Santi Marciano e Martirio, notai, martiri
I santi martiri Marciano e Martirio, notai di Costantinopoli, servivano in una cattedrale di Costantinopoli. Marciano era lettore e Martirio suddiacono. Entrambi svolgevano l’incarico di notai, cioè segretari, del patriarca Paolo il Confessore (6 novembre).
Gli eretici ariani scacciarono e segretamente misero a morte il giusto patriarca Paolo. Il suo trono fu dato all’eretico Macedonio. Gli eretici tentarono di attirare dalla loro parte i santi Marciano e Martirio con lusinghe. Offrirono loro oro e promisero di consacrarli arcivescovi, ma tutti gli sforzi degli ariani furono vani.
Allora gli empi minacciarono di calunniarli davanti all’imperatore e cercarono di intimidirli con la tortura e la morte. Ma i santi confessarono saldamente l’Ortodossia, così come è stata trasmessa dai Padri della Chiesa. Marciano e Martirio furono condannati a morte. Prima di morire, i martiri pregarono: «Signore Dio, che hai creato invisibilmente i nostri cuori e hai diretto tutte le nostre opere, accogli nella pace le anime dei tuoi servi, poiché per Te periamo e siamo considerati come pecore da macello (Sal 32/33,15; 43/44,22). Ci rallegriamo che per mezzo di una tale morte lasceremo questa vita per il tuo Nome. Concedici di essere partecipi della vita eterna con Te, Fonte della vita».
Dopo la loro preghiera, i martiri, con quieta esultanza, piegarono il collo sotto la spada degli empi (+ ca. 335).
I loro santi corpi furono devotamente sepolti dai cristiani ortodossi. In seguito, per decreto di san Giovanni Crisostomo, le reliquie dei santi martiri furono trasferite in una chiesa edificata in loro onore. Qui i credenti furono guariti da molte infermità per le preghiere dei santi, a gloria dell’unica Trinità vivificante.

