IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO IN ITALIA: UNA VISITA DI PROFONDO SIGNIFICATO ECCLESIALE E SPIRITUALE
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO IN ITALIA: UNA VISITA DI PROFONDO SIGNIFICATO ECCLESIALE E SPIRITUALE
IL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO IN ITALIA: UNA VISITA DI PROFONDO SIGNIFICATO ECCLESIALE E SPIRITUALE
Dal 23 al 28 ottobre 2026, sei giorni di incontri, celebrazioni liturgiche, appuntamenti accademici e testimonianza cristiana tra Roma, Loreto e Assisi.
Si conclude mercoledì 28 ottobre 2026 la visita in Italia di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, Arcivescovo di Costantinopoli – Nuova Roma, caratterizzata da importanti appuntamenti ecclesiali, accademici e incontri dedicati al dialogo e alla pace.
La visita, svoltasi a pochi giorni dal 35° anniversario della Sua elezione al Trono Ecumenico, avvenuta il 22 ottobre 1991, ha rivestito un particolare significato per la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia. La presenza di Sua Santità ha offerto al clero e ai fedeli l’occasione di accogliere il proprio Padre spirituale e di rinnovare i legami di comunione ecclesiale e canonica con il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli.
Le diverse tappe della visita hanno inoltre consentito di mettere in luce la presenza e la testimonianza della Chiesa ortodossa in Italia, nel suo impegno a custodire e trasmettere fedelmente la tradizione apostolica, a promuovere la conoscenza della propria ricchezza teologica e spirituale e a contribuire responsabilmente alla vita della società.
Il Dottorato Honoris Causa in Teologia all’Angelicum
Il primo importante appuntamento si è svolto venerdì 23 ottobre a Roma, presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino – Angelicum, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2026–2027.
Durante la cerimonia accademica, al Patriarca Ecumenico è stato conferito il Dottorato Honoris Causa in Teologia, quale riconoscimento del Suo contributo alla riflessione teologica contemporanea e del Suo impegno nel dialogo tra le Chiese cristiane.
La cerimonia ha compreso la laudatio pronunciata da Sua Eminenza il Cardinale Kurt Koch, Prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, seguita dalla prolusione di accettazione di Sua Santità, dedicata al tema della conciliarità e della comunione nella Chiesa, anche alla luce del Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa, celebrato a Creta nel 2016.
Il conferimento del titolo ha rappresentato un significativo riconoscimento del lungo ministero patriarcale di Bartolomeo I, caratterizzato dalla testimonianza della fede ortodossa, dall’attenzione alle questioni del mondo contemporaneo e dall’impegno per il dialogo teologico, la pace e la salvaguardia del creato.
L’incontro con Papa Leone XIV
Nel corso della visita, sabato 24 ottobre, il Patriarca Ecumenico ha incontrato in Vaticano Sua Santità Papa Leone XIV.
Durante il cordiale colloquio, Sua Santità Bartolomeo ha espresso al Pontefice sentimenti di vicinanza e sinceri auguri per la Sua salute. I due Primati hanno inoltre avuto occasione di confrontarsi su questioni di comune interesse, riguardanti la vita delle rispettive Chiese e le sfide del mondo contemporaneo.
L’incontro si inserisce nella lunga storia delle relazioni tra il Patriarcato Ecumenico e la Sede di Roma, sviluppatesi attraverso numerosi incontri e iniziative di dialogo nel corso degli ultimi decenni.
Queste relazioni testimoniano l’impegno del Patriarcato Ecumenico a favorire la reciproca conoscenza e il confronto teologico, nella fedeltà alla tradizione e alla fede della Chiesa Ortodossa, affrontando con serietà e responsabilità le questioni che ancora separano le due Chiese.
La Divina Liturgia nella storica chiesa di San Teodoro al Palatino
Uno dei momenti centrali della visita è stato rappresentato dalla Divina Liturgia celebrata domenica 25 ottobre nella storica chiesa ortodossa di San Teodoro al Palatino, a Roma, alla quale Sua Santità il Patriarca Ecumenico ha presieduto dalla cattedra, alla presenza di autorità ecclesiastiche e civili, del clero e di numerosi fedeli.
La celebrazione ha rivestito un significato particolare per la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, riunita attorno al proprio Padre spirituale, quale espressione visibile del legame ecclesiale e canonico che unisce le sue comunità al Patriarcato Ecumenico.
Nel suo indirizzo di saluto, Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita d’Italia Polykarpos ha espresso la gioia e la profonda gratitudine dell’intera Arcidiocesi per la presenza di Sua Santità, sottolineando il significato spirituale, ecclesiale e pastorale della visita, nonché la costante attenzione della Chiesa Madre di Costantinopoli verso la vita e la missione delle comunità ortodosse presenti nel territorio italiano.
