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Teodoro e Medimno e i 77 compagni mm. in Nicomedia

09-05

I Santi Martiri Urban, Teodoro, Medimno e settantasette compagni soffrirono a Nicomedia durante il regno dell’imperatore ariano Valentus (Valente) (364-378 o 379). Il vescovo ortodosso Evagrio fu bandito dalla Chiesa di Costantinopoli, e i cristiani che non volevano accettare l’eresia ariana furono rinchiusi in prigione e sottoposti a varie angherie.

Spinti alla disperazione, i cristiani ortodossi decisero di chiedere protezione all’imperatore e inviarono 80 uomini scelti di grado religioso, guidati dai Santi Urban, Teodoro e Medimno.

Udendo le loro giuste lamentele, l’imperatore andò su tutte le furie, ma sapeva come nascondere la propria ira. Silenziosamente convocò l’eparca Modesto e gli ordinò di mettere a morte i delegati. Modesto li fece salire su una nave, dicendo loro che sarebbero stati tutti mandati in prigione. Invece, ordinò agli ufficiali della nave di bruciare la nave in mare aperto. La nave fu data alle fiamme e per un po’ galleggiò sul mare. Infine, giunta in un luogo chiamato Dakizis, la nave bruciò insieme a tutti i santi martiri che erano a bordo.