Sant’Ilarione il Nuovo, igumeno del monastero di Dalmatos
San Ilarione il Nuovo nacque da pii genitori, Pietro e Theodosia, che lo crebbero nelle virtù e lo istruirono nelle Sacre Scritture. All’età di dodici anni san Ilarione fu tonsurato monaco presso il monastero di Hesychius, vicino a Costantinopoli, e da lì si trasferì al monastero di Dalmatus, dove ricevette il Grande Schema e divenne discepolo di san Gregorio il Dekapolita (20 novembre).
Il monaco venerava profondamente il suo patrono portatore di Dio, sant’Ilarione il Grande (21 ottobre), e si sforzava di imitare la sua vita, così venne chiamato Ilarione il Nuovo. Nel monastero di Dalmatus fu ordinato presbitero. Dopo la morte dell’igumeno, i fratelli vollero eleggere san Ilarione a questa carica, ma, avendolo saputo, egli fuggì di nascosto a Costantinopoli.
Allora i monaci del monastero di Dalmatus inviarono una petizione al patriarca Nikēphóros, chiedendo che san Ilarione fosse assegnato come igumeno. Il patriarca convocò il santo e lo persuase a dare il suo assenso. San Ilarione acconsentì per santa obbedienza. Per otto anni guidò pacificamente il monastero, ma nell’anno 813 l’iconoclasta Leone l’Armeno (813-820) salì sul trono imperiale. Il santo rifiutò di disonorare le sante icone e accusò con franchezza l’imperatore di eresia, per il che sopportò molti tormenti. Fu rinchiuso per un certo tempo in prigione e tormentato con la fame e la sete.
L’empio patriarca Theodotos, che aveva sostituito il patriarca Nikēphóros confinato in esilio, procurò al monaco molte sofferenze esigendo che abbandonasse l’Ortodossia. I monaci del monastero di Dalmatus si recarono dall’imperatore e gli chiesero di liberare il santo, promettendo di sottomettersi alla volontà imperiale. Tuttavia, dopo il loro ritorno al monastero, san Ilarione e i monaci continuarono a venerare le sante icone. L’imperatore, irato, gettò di nuovo il monaco in prigione. Lo sottopose a torture con ogni mezzo a sua disposizione, sperando di fargli cambiare idea.
L’ira di Dio ben presto raggiunse l’empio imperatore. Fu abbattuto dai suoi stessi soldati in chiesa, proprio nel luogo dove egli stesso aveva un tempo gettato a terra una santa icona. Il nuovo imperatore Michele II (820-829) liberò san Ilarione dalla sua prigionia, e il santo si ritirò in una cella monastica. Alla morte di san Teodoro lo Studita (11 novembre), che anch’egli aveva sofferto per le sante icone, san Ilarione vide santi angeli portare l’anima di san Teodoro in Cielo.
Sotto l’imperatore iconoclasta Teofilo (829-842), san Ilarione fu di nuovo posto sotto custodia e terribilmente percosso, poi fu confinato sull’isola di Aphousia.
Dopo la morte di Teofilo, la santa imperatrice santa Theodora (842-855) diede ordine di richiamare i confessori dall’esilio. San Ilarione tornò al monastero di Dalmatus, accettando di nuovo di essere igumeno. Si addormentò pacificamente nel Signore nell’anno 845.