Il Patriarca Ecumenico si è a Sua volta rivolto ai presenti, offrendo il Suo insegnamento e il Suo paterno incoraggiamento al clero e ai fedeli.
La celebrazione ha costituito un momento di particolare intensità spirituale, richiamando il valore della comunione ecclesiale e la responsabilità di testimoniare la fede ortodossa nella società contemporanea, custodendo l’integrità della tradizione apostolica e vivendo concretamente il messaggio del Vangelo.
La visita alla Santa Casa di Loreto e la benedizione dell’icona della Madre di Dio «del Segno»
Nella serata di domenica 25 ottobre, Sua Santità si è recato a Loreto, dove è stato accolto dal Delegato Pontificio per il Santuario della Santa Casa, Mons. Fabio Dal Cin.
Accompagnato dal Suo seguito, il Patriarca Ecumenico ha compiuto una visita privata alla Santa Casa, luogo di particolare significato nella tradizione cattolica, dedicato alla venerazione della Santissima Madre di Dio e alla memoria del Mistero dell’Incarnazione. Durante il momento di preghiera sono risuonati gli inni della tradizione liturgica ortodossa «È veramente degno» (Ἄξιον ἐστίν) e «Luce gioiosa» (Φῶς ἰλαρόν).
Successivamente, Sua Santità è stato accolto nel Palazzo Apostolico per una cena fraterna, durante la quale ha ricevuto in dono una reliquia della Santa Casa.
La mattina di lunedì 26 ottobre, la visita è proseguita con la celebrazione dell’Inno Akathistos in onore della Theotòkos, una delle più alte espressioni della tradizione liturgica e innografica ortodossa. Attraverso la ricchezza dei suoi contenuti teologici e poetici, questo antico inno contempla il Mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio e il ruolo della Vergine Maria nel disegno divino della salvezza.
Particolare significato ha assunto la benedizione, da parte del Patriarca Ecumenico, dell’icona della Madre di Dio «del Segno», destinata a essere collocata all’interno della Santa Casa. L’icona raffigura la Madre di Dio in atteggiamento orante, con il Cristo Emmanuele rappresentato nel Suo grembo. Essa esprime visivamente il Mistero dell’Incarnazione: il Figlio eterno del Padre, senza cessare di essere Dio, assume dalla Vergine Maria la natura umana per la salvezza del mondo. La presenza di questa icona nella Santa Casa costituisce una testimonianza duratura della tradizione iconografica ortodossa e della centralità del Mistero dell’Incarnazione nella fede della Chiesa.
La visita ha offerto inoltre un’occasione di incontro fraterno e di riflessione sulla comune eredità cristiana, con particolare riferimento alla fede nell’Incarnazione del Verbo e alla venerazione della Santissima Madre di Dio, riconosciuta solennemente come Theotòkos dal ΙΙΙ Concilio Ecumenico, celebrato a Efeso nel 431. In tale contesto, la presenza del Patriarca Ecumenico ha richiamato la profondità della tradizione teologica e liturgica ortodossa, nella quale la venerazione della Madre di Dio è inseparabilmente legata alla confessione della vera divinità e della vera umanità di Gesù Cristo.
Ad Assisi per il 40° anniversario della storica Giornata di preghiera per la pace
Martedì 27 ottobre, Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo I ha partecipato ad Assisi agli appuntamenti conclusivi dell’Incontro Internazionale per la Pace «Pace disarmata e disarmante», promosso dalla Comunità di Sant’Egidio in occasione del 40° anniversario dello storico incontro convocato da Papa Giovanni Paolo II il 27 ottobre 1986.
Il Patriarca Ecumenico ha preso parte, insieme ad altri rappresentanti delle Chiese cristiane, alla preghiera per la pace nella Basilica Inferiore di San Francesco. I rappresentanti delle diverse tradizioni religiose hanno tenuto separatamente i propri momenti di preghiera, secondo le rispettive convinzioni di fede. Successivamente, i partecipanti si sono riuniti nella Piazza Inferiore della Basilica per la cerimonia conclusiva, durante la quale è stato rivolto un comune appello alla pace. L’iniziativa ha richiamato la responsabilità morale di ogni persona di fronte alle guerre, alle divisioni e alle sofferenze che segnano numerose regioni del mondo, sottolineando il valore della dignità umana e la necessità di favorire percorsi di riconciliazione e di convivenza pacifica.
La partecipazione del Patriarca Ecumenico si inserisce nel costante impegno del Patriarcato Ecumenico a favore della pace e della dignità umana, fondato sulla visione cristiana dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio e sulla responsabilità dei credenti di testimoniare concretamente l’amore verso il prossimo.
A quarant’anni dal primo incontro del 1986, Assisi è tornata così a essere luogo di riflessione e di appello alla coscienza dell’umanità, ricordando che la pace non può essere considerata un semplice ideale, ma richiede un impegno concreto, perseverante e responsabile.
