PARROCCHIA DI SAN GIUSEPPE IL FALEGNAME
La Parrocchia ha iniziato a operare dall’anno 2023 e le Sante Liturgie si svolgono in lingua romena, slavonica e italiana.
La Parrocchia ha iniziato a operare dall’anno 2023 e le Sante Liturgie si svolgono in lingua romena, slavonica e italiana.
La parrocchia ortodossa sul territorio eugubino è attiva dal 2007 e celebra le Sante Liturgie secondo il calendario giuliano (vecchio calendario). Le funzioni religiose si svolgono in lingua romena, slava e italiana, accogliendo fedeli di diverse nazionalità e tradizioni culturali. Tra le principali iniziative della parrocchia vi sono attività di beneficenza, il catechismo per bambini e adulti e momenti di incontro e preghiera comunitaria.
La Parrocchia è formata principalmente da fedeli ucraini e la lingua delle celebrazioni solo l’ucraino e l’italiano. Oltre all’opera liturgica e catechetica, la Parrocchia collabora con diverse associazioni per sostenere la popolazione bisognosa in Ucraina, ed è attiva in tutte le iniziative locali per la pace.
La Parrocchia funziona da oltre dodici anni; è composta principalmente da fedeli ucraini e le funzioni liturgiche si tengono in lingua ucraina.
La Parrocchia è composta principalmente da fedeli ucraini e le funzioni liturgiche si tengono in lingua ucraina.
La parrocchia ortodossa di Potenza è stata fondata nell’ottobre 2024 con la benedizione di Sua Eminenza Policarpo, Arcivescovo Metropolita della Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia È una parrocchia principalmente romena ma le Sacre Funzioni sono celebrate in romeno e in italiano. È frequentata dai fedeli residenti in Basilicata e nelle regioni vicine. La chiesa è un monumento storico del tredicesimo secolo ed è stata concessa a titolo gratuito alla comunità dalla Curia Arcivescovile di Potenza. La parrocchia tiene una scuola di catechesi per adulti e bambini e offre accoglienza, secondo le proprie possibilità, alle persone che si trovano in difficoltà.
La Parrocchia della Natività di San Giovanni Battista di Torino viene eretta il 25 Marzo 2000 presso la Chiesa della Annunciazione dell’antico Istituto delle Povere Orfane di Via delle Orfane 11 a Torino, nel quadrilatero romano del centro storico cittadino. Essa svolge ordinariamente: il servizio liturgico, le catechesi per adulti, ragazzi e bambini, assistenza spirituale per i malati in ospedale e ospita corsi di Psaltica e musica bizantina. La comunità parrocchiale è ampia ed eterogenea con fedeli e famiglie di diverse nazionalità: greci, italiani, rumeni, albanesi, ucraini, siriani e moldavi. Le celebrazioni si svolgono in lingua greca ed italiana dando spazio, nel culto, alla preghiera dei fedeli nelle loro diverse lingue di appartenenza. La Parrocchia ha l’onore di ospitare presso il santo altare le reliquie: della Santa Croce, di Santa Giustina martire, di S.Iosif l’esicasta, degli anonimi monaci martiri del monastero di San Saba e San Teodoro il Cenobiarca e del beato Anthimos di Aghia Anna; oltre al culto al precursore e profeta Battista Giovanni, patrono cittadino, rivolge particolare devozione ai Santi ortodossi locali: San Massimo primo vescovo di Torino e i Martiri Ottavio, Solutore, Avventore e Dalmazio.
Fondata nel 2009 come Chiesa Ortodossa di Chieti–Pescara dei Santi Costantino ed Elena e San Nicola, ha oggi sede presso la Chiesa di Sant’Antonio, in Viale Abruzzo a Chieti Scalo. Ogni settimana riunisce fedeli di molte nazioni — ucraini, romeni, moldavi, russi e italiani — nella bellezza della Divina Liturgia, cantata in slavo, greco, italiano e ucraino. Le confessioni, i battesimi, i matrimoni e la Liturgia domenicale fanno della parrocchia una vera “casa” per tanti immigrati. In questi anni sono state accolte, inoltre, tantissime visite guidate — di scuole, associazioni e semplici curiosi — desiderosi di conoscere da vicino la fede e la liturgia ortodossa. Tra queste, le visite delle scuole elementari, durante le quali viene presentata l’Ortodossia ai bambini con parole semplici, sensibilizzando la città alla bellezza della fede ortodossa e favorendo il dialogo e la reciproca conoscenza. Dal 2022 la comunità è divenuta punto di riferimento regionale per gli aiuti umanitari all’Ucraina — medicinali, vestiario, cibo — e per l’accoglienza dei profughi, in fraterna collaborazione con la Diocesi Cattolica locale. La liturgia viene celebrata in italiano, staroslavo e ucraino.
