Vincenzo di Lerino
Le informazioni sulla vita di San Vincenzo sono molto scarse. La nostra principale fonte su di lui è l’opera di Gennadio di Massilia “Sugli uomini famosi” (latino: De viris illustribus), composta intorno al 495 come continuazione dell’opera dallo stesso titolo di San Girolamo di Stridone (15 giugno).
Vincenzo nacque nella città di Toul, nel nord-est di quella che oggi è la Francia, ed era fratello di San Lupo di Troyes (29 luglio). Dopo aver prestato servizio nell’esercito (latino: secularis militia), entrò nel monastero di Sant’Onorato (16 gennaio) a Lerins (Lérins), dove fu tonsurato e ordinato sacerdote.
Nel 434, sotto lo pseudonimo di Peregrinus, San Vincenzo scrisse la sua opera più famosa: “Commento contro gli eretici” (latino: Commonitorium adversus Hæreticos), che egli compose nel 434, tre anni dopo che il Terzo Concilio Ecumenico di Efeso aveva condannato i Nestoriani. In questo libro egli distingueva tra gli insegnamenti della Chiesa e le eresie del suo tempo. È ricordato per aver detto che i cristiani devono seguire la vera Fede che è stata mantenuta “dappertutto, sempre e da tutti”. Egli difese anche il termine “Theotokos” applicato alla Madre di Dio, in opposizione agli insegnamenti di Nestorio, che furono condannati al Terzo Concilio Ecumenico.
Egli si addormentò durante il regno degli Imperatori Teodosio II e Valentiniano III, cioè nell’anno 450 o prima. San Vincenzo fu molto apprezzato dai suoi contemporanei. Sant’Eucherio di Lione (16 novembre) lo chiama un uomo santo, eminente per la sua eloquenza e la sua conoscenza. D’altra parte, San Vincenzo descrive umilmente se stesso come “il più piccolo di tutti i servi di Dio, e meno del più piccolo di tutti i Santi, e indegno di portare il santo nome di cristiano”.
San Vincenzo si addormentò nel Signore intorno al 445. Le sue sante reliquie sono conservate a Lerins.



