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Santa Potamiena

06-07

Santa Potamiena (Potamianē) visse alla fine del III secolo ad Alessandria, durante il regno dell’Imperatore Massimiano (286–305). Era una schiava, ma anche cristiana; vale a dire, la sua anima era libera in Gesù Cristo. Fu acquistata dal suo precedente padrone da un altro uomo, anch’egli pagano. Poiché Potamiena era di aspetto molto bello, egli riteneva fosse suo diritto godere del suo corpo. Ma la sua ostinata resistenza lo sorprese e lo irritò. Per la prima volta era stato rifiutato da una schiava. Perciò le chiese di parlare. Lei non gli nascose nulla e disse: «Io sono cristiana e stimo il mio onore molto più della mia vita. Il mio unico possesso è la mia Fede e la mia purezza. Non rinnegherò né l’una né l’altra. Uccidimi, e non mi lamenterò, ma non toccarmi, oppure mi ucciderò io stessa. Infatti la nostra santa Fede proibisce il suicidio, tranne quando la morte rimane l’unico modo di proteggere il nostro onore da una violenza brutale».

Allora il padrone pagano la consegnò al prefetto, che ordinò che fosse messa in un calderone di pece bollente. Con gioia spirituale, Santa Potamiena udì la sua sentenza, perché in questo modo avrebbe preservato i suoi beni più preziosi: la sua verginità e la sua Fede cristiana. Coloro che assistevano ai suoi terribili tormenti furono stupiti dalla sua resistenza e dalla sua compostezza. Così, ella rese la sua anima pura e immacolata a Dio.

Giovanni 15,3.