La parrocchia di San Giovanni il Nuovo di Suceava in Mondovì è stata fondata nell’anno 2010, con la benedizione dell’allora metropolita di Italia e Malta Gennadios di venerata memoria. La comunità parrocchiale è costituita per la maggior parte da fedeli romeni, ma comprende anche fedeli greci, russi, serbi e bulgari provenienti dal territorio monregalese. Nel 2018, attraverso la proficua collaborazione con la curia cattolica di Mondovì, alla comunità è stata concessa in comodato d’uso la chiesa nella quale attualmente si svolge la intensa vita liturgica. Questa realtà, ormai ben consolidata, offre assistenza spirituale a tutti coloro che la frequentano. La divina Liturgia è celebrata tutte le domeniche e nelle festività principali in romeno ed italiano, così come le omelie e la catechesi.
La parrocchia è un’appendice della chiesa San. Demetrio di Modena. Le lingue usate durante la divina liturgia sono: italiano, rumeno, greco e russo e i parrocchiani sono di etnie variegate; rumeni, moldavi, italiani, russi, ucraini e greci.
La parrocchia di San Nettario a Parma è stata fondata nell’anno del Signore 1995 dai fedeli ortodossi di etnia greca. Ad oggi la parrocchia è formata dai fedeli di varie nazionalità: romeni e moldavi (in maggioranza), greci, ucraini, italiani e russi. La lingua del culto, oltre l’italiano, è il romeno ma durante la celebrazione eucaristica i fedeli presenti recitano nella propria lingua il simbolo di fede (Credo) e la preghiera del “Padre nostro”. L’apostolo viene letto anche nella lingua greca. La parrocchia, oltre al conforto spirituale, offre ai fedeli che hanno bisogno anche prodotti alimentari. I prodotti alimentari vengo raccolti dai negozi da una associazione ONLUS, depositati nella loro sede, selezionati e offerti agli enti in possesso di un codice fiscale e con un’offerta annuale per sostenere i costi di raccolta e distribuzione. La Parrocchia si impegna a trasmettere la fede ortodossa ai giovani e tutti quelli che desiderano conoscere l’Ortodossia, senza fare proselitismo, rispettando i canoni della chiesa e facendo onore alla Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e al Patriarcato di Constantinopoli.
La Chiesa di San Zenone è uno storico santuario situato nella parte antica della città di Reggio Emilia. La chiesa è menzionata nei documenti storici già dal 1302. Nel 1763 l’edificio fu completamente ricostruito dall’architetto Giovanni Battista Cattani, mentre l’attuale facciata e il campanile assunsero il loro aspetto moderno dopo il restauro del 1929 diretto da Prospero Sorgato. All’interno della chiesa si trovano altari laterali e opere d’arte sacra. Dagli anni Venti del XXI secolo la Chiesa di San Zenone è stata concessa in uso alla comunità ortodossa dedicata a San Giobbe di Pochaiv. Da allora nella chiesa vengono celebrate regolarmente funzioni ortodosse per fedeli di diverse nazionalità residenti nella regione Emilia-Romagna.
La parrocchia di San Giobbe di Pochaiv a Reggio Emilia è una comunità ortodossa multinazionale che unisce fedeli di diverse nazioni, ucraini, moldavi, georgiani, bielorussi, russi, rappresentanti dei popoli baltici, nonché italiani, attorno alla vita ecclesiale, alla preghiera comune e al sostegno spirituale. La comunità rappresenta un punto di riferimento per la diaspora ortodossa della regione Emilia-Romagna, offrendo aiuto alle famiglie recentemente trasferite e custodendo le tradizioni liturgiche e corali della Chiesa d’Oriente. Presso la parrocchia si svolgono regolarmente celebrazioni festive, incontri spirituali e momenti di fraternità tra fedeli di diverse nazionalità. Particolare attenzione viene dedicata alla conservazione della spiritualità ortodossa, delle tradizioni liturgiche slave e ucraine, nonché alla convivenza fraterna dei popoli ortodossi nell’Europa occidentale. La Liturgia è celebrata in ucraino, italiano, rumeno, georgiano.
