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Santi Evagrio e Sio di Georgia - immagine

Santi Evagrio e Sio di Georgia

02-04

Il santo Evagrio nacque da genitori timorati di Dio e pii, che gli leggevano le Sacre Scritture fin dai primi anni della sua infanzia. Quando giunse all’età virile, Evagrio divenne governatore di Tsikhedidi.

Un giorno Evagrio andò a caccia sui monti di Sarkineti, dove si era stabilito Shio di Mgvime. Mentre cacciava, i suoi compagni si dispersero in varie direzioni ed egli rimase solo a osservare i dintorni. Là vide un uccello, simile a una colomba, che stava portando del cibo a padre Shio, e notò il luogo in cui si posava.

Il giorno seguente individuò la grotta-eremo del padre Shio.

Stupito dal rigoroso ascetismo di padre Shio, il santo Evagrio fu colmato di santa invidia, desiderando di imitare l’eremita, e gli disse: «Dio è veramente vivente. Non ti lascerò, non tornerò indietro». San Shio lo ammonì di guardarsi da una decisione così impulsiva, poiché sarebbe stato assai difficile per un uomo cresciuto nel lusso iniziare all’improvviso una nuova vita nel deserto. Ma Evagrio gli rispose fermamente: «Anche se dovessi morire qui con te oggi, non partirò da questo luogo».

Per mettere alla prova la sua fede, san Shio affidò a Evagrio il suo bastone e lo istruì dicendo: «Metti il mio bastone nel fiume Mtkvari; esso separerà le acque e ti aprirà un passaggio per attraversare. Metti in ordine la tua casa e ritorna da me. Al tuo ritorno, quando giungerai al Mtkvari, usa di nuovo il mio bastone per aprirti un passaggio. Se non riuscirai, allora prosegui la tua strada come prima. Ciò significherà che non è volontà di Dio compiere il tuo desiderio».

Evagrio, obbediente, prese il bastone di san Shio e lo toccò alle acque del Mtkvari. Il fiume si divise, ed egli attraversò con fiducia fino all’altra riva.

Ritornato al palazzo, Evagrio distribuì tutti i suoi beni ai poveri, mise in ordine la sua casa e si mise di nuovo in cammino per trovare padre Shio. Compié lo stesso miracolo al ritorno: il fiume si divise in due, ed Evagrio, fedele, vi passò attraverso.

Padre Shio tonsurò Evagrio alla vita monastica, e l’ex governatore si stabilì vicino alla grotta del santo padre. Lì imparò la pazienza e la vigilanza e a pregare, mentre acquisiva le altre virtù come frutti delle sue fatiche ascetiche.

San Shio prevedeva che il numero dei monaci nel deserto sarebbe aumentato, e costruì per loro una chiesa nel luogo che Dio aveva rivelato. I grandi doni dei santi padri furono ben presto manifesti, e molti pellegrini si recarono sui monti di Sarkineti per ricevere le loro benedizioni. Quando il re Parsman seppe, seppur tardi, che il suo amato capo dell’esercito era stato tonsurato monaco, ne fu addolorato e si recò personalmente nel deserto di san Shio. Il suo intento era di ricondurre Evagrio nel mondo, ma il beato padre rispose con compostezza monastica: «O re! Perché turbi me, uomo nato per servire Dio, chiedendomi di diventare come un cane che ritorna al proprio vomito (cfr. Prv 26,11)?»

La notizia di san Shio, di Evagrio e degli altri santi atleti si diffuse per tutta la Georgia, e molti laici furono ispirati a entrare nella vita monastica.

Dopo molti anni san Shio invecchiò e radunò attorno a sé la fratellanza dei monaci. «Dovete scegliere uno tra voi che guidi questa comunità. D’ora in poi io mi affaticherò nel pozzo che ho preparato per la mia tomba», disse loro. I fratelli erano estremamente addolorati all’idea di doversi separare dal loro amato maestro, e invano lo supplicarono di rimanere nel monastero. Alla fine chiesero a padre Shio di designare un successore, ed egli scelse Evagrio come prossimo igumeno del monastero.

L’umile e gentile Evagrio si oppose a questa nomina, ritenendosi inadatto a sostenere una responsabilità così difficile. Supplicò san Shio di rivedere la sua decisione, ma l’anziano rispose semplicemente: «Se acconsenti alla nostra volontà, riceverai da Dio una ricompensa gioiosa: quando Egli ritornerà nella Sua gloria, ti ripagherà per la tua obbedienza».

Alla fine san Evagrio accettò il consiglio del suo maestro e da quel giorno in poi diresse l’attività del monastero con l’aiuto di Dio.