Sant’Or
San Hor, nella sua giovinezza, si ritirò nel deserto della Tebaide e lottò in completa solitudine per molti anni, conducendo la vita di un eremita rigoroso. Avanzato in età, a San Hor fu concesso di vedere un angelo, che gli annunciò che il Signore lo aveva destinato alla salvezza di molte persone che avrebbero cercato la sua guida.
Dopo questo, il monaco cominciò ad accogliere tutti coloro che venivano da lui per chiedere consiglio e aiuto. Il Signore gli concesse il dono di leggere le Sacre Scritture, nonostante il fatto che il santo fin dall’infanzia non fosse stato istruito nella lettura e nella scrittura.
A poco a poco, intorno a San Hor si formò un grande monastero, nel quale il santo Anziano era la guida spirituale. Il monaco non entrava mai nella trapeza per il pasto, né mangiava nel giorno in cui si comunicava ai Santi Misteri. Spesso insegnava ai fratelli attraverso racconti sulle tentazioni che potevano assalire un monaco che vive in solitudine. Ma li raccontava sempre in modo tale che tutti sapessero che stava parlando di dimoranti nel deserto da lui personalmente conosciuti. Il santo nascondeva le proprie fatiche ascetiche.
Una volta, quando il santo viveva ancora con un solo discepolo, questi gli fece notare l’avvicinarsi della Santa Pasqua. San Hor immediatamente si alzò in preghiera e, alzando le mani, rimase così per tre giorni sotto il cielo aperto, in incessante preghiera. Poi spiegò al suo discepolo che per un monaco ogni giorno di festa, e in particolare la Pasqua, si celebra ritirandosi da ogni cosa mondana ed elevando la propria mente all’unione con Dio.
Tutti i pensieri e le azioni dei suoi discepoli erano rivelati a San Hor, e nessuno osava mentirgli. Avendo raggiunto una tarda vecchiaia, San Hor fondò diversi monasteri, che nel loro complesso comprendevano fino a 1.000 monaci. Morì all’età di 90 anni, verso l’anno 390.

