BARTOLOMEO, PATRIARCA ECUMENICO – 35 ANNI DI SERVIZIO PATRIARCALE
BARTOLOMEO, PATRIARCA ECUMENICO – 35 ANNI DI SERVIZIO PATRIARCALE
PATRIARCATO ECUMENICO
35° anniversario della elezione di Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo
Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo ha presieduto giovedì 22 ottobre 2026 la Divina Liturgia in occasione del 35° anniversario della sua elezione al Soglio Apostolico ed Ecumenico. Hanno concelebrato con Sua Santità gli Eminenti Arcivescovi e Metropoliti: Apostolos di Geron Derkon, Dimitrios di Geron Prigkonpneson, Meliton di Filadelfia, Serafeim di Sebasteia, Eirinaios di Myriofytos e Peristasis, Chrysostomos di Myra, Evgenios di Creta, Kyriskos di Krini, Elpidoforos d’America e Makarios d’Australia.
“Era esattamente come oggi, trentacinque anni fa, quando i venerabili membri del Santo Sinodo Residente del santissimo Fanar chiamavano il suo Presidente, il Metropolita di Calcedonia, a succedere al dolce e mite Patriarca Ecumenico Dimitrios, assumendo la Croce del Signore – colui che vi parla, il quale ha avuto il privilegio di servire per un ventennio questo sobrio Primate, ma anche di formarsi per molti più anni ai piedi del suo insuperabile Anziano, il Metropolita Meliton. Da allora e fino ad oggi sentiamo che la benedizione paterna e l’affetto di entrambi quegli uomini di Chiesa, insieme alle preghiere di molti fedeli della Chiesa e al komboskini di molti monaci, ai quali siamo grati, accompagnano i nostri passi, sia qui nella regina delle città, sia in ogni parte della Signoria del Signore, dove ci rechiamo incessantemente per portare il messaggio di gioia universale dell’amore di Dios”, ha detto Sua Santità nel suo discorso dopo la Divina Liturgia, continuando: “Perché questo è, in ultima analisi, il contenuto della missione e dell’opera della Chiesa: avvicinare ogni uomo e tutto l’uomo e dirgli che Dio lo ha amato così tanto – ogni uomo specifico –, da dare per la sua salvezza il Suo Figlio unigenito, il quale ha patito, è stato crocifisso, è stato sepolto ed è risorto come Dio il Terzo giorno secondo le Scritture”.
In un altro punto del suo discorso, il Patriarca ha sottolineato:
“Siamo giunti a questo giorno benedetto di oggi partendo da un momento cosmogonico della storia contemporanea: la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la caduta del muro di Berlino e il collasso della Cortina di Ferro. È stata la liberazione di molte Chiese sorelle dalla persecuzione comunista, l’inizio di un’era di libertà e di speranza. Era giunta l’ora per l’Ortodossia di uscire dall’introversione e dall’atteggiamento difensivo degli ultimi secoli e di entrare senza paura nel dialogo con le altre Chiese e Confessioni cristiane, le altre religioni, le altre culture. Del resto, la Chiesa è il luogo del dialogo tra tutti i figli di Dio, il luogo d’incontro del divino e dell’umano”.
“E il Patriarcato Ecumenico, in quanto Chiesa Primaziale dell’Ortodossia e Presidenza dell’amore, avendo la cura per la stabilità dell’Ortodossia, ha compiuto fin dall’inizio il suo dovere storico, con afflato creativo e sempre radicato nella verità storica. E da allora opera:
– Per la conservazione della fede e delle tradizioni della Chiesa Ortodossa.
– Per il rafforzamento dell’unità e della cooperazione panortodossa, da cui le Sinassi dei Primati da noi istituite e la promozione della preparazione e, infine, la convocazione dieci anni fa del Santo e Grande Concilio.
– Per la tutela della sacralità e della dignità della persona umana e il contrasto alla sua riduzione in schiavitù e alle forme contemporanee di schiavitù, indipendentemente dall’origine, dalla religione, dalla lingua, dagli usi e dai costumi delle persone.
– Per i diritti umani e la pace nel mondo, la promozione dei dialoghi, la creazione di un ponte tra le culture, a beneficio dell’intera famiglia umana – il genere umano è uno e unico, opera della provvidenza filantropica di Dio.
– Per la protezione del creato, «dello scenario universale entro il quale l’eterna misericordia di Dio si manifesta e si glorifica in ogni momento».
– Per la creazione di una nuova cultura di amore e solidarietà”.
“Con il perseguimento di tutte queste visioni universali – e di molte altre –, il Patriarcato Ecumenico esprime l’unità e l’universalità della Chiesa Ortodossa al di là di ogni delimitazione storica e locale. La profonda esperienza umana e spirituale della nostra tradizione ortodossa è uno strumento prezioso per il raggiungimento di questi alti obiettivi”.
“Purtroppo, la prevalenza in una parte dell’Ortodossia di ideologie eretiche, frutti di tendenze egemoniche e ambizioni secolari, ha ferito questi sforzi e le possibilità di realizzare una visione luminosa, che era stata prevista anche dal compianto Sir Steven Runciman. Tuttavia, non ci scoraggiamo e continuiamo a combattere il buon combattimento gradito a Dio, fiduciosi nella provvidenza divina e nella presenza del Paraclito, che sostiene interamente l’istituzione della Chiesa”. (vedi sotto per la intera omelia)
Hanno assistito alla liturgia Gerarchi del Trono Ecumenico, Sua Eminenza l’Arcivescovo Nektarios di Anthedon, Commissario del Santo Sepolcro nella Città, clero, monaci e monache, clero di altri dogmi e confessioni cristiane, gli Archonti Ufficiali del Trono Ecumenico guidati dal Grande Benefattore Ecumenico, il degno Archon Exarchos della M.t.X.E. (Grande Chiesa di Cristo) Athanasios Martinos, Presidente della Confraternita degli Ufficiali del Patriarcato Ecumenico “Panagia la Pammakaristos”, nonché il degno M. Aktouarios Antonios Lymberakis, Comandante Nazionale dell’Ordine di Sant’Andrea degli Archonti Ufficiali degli USA; l’Eccellentissima Ministra della Cultura della Grecia, Lina Mendoni, in rappresentanza del Governo Greco; i Consoli Generali di Grecia e Ucraina, l’Eccellentissimo Ambasciatore Konstantinos Koutras e il degno Heorhii Filatov; il Presidente della ERT (Radiotelevisione pubblica greca), il degno Ioannis Papadopoulos, esponenti delle comunità locali, fedeli della Città e pellegrini provenienti dall’estero.
Successivamente il Patriarca ha offerto un pranzo festivo presso l’adiacente Scuola Civica Patriarcale Marasli.
Si nota che hanno espresso i loro auguri a Sua Santità, per iscritto e telefonicamente, Primati di Chiese, Presidenti di Stato, Primi Ministri – tra cui l’Eccellentissimo Kyriakos Mitsotakis –, leader politici, Ministri, Gerarchi, ministri di culto e numerose personalità, oltre a una moltitudine di fedeli di ogni nazionalità da tutto il mondo.
Il solenne Vespro dell’anniversario
La vigilia, Sua Santità ha presieduto il solenne Vespro, durante il quale hanno pregato insieme una moltitudine di Gerarchi del Trono e Archonti della M.t.X.E., l’Eccellentissima Ministra della Cultura Mendoni, studenti e studentesse delle scuole della comunità greca della Città insieme ai loro insegnanti, e una folla di fedeli. Al termine, ha rivolto un indirizzo di saluto al Patriarca Sua Eminenza l’Arcivescovo Makarios d’Australia, alla guida di un folto gruppo di pellegrini provenienti dall’Australia.
“La Grande Chiesa costituisce la nostra identità, il nostro essere, la nostra anima, il nostro profondo desiderio e come può, d’altronde, vivere qualcuno senza identità e senza anima?”, si è domandato l’Arcivescovo degli Antipodi, aggiungendo: “Compiamo, dunque, il nostro pellegrinaggio al nostro Patriarcato, che è un luogo stretto e immenso, povero e inestimabile, e veramente crocifisso per mostrare perennemente la Resurrezione. Nonostante la sua strettezza, tuttavia, ti dà ossigeno e respiri una straordinaria ampiezza di vita. All’interno delle strette mura che racchiudono questa sacra istituzione, si ha la sensazione di uno spazio ecumenico e illimitato. E finché il povero e veramente crocifisso Fanar continua a vivere nelle dimensioni di Santa Sofia, incarnando l’Ecumenicità dell’Ortodossia come totalità di verità e di vita, nessuno potrà ridurlo. Perché il nostro Patriarcato continua, nonostante le avversità dei tempi, ad avere un occhio ecumenico e un cuore che batte per tutto il mondo, ricordandoci che una cosa è la globalizzazione e un’altra è l’ecumenicità. Una cosa è la Romiosyni (l’identità greca-ortodossa bizantina) e un’altra è l’etnofiletismo. Il Patriarcato Ecumenico era, è e sarà il centro della Romiosyni ecumenica e dell’Ortodossia. Il nostro Patriarcato è una parte che non si perde nel tutto, ma definisce il tutto, come ho ripetutamente sottolineato anche in passato”.
Nella sua risposta, il Patriarca, visibilmente commosso, ha dato il benvenuto a tutti i pellegrini giunti da ogni angolo della terra per esprimergli i propri auguri. Cogliendo l’occasione della presenza del folto gruppo dall’Australia, Sua Santità ha espresso il suo compiacimento patriarcale verso l’Arcivescovo d’Australia e il Sinodo Provinciale locale per l’opera svolta in quella grande e lontana provincia del Soglio, che ha avuto l’opportunità di vedere da vicino due anni fa durante la sua visita in quel luogo.
In seguito, Sua Santità ha ricevuto in un incontro privato l’Eccellentissima Ministra della Cultura della Grecia, Lina Mendoni, la quale gli ha trasmesso gli auguri e le congratulazioni del rispettabile Governo Greco.
La sera dello stesso giorno, Sua Santità ha benedetto la tavola festiva offerta in suo onore, presso un hotel centrale della Città, dalla Gerarchia del Soglio e dall’Associazione di Sostegno alle Istituzioni Comunitarie dei Romei.
Hanno rivolto un indirizzo di saluto al Patriarca, a nome della Venerabile Gerarchia, l’Eminente Metropolita Emmanuel di Geron Calcedonia e, a nome della comunità locale, il degno Archon Laosynaktis Georgios Papaliaris.
Durante l’evento sono stati proiettati due documentari dedicati ai 35 anni di ministero patriarcale di Sua Santità, preparati rispettivamente dalla ERT e dalla Sacra Arcidiocesi d’America.
(traduzione dal sito: https://ec-patr.org; foto: Nikos Papachristou)
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