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Santi Abati uccisi al Sinai e a Raitho - immagine

Santi Abati uccisi al Sinai e a Raitho

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Ci furono due occasioni in cui i monaci ed eremiti del Sinai e di Raitho furono uccisi dai barbari. La prima ebbe luogo nel IV secolo, quando quaranta Padri furono uccisi sul Monte Sinai, e trentanove furono massacrati a Raitho nello stesso giorno.

Il Monte Sinai, dove i Dieci Comandamenti erano stati dati a Mosè, fu anche il luogo di un altro miracolo. Ammonios, un monaco egiziano, fu testimone dell’uccisione dei quaranta santi Padri al Sinai. Egli racconta come i Saraceni assalirono il monastero e li avrebbero uccisi tutti, se Dio non fosse intervenuto. Un fuoco apparve sulla cima del monte, e tutto il monte fumava. I barbari furono presi dal terrore e fuggirono, mentre i monaci sopravvissuti ringraziavano Dio per averli risparmiati.

Quel giorno, i Blemmyes (una tribù araba) uccisero trentanove Padri a Raitho (sulle rive del Mar Rosso). L’igumeno Paolo di Raitho esortò i suoi monaci a sopportare le loro sofferenze con coraggio e cuore puro.

La seconda strage avvenne quasi cento anni dopo, e fu anch’essa registrata da un testimone oculare che miracolosamente scampò alla morte: San Nilo il Digiunatore (12 novembre). Gli Arabi permisero ad alcuni dei monaci di fuggire per salvarsi la vita. Essi attraversarono la valle e salirono su un monte. Da quel punto di osservazione, videro i beduini uccidere i monaci e saccheggiare le loro celle.

Gli asceti del Sinai e di Raitho conducevano una vita particolarmente rigorosa: trascorrevano l’intera settimana in preghiera nelle loro celle. Il sabato si radunavano per la Veglia notturna, e la domenica ricevevano i Santi Misteri. Il loro unico cibo erano datteri e acqua. Molti degli asceti del deserto furono glorificati dal dono dei miracoli: gli anziani Mosè, Giuseppe e altri. Nella celebrazione liturgica dedicata a questi Padri monastici sono menzionati: Isaia, Savva, Mosè e il suo discepolo Mosè, Geremia, Paolo, Adamo, Sergio, Domno, Proclo, Ipatio, Isacco, Macario, Marco, Beniamino, Eusebio ed Elia.