Sant’Antipa, vescovo di Pergamo
Il Santo Ieromartire Antipa, discepolo del santo apostolo Giovanni il Teologo (26 settembre), era vescovo della Chiesa di Pergamo durante il regno dell’imperatore Nerone (54-68).
In quei tempi, chiunque non offriva sacrifici agli idoli viveva sotto la minaccia dell’esilio o dell’esecuzione per ordine dell’imperatore. Nell’isola di Patmos (nel Mar Egeo) era incarcerato il santo apostolo Giovanni il Teologo, colui al quale il Signore rivelò il futuro giudizio del mondo e della santa Chiesa.
“All’angelo della Chiesa di Pergamo scrivi: Così parla Colui che ha la spada affilata a doppio taglio. Io conosco dove tu abiti, là dove è il trono di Satana; ma tu tieni fermamente al Mio Nome e non hai rinnegato la Mia fede, neppure ai giorni in cui Antipa, il Mio fedele martire, fu ucciso tra voi, là dove abita Satana” (Ap 2,12-13).
Col suo esempio personale, la sua fede salda e la sua predicazione costante su Cristo, sant’Antipa cominciò a distogliere gli abitanti di Pergamo dall’offrire sacrifici agli idoli. I sacerdoti pagani rimproveravano il vescovo di allontanare il popolo dagli dèi dei padri, e pretendevano che cessasse di predicare Cristo e che invece offrisse sacrifici agli idoli.
Sant’Antipa rispose con calma che non aveva alcuna intenzione di servire i demoni che fuggivano davanti a lui, un semplice mortale. Disse che adorava il Signore Onnipotente, e che avrebbe continuato ad adorare il Creatore di tutto, con il suo Unigenito Figlio e lo Spirito Santo. I sacerdoti pagani ribatterono che i loro dèi esistevano da tempi antichi, mentre Cristo non era dai tempi antichi ma era stato crocifisso sotto Ponzio Pilato come un criminale. Il santo rispose che gli dèi pagani erano opera di mani umane e che tutto ciò che si diceva di loro era pieno di iniquità e di vizi. Confessò con fermezza la sua fede nel Figlio di Dio, incarnato dalla santissima Vergine.
I sacerdoti pagani, furibondi, trascinarono lo Ieromartire Antipa al tempio di Artemide e lo gettarono in un toro di rame rovente, dove di solito venivano posti i sacrifici agli idoli. Nella fornace ardente il martire pregava a gran voce Dio, implorandoLo di ricevere la sua anima e di fortificare la fede dei cristiani. Andò al Signore in pace, come se si addormentasse (+ ca. 68).
Di notte i cristiani presero il corpo dello Ieromartire Antipa, che era rimasto intatto dal fuoco. Lo seppellirono a Pergamo. La tomba dello ieromartire divenne una fonte di miracoli e di guarigioni da varie malattie.
Ci rivolgiamo in preghiera allo Ieromartire Antipa per ottenere sollievo dal mal di denti e dalle malattie dei denti.



