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Thais di Egitto - immagine

Thais di Egitto

05-10

Santa Thais visse in Egitto nel V secolo. Rimasta orfana dopo la morte dei suoi genitori, che erano ricchi, condusse una vita pia, distribuendo le sue ricchezze ai poveri e offrendo ospitalità ai pellegrini nella sua proprietà. Decise che non si sarebbe mai sposata, ma che avrebbe dedicato la sua vita a servire Cristo.

Dopo aver speso tutta la sua eredità, Thais fu tentata di procurarsi altro denaro con qualsiasi mezzo, e cominciò a condurre una vita peccaminosa. Gli Anziani di Sketis, vicino ad Alessandria, vennero a sapere della sua caduta e chiesero a San Giovanni il Nano (9 novembre) di andare da Thais e persuaderla a pentirsi. «Lei è stata buona con noi», dissero, «ora forse possiamo aiutarla. Tu, Padre, sei saggio. Va’ e cerca di salvare la sua anima, e noi pregheremo che il Signore ti aiuti».

L’Anziano si recò alla sua casa, ma la serva di Thais non volle permettergli di entrare. San Giovanni disse: «Di’ alla tua padrona che le ho portato qualcosa di molto prezioso». Thais, sapendo che i monaci a volte trovavano perle sulla riva, disse alla sua serva di far entrare il visitatore. San Giovanni si sedette e la guardò in viso, poi cominciò a piangere. Thais gli chiese perché piangesse. «Come potrei non piangere», disse, «quando hai abbandonato il tuo Sposo, il Signore Gesù Cristo, e con le tue opere compiaci satana?»

Le parole dell’Anziano trafissero l’anima di Thais come una freccia ardente, e subito lei si rese conto di quanto peccaminosa fosse diventata la sua vita presente. Con timore, gli chiese se Dio avrebbe accolto il pentimento di una peccatrice come lei. San Giovanni rispose che il Salvatore attendeva il suo pentimento. Proprio per questo Egli era venuto, per cercare e salvare ciò che è perduto. «Ti accoglierà con amore», disse, «e gli angeli gioiranno per te. Come lo stesso Salvatore ha detto, un solo peccatore che si pente fa rallegrare le potenze del Cielo» (Luca 15,7).

Un sentimento di pentimento l’avvolse e, considerando le parole dell’Anziano come una chiamata dello stesso Signore a ritornare a Lui, Thais tremò e pensò soltanto a trovare la via della salvezza. Si alzò e lasciò la sua casa senza parlare ai suoi servi, e senza prendere alcuna disposizione riguardo ai suoi beni, tanto che perfino San Giovanni ne rimase meravigliato.

Seguendo San Giovanni nel deserto, si affrettò a ritornare a Dio attraverso la penitenza e la preghiera. Calata la notte, l’Anziano preparò un posto perché Thais si potesse stendere e dormire. Le fece un guanciale con la sabbia, poi si allontanò un poco e, dopo le sue preghiere della sera, si addormentò.

Nel cuore della notte, fu svegliato da una luce che scendeva dal cielo fino al luogo dove Thais riposava. Nella luce sfolgorante vide santi angeli che portavano la sua anima in Paradiso. Quando si avvicinò a Thais, la trovò morta.

San Giovanni pregò e chiese a Dio di rivelargli se Thais fosse stata salvata. Gli apparve un angelo di Dio e gli disse: «Abba Giovanni, la sua sola ora di pentimento è stata pari a molti anni, perché si è pentita con tutta l’anima e con cuore contrito».

Dopo aver sepolto il corpo della santa, San Giovanni tornò a Sketis e raccontò ai monaci ciò che era accaduto. Tutti resero grazie a Dio per la Sua misericordia verso Thais che, come il ladrone saggio, si pentì in un solo istante.