La Parrocchia Greco-Ortodossa di Firenze sita nel centro della città, tra il ponte Vecchio ed il ponte Santa Trinita. L’apside è costruita proprio sopra il fiume Arno da cui deriva il suo nome “San Jacopo Soprarno”. Si tratta di una Basilica del XI Secolo di stile romanico con aggiunte architettoniche in stille barocco del XVIII secolo. La parrocchia, inaugurata da Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo nel Maggio del 2006 costituisce una presenza viva da 20 anni a Firenze. La vita liturgica della parrocchia è quotidiana, con la celebrazione dei Sacramenti, le varie funzioni durante tutta la settimana, offrendo ai fedeli un’intensa vita spirituale e pastorale. La parrocchia sviluppa numerose attività catechetiche, culturali, spirituali e caritative, tra cui la scuola di catechismo, incontri giovanili, una scuola di iconografia bizantina, corsi di musica bizantina, eventi scientifici e culturali, nonché una biblioteca aperta ai fedeli. Inoltre, viene svolta un’importante opera caritativa (prodotti alimentari e medicinali in collaborazione con la Caritas e la farmacia dell’Arcidiocesi della città) e sociale a sostegno delle famiglie di persone gravemente malate che arrivano dalla Grecia, specialmente bambini piccoli nel famoso ospedale universitario pediatrico “Meyer” di Firenze e delle persone in difficoltà. Pur essendo una Parrocchia Greco-Ortodossa, essa conserva un forte carattere multinazionale ed ecumenico, accogliendo fedeli di numerose nazionalità, tra cui italiani, greci, rumeni, russi, ucraini, serbi, bulgari, siriaci e altri, formando così una comunità ortodossa multietnica. Le principali lingue liturgiche utilizzate sono il greco e l’italiano.
La storia ci racconta che la chiesa, poi denominata Sant’Anna dei Greci, non era nata con questo nome, né era riservata alla comunità greco-ortodossa. La chiesa originale, edificata tra il XII e il XIII secolo, si chiamava Santa Maria in Porta Cipriana, era una chiesa cattolica di rito romano e si trovava in via San Bartolomeo (odierna via Birarelli), strada che da San Ciriaco conduceva a Porta Cipriana, un importante accesso alla città. I fatti che conducono alla donazione di questo edificio alla comunità greca ebbero inizio nell’anno 1380 quando il legato papale per l’oriente, Paolo Tagaris Paleologo, donò ai cittadini greci di Ancona dei preziosi resti sacri, tra cui il piede destro di Sant’ Anna, madre di Maria. Le sacre reliquie, con l’autorizzazione del vescovo, furono collocate in Santa Maria in Porta Cipriana. Da questa circostanza nacque un primo profondo legame trai greci di Ancona e la chiesa in questione, che evidentemente si consolidò nel tempo, tanto che alcuni secoli più tardi, esattamente nel 1524, Papa Clemente VII, con una apposita bolla, assegnò Santa Maria in porta Cipriana alla comunità greca conferendo ai fedeli la prerogativa di celebrarvi le funzioni religiose secondo il loro rito e, allo stesso tempo, decretò l’esenzione della stessa dalla giurisdizione del vescovo di Ancona. Fu così che la chiesa fu ribattezzata Sant’ Anna dei Greci e al suo interno venne posta la tomba di Alessio Lascaris, della famiglia dei Paleologhi. Durante la Seconda guerra mondiale la chiesa fu completamente distrutta dai bombardamenti dalle forze alleate. Da quel momento il desiderio di farla tornare in vita non ha mai abbandonato la comunità Greco-ortodossa di Ancona.
Nell’ anno 2017 il Metropolita Gennadios Zervos ha dato la benedizione per ripristinare la comunità e l’ortodossia in Ancona. Sono così ricominciate le attività di una parrocchia ortodossa, giustamente dedicata alla Sant’Anna. La prima Divina Liturgia è stata celebrata il 05 novembre del 2017.Essa è diventata punto di riferimento importante per tutti gli ortodossi (greci, romeni, russi, ucraini, giorgiani) di Ancona e dintorni. La Divina Liturgia è celebrata in lingua italiana, come ponte di unione di questa comunità multietnica.
La parrocchia è composta da moldavi, romeni, bulgari, russi, ucraini, bielorussi, macedoni, albanesi e greci e le lingue del culto sono il moldavo/romeno, il russo e l’italiano.
– Beneficenza (volontariato) e distribuzione mensile di prodotti alimentari, (Forniti dal Banco Alimentare delle Marche).