Passa al contenuto principale
Santi Edesio e Anfiano, fratelli - immagine

Santi Edesio e Anfiano, fratelli

04-02

I santi martiri Anfiano (Apphiano) ed Edesio (Aidesio) erano fratelli. Vivevano nella città di Patara (provincia di Licia), nella famiglia del governatore pagano. Andarono nella città di Beirut per studiare le scienze pagane. Là divennero ardenti seguaci di Cristo.

I santi fratelli lasciarono i loro genitori pagani e si recarono a Cesarea di Alessandria, dove trovarono un istruttore, san Pamfilio (16 febbraio), e sotto la sua guida divennero esperti nella vita spirituale, trascorrendo il loro tempo nella preghiera e nello studio dei libri sacri.

Per decreto dell’imperatore Massimiano (305-313), zelante pagano e crudele persecutore dei cristiani, tutti gli abitanti di Cesarea erano obbligati a offrire un sacrificio pubblico. Molti cristiani, compresi i santi Anfiano ed Edesio, dovettero nascondersi per evitare di sacrificare agli idoli.

Quando il prefetto della città di Cesarea stava per offrire un sacrificio agli idoli, sant’Anfiano entrò audacemente nel tempio, prese la mano del prefetto e lo esortò ad abbandonare il suo errore e a credere in Cristo.

Per ordine del governatore, i soldati afferrarono sant’Anfiano, lo percossero ferocemente e poi lo gettarono in prigione. Due giorni dopo lo condussero a giudizio, dove lo percossero con verghe di ferro e gli bruciarono il corpo con fasci di lino imbevuti d’olio.

Il coraggioso giovane, confessando con fermezza la sua fede in Cristo, fu poi gettato in mare con una pietra legata al collo. Improvvisamente si levò una tempesta, e le onde trasportarono il corpo del martire a riva, dove fu sepolto dai cristiani.

Dopo qualche tempo liberarono sant’Edesio e lo mandarono ad Alessandria. Là egli denunciò con franchezza il governatore Ierocle per la sua estrema crudeltà verso i cristiani. Sant’Edesio fu torturato e poi annegato.