Simeone lo Stilita del Monte Mirabile
San Simeone lo Stilita nacque nell’anno 521 ad Antiochia di Siria da pii genitori, Giovanni e Marta. Fin dalla giovinezza santa Marta (4 luglio) si preparava a una vita di verginità e desiderava ardentemente il monachesimo, ma i suoi genitori insistettero perché sposasse Giovanni. Dopo una fervente preghiera in una chiesa dedicata a san Giovanni il Precursore, alla futura monaca fu mostrato in visione di sottomettersi alla volontà dei genitori e di entrare in matrimonio.
Come donna sposata, santa Marta si sforzava in tutto di piacere a Dio e a suo marito. Spesso pregava per avere un bambino e promise di consacrarlo al servizio di Dio. San Giovanni il Precursore rivelò a Marta che avrebbe avuto un figlio che avrebbe servito Dio. Quando il bambino nacque, fu chiamato Simeone e fu battezzato all’età di due anni.
Quando Simeone aveva sei anni, avvenne un terremoto nella città di Antiochia, nel quale suo padre perì. Simeone si trovava in chiesa al momento del terremoto. Uscito dalla chiesa, si smarrì e trascorse sette giorni ospitato da una donna pia. San Giovanni il Battista apparve di nuovo a santa Marta e le indicò dove trovare il bambino perduto. La madre del santo ritrovò il figlio, e dopo il terremoto si trasferì alla periferia di Antiochia. Già durante la sua infanzia il Signore Gesù Cristo apparve più volte a san Simeone, predicendogli le sue future fatiche ascetiche e la ricompensa per esse.
Il bambino di sei anni, Simeone, si recò nel deserto, dove visse in completo isolamento. Durante questo tempo un angelo portatore di luce lo custodiva e lo nutriva. Alla fine giunse a un monastero, guidato dall’igumeno Abba Giovanni, che viveva in ascesi su una colonna. Egli accolse il ragazzo con amore.
Dopo un certo tempo, san Simeone chiese all’anziano Giovanni di permettergli di lottare anch’egli su una colonna. Con la benedizione dell’igumeno, i fratelli del monastero eressero una nuova colonna vicino alla sua. Compiuta l’iniziazione del fanciullo di sette anni al monachesimo, Abba Giovanni lo pose su questa colonna. Il giovane asceta, fortificato dal Signore, crebbe rapidamente spiritualmente, superando nei suoi sforzi persino il suo esperto istruttore. Per le sue fatiche, san Simeone ricevette da Dio il dono della guarigione.
La fama delle opere del giovane monaco cominciò a diffondersi oltre i confini del monastero. Monaci e laici cominciarono a venire da lui da vari luoghi, desiderando ascoltare i suoi consigli e ricevere la guarigione dalle loro infermità. L’umile asceta continuava a perseguire la sua ascesi ricevendo indicazioni dal suo padre spirituale, Abba Giovanni.
Quando aveva undici anni, Simeone decise di praticare l’ascesi su una colonna più alta, la cui sommità si trovava a dodici metri dal suolo. I vescovi di Antiochia e di Seleukia vennero nel luogo delle fatiche del monaco e lo ordinarono diacono. Poi gli permisero di salire sulla nuova colonna, sulla quale san Simeone faticò per otto anni.
San Simeone pregava ardentemente affinché lo Spirito Santo scendesse su di lui, e la santa preghiera dell’asceta fu esaudita. Lo Spirito Santo discese su di lui in forma di luce fiammeggiante, riempiendo l’asceta di sapienza divina. Insieme alle istruzioni orali, san Simeone scrisse lettere sulla penitenza, sul monachesimo, sull’Incarnazione di Cristo e sul futuro Giudizio.
Dopo la morte del suo anziano, la vita di san Simeone seguì un certo schema. Dal sorgere del sole fino al primo pomeriggio leggeva libri e copiava la Sacra Scrittura. Poi si alzava e pregava tutta la notte. Quando iniziava il nuovo giorno, si riposava un poco, quindi cominciava la sua consueta Regola di preghiera.
San Simeone concluse le sue fatiche sulla seconda colonna e, per disposizione di Dio, si stabilì sul Monte Mirabile, divenendo un anziano esperto per i monaci del suo monastero. L’ascesa al Monte Mirabile fu segnata da una visione del Signore, in piedi in cima a una colonna. San Simeone continuò le sue fatiche in quel luogo dove aveva visto il Signore, dapprima su una pietra, e poi su una colonna.
A san Simeone furono rivelati eventi futuri, e così egli predisse la morte dell’arcivescovo Efrem di Antiochia e la malattia del vescovo Domno, che lo colpì come punizione per la sua mancanza di pietà. Infine, san Simeone predisse un terremoto per la città di Antiochia ed esortò tutti gli abitanti a pentirsi dei loro peccati.
San Simeone fondò un monastero sul Monte Mirabile, dove i malati da lui guariti costruirono una chiesa in segno di gratitudine per la misericordia che era stata loro mostrata. Il santo pregò per una sorgente d’acqua per le necessità del monastero, e una volta, durante una carestia di grano, i granai del monastero furono riempiti di frumento grazie alle sue preghiere.
Nell’anno 560 il santo asceta fu ordinato sacerdote da Dionysios, vescovo di Seleukia. All’età di settantacinque anni, san Simeone fu avvertito dal Signore della sua fine imminente. Radunò i fratelli del monastero, li istruì in un discorso di commiato e si addormentò serenamente nel Signore nell’anno 596, dopo aver faticato come stilita per sessantotto anni.
Dopo la morte, il santo operò miracoli come quando era in vita. Guariva ciechi, zoppi e lebbrosi, salvando molti dalle bestie selvagge, cacciando i demoni e risuscitando i morti.



