ENCICLICA SINODALE E PATRIARCALE PER L’INIZIO DELL’ANNO ECCLESIASTICO E PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE NATURALE
ENCICLICA SINODALE E PATRIARCALE PER L’INIZIO DELL’ANNO ECCLESIASTICO E PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE NATURALE
Dal Primo settembre 1989, il Patriarcato Ecumenico ha dedicato il primo giorno dell’anno Ecclesiastico, Principio dell’Indizione, ogni primo settembre, come giorno di preghiera per la protezione dell’ambiente naturale. Da allora si sono aggiunte a questa iniziativa le Chiese Ortodosse, la Chiesa Romano Cattolica, la Chiesa Anglicana, molte Chiese Antico Orientali e molte Chiese e Denominazioni Protestanti. Anche quest’anno è stata pubblicata la relativa Enciclica Sinodale e Patriarcale. (N.d.R.)
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† B A R T O L O M E O
PER GRAZIA DI DIO ARCIVESCOVO DI COSTANTINOPOLI
NUOVA ROMA E PATRIARCA ECUMENICO
A TUTTO IL PLEROMA DELLA CHIESA GRAZIA, PACE E MISERICORDIA
DAL FATTORE DI TUTTO IL CREATO
IL SIGNORE E DIO E SALVATORE NOSTRO GESU’ CRISTO
Venerabilissimi ed Eccellentissimi Fratelli Vescovi e benedetti Figli nel Signore,
Per grazia di Dio, che tutto dona, entriamo oggi nel nuovo anno ecclesiastico, onorando e celebrando con salmi, inni e canti spirituali, all’inizio del suo corso, la “Giornata di preghiera per la protezione dell’ambiente naturale”.
La crisi ecologica contemporanea, multidimensionale, è una crisi della libertà dell’essere umano, della sua religione e filosofia, della sua etica e cultura. È preceduta dalla “cattiva alterazione” della nostra libertà, dal nostro distacco e alienazione dalla Fonte della Vita, e seguita da comportamenti distruttivi per l’ambiente naturale. Siamo profondamente grati per il fatto che le iniziative e gli interventi pionieristici del Patriarcato Ecumenico, ininterrottamente dal 1989 ad oggi, non solo abbiano rivelato i parametri spirituali del problema ecologico, ma abbiano anche aperto nuove vie e prospettive per affrontarlo. Le conferenze ecologiche, i relativi dialoghi inter-cristiani e interreligiosi, le specifiche proposte della Grande Chiesa sulle questioni ambientali, il riferimento alle dimensioni e alle conseguenze sociali della crisi ecologica e altre iniziative simili, costituiscono una vigorosa proposta ambientale, che pone l’accento sull’urgente necessità di una “svolta copernicana” nella comprensione dell’idea di progresso e nell’atteggiamento dell’umanità verso la natura, nonché nelle modalità di azione dei fattori della vita politica, economica e sociale, delle Chiese e delle religioni, della scienza e della tecnologia e dell’educazione delle nuove generazioni.
Continueremo, con il lavoro e con la parola, a promuovere la proposta ecologica della Santa Grande Chiesa di Cristo, il dinamismo ecofilo del rapporto eucaristico, ascetico e dossologico con il creato, sottolineando sempre che è necessario un attento lavoro teologico per chiarire l’autentico messaggio ecologico della nostra fede e tradizione Ortodossa, per il bene del creato “assai bello”.
Siamo certi che la messa in luce delle dimensioni religiose ed etiche della minaccia ecologica porterà alla consapevolezza dell’importanza cruciale della “responsabilità ecologica”. Infine, l’uomo deve smettere di comportarsi come se non sapesse e deve respingere definitivamente l’illusione che il pianeta Terra possa superare per sempre i fardelli e i disastri antropogenici, che la natura abbia il potere di rigenerarsi da sé stessa. L’etica della responsabilità per la salvaguardia dell’ambiente naturale deve essere espressa a livello globale, nazionale, locale e personale. Ribadiamo ancora una volta che lo sviluppo della responsabilità ecologica è un “imperativo categorico” per l’umanità, di fronte alla più grande minaccia a cui essa sia stata chiamata ad affrontare nel corso della sua intera storia.
In modo più evidente, avendo come il modello antropologico dominante, quello rappresentato dal “ricco stolto” del Vangelo (Luca 12,17-21), con “costruirò più grandi magazzini e vi radunerò tutti i miei beni e le mie ricchezze” e “anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia.”, l’umanità sta minando il proprio futuro e distruggendo la propria “casa”. I “peccati moderni” dell’umanità hanno creato, e continuano a creare, nuove divisioni e fratture tra l’uomo e la natura. Il moderno “uomo-dio” ignora misure e limiti in nome di pianificazioni geopolitiche e interessi economici, del consumismo e del soddisfacimento di bisogni, in sostanza, insaziabili, ma anche, più profondamente, a causa di rovesciamenti interiori esistenziali e di valori. Le conseguenze di un dominio globale della volontà di manipolazione, strumentalizzazione e sfruttamento della natura si riveleranno tragiche per la vita sul nostro pianeta.
La progressiva accettazione e l’istituzione ufficiale del 1° settembre da parte del mondo cristiano come Giornata per la Protezione dell’Ambiente Naturale assume oggi un significato particolare quale simbolo e promozione concreta dell’unità dei cristiani. Inoltre, la glorificazione del “fattore di tutto il creato”, all’inizio dell’Indizione nella nostra tradizione liturgica, costituisce un prezioso patrimonio, quale invito ed esortazione al rispetto del creato, il quale subisce le conseguenze dell’inappropriata insidia di origine umana.
Venerabilissimi fratelli e figli amatissimi,
Il rispetto per i pilastri fondamentali della civiltà ecologica può arrestare le tendenze eco-distruttive e aprire la strada a un “senso unico ecologico” dello sviluppo sostenibile. Più in generale, l’umanità ha bisogno di un consenso su un nucleo di valori fondamentali comuni che, in un mondo di fratture e polarizzazioni, funzioni da bussola per il cammino verso il futuro. Consideriamo come perno di questo insieme di valori il principio della solidarietà, quale fattore di corresponsabilità, dialogo e sincera reciprocità, insieme alla responsabilità collettiva per la salvaguardia dell’ambiente naturale. Sia il rispetto concreto della sacralità della persona umana, sia la cura per l’integrità del creato costituiscono, da una prospettiva cristiana, manifestazioni vitali della realizzazione eucaristica della Chiesa e della vocazione dell’uomo a divenire “sacerdote” della creazione.
In questo spirito, augurando che il nuovo anno ecclesiastico sia propizio e fecondo di opere buone e gradite a Dio, invochiamo su tutti voi — per le preghiere e l’intercessione della Vergine Tutta Santa Pammakaristos, la cui sacratissima icona custodiamo devotamente nel Venerando Tempio Patriarcale e baciamo “con le labbra, con il cuore e con la volontà” — la grazia e la misericordia del Signore e Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, il cui santissimo nome sia benedetto e glorificato ora e sempre e nei secoli infiniti. Amen!
1° Settembre 2026
Il Patriarca di Costantinopoli
fervente intercessore presso Dio per tutti voi
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ALLA SACRA ARCIDIOCESI ORTODOSSA D’ITALIA ED ESARCATO PER L’EUROPA MERIDIONALE





















