DOPO 50 ANNI IL PATRIARCA DI BULGARIA AL MONTE ATHOS
DOPO 50 ANNI IL PATRIARCA DI BULGARIA AL MONTE ATHOS
IL PATRIARCA BULGARO DANIIL HA VENERATO LA SACRA CINTOLA DELLA SANTISSIMA MADRE DI DIO ED È STATO ACCOLTO NEL MONASTERO DI VATOPEDI – MONTE ATHOS
Con particolare solennità, Sua Beatitudine il Patriarca bulgaro Daniil e i chierici che lo accompagnavano sono stati accolti nel monastero di Vatopedi sul Monte Athos.
Il Primate della Chiesa Ortodossa Bulgara si trovava sul Monte Athos su invito della confraternita del Santo Monastero di Zografou, dove ha guidato, il 22 ottobre, la veglia festiva e, il giorno successivo – 23 ottobre, anche la Divina Liturgia in occasione della festa dei santi 26 martiri di Zografou.
A Vatopedi, il patriarca Daniil è stato accolto dall’igumeno (abate) del monastero, l’archimandrita Efrem, e dalla confraternita tra il canto di inni e il suono delle campane. Già davanti alle porte del monastero, il Beatissimo Patriarca ha venerato la Cintola della Santissima Madre di Dio, custodita nella santa dimora, nonché le reliquie dei santi. Successivamente, nella chiesa principale della santa dimora è stata celebrata una breve preghiera.
“Accogliamo con grande entusiasmo la Vostra presenza e ci rallegriamo, perché la Vostra presenza qui ci ricorda anche il Vostro anziano (il metropolita di Nevrokop, Natanael), con il quale avevamo uno stretto legame spirituale e che molte volte mi apriva il suo cuore. Mi diceva che provava un grande dolore per la Chiesa in Bulgaria, e io gli rispondevo di non temere, perché Dio è anche per voi, Dio si è crocifisso anche per la Chiesa in Bulgaria. E posso dire con grande certezza, poiché siamo stati compagni di studi e lo conosco da quando era ieromonaco, che l’anziano Natanael è stato una di quelle persone che hanno portato lo spirito patristico nella Chiesa bulgara. Non dimenticherò mai, Vostra Beatitudine, quando venne qui nel nostro monastero come ieromonaco e andammo insieme dal nostro gheronda (anziano) Iosif e, mentre stavamo andando via, con padre Natanael che era un po’ più lontano, il gheronda mi disse: ‘Questo portatore di abito talare avrà un grande contributo per la Chiesa e nella rinascita della Chiesa’. Questo non lo dimenticherò mai. E così è stato per davvero con la sua presenza spirituale. Voi, come suoi figli spirituali, continuate a tenere lo scettro e a benedire la Chiesa bulgara“, ha detto nel suo discorso l’archimandrita Efrem. L’igumeno della Santo Monastero ha raccontato anche dei legami secolari del monastero con la Bulgaria, nonché dei vari sacri monasteri che sono stati dipendenze (metochi) del monastero di Vatopedi.
Nel suo discorso, Sua Beatitudine ha ringraziato per l’ospitalità, per la gioia spirituale e l’amore fraterno. “Per noi è una grande benedizione, durante il nostro attuale pellegrinaggio al Monte Athos, visitare il santo e grande monastero di Vatopedi, che è grande non solo perché ha goduto del favore di numerosi sovrani bizantini, bulgari e serbi, ma è grande anche perché qui si conservano e si custodiscono grandi reliquie cristiane – la Cintola della Santa Madre di Dio e le sue numerose icone miracolose, nonché diverse reliquie di grandi padri della Chiesa. Il monastero di Vatopedi eredita e custodisce anche la benedizione di uno dei più grandi asceti del nostro tempo – san Giuseppe l’Esicasta. Voi oggi siete la terza generazione dei suoi figli. Attraverso la pubblicazione delle sue lettere, dei ricordi e dei suoi insegnamenti, la sua voce si è diffusa in tutta la terra, ma anche con i video-incontri che pubblicate con i discorsi dell’anziano Iosif di Vatopedi, così come con il film su san Giuseppe l’Esicasta e la serie su san Paisio del Monte Athos, che con la vostra benedizione è stata trasmessa anche sulla televisione bulgara, la vostra voce si diffonde davvero in tutta la terra e questa benedizione che avete ricevuto non è vana, ma è pari a quella degli apostoli e porta molti frutti”, ha detto il patriarca Daniil nel suo discorso. Egli ha lodato il monastero e la sua confraternita per la buona organizzazione della vita spirituale nella santa dimora, che è un centro che attira centinaia di pellegrini. Ha condiviso anche la sua gioia per il legame spirituale e la comunione fraterna con il santo monastero di Zografou.
