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Santi Terenzio e Neonilla, sposi, e i loro figli Sarbelos, Nitas, Ierax, Teodulo, Fotio, Bele ed Eunice, martiri - immagine

Santi Terenzio e Neonilla, sposi, e i loro figli Sarbelos, Nitas, Ierax, Teodulo, Fotio, Bele ed Eunice, martiri

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San Terenzio era originario della Siria e soffrì per Cristo insieme alla moglie Neonilla e ai loro sette figli Sarbelos, Fotio, Teodulo, Bele, Ierax, Nitas ed Eunice. Furono denunciati come cristiani e condotti davanti alle autorità per essere interrogati.

I santi confessarono Cristo e derisero le divinità pagane, mentre i loro fianchi venivano lacerati con uncini di ferro. Nelle ferite fu versato aceto, che poi fu dato alle fiamme. I santi si incoraggiavano a vicenda e pregavano Dio di aiutarli. Egli mandò angeli a scioglierli dai loro legami e a guarire le loro ferite.

Allora i santi furono gettati alle belve feroci, che divennero mansuete e non fecero loro alcun male. In seguito furono gettati in un calderone pieno di pece bollente, ma non furono bruciati. Vedendo che nulla poteva nuocere ai santi, i pagani li decapitarono.