Santi Bartolomeo e Barnaba
Il Santo Apostolo Bartolomeo nacque a Cana di Galilea e fu uno dei Dodici Apostoli di Cristo. Dopo la Discesa dello Spirito Santo nel Giorno di Pentecoste, toccò per sorteggio ai santi Apostoli Bartolomeo e Filippo (14 novembre) di predicare il Vangelo in Siria e in Asia Minore. Nel loro annuncio essi peregrinarono per varie città, e poi si incontrarono di nuovo. Assieme al santo Apostolo Filippo c’era sua sorella, la santa vergine Mariamne.
Attraversando le città della Siria e della Mizia, sopportarono molte fatiche e tribolazioni, furono lapidati e rinchiusi in prigione. In uno dei villaggi si incontrarono con l’Apostolo Giovanni il Teologo, e insieme si misero in cammino verso la Frigia. Nella città di Hieropolis, con la potenza delle loro preghiere, distrussero un’enorme vipera che i pagani adoravano come un dio. I santi Apostoli Bartolomeo e Filippo, con sua sorella, confermarono la loro predicazione con molti miracoli.
A Hieropolis viveva un uomo di nome Stachys, che era cieco da 40 anni. Quando ricevette la guarigione, credette in Cristo e fu battezzato. La notizia di questo si diffuse in tutta la città, e una moltitudine di persone si accalcò nella casa dove dimoravano gli apostoli. I malati e coloro che erano vessati dai demoni furono liberati dalle loro infermità, e molti furono battezzati. Il prefetto della città ordinò di arrestare i predicatori e di gettarli in prigione, e di incendiare la casa di Stachys. Al processo si presentarono i sacerdoti pagani con la denuncia che gli stranieri distoglievano il popolo dal culto degli dèi ancestrali.
Pensando che forse una qualche sorta di potere magico fosse nascosto nelle vesti degli apostoli, il prefetto ordinò di spogliarli. Ma Santa Mariamne divenne ai loro occhi come una torcia di fuoco, e nessuno osò toccarla. Condannarono i santi a morte. L’Apostolo Filippo fu crocifisso a testa in giù. Improvvisamente ci fu un terremoto, e una fenditura nella terra inghiottì il prefetto della città, assieme ai sacerdoti pagani e a molti del popolo. Gli altri si spaventarono e si affrettarono a staccare gli apostoli dalle croci. Poiché l’Apostolo Bartolomeo non era stato sospeso molto in alto, riuscirono presto a farlo scendere. L’Apostolo Filippo, però, era già morto. Dopo aver costituito Stachys vescovo di Hieropolis, l’Apostolo Bartolomeo e Santa Mariamne lasciarono la città e proseguirono il loro cammino.
Annunciando la Parola di Dio, Mariamne giunse in Lykaonia, dove morì in pace (17 febbraio). L’Apostolo Bartolomeo andò in India, dove tradusse il Vangelo di Matteo nella loro lingua, e convertì molti pagani a Cristo. Visitò anche la Grande Armenia (la regione tra il fiume Kura e le alte valli dei fiumi Tigri ed Eufrate), dove compì molti miracoli e guarì la figlia del re Polymios dai demoni che la affliggevano. In segno di gratitudine, il re inviò doni all’apostolo, che rifiutò di accettarli, dicendo che egli cercava soltanto la salvezza delle anime degli uomini.
Allora Polymios, insieme a sua moglie, alla figlia e a molti dei loro vicini, ricevette il Battesimo. E persone di più di dieci città della Grande Armenia seguirono il loro esempio. Ma, a causa delle macchinazioni dei sacerdoti pagani, l’Apostolo Bartolomeo fu catturato dal fratello del re, Astiagus, nella città di Alban (oggi la città di Baku), e fu crocifisso a testa in giù. Ma anche dalla croce egli non cessò di annunciare la buona novella su Cristo Salvatore. Infine, per ordine di Astiagus, scorticarono la pelle dell’Apostolo Bartolomeo e gli tagliarono la testa. I credenti posero le sue reliquie in una cassa di piombo e lo seppellirono.
Verso l’anno 508 le sante reliquie dell’Apostolo Bartolomeo furono trasferite in Mesopotamia, nella città di Dara. Quando i Persiani occuparono la città nel 574, i cristiani portarono con sé le reliquie dell’Apostolo Bartolomeo mentre fuggivano verso le coste del Mar Nero. Ma poiché il nemico li raggiunse lì, furono costretti a lasciare la cassa, e i pagani la gettarono in mare. Per potenza di Dio, la cassa giunse miracolosamente all’isola di Lipari. Nel IX secolo, dopo la presa dell’isola da parte degli Arabi, le sante reliquie furono trasferite nella città napoletana di Benevento, in Italia, e nel X secolo una parte delle reliquie fu trasferita a Roma.
Il santo Apostolo Bartolomeo è menzionato nella Vita di San Giuseppe l’Innografo (4 aprile). Avendo ricevuto da un certo uomo una parte delle reliquie dell’Apostolo Bartolomeo, San Giuseppe le portò nel suo monastero presso Costantinopoli, e costruì una chiesa in onore dell’Apostolo Bartolomeo, deponendovi una parte delle reliquie. San Giuseppe desiderava ardentemente comporre inni di lode in onore del santo, e supplicava con fervore Dio di concedergli la capacità di farlo.
Nella festa in memoria dell’Apostolo Bartolomeo, San Giuseppe lo vide presso l’altare. Egli fece cenno a Giuseppe e prese il santo Vangelo dalla santa mensa, e lo strinse al suo petto con queste parole: «Il Signore ti benedica, e possa il tuo canto rallegrare tutto il mondo». E da quel momento San Giuseppe cominciò a comporre inni e canoni per adornare non solo la festa dell’Apostolo Bartolomeo, ma anche le feste di molti altri santi, componendo in tutto circa 300 canoni. I Santi Giovanni Crisostomo, Cirillo di Alessandria, Epifanio di Cipro e alcuni altri maestri della Chiesa ritengono che l’Apostolo Bartolomeo sia la stessa persona di Natanaele (Giovanni 1,45-51; 21,2).



