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Sant’Aussenzio, asceta in Kartilio - immagine

Sant’Aussenzio, asceta in Kartilio

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San Aussenzio, di origine siriana, prestò servizio alla corte dell’imperatore Teodosio il Giovane (418-450). Era conosciuto come uomo virtuoso, dotto e saggio, ed era, inoltre, amico di molti uomini pii della sua epoca.

Afflitto dalla vanità del mondo, San Aussenzio fu ordinato al santo sacerdozio e poi ricevette la tonsura monastica. Dopo di ciò si recò in Bitinia e trovò un luogo solitario sul Monte Oxia, non lontano da Calcedonia, e lì iniziò la vita di eremita (questo monte fu poi chiamato Monte Aussenzio). Il luogo delle fatiche del santo fu scoperto da pastori che cercavano le loro pecore smarrite. Essi parlarono di lui ad altri, e la gente cominciò a venire da lui per ricevere guarigione. San Aussenzio guarì molti malati e infermi nel nome del Signore.

Nell’anno 451 San Aussenzio fu invitato al Quarto Concilio Ecumenico a Calcedonia, dove denunciò le eresie di Eutiche e di Nestorio. Conoscendo bene la Sacra Scrittura ed essendo istruito nella teologia, San Aussenzio superò facilmente quegli avversari che disputavano con lui. Dopo la fine del Concilio, San Aussenzio ritornò alla sua cella solitaria sul monte. Con la sua vista spirituale vide da grande distanza il trapasso di San Simeone lo Stilita (459).

San Aussenzio morì verso l’anno 470, lasciandosi dietro discepoli e molti monasteri nella regione della Bitinia. Fu sepolto nel Monastero di Sant’Ipazio a Rufiananas, in Siria.