Sinassi della Madre di Dio a Murom in Russia
Questa icona fu portata da Kiev a Murom dal Santo Principe Costantino di Murom (21 maggio) all’inizio del XII secolo. Per molto tempo, ma del tutto senza successo, San Costantino cercò di attirare al Cristianesimo gli abitanti pagani del principato di Murom. I suoi consigli non incontravano alcuna simpatia; anzi, riempivano il popolo di odio e disprezzo.
I pagani più fanatici complottarono e giurarono di uccidere il Principe, o di scacciarlo da Murom. Quando Costantino scoprì il complotto pregò ferventemente Dio. Poi, prendendo con sé l’Icona della Madre di Dio che aveva portato da Kiev, andò a confrontarsi con i congiurati, confidando nell’intercessione e nell’aiuto della Regina del Cielo. Quando i pagani videro l’Icona furono talmente presi dallo stupore che supplicarono il Principe di perdonarli. Quindi acconsentirono a essere battezzati nella Fede cristiana.
L’icona di Murom è rinomata per molti altri miracoli, il più notevole dei quali è il seguente. Alla fine del XII secolo, San Basilio era il Vescovo di Murom. Il popolo, sospettandolo erroneamente di condurre una vita non adatta al suo alto rango episcopale, decise di ucciderlo. Quando San Basilio venne a conoscenza di tale decisione, chiese ai suoi nemici di rimandare la sua morte fino al mattino. Per tutta la notte pregò nella chiesa dei Santi Boris e Gleb. Dopo aver celebrato la Divina Liturgia, andò nel tempio dell’Annunciazione e lì servì un Moleben davanti all’Icona della Santissima Theotokos, che aveva portato da Kiev. Riponendo tutta la sua speranza nella Regina del Cielo, San Basilio prese la miracolosa Icona e si recò al fiume Oka. Tolta la sua mantya, la stese sull’acqua e vi salì sopra tenendo in mano l’Icona della Madre di Dio. All’improvviso si levò un forte vento e San Basilio fu trasportato a monte, controcorrente. Sei ore dopo, il Vescovo giunse navigando in un luogo chiamato Vecchia Ryazan. Là il popolo e il Principe accolsero il Santo con onore. Tuttavia, poiché Vecchia Ryazan era scarsamente protetta dall’invasione dei Tatari, sotto il cui giogo si trovava allora la Russia, San Basilio decise di cercare un altro luogo più sicuro.
Nel 1291 egli si trasferì nella Nuova Ryazan, portando con sé l’Icona della Madre di Dio. Da allora tutti i suoi successori hanno dimorato nella Nuova Ryazan. Così, con l’abolizione della cattedra di Murom, fu istituita una nuova cattedra episcopale, quella della Nuova Ryazan.
In origine la commemorazione dell’Icona di Murom-Ryazan della Madre di Dio aveva luogo la seconda domenica del Digiuno degli Apostoli, poi nel 1810 (1814?) il Santo Sinodo, su richiesta degli abitanti di Ryazan, cambiò il giorno della festa al 12 aprile, quando si commemora San Basilio.
L’Icona di Murom porta una certa somiglianza con l’Icona di Yakhrom (14 ottobre), nella quale il Divino Bambino è tenuto in braccio sul braccio sinistro della Madre; la Sua mano destra tocca il suo mento, mentre la mano sinistra pende in basso tenendo un rotolo che rappresenta le Scritture. Nell’Icona di Murom, però, il capo del Divino Bambino si appoggia all’indietro sulla spalla della Madre, e il rotolo è aperto a rivelare le parole: «Lo Spirito del Signore è sopra di me» (Luca 4,18).
L’Icona originale non si è conservata (tutte le tracce di essa andarono perdute quando fu trasferita da Murom a Ryazan). Spesso furono fatte copie dell’Icona di Murom, molte delle quali si trovano ora in varie chiese e collezioni museali. Una delle copie era conservata nella Cattedrale della Natività della Theotokos a Murom fino alla sua distruzione nel XX secolo.



