Sinassi della Madre di Dio in Dalmazia
Nella Gubernija di Perm, nel distretto di Shadrinsk, sulle rive del fiume Iseti, si trova il Monastero Dalmato della Dormizione. Nella chiesa cattedrale di questo monastero si conserva una miracolosa Icona della Dormizione della Madre di Dio, che apparteneva a padre Dalmàtios (Δαλμάτιος), fondatore di questo monastero.
Nella prima metà del XVII secolo, un certo abitante di Tobolsk, un nobile di nome Demetrio Mokrinsky, lasciò la moglie e i figli e si recò al Monastero di Nev’yan (Diocesi di Tobolsk), dove fu tonsurato col nome di Dalmàtios, in onore dell’asceta del IV secolo, San Dalmàtios di Costantinopoli (3 agosto).
Poiché padre Dalmàtios era noto per la sua eccelsa vita di ascesi e di virtù, i fratelli del Monastero di Nev’yan vollero sceglierlo come loro igumeno, ma, per umiltà, l’anziano non volle accettare una carica così elevata con tutte le sue responsabilità. Lasciò il monastero, portando con sé un’Icona della Dormizione della Madre di Dio.
Nel 1644 arrivò nella Gubernija di Perm, dove si stabilì in una grotta su un terreno appartenente al tartaro di Tyumen Ilegei. Quando Ilegei scoprì che un monaco si era stabilito sulla sua proprietà e che addirittura intendeva fondarvi un monastero, si indignò. Radunati i suoi parenti, si avviò con l’intenzione di scacciare Dalmàtios. Ilegei passò la notte nei pressi della grotta, oltre il fiume Iseti, aspettando l’alba per sferrare un attacco improvviso contro il recluso.
Padre Dalmàtios sembrava trovarsi in imminente pericolo di morte, se avesse tentato di resistere o di difendersi. Non poteva aspettarsi aiuto da alcuno, in nessun luogo, né poteva fuggire, poiché non sapeva che un nemico si celava oltre il fiume nell’oscurità della notte, pronto a versare il suo sangue in qualsiasi istante. Il monaco, tuttavia, non aveva bisogno di alcuna protezione umana, poiché la sua protettrice era la Regina del Cielo.
Mentre Ilegei dormiva, la Madre di Dio gli apparve in sogno, coronata e vestita con un manto scarlatto, tenendo in mano una spada fiammeggiante. La Santissima Theotokos gli vietò severamente di fare del male a padre Dalmàtios, e ordinò a Ilegei di dare al monaco un terreno per un monastero. Svegliato da questa terribile visione, il tartaro andò da padre Dalmàtios, accompagnato da tutti i suoi compagni, e gli cedette un pezzo di terra sul quale edificare un monastero.
La meravigliosa protezione che la Regina del Cielo accordò a Dalmàtios avvenne nel 1646. Nello stesso anno fu fondato il Monastero Dalmato.
Alla fine del 1646, il monastero appena fondato fu attaccato dai Calmucchi. Essi diedero fuoco agli edifici del monastero; alcuni dei monaci che erano fuggiti furono uccisi, altri furono fatti prigionieri. In quel frangente, solo Dalmàtios, il fondatore del monastero, scampò alla morte, salvato dalla miracolosa Icona. Era la stessa Icona della Dormizione della Madre di Dio che egli aveva portato con sé dal Monastero di Nev’yan. Quando i Calmucchi se ne andarono, l’anziano Dalmàtios tornò allo stesso luogo e cominciò da solo a ricostruire il monastero. Qualche anno più tardi, grazie alla sua diligenza, sul luogo del monastero distrutto già sorgeva una chiesa di legno, e nelle vicinanze c’erano anche delle celle per i monaci. I pellegrini iniziarono a visitare il luogo e a fare donazioni per l’ornamento del monastero e del tempio. Da allora, la fama del monastero si diffuse rapidamente ovunque, non solo nei luoghi vicini, ma anche in regioni molto lontane.
Nel 1651, a meno di vent’anni dalla fondazione del Monastero Dalmato, esso fu nuovamente attaccato. Questa volta fu assalito dal principe siberiano Devlet-Girei. Egli saccheggiò e incendiò il monastero. L’Icona della Madre di Dio, però, rimase intatta, sebbene la chiesa fosse completamente bruciata. Solo in un punto, sul retro della tavola, vi era una macchia bruciata dove un certo musulmano aveva appoggiato la mano.
Nel 1702, l’icona fu restaurata dall’iconografo di Tobolsk Ivan Nikitin.
Il monastero fu restaurato da Archimandrita Isacco, figlio di padre Dalmàtios. Egli costruì una chiesa di pietra nel 1707 e vi collocò la miracolosa Icona della Dormizione della Madre di Dio.
Durante il regno dell’Imperatrice Caterina II, il monastero resistette a un assedio di tre giorni da parte delle truppe di Emelian I. Pugachev, mentre i monaci pregavano davanti alla Icona Dalmata.
Nel 1800 l’Icona fu ornata con una riza dorata con corone d’argento e pietre preziose, per ordine dell’igumeno Gedeone. Nel 1864 Archimandrita Methodios fece ordinare a Mosca una nuova riza d’argento dorato, decorata con pietre preziose. L’Icona era posta in un kiot speciale, decorato con intagli, ed era coperta da una colorata tenda di seta, che poteva essere aperta quando necessario.
Il 19 aprile 1852, molti edifici del Monastero, compresa la chiesa superiore, furono distrutti da un incendio.
Ancora una volta, l’Icona Dalmata rimase illesa.
Ogni anno, il 15 febbraio, e poi ancora il 15 agosto, festa dell’Altare del Monastero, grandi folle si recavano al Monastero Dalmato per venerare la miracolosa Icona. I malati ricevono guarigione, secondo la loro fede, da questa miracolosa Icona della Madre di Dio. Questa consuetudine continuò fino al 1917.
All’inizio degli anni Venti del Novecento, dopo la soppressione del monastero, i monaci si recarono in altri monasteri, portando con sé l’Icona Dalmata. Attualmente non vi sono informazioni sul luogo in cui si trovi l’Icona.
Coloro che soffrono fisicamente o spiritualmente pregano davanti all’Icona Dalmata della Santissima Theotokos per ottenere liberazione.