Il ritorno all’Alma Mater: la visita al Pontificio Istituto Orientale
L’ultima giornata della visita, mercoledì 28 ottobre, è stata caratterizzata da un appuntamento di particolare significato personale e accademico: il ritorno di Sua Santità al Pontificio Istituto Orientale di Roma, dove, dal 1963 al 1968, aveva compiuto i Suoi studi superiori.
All’epoca, il giovane diacono Bartolomeo, Dimitrios Arhondonis, aveva potuto proseguire la propria formazione presso l’Istituto grazie a una borsa di studio concessa dal Patriarca Ecumenico Atenagora. Durante gli anni romani conseguì il Dottorato in Diritto Canonico, approfondendo in particolare la questione della codificazione dei sacri canoni della Chiesa Ortodossa, tema al quale dedicò la propria dissertazione, successivamente pubblicata a Tessalonica nel 1970.
Accolto dalle autorità accademiche dell’Istituto, il Patriarca Ecumenico ha tenuto una lectio magistralis nell’Aula Magna, tornando nei luoghi della Sua formazione teologica e canonistica dopo un lungo ministero ecclesiale, culminato nell’elezione al Trono Ecumenico di Costantinopoli. La visita ha assunto così il significato di un ritorno alle origini del Suo percorso accademico, richiamando l’importanza dello studio della teologia e del diritto canonico nella formazione e nel servizio dei pastori della Chiesa.
In occasione dell’evento è stata allestita la mostra documentaria «Ritorno all’Alma Mater», articolata in quindici pannelli e composta da documenti dell’archivio dell’Istituto e fotografie provenienti anche dall’album personale di Sua Santità. Il percorso espositivo ha ripercorso gli anni della formazione e alcuni momenti significativi della vita e del ministero del Patriarca Ecumenico, soffermandosi su temi quali la vita canonica della Chiesa, la responsabilità della sua guida pastorale, la salvaguardia del creato e le nuove sfide poste alla società contemporanea, comprese quelle legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Nel corso della cerimonia è stata inoltre firmata e consegnata a Sua Santità una carta commemorativa bilingue, in latino e in greco, ornata dall’icona dell’abbraccio dei santi Apostoli Pietro e Andrea, quale ricordo della giornata e testimonianza del legame personale e accademico che unisce il Patriarca Ecumenico all’Istituto romano.
La visita, svoltasi pochi giorni dopo il 35° anniversario della Sua elezione patriarcale, ha offerto l’occasione di ripercorrere idealmente un cammino nel quale la formazione teologica e canonica si è strettamente intrecciata con le responsabilità del ministero ecclesiale.
Una visita che rafforza i legami con la Chiesa Madre di Costantinopoli
Con la partenza di Sua Santità, prevista nella serata di mercoledì 28 ottobre, giunge a conclusione una visita che ha attraversato differenti ambiti della vita ecclesiale: la riflessione teologica, la celebrazione liturgica, la venerazione della Madre di Dio, gli incontri tra responsabili ecclesiastici, il dialogo accademico e l’impegno per la pace.
Per la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, la presenza del Patriarca Ecumenico ha assunto anzitutto il significato di un incontro con il proprio Padre spirituale, confermando la continuità del legame ecclesiale e canonico con la Chiesa Madre di Costantinopoli e la paterna attenzione di Sua Santità verso le comunità ortodosse presenti nel nostro Paese.
La visita ha inoltre richiamato il valore della testimonianza della Chiesa Ortodossa nella società italiana, chiamata a custodire e trasmettere integralmente la fede apostolica, la propria tradizione teologica e liturgica e la ricchezza della vita spirituale, contribuendo con responsabilità alla vita del Paese.
In un contesto sociale e culturale segnato da profonde trasformazioni, tale testimonianza si esprime attraverso la vita liturgica e sacramentale, l’annuncio del Vangelo, la formazione dei fedeli, la carità e l’attenzione alle necessità spirituali e materiali dell’uomo contemporaneo.
Sua Eminenza Reverendissima il Metropolita d’Italia Polykarpos, insieme ai Vescovi ausiliari, al clero, ai monaci e alle monache e a tutti i fedeli della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia, esprime a Sua Santità profonda e filiale gratitudine per la Sua presenza, per la paterna sollecitudine e per la costante attenzione verso la vita e la missione della Chiesa Ortodossa in Italia.
Il ricordo di questi giorni costituisce un incoraggiamento a proseguire con rinnovata dedizione il cammino ecclesiale e pastorale, nella fedeltà alla tradizione ortodossa, nella comunione con la Chiesa Madre e nella testimonianza del Vangelo di Cristo.
Εἰς πολλά ἔτη, Παναγιώτατε!
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