traslazione delle sante reliquie di San Pietro, metropolita di Mosca
San Pietro, metropolita di Mosca, morì il 21 dicembre 1326. La prima traslazione delle sue reliquie avvenne il 1 luglio 1472 e fu istituita una festa. La seconda traslazione delle reliquie di San Pietro avvenne dopo la consacrazione della Cattedrale della Dormizione, ricostruita il 24 agosto 1479, e la festa del 1 luglio fu sostituita.
Vi fu una festa dell’apparizione delle reliquie di San Pietro (4 agosto) in occasione di un’apparizione alla moglie di Ivan il Terribile (1533-1584), la zarina Anastasia (1547-1560). San Pietro apparve alla zarina Anastasia e non permise a nessuno di aprire la sua tomba. Comandò che la tomba fosse sigillata e che fosse istituita una festa.
Si conservano tre epistole di San Pietro. La prima era indirizzata ai sacerdoti, con un’esortazione a compiere degnamente il loro servizio pastorale e a prendersi cura con zelo dei loro figli spirituali. Si concludeva con un’esposizione della legge ecclesiastica riguardante i sacerdoti vedovi, volta a proteggerli dal biasimo e dalla tentazione. Egli consigliava loro di stabilirsi in un monastero e che i loro figli fossero iscritti a una scuola monastica per la crescita e l’istruzione. Nella seconda missiva il santo esortava i sacerdoti a essere veri pastori e non mercenari, e a preoccuparsi di consolidare in se stessi le virtù cristiane e pastorali. Nella terza lettera, San Pietro ancora esorta i sacerdoti riguardo ai loro doveri pastorali, ed esorta i laici a compiere i comandamenti di Cristo.
Prominente nelle questioni tra Chiesa e stato, c’era una buona ragione perché già i suoi contemporanei paragonassero San Pietro ai santi Basilio il Grande, Gregorio il Teologo e Giovanni Crisostomo. Lo sforzo principale di San Pietro fu la lotta per uno stato russo unificato e la benedizione di Mosca come unificatrice della terra russa.



