Teodosia m.
Santa Teodosia di Tiro visse tra il III e il IV secolo. Una volta, durante una persecuzione contro i cristiani che già durava da cinque anni, la diciassettenne Teodosia si recò a visitare alcuni prigionieri cristiani condannati, nel Pretorio di Cesarea in Palestina. Era il giorno della santa Pasqua, e i Martiri parlavano del Regno di Dio. Santa Teodosia chiese loro di ricordarsi di lei quando si sarebbero presentati davanti al Signore.
Quando i soldati videro che la fanciulla si era inchinata davanti ai prigionieri, la afferrarono e la condussero al cospetto del governatore Urbano. Il governatore esortò la Santa ad offrire sacrifici agli idoli, ma lei rifiutò, professando la sua fede in Cristo. Allora fu sottoposta a crudeli torture; i suoi fianchi e il petto furono lacerati con artigli di ferro fino a scoprirne le ossa. Ella sopportò tutto in silenzio con stupefacente coraggio. Di nuovo Urbano le ordinò di sacrificare, ma lei lo schernì dicendo: “Uomo stolto, perché insisti? Non vedi che ho ricevuto tutto ciò che ho chiesto in preghiera, e che è per me un onore condividere la sorte di questi Martiri per Cristo?”
Dopo aver detto questo, fu tormentata ancor più duramente di prima. La santa vergine fu gettata in mare con una pietra legata al collo, ma gli Angeli la salvarono dagli abissi. Poi la gettarono nell’arena perché fosse divorata dalle belve feroci. Vedendo che le bestie non la toccavano, i soldati la decapitarono.
Quella notte santa Teodosia apparve ai suoi genitori, che avevano cercato di convincere la loro figlia a non lasciarsi torturare. Indossava vesti sfolgoranti, una corona sul capo, e teneva in mano una luminosa croce d’oro. Disse loro: “Ecco la grande gloria della quale volevate privarmi!”
La santa vergine martire Teodosia di Tiro soffrì per Cristo il 3 aprile dell’anno 307 o 308. È commemorata anche il 29 maggio (traslazione delle sue reliquie a Costantinopoli, e in seguito a Venezia).