La visita di Sua Beatitudine è proseguita con la venerazione di varie reliquie, nonché con una breve conversazione spirituale con la confraternita monastica e i pellegrini del Monastero.
SOLENNE DIVINA LITURGIA PATRIARCALE IN OCCASIONE DELLA FESTA DEI SANTI 26 MARTIRI DI ZOGRAFOU NEL MONASTERO DI ZOGRAFOU – MONTE ATHOS
Settecentocinquanta anni dopo l’atto di martirio dei 26 venerabili martiri di Zografou, morti per la loro fede in Cristo, nella santa dimora di Zografou è stata celebrata una veglia festiva notturna e, al mattino, una solenne Divina Liturgia, presieduta da Sua Beatitudine il Patriarca bulgaro Daniil.
Il Primate della Chiesa Ortodossa Bulgara ha concelebrato con le Loro Eminenze il metropolita Seraphim di Nevrokop, il metropolita Grigoriy di Vratsa, le Loro Eccellenze il vescovo Gerasim di Melnik – segretario generale del Santo Sinodo, il vescovo Kliment di Levki – vicario del metropolita di USA, Canada e Australia, l’archimandrita Epifaniy – protosincello della santa metropolia di Nevrokop, gli ieromonaci Kozma, Pimen e Atanasij della confraternita del monastero, sacerdoti ospiti, il protodiacono Ivan Petkov, lo ierodiacono Parteniy, lo ierodiacono Isaak e il diacono Simeon Borisov.
I canti della veglia e della Divina Liturgia sono stati eseguiti da monaci ospiti della cella di “San Nicola di Myra” (Burazeri) e dal coro “San Naum di Ocrida” diretto dal dott. Andrey Kasabov.
Dopo la Divina Liturgia, si è rivolto a Sua Beatitudine con un discorso l’igumeno del Monastero, l’archimandrita Gavriil, il quale ha espresso nuovamente la gioia della confraternita nell’accogliere il patriarca bulgaro Daniil e nel festeggiare insieme a lui la festa dei santi venerabili martiri. Ha sottolineato il loro sacrificio, lo zelo e la sincera fede in Dio, nonché la loro inflessibilità nel difendere la vera fede, e ha paragonato l’atteggiamento degli imperatori romani pagani all’atteggiamento del potere totalitario del periodo del socialismo. “In questi tempi moderni, i credenti venivano accusati di essere nemici di classe e come tali subivano punizioni, e alcuni di loro si sono guadagnati una fine martirica. Anche i martiri di Zografou furono accusati di disobbedienza all’autorità dell’imperatore e, di conseguenza, di disobbedienza al suo ordine di unità e unione“, ha detto l’archimandrita Gavriil. Ha aggiunto che la morte martirica dei santi 26 martiri di Zografou dovrebbe orientarci verso la comprensione che l’unità non si ottiene con ordini calati dall’alto. “Essa non può essere raggiunta con appelli alla comunione e all’amore, né attraverso cause comuni, come si tentava di fare nei tempi del socialismo. L’unità è e può essere solo un’azione di grazia nel recinto di grazia della Chiesa, perché la Chiesa è una, così come il suo Creatore è uno. L’Apostolo ci insegna che il Capo della Chiesa è Cristo ed è proprio Lui che crea i presupposti per l’unità, purché noi lo desideriamo attraverso la nostra vita in Cristo“, ha detto ancora l’archimandrita Gavriil. Ha aggiunto che l’unità di grazia in Cristo arriva sia nella vita comune attraverso le virtù cristiane, sia attraverso il sacrificio cristiano di auto-immolazione e fedeltà alla Chiesa di Cristo. Ha ringraziato anche tutti coloro che si sono adoperati per la festa nella preparazione della chiesa e della santa dimora, nonché i cantori per i meravigliosi inni che hanno cantato durante la veglia e la Divina Liturgia. In segno di gratitudine e ringraziamento verso il Santissimo Patriarca, l’archimandrita Gavriil gli ha donato un quadro raffigurante il cortile e la chiesa principale della santa dimora di Zografou affinché, ogni volta che ne senta il bisogno spirituale, possa ricordare attraverso di esso il suo soggiorno nel monastero e la festa dei santi 26 martiri di Zografou.
