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Teodosia di Tiro m. - immagine

Teodosia di Tiro m.

05-29

La santa martire vergine Teodosia di Tiro visse tra il III e il IV secolo. Una volta, durante una persecuzione contro i cristiani che durava ormai da cinque anni, la diciassettenne Teodosia visitò alcuni cristiani prigionieri, condannati, nel Pretorio di Cesarea in Palestina. Era il giorno della santa Pasqua, e i martiri parlavano del Regno di Dio. Santa Teodosia chiese loro di ricordarsi di lei quando si sarebbero presentati davanti al Signore.

Quando i soldati videro che la fanciulla si era inchinata davanti ai prigionieri, la afferrarono e la condussero al cospetto del governatore, Urbano. Il governatore esortò la santa a offrire sacrifici agli idoli, ma ella rifiutò, professando la sua fede in Cristo. Allora fu sottoposta a crudeli torture; i suoi fianchi e il suo petto furono lacerati con artigli di ferro finché le ossa non rimasero scoperte. Ella sopportò tutto in silenzio, con stupefacente coraggio. Di nuovo Urbano le ordinò di sacrificare, ma lei lo schernì dicendo: “Uomo stolto, perché insisti? Non vedi che ho ricevuto tutto ciò che ho chiesto in preghiera, e che sono onorata di condividere la sorte di questi martiri per Cristo?”

Dopo aver detto questo, fu tormentata ancor più severamente di prima. La santa vergine fu gettata in mare con una pietra legata al collo, ma gli angeli la salvarono dagli abissi. Poi la gettarono nell’arena perché fosse divorata dalle belve. Vedendo che le bestie non la toccavano, i soldati la decapitarono.

Quella notte santa Teodosia apparve ai suoi genitori, che avevano cercato di persuadere la figlia a non lasciarsi torturare. Indossava vesti splendenti, aveva una corona sul capo e teneva in mano una luminosa croce d’oro. Disse loro: “Ecco la grande gloria della quale volevate privarmi!”

La santa martire vergine Teodosia di Tiro subì il martirio per Cristo il 3 aprile dell’anno 307 o 308. È commemorata anche il 29 maggio (traslazione delle sue reliquie a Costantinopoli e, in seguito, a Venezia).