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Sinassi della Panaghia “Axion Estin” - immagine

Sinassi della Panaghia “Axion Estin”

06-11

Secondo la Tradizione, durante la persecuzione iconoclasta di Leone III l’Isaurico (717-741), un’Icona della Theotokos fu colpita con la spada da uno dei soldati dell’Imperatore. Dall’Icona scorse sangue che fluì nel mare. Sconvolto da questo segno, il peccatore pentito fuggì al Monte Athos. Un giorno vide l’Icona, che era giunta galleggiando da Costantinopoli, giacere sulla riva: essa sanguinava ancora e tingeva d’un rosso l’acqua. Egli corse verso di essa e, con timore e tremore, la portò alla chiesa del Protaton. Lì l’Icona cessò di sanguinare, indicando che la Panagia lo aveva perdonato per aver profanato la sua santa Icona.

Molti anni dopo, un certo Anziano e il suo discepolo vivevano in una grotta vicino a Karyes. Nella notte di sabato del 982, l’Anziano andò ad assistere alla Veglia di Tutta la Notte a Karyes, lasciando il suo discepolo nella cella per leggere l’ufficio. Quando si fece buio, un monaco sconosciuto giunse alla cella. Disse che il suo nome era Gabriele, e il discepolo lo invitò a entrare.

Poiché era l’ora della Veglia, i due monaci iniziarono a pregare davanti all’Icona della Madre di Dio. Quando ebbero terminato l’ottava Ode del Canone, il discepolo iniziò a cantare: «L’anima mia magnifica il Signore…» e poi intonò l’irmos di Santo Cosma l’Innografo (14 ottobre): «Più onorevole dei Cherubini…». L’ospite allora cantò il versetto seguente: «Perché ha guardato l’umiltà della sua serva; d’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata». Quindi, invece di cantare «Più onorevole…», il visitatore lo precedette con: «È veramente degno di benedirti, o Theotokos, sempre beata e tutta immacolata, e Madre del nostro Dio». Poi continuò con «Più onorevole».

Durante il canto di questo inno, l’Icona fu illuminata da una luce celeste, e il discepolo fu commosso fino alle lacrime. Egli chiese al suo ospite di scrivere le nuove parole, ma non c’era carta. Lo straniero prese una tegola del tetto e scrisse su di essa l’intero inno con il dito, come se fosse di cera. Allora il discepolo capì che quello non era un monaco ordinario, ma l’Arcangelo Gabriele. Il visitatore celeste gli disse: «Canta l’inno in questo modo, e così anche tutti gli Ortodossi». Poi scomparve. La luce continuò a irradiare dall’Icona per molto tempo.

L’Icona Eleousa (Misericordiosa) della Madre di Dio, davanti alla quale l’inno «È veramente degno» fu cantato per la prima volta, fu trasferita nel katholikon a Karyes. La tegola, con l’inno scritto sopra dall’Arcangelo Gabriele, fu portata a Costantinopoli quando San Nicola Chrysoberges (16 dicembre) era Patriarca.

Numerose copie dell’Icona «È veramente degno» sono venerate nelle chiese russe. Al porto di Galerna di San Pietroburgo fu costruita una chiesa a cinque cupole in onore della Madre di Dio «Misericordiosa», e in essa fu collocata una copia portatrice di grazia dell’Icona «Axion Estin» inviata dal Monte Athos.

L’iscrizione sul rotolo tenuto da Cristo recita: «Lo Spirito del Signore è sopra di me».

L’Icona Axion Estin è conservata al Trono Alto nel santuario del katholikon della Santa Dormizione a Karyes, la capitale del Monte Athos. Intronizzata sulla sedia di pietra dell’Igumeno, l’Icona è oggetto di grande venerazione. La chiesa è conosciuta come Protaton perché fu la prima chiesa a essere costruita sul Santo Monte nell’843 da Sant’Athanasios l’Athonita (5 luglio). L’iconografia della chiesa fu eseguita nel XIII secolo dal rinomato iconografo Emmanuel Panselinos.

L’Icona prende il nome dall’inno che cantiamo dopo l’epiclesi durante la Divina Liturgia. La cella dove il miracolo ebbe luogo è conosciuta oggi con il nome di «Axion Estin». Il miracolo avvenne l’11 giugno 982, di domenica. La tegola miracolosa sulla quale fu trascritto l’inno fu trasferita al Patriarcato di Costantinopoli e venne esposta alla venerazione dei fedeli nella chiesa imperiale del palazzo di Santo Stefano. Da quel momento in poi, l’inno ampliato Axion Estin divenne parte della Divina Liturgia e di altri uffici della Chiesa.

L’Icona è particolarmente onorata con festività e una processione nel Lunedì Luminosa, e molti miracoli avvengono in quel giorno.

L’Icona stessa è un po’ sbiadita, ma ora è coperta da una riza d’argento. È stata restaurata di recente ed è in buone condizioni. Vi è un’iscrizione: «Μήτηρ Θεού Καρυώτισσα», ovvero «Madre di Dio Karyotissa (di Karyes)». In origine proviene da Costantinopoli, e appartiene al tipo Panagia Eleousa, che fu dipinto per la prima volta dal Santo Apostolo ed Evangelista Luca.

Nel millesimo anniversario del Monte Athos, nel 1963, l’Icona Axion Estin lasciò per la prima volta il Santo Monte per essere venerata ad Atene da migliaia di fedeli. Nel 1985 fu portata a Thessaloniki a bordo di una nave militare e vi fu accolta con gli stessi onori riservati a un Capo di Stato.