Sante Marana e Cira
Le sante Marina (Marana) e Cira (Cyra), sorelle secondo la carne, vissero nel IV secolo nella città di Veria (o Berea) in Siria. I loro genitori erano illustri e ricchi, ma le sorelle lasciarono la casa e si allontanarono dalla città quando giunsero alla maturità.
Dopo aver ripulito un piccolo appezzamento di terra, le sante vergini sigillarono l’entrata del loro rifugio con pietre e argilla, lasciando solo una stretta apertura attraverso la quale veniva passato loro il cibo. La loro piccola capanna non aveva tetto, e così esse erano esposte agli elementi.
Portavano sul corpo pesanti catene di ferro e sopportavano con pazienza la fame. Per un periodo di tre anni, mangiarono cibo solo una volta ogni quaranta giorni. Le loro antiche serve vennero da loro, desiderose di unirsi alla loro vita ascetica. Le sante le posero in una capanna separata, accanto al proprio recinto, e parlavano con loro attraverso una finestra, esortandole alle opere di preghiera e di digiuno.
La vita delle sante ascete Marana e Cira fu descritta dal vescovo Teodoreto di Cirro nella sua Religiosa Historica. In rispetto della sua dignità gerarchica, le sante vergini lo lasciarono entrare nella loro dimora. Teodoreto conversò con loro e le persuase a togliere le pesanti catene che portavano sotto le vesti. Cira, che era debole nel corpo, era sempre curva sotto il loro peso e non poteva stare seduta eretta. Tuttavia, dopo che egli se ne fu andato, esse ripresero a portare le catene.
Così vissero nell’ascesi per quarant’anni. Interruppero la loro solitudine solo per fare un pellegrinaggio a Gerusalemme per pregare al Sepolcro del Signore. Durante il viaggio (che durò venti giorni) non mangiarono cibo finché non ebbero pregato nei Luoghi Santi. Sulla via del ritorno, ugualmente rimasero senza mangiare. Fecero la stessa cosa un’altra volta, quando si recarono alla tomba della Protomartire Thekla (24 settembre) a Seleucia, in Isauria.
Le sante Marana e Cira morirono verso l’anno 450. La loro vita ascetica fu pari a quella dei grandi asceti del deserto, e ricevettero la stessa corona di vittoria da Cristo il Salvatore.



