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Sant’Agostino, vescovo d’Ippona - immagine

Sant’Agostino, vescovo d’Ippona

06-15

San Agostino nacque nella città di Thagaste, nell’Africa settentrionale. Fu cresciuto da sua madre, Santa Monica (4 maggio), e ricevette la sua educazione a Cartagine. In qualità di professore di retorica, Agostino giunse a Milano, in Italia, dove San Ambrogio (7 dicembre) era vescovo. Sotto la guida di Sant’Ambrogio, Agostino studiò le Sacre Scritture. La Parola di Dio produsse nella sua anima una crisi radicale; egli accettò il santo Battesimo, diede tutte le sue ricchezze ai poveri e fu tonsurato monaco.

Nell’anno 391 Valeriano, vescovo di Ippona, ordinò sacerdote Sant’Agostino e, nel 395, lo nominò vescovo vicario della sede di Ippona. Dopo la morte del vescovo Valeriano, Sant’Agostino prese il suo posto.

Durante i suoi 35 anni come vescovo, Sant’Agostino scrisse molte opere dedicate a combattere le eresie donatista, manichea e pelagiana.

Sant’Agostino scrisse molte opere (secondo il suo discepolo e biografo Possidio, il numero si avvicinava a 1030). Tra le sue opere le più note sono: La città di Dio (De civitate Dei), Le Confessioni, 17 libri contro i Pelagiani e Manuale della conoscenza cristiana (Enchiridion). Sant’Agostino si preoccupava, più di ogni altra cosa, che i suoi scritti fossero comprensibili e edificanti. «È meglio», diceva, «che condannino la nostra grammatica, piuttosto che la gente non capisca». Sant’Agostino morì il 28 agosto 430.

La Chiesa Ortodossa commemora Sant’Agostino il 15 giugno, mentre in Occidente egli è commemorato il 28 agosto.

Le sante reliquie del Santo si trovano nella chiesa cattolica romana di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia, in Italia; e un frammento delle sue reliquie si trova nel Monastero di San Meletios di Oinoi Villion in Attica, Grecia.