Sant’Eutimio il Confessore, vescovo di Sardi
Il Santo Ieromartire Eutimio, vescovo di Sardi, durante il periodo del regno dell’imperatore bizantino Costantino Porfirogenito (780-797) e dell’imperatrice Irene (797-802), fu scelto come vescovo di Sardi a causa della sua vita virtuosa. Egli fu anche presente al Settimo Concilio Ecumenico (787), nel quale denunciò l’eresia iconoclasta.
Quando salì al potere l’imperatore iconoclasta Nikeforo I (802-811), Sant’Eutimio e altri gerarchi ortodossi furono banditi sull’isola di Patalareia, dove languirono per lungo tempo. Richiamato dall’esilio dall’imperatore Leone V (813-820), il vescovo denunciò con franchezza l’eresia iconoclasta, e fu mandato in esilio nella città di Assia. Il successivo imperatore, Michele II il Balbuziente (820-829), tentò di costringerlo a rinunciare alla venerazione delle icone, ma senza successo.
Allora il santo martire fu flagellato e bandito sull’isola di Creta. Michele fu succeduto sul trono dall’imperatore iconoclasta Teofilo (829-842), per ordine del quale Sant’Eutimio fu sottoposto a crudeli torture: venne steso su quattro pali e percosso con corregge di bue. Sant’Eutimio si addormentò nel Signore alcuni giorni dopo il tormento.
Sant’Eutimio è commemorato anche l’8 marzo.

