Santa Teofano la Taumaturga, moglie dell’imperatore Leone il Sapiente
Santa Theophanó era una pia e virtuosa Imperatrice, grandemente lodata dai cronisti del suo tempo a motivo della sua vita evangelica, della sua elemosina e della sua eccezionale pietà. Nacque a Costantinopoli, figlia di Costantino Martinakios e di sua moglie Anna, che allevarono la loro figlia con diligenza. Quando giunse all’età da matrimonio, l’imperatore Basilio il Macedone la scelse come sposa per suo figlio Leone il Saggio (886 – 912), con il quale visse in fedeltà coniugale per dodici anni.
La santa Imperatrice Theophanó e suo marito Leone furono imprigionati per tre anni, perché Leone fu falsamente accusato di aver complottato per assassinare suo padre, l’imperatore Basilio. Dopo aver ottenuto la libertà, Theophanó trascorse la sua vita in preghiera e digiuno, lottando con impegno per la propria salvezza. Fu riconosciuta come Santa e taumaturga già durante la sua vita, a causa delle molte opere buone che compiva per amore del prossimo.
Pur vivendo nel mondo, rinunciò a ogni cosa mondana e divenne benefattrice dei poveri. Edificò anche chiese e monasteri, oppure restaurò quelli che necessitavano di riparazione. Fu una vera madre per i suoi sudditi, prendendosi cura delle vedove e degli orfani e consolando gli afflitti.
Nonostante tutta la grandezza e la ricchezza che la circondavano, conservò la sua abituale umiltà e modestia. Preferiva vestirsi in modo semplice, così da non essere riconosciuta. Accompagnata da due serve di fiducia, visitava le case dei poveri e dei perseguitati, offrendo il suo aiuto. La sua fede era tale che fu ritenuta degna del dono di compiere miracoli. Quando la scienza medica rinunciava a un malato perché non riusciva a guarirlo, santa Theophanó lo ristabiliva in salute. Nonostante tutta l’amarezza che aveva sperimentato nella sua vita, santa Theophanó poteva ancora cantare lodi al Signore, secondo le parole del santo Profeta e re Davide: «Cantate inni a Dio, cantate inni; cantate inni al nostro Re, cantate inni» (Salmo 46/47, 6).
Santa Theophanó si addormentò nel Signore verso il 893-894. Già prima della sua morte, suo marito aveva iniziato a costruire una chiesa, con l’intenzione di dedicarla a Theophanó, ma ella glielo proibì. Fu l’imperatore Leone a decretare che la Domenica dopo Pentecoste fosse dedicata a Tutti i Santi. Ritenendo sua moglie una dei giusti, egli sapeva che anche lei sarebbe stata onorata ogni volta che si fosse celebrata la Festa di Tutti i Santi.
Le reliquie incorrotte di santa Theophanó sono conservate nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, al Phanar a Costantinopoli. Una particella delle sue reliquie si trova nel Monastero Dionysiou sul Monte Athos.



