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Santa Chryse neomartire - immagine

Santa Chryse neomartire

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La Santa Vergine Martire Zlata (Chrysḗ), quel “vaso d’oro di verginità e intemerata sposa di Cristo”, nacque nel villaggio di Slatena, nella diocesi di Meglena, al confine tra Bulgaria e Serbia, quando la Bulgaria era sotto il Giogo turco. Suo padre era povero e aveva quattro figlie. Santa Zlata era bella d’aspetto, e anche la sua anima era bella. Fin dall’infanzia mostrò un carattere insolitamente forte e una fede incrollabile in Cristo.

Un certo Turco si invaghì di lei, e un giorno la rapì mentre raccoglieva legna con alcune altre donne. La condusse a casa sua e cercò ripetutamente di sedurre la fanciulla e di convincerla a convertirsi all’Islam, dicendo che l’avrebbe fatta sua moglie. Zlata, tuttavia, resistette e affermò: «Io conosco solo Cristo come mio Sposo, che non rinnegherò, anche se tu mi farai a pezzi».

Poiché le persuasioni e le lusinghe risultarono vane, il Turco cominciò a minacciarla di gravi tormenti. La gloriosa martire non si spaventò per queste minacce, tuttavia. Per sei mesi gli empi Agareni cercarono di far sì che Zlata accettasse la loro religione, ma ella rimase salda. Allora ordinarono ai genitori e alle sorelle della santa di convincerla a diventare musulmana. Altrimenti, avrebbero ucciso Zlata e li avrebbero torturati.

I genitori e le sorelle della Santa piangevano e la esortavano a rinnegare Cristo “solo per finta”, affinché essi fossero risparmiati dalla tortura e dalla morte. Santa Zlata rimase impassibile alle loro suppliche e rispose: «Voi che ora mi esortate a rinnegare Cristo non siete più i miei genitori e le mie sorelle. Io invece ho il Signore Gesù Cristo come padre, la Signora Theotokos come madre, e i Santi della nostra Chiesa come fratelli e sorelle!»

Quando i musulmani videro che non potevano indebolire la decisione della Santa, la torturarono per tre mesi, percuotendola con bastoni. In seguito, strapparono dal suo corpo strisce di pelle, così che la terra fu arrossata dal suo sangue. Poi riscaldarono uno spiedo e glielo passarono attraverso le orecchie.

Accanto a lei stava il suo Padre spirituale, lo Ieromonaco Timoteo del Monastero di Stavronikḗta sul Monte Athos. Ella gli mandò a dire di pregare affinché perseverasse fino alla fine. Fu lui a registrare il suo martirio.

Infine, i musulmani si infuriarono per essere stati sconfitti da una donna, così la legarono a un albero e fecero a pezzi il suo corpo virginale con i loro coltelli. La sua pura anima fu accolta da Cristo, che le donò le doppie corone della verginità e del martirio. Alcuni cristiani raccolsero segretamente le sue reliquie e le seppellirono con grande riverenza. Santa Zlata soffrì per Cristo il 13 ottobre 1795.

I discendenti di Agar, la concubina del Patriarca veterotestamentario Abramo.