Anche Sua Beatitudine ha espresso gratitudine per il soggiorno colmo di grazia nel Giardino della Madre di Dio. Ha ringraziato il Patriarca Ecumenico Bartolomeo per la benedizione di venire sul Monte Athos, nonché l’igumeno, l’archimandrita Gavriil, e i fratelli del monastero per il loro invito. “La grazia dello Spirito Santo ci ha riuniti per celebrare la memoria dei santi 26 venerabili martiri di Zografou. Diverse fonti indicano anni diversi per il loro martirio. Sul monumento, costruito nel luogo in cui si trovava la torre in cui essi hanno sofferto, è inciso l’anno 1276, il che fa effettivamente 750 anni dalla loro morte martirica. Altre fonti indicano altre date, ma indipendentemente da ciò la loro memoria risplende della luce di Cristo, che illumina ogni uomo che viene al mondo“, ha detto nel suo discorso il patriarca Daniil. Ha raccontato il sacrificio, l’intransigenza e la prontezza dei santi venerabili martiri a sacrificare la propria vita per la verità e la fede di Cristo. “E ancora oggi i santi martiri ci illuminano. Ecco che da 750 anni i cuori e le menti di così tante persone vengono illuminati dal loro sacrificio e ogni anno, nella data della loro memoria, si radunano molte persone venute da ogni parte. Qui tra noi oggi ci sono persone non solo dalla Bulgaria, dalla Grecia, ma anche da paesi europei e da altri luoghi…“, ha detto ancora il primate della Chiesa Ortodossa Bulgara. Nel suo discorso ha parlato anche dell’immagine miracolosa della Madre di Dio – l’Annunziatrice (colei che ha annunciato ai fratelli del monastero le imminenti prove che avrebbero subìto da parte dei latini). “Ecco la cura della Madre di Dio. Questo suo provvidenziale preannuncio ci dice che, così come lei osserva e vede la vita e il sacrificio di coloro che credono nel suo Figlio, allo stesso modo lei offre un modo per superare le difficoltà e dà la forza, con le sue preghiere implora l’aiuto della grazia affinché noi possiamo superare le prove“, ha detto ancora il patriarca Daniil. “La Madre di Dio e suo Figlio accolgono come un sacrificio profumato questo atto con cui queste 26 persone – 22 monaci e 4 laici – preferiscono bruciare nel fuoco, pur di conservare il fuoco dell’amore per Dio nei loro cuori“, ha detto ancora il Santissimo Patriarca.
In segno di gratitudine, egli ha donato all’igumeno del monastero una croce con l’immagine di san Giovanni di Rila il Taumaturgo in occasione dei due grandi anniversari che si celebrano quest’anno, nonché un’icona di san Clemente di Ocrida, affinché anch’egli interceda e protegga la confraternita del monastero e tutti i pellegrini che vi si trovano.
Dopo il pranzo festivo, la celebrazione spirituale si è conclusa nuovamente nella chiesa con la preghiera e il ringraziamento a Dio.
(traduzione e foto dal sito: https://bg-patriarshia.bg)
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