosfera e su come nasce l’aurora boreale. E un giorno, oltre il Circolo Polare, sotto il cielo del Nord, forse vedranno con i propri occhi la luce dell’aurora danzare sopra i ghiacciai. Lì capiranno, meglio che da qualsiasi libro, quanto sia bello e quanto sia fragile il mondo che Dio ci ha donato, e quanto meriti di essere amato.

«I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.» (Salmo 18)

(P. Petru Filipescu